Il più piccolo “grande teatro” del mondo è in Italia.. in Umbria! Le immagini.. la storia   3 comments








E’ piccolissimo ma… perfetto… 
Non manca cioè nulla di quel che caratterizza un normale grande teatro.
Conosciamo allora questo piccolo gioiello…e la sua storia…



 
 
 
 
 
 
IL PIU’ PICCOLO “GRANDE” TEATRO DEL MONDO?
 
ECCOLO… BELLISSIMO… E’ IN UMBRIA
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
  
 
 
Il suo nome è…
TEATRO DELLA CONCORDIA
 
 
 
 
 
 
 
 
In verità per il Guinness dei Primati il più piccolo è
il TEATRINO DI VETRIANO
presso Pescaglia in provincia di Lucca…
per i suoi soli 70 metri quadri
ma non ha le caratteristiche di un teatro classico.

 
 
 
IL TEATRINO DI VETRIANO
 


 
 

Quello di cui parliamo è però unanimemente riconosciuto come

il più piccologrande teatro

(per la sua perfetta e completa struttura cinquecentesca)

come vedremo qui di seguito.

 

 
 

 
 


Infatti, pur se sembra un gioco di parole,
piccolo-grande
è davvero… un piccolissimo “grande teatro”…
in quanto al suo interno v’è la fedele riproduzione,
anche se in miniatura, di tutto… ma proprio tutto…
quanto c’è in un grande teatro
come, ad esempio, perfino i palchi separati.

 
 
 
DOVE SI TROVA


 
 
 



 
 
 
Questo fantastico gioiello architettonico, con i suoi novantanove posti… tra palchetti e platea, è situato al centro di Monte Castello di Vibio ( paese dalla originale forma di cuore della provincia di Perugia) che si trova in cima ad una collina alta 422 metri.

Merita davvero d’esser conosciuto e visitato per la sua storia e la sua bellezza… 
 
All’esterno sembra una normale casa di paese, ma…



 
 
 

  
 
 
 
poi all’interno scopriamo le sue meraviglie…
 
 
 
 
 

 

 

LA SUA  STORIA

 

Il teatro nasce in pieno clima post-rivoluzionario susseguente alla rivoluzione francese per inneggiare alla libertà ed alla successiva riscoperta della concordia…  

Gli ideatori ed i finanziatori sono 9 famiglie illustri del paese. 

Prima nasce un caffè salotto… e poi questo teatrino “a misura del paese” che venne inaugurato nel 1808
 
Le decorazioni vivacissime sono invece del 1892 opera di un giovanissimo pittore (quattordicenne) Luigi Agretti da La Spezia ma figlio di Cesare, pittore perugino, che aveva già dipinto il telone ed il fondale.
 
Il “giovine venuto dal mar Tirreno”, così definito in una poesia dell’epoca, riversò tutta la sua vivacità ed il suo entusiasmo nella sua opera di abbellimento del teatro…

 
 
 
 
 
 
 

Nel 1927 i “caratanti” cioè… i proprietari del teatro, creano l’Accademia dei soci del Teatro della Concordia.
 
Negli anni seguenti il teatrino ospita compagnie illustri… ma poi dopo la guerra c’è un decadimento… e nel 1951 viene chiuso per inagibilità…
 
 
 
 

 

 
Il comune però provvede nel 1981 ad espropriarlo ed a restaurarlo riportandolo ai suoi fasti originari…  con il condivisibile ed encomiabile intento di fare di Monte Castello di Vibio il paese ideale, il paradiso perduto… dove ciascuno possa ritrovare una giusta e serena dimensione di vita.

Mi risulta che ora nel teatro avvengono rappresentazioni e manifestazioni.
 
 
 
 
 
LA DESCRIZIONE DEL TEATRO

 

 

 
 


Il Teatro della Concordia… fedele e riuscita riproduzione in miniatura dei grandi teatri italiani ed europei ne ricalca alla perfezione la forma con pianta a campana o “all’italiana” (definita anche goldoniana), la realizzazione interamente in legno, il tipico boccascena, le decorazioni ad affresco che interessano l’intera superficie scoperta compreso il plafone, la presenza del foyer affrescato, del caffè del teatro, dei camerini, della graticciata, della sala per le riunioni, dell’elegante scalone d’ingresso esterno, l’atrio e la biglietteria, la scala di accesso principale ai due ordini di palchi ed una scala secondaria.


 
 
 
 
 
 
 
 


Se si aggiunge a tutto ciò le modeste dimensioni in cui è stato ricavato, la perfezione dell’acustica, la pregevolezza artistica ed architettonica, la dovizia di particolari con cui è stato costruito nel 1808, insieme alla disposizione armonica dei vari elementi e locali che lo compongono, lo slogan che gli è stato attribuito da sempre appare effettivamente il più calzante ed appropriato. Si tratta di una struttura di inestimabile valore, completa in ogni suo elemento, un esempio di gusto e proporzioni, un luogo dove si respira un senso di leggerezza e gradevolezza.


 
 

 

 
 
 
Una vera e propria opera d’arte, unica, nel suo genere, nel panorama teatrale italiano ed europeo e perciò non paragonabile neppure con altri.
Un’opera d’arte, che da settembre 2002 è annoverato tra le emissioni filateliche con un francobollo


 
 
 
 
 
 
 



che lo fregia di appartenere al “patrimonio artistico e culturale Italiano”. (testo dal web)
 
 
 
 


LE INFORMAZIONI PER CHI VOLESSE VISITARLO


 
 
 
 
 
 
 
 

Aperto il sabato, la domenica e festivi:

da settembre a marzo: ore 10,00-12,30 e 15,00-18,00

– da aprile ad agosto: ore 10,00 / 12,30 e 16,00 / 19,00

Aperto tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto.

Per info.. gruppi.. etc: 075.8780737

 

COPYRIGHT TONY KOSPAN



LA TUA NUOVA PAGINA

PER COLORARE LE TUE ORE…







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Paul Cezanne.. poeta del colore – Capolavori ed analisi dell’arte del padre dell’arte moderna – II PARTE   1 comment

 

 

 

 

 

 

In questa seconda parte cercherò di approfondire

la sua geniale e profonda ricerca pittorica

che sarà feconda anticipatrice dell'arte figurativa moderna.

 

 

 

PAUL CEZANNE

PADRE DELL'ARTE MODERNA

E POETA DEL COLORE


 

 

Autoritratto

 

 

 

II PARTE

 

 

 


Cezanne – Ritratto del padre

 

 


Da questa sua ricerca parte proprio la più grande rivoluzione del ventesimo secolo: la pittura cubista di Picasso.

Con il cubismo si perde completamente il primo termine della sintesi di Cezanne (visione-coscienza), per ricercare solo quella rappresentazione che ha la coscienza delle cose.

Perdendo il primo termine il cubismo romperà definitivamente con il naturalismo e la rappresentazione mimetica della realtà per introdurre sempre più l’arte nei territori dell’astrazione e del non figurativo.


 

 


La signora in blu – 1904

 

 


In Cezanne tutto ciò è però ancora assente.

Egli non perde mai di vista la realtà e il suo aspetto visivo.

Come per i pittori impressionisti, egli è del tutto indifferente ai soggetti.

Li utilizza solo per condurre i suoi esperimenti sul colore.

Ed i suoi soggetti sono in realtà riducibili a poche tipologie: i paesaggi, le nature morte, i ritratti a figura intera.


 

 

 

 


I paesaggi sono, tra la produzione di Cezanne, quella più emozionante e poetica.

Vi dominano i colori verdi, distesi in infinite tonalità diverse, tra cui si inseriscono tenui tinte di colore diverso.

Sono paesaggi che nascono da una grande sensibilità d’animo e che cercano nella natura la serenità e l’equilibrio senza tempo.


 

 

 

 

 

 


Le nature morte di Cezanne sono quasi sempre dominate dalla frutta.

Inconfondibili sono le sue mele che, come perfette sfere rosse, compaiono un po' ovunque.



 

 

 

 


In questi quadri gli elementi si pongono con grande libertà, cominciando già a mostrare le prime volute rotture con la visione prospettiva.

Cezanne è interessato solo ai volumi non allo spazio.

Tanto che egli affermò che tutta la realtà può essere sempre riconducibile a tre solidi geometrici fondamentali: il cono, il cilindro e la sfera.


Questa sua attenzione alla geometria solida ritorna anche nei suoi ritratti a figura intera, tra cui spiccano le composizioni delle Grandi Bagnanti.

 

 

 

Gardanne

 

 


La sua tecnica pittorica è decisamente originale ed inconfondibile.

Egli sovrapponeva i colori con spalmature successive, senza mai mischiarle.

Per far ciò, aspettava che il primo strato di colore si asciugasse per poi intersecarlo con nuove spalmature di colore.

Era un metodo molto lento e meticolo, per certi versi simile a quello di Seurat e dei neoimpressionisti che accostavano infiniti e minuscoli puntini.

Cezanne è, tuttavia, molto lontano dai risultati e dagli intenti dei puntinisti.

Egli non ricercava una pittura scientifica, bensì poetica.

La sua rimane però comunque una pittura molto difficile da decifrare e spiegare.

Renoir di lui disse: «Ma come fa? Non mette neanche due macchie di colore su una tela, senza fare una cosa eccezionale!»


 

 

M.me Cezanne


 

 

La sua ricerca fu sempre estremamente solitaria e lontana dai clamori.

Anche per il suo carattere schivo e introverso condusse una vita molto ritirata nella sua Aix-en-Provence.

La sua attività di pittore è del resto contraddistinta da una insoddisfazione perenne.

Egli si sentiva sempre alla ricerca di qualcosa che non riusciva mai pienamente a raggiungere.

La sua scoperta e rivalutazione avvenne solo negli ultimi anni della sua vita.


 

 

Il grande pino


 

 

Nel 1904, due anni prima della morte, il Salon d’Automne espose le sue opere dedicandogli una intera sala.

Dal 1906, anno della sua morte, la sua eredità venne ripresa soprattutto dai cubisti che in Cezanne videro il loro precursore.

Oggi è considerato uno dei grandissimi di sempre…


 

 

Il ragazzo dal gilet rosso

 

 

 

F I N E

 

 

 

Immagini e testi da vari siti web – coordinam. e impagin. t.k.

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

Chi desideri leggere la sua biografia,

una prima analisi della sua pittura

e vedere diversi altri suoi noti dipinti

 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L'ARTE

 

 

Les grandes baigneuses (Le grandi bagnanti)

 

Paul Cezanne.. poeta del colore – Biografia.. capolavori ed analisi dell’arte del padre dell’arte moderna – I PARTE   Leave a comment

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E’ considerato l’iniziatore della modernità in pittura…,
primitivo di un’arte nuova,
un visionario che anticipò Cubismo e Astrattismo…




Paul Cezanne – I giocatori di carte



La luce è una cosa che non può essere riprodotta
ma deve essere rappresentata attraverso un'altra cosa,
attraverso il colore.
Sono stato contento di me, quando ho scoperto questo.
Cezanne



Paul Cezanne




C E Z A N N E
PADRE DELL'ARTE MODERNA
E POETA DEL COLORE



Paul Cezanne – Il castello di Medan



I PARTE



Paul Cezanne – Autoritratto
(Aix-en-Provence 19.1.1839 – Aix-en-Provence 22.10.1906)




BREVE BIOGRAFIA



Cezanne è il pittore più singolare ed enigmatico di tutta la pittura francese post-impressionista.

Nato nel meridione della Francia, proveniva da una famiglia benestante (il padre era proprietario della banca locale) e di lontane origini piemontesi.

Egli quindi ebbe modo di condurre una vita agiata, a differenza degli altri pittori impressionisti, e di svolgere una ricerca solitaria e del tutto indifferente ai problemi della critica e del mercato.

Negli anni giovanili dopo aver iniziato studi giuridici a Parigi si rese conto di non esser interessato ad essi bensì d'esser portato all'arte.

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Paul Cezanne – Pranzo all'aperto



Qui ebbe modo di venire a contatto con i pittori impressionisti della prima ora quali Pissarro, Degas, Renoir, Monet e gli altri.

Nel 1869 iniziò una relazione con una sartina Hortense Fiquet da cui ebbe un figlio Paul.

M.me Cezanne fu sempre la sua modella preferita…

Partecipò in quel periodo a diverse mostre ma sempre senza successo.

Egli poi, come gli altri impressionisti, si vide rifiutare le sue opere dalla giuria del Salon.

E però anche lui partecipò alla prima mostra che gli impressionisti tennero nello studio del pittore Nadar nel 1874.

A questa mostra egli espose la sua famosissima opera «La casa dell’impiccato a Auvers».





Paul Cezanne – La casa dell’impiccato a Auvers




Infatti, nella sua vita, al pari di Van Gogh, vendette una sola tela, e solo qualche anno prima di morire.





Paul Cezanne – Madame Cezanne



Nel 1878 il padre venuto a conoscenza della sua relazione con Hortense gli tagliò i viveri.

L'aiutò allora l'amico e già noto scrittore Emile Zola
 
Nel 1886 però rimase molto offeso, riconoscendosi nel personaggio di un pittore fallito descritto nel romanzo di Zola  “L'opera”,  e ruppe del tutto l'amicizia che durava da moltissimi anni.





Cezanne – Paul Alexis legge a Emile Zola un manoscritto – 1869



Nello stesso anno sposò Hortense facendo pace col padre… che poco dopo morì lasciandogli una grossa eredità.

Qualche anno dopo s'ammalò di diabete.

La pittura era comunque tutta la sua vita.

Nel 1896 si separò dalla moglie e partecipò a varie mostre grazie alle quali iniziò ad essere apprezzato ed ammirato soprattutto dai giovani pittori…

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Paul Cezanne – Ragazzo



Verso la fine del secolo ormai era diventato un pittore abbastanza noto.

Sopravvennero però difficoltà economiche e fu costretto a vendere la casa ed a vivere in affitto… ad Aix-en-Provence.

Riuscì però ad aprire uno studio oggi diventato museo.

Morì il 22 ottobre 1906 di polmonite… a 67 anni…

L'anno dopo la sua morte fu allestita a Parigi una retrospettiva dedicata alle sue opere che ebbe un grandissimo successo…

Iniziava il suo mito.





Paul Cezanne – Natura morta



L'ARTISTA



La sua adesione al movimento impressionista fu sempre distaccata.

La sua pittura fin dagli inizi si differenziava nettamente da quella di un Monet o di un Renoir.

Mentre questi ultimi erano interessati solo ai fenomeni percettivi della luce e del colore, Cezanne nelle sue opere porta integre le sue emozioni ed il riconoscimento delle forme e dello spazio.

Ma, per far ciò, egli non ricorse mai agli strumenti tradizionali del disegno, del chiaroscuro e della prospettiva, ma solo al colore.

La sua grande ambizione era di risolvere tutto solo con il colore, arrivando lì dove nessun pittore era mai arrivato: sintetizzare nel colore la visione ottica e la coscienza delle cose. 




Paul Cezanne – Martedì grasso – 1888



Nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello,
ed entrambe devono aiutarsi tra loro
Cezanne






FINE I PARTE


FONTI VARI SITI WEB – COORDIN E IMPAGINAZ. T.K



Continua…



IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE


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Doodle di Google in omaggio a Cezanne

Edgar Allan Poe – Breve ricordo con alcuni suoi aforismi ed una grande poesia sul.. sogno   Leave a comment




Edgar Allan Poe
inventore, tra l’altro, del genere poliziesco e del giallo psicologico
è una delle figure più importanti della letteratura americana.



Boston 19.1.1809 – Baltimora 7.10.1849



Fu espressione del movimento chiamato “neogotico”
ma la sua attività letteraria,
davvero notevole in relazione alla sua breve vita,
spaziò in molti campi…
riscuotendo grande successo… anche nella poesia…








I suoi libri ancor oggi affascinano miriadi di lettori
perché i suoi testi sono sempre intriganti

Mi fa piacere ricordarlo ora con alcune sue citazioni
che sono diventate vere e proprie frasi mitiche
ed una sua poesia… vero inno al sogno







Coloro che sognano di giorno
sanno molte cose
che sfuggono a chi sogna soltanto di notte


Lo scrittore che trascura la punteggiatura
o che non la sa usare
corre il rischio di non essere capito,
e questo, per comune convinzione,
non è altro che il risultato della negligenza o dell'ignoranza.

Come regola generale,

nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere.
Quando i lettori hanno gettato un'occhiata alla fisionomia dell'autore,
di rado riescono a mantenersi seri.

L'ignoranza è una benedizione,
ma perché la benedizione sia completa
l'ignoranza deve essere così profonda
da non sospettare neppure se stessa.





Questa poesia descrive meglio di mille parole
il vero senso… la grande importanza…
nonché la capacità lenitiva dei nostri diurni affanni… del
sogno.




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UN SOGNO

POESIA DI… E SUL…SOGNO DI E. A. POE



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UN SOGNO
Edgar Allan Poe
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In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di
luce
m’ha lasciato col cuore implacato.
Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d’intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?
Quel sogno beato – quel sogno beato,
mentre il mondo intero m’era avverso,
m’ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso
E benché quella luce in tempestose notti
così tremolasse di lontano
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?

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Segnalo in particolare questa strofa

che, a mio parere,  ci dice quasi tutto…

sul sogno.

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Quel sogno beato – quel sogno beato,

mentre il mondo intero m’era avverso,

m’ha rallegrato come un raggio cortese

che sa guidare un animo scontroso

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TONY KOSPAN

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POESIE E NON SOLO

NELLA PAGINA DI FB






Pubblicato 19 gennaio 2018 da tonykospan21 in Senza categoria

Breve.. ma sentito.. omaggio al giudice martire Paolo Borsellino nell’anniversario della nascita   Leave a comment



E' vero che siamo presi dai bombardamenti mass mediatici

sui tantissimi problemi della nostra società…

tuttavia non dobbiamo dimenticare la tristissima e tragica realtà

dell'esistenza di una piovra che danneggia la nostra economia e la nostra società.

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Anzi la lotta a questo cancro sociale

è uno dei più importanti presupposti

per una vera ripresa della nostra società

e pertanto è fondamentale il ruolo della nostra memoria

riguardo alla storia degli ultimi decenni.

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Tra gli eventi, spesso tragici, che l'hanno caratterizzata

c'è stato, ahimè, anche il tremendo attentato al giudice

Paolo Borsellino

che colpì vilmente lui ed i 5 agenti della scorta.

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Dunque non possiamo omettere oggi,

nell'anniversario della sua nascita,

di dedicar a lui un sentito omaggio ed un affettuoso ricordo…

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E' stato, insieme a Giovanni Falcone,

un vero eroe dei nostri tempi

che con il suo sacrificio ci ha indicato l'unica strada

per una vera liberazione dalle perverse pesanti catene…

delle varie mafie…

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Palermo 19 1 1940 – Palermo 19 7 1992

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“Felice la Nazione che non ha bisogno di eroi…”

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L'Italia ahimé ne ha bisogno… ancora.

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Che Ti sia lieve la terra ed il cielo Ti abbia in gloria

insieme a Giovanni Falcone…

ed a tutti coloro che hanno perso la vita

per fare il proprio dovere e per vivere da uomini liberi.

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TONY KOSPAN

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Roberto Murolo – Breve ricordo e 2 mitiche canzoni di un grande della canzone napoletana   1 comment



Breve ricordo di Roberto Murolo
uno dei principali esponenti,
come autore, come cantante e come chitarrista,
della grande musica napoletana.



(Napoli 19.1.1912 – Napoli 13.3.2003)




BIOGRAFIA


La sua carriera musicale iniziò nel 1933 a Ischia
cantando con…
Vittorio de Sica.


Poi per inseguire la sua grande passione per la musica
e per la chitarra creò un quartetto… il “
MIDA
con cui girò per l’Europa dal 1939 al 1946.








Tornato in Italia,
il suo modo di cantare e di fare musica
pian piano raggiunse un grande successo
a partire dalla fine degli anni quaranta
fino alla fine degli anni sessanta.





Qui è con Totò


Recitò anche in alcuni film.

Negli anni 70 e 80
interruppe la sua attività discografica…
ma non quella di cantante…
anche se divenne sempre più sporadica.



‘A Casciaforte (con Gegè Di Giacomo)



Negli anni 90 tornò alla ribalta in pieno
con diversi album di successo.



Foto di Augusto De Luca



Nel ’92 compose con Mia Martini la mitica…

CU’ MME



Con Mia Martini



Nel 2002 al Festival di Sanremo
ricevette il Premio alla Carriera.



LO STILE DI MUROLO



La sua voce era un sussurro gentile
che si univa con grande eleganza
agli accordi della sua chitarra classica
creando un insieme unico,
un vero e proprio dipinto musicale…



Murolo con De André


Non c’è chi non veda una sua vicinanza allo stile
all’epoca in auge in America…
cioè quello di
Sinatra e Bing Crosby
che però nel contempo portava ad un’evoluzione
del modo di cantare le canzoni classiche napoletane.


I SUOI PRINCIPALI SUCCESSI



Queste sono alcune delle sue canzoni più famose:
CU MME, CANZONE DI LAURA, L’ ITALIA E’ BELLA,
A’ CASCIAFORTE, O’ MARINARIELLO.
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Queste ed altre sue canzoni
sono ancor oggi amatissime dal popolo del web
ma non solo…


Ricordiamolo infine ascoltando…
quella che considero la sua canzone-mito
la fantastica… dolcissima… CU MME


CU’ MME



CIAO DA TONY KOSPAN




IL TUO SALOTTO DI SOGNO DI FB?



Felice notte con la bella minipoesia “Con me non bisogna parlare” di Marina Cvetaeva   1 comment

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CON ME NON BISOGNA PARLARE
Marina Ivanovna Cvetaeva


Con me non bisogna parlare,


ecco le labbra: date da bere.


Ecco i miei capelli: carezzali.


Ecco le mani: si possono baciare.


Meglio però, fatemi dormire.

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à tout le monde par Tony Kospan


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