Peter O’Toole – Breve ricordo del grande attore inglese interprete di Lawrence D’Arabia anche con video   Leave a comment

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PETER O’TOOLE

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L’UOMO.. L’ATTORE.. IL MITO


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Connemara 2 .8. 1932 – Londra 14.12. 2013




Moriva nel 2013 a  81 anni per una grave malattia questo grande attore britannico conosciuto ed ammirato in tutto il mondo per aver interpretato il film cult Lawrence D’Arabia.
Era nato in Irlanda ma la sua infanzia e gioventù l’aveva trascorsa a Leeds dove presto iniziò a fare svariati modesti lavori…
Prestò servizio militare presso la Royal Navy e proprio poco prima di tornare alla vita civile in un’intervista radiofonica affermò che sognava in futuro di fare il poeta o l’attore.





Nei primi anni 50 frequentò la Royal Academy of Dramatic Art. Le prime interpretazioni teatrali furono nell’ambito del teatro shakespeariano e successivamente recitò per la tv.
Il grande successo però arriva per un caso fortunato…
Il regista David Lean aveva deciso di affidare la parte di Lawrence D’Arabia nel film kolossal a Albert Finney.
Questi però rifiutò e la seconda scelta Marlon Brando non poteva per precedenti impegni ed allora il regista ripiegò su Peter O’Toole.




La sua interpretazione dell’agente segreto protagonista della rivolta araba del 1° Novecento è fantastica ed indimenticabile.

Infatti è considerata una delle 100 migliori interpretazioni di tutti i tempi.

Grazie ad essa ottenne la prima delle 8 nomination all’Oscar come miglior attor protagonista.




Qui con la moglie Sian Phillis



Ha avuto una vita sentimentale variegata e complessa e 2 figlie dalla moglie con cui, anche a causa della dipendenza dall’alcool, ebbe una relazione molto difficile e, anni dopo, un figlio dalla modella Karen Sommerville Brown.

Ebbe negli anni ’70 una brutta e lunga malattia da cui guarì.

Si è sempre ripreso dopo i vari momenti difficili tornando sempre a recitare.


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Negli ultimi tempi però aveva deciso di lasciare le scene e ritirarsi.

Il mondo non può dimenticare quella sua mitica interpretazione, e neanche noi, per cui mi appare opportuno mostrar il trailer del film…






Tony Kospan



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Enrico Caruso – L’uomo.. il leggendario tenore e l’omaggio di Lucio Dalla   Leave a comment

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La sua voce, naturalmente travolgente

e nel contempo altamente professionale,

apprezzata ed amata in tutto il mondo 

l’ha reso una leggenda della Storia della Musica.



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ENRICO CARUSO

BIOGRAFIA – SUCCESSI – VOCE

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Enrico Caruso è stato un grande tenore italiano ed una vera e propria leggenda musicale per la sua magica voce.

Nato a Napoli il 25 febbraio 1873 da una famiglia povera fu avviato da ragazzo a lavori manuali e poi, per la sua bravura, a studi di disegno, ma ben presto la sua voce, esibita nel coro della chiesa ed in spettacoli locali, cominciò ad esser molto ammirata.

Ma il vero colpo di fortuna fu esser notato dal baritono Eduardo Missino che l’indirizzò dal maestro di musica Guglielmo Vergine perché educasse e migliorasse la sua voce (scuola… ben pagata perché pretese il 25% dei guadagni per 5 anni).

Evitato il militare perché migliorasse le sue doti canore… dopo qualche iniziale insuccesso si esibì in varie parti…

Conosciuto il direttore d’orchestra Vincenzo Lombardi accettò di far parte nel suo spettacolo che doveva tenersi a Livorno.

Qui conobbe la soprano Ada Giacchetti con cui ebbe una relazione durata 11 anni da cui nacquero 2 figli ma finita molto male per il tradimento ed i ricatti di lei (che fu anche condannata).

Intanto il numero delle sue esibizioni e la sua notorietà aumentava pian piano sempre più… cantò nel 1900 anche alla Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini… ma ebbe anche delle defaillances come al San Carlo di Napoli nel 1901.

Decise allora di tornar a studiare per corregger qualche difetto e migliorar le sue doti canore.

 

 

 

 

 

 

Fu tra i primi cantanti lirici ad utilizzare le nuove tecnologie dell’epoca incidendo nell’aprile del 1902 con una casa inglese 10 dischi cosa che portò notevoli fortune ad entrambi.

Fu il primo a superare il milione di dischi venduti.

Nel novembre del 1903 ebbe un tale successo Metropolitan di New York da diventare una star.

 

 

 

(Napoli, 25 febbraio 1873 – Napoli, 2 agosto 1921)

 

 

 

Iniziava il mito della sua voce… che però insieme alla fama gli causò diversi piccoli processi in USA per varie accuse da parte di invidiosi… che lo umiliarono…

Nel 1909, dopo la separazione da Ada incise una serie di canzoni napoletane presto divenute un successo tra cui “Core ‘ngrato” ispirata proprio alla sua storia. 

Intanto trionfava con le sue interpretazioni nei più importanti teatri lirici del mondo… 

 

 

 

 

 

Nel 1918 sposò Dorothy Benjamin molto più giovane di lui da cui ebbe una figlia, ma presto a partire dal 1920 iniziarono i problemi di salute.

Un brutto male lo stava minando…

 

 

 

Caruso con la moglie a Sorrento al Vittoria Hotel nel 1921

 

 

Nel giugno del 1921 una crociera lo portò a Sorrento… per la convalescenza  dopo un’operazione.

Aggravandosi la salute volle tornare a Napoli ed alloggiò all’Hotel Vesuvio dove fu visitato dai più grandi medici dell’epoca, come il Cardarelli ed il Moscati.

Ma non ci fu nulla da fare..

Moriva a soli 48 anni il 2 agosto 1921…

La sua storia commosse il mondo… 

Il suo mito non è mai tramontato.

Desidero ricordarlo prima riascoltando la sua leggendaria voce con il video di una sua mitica interpretazione di “Una furtiva lacrima”…

 

 

 

 

 

 

e poi con quello della bella canzone di Dalla a lui dedicata.

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 


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Felice domenica sera in poesia “In fondo al mare” A. Storni – arte S. Hanks – canzone “Mediterraneo” Mango   Leave a comment

 



 
 
 Steve Hanks
 
 
 
 
  
 
 
 
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Il mare spesso parla con parole lontane,
dice cose che nessuno sa.
Soltanto quelli che conoscono l’amore
possono apprendere la lezione dalle onde,
che hanno il movimento del cuore.
 
– Romano Battaglia –
 
 
 

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 Cari amici buona anche se siamo rimasti a casa, 
possiamo trascorrere una bella serata insieme
anche se solo in modo… virtuale.
 
 
 
 
 
 

Steve Hanks – Emozioni marine

 
 
 

IN FONDO AL MARE
Alfonsina Storni 1934
 

In fondo al mare
c’è una casa
di cristallo.
A un viale
di madrepore
guarda.
Un grande pesce d’oro
alle cinque
viene a salutarmi.
Porta per me
un rosso mazzo
di fiori di corallo.
Dormo in un letto
un pò più azzurro
del mare.
Un polipo
mi fa l’occhiolino
attraverso il cristallo.
Nel bosco verde
che mi circonda
-din don… din dan-
cantano e si dondolano
le sirene
di madreperla verdemare.
E sulla mia testa
bruciano, nel crepuscolo
le irruvidite punte del mare. 

 
 

Steve Hanks



 
 
 
 
 
Dato il caldo… beviamoci intanto…
virtualmente insieme questo drink

 
 
 
 
 
 
 
 
 
chi di noi…, vivendo
chi di noi…, sognando
l’azzurro e la frescura del mare.
 
 
 
 
 
 
 
 
a tutti
dovunque voi siate,
da
Orso Tony
 
 
 
 
 

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   (Mango – Mediterraneo)
Steve Hanks



“PACHAMAMA” (MADRE TERRA) E’ L’ANTICA FESTA DEI POPOLI ANDINI – CONOSCIAMOLA   Leave a comment










Il mese di agosto è il mese della Pachamama,

ed il primo giorno di agosto, in molti luoghi andini,

è il momento centrale della sua festa.


Il significato più comune della Pachamama è 

“Festa della Madre terra”.









Pacha” per i popoli Quechua e Aymara

equivale a terra, universo, mondo, tempo e spazio.


Tutto ciò che esiste, per la cultura andina, è vivo.









Non solo l’uomo, gli animali e le piante,

ma anche le pietre, i fiumi, le colline e tutto il resto.


Nel mondo andino non esiste qualcosa inerte:

tutto ha vita.








Come noi tutti, anche gli oggetti,
partecipano alla grande festa della vita:

tutti mangiano, tutti dormono, tutti danzano, tutti cantano:

tutti vivono nella pienezza.







La festa diffusa in tutta l’America Latina

è però particolarmente sentita e vissuta dalle popolazioni indigene

del nord-ovest dell’Argentina, del Cile, della Bolivia e del Perù

e dura tutto il mese di agosto.








Il momento migliore per le offerte alla Pachamama è al calar della sera,

nel momento in cui il sole tramonta.









La luce naturale pian piano scompare ed inizia la notte,

in questo intervallo di tempo 

si apre la ”Pachachaka energetica” (la nostra cerimonia)

e sia Pachamama che gli altri spiriti sono più presenti.








I rituali in onore alla Pachamama risentono fortemente quindi

della spiritualità andina che non è estranea alla materia.


Spirito e materia infatti si incontrano, convergono e si completano.








Al pari di tutte le religioni basate sul culto della madre,

le celebrazioni della Pachamama si basano sul rispetto per tutti gli esseri viventi,

in quanto loro non sono solo il frutto della sua creazione,

ma ne fanno parte in modo pieno.









Tony Kospan





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Yves Saint Laurent – Breve ricordo del geniale innovatore nonché vero mito dell’alta moda del XX sec.   Leave a comment

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Maestro dello stile e dell'eleganza amava dire :
«Senza l'eleganza del cuore non c'è eleganza»






E' stato un genio, un innovatore sorprendente e trasgressivo, l'inventore
del “prêt-à-porter”, della sahariana, della moda etnica, dello smoking, del nude-look etc.







Non ebbe mai paura di scandalizzare
e spesso scandalizzò con le sue collezioni shock
ma alla fine i suoi capi riuscivano a travolgere le resistenze dei benpensanti
ed a invadere tutto il mondo.

 
 
 
(Orano 1º agosto 1936 – Parigi 1º giugno 2008)
 
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Yves Saint Laurent, grande stilista francese
è stato tra i più famosi creatori di moda del XX secolo.
 
 
 
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Nato in Algeria, ma da famiglia dell'Alsazia-Lorena,
cominciò a lavorare per Christian Dior all'età di 17 anni.
 
 
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Nel 1962 fondò l'omonima etichetta
(Yves Saint Laurent, abbreviata YSL)
insieme al socio e compagno di vita Pierre Bergé.
 
 
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Negli anni 60/70 la firma godette del massimo prestigio grazie
a ingegnose innovazioni in fatto di moda.
 
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 Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere
di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York.
 
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Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere
 venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi per circa 600 milioni di dollari.
 
 
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  Sua è stata l'intuizione di trasferire
alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile:
 come il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench,
 il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone.
 
 
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Sue sono state le commistioni etniche
e le folcloristiche suggestioni, nell'ambito della moda,
provenienti dall'Africa, dalla Spagna, dall'India, dal Marocco, dalla Russia.
 
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Dopo una lunga malattia si spegne a Parigi,
la notte del 1º giugno 2008, all'età di 72 anni.
 
 
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Concludiamo questo breve post-ricordo
con un video omaggio al grande creatore di moda…

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FONTE TESTO – CON MODIFICHE –  WIKIPEDIA
IMPAGINAZ. T.K.

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 

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Ecco perché (e come) nell’antica Roma al mese di Agosto fu dato un giorno di Febbraio!   Leave a comment




E’ avvenuto a causa di… Augusto
che ha dato il nome al mese di agosto!

Ma vediamo come si svolse il tutto!






PERCHÉ FEBBRAIO HA 28 GIORNI?

 
Lo sanno tutti: febbraio è l’unico mese dell’anno
che non è costituito da 30 o da 31 giorni.

Di giorni ne ha infatti solo 28,
che diventano 29 negli anni bisestili.

Ma perché?






Non era più naturale avere meno mesi da 31 giorni
e allungare a 30 giorni anche febbraio?

Qual è l’origine di questa anomalia?







Il calendario che adottiamo oggi per lo più nel mondo, il calendario gregoriano,
è una riforma del calendario giuliano promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C.
che a sua volta derivava dagli antichi calendari romani.

Prima della riforma di Giulio Cesare
i calendari in uso nell’antica Roma subirono diversi cambiamenti,
ripercorrendo i quali si intuiscono le risposte alle nostre domande.






Il calendario di Romolo era costituito da dieci mesi
con 30 e 31 giorni ciascuno,
iniziava con il mese di marzo (Martius) e terminava con dicembre (December):

Calendario di Romolo
Martius
Aprilis
Maius
Iunius
Quintilis
Sextilis
September
October
November
December

Il calendario contava soltanto 304 giorni.






I giorni invernali non venivano assegnati a nessun mese,
essendo per i romani poco rilevanti visto che
l’attività bellica veniva sospesa in attesa della primavera.

I primi quattro mesi erano dedicati
alle divinità Marte, Afrodite, Maia e Giunone
mentre per gli altri
il nome ricordava la loro posizione nel calendario.








Nel 713 a.C. Numa Pompilio modificò il calendario
aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio
che vennero posti alla fine dell’anno, dopo dicembre.

A febbraio, ultimo mese, furono assegnati 29 giorni.










Per questo motivo ancora oggi
i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre
si chiamano così nonostante non siano più
il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese del calendario.

Successivamente Giulio Cesare fissò l’inizio dell’anno il 1º gennaio
e introdusse gli anni bisestili.

Nell’anno 8 a.C., il Senato romano decise di rinominare
il mese di sextilis in augustus (Agosto),
in onore dell’imperatore Augusto.








Precedentemente era già stato fatto lo stesso con Giulio Cesare,
rinominando quintilis in iulius (Luglio).

Siccome luglio aveva 31 giorni e agosto ne aveva 30,
si decise di aggiungere un giorno ad agosto togliendolo a febbraio.

Da allora febbraio conta soltanto 28 giorni.








Testo con mini modifiche dal sito
IMPARIAMO CURIOSANDO (http://www.impariamocuriosando.it/)
Impaginazione T.K.



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Felice sabato sera in poesia “Poesia d’amore” A. Gatto – arte N. Rockwell – canzone “Sarà perché ti amo”   Leave a comment

 
 
 

Norman Rockwell
 
 
 

Siamo ormai nel cuore dell’Estate
ed in tanti siete sparpagliati per i mondi vacanzieri
ma in moltissimi avete dispositivi mobili per connettervi comunque
e dunque, a tutti voi che mi vorrete leggere,
va il mio augurio di un…

 
 
 
 
 
 
 
 
Se per baciarti dovessi andare all’inferno, lo farei. 
Così potrò poi vantarmi con i diavoli 
di aver visto il paradiso senza mai entrarci. 
– W. Shakespeare –

 
 
 
 

Norman Rockwell

 
 
 

POESIA D’AMORE 
– Alfonso Gatto –
 
Le grandi notti d’ estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’ anima.
E baci perdutamente
sino a che l’ arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch’ esisti è vero.
Da quanto t’ ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco è l’ anima. 

 

 
 
 
 
 
Norman Rockwell
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VIVER L’ARTE.. INSIEME
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“Vedere entrambi i lati” – L’originale e suggestivo racconto della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto   Leave a comment

 

 

Penso possa esser interessante conoscere

questa scrittrice giapponese,

i cui libri sono tradotti in tutto il mondo,

attraverso questo suo racconto che ci mostra

una narrazione per noi davvero inconsueta

ma certamente affascinante.

 

 

Banana Yoshimoto  – Tokio 24.7.1964 – Scrittrice Giapponese


 




VEDERE ENTRAMBI I LATI

Banana Yoshimoto
  
 
 
 


 
 
 
 Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.


 
 
Come una bambola kokeshi
come un uovo sodo senza il guscio
come un feto in attesa di venire alla luce
aspetto qualcosa come un pulcino appena nato ancora bagnato
ho il presentimento delle cose lieti
e delle cose tristi che stanno per accadere
neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora
ma mi batte il cuore, sono viva. 


 


In questo paese, indipendentemente da dove si nasce siamo pressati, incalzati, costretti in una forma anche nella più remota campagna, è un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi ed enormi negozi di cattivo gusto ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi una piccola cascata che mi sembra un giocattolo il colore grigio del mare tranquillo come un lago amo questa natura delicata che c’è solo qui da noi.
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Sono tempi in cui può accadere di tutto si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini mentre i bambini uccidono i gatti la gente partecipa con gioia a un’antica festa popolare portando a spalle il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti molti dicono che non sanno più in cosa credere.
Forse non c’entra molto, ma c’è la madre di una mia amica che ha sempre le unghie perfettamente in ordine la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti in raffinati negozi di gastronomia e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato ma la mia amica è amata.
Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, 챔 una cuoca fantastica anch’io sono amata. Più che gli aspetti negativi delle differenze conta la possibilità di coltivare l’amore e di capirsi l’uno con l’altro la possibilità di crescere in quest’epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente, tante persone tutte diverse e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano, qualunque sia il loro aspetto seguendo l’istinto, abbandonando i pregiudizi la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.

 
 
Mi piace mangiare,
prendermela comoda,
stare in salute,
essere approvata dagli altri, il denaro,
evitare di vedere le cose brutte,
ma non è per questo che vivo.
Per fare quello che mi interessa davvero
posso anche non mangiare, avere guai,
ammalarmi,
essere criticata, restare senza un soldo,
vedere un sacco di cose brutte
fa lo stesso.


 


Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia vivere è vedere entrambi i lati delle cose non è mica roba da poco vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi in questo mio nuovo viaggio che è ancora appena all’inizio.

 
 

 
 
 

Banana Yoshimoto (dal libro Bambole Kokeshi)



F I N E



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Primo Levi – Lo scrittore che ha vissuto e narrato.. l’orrore dei lager – Breve ricordo anche con un suo mitico.. poetico brano   4 comments

 

 

Doveroso ritengo, nell'anniversario della sua nascita,

tracciare un breve ritratto dell'uomo e dello scrittore che,

più e meglio di ogni altro,

è stato capace di narrare la tragica realtà dei lager

trasmettendola alla memoria nostra e delle future generazioni.

 

 

 

(Torino 31.7 .1919 – Torino 11.4.1987)

 

 

 

PRIMO LEVI…
TESTIMONE… SCRITTORE E… VERO UOMO

 

 

 

 

 
 
 
Nato a Torino da genitori di religione ebraica, fu brillante studente del liceo classico Massimo D’Azeglio e si laureò in modo encomiabile in Chimica con una tesi però di Fisica per l'ostracismo dei professori nei suoi confronti a seguito delle famigerate e vergognose Leggi Razziali.

Lavorava a Milano come chimico quando nel '43 fu catturato dai Tedeschi che dopo un  pò lo trasferirono ad Auschwitz… luogo di cui lui (come gli altri prigionieri) ignorava tutto…

 
 
«Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione.
Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi»
(P. Levi – Se questo è un uomo)
 
 
 


Primo Levi giovane con amici (ultimo a dx)

 

Essendo giovane e valido non scomparve subito nel nulla come i vecchi… le donne ed i bambini… ma assegnato ad una fabbrica di gomma.
 
Nonostante fosse rasato a zero, con vestito a righe, costretto a rigidissime regole e con un numero cucito sulla giacca…, il suo era 174517,  all'inizio non capiva quel che davvero stava accadendo.
 
In breve tempo però la tremenda realtà gli apparve chiara…
 
 
 

Primo Levi con la sorella Anna Maria nel 1947


 
 
 
Le sue conoscenze di tedesco e di chimica… gli consentirono però di evitare lavori troppo duri… ma l'esperienza vissuta nei campi di concentramento tra rapporti di grande amicizia tra prigionieri e per converso di incredibile violenza fisica e spirituale lo segnarono profondamente.
 
Fu liberato il 27 gennaio 1945 dai Russi, anche grazie a circostanze fortunate, (era stato spostato nel campo di Buna-Monowitz perché ammalato di scarlattina) ma riuscì a tornar in patria solo nell'ottobre successivo.
 
Primo Levi è stato dunque tra i pochissimi a tornare dai campi di concentramento.
 
 
 

 
 
 
In Italia, essendo stato testimone di tanta assurda e cieca violenza, sentì l'obbligo di rivelare al mondo quel che nessuno poteva immaginare e quindi nemmeno credere.
 
In questo modo poteva poi anche elaborare l'immenso dolore da cui non riusciva a liberarsi.
 
 
 

Primo Levi e Philip Roth


 
 
 Da ciò nacque l'ormai mitico libro  “Se questo è un uomo” che in un primo tempo piacque solo ai critici ma poi pian piano venne tradotto in diverse lingue ed apprezzato in tutto il mondo.
 
Con il libro “La Tregua” vinse la prima edizione del Premio Campiello.

Seguì negli anni la pubblicazione di tante altre sue opere.

 
Morì l'11 aprile del 1987.
 
Dirà di lui il letterato Claudio Toscani:
«L’ultimo appello di Primo Levi non dice… non dimenticatemi, bensì non dimenticate».
 
 
 
 

 
 
Infine, come omaggio al suo ricordo, ecco questo notissimmo suo poetico brano…

 
 
 

 

 
 
 

SE QUESTO E’ UN UOMO
Primo Levi
 
«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».

 

 

 


 

 

Grazie… Primo…

 

Tony Kospan

 
 
 

Romano Battaglia – Breve ricordo ed un omaggio con la sua “Serenata al mondo”   1 comment

 
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Anche se non ha ricevuto grandi omaggi da parte della critica
a me, Romano Battaglia noto giornalista e scrittore da poco scomparso
,
è sempre piaciuto per l’arguzia, la leggerezza mai banale e la serena fantasia
con cui scriveva racconti poesie riflessioni… etc…
ed infatti spesso pubblico suoi brevi ma “sognanti” brani.








E stato anche un apprezzato conduttore televisivo
ed ha ricevuto diversi premi per le sue opere.

Forse per la sua serena visione delle cose ed
il suo originale e simpatico modo di raccontare,
piacevole e leggero ma mai banale,
la critica è sempre stata fredda nei suoi confronti.


 
 
 
Romano Battaglia
(Marina di Pietrasanta 31.7.1933 – Marina di Pietrasanta 22.7.2012)
 
 
 
 
 
 
 
 

Per questo desidero rendergli omaggio
con questo suo breve, leggiadro eppur significativo brano.

Ritengo che sia davvero una bella riflessione questa
e penso che faccia bene allo spirito… di noi tutti.


 

 




  
SERENATA AL MONDO


Romano Battaglia





 
 
  
 

Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel veder tagliare gli alberi di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino in sole poche righe.
 
Una volta volevo rendere la bellezza della neve caduta sulla terra, ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.
 
Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato, ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava sul fiume.
 
Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle, ma l’aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.
 
Una volta piansi per la cattiveria e le ingiustizie del mondo, ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.
 
Le parole di quei bambini, i loro sogni, i loro pensieri sono messaggi di verità:
li affido agli abitanti della terra, spesso stanca e malata, affinchè sappiano trarne un insegnamento.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 

 

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Romano Battaglia


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