Felice notte con la bella minipoesia… Ti tocco… di Terenzio Formenti   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
TI TOCCO
~ Terenzio Formenti ~
 
Ti tocco
ti sfioro
ti accarezzo
ti plasmo con le mie mani
ti incontro
ai confini dell'anima
forse
passeggiamo insieme
nei giardini dell'universo
 
 
 
 
 
Joseph Lorusso
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Anniversario della nascita del Botticelli… mito dell’arte rinascimentale – Biografia e capolavori   Leave a comment

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Sandro Botticelli, ma il suo vero nome è Sandro Filipepi,
è un artista tra i più emblematici del Rinascimento.

Alcune sue opere non è difficile definirle fantastiche,
soprattutto quelle, ancor oggi ammiratissime,
del cd. “Primo Periodo Mediceo“.



La calunnia



 BOTTICELLI GENIO DEL RINASCIMENTO
DALLA FAMA ALL'OBLIO FINO ALLA RISCOPERTA
a cura di Tony Kospan


Buona parte del fascino delle sue opere
nasce anche dalla constatazione che egli ha inteso,
attraverso l'affascinante bellezza dei suoi dipinti,
donarci anche dei messaggi, culturali e non solo,
grazie ad allegorie più o meno nascoste.

E' considerato il pittore più vicino
agli ideali neoplatonici molto “sentiti”
negli ambienti intellettuali ed artistici dell'epoca.





Eppure vi sembrerà incredibile ma le sue opere,
nonostante la loro stupefacente bellezza,
erano quasi completamente sconosciute
fin quasi alla fine dell' ottocento,
forse anche per il giudizio freddino del Vasari.

Poi grazie alla loro riscoperta
da parte del critico inglese John Ruskin
e per l'innamoramento dei Preraffaelliti
il loro successo non è più tramontato
ed ancor oggi sono amatissime nel web.




Firenze 1.3.1445 – Firenze 17.5.1510 (Autoritratto)



BREVE BIOGRAFIA


Fin da piccolo iniziò a frequentare la bottega del Pollaiolo
che gli instillò il senso della pennellata elegante
che sarà una delle sue più belle caratteristiche.

A 25 anni si stacca dal maestro ed inizia la sua carriera
che subito appare di successo se riceve incarichi importanti
come quello di realizzare il ritratto di Giuliano de’ Medici.



Giuliano de' Medici



A seguito di questo viene preso a benvolere
dalla grande famiglia fiorentina
che fu, in questo periodo (1478 e segg.),
grande  committente di suoi dipinti
come le mitiche “Primavera” e “Nascita di Venere“.



Nascita di Venere



Entrambe furono chieste al Botticelli per “tirar su” lo spirito
di un rampollo mediceo, Lorenzo di Pierfrancesco, affetto
da disturbi mentali che potremmo denire depressivi ed infatti
entrambe queste opere ebbero quale prima sistemazione
Villa del Castello dove questi abitava.



(clicca qui giù se desideri conoscerne i segreti)
Primavera



Entrambe rivelano lo spirito libero, curioso, colto ed estroverso
del Botticelli insieme al suo amore per le allegorie.

Chiamato a Roma, su consiglio di Lorenzo il Magnifico,
è incaricato di affrescare 3 episodi biblici
nella Cappella Sistina “Prove di Mosè”, “Prove di Cristo”
e “La Punizione di Qorah, Dtham e Abiram”.



(clicca qui giù se desideri conoscerne i segreti)
Marte e Venere – 1483



Dagli anni '90 in poi, a seguito della cacciata dei Medici,
cambia il suo stile, quasi certamente per l'influenza
della severa predicazione del Savonarola
ed a causa di una sua forte crisi spirituale,
abbandonando il tratto elegante e figurativo
per riavvicinarsi con estremo misticismo alla pittura medievale
con figure più filiformi e chiaroscuri più densi.





Natività mistica

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Tra i più noti dipinti di questo periodo possiamo elencare
“La calunnia”, “Natività mistica”, e “Compianto sul Cristo morto”.
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La sua fama iniziava a declinare inesorabilmente
mentre nel cielo dell'arte fiorentina trionfava Leonardo
e si faceva largo prepotentemente il genio di Michelangelo.

Morì povero e solo nel 1510, a Firenze, dopo grave malattia.


F I N E



- COPYRIGHT TONY KOSPAN

- VIETATA LA COPIA INTEGRALE SENZA RIPORTARE IN MODO CHIARO AUTORE E BLOG




IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE




Breve ricordo di Armando Trovajoli.. con biografia ed alcune musiche del grande compositore   Leave a comment





 
E' stato uno dei più grandi compositori
del secolo scorso,
nonché grande pianista e direttore d'orchestra.










E' l'autore di – Roma nun fa la stupida stasera -,

nonché che di tante altre belle canzoni

e soprattutto di oltre 300 colonne sonore.
In realtà è stato uno dei musicisti più eclettici del '900
spaziando, sempre con successo, in ogni campo musicale.



Roma 2.9.1917 – Roma 1.3.2013




BREVE BIOGRAFIA


Diplomatosi al Conservatorio S. Cecilia
da giovane alternò il suo interesse tra jazz e musica leggera.


Un grande impulso alla sua carriera artistica fu certo
l'inizio della collaborazione con Garinei e Giovannini
nei loro  spettacoli musicali da cui nacque
la mitica “Roma nun fa' la stupida stasera” su ricordata.





Tra le più note colonne sonore di commedie musicali
e cinematografiche ricordiamo quelle di
Rugantino, Aggiungi un posto a tavola, Ciao Rudy,
Riso amaro, Un giorno in pretura , Il vedovo, La ciociara,
Ieri, oggi, domani, I mostri, Matrimonio all'italiana,
Nell'anno del Signore, C'eravamo tanti amati, Profumo di donna etc.


Ha avuto 2 matrimoni e 2 figli.




Qui è con la prima moglie


E' nota la sua predilezione per Sofia Loren per la quale scrisse
Che m'è mparato a ffà”.


Nel 2007 ha anche ricevuto il premio
David di Donatello alla carriera.





Qui con la seconda moglie


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LA SUA MUSICA

Possiamo ammirar la sua grande arte musicale

prima ascoltando la sua più bella creazione…







e poi questa sua esecuzione (tra le sue ultime)

all'Auditorium di Roma con l'Orchestra di Santa Cecilia.








Tony Kospan













IN FACEBOOK

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Bel brano sull’importanza della poesia nella nostra vita… e forum   1 comment

 

 

 

 

UNA IRFLESSIONE MOLTO INTERESSANTE

SUL VALORE DELLA POESIA

- PARLIAMONE -

 

 

 

 

Questo brano… di Edgarda Ferri che consiglio di leggere è un ottimo contributo alla comprensione dell’importanza della poesia nella nostra vita…

E’ scritto in modo chiaro e diretto… senza fronzoli… anzi con qualche durezza… ma poi per certi versi… è sublime… e profondo.

 

 

 

 

 

  

 

 

QUANTA EMOZIONE

NELLE PAROLE DEI POETI

Edgarda Ferri


 

 



 

 

I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare  bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.

E insegnano il senso della vita

“lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me”.

Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. “lo non vengo a risolvere nulla”.

Questo voleva dire Neruda, il poeta.

 

 

 

 

 Sapendo di mentire perché, fin da principio, sapeva che non sarebbe stato “esattamente” così. La poesia non risolve nulla, non ti sfama se hai fame, non ti arricchisce se sei povero, non ti riveste se sei nudo, non ti restituisce la persona che hai perduto, voleva dire il poeta.

Eppure. Se non conosci la poesia, fai più fatica a sopportare tutto questo. Sei più solo, più disperato.
Allora. Allora, la poesia fa bene al cuore, allarga la mente, ti aiuta a capire che non sei solo: che tu sia felice, o infelice, che tu abbia accanto la persona amata, o che tu l’abbia perduta, c’è stato almeno un poeta che, prima di te, ha calpestato questo stesso sentiero: e l’ha raccontato.

Come. La meraviglia della poesia sta anche in questo. Come Neruda, certamente non Ungaretti. E come Ungaretti, non certo Baudelaire, Saffo, Dickinson, Montale, Hikmet, Leopardi.

I poeti sono uomini.

Uomini e donne che hanno vissuto in maniere diverse, in tempi diversi.

L’appassionata americana volontariamente reclusa Emily Dickinson.

Il cocainomane, raffinatissimo francese Charles Baudelaire.

L’ironico, spregiudicato inglese Oscar Wilde.

L’amaro ligure Eugenio Montale, che davanti a una rosa cui avevano dato il suo nome commentò: “Proprio a me, che se la tocco, appassisce”.

E il capriccioso, bislacco marchigiano Giacomo Leopardi, che si innamorava di donne impossibili, non si lavava, ed è morto per una mostruosa scorpacciata di gelato.

Gente come noi. Con le nostre stesse miserie e passioni. Ma con la grazia della poesia. Questa indicibile, incommensurabile grazia che ci trasmettono mentre li leggiamo, li ascoltiamo, li ricordiamo.

Soltanto i poeti conoscono, infatti, il segreto del senso della vita. Soltanto la poesia sa scandire il dolore, la gioia, l’amore, la bellezza come se tutto fosse meraviglia. Ecco.

Se anche noi conoscessimo questo ritmo, vivremmo più consapevolmente; e in ogni caso, conoscendo fino in fondo l’incomparabile prodigio dell’esistenza.







Quello che colgo e che condivido in pieno in questo articolo è che la poesia… alla faccia dei suoi detrattori2 cose certamente dona ai chi la frequenta.

La prima è il dolce “sentirsi in compagnia” con gli autori e la seconda è la capacità di darci, in poche parole, tante emozioni e perfino visioni del senso della vita.

Cosa ne pensate?

Tony Kospan

 

 


 

 

 

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Leggerle, sciverle o parlarne
 nel gruppo di facebook… 
 
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Breve ricordo di Lucio Dalla… uno dei più grandi cantautori italiani di sempre   Leave a comment






Breve ricordo di un big della canzone italiana
che ci ha lasciati 3 anni fa…
ma il cui mito resta più vivo che mai…



(Bologna 4.3.1943 – Montreux 1.3.2012)


Mancavano solo 3 giorni al suo 69° compleanno





La notizia ci sorprese tutti dato che appariva
in buona salute…






E' stato, senza dubbio,
uno dei più grandi cantautori italiani di sempre
con testi spesso veramente poetici
e talvolta anche un po' trasgressivi.






Ha avuto una lunghissima carriera…
durata ben 50 anni.



Qui con Morandi


Di formazione jazz ha attraversato l'epoca beat
per scoprirsi poi anche autore di testi di canzoni…
ed infine è approdato alla sperimentazione musicale.



Qui con Mina e Tata Giacobetti



Come uomo è stato un vero bolognese a tutto tondo…
integratissimo ed amatissimo dalla sua città…






Ricordiamolo con il video
di uno dei suoi più grandi successi…
(Caro amico ti scrivo)






Ciao Lucio
starai certo continuando a cantare tra le stelle…


Tony Kospan






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Felice domenica in poesia.. Ti amerò di Tagore – arte.. E. Vernon – canzone.. Poesia   1 comment

 
 
 
Emile Vernon
 
 
 
 
 
 
 
 
       
 
 
 
  Che cosa sarebbe l’umanità, signore, senza la donna?
Sarebbe scarsa, signore, terribilmente scarsa
 Mark Twain
 
 
 
  
 
 
 

Emile Vernon – La bella con i fiori
 
 
 
 
TI AMERO'
 
Kahlil Gibran
 
 
Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima
 
del mio cuore una dimora per la tua bellezza
 
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
 
Ti amerò come le praterie amano la primavera
 
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
 
Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane;
 
ascolterò il linguaggio della tua anima
 
come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
 
 
 
 

Emile Vernon – Bellezza sotto l'albero di aranci

 
 
 
 
 
 
 
 
da Orso Tony
 
 
 

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DELLA POESIA E DELLA CULTURA

 
 

Con la bella minipoesia… Senza parole… di Emily Bronte… buonanotte a tutti   Leave a comment

 

 

Pellizza da Volpedo

 

 

 

SENZA PAROLE

Emily Bronte

 

 

Io mai gli espressi

il mio amore a parole;

ma se gli sguardi parlano,

anche il più grande idiota

avrebbe capito

che avevo perso la testa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Tony Kospan

 

 

 

 

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