Archivio per 11 gennaio 2022

Buon martedì sera in poesia “I miei incantesimi” E. A. Poe – arte A. Lynch – canzone “Every breath you take”   2 comments

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Albert Lynch

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barrafiorita
Ti cercherò nel fondo degli abissi, 
nel mormorio del vento. 
Ti ascolterò, 
adagiati sulla luna, ci parleremo, 
ci culleremo nell’occhio del ciclone. 
Perché nel mondo dei sogni ti ho incontrato.
– Paul Eluard –

barrafiorita

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Albert Lynch – L’ora del tè

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jkuhuxsx

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I MIEI INCANTESIMI
Edgar Allan Poe 
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I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade,
impotente,
dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome,
per quanto mi preghi,
non posso più scrivere.
Non posso pensare,
né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un’emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere,
a destra e a sinistra,
e per tutto il viale,
fra purpurei vapori,
lontano
dove termina il panorama
nient’altro che Te.

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Albert Lynch – Il nuovo spartito

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Albert Lynch

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Timeline (Linea della vita) – Poesia antichissima ed introspettiva dei Nativi Americani   Leave a comment




La poesia indiana, nei tempi antecedenti ai contatti con i bianchi, 
non è la poesia così come l’intendiamo noi,
bensì pensieri, riflessioni, canti,preghiere
che i capi e gli anziani delle tribù proponevano al loro popolo.






Più tardi…, in epoca quindi abbastanza recente,
è divenuta anche presso di loro
un fatto letterario secondo i contorni classici della poesia
che conosciamo.

Questa in particolare è molto antica
ed è tra le prime di cui si hanno notizie.






Infatti, come vedremo,
offre notevoli difficoltà per una buona traduzione
ma ci dà una sincera immersione
nel vero mondo dei nativi americani
non ancora contaminato dalla cultura occidentale.









L’ho trovata, ahimé, solo in lingua inglese, 
ma lingua inglese antica e per di più utilizzata da un nativo,
(molte parole infatti non sono nel vocabolario)
per cui chiedo aiuto
a chiunque sia in grado di fornire una migliore traduzione.

Per questo motivo propongo anche la versione originale.








LA LINEA DELLA VITA
Cherokee anonimo – 18° secolo

Adesso, ora!
Ah, ora tu vieni ad ascoltare,
tu alla fin fine capisci d’ essere una persona umana,
tu ora te ne stai fermo, tu capo di esseri umani.
Tu non sarai l’ultimo che si lascia prendere dalla passione.
Tu non sarai, come potresti pensare,
il primo a lasciarsi prendere dalla passione.
Io colpito dalla cataratta, non sono però ancora fuori di me.
Io stenderò la mia mano lì dove tu sei.
La mia anima è venuta a bagnarsi nel tuo stesso corpo.
La schiuma bianca si aggrapperà alla mia testa man mano
che avanzo lungo il percorso della vita,
il bianco bastone entrerà nella mia mano tesa.
Il fuoco del focolare sarà lasciato acceso per me
in modo che bruci senza spegnersi.
L’anima sarà poi innalzata al settimo superiore mondo.








TIMELINE
Chinook (Anonymous) (18th Century)
Now, then!
Ha, now thou hast come to listen, thou Long Human Being,
thou art staying, thou Helper of human beings.
Thou never lettest go thy grasp from the soul.
Thou hast, as if it were, taken a firmer grasp upon the soul.
I originated at the cataract, not so far away.
I will stretch out my hand to where thou art.
My soul has come to bathe itself in thy body.
The white foam will cling to my head as I walk along the path of life,
the white staff will come into my extended hand.
The fire of the hearth will be left burning for me incessantly.
The soul has been lifted up successively to the seventh upper world.








CIAO DA TONY KOSPAN




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Davvero spettacolari i 3 laghi cangianti (o tricolori) del vulcano Kelimutu   1 comment





Quando la Natura è davvero.. magica!

Al mondo esistono tanti laghi colorati…
ma quelli che sono sulla cima
del vulcano indonesiano Kelimutu
nell’isola di Flores,
sono davvero favolosi ed unici!







Sì, sono davvero unici perché sono
3 laghi uno accanto all’altro,
che presentano sorprendentemente
colori diversi tra loro!

Ed i loro colori poi cambiano pure… 
durante la settimana!







Il motivo delle diverse colorazioni
e delle loro continue variazioni
è ancora misterioso
ma dovrebbe consistere
nella combinazione chimica 
tra i gas vulcanici
con i minerali presenti nelle acque.






Questi laghi “cangianti” o “tricolori”
attirano turisti da ogni parte del mondo,
che nei loro racconti di viaggio
affermano tutti d’esser rimasti sbalorditi.








Questi laghi sono anche considerati sacri dagli indigeni
che ritengono che lì riposino i loro antenati.






Si tratta di un vero e proprio scenario da favola…
scoperto nel 1915, e quindi un secolo fa,
ma fatto conoscere al mondo solo nel 1929.






Tony Kospan




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Siamo in grado di controllare la nostra gelosia? Questo bel test ci dà la risposta.   Leave a comment



Le forti passioni amorose sono alimentate dal desiderio

di trattenere il partner con sé per sempre.
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SAPPIAMO DOMINARE LA GELOSIA?

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Se il partner ci sottrae la sua attenzione
abbiamo subito un moto di gelosia
che, se contenuto, è il sale dell’amore…
ma se eccessivo ne è la tomba…
(ahimè spesso anche in senso letterale da Otello in poi)





Si deve quindi stare attenti
a non allarmarsi senza valide ragioni,
e però l’autocontrollo a volte vacilla.




Flirt et jalousie  – Haynes King 



Ma noi, sì noi… proprio noi… come reagiamo in questi casi?

Siamo capaci di controllarci o perdiamo la testa?

Se desideriamo saperlo possiamo cliccare qui giù e fare il test…




Sappiamo dominare la gelosia? Test




Poi, se ci va, raccontiamo… il responso che ci riguarda.






Ricordiamoci però che se un pizzico di gelosia
può far bene all’amore
l’esagerazione invece ne è la tomba.


Orso Tony




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De André.. poeta in musica – Breve ricordo con alcuni suoi pensieri e 3 sue mitiche.. poetiche canzoni   1 comment





« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra. »
Fabrizio De André, Amico fragile
 
 
 
 
 


OMAGGIO A DE ANDRE’
POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA


 
Genova 18.2.1940 – Milano 11.1.1999
 
 
 
Fin dall’inizio De André si caratterizzò come un cantautore certo…
ma amante di un genere… sì musicale…
ma denso di contenuti poetici ed umani
nel solco di artisti internazionali
come Jacques Brel, Leonard Cohen, Bob Dylan etc.
  
I testi delle sue canzoni, nelle quali ha raccontato storie di emarginati,
ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società
sono ritenute delle vere e proprie… belle poesie
(tanto che alcuni di essi sono in alcune antologie scolastiche di letteratura).




 

Era conosciuto anche come Faber,
un soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio.
 
Il suo primo grande successo è La canzone di Marinella,
brano interpretato da Mina nel 1965 che divenne subito un best seller.

 
 
 

 
 
Durante tutta la sua attività musicale ha prodotto tredici album in studio,
più alcune canzoni inedite
pubblicate solo come singoli oppure in antologie. (wikipedia)
 
Ma il suo amore per la poesia e la cultura si è manifestato, tra l’altro,
anche con la traduzione (e la trasposizione in musica)
del famoso ed originale poema americano SPOON RIVER
ma anche di altre opere….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non possiamo quindi non rendere anche noi… nel nostro piccolo…
un omaggio al grande De André, forse uno dei pochissimi, che ha saputo 
coniugare la canzone con  la letteratura e la musica con la… vera poesia.



Qui è con Dori Ghezzi

 
 
Ho scelto alcuni suoi pensieri ed il testo di Giugno ’73
solo come esempi… del suo stile e della sua poetica
oltre ad alcune note canzoni.
 


 

 
 Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali,
vale adire senza passioni e senza slanci
sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio,
una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
Fabrizio De André

Il canto ha ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive,
il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza,
di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
Fabrizio De André

 
  Giugno ’73
  
 
 

GIUGNO 73
Faber
 


Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.


 La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.


 E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.


I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.


 E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.


 E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.


 Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
 
 
  Il pescatore
 
 
 


Certo è impossibile nel breve spazio di un post raccontare tutta la vita…
tutta la sua personalità (molto riservata) e tutte le sue canzoni
per cui concludo questo breve ricordo con il video di un’altra sua mitica canzone
di cui è possibile leggere anche il testo.



     La Canzone dell’ Amore Perduto  


 
  
Ciao da Tony Kospan



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