Archivio per l'etichetta ‘CANZONI DI UN TEMPO

C. A. Bixio.. mitico autore di canzoni del primo 900 e la sua indimenticabile.. “VIVERE”   Leave a comment




Forse ai giovani d’oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane, 
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.
Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni ’20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d’amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell’epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell’epoca come il cinema e la televisione.
.
.
.

 

(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.


E’ stato anche un geniale industriale 

e fondatore di diverse case editrici di musica. 
 
Mi fa dunque piacere ricordarlo 
con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi.


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
  

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio!
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film.

 
 
 
 
 
  
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 

 

 
 

Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE E’ LA TUA PAGINA DI FB!






EDITH PIAF.. “piccola” grande artista – Breve ricordo e 2 suoi grandi successi   Leave a comment




Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con 2 sue mitiche canzoni la

L’himne à l’amourNon je ne regrette rien



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.






Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.






La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



Qui è con il suo amato pugile che però morì in un incidente aereo.

.



L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.








 Ma ora è giunto il momento di ascoltar per prima,
la canzone scritta da lei stessa
per la morte del suo amato pugile Marcel Cerdan


che fu il più grande amore della sua vita.

E’ una musica che emoziona ed affascina ancor oggi.

  

.

.

.

In quest’altro video d’epoca, possiamo invece ammirarla

nella sua interpretazione di un altro trionfo che pure ha superato

i confini del tempo 

ed è ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

.

 .

.

Come si può vedere non c’è qui la mitica VIE EN ROSE

il suo vero successo mondiale.

Chi volesse conoscerne la bella storia e riascoltarla.



CIAO DA TONY KOSPAN



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SEDICI ANNI – Una dolce e bella canzone del 1961 oggi ingiustamente dimenticata e l’atmosfera di quell’anno   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

  

 La canzone di cui parlerò in questa libera antologia

 
delle canzoni della nostra memoria… è 
 

 

 
di
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
SEDICI ANNI
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una canzone che all’epoca (1961/1962)
 
vendette oltre un milione di copie, ma che ora,
 
per una strano negativo influsso,
 
sembra scomparsa quasi del tutto, perfino dal web.
 
 
 
 
 
Dico questo perché non m’aspettavo proprio
 
di dover “faticare” tanto per trovar notizie e musica.


 
(c’è anche un’altra del tutto diversa canzone del 1951 
con lo stesso titolo…cantata da Achille Togliani ). 
 
 
 
 
 
Karol Bak 
 
 
 
 
 
 
 
Qualcosa però son riuscito a recuperare e dunque spero,
 
nel mio piccolo, di poter, anche se solo in minima parte,
 
colmare la grave lacuna. 
 
 
 
Sì perché la canzone, a mio parere, è delicata e dolce
 
sia come testo che come musica e l’interpretazione di Nunzio Gallo,
 
decisamente elegante e raffinata.
 
 
 
 
 

 

Nunzio Gallo.

.

 

 

Dicevo che la canzone è del 1961, scritta da Aurelio Fierro,

e, per confermare la grandezza del suo successo,

vinse pure la Canzonissima di quell’anno 

e fu anche la più gettonata nei mitici juke box (li ricordate?). 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  Prima di passare all’ascolto della canzone
 
immergiamoci per un attimo nell’atmosfera di quell’anno.
 
  
 
Siamo nel 1961
 
l’anno del primo uomo nello spazio… Jurij Gagarin.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
  dell’incontro tra Kennedy e Krusciev 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

  

 

ed anche del centenario dell’unità d’Italia che viene ricordato
 
con varie manifestazioni,
 
soprattutto a Torino, ed a cui partecipai.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

jukebox

 

 

 

 

 

 
Foto di gruppo dei partecipanti al Festival di Sanremo del 1961. 
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone.

 
E’ giunto il momento di ascoltarla o riascoltarla in questo video. 
 

 

 
 
 
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ARTE MUSICA POESIA HUMOUR ETC
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Achille Togliani.. big della musica degli anni 50 e 60 – Breve ricordo con i suoi successi “Signorinella” e “Come pioveva”   Leave a comment




E’ stato un vero e proprio mito

della canzone italiana del dopoguerra

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Achille Togliani  (Pomponesco 16.1.1924 – Roma 12.8.1995)

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BREVE BIOGRAFIA



Partito dalla provincia mantovana
intraprese la strada del cinema e della rivista
(con Macario)
e fu qui che lo notò il maestro Angelini che lo portò nel ‘50
nella trasmissione “Cantanti della radio”
sia per la stupenda melodiosa voce
che per la sua presenza di uomo affascinante.

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Ebbe presto, per queste doti,
molti successi sia nel campo della canzone
che in quello dei cuori femminili.

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Nel ’51 inaugurò con pochi altri cantanti*il Festival di Sanremo
(*quelli della foto qui giù meno Gino Latilla)




I cantanti del 2° Sanremo
– Il duo Fasano ai lati, Togliani, Nilla Pizzi e Gino Latilla – Fonte RadiocorriereTV





e nel ’54 vinse il Festival di Napoli.
.
Rimase a lungo negli anni ’60 nell’orchestra Angelini
come cantante di punta e partecipò anche a numerose trasmissioni
radiofoniche di successo.

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Poi però, anche se il suo genere musicale, la canzone melodica,
pian piano tramontava,
lui tuttavia rimaneva nel cuore degli italiani.

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Dopo gli anni ’70 partecipò soprattutto a spettacoli televisivi di revival.

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Questi… alcuni tra i suoi maggiori successi…

Signorinella, La canzone dell’amore, Come pioveva, Parlami d’amore Mariù,
Lucciole vagabonde, Canzone da 2 soldi, Sedici anni e Melodia d’amore…
.
Ricordiamolo ora ascoltando la sua voce in questi 2 video
in cui interpreta, da par suo, 2 mitiche canzoni di un tempo.

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SIGNORINELLA

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juke box gif

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COME PIOVEVA

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CIAO DA TONY KOSPAN



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“Mille lire al mese” – La storica canzone (testo e video) ed un breve ricordo della cara.. vecchia moneta   Leave a comment

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I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso







La lira è stata la nostra moneta ufficiale 

dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862 


fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


.

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Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

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“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE

.

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

.

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…







Questa qui giù è l’ultima versione della banconota



di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Leggiamo ora il testo…


MILLE LIRE AL MESE


Che disperazione, che delusione dover campar

Sempre in disdetta, sempre in bolletta

Ma se un posticino domani cara io troverò

Di gemme d’oro ti coprirò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare, sarei certo di trovare

Tutta la felicità

Un modesto impiego, io non ho pretese

Voglio lavorare per poter alfin trovare

Tutta la tranquillità

Una casettina in periferia

Una mogliettina giovane e carina

Tale e quale come te

Se potessi avere mille lire al mese

Farei tante spese, comprerei fra tante cose

Le più belle che vuoi tu

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità

D’un zio lontano, americano

Ma se questo sogno non si avverasse, come farò?

Il ritornello ricanterò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare

Sarei…








e poi ascoltiamola in questo video…

 dove vi sono diverse bellissime immagini 

sia di quel tempo… che della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




barra__grassbar.gif picture by RaiodeLuar

LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA
CON LEGGEREZZA




Bambina innamorata.. famosissima e dolcissima canzone del 1936 – Testo.. atmosfera dell’epoca e video   Leave a comment

 
 
 
 
 

 
 
 
 
Stavolta è il turno di una canzone del 1936
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

BAMBINA INNAMORATA
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
by Tony Kospan

 
 
 
 

 

 



E’ l’anno in cui si tennero le famose Olimpiadi di Berlino
che videro il nero Owens trionfare a dispetto di Hitler che,
si racconta, si rifiutò di stringegli la mano…

 
 
 

 
 
 
e delle guerre italiane in Africa… 
 
 
 

 
 
 
Entriamo dunque con qualche altra immagine
nell’atmosfera dell’epoca…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Doris Duranti attrice molto amata nel 1936
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco ora il testo di questa canzone
che ha attraversato la guerra
e che è giunta fino ai nostri giorni



 
 
 
 
 

BAMBINA INNAMORATA
Autori:  A. Bracchi – G. D’Anzi
 
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.
Bambina innamorata
la bocca t’ho baciata,
quel bacio ti ha destata
non lo scordare più.
M’hai detto t’amo
voglio il tuo amor,
risposi t’amo
con tutto il cuor.
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.
Prima rosa
se tremante già ti parlo del mio amore
tu mi parli e mi sorridi maliziosa
ma forse ti batte il cuor.
Prima rosa
più gentile e delicata dun bel fiore
vorrei dirti ciò che il labbro mai non osa
io vivo per questo amor.
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.

 
 
 
 
 

 

 


Ed infine ascoltiamola

in questo bel video cantata da Carlo Buti.


 

 

 

 

 

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POESIA ARTE MUSICA ETC
I N S I E M E 
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“I sentimenti” dolcissima canzone di Francoise Hardy – L’ascolto.. la sua storia e l’atmosfera del ’67   Leave a comment


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ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…

by Tony Kospan








La dolcissima canzone di Francoise Hardy
è del 1966 ma giunse in Italia nel 1967.

Sembra ieri, eppure son passati oltre 50 anni,
ed avvenute grandi trasformazioni epocali.




 
 
  
 
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Il titolo originale è “ET MEME
e gli autori sono Pallavicini e la stessa cantante..
La canzone fu presentata per la 1° volta su RAI 1
ed ebbe subito un gran successo.

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Personalmente rimasi molto colpito dalla bellezza della voce
della cantante francese e dalla dolcezza del testo.

Prima di ascoltarla in video dell’epoca…
immergiamoci con alcune immagini nel clima del 1967.

 blu fior 2 

 L’ATMOSFERA DEL 1967
 

 
 
 



Viene ucciso Che Guevara
 
 
 
 
 
Il dr Barnard esegue il primo trapianto di cuore
 
 







1967 – Giro d’Italia
 
 
 
 
Infuria la guerra in Vietnam
 







Dustin Hoffman ne “Il laureato”
 
 
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LA CANZONE
 
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Ma ora veniamo all’ascolto della canzone
in un video d’epoca…

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.Ciao da Tony Kospan.


PER CHI AMA COLORARE LE SUE ORE
acqua und0kco1 500





 
 

Funiculì funiculà – La vera storia e la simpatica canzone di fine ‘800 nelle versioni di Sergio Bruni e Bocelli   1 comment


 
 
Approfondiremo la conoscenza ed ascolteremo un’antica canzone che, 
nata all’epoca solo per… u n a  p u b b l i c i t à (!!!)
spiccò poi il volo verso alte vette di successo e di allegria
diventando famosa in tutto il mondo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
FUNICULI’ FUNICULA’
LA STORIA… L’ATMOSFERA E LA CANZONE
a cura di Tony Kospan
 

 
 

 
 

LA STORIA

 

La canzone fu scritta nel 1880 in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare di Napoli ed ebbe una gestazione velocissima… solo di poche ore… nascendo quindi quasi d’impeto dalla penna del giornalista Peppino Turco e dal musicista Luigi Denza.

 

 

Gli industriali brindano all’inaugurazione della funicolare

 

 

Essa doveva avere solo la funzione di pubblicizzare la Funicolare e di invogliare i cittadini ad utilizzarla… dato che era un mezzo di trasporto nuovo… ma riscosse un successo immediato sia per la musica, galoppante ed allegra, che per il simpatico testo.

 

 

 

 

Fu la canzone più cantata nella Piedigrotta (antica festa popolare che si teneva nel mese di settembre) di quell’anno ed il suo successo, travolgente come le sue note, travalicò monti ed oceani per diventare una delle canzoni più famose al mondo di tutti i tempi.



  

La festa di Piedigrotta



 
 
 Essa infatti è stata cantata dai più grandi cantanti…. di ogni epoca.

Interessante poi, dal punto di vista storico, è il fatto che questa è stata la prima canzone classica napoletana di cui sono noti sia l’autore del testo che quello della musica.

Le canzoni precedenti erano in pratica solo dei  canti popolari… ma gli anni di fine ‘800 furono davvero rivoluzionari in tutti i campi dalla scienza all’arte… dalla musica alla poesia… etc. 
 
 
 
 

 

 

LA CANZONE

 
 
L’ascolteremo ora prima in una versione cantata da Sergio Bruni 
potendone leggere il testo in originale…

 
 
 








e poi in quest’altro video possiamo ascoltarla

nell’interpretazione, anch’essa molto bella,

di Andrea Bocelli.

 


 

 

 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 

ROMANTICA – La canzone di successo di Dallara (testo e video) con l’atmosfera del 1960 e gli… “Urlatori”   Leave a comment







Nell'ambito delle musiche e delle atmosfere di un tempo
stavolta è il turno di una canzone che fece epoca
ma che ora è quasi dimenticata.

Parlo di
ROMANTICA
vincitrice del festival di Sanremo del 1960.

 

 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D'UN TEMPO…
by Tony Kospan 




Il successo fu dovuto principalmente a Tony Dallara,
ma non da meno fu l'interpretazione di Renato Rascel,
l'altro cantante, così come si usava allora, a Sanremo.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
GLI URLATORI – UN FENOMENO DELL'EPOCA
 
 

Era l'epoca in cui nella canzone italiana
dominavano i cd. Urlatori.
 
 
Dallara ne fu uno dei massimi esponenti
e certamente il più… puro.

 
 
 
 
 
 

Il loro modo di interpretare le canzoni era caratterizzato
 dal fatto di cantare con voce ad alto volume,
e priva degli abbellimenti vocali tipici
del canto prettamente melodico
e dunque si staccavano dalla classica tradizione musicale italiana.
 
 
Questa canzone ha attraversato il tempo
e seppur ormai quel genere non incontra più grandi consensi
resta una pietra miliare della storia della canzone italiana
e dei nostri ricordi.

 
 
 
 
donna d5u5
 
 
 
 
 

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Prima di passare alla canzone diamo uno sguardo
all'atmosfera di quell'anno.





 
 
Siamo nel 1960 in pieno “miracolo economico”
dopo gli anni bui postbellici



 
 
 
 
Ma siamo anche negli anni della massiccia emigrazione
dal sud verso il triangolo industriale
Torino Milano Genova,
 
 

 
 
 


in quello in cui Berruti trionfa alle Olimpiadi di Roma



 
 
 
La dolce vita  – Fellini
 
 
 
 
e del mitico film…

 
 
 
 
Questa invece è la moda del 1960
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone…
 
Ecco ora prima il testo
 
 
 
 
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Romantica
Tony Dallara


Bambina mia
sono l’ultimo poeta che s’ispira ad una stella.
Bambina mia,
sono l’ultimo inguaribile malato di poesia.

E voglio bene a te
perché sei come me,
romantica.

Tu sei romantica,
amarti e’ un po’ rivivere,
nella semplicità,
nell’irrealtà
di un altra età.

Tu sei romantica,
amica delle nuvole,
che cercano lassù
un po’ di sol come fai tu.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso per me.

Ed io che accanto a te
son ritornato a vivere,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso
per me.

Tu sei romantica, amica delle nuvole,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

 


 

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Ed infine ascoltiamola




 
 
 
 
 


 
 

 
Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Palomma ‘e notte di S. di Giacomo – La mitica poesia e poi grande canzone insieme al suo difficile amore con Elisa – Storia.. testo e 3 video   Leave a comment



Bè definire questa… una canzone poesia…
non è poi così difficile
considerato che l’autore è un grande poeta.









PALOMMA ‘E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE
a cura di Tony Kospan










Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.

La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la raccontò sul “Corriere della Sera
descrivendo però anche la storia del loro complicato amore.








LA STORIA DEL LORO AMORE
CHE ORIGINO’ LA POESIA E POI LA CANZONE



“Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26.

Salvatore era un bell’ uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque, e tutto questo creava intorno alla sua persona un’ aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.

Elisa era «’ na giovane vestuta / cu ‘ na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita / con una veste granata, alta e brunetta ntk).

Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.









Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell’ambiente e di quell’ educazione, da lasciare stupiti. 

«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com’ è. E’ bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… 
Sappiatela tutt’intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com’è sempre l’ impeto dell’anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».

Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”

Per amor di brevità essendo l’articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderne poi il finale.








– Il loro amore fu molto tormentato prima per l’invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…

Si amarono così d’un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all’immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…

Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassetto “quelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”









Ecco l’ultima parte dell’articolo di La Capria che qui racconta anche la nascita di questa poesia:

“Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma ‘e notte.

Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.

E l’ avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.

Va’ via, torna all’ aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?

E’ chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla bruciandosi la mano, è Salvatore.”







La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.

La musica fu composta da Francesco Buongiovanni… e direi che si tratta proprio di un’accoppiata sublime.








E’ considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana.



LA POESIA (IN ITALIANO)

Guarda questa farfalla,
Come gira, come svolazza,
Come torna un’altra volta
A tentare questa candela!

Farfallina, questo è un lume,

Non è rosa o gelsomino,

E tu per forza qua vicino

Ti vuoi mettere a volare!


Vattene da là!

Vattene, pazza!

Va’, farfallina, e torna,

E torna a quest’aria

Così fresca e bella!

Lo vedi che anch’io

Mi abbaglio piano piano

E che mi brucio la mano

Per volerti cacciare via?


Carolina, per un capriccio,

Tu vuoi fare scontento un altro

E poi, quando l’hai lasciato,

Tu, da un altro, vuoi volare.


Troppi cuori stai stringendo

Con queste tue mani piccole,

Ma finisce che queste ali

Anche tu ti puoi bruciare.


Vattene da là!

Vattene, pazza!

Va’, farfallina, e torna,

E torna a quest’aria

Così fresca e bella!

Lo vedi che anch’io

Mi abbaglio piano piano

E che mi brucio la mano

Per volerti cacciare via?


Torna, va’, farfalla di notte,

Nell’ombra dove sei nata!

Torna a quest’aria imbalsamata

Che ti sa consolare!


Nel buio e solo per me

Questa candela arde e si strugge,

Ma che arda tutti e due,

Non lo posso sopportare!


Vattene da là!

Vattene, pazza!

Va’, farfallina, e torna,

E torna a quest’aria

Così fresca e bella!

Lo vedi che anch’io

Mi abbaglio piano piano

E che mi brucio la mano

Per volerti cacciare via?


tradotto da Natalia Cernega


Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata prima da Peppino di Capri.









e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni…








ed infine anche in quest’altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.








CIAO DA TONY KOSPAN



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