Archivio per la categoria ‘RICORDI – PERSON. MITICI E COMMEMOR.

Paolo Borsellino – Breve.. ma sentito omaggio al giudice martire   Leave a comment

Paolo Borsellino



E’ vero che siamo presi dai tantissimi problemi della nostra società… 

ai quali si aggiunge questa maledetta pandemia

tuttavia non dobbiamo dimenticare la tristissima e tremenda realtà

dell’esistenza di una piovra che danneggia la nostra economia e la nostra società.

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Anzi la lotta a questo cancro sociale

è uno dei più importanti presupposti

per una vera ripresa della nostra società

e pertanto è fondamentale il ruolo della nostra memoria

riguardo alla storia degli ultimi decenni.

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Tra gli eventi, spesso tragici, che l’hanno caratterizzata

c’è stato, ahimè, anche il tremendo attentato al giudice

Paolo Borsellino

che colpì vilmente lui ed i 5 agenti della scorta.

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Dunque non possiamo omettere oggi,

nell’anniversario della sua nascita,

di dedicar a lui un sentito omaggio ed un affettuoso ricordo…

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E’ stato, insieme a Giovanni Falcone,

un vero eroe dei nostri tempi

che con il suo sacrificio ci ha indicato l’unica strada

per una vera liberazione dalle perverse pesanti catene…

delle varie mafie.

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Palermo 19 1 1940 – Palermo 19 7 1992

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“Felice la Nazione che non ha bisogno di eroi…”

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L’Italia ahimé ne ha bisogno… ancora.

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Che Ti sia lieve la terra ed il cielo Ti abbia in gloria

insieme a Giovanni Falcone…

ed a tutti coloro che hanno perso la vita

per fare il proprio dovere e per vivere da uomini liberi.

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TONY KOSPAN

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Pubblicato 19 gennaio 2022 da tonykospan21 in RICORDI - PERSON. MITICI E COMMEMOR.

Augurissimi Braccio di ferro con la tua storia.. in breve.. ed un bel cartoon   Leave a comment



Augurissimi… Braccio di ferro…
simpatico eroe di un fumetto molto particolare
ma anche molto amato.






ECCO COME NACQUE


– Ehi tu, sei un marinaio? –
– Perché ti sembro un cowboy? –

Sì, proprio con questo botta e risposta nasceva, quasi per caso, Braccio di ferro (Popeye).

Era il 17 gennaio 1929.


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In effetti doveva essere un personaggio minore di un’altra… ed anche modesta… striscia di fumetti.

Ma ecco l’incredibile, nascono subito migliaia di ammiratori, le radio si mettonoo a ripetere le sue battute ed i giornali a cercare di accaparrarsi le sue storie.

 



IL MOTIVO DEL SUO SUCCESSO



Marinaio, senza un occhio, con la classica pipa sempre in bocca, con il corpo muscoloso, con avambracci esagerati su gambe corte e con il tipico tatuaggio dei marinai… l’àncora… non è certo un simbolo di bellezza ed eleganza.

Popeye è anche un buono, un tipo tranquillo, ma se c’è un sopruso o una prepotenza non ci mette molto a scatenarsi.

Coglie all’epoca, in piena depressione americana, i sentimenti popolari… che però non sono specifici di un’epoca ma validi sempre.

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Sembrerebbe un pazzerello scatenato… ma si comporta sempre con correttezza e dignità…

Il nostro amico… è poi famosissimo anche per la scorta di spinaci sempre a portata di mano che gli dà una forza sovrumana.

La sua donna è la segaligna… (ma anch’essa simpatica) Olivia… l’unica persona capace di tenergli testa… ed intorno a lor ruotano altri simpatici personaggi che ebbero un bel successo anche loro.




 

 


LA STORIA DEL SUO SUCCESSO


Qualche anno dopo, nel 1933 entra trionfante nel mondo de cartoons ma anche, e forse soprattutto, viene conteso da molte grandi aziende per la pubblicità dei loro prodotti.

Il suo creatore, Elzie Segar, di modeste origini, arriva a guadagnare oltre 2.000 $ a settimana.

Il successo continua inarrestabile, anche dopo l’improvvisa morte del suo creatore nel 1938.

Anzi, l’immagine del suo grugno, insieme al suo mitico pugno, si estende a tutto il mondo.

In Italia il primo a pubblicare le sue strisce è Elio Vittorini nel 1946 su “Il Politecnico”.

Negli anni’ 60 e ’70 la Pop Art (Andy Warhol ed altri) si innamora di lui e, addirittura, nel 1980 a lui viene dedicato un film con protagonista Robin Williams. 

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Negli ultimi anni la sua figura e la sua presenza nei fumetti e nei cartoni animati si è purtroppo un po’ affievolita… probabilmente per la scarsa vena degli autori.



Olivia e Braccio di ferro




Ma speriamo che la sua verve e la sua simpatia tornino in auge e per questo gli facciamo i nostri auguri… con questo suo simpatico cartone animato in italiano.

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Lunghissima vita… Braccio di Ferro…

amico delle letture della gioventù… di molti di noi


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 Braccio di ferro ed il mostro


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Augurissimi anche da Orso Tony

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Breve ricordo di Martin Luther King.. il mitico brano sulla Felicità ed il sublime discorso “I have a dream”   Leave a comment








Come ricordare un personaggio mitico e carismatico come lui
che tanto ha fatto per far progredire i diritti civili negli USA e nel mondo?

Ho pensato di ricordar ed omaggiar
questo pastore protestante, politico e attivista statunitense,
barbaramente ucciso dagli oscurantisti,
rileggendo un suo bellissimo brano sulla felicità
e con il video del suo indimenticabile discorso…
“I have a dream” (Ho un sogno).
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(Atlanta 15.1.1929 – Memphis 4.4.1968)

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Penso che questo brano possa esserci utile
ed illuminarci… in diversi momenti
e per diversi aspetti della nostra vita.
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LA FELICITA’

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Martin Luther King Jr.

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Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontreremo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.

Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

La miglior specie di amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

Dare a qualcuno tutto il tuo amore non è un’assicurazione che sarai amato a tua volta!

Non ti aspettare amore indietro, aspetta solo che cresca nei loro cuori, ma se non succede accontentati che cresca nel tuo.

Ci vuole un minuto per offender qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

Non cercare le apparenze, possono ingannare.

Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.

Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di far le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.


Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa, soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l’importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.


Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.

Quando sei nato stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai tu sorrida.


Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.




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Ho un sogno:
che un giorno questa nazione si sollevi
e viva pienamente il vero significato del suo credo:
“Riteniamo queste verità di per sé evidenti:
che tutti gli uomini sono stati creati uguali”



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Ed ora in questo video con sottotitoli in italiano
possiamo conoscere tutto il suo famosissimo discorso
I HAVE A DREAM






CIAO DA TONY KOSPAN




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PEPPINO IMPASTATO.. SICILIANO A TESTA ALTA! DOVEROSO RICORDO DI UN EROE CIVILE ED UNA RIFLESSIONE   Leave a comment

 
 
 
 
 


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PEPPINO IMPASTATO…
UN SICILIANO A TESTA ALTA…


 
 
(Cinisi 5 gennaio 1948 – Cinisi 9 maggio 1978)

 
 
 
 
 
Peppino era un giornalista, un attivista politico,
ma soprattutto un cittadino libero.

 
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA

 
 
 
Peppino nacque il  5 gennaio 1948
ed oggi avrebbe 72 anni
se non fosse stato fatto saltare in aria dalla mafia
il 9 maggio 1978.
 
 
Perché avvenne questo?
 
 
Perché il suo attivismo politico… la sua radio…
le sue battaglie in difesa dei diritti dei cittadini…
davano troppo fastidlio.


 
 
 
 
 
 


Non solo…
addirittura con i classici metodi della “onorata società
si cercò pure in ogni modo di infangarne la memoria…
arrivando perfino a definir terrorista lui
che combatteva la mafia a viso aperto…
 
 
La cosa che rattrista è che questo fango aveva ricoperto
la realtà delle cose e solo l’encomiabile attività
dei suoi amici e dei suoi familiari fece riaprire il caso
e finalmente si potè fare piena e vera luce…ed i colpevoli,
dopo lunghi processi, condannati…
 

 
 
 
 
 
 
 

UNA BREVE CONSIDERAZIONE
 
 
 
Pare proprio che a noi italiani non piace la storia…
ed ogni avvenimento del passato
lo buttiamo facilmente nel dimenticatoio…
per poi ricadere sempre ed incoscientemente
negli stessi errori…
 
 
Nell’amara ed antica terra di mafia… negli anni settanta 
un frutto nuovo
mise a soqquadro le coscienze e causò l’odio dei padrini…
 
 
Questo nobile frutto era Peppino Impastato.

 
 
 
 
 
 
 
 

Quel frutto abbattuto… grazie ai suoi semi…
ha fatto però nascere nuovi bellissimi germogli
se oggi possiamo positivamente annoverare
tanti positivi cambiamenti…
 
 
Ma c’è un ma… un grosso ma…
ancor oggi… ahimé… più o meno nascoste
ci sono troppe “malepiante”
che nell’ombra tramano.

 
 

 
 
 
 
 
 


Speriamo che la luce di Peppino
illumini i cuori e pian piano…
il giardino della Sicilia e dell’Italia tutta…
abbia solo fiori…
 
 
Noi non possiam far altro che difenderne il ricordo
e tramandarne l’impegno…  la dignità… e le sue qualità di grande
Siciliano… a testa alta…
 
 

 
IL VIDEO

 
 
Questo bel video ci dà un ulteriore contributo
alla sua conoscenza.


 
 


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Tony Kospan


 
 
 
 

Sissi e Diana – Breve ricordo con dipinti e musica cavalleresca di 2 principesse unite da un tragico destino   Leave a comment



Le 2 Principesse
 Lady Diana, (Diana Spencer il vero nome)
e la Principessa Sissi (Elisabetta D’Asburgo)
sono accomunate da un tragico destino
che le ha viste morire ancor giovani.



Principessa Sissi



La prima è morta per un incidente stradale,
e la seconda morì per l’attentato di un anarchico.



Michelle Seo – Principessa Diana



Il post è un omaggio ad entrambe
con foto e dipinti
insieme ad una bella musica classica.


 

Principessa Sissi (Monaco di Baviera 24.12.1837 – Ginevra 10.9.1898)

 
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PRINCIPESSE TRISTI
IMMAGINI… DIPINTI E MUSICA CLASSICA

 
 
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Principessa Diana (Sandringham 1.7.1961 – Parigi 31.8.1997) 


 

 
 
la famosa Principessa Sissi,

( Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach… il Vero nome)

imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria,
è stata protagonista di una vera e propria favola
dal finale però ahimè tragico.

Eccola ritratta qui sotto in un dipinto
di Franz Xaver Winterhalter

 
 

 
La Principessa Sissi
 
 
 

Simile alla sua tragica storia 
è quella di un’altra Principessa
la Principessa Diana.

Anche lei è stata protagonista di una favola,
trasformatasi poi in una grande delusione
per i tradimenti del marito,
con relative conseguenti reazioni e relazioni
fino al tragico incidente di Parigi.




 

All’ immagine che segue ho collegato
una musica medievale
“Principessa triste” – Epopea n. 2 
– a mio parere molto bella –
creata dal Musicista Michele Mangani

 
 
  

La Principessa Sissi

 

 

 

 

Buon ascolto da Orso Tony

 

 

 

 

 
LA TUA PAGINA DI
CULTURA.. PSICHE E SOGNO
DI FACEBOOK?

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La Principessa Sissi.

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PAPERINO – Storia (in breve) di un fumetto (e cartone animato) mitico ed amatissimo anche con immagini e video   Leave a comment



 
 
 


IL NOSTRO AMICO PAPERINO


a cura di Tony Kospan



 
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Paperino ha più di 80 anni.. ma certo non li dimostra…
Aumentano infatti gli anni ma non diminuisce il suo successo.




LA STORIA DI PAPERINO





Non è Paperino (Paolino Paperino) il suo vero nome ma… Donald Duck.
Il simpatico e sempre sfortunato papero disneyano nacque il 9 giugno del 1934 in un cartone animato “Little Wise Hen,” ovvero “La gallinella saggia“.
Il 16 Settembre dello stesso anno uscì poi il primo fumetto che partiva dal cartone su citato…


 







 
 
 
Era nato con il suo caratteristico vestito blu alla marinara, i bottoni dorati ed il perenne cappellino… che sarà sempre la sua “divisa” dalla matita di Al Tagliaferro.
Nei primi tempi fu però solo una delle figure di contorno di Topolino, ma dopo un po’ pian piano acquisì un’autonomia tutta sua…
 
 
 





 
 
 
 
In breve divenne una star… conosciuta ed amata ancor oggi in tutto il mondo…
 
 

 
 
 
 
TOPOLINO E PAPERINO



E’ strano ma vero…  Topolino è più amato del nostro papero negli Usa… mentre in Europa accade proprio il contrario…
 
Il nostro amico con le piume… nemico del lavoro… sempre in bolletta e quasi sempre perdente non ha mai smesso di entusiasmare i suoi lettori…
 
 
 
 

 
 
 
 
Egli è in pratica… nel mondo dei fumetti Disney… l’antieroe.
Forse il suo successo dipende dal suo entusiasmo perenne e dal suo cuore d’oro sempre messi in difficoltà dallo zio super avaro Paperon de’ Paperoni… da Paperina e da Qui Quo Qua.



 
 



 
 
 
 


La Disney l’ha così definito:
“E’ un perdente ma non si dà mai per vinto e continua a combattere”.
 
 

 

 
 
 
Sono evidenti le differenze con Topolino, il topo più famoso del mondo, l’altro superpersonaggio dei fumetti disneyani… che invece sembra rappresentare una perfezione quasi eccessiva che tra l’altro non ci risulta nella nostra osservazione della realtà…
 
 
 

 

 

Inutile dire che ero e resto un fan di Paperino…



IL VIDEO



 
Concludo mostrandovi questo video… che piacerà a tutti coloro che amano Paperino…
 
 
 
 
 
 
 
 
ed augurando altri 80.000 anni di successo al nostro Papero per antonomasia… amatissimo amico ingenuo e divertente di grandi e piccini… insieme alla sua Paperina…



 




 

 

 ai suoi nipotini… all’eterno Zio Paperone ed a tutti gli altri personaggi di questo mitico fumetto…

 

 

 
 
 
Grazie di esistere Papero!
 
Tony Kospan
 
 
 
 

(copyright t.k.)
 

 
 

 
 



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Lia Zoppelli.. elegante attrice e nostra amica negli anni ’50 e ’60 anche grazie a Carosello   Leave a comment

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Ricordiamo un personaggio forse ormai dimenticato
o mai conosciuto dalle giovani generazioni
ma che è stato una presenza simpatica e costante nelle nostre case,
grazie al mitico Carosello Alemagna,
 in coppia con Enrico Viarisio, per alcuni decenni.


Oggi è ll’anniversario della nascita 
della signorile ed elegante attrice
Lia Zoppelli 





(Milano 16.11.1920 – Milano 2.1.1988)
 


Iniziò fin da giovanissima la carriera d’attrice teatrale…
ed ebbe presto molto successo.


Passò poi a quella cinematografica e televisiva 
anche se spesso in ruoli non da protagonista.








La sua carriera d’artista iniziata nei primi anni quaranta 
è durata fino agli anni ottanta
ed ha recitato con molti grandi artisti dell’epoca.






 

Eccola qui, con Enrico Viarisio, in uno spot del Carosello Alemagna
famoso per la frase… “Ullallà è una cuccagna





Enrico Viarisio



Raggiunse però una grande notorietà
entrando alla grande 
nelle case degli Italiani
con il mitico Carosello.

 

Qui con il figlioletto Enrico

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Ricordiamola ancora rivedendola anche
in questa mitica 
ed esilarante scenetta… con l’altrettanto mitico Totò…  
(C’è del marcio in Danimarca)


 

 




Tony Kospan




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Enzo Biagi – Breve ricordo del grande giornalista anche con alcuni suoi aforismi   Leave a comment



Marco Biagi (Enzo Marco Biagi)
è stato uno dei giornalisti più noti del XX secolo
nonché scrittore e conduttore televisivo.



(Pianaccio di Lizzano in Belvedere 9.8.1920 – Milano 6.11.2007)



Lunghissimo sarebbe ricordare tutta la sua carriera
sia nei giornali che in Rai dove giunse
a fare il direttore del Telegiornale…








In RAI non si contano le lotte che dovette fare
per mantenere una linea informativa limpida
date le enormi pressioni che fu costretto a subire
e di cui troviamo chiara traccia in questa dichiarazione:

«Ero l’uomo sbagliato al posto sbagliato:
non sapevo tenere gli equilibri politici,
anzi proprio non mi interessavano
e non amavo stare al telefono con onorevoli […]
Volevo fare un telegiornale in cui ci fosse tutto,
che fosse più vicino alla gente,
che fosse al servizio del pubblico non […] dei politici
»




Qui con l’Avvocato Agnelli


Questa poi fu sempre la sua linea editoriale
anche nella direzione del Resto del Carlino
ed in tutta la sua attività di giornalista
attirando su di sé enormi consensi ma anche feroci
e, a mio parere, pretestuose critiche.



Qui con la moglie



Tornato in RAI negli ultimi anni come commentatore politico
e come autore di servizi giornalistici di grande successo
dovette subire però il famoso ostracismo politico
con il cosiddetto “Editto Bulgaro”.






L’ho sempre stimato ed ammirato sia per la chiarezza
con la quale esponeva il suo pensiero
che per la grande limpidezza morale ed è questo
il suo maggior lascito alle nuove generazioni di giornalisti.

Lascito però che ahimè ancora non vedo raccolto…
da nessuno.



Qui con Celentano



Penso che dai pensieri che seguono
possa apparire luminoso e chiaro il suo mondo interiore
e meglio di qualunque altra parola
essi possano aiutarci a ricordarlo ed a omaggiarlo.






 “Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un ‘vendicatore’ capace di riparare torti e ingiustizie, ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo”.

              

“I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?”

               


“Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.”


“è difficile non desiderare la donna d’altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti.”


“Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.”


“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.”


“L’uomo, qualche volta, è come le scimmie: ha il gusto dell’imitazione.”


“La mia generazione trovava eccitante leggere un’edizione della Divina Commedia con le illustrazioni del Doré. Adesso sui muri c’è scritto Culo basso bye bye. Capisce che è un po’ diverso?”


“La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.”


“Sono un giornalista che ricorre, con una certa frequenza, alle citazioni, perché ho memoria e perché ho bisogno di appoggi: c’è qualcuno al mondo che la pensava, o la pensa, come me.”



F I N E



UN MODO DIVERSO DI VIVER


LA POESIA E LA CULTURA


NELLA PAGINA FB











Il Signor Bonaventura – Il mitico fumetto ed il suo creatore in un ricordo anche con immagini e video   Leave a comment



UN FUMETTO SIMPATICISSIMO
ED AMATISSIMO DAI RAGAZZI DEL ‘900






Una figura leggera e calviniana, ma simpaticissima,
entrata nel nostro immaginario


LA STORIA DI QUESTO FUMETTO


Personaggio dei fumetti dalla caratteristica marsina e bombetta rossa, i larghi pantaloni bianchi e il fedele cane bassotto al fianco, il Signor Bonaventura era lo strampalato eroe di avventure che lo vedevano quasi sempre squattrinato all’inizio e milionario alla fine.
A caratterizzare maggiormente il fumetto, nato il 28 ottobre 1917 dalla fantasia Sergio Tofano in arte Sto, apparso sulle pagine del Corriere dei Piccoli per svariati decenni, era l’utilizzo esclusivo di testi a rima baciata che iniziavano con le parole «Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…».
Sergio Tofano era… fumettista, ma anche attore, regista, eclettico e versatile umorista del teatro e del cinema italiano.








Un creatore di fumetti fortunato tanto quanto sui generis è stata la sua nascita. «Mio padre, all’epoca, si occupava di censura militare per i servizi segreti, quindi – ha ricordato Gilberto Tofanoaveva sempre con sé una matita rossa e blu. Durante una pausa, seduto ad un bar di via Nazionale a Roma, a un tavolino di marmo bianco, ha usato la matita rossa per creare il pupazzo che gli era stato commissionato dal Corriere dei Piccoli».
Bonaventura, eroe gentile e fortunato, viene raccontato attraverso le diverse interpretazioni che lo stesso Tofano ne ha offerto nel corso degli anni.
Un autore, ma anche un personaggio a tutto tondo, capace di spaziare dal fumetto al teatro, dall’editoria alla pubblicità fino alla moda.
«Il mio augurio – ha aggiunto Gilberto Tofano – è che questo personaggio bianco, rosso e sempre verde, nato da una disfatta come quella di Caporetto ed una grande promessa tradita come la Rivoluzione d’Ottobre, continui a trasmetterci le sue discrete e ironiche qualità di una elegante sopravvivenza».
«Bonaventura, figura entrata nel mito, nell’immaginario collettivo, leggera e un po’ calviniana nella sua capacità di porsi obliquamente ai problemi della vita. Un personaggio importante che rimanda a fatti storici e che si fa emblema di una certa stagione. Guai a considerarlo un semplice fumetto».
«Sono molto contenta che ci si ricordi del mio padrone», ha dichiarato ironicamente Franca Valeri, ricordando di aver debuttato a teatro nel 1949 nei panni del fedele cane bassotto di Bonaventura.
«Era un attore straordinario, una persona molto particolare – ha aggiunto la Valeri – e anche un po’ snob.
Sono contenta di ricordare che mi voleva bene, cosa non facile.
Tofano aveva l’impressione che sarei diventata qualcuno sulla scena teatrale». (web)




Sergio Tofano (Roma 20.08.1886 – Roma 28.10.1973)


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UN ESEMPIO… PER I PIU’ GIOVANI
ED UN BEL RICORDO PER CHI LO HA CONOSCIUTO…

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BREVE BIOGRAFIA DEL SUO CREATORE
SERGIO TOFANO





Sergio Tofano



Nasce a Roma il 20 agosto 1886. Comincia a disegnare a vent’anni sul Pupazzetto di Yambo, che lo presenterà a suo padre, il celebre attore Ermete Novelli, il quale lo assumerà in compagnia a 6 lire il giorno. Si intrecciano così fin dall’inizio le due anime di questo artista, attore e autore di letteratura disegnata.
Nel 1908 pubblica su Il giornalino della domenica di Vamba, firmandosi con la sigla Sto che manterrà per tutta la vita.
L’eleganza del suo segno lo rende subito popolare e, mentre partecipa ad esposizioni importanti di grafica e di pittura, lavora per la pubblicità, pubblica copertine e tavole di soggetto umoristico ma di grafica sofisticata su Numero (dal n. 3 del 1914), ma anche illustrazioni sul settimanale La Lettura e fumetti sul Corriere dei piccoli (di fumetti si parla, anche se non venivano utilizzate le nuvolette).



Sergio Tofano


 

Per quest’ultima testata crea nel 1917 (n. 43 del 28 ottobre) il Signor Bonaventura, le cui avventure in rima si concludevano inevitabilmente con la fortunata conquista di un premio in denaro pari a un milione! Sempre sul “corrierino” pubblicherà nel 1921 una sua versione della Vispa Teresa e nel 1925 le avventure di Taddeo e Veneranda.
Ma il personaggio di maggiore successo resta il Signor Bonaventura, che continua a essere pubblicato anno dopo anno, con brevi pause, prima e dopo la guerra, e anche dopo la scomparsa del suo autore.
Accanto alla produzione seriale sul “corrierino” e a sporadiche apparizioni su testate diverse (come Carosello nel 1944-1945, diretto dallo stesso Tofano, o il numero unico Corrierino del Prestito nel 1945, per aiutare la ripresa economica nazionale dell’Italia liberata), si pubblicano libri illustrati e se ne traggono film e commedie, mentre il personaggio è utilizzato anche nella pubblicità.




Autocaricatura
 

La produzione teatrale di Sto è varia e complessa, perché Sergio Tofano è anche attore, un grande attore, nonché regista e scenografo, commediografo e costumista.
Dopo l’esordio con Ermete Novelli nel 1909, recita nella compagnia di Virgilio Talli.
Nel 1923 sposa la ventunenne milanese Rosetta Cavallari, che diventa attrice e sarà sua inseparabile compagna nella vita e spesso sulla scena, sia a teatro sia nel cinema (Sergio reciterà in oltre cinquanta pellicole).






Dal 1953 l’artista insegna a Roma all’Accademia di arte drammatica Silvio d’Amico, e con l’avvento della televisione aumenta ancora la propria popolarità con interpretazioni rimaste ineguagliate, a partire da un indimenticabile Firs, l’anziano maggiordomo de “Il giardino dei ciliegi” di Anton Cechov (in onda il 6 aprile 1956, ritrasmessa il 23 settembre 1969), tra le prime commedie in televisione.
L’artista è già pensionato, nel 1960, ma continua a insegnare all’Accademia di Roma, e appare ancora in ruoli televisivi, quando il 7 aprile Rosetta, che da tempo soffre di estenuanti emicranie e crisi depressiva, si toglie la vita, a 58 anni: un gesto tragico che arriva come un fulmine inatteso.
Ancora l’anziano attore reciterà in ruoli cinematografici con Loy, Monicelli, Zampa, Bertolucci, Risi e Pasquale Festa Campanile.
Da quest’ultimo viene chiamato anche nel 1973 per una parte nel “Rugantino”, che con “La colonna infame” di Nelo Risi saranno le sue ultime interpretazioni.
Muore il 28 ottobre 1973.






ECCO COSA SCRIVEVA  DEL SIGNOR BONAVENTURA
UN SUO GRANDE CONTEMPORANEO… LO SCRITTORE E POETA
GIANNI RODARI






LA PROMESSA DI BONAVENTURA
DI GIANNI RODARI



Una volta alla settimana, nella nostra casa ben poco confortevole, arrivava Bonaventura e ci portava, in premio per la nostra attesa, un milione grande come un lenzuolo.
Sapevamo perfettamente in anticipo che all’ultima vignetta le persecuzioni del torvo Barbariccia sarebbero cessate, le goffaggini dell’elegantissimo Cecè si sarebbero ricomposte e Bonaventura, grazie al caso che faceva di lui in continuazione un involontario salvatore di pericolanti, il nemico numero uno dei nemici pubblici, l’agente universale del bene, avrebbe intascato il rituale bigliettone.
Che cosa, allora, ci faceva leggere ogni volta la sua storia come nuova? Come accadeva che il milione destasse sempre la sorpresa del primo?
C’erano, intanto, quei versetti accurati, limpidi, seminati con discrezione di qualche pargoletta rara, di qualche rima acrobatica, insomma, di suoni inattesi: l’effetto della loro musica era quello di un’ infinita serie di variazioni sullo stesso tema. Un effetto di magia.
C’erano poi nelle avventure e nelle sciagure (per fortuna rare) del signor Bonaventura sottili, indirette allusioni al mondo, ai suoi personaggi, ai casi della vita che, come diceva Geppetto, “sono tanti”.






E c’era nel finale ottimistico una promessa generosa di gratificazione, l’assicurazione che ogni speranza, prima o poi, si realizza, che ogni sogno scende in terra. 
La gente si sottovaluta.
Negli anni in cui gli adulti cantavano sospirando: “Se potessi avere mille lire al mese”, Bonaventura, senza alzare la voce, indicava ai bambini una meta mille volte più alta.
Guadagnò il suo primo miliardo ben prima degli “industrialotti” del lavoro a domicilio. Non ignaro di guai e traversie, spesso disoccupato, col tempo anche sinistrato e senzatetto, Bonaventura ha continuato per mezzo secolo a insegnare che c’è sempre una via d’uscita; che Barbariccia è una tigre di carta; che catastrofi, incendi, fughe di di belve dai circhi, briganti da strada, incidenti automobilistici, cavalli imbizzarriti non hanno mai niente di definitivo: più in là c’è sempre il milione, come sopra le nuvole, anche nei giorni di nubifragio, c’è sempre il sole. 
Da bambini abbiamo amato Bonaventura per il suo intrepido candore.
Da grandi abbiamo ammirato Sergio Tofano per la sua discrezione, la sua misura, la sua invisibile, sterminata, ironica pazienza.

Gianni Rodari






IL VIDEO



Infine vediamolo in questo breve video tratto dal mitico CAROSELLO






ed in quest’altro


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Testi ed immagini da vari siti web – rielaborazione ed impaginazione Tony Kospan



 
FINE


verd carino LHDev Copia
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE..  LA TUA PAGINA FB








 

L’eccezionale lascito di San Francesco a tutti noi… credenti e non credenti   1 comment

 
 
 

Giotto – San Francesco predica agli uccelli

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La sua è stata una grandissima figura
 che è ancor oggi, dopo quasi un millennio, 
amatissima sia dai credenti che non.

 

 

 
 
 

SAN FRANCESCO
IN UNA VISIONE LAICA
Tony Kospan

 
 
 
 
 
San Francesco (Assisi 1182 ca. – Assisi  1226)
 
 
 
 
 
Il suo amore per il creato in genere… gli umili… gli animali… la natura in ogni sua forma… ne fanno un antesignano immenso e geniale del pensiero moderno.
 
 
Ne è la più chiara rappresentazione questa sua famosissima poesia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL CANTICO DELLE CREATURE
 


Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne
benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo
Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
 

 

 

 




Questa sua mitica poesia in volgare lo fa ritenere anche uno dei più grandi iniziatori della storia della Letteratura Italiana.


 
 


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Le celebrazioni per la sua festa costituiscono ogni anno quindi un momento forte, a mio parere,  per ripensare la sua personalità e la sua missione, sia in chiave religiosa che laica nonché il suo lascito ai posteri ( che ahimè sembra che non l’abbiano proprio colto ) in temini d’amore e fratellanza universale… ma anche di libertà di pensiero e di capacità di opporsi ai diktat di cieche autorità… (come umilmente fece nei confronti delle Autorità ecclesiastiche)
 
 
 

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In tempi difficili come questi dobbiamo, se non vogliamo perdere il filo di una vita degna e ragionevole
e rimanere prigionieri solo di una facile continua protesta:
 
– lasciar cadere il “lamentoso urlante vergognoso ciarpame” che ci bombarda da ogni dove…, (soprattutto dai mass media e da chi li guida…)
– cercare di esser vicini alle persone che maggiormente soffrono per la crisi…
focalizzare le eterne problematiche veramente essenziali del nostro esser… umani.
 
 
 

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Queste problematiche sono rappresentate principalmente da tre aspetti
che non possono, nè potranno, essere messi mai da parte
né da chi crede… né da chi non crede:

 
 
 
 

Dio o il Mistero della Vita
L’Uomo 
La Natura
 
 

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Giotto (San Francesco incontra Papa Innocenzo)
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 Tony Kospan
 
 

 

LA TUA PAGINA DI

CULTURA.. PSICHE E SOGNO

PER COLORARE LE TUE ORE…







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