Archivio per 17 gennaio 2022

Buon lunedì sera in poesia “Ciò che tu sei” P. Salinas – arte Waterhouse – canzone “La mia vita” Adamo   Leave a comment

 

 

John William Waterhouse




 

 
 
 
 
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La continuità ci dà le radici, 
il cambiamento ci regala i rami, 
lasciando a noi la volontà di estenderli 
e di farli crescere
fino a raggiungere nuove altezze. 
– Pauline Keze –
 
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John William Waterhouse

 

 

 

CIO’ CHE TU SEI

Pedro Salinas

 

Ciò che tu sei

mi distrae da ciò che dici.

 

Lanci parole veloci

inghirlandate di risa,

e m’inviti ad andare

dove mi vorranno condurre.

Non ti do retta, non le seguo:

sto guardando

le labbra dove sono nate.

 

Guardi, improvvisa, lontano.

Fissi lo sguardo lì, su qualcosa,

non so che, e scatta subito

a carpirla la tua anima

affilata, di saetta.

io non guardo dove guardi:

sto vedendo te che guardi.

 

E quando tu desideri qualcosa

non penso a ciò che vuoi,

e non lo invidio: non importa.

Oggi lo vuoi, lo desideri;

domani lo scorderai

per un desiderio nuovo.

No. Ti attendo più oltre

dei limiti, dei termini.

 

In ciò che non deve mutare

rimango fermo ad amarti, nel puro

atto del tuo desiderio.

E non desidero più altro

che vedere te che ami.. 

 

 

frecq8h

John William Waterhouse

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

   


LA TUA PAGINA 
CHE PUO’ COLORARE I TUOI GIORNI
 
 
 
 
 
 
 
John William Waterhouse

 
 
 
 
 

LA LUNGA STORIA DELLA PIZZA (E DELLA MARGHERITA) DALL’ANTICHITA’ AI NOSTRI GIORNI   Leave a comment





Diamo uno sguardo all’evoluzione, nel corso dei millenni,
della pizza
uno degli alimenti più amati in tutto il  mondo.






Partirò però dalla simpatica storia della nascita
della mitica Margherita, regina delle pizze…
e poi parlerò di quella specie di pane schiacciato…
che rappresenta l’antichissimo antesignano della pizza.


Il post poi si concluderà…
con la simpatica canzoncina a lei dedicata.








 
 
 
 
LA VERA STORIA DELLA PIZZA MARGHERITA (E NON SOLO)
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 



In verità questa pizza condita da mozzarella, pomodoro e basilico, già esisteva… ed era amata dalla Regina Carolina moglie di Re Ferdinando di Borbone… che, essendone ghiotta, aveva perfino fatto costruire, nella reggia, un bel forno a legna.





 




Non sapeva però la regina borbonica Carolina che i 3 colori sarebbero stati quelli di un’altra dinastia, quella dei Savoia, che avrebbe poi esautorato la sua.

Ma andiamo con ordine









Nell’estate del 1889 il re d’Italia Umberto I e la regina Margherita erano in vacanza a Napoli nella reggia di Capodimonte.


La regina, avendo saputo delle bontà della pizza da qualche personaggio del seguito mandò a chiamare a corte il pizzaiolo Don Raffaele Esposito.

I coniugi Esposito, utilizzando i forni della Reggia, non prepararono solo la pizza in questione ma anche diverse altre… con vari ingredienti: una con sugna, formaggio e basilico; una con l’aglio, olio e pomodoro etc.



 


La Regina Margherita





Ma la Regina Margherita si entusiasmò soprattutto per quella con mozzarella, pomodoro e basilico, cioè con i colori della bandiera italiana, e però… non solo per motivi patriottici.
Don Raffaele, colse al volo l’occasione di farsi pubblicità (e farsi benvolere dai Reali) e quindi chiamò questa pizza, in onore della Regina, “alla Margherita“. 












Nel menu della sua pizzeria, già il giorno dopo, essa troneggiava richiestissima ed al primo posto.

Era nata la pizza Margherita…
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La storia della pizza – in senso lato – 
però ha origini molto più antiche..
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LE LONTANISSIME ORIGINI DELLA PIZZA

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Diversi storici ritengono che una specie di pizza, molto simile al pane, era presente già nell’alimentazione etrusca, egizia e di altri popoli antichi con forme e condimenti ovviamente molto diversi.
Era un alimento semplice che necessitava solo di componenti facilmente reperibili: farina, olio, sale e lievito. 
La pizza inizia ad avvicinarsi a quella che intendiamo oggi a Napoli, nel medioevo, per cercare di rendere più saporita e condita la preesistente schiacciata di pane;
Dunque in origine è simile al pane, cotta in forni a legna e condita con aglio, strutto e sale grosso… a cui alcuni poi aggiungevano formaggio (caciocavallo) e basilico.










Bisogna ricordare che fu la pizza, anche nella forma più povera, a far sì che nei territori del Regno delle 2 Sicilie le popolazioni riuscissero a superare,  in modo meno drammatico di altre zone, le tante diverse carestie… avvenute nel corso dei secoli (in Germania questo stesso ruolo lo ebbe invece la patata).











La pizza infine proprio come oggi la conosciamo, e cioè non più simile al pane ma con impasto morbido e gustoso, appare a Napoli tra il ‘500 e il ‘600.


Era preparata a forma di disco sul quale venivano aggiunti i condimenti più diversi disponibili all’epoca.
Il definitivo trionfo della pizza moderna avviene però con la scoperta del pomodoro che, importato dal Perù solo come pianta ornamentale, rivelò poi la sua capacità di trasformarsi in una gustosa salsa.



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Dunque solo in un momento successivo qualcuno ebbe l’idea di guarnire la pizza con la salsa… e fu… subito grandissimo amore.

Incomincia cosi l’era della pizza moderna che, partendo da Napoli, si diffonde dappertutto diventando uno dei cibi più amati e… mangiati… nel mondo… assumendo però poi forme,  cotture… spessore… e condimenti d’ogni genere secondo i diversi gusti dei popoli.







Molto recentemente… il 7.12.2017… l’Unesco ha proclamato la pizza napoletana “patrimonio dell’umanità“.


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LA PIZZA IN… MUSICA

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Dopo questo breve excursus storico – pizzaiolo, 

vi saluto con questa canzoncina a lei dedicata…

e fantasticamente interpretata da Aurelio Fierro








e… vado a farmi una bella… pizza.

Mi dispiace non poterla mangiare insieme a voi…


Questo, per ora, non c’è concesso nel mondo virtuale…

ma… col pensiero… forse sì.


Ciao da Orso Tony



COPYRIGHT TONY KOSPAN



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La tua pagina d’Amore.. Cultura, Psiche e Sogno
per colorare insieme e non banalmente le nostre ore

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Pubblicato 17 gennaio 2022 da tonykospan21 in STORIA... IN SENSO AMPIO

Augurissimi Braccio di ferro con la tua storia.. in breve.. ed un bel cartoon   Leave a comment



Augurissimi… Braccio di ferro…
simpatico eroe di un fumetto molto particolare
ma anche molto amato.






ECCO COME NACQUE


– Ehi tu, sei un marinaio? –
– Perché ti sembro un cowboy? –

Sì, proprio con questo botta e risposta nasceva, quasi per caso, Braccio di ferro (Popeye).

Era il 17 gennaio 1929.


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In effetti doveva essere un personaggio minore di un’altra… ed anche modesta… striscia di fumetti.

Ma ecco l’incredibile, nascono subito migliaia di ammiratori, le radio si mettonoo a ripetere le sue battute ed i giornali a cercare di accaparrarsi le sue storie.

 



IL MOTIVO DEL SUO SUCCESSO



Marinaio, senza un occhio, con la classica pipa sempre in bocca, con il corpo muscoloso, con avambracci esagerati su gambe corte e con il tipico tatuaggio dei marinai… l’àncora… non è certo un simbolo di bellezza ed eleganza.

Popeye è anche un buono, un tipo tranquillo, ma se c’è un sopruso o una prepotenza non ci mette molto a scatenarsi.

Coglie all’epoca, in piena depressione americana, i sentimenti popolari… che però non sono specifici di un’epoca ma validi sempre.

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Sembrerebbe un pazzerello scatenato… ma si comporta sempre con correttezza e dignità…

Il nostro amico… è poi famosissimo anche per la scorta di spinaci sempre a portata di mano che gli dà una forza sovrumana.

La sua donna è la segaligna… (ma anch’essa simpatica) Olivia… l’unica persona capace di tenergli testa… ed intorno a lor ruotano altri simpatici personaggi che ebbero un bel successo anche loro.




 

 


LA STORIA DEL SUO SUCCESSO


Qualche anno dopo, nel 1933 entra trionfante nel mondo de cartoons ma anche, e forse soprattutto, viene conteso da molte grandi aziende per la pubblicità dei loro prodotti.

Il suo creatore, Elzie Segar, di modeste origini, arriva a guadagnare oltre 2.000 $ a settimana.

Il successo continua inarrestabile, anche dopo l’improvvisa morte del suo creatore nel 1938.

Anzi, l’immagine del suo grugno, insieme al suo mitico pugno, si estende a tutto il mondo.

In Italia il primo a pubblicare le sue strisce è Elio Vittorini nel 1946 su “Il Politecnico”.

Negli anni’ 60 e ’70 la Pop Art (Andy Warhol ed altri) si innamora di lui e, addirittura, nel 1980 a lui viene dedicato un film con protagonista Robin Williams. 

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Negli ultimi anni la sua figura e la sua presenza nei fumetti e nei cartoni animati si è purtroppo un po’ affievolita… probabilmente per la scarsa vena degli autori.



Olivia e Braccio di ferro




Ma speriamo che la sua verve e la sua simpatia tornino in auge e per questo gli facciamo i nostri auguri… con questo suo simpatico cartone animato in italiano.

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Lunghissima vita… Braccio di Ferro…

amico delle letture della gioventù… di molti di noi


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 Braccio di ferro ed il mostro


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Augurissimi anche da Orso Tony

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Auguri Françoise Hardy – Buon compleanno con mini biografia e 2 tuoi grandi successi in italiano   2 comments










Una cantante francese che ha avuto molto successo 
in tutto il mondo negli anni 60 e 70 ed anche in Italia.
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La sua carriera di cantante inizia nel 1962
con con il singolo “Tous les garçons et les filles
che ben presto diventa un successo mondiale
in quanto rappresentava i disagi del mondo giovanile
(che sarebbero poi esplosi dappertutto nel ’68).










Ben presto Françoise diventa uno dei simboli
della generazione yéyé
benché ciò la rappresentasse poco in verità.

Da allora in poi ha cantato in molte lingue
ed ha mietuto molti altri successi in tutto il mondo
(in Italia il maggiore fu “Quelli della mia età
la versione italiana di Tous les garçons et les filles)








Sposatasi nel 1981 con l’attore e cantante Jacques Dutronc,
ha avuto un figlio, Thomas,
divenuto un noto chitarrista e cantante jazz.


Personalmente amo molto la dolcezza della sua voce.



Una sua immagine recente

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Come fare gli auguri ad una cantante se non ascoltandola?

Quindi lo faremo con 2 suoi successi iniziando
con “Quelli della mia età







Il secondo è “Sentimenti(titolo in Francese “Et meme“)
una canzone del 1966… che però in Italia giunse nel 1967.





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Augurissimi anche da Tony Kospan





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