Archivio per l'etichetta ‘John William Waterhouse

IL RAGAZZO E L’ECO – In questo raccontino.. la bella e saggia spiegazione del noto.. effetto sonoro   Leave a comment

 

 

Un breve ma simpatico brano sull'eco,

fenomeno acustico che ha affascinato l'umanità fin dai tempi antichi,

con una sua interessante morale.

 

 

 

La ninfa Eco in pietra (Parque del Laberinto de Horta – Barcellona)

 

 

 

IL RAGAZZO E L’ECO

Un raccontino di saggezza…

 

 

 

 

 
 
 

 


“Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…


All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”


E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”


 Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”


E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”
Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”


E ricevette la risposta: “Codardo!”
Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”


Il padre gli sorrise e rispose:”Figlio mio, ora stai attento:”
E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”


La voce rispose: “Tu sei un campione!”
Il figlio era sorpreso ma non capiva.


Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.
La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.
Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.
Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.

La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.


 

 
 
 
Waterhouse – Eco e Narciso

 
 
 
 

 

(TESTO DAL WEB)

 

 

CIAO DA ORSO TONY

 

 





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Buon sabato sera in poesia “Rosa purpurea” Hesse – arte.. Waterhouse – canzone “Acqua e sale”   Leave a comment


 
 
 
 
John William Waterhouse
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
D'amore non esistono peccati,
s'infuriava un poeta ai tardi anni,
esistono soltanto peccati contro l'amore.
E questi no, non li perdoneranno.
– Giorgio Caproni –
 

 
 
 

 

John William Waterhouse – Santuario

 

 


 


 
 
 
ROSA PURPUREA
Hermann Hesse
 
 
Ti avevo cantato una canzone.
Tu tacevi. La tua destra tendeva
con dita stanche una grande,
rossa, matura rosa purpurea.
E sopra di noi con estraneo fulgore
si alzò la mite notte d'estate,
aperta nel suo meraviglioso splendore,
la prima notte che noi godemmo.
Salì e piegò il braccio oscuro
intorno a noi ed era così calma e calda.
E dal tuo grembo silenziosa scrollasti
i petali di una rosa purpurea.
 
 
 
 
 
John William Waterhouse – Arianna

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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John William Waterhouse – Ila e le ninfe


 

Jane Burden.. musa dei Preraffaelliti – La donna.. il fascino ed alcuni noti dipinti che la ritraggono   Leave a comment


  
Proserpina – Rossetti – Jane Burden
 
 
 
 
 

JANE BURDEN
 LA MUSA DI ROSSETTI E DEI PRERAFFAELLITI
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
Jane Burden
 
 
 
 

JANE BURDEN
BREVE BIOGRAFIA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Jane nacque ad Oxford il  19 ottobre 1839. Il padre era uno stalliere
e dei suoi primi anni si sa solo che visse in una famiglia povera.

 
 
 
 
Jane Burden con la sua famiglia
 
 
 
 
Nell'ottobre del 1857 l'incontro fatale con
Dante Gabriel Rossetti
ad una rappresentazione teatrale
 
 
Dante rimase rapito dalla sua particolare bellezza.
 

 
 
 

Dante Gabriel Rossetti (Londra 12.5 .828 – Birchington 10.4.1882)


 
 
 
 
Rossetti sposato (e non solo) la convinse a posare per lui
 e la dipinse nel ritratto di Ginevra…
 
 
Fu così che conobbe William Morris amico di Rossetti e cofondatore,
 insieme ad altri, della corrente artistica dei Preraffaelliti.
 
 
 
 
William Morris
 
 
 
 
L'artista e scrittore Morris la dipinse anch'egli
ma in breve si fidanzarono
ed egli provvide alla sua educazione culturale.
 
 
Lei ne fu così entusiasta che divenne capace di leggere
anche testi in francese ed in italiano
oltre a diventare una pianista di buon livello.
 
 
 
 
The day dream – 1880 – Rossetti – Jane Burden (partic.)
 
 
 
 
Dal loro matrimonio avvenuto nel 1859 nacquero 2 figlie
di cui la seconda, May, fu poi anche l'editrice di libri del padre.
 
 
Mentre il marito, Morris, si dedicava soprattutto
alle sue attività artistiche (decorative) 
e di promozione sociale e politica 
che ebbero grande influenza sulla cultura inglese dell'epoca
 Jane nel 1884 iniziava una relazione amorosa
con il poeta Wilfrid Scawen Blunt
che terminò qualche anno dopo
pur rimanendo sempre l'amicizia tra loro.
 
 
 
 
 
 
 
 
Oltre che da Rossetti che la ritrasse numerosissime volte
ed a cui fu sempre legata, e dal marito,
Jane Burden fu la modella anche di
Edward Burne-Jones e Evelyn De Morgan.
 
 
 
 
La tentazione di Mago Merlino – Edward Burne-Jones
 
 
 
 
I PRERAFFAELLITI
 
 
 
La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica inglese
nata nel settembre del 1848.
 
 
Suoi esponenti principali furono
Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, Ford Madox Brown,
John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones 
ed in seguito John William Waterhouse.
 
 
Questa corrente nacque
in opposizione al dominante accademismo dell'epoca
e contro le rigidità del Vittorianesimo. 
 
 
Il loro obiettivo era il ritorno alla natura ed alla spontaneità
che individuavano nell'arte italiana del '400
e cioè prima di Raffaello.
 
 
Da ciò il nome.
 
 
 
 
Waterhouse – Eco e Narciso
 
 
 
 
Erano artisti che amavano innanzitutto la bellezza,
l'armonia ed il sogno
ed avversavano l'avanzante industrializzazione capitalistica.
 
 
I loro temi erano soprattutto biblici,
shakespeariani e medievali.
 
 
Chi più di Dante Gabriel Rossetti
il cui nome già evidenzia l'origine italiana della famiglia,
 (il padre era uno studioso emigrato in Inghilterra),
poteva sentire la vicinanza e l'importanza di queste tematiche?
 
 
 
 
Jane Burden – Il saluto di Beatrice – 1869 – Rossetti

 
 
 
 
Infatti fin da piccolo aveva mostrato grande interesse ed amore
per la poesia e l'arte del Medioevo Italiano
ed i suoi primi dipinti ritraevano soprattutto
personaggi e storie dantesche.
 
 
Dante è considerato uno dei massimi esponenti della corrente
ed ha ancor oggi nutritissime schiere di ammiratori
entusiasti delle sue opere.
 
 
 
 
The Blue Silk Dress – Rossetti – Jane Burden  
 
 
 
 
 
JANE BURDEN
LA MUSA DEI PRERAFFAELLITI
 
 
 
 
 
Scrive Antonella Barina:
“ Era di una bellezza inconsueta Jane Burden, figura languida e malinconica – occhi immensi , labbra carnose , nuvola di capelli scuri – che nell’universo prerafaellita dell’Inghilterra della seconda metà dell’Ottocento divenne l’ideale della femminilità”.

 
 
 
 
Jane Burden La Donna della Finestra (1870) – Rossetti

 
 
 
 
Così la descrisse lo scrittore Henry James dopo averla vista:
“Un'apparizione d'incredibile e meravigliosa intensità. Alta e sottile in lungo abito color porpora, con il volto emaciato e pallido, gli occhi tristi, profondi, scuri, il lungo collo avvolto in fili di perle esotiche”.
 
 
 
 
 
Elena di Troia – Rossetti – Jane Burden
 
 
 
 
Questo suo sottile fascino fu esaltato soprattutto da Rossetti
che la dipinse numerosissime volte
(e con la quale ebbe un intenso scambio epistolare
da cui non traspare se ci fosse qualcosa di più di un'amicizia).
 
 
La sua figura è divenuto il simbolo estetico dominante di questa corrente…
cosa che non era mai accaduta prima nè accadrà poi mai più nella storia dell'arte.
 
 
 
 
Proserpina – Rossetti – Jane Burden

 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
F I N E
 
 
 
 
 
 
 
 

Fonti: vari siti web – Copyright Tony Kospan


 

 

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Rossetti – Vedova romana


 

Buonanotte con l’antichissima minipoesia greca “Lunga è la notte d’inverno” di Asclepiade   1 comment

 
 
 
 
John William Waterhouse – Psiche
 
 
 
 
 
LUNGA E’ LA NOTTE D’INVERNO
Asclepiade Di Samo*
 
Lunga è la notte d’inverno,
il sole tramonta fra le Pleiadi
e io sono là, bagnato, alla tua porta, 
colpito dal desiderio dell’ingannatrice.
No, non è  amore
questo che mi ha mandato Afrodite,
ma una freccia angosciosa di fuoco.
 
 
 
 
 
John William Waterhouse – La Sirena
 
 
 
 
 (*poeta greco – III sec. a. C.)
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
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Felice weekend in poesia “Nel silenzio delle mie parole ” G. Maugeri” – arte Waterhouse – canzone “Quiero sonar”   Leave a comment

 
 
 

John William Waterhouse – Lady Clare (Part.)

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
Quando si ama la fedeltà non è troppo difficile.
– Henry de Montherlant –
 
 

 
 
 
 
 
 

 

 

 
John William Waterhouse – Ophelia

 
 
 
NEL SILENZIO DELLE MIE PAROLE
Giusy  Maugeri
 
Scriverò di te
su un pentagramma dorato
e la melodia mi pervaderà
fino all’intima essenza
Accarezzerò i petali di un fiore
pensando alle tue labbra
ma non lo coglierò
perché possa crescere
e godere dei raggi del sole
e della libertà di negarsi
 
Ti amerò sulle ali del vento
cullandoti
nel silenzio delle mie parole…

 
 
 

John William Waterhouse – Lady of Shalott – 1888
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

LA TUA NUOVA PAGINA DI
AMICIZIA PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…


 
 
John William Waterhouse – Il dolce suono del flauto – 1911


 
 

LA LEGGENDA DELLA PASTIERA… ED UNA REGALE… STORIELLA   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutti, penso, conoscono la prelibatezza…
i profumi e la dolcezza della pastiera napoletana…,
vera regina dei dolci pasquali…,
(anche se in verità ora si mangia tutto l'anno ed in ogni dove),
ma non tutti ne conoscono la simpatica leggendaria origine.


 


 


 
 
LA LEGGENDA DELLA PASTIERA NAPOLETANA
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Tanti anni fa la Sirena Partenope col suo bellissimo canto estasiava tutte le genti che abitavano il golfo di Napoli.
 
Allora le popolazioni, per ringraziarla vollero renderle omaggio regalandole i doni della loro fertile terra:
– la farina, forza e ricchezza della campagna;
– la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle;
– le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;
– il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura;
– l’acqua di fiori d’arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio;
– le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo;
– infine lo zucchero, per esprimere l’ineffabile dolcezza profusa dal suo canto, in cielo, in terra, ed in tutto l’universo.
 
 
 
 
 John William Waterhouse – La sirena
 
 
 

La sirena, felicissima per tanti doni, si inabissò per fare ritorno nel suo regno e portò le preziose offerte ai piedi degli dei.
 
Questi, estasiati dal suo soavissimo canto e dalla bontà dei doni, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti ricevuti trasformandoli in una torta che superava in dolcezza, bellezza e bontà perfino il canto della stessa Partenope.
 
Era nata la Pastiera…
 
 
 

 
 
 
 
 
UNA REGALE… STORIELLA
 
 
Tra le tante storie (vere o meno) che si raccontano sulla pastiera, molto carina è quella che vede come protagonista  re Ferdinando II di Borbone.

Egli, pur essendo di carattere giocherellone, aveva invece sposato Maria Carolina d’Austria che invece era fredda ed austera, al punto da essere descritta da tutti come una che “non rideva mai”.
 
Un giorno la regina, dopo molte insistenze di re Ferdinando, si decise finalmente ad assaggiare una fettina di pastiera e, cosa per lei inusuale, non poté far a meno di sorridere.

Pare che il re allora abbia detto:
“capperi… per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua, per vederla sorridere di nuovo”.

 
 
 
 
 
Maria Carolina d’Austria
 
 
 
 

 CIAO DA ORSO TONY… CHE SI CONFESSA…
INNAMORATO ED AMANTE
SI’… E SENZA ALCUNA RISERVA ED ALCUN PUDORE… 

 
 
 
 
 
 
 
 
DELLA “REGALE” PASTIERA…A bocca aperta
 
 
 
 
 






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Elizabeth Browning.. grande poetessa inglese dell’800 ed amica dell’Italia – Mini biografia e 2 sue sublimi poesie   Leave a comment




Una donna inglese dell’800 dalla vita difficile,
autrice di poesie davvero sublimi,
sostenitrice del nostro Risorgimento
ma anche dell’emancipazione delle donne
 

 
 
 
 
Elizabeth Barrett Browning
 
 
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ELIZABETH BARRET BROWNING
BREVE BIOGRAFIA E 2 GRANDI POESIE
a cura di Tony Kospan



(Durham 6.3.1806 – Firenze 29.6.1861)


 
 
Elizabeth Barret nacque in una ricca famiglia che però poi ebbe grossi problemi economici. 

Ben presto iniziò a scrivere e pubblicare con successo poesie e traduzioni dal greco. 

A 32 anni incappò in una grave malattia che le creò gravi difficoltà di deambulazione ma nello stesso periodo s’innamorò del poeta Robert Browning dopo una intensa corrispondenza.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A causa dell’opposizione paterna lo sposò di nascosto e con lui scappò in Italia. 

A circa 43 anni a sua salute migliorò e divenne madre di un bimbo. 

Visse sempre a Firenze.

 

 

 

Firenze nell’800

 
 
 
 
 
Fu anche una sostenitrice del nostro Risorgimento ed in particolare di Camillo Benso di Cavour. 

La sua opera più ampia è il lungo poema Aurora Leigh, del 1857, in cui esalta in modo poetico la necessità dell’emancipazione femminile. 

Morì a 54 anni ed è sepolta nel Cimitero degli Inglesi. 
 
 
 
 
2 POESIE SUBLIMI
 
 
 


Tornando alle poesie esse sono un inno sincero e profondo al suo amore per Robert. 

 

I suoi versi, come sempre accade quando una poesia è davvero sublime, ci inoltrano, con parole semplici ma precise e suggestive, in una dimensione assoluta e ultraterrena in cui il sentimento più bello che c’è… brilla d’immensità.
 
 
 
 
 
 

Robert Browning

 

 

 

Il Vero Amore, ci dice Elizabeth, non può esser legato a fattori esterni o concreti o a nostre comodità… o interessi… ma si nutre di assoluta interiorità… al di là di ogni contingenza… ed in tal modo esso potrà non aver mai fine… 


 


 


John Everett Millais

 


 

 
Ma ora leggiamole…


 
 
 
 

 John William Waterhouse

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SE DEVI AMARMI


Se devi amarmi,

per null’altro sia che per amore.

Mai non dire:

“L’amo per il sorriso, per lo sguardo,

la gentilezza del parlare,

il modo di pensare così conforme al mio,

che mi rese sereno un giorno”.

Queste son tutte cose che posson mutare.

Amore mio, in sé stesso o per te,

un amore così nato potrebbe poi morire.

E non amarmi per pietà di lacrime

che bagnino il mio volto.

Può scordare il pianto

chi ebbe a lungo il tuo conforto,

e perderti.

Soltanto per amore amami

per sempre e per l’eternità.







COME TI AMO?


Come ti amo? – Come ti amo?

Lascia che ti annoveri i modi.

Ti amo fino agli estremi di profondità,

di altura e di estensione che l’anima mia

può raggiungere, quando al di là del corporeo

tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.

Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,

alla luce del giorno e al lume di candela.

Ti amo liberamente,

come gli uomini che lottano per la Giustizia;

Ti amo con la stessa purezza con cui essi

rifuggono dalla lode;

Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze

e quella che fanciulla mettevo nella fede;

Ti amo con quell’amore

che credevo aver smarrito coi miei santi perduti,

– ti amo col respiro,

i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! – e,

se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.







Tony Kospan






LA PAGINA DI FB
DELLA POESIA E DELLA CULTURA

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