Archivio per l'etichetta ‘CANZONI DI UN TEMPO

Lucciole vagabonde – La storia.. l’atmosfera del 1927 e la birichina canzone.. in 2 versioni   3 comments




Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente.








Si tratta infatti di una famosissima… canzoncina…


LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan







E’ una canzone del 1927 che…
per le parole e soprattutto per il significato
è certamente spintarella…A bocca aperta








Nel nostro immaginario quell’epoca
ci appare densa di serietà e sobrietà…
ma poi, dopo un’analisi, anche breve, di quella realtà,
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così!








Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentale”
del maschio nostrano dell’epoca.








La canzone è opera del mitico duo
Bixio – Cherubini
autori di tanti capolavori musicali.



Foto:
Piero Arcieri



Le immagini che seguono …
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera del 1927

1927 – Ostia





1927 – Binda alla Milano Sanremo












Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, cantata da
Aurelio Fierro,
con la possibilità di leggere anche il testo







Chi poi desidera ascoltarla in una versione video…
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti…








CIAO DA TONY KOSPAN



La tua pagina d’Amore.. Psiche e Sogno
per colorare insieme ed in mondo non banale le nostre ore

.

.

.

.


Annunci

‘A VUCCHELLA – Questa classica canzone napoletana fu scritta da D’Annunzio! – Ecco la simpatica storia ed il video   Leave a comment

Forse non tutti sanno che questa canzone,
scritta a fine ottocento, è nientepopodimeno…
opera di un mito della Letteratura Italiana
Gabriele D’Annunzio.

Non solo… anche la musica, come vedremo,
è di un abruzzese.






'A VUCCHELLA
UNA CLASSICISSIMA CANZONE NAPOLETANA…
MA… TUTTA ABRUZZESE… E… D'AUTORE.



.
.

LA STORIA

.


Gabriele D'Annunzio nel suo soggiorno napoletano nel 1892, era insieme all'amico poeta e paroliere Ferdinando Russo ai tavolini del mitico Caffè Gambrinus.
Il Vate, sfidato a comporre in breve tempo una canzone napoletana, gli dettò in pochi minuti questi versi.
.



Il Caffè Gambrinus.

.
.

Rimasti per dieci anni in un cassetto, essi vennero poi mostrati dal Russo al musicista Francesco Paolo Tosti,

.
.
.

Foto:

Francesco Paolo Tosti (Ortona 9 .4.1846 – Roma 2.12.1916)

.

.

altro abruzzese.

Il Tosti, dunque, musicò quesi versi… per cui, pur con l'intervento del Russo del tutto… “laterale” , la canzone è di paternità tutta abruzzese

.
.

Franz Dvorak

.
.
.

La canzone divenne presto un successo internazionale e fu molto amata anche da Enrico Caruso, che la incise nel 1919….

E' tuttora, a pieno titolo, tra le classicissime ed amatissime canzoni…. della tradizione musicale partenopea.

Vediamo ora alcune immagini d'epoca che ci riportano all'atmosfera di quegli anni.

.
.
.

.

.

.

.

Il giovane… D'Annunzio

.

.

Napoli – Villa Comunale

.

.

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'aperto

Il Caffè Gambrinus a fine '800

.



.

.

.

IL TESTO

.

'A VUCCHELLA
D'Annunzio

Si comm'a nu sciurillo…
tu tiene na vucchella,
nu poco pucurillo,
appassuliatella.

Méh, dammillo, dammillo,
è comm'a na rusella…
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!

Dammillo e pigliatillo
nu vaso…piccerillo
comm'a chesta vucchella

che pare na rusella…
nu poco pucurillo
appassuliatella…


.

.



.

.

.
.

ASCOLTIAMOLA…

.

.


L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

.

.
.

Il video con l'interpretazione del “cesellatore” Roberto Murolo

e con quadri di Michetti, un paesaggio di Michele Cascella,

una foto d'epoca e un Klimt, che non è lontano dal liberty pescarese

è davvero bello e tutto da… godere…

.



.






Eugene Blaas



CIAO DA TONY KOSPAN

.

.

Globo numero 101

.



.

La pagina per colorare in mondo non banale le nostre ore

.


.

Foto:
Pierre Auguste Cot

.

Historia de un amor – La famosa e poetica canzone del ’56 con la sua storia e l’interpretazione di Julio Iglesias   Leave a comment




Stavolta parlerò di una canzone in lingua spagnola
e della sua storia

Historia de un amor (Storia di un amore)
è una famosa canzone scritta nel ’56
dal cantautore panamense Carlos Eleta Almarán
al ritmo di bolero.








Fu scritta dal cantautore
immedesimandosi nel  grande dolore del fratello
per la morte dell’amata moglie.

Nello stesso anno… poi… per il gran successo della canzone
nacque un film di cui fu la musica ne fu la colonna sonora.

E’ stata cantata da grandi artisti in tutto il mondo 
ed in Italia da Laura Pausini, Iva Zanicchi e Nicola di Bari.








TESTO IN ITALIANO

Non sei più accanto a me, cuore,
nell’anima ho solo… solitudine
e se non riesco più a vederti
è perché Dio ha voluto che ti amassi
per farmi soffrire di più.
Eri la ragione della mia vita
ed adorarti per me era una religione.
Nei tuoi baci ho trovato
un gran calore che m’ha donato
Amore e Passione
E’ la storia d’un amore senza eguali
che mi ha fatto capire
tutto il bene e tutto il male
e che ha dato la luce alla mia vita.
Or che è spento…
com’è buia la mia vita!
Senza l’amor tuo… viver non potrò.

(Traduzione. non letterale di T.K.)






Prima di passare all’ascolto della canzone
alcune immagini che ricordano l’atmosfera di quell’anno



La famosa nevicata del 56









La rivoluzione ungherese



Ma è giunto il momento di ascoltarla…
nell’interpretazione di Julio Iglesias







Ciao da Tony Kospan




LA TUA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…





Foto:

La storia e la poesia di “I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) antica.. classica canzone napoletana in 2 versioni   Leave a comment

 

Stavolta è il turno di una canzone che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche.
 

Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
della bellezza della grande musica napoletana.

 


 
 
 
 I’ TE VURRIA VASA’
L' ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan





 


 Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno
con diverse immagini d'epoca…
 
 
 
 
L'ATMOSFERA DEL 1900


 
 
 

 

 

 
 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 
 
 
 
 
 
LA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
 Il testo della canzone è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l'autore era a letto con la febbre.

L'andò a visitare l'amico musicista Di Capua
( l'autore della musica di “O sole mio “ )
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell'epoca Armando Gill.
 
 
 
 
 
 
 

Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell'amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica, 
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 115 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.
 
 
 
 
 
 
 
 

ILTESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i'…
n’ora pur’i'!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
 
 
 

LA CANZONE

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
Ascoltiamola… nella versione di 
Massimo Ranieri
 
 
 
 
 
 (
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata…
di Sergio Bruni…
 
 
 
 
 (
 
 
 

Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –
 
 
 
 
 
 


80x8080x8080x8080x80

UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB



Rogelio de Egusquiza

.

.

Avec le temps – La mitica canzone… il poetico testo e le interpretazioni di Ferré e Dalida   Leave a comment

 
 



Stavolta, nell’ambito delle grandi canzoni di un tempo,
non andremo molto lontani
(46 anni però non sono proprio pochi…)
ma la canzone è un vero mito mondiale.

 
 
.
.
 
 
 
 

.
.
 
AVEC LE TEMPS
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa canzone che possiamo definir poesia…
poesia pura…
è sì.. certo un pò triste…
ma dolcissima, struggente e profondissima
in quanto tocca le nostre corde più vere…
e più intime…
 
 
E’ una canzone davvero memorabile
ed ebbe un successo mondiale…
che però non è mai più tramontato.
 
 
.
.
 
 
 
.
.
 
L’autore è Leo Ferré
cantante e musicista monegasco.
 
 
In Italia è stata interpretata da molti
grandi cantanti e ne segnalo solo alcuni…
Dalida… Paoli… Patty Pravo… Battiato…
 
 
Prima di passare alla canzone
entriamo nell’atmosfera di quell’anno…1970…
con alcune immagini penso significative…
 
 
 
 
 





 Fiat 500 del 1970
.
.
La mitica semifinale dell’Azteca – Italia/Germania
.
.
Bernardo Bertolucci – Il conformista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giro d’Italia – Gimondi e Merkx
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone… che possiamo definir 
Musica dell’Anima
e non servono altre parole…
 
 
Basta ascoltarla… leggerne il testo…
 
 
 
 



 
 

AVEC LE TEMPS (COL TEMPO)

Leo Ferré

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti 
Allora tu col tempo sai
non ami più.

 
 
 
 
 

 

 

Ma eccola insieme al testo originale

cantata da Léo Ferré… 

 

 

    

 

e qui nella versione italiana

cantata da Dalida…  

 

    
 

 
 
 
 

 
 
 
Buon ascolto e… ciaooooooooo da

TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

 
image

Poesie… un altro modo di viverle
  


 
 
 
 
 

Cesare Andrea Bixio – Breve ricordo del grande compositore anche con la sua mitica canzone… “Vivere”   1 comment




Forse ai giovani d'oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane,
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.

Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni '20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d'amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell'epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell'epoca… come il cinema e la televisione.

.

.

.


(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.


E' stato anche un geniale industriale
e fondatore di diverse case editrici di musica.

Mi fa dunque piacere ricordarlo con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi…



VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
DIO PATRIA E FAMIGLIA…
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca…



 
 
 
 
 
 

 
 
 

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio…
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto
 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi
 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all'epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca…
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
e con la possibilità di leggerne
contemporaneamente… il testo completo
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda. un po' più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 
 

 

 
 
Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI FACEBOOK DI CULTURA AMICIZIA E SOGNO
Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 











LA VIE EN ROSE – La storia… il fascino… la mitica canzone di Edith Piaf.. in 2 versioni   Leave a comment



L'immagine può contenere: una o più persone, fiore, pianta e natura




Questa è una delle canzoni più belle e più note di tutti i tempi…
nonché la canzone simbolo dell’amore romantico…

La “vita in rosaper noi italiani
ha lo stesso significato che ha per i francesi
soprattutto nell’espressione
Vedere la vita in rosa”.

 
 
 
 
 
L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, scarpe e spazio al chiuso
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)



 LA VIE EN ROSE…

STORIA POESIA ATMOSFERA E… LA CANZONE



La Piaf stessa scrisse il testo con il titolo però
Les choses en rose (Le cose in rosa),
e chiese al maestro Robert Chauvigny di musicarlo.
 
 
Però egli si rifiutò essendo il brano, secondo lui,
senza alcun valore e mai vi fu errore così clamoroso.
 
 
  

 
 
 

Lei si rivolse allora al pianista Louiguy (Louis Gugliemi)
che la musicò, cambiandole anche il titolo in
La vie en rose.
 
La canzone divenne ben presto un successo mondiale…
e dirò di più… un successo che non è mai tramontato…
 
Dove poteva nascere una canzone così se non a Parigi?


 
  

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS



 
Siamo nel 1945…
l’anno in cui termina la seconda guerra mondiale…
e Parigi è stata appena liberata dagli anglo-americani
 







 Ricordiamo per un attimo quei giorni…



1945 – Primavera a Parigi



1945 – Primavera a Parigi
 
  
 
 Torniamo quindi alla nostra canzone ed ecco
il poetico testo… in italiano…  



L'immagine può contenere: fiore, pianta, cielo, spazio all'aperto e natura
 


IL TESTO
 
Occhi che fanno abbassare i miei
Un ridere che si perde nella sua bocca
Ecco il ritratto senza ritocchi
Dell’uomo al quale appartengo
Quando mi prende fra le braccia
Mi parla a bassa voce
Vedo la vita tutta rosa
Mi dice parole d’amore
Parole di tutti i giorni,
E sento che qualcosa
E’ entrato nel mio cuore,
Una parte di felicità
Di cui conosco la causa
E’ lui per
Me, io per lui nella vita
Me l’ha detto, l’ha giurato sulla sua vita,
E fin dal momento in cui lo scorgo da lontano
Allora sento in me, il cuore che batte…
Notti d’amore senza fine
Una gran felicità che si fa largo
I fastidi, i dolori si cancellano
Felice, felice da morire

 
 
 


Nessun testo alternativo automatico disponibile.





 Ascoltiamola in una prima versione


  

L'immagine può contenere: fiore, pianta, cielo, natura, spazio all'aperto e sMS


 

e poi in questo video d'epoca, per chi lo preferisce,

possiamo invece ammirarla nella sua interpretazione

ed assaporare insieme l'atmosfera di quegli anni.

.

.

L'immagine può contenere: 1 persona, sul palco e sta suonando uno strumento musicale

 .

CIAO DA TONY KOSPAN



PER LE NOVITA' DEL BLOG





L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: