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Laura Antonelli.. diva e sex symbol.. dai grandi successi ai grandi dolori – Breve ricordo e video   Leave a comment

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Grande bellezza e dolce sensualità 
erano le doti che l’avevano fatta divenire un’icona sexy
del cinema italiano nel secondo ‘900.





Pola 28.11.1941 – Ladispoli 22.6.2015




Nata a Pola in Istria… quando era solo una bimba
fu costretta a rifugiarsi con la famiglia a Roma
alla fine della 2° guerra mondiale.







Qui, ormai giovane donna, 
lasciò l’iniziale percorso per diventare insegnante di ginnastica
dopo alcuni “Caroselli”
e dopo alcune presenze come attrice di fotoromanzi.








A 25 anni, nel 1966, con “Le sedicenni
entra nel mondo del cinema.








Seguono altri film che pian piano evidenziano
le sue irresistibili doti di morbida e sognante “femme fatale“.








Nel 1971 ebbe una storia con Jean-Paul Belmondo
conosciuto sul set de “Gli sposi dell’anno secondo“.








Ma è con “Malizia” di S. Samperi che le arride,
in modo esplosivo, il grande successo
e non solo di pubblico, in quanto vince pure
un David di Donatello ed un Nastro d’argento.








Seguono, fino a tutti gli anni ’80, tanti film di successo
ed alcuni anche sotto la direzione di grandi registi
come Giuseppe Patroni Griffi (Divina creatura, 1975)
o Luchino Visconti (L’innocente, 1976) mostrando 
le sue doti di attrice completa
ed in grado di recitare ruoli di diverso genere.








Nel 1991 però, come un fulmine a ciel sereno,
ci fu la notizia del suo arresto
per spaccio di droga che sorprese l’Italia.

Fu l’inizio della sua fine in quanto non si riprese più
mostrando così una grande fragilità caratteriale
che però era molto probabilmente
una notevole componente del suo particolare fascino.








Alla fine fu assolta in quanto era solo consumatrice.

Nel 2000 ci fu il suo ritorno al cinema con Samperi
ma il film “Malizia 2000” fu un grande fiasco
ed a causa di alcune infiltrazioni di collagene
fatte per alcune scene il suo viso ne rimase deturpato.







Ha vissuto gli ultimi anni in totale anonimato 
e con grande tristezza per dolorose vicende giudiziarie
avendo dovuto denunciare il figlio e la badante
d’appropriazione indebita di soldi ed appartamenti.




Malizia 2000



Quando l’amico Lino Banfi iniziò una battaglia
per farle avere il sostegno previsto per gli artisti
dalla Legge Bacchelli lei gli chiese di soprassedere
in quanto voleva essere dimenticata.








Penso che noi tutti però preferiamo ricordarla
nei suoi momenti di magico splendore
anche se la sua vicenda umana ed artistica
ci insegna come sia facile passare
dal grande successo ad un inesorabile rapido e doloroso declino.

Rivediamola in alcune note scene dei suoi film.



fre bia pouce




Ciao Laura e grazie per le emozioni che ci hai donato.

Tony Kospan




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Frecce (174)

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Musica anni ’60 e ’70 – Breve ricordo di Maurizio Arcieri e la sua famosa canzone “5 minuti e poi”   Leave a comment








Maurizio Arcieri, cofondatore e cantante dei New Dada,
divenne famoso con la canzone “5 minuti e poi
che, chi era giovane negli anni 60, ricorderà certamente.



(Milano 30.4.1942 – Varese 29.1.2015)




BREVE BIOGRAFIA


E’ stato un innovatore in campo musicale,
vivendo tutte le stagioni della musica pop,
beat, rock, new wave, punk, dance ed elettronica.

Aveva iniziato però la carriera come attore di fotoromanzi.






Lasciato il gruppo creò, con la moglie Christina Moser,
il duo musicale Krisma ma non ritrovò più il grande successo.






Fondò poi la TV satellitare Krisma TV e lavorò
come autore televisivo e produttore.

Negli ultimi anni è stato nel cast di Chiambretti
nel programma di seconda serata Chiambretti Night.






LA SUA CANZONE PIU’ FAMOSA
5 MINUTI E POI

Cinque minuti e poi” è una canzone molto struggente
che racconta di un innamorato che conta i minuti
che mancano alla partenza di un aereo
che porterà via la sua donna per sempre.






Questa canzone arrivò al 3° posto nella classifica Hit Parade
 del 1968 e ci restò per diverse settimane
dopo aver già riscosso consensi al Disco per l’estate.

Ma ora riascoltiamola…







Tony Kospan






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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
Frecce2039






Auguri Mina! Buon compleanno “Tigre di Cremona” anche con la canzone-poesia “Se telefonando”   Leave a comment




 
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Oggi è il compleanno di Mina…,
soprannominata la Tigre di Cremona,
una cantante che ha segnato in modo indelebile
il periodo della canzone italiana…
che va dalla fine degli anni ’50 all’inizio degli anni  ’70
ma che è tuttora considerata un vero e proprio
monumento musicale contemporaneo.








E’ a tutti noto che ad un certo punto,
pur essendo nel pieno del successo,
preferì allontanarsi dalle luci della ribalta,
per sottrarsi all’esagerata attenzione dei mass media,
ritirandosi a vita privata e trasferendosi in Svizzera.




Mina (Mina Anna Maria Mazzini) – Busto Arsizio, 25 marzo 1940



Pur non comprendendola completamente,
ma rispettando in modo assoluto questa sua scelta,
gli italiani non hanno mai smesso
di provare immensa stima e grande affetto
per questa mitica cantante.

Come farle gli auguri se non parlando
di una sua canzone universalmente riconosciuta
come una delle più belle… di sempre.
 


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SE TELEFONANDO
– GRANDE CANZONE POESIA –



Si tratta di un mixage stupendo costituito da una stupenda interpretazione di Mina, una bellissima musica, opera del maestro Ennio Morricone, ed un testo “poetico” che dobbiamo a 2 noti personaggi come Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara.

 

 

 
 
 

La canzone, incisa in un 45 giri in vinile, è del 1966 ed è per me soprattutto uno stupendo ed indimenticabile classico.
 
Leggiamone il poetico testo…



 
 
 
 

 
 

SE TELEFONANDO 


Lo stupore della notte
spalancata
sul mar
ci sorprese che eravamo sconosciuti
Poi nel buio le tue mani
d’improvviso
sulle mie…
É cresciuto troppo in fretta
questo nostro
amor…
Se telefonando io potessi dirti addio
ti chiamerei…
Se io rivedendoti fossi certa che non soffri
ti rivedrei…
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta
ti guarderei…
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito…
Se telefonando io volessi dirti addio
ti chiamerei…
Se io rivedendoti fossi certa che non soffri
ti rivedrei…
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta
ti guarderei…
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito.







Ma ora è giunto il momento di ascoltarla in questo video.


 

 


A TE CHE CI HAI FATTO…  ED ANCORA CI FAI…
 SOGNARE…
CON LE TUE MITICHE CANZONI…





 
 

ANCHE DA TONY KOSPAN







Giacomo Rondinella – Breve ricordo anche con 2 video di un mito della canzone napoletana.. ma non solo   Leave a comment




Ai giovani d’oggi il nome di Giacomo Rondinella non dice proprio nulla
eppure è stato una vera star della canzone… soprattutto napoletana…
 e del cinema a partire dagli anni ’50.





(Messina 30.8.1923 – Fonte Nuova 26.2.2015)



Giacomo Rondinella ha avuto nella sua carriera
 tra l’altro 2 primati… quello d’aver cantato per primo
Munasterio ‘e Santa Chiara” 
e quello d’aver inciso per primo
Malafemmena
la mitica canzone scritta dall’amico Totò.








Bello, simpatico e dal fisico atletico è stato
un gran dongiovanni.

Ha anche avuto anche il merito di scoprire e lanciare
la bellissima e bravissima Virna Lisi.




Qui con una giovanissima Virna Lisi





BREVE BIOGRAFIA

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Nato per caso a Messina da genitori-cantanti
viene avviato alla carriera in Marina 
ma già a 21 anni
vince il primo premio in un concorso di Voci nuove.

Il vero successo però gli arride qualche anno dopo 
con lo spettacolo “Carosello Napoletano
prima a teatro e poi al cinema.








Per le doti di cui ho parlato su, ma anche
per la limpida e stupenda voce, 
non solo ha numerosi successi canori
ma recita anche in numerosi film dagli anni 50 agli ’80.






Poi dopo aver vissuto per un certo periodo a Toronto (Canada) 
si trasferisce a Fonte Nuova,
un piccolo comune della provincia di Roma,
dove vivrà fino alla fine.



RICORDO IN… VIDEO




Per salutarlo e rendergli omaggio
ho scelto questi 2 video…
il primo per ascoltar la sua mitica voce
nella classica Munasterio ‘e Santa Chiara






e quest’altro come primo interprete della canzone di Totò Malafemmena







Buon ascolto se vi va
Tony Kospan









Buon compleanno Johnny Dorelli anche con “Aggiungi un posto a tavola” e “L’immensità” tuoi grandi successi   1 comment




Meda – 20 febbraio 1937



Oggi è il compleanno di Johnny Dorelli, grande cantante di genere confidenziale, ma anche attore di cinema e di teatro nonché showman radiofonico e televisivo che è stato presente a lungo, grazie alla tv, accanto a coloro che hanno qualche anno in più…




Qui è con Raffaella Carrà



La sua carriera si è svolta soprattutto dalla fine degli anni 50 fino alla fine degli anni 90.







Mi fa piacere fargli gli auguri con un ricordo della sua mitica commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola“, e con la canzone “L’immensità“ che hanno rappresentato l’apice del suo successo.








L’IMMENSITA’







AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA


La ricordate?

E’ una commedia musicale in due atti di Garinei e Giovannini, liberamente ispirata al romanzo After me the Deluge di David Forrest musicata da Armando Trovajoli.

Nella versione originaria le scene ed i costumi erano di Giulio Coltellacci e le coreografie di Gino Landi.







Il personaggio principale  era interpretato in modo brillante da Johnny Dorelli ed insieme agli altri attori, le scene, le musiche etc… compresa la simpatica “voce” di Dio ne sancirono il successo.








 LA TRAMA IN BREVE


Don Silvestro parroco di un paesino di montagna riceve una telefonata da Dio che gli ordina di cotruire un’arca dato che ha deciso un nuovo Diluvio Universale.

Il parroco tra dubbi e difficoltà la costruisce ma poi il paese per il veto di un cardinale lo lascia solo nell’arca con Clementina la figlia del sindaco.

Inizia il diluvio ma il parroco per non lasciar solii suoi fedeli scende dall’arca ed allora Dio si decide a bloccar il diluvio.

All’interno della trama poisi innestano tante altre simpatiche minitrame con diversi personaggi.








IL SUCCESSO DELLA COMMEDIA



La commedia nella versione originaria battè tutti i record di durata e di incasso rimanendo in cartellone per 3 stagioni 630 repliche sempre con il tutto esaurito.

Fu rappresentata per la prima volta a Roma, al Teatro Sistina, l’8 Dicembre 1974 ma poi nel tempo, grazie al suo successo, girò per il mondo e le TV.







UNA FAMOSA SCENA E LA CANZONE


Riviviamone bellezza ed atmosfera… prima con una significativa scena (quella del bacio) in cui Johnny Dorelli dà il meglio di sé…








e  poi ascoltando una sua perfetta interpretazione della canzone che è il filo conduttore della commedia musicale.












ANCHE DA TONY KOSPAN




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Maurizio Arcieri.. cantante degli anni ’60 e ’70 – Breve ricordo anche con la sua famosa canzone “5 minuti e poi”   Leave a comment








Maurizio Arcieri, cofondatore e cantante dei New Dada,
divenne famoso con la canzone “5 minuti e poi
che, chi era giovane negli anni 60, ricorderà certamente.



(Milano 30.4.1942 – Varese 29.1.2015)




BREVE BIOGRAFIA


E’ stato un innovatore in campo musicale,
vivendo tutte le stagioni della musica pop,
beat, rock, new wave, punk, dance ed elettronica.

Aveva iniziato però la carriera come attore di fotoromanzi.






Lasciato il gruppo creò, con la moglie Christina Moser,
il duo musicale Krisma ma non ritrovò più il grande successo.






Fondò poi la TV satellitare Krisma TV e lavorò
come autore televisivo e produttore.

Negli ultimi anni è stato nel cast di Chiambretti
nel programma di seconda serata Chiambretti Night.






LA SUA CANZONE PIU’ FAMOSA
5 MINUTI E POI

Cinque minuti e poi” è una canzone molto struggente
che racconta di un innamorato che conta i minuti
che mancano alla partenza di un aereo
che porterà via la sua donna per sempre.






Questa canzone arrivò al 3° posto nella classifica Hit Parade
 del 1968 e ci restò per diverse settimane
dopo aver già riscosso consensi al Disco per l’estate.

Ma ora riascoltiamola…







Tony Kospan






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STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
Frecce2039






Mino Reitano.. vero piccolo re della canzone popolare italiana – Un ricordo e 2 suoi successi   4 comments

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


.

.

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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


.

.





Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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Auguri Françoise Hardy – Buon compleanno con mini biografia e 2 tuoi grandi successi in italiano   2 comments










Una cantante francese che ha avuto molto successo 
in tutto il mondo negli anni 60 e 70 ed anche in Italia.
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La sua carriera di cantante inizia nel 1962
con con il singolo “Tous les garçons et les filles
che ben presto diventa un successo mondiale
in quanto rappresentava i disagi del mondo giovanile
(che sarebbero poi esplosi dappertutto nel ’68).










Ben presto Françoise diventa uno dei simboli
della generazione yéyé
benché ciò la rappresentasse poco in verità.

Da allora in poi ha cantato in molte lingue
ed ha mietuto molti altri successi in tutto il mondo
(in Italia il maggiore fu “Quelli della mia età
la versione italiana di Tous les garçons et les filles)








Sposatasi nel 1981 con l’attore e cantante Jacques Dutronc,
ha avuto un figlio, Thomas,
divenuto un noto chitarrista e cantante jazz.


Personalmente amo molto la dolcezza della sua voce.



Una sua immagine recente

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Come fare gli auguri ad una cantante se non ascoltandola?

Quindi lo faremo con 2 suoi successi iniziando
con “Quelli della mia età







Il secondo è “Sentimenti(titolo in Francese “Et meme“)
una canzone del 1966… che però in Italia giunse nel 1967.





...



Augurissimi anche da Tony Kospan





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Mino Reitano.. mito della canzone popolare italiana – Breve ricordo e 2 video   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E’ stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all’italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l’estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d’oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d’autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l’altra guancia:
«Non ce l’ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l’ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all’ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell’autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l’anniversario.



Orso Tony




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alla fine della 2° guerra mondiale.







Qui, ormai giovane donna, 
lasciò l’iniziale percorso per diventare insegnante di ginnastica
dopo alcuni “Caroselli”
e dopo alcune presenze come attrice di fotoromanzi.








A 25 anni, nel 1966, con “Le sedicenni
entra nel mondo del cinema.








Seguono altri film che pian piano evidenziano
le sue irresistibili doti di morbida e sognante “femme fatale“.








Nel 1971 ebbe una storia con Jean-Paul Belmondo
conosciuto sul set de “Gli sposi dell’anno secondo“.








Ma è con “Malizia” di S. Samperi che le arride,
in modo esplosivo, il grande successo
e non solo di pubblico, in quanto vince pure
un David di Donatello ed un Nastro d’argento.








Seguono, fino a tutti gli anni ’80, tanti film di successo
ed alcuni anche sotto la direzione di grandi registi
come Giuseppe Patroni Griffi (Divina creatura, 1975)
o Luchino Visconti (L’innocente, 1976) mostrando 
le sue doti di attrice completa
ed in grado di recitare ruoli di diverso genere.








Nel 1991 però, come un fulmine a ciel sereno,
ci fu la notizia del suo arresto
per spaccio di droga che sorprese l’Italia.

Fu l’inizio della sua fine in quanto non si riprese più
mostrando così una grande fragilità caratteriale
che però era molto probabilmente
una notevole componente del suo particolare fascino.








Alla fine fu assolta in quanto era solo consumatrice.

Nel 2000 ci fu il suo ritorno al cinema con Samperi
ma il film “Malizia 2000” fu un grande fiasco
ed a causa di alcune infiltrazioni di collagene
fatte per alcune scene il suo viso ne rimase deturpato.







Ha vissuto gli ultimi anni in totale anonimato 
e con grande tristezza per dolorose vicende giudiziarie
avendo dovuto denunciare il figlio e la badante
d’appropriazione indebita di soldi ed appartamenti.




Malizia 2000



Quando l’amico Lino Banfi iniziò una battaglia
per farle avere il sostegno previsto per gli artisti
dalla Legge Bacchelli lei gli chiese di soprassedere
in quanto voleva essere dimenticata.








Penso che noi tutti però preferiamo ricordarla
nei suoi momenti di magico splendore
anche se la sua vicenda umana ed artistica
ci insegna come sia facile passare
dal grande successo ad un inesorabile rapido e doloroso declino.

Rivediamola in alcune note scene dei suoi film.



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Ciao Laura e grazie per le emozioni che ci hai donato.

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