Archivio per l'etichetta ‘OSCAR WILDE

Giovedì sera in poesia “Incontro d’autunno” A. Vanligt – arte J. Rougié – canzone “Sally” V. Rossi   1 comment

 
 
 
 
Joël Rougié

 
 
 

 
 
 

  
 
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Se si ama veramente una donna, 
tutte le altre appaiono insignificanti. 
– Oscar Wilde –
aranc grande 8FF

 
 
 
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Joël Rougié

 
 
 
 
 
 
INCONTRO D’AUTUNNO 
Anton Vanligt


Una musica lieve
come d’incanto guidava i miei passi,
scricchiolìo di foglie
e danza di polvere nel vento…
sapevo che ci saremmo incontrati
in una giornata d’autunno.
Il cielo doveva essere esattamente così:
velato e rispettoso della tua figura fine.
La strada. Ho sempre immaginato fosse questa:
costeggiata d’alberi e foglie dai mille colori.
Colore e Musica, Profumo e Suono…
e tu… Poesia.
Questa è la perfezione in cui opera il Destino!

 
 
 
 
 
 Joël Rougié

 

 

ARCOBALEN99
 
 

 
 

 

 

 

 

3


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
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Joël Rougié

 
 
 

Moda maschile – Ecco la lunga storia della cravatta dall’antichità ai giorni nostri   Leave a comment

Moda maschile – La lunga storia della cravatta dall’antichità ai giorni nostri

.
.
.
 



Non solo le Nazioni, i popoli, le persone etc.
hanno una loro storia
bensì anche le cose e gli oggetti (pure i più umili)
che vivono o hanno vissuto nel tempo con noi.

Ed anch’essi subiscono diverse vicissitudini
potendosi evolversi col tempo
o… anche scomparire.



 
 
 
.
.
 
 
Ed allora stavolta parliamo di una cosa da… uomini
la cravatta.
 

 
 
 
 
 


Essa è stata mia… compagna fedele per oltre 40 anni.
 
 
Devo però dire che era ed è ancora
per me naturalissimo indossarla.


 

 
 
 

 
 
Non mi ha mai dato alcun fastidio
però oggi, che sono in “ferie permanenti” (ah ah),
cerco di vestire molto più casual.
 
 
Dunque ecco una breve storia dell’amica cravatta.

 




 
 
.
.
.

LA STORIA DELLA CRAVATTA



Così come la camicia, che da semplice indumento ” intimo”, come veniva considerato nei tempi antichi, ha assunto con il passare dei secoli, sempre maggiore importanza fino a diventare vero e proprio segno distintivo di eleganza e raffinatezza, anche la cravatta, nata inizialmente come semplice fazzoletto, ha conquistato ben presto un posto di rilievo nella vita dell’uomo. Ornamento indispensabile all’eleganza maschile, spesso portata anche dalle donne, esprime la personalità di chi l’indossa e diviene strumento di grande importanza nelle relazioni sociali.





Ricostruzione del vestiario di un soldato romano

 
 

 
La cravatta nasce inizialmente come pezzo di stoffa che i legionari romani portavano, per motivi igienici o climatici, legato intorno al collo, con il nome di “focale”.
Secoli dopo i francesi adottarono questo ” fazzoletto”, mutuando a loro volta l’idea, da quello indossato dai mercenari croati durante la guerra dei Trent’anni.
Nel 1661 Luigi XIV istituisce la carica di “cravattaio” del re, gentiluomo cui era assegnato il compito i aiutare il sovrano ad abbellire ed annodare la cravatta.





La cravatta di Luigi XIV




Nove anni dopo nel ’61 la duchessa di Lavallière, favorita del re, è la prima donna ad indossare una cravatta.
Nel XIX secolo sarà dato il suo nome alla più aggraziata delle cravatte maschili.









Nel1925, il cravattaio americano Jesse Langdorsf brevettò una cravatta lunga, meno sgualcita e più stabile: 
era nata la cravatta attuale, confezionata con tre segmenti di tessuto e tagliata di sbieco.

 
 
 


 

Oscar Wilde


 .


.

Parlando di cravatte non si può non menzionare il nodo.

Oscar Wilde nel suo “L’Importanza di Chiamarsi Ernesto” diceva: “Una cravatta bene annodata è il primo passo serio nella vita”.

Il gesto quotidiano dell’annodarsi la cravatta assume un significato simbolico e quasi magico che si perde nella notte dei tempi.

Nell’iconografia simbolica maschile il nodo rappresenta l’unione, il matrimonio, la fertilità e quindi la vita.

Come Léonor dice ad Ariste ne “La scuola delle mogli ” di Molière, “Un sacro nodo da domani ci unirà”.

.


.


.


Cravatta ai tempi della Belle Epoque



Ma come si annoda una cravatta?

Un Semplice gesto che con poche regole base, diventa facile come allacciarsi le scarpe.

Non sempre si sa che per fare il “nodo semplice”, il più diffuso, occorre posizionare l’estremità più larga, 30 cm. più in basso, e se si è destri posizionarla sulla destr o sulla sinistra per i mancini. 

Concludendo possiamo riassumere l’essenza della cravatta con questo aforisma di un anonimo francese del 1820. “Della cravatta ho una cura perfetta: è il vero canone dell’eleganza. Mi adopero per ore con costanza perché appaia annodata in tutta fretta

 

 

 

Come fare il nodo Windsor


 

 


Testo dal web… impaginazione t.k.












Oggi tra le cravatte più ricercate e famose, per la loro raffinata eleganza, sono certamente quelle di Marinella.

Esse sono tutte fatte a mano e sono richieste ed utilizzate da VIP, Capi di Stato di tutto il mondo e da chi vuole indossare una cravatta davvero unica.

La storia delle cravatte Marinella inizia nel 1914 a Piazza Vittoria sull’elegante Riviera di Chiaia di Napoli dove ancor oggi si trova il negozio.



 
 
 
 
 

 



Ciao da Orso Tony





ARANCIO divfar
STORIA RICORDI ED ATMOSFERE DI UN TEMPO
Frecce2039








Buon giovedì sera in poesia “Cercavo te” P. Levi – arte J. W. Alexander – canzone “La nostra vita” Ramazzotti   Leave a comment

 

 

John White Alexander – Il vaso di fiori




 

 

 
 


1tga3e2yj47
 
L’immaginazione è una qualità 
che è stata data all’uomo
per compensarlo di ciò che egli non è. 
Il senso dell’umorismo gli è stato dato
per consolarlo di ciò che è.
– Oscar Wilde  

1tga3e2yj47

 
 
 
 
Frecce (51)  musical notes
John White Alexander – La lettrice



CERCAVO TE

– Primo Levi –


Cercavo te nelle stelle
 quando le interrogavo bambino.
 Ho chiesto te alle montagne,
 ma non mi diedero che poche volte
 solitudine e breve pace.
 Perché mancavi, nelle lunghe sere
 meditai la bestemmia insensata
 che il mondo era uno sbaglio di Dio,
 io uno sbaglio del mondo.
 E quando, davanti alla morte,
 ho gridato di no da ogni fibra,
 che non avevo ancora finito,
 che troppo ancora dovevo fare,
 era perché mi stavi davanti,
 tu con me accanto, come oggi avviene,
 un uomo una donna sotto il sole.
 Sono tornato perché c’eri tu.

 
 
 

John White Alexander 

 

 

ARTE 139751


 

 

 
 
 
 

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John White Alexander





Giovedì sera in poesia “Cercavo te” P. Levi – arte J. W. Alexander – canzone “La nostra vita” Ramazzotti   Leave a comment

 

 

John White Alexander – Il vaso di fiori




 

 

 
 


1tga3e2yj47
 
L’immaginazione è una qualità 
che è stata data all’uomo
per compensarlo di ciò che egli non è. 
Il senso dell’umorismo gli è stato dato
per consolarlo di ciò che è.
– Oscar Wilde  

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Frecce (51)  musical notes
John White Alexander – La lettrice



CERCAVO TE

– Primo Levi –


Cercavo te nelle stelle
 quando le interrogavo bambino.
 Ho chiesto te alle montagne,
 ma non mi diedero che poche volte
 solitudine e breve pace.
 Perché mancavi, nelle lunghe sere
 meditai la bestemmia insensata
 che il mondo era uno sbaglio di Dio,
 io uno sbaglio del mondo.
 E quando, davanti alla morte,
 ho gridato di no da ogni fibra,
 che non avevo ancora finito,
 che troppo ancora dovevo fare,
 era perché mi stavi davanti,
 tu con me accanto, come oggi avviene,
 un uomo una donna sotto il sole.
 Sono tornato perché c’eri tu.

 
 
 

John White Alexander 

 

 

ARTE 139751


 

 

 
 
 
 

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John White Alexander





Giovedì sera in poesia “Amo il pezzo di terra” Neruda – arte Hopper – canzone “Bella” Cocciante   Leave a comment

 

 

 

      

Hopper – Donna alla finestra

 

 

 

 

 

              fiori113blu   fiori113blufiori113blufiori113blufiori113blufiori113blu              

 La perdita degli interessi per la musica, la pittura, la poesia

costituiscono una perdita di felicità

e non è escluso che possa risultare lesiva per l’intelletto e,

più probabilmente ancora, per il carattere morale,

perché indebolisce il risvolto emozionale della nostra natura.

– Charles Darwin –

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Hopper

 
 
 
AMO IL PEZZO DI TERRA… 
Pablo Neruda
 
Amo il pezzo di terra che tu sei,
perché delle praterie planetarie
altra stella non ho. Tu ripeti
la moltiplicazione dell’universo.
I tuoi grandi occhi
son la luce che posseggo
delle costellazioni sconfitte,
la tua pelle palpita come le strade
che percorre la meteora nella pioggia.
Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi,
di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia,
di tanta luce ardente come miele nell’ombra
il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi,
e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti,
piccola e planetaria, colomba e geografia.

 
 
 
Hopper
 
 
 
           long cuor 1xd5long cuor 1xd5              

 

 
 
 

a tutti…

 

 

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ARTE MUSICA POESIA ETC
NEL GRUPPO DI FB
Frecce (51)

 

 

Hopper – Mattinata di sole d’estate




Buon lunedì sera in poesia “Ciò che tu sei” P. Salinas – arte Waterhouse – canzone “La mia vita” Adamo   Leave a comment

 

 

John William Waterhouse




 

 
 
 
 
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La continuità ci dà le radici, 
il cambiamento ci regala i rami, 
lasciando a noi la volontà di estenderli 
e di farli crescere
fino a raggiungere nuove altezze. 
– Pauline Keze –
 
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John William Waterhouse

 

 

 

CIO’ CHE TU SEI

Pedro Salinas

 

Ciò che tu sei

mi distrae da ciò che dici.

 

Lanci parole veloci

inghirlandate di risa,

e m’inviti ad andare

dove mi vorranno condurre.

Non ti do retta, non le seguo:

sto guardando

le labbra dove sono nate.

 

Guardi, improvvisa, lontano.

Fissi lo sguardo lì, su qualcosa,

non so che, e scatta subito

a carpirla la tua anima

affilata, di saetta.

io non guardo dove guardi:

sto vedendo te che guardi.

 

E quando tu desideri qualcosa

non penso a ciò che vuoi,

e non lo invidio: non importa.

Oggi lo vuoi, lo desideri;

domani lo scorderai

per un desiderio nuovo.

No. Ti attendo più oltre

dei limiti, dei termini.

 

In ciò che non deve mutare

rimango fermo ad amarti, nel puro

atto del tuo desiderio.

E non desidero più altro

che vedere te che ami.. 

 

 

frecq8h

John William Waterhouse

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

   


LA TUA PAGINA 
CHE PUO’ COLORARE I TUOI GIORNI
 
 
 
 
 
 
 
John William Waterhouse

 
 
 
 
 

Buon martedì sera in poesia “Anche tu sei l’amore” Pavese – arte Boldini – canzone “Amore scusami” J. Foster   5 comments

 
 

Giovanni Boldini


 

 

 

 Datemi una maschera e vi dirò la verità

Oscar Wilde


 

 

Giovanni Boldini

 

 
ANCHE TU SEI L’AMORE
Cesare Pavese
 
Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro
 
 
 
Giovanni Boldini



barrafiorita
 
 
 

 
 

 

  

 
  
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LA TUA PAGINA DI SOGNO DI FB
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  (Amore scusami)

      

Giovanni Boldini

 
 
 

Buona domenica sera in poesia “Sognato per l’inverno” Rimbaud – arte De Nittis – canzone “Amore scusami” S. Endrigo   1 comment

 
 
De Nittis


 
 



 Felice domenica sera amici del web…
che possiamo vivere qui… insieme
anche se solo virtualmente…


 
 
 
 
 
 
I legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare.
Ci uniscono anche quando sembra che si debbano spezzare.
Certi legami sfidano le distanze, il tempo e la logica
perchè ci sono legami che sono semplicemente destinati ad esistere.
– Citazione dal film “Grey’s Anatomy” –

 
 
 

De Nittis – Effetto di neve



   

 

 

 
 

SOGNATO PER L’INVERNO
Arthur Rimbaud

Andremo, d’inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli
posa nei cantucci molli.
Tu chiuderai gli occhi,
per non vedere dai vetri
smorfiare l’ombre delle sere,
la plebaglia di demoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.
Poi la tua guancia graffiare si sentirà…
un piccolo bacio, un ragno matto,
ti correrà sul collo…
Intanto tu mi dirai:
“Cerca!”, chinando a me la testa
prenderemo tempo a scovare quella bestia
che viaggia così tanto…
 
 
De Nittis – Salotto della Principessa Matilde

 
 

 

 da Orso Tony
 
 


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De Nittis – Corteggiamento – 1874

 

Buon giovedì sera in poesia “Incontro d’autunno” A. Vanligt – arte J. Rougié – canzone “Sally” V. Rossi   Leave a comment

 
 
 
 
Joël Rougié

 
 
 

 
 
 

  
 
Se si ama veramente una donna,
tutte le altre appaiono insignificanti.
Oscar Wilde

 
 
 

Joël Rougié

 
 
 
 
 
 
INCONTRO D’AUTUNNO
Anton Vanligt


Una musica lieve
come d’incanto guidava i miei passi,
scricchiolìo di foglie
e danza di polvere nel vento…
sapevo che ci saremmo incontrati
in una giornata d’autunno.
Il cielo doveva essere esattamente così:
velato e rispettoso della tua figura fine.
La strada. Ho sempre immaginato fosse questa:
costeggiata d’alberi e foglie dai mille colori.
Colore e Musica, Profumo e Suono…
e tu… Poesia.
Questa è la perfezione in cui opera il Destino!

 
 
 
 
 
 Joël Rougié

 

 

 
 

 
 

 

 

 

 


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
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Joël Rougié

 
 
 

Moda maschile – La lunga storia della cravatta dall’antichità ai giorni nostri   Leave a comment

Moda maschile – La lunga storia della cravatta dall’antichità ai giorni nostri

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Non solo le Nazioni, i popoli, le persone etc.
hanno una loro storia
bensì anche le cose e gli oggetti (pure i più umili)
che vivono o hanno vissuto nel tempo con noi.

Ed anch’essi subiscono diverse vicissitudini
potendosi evolversi col tempo
o… anche scomparire.



 
 
 
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Ed allora stavolta parliamo di una cosa da… uomini
la cravatta.
 

 
 
 
 
 


Essa è stata mia… compagna fedele per oltre 40 anni.
 
 
Devo però dire che era ed è ancora
per me naturalissimo indossarla.


 

 
 
 

 
 
Non mi ha mai dato alcun fastidio
però oggi, che sono in “ferie permanenti” (ah ah),
cerco di vestire molto più casual.
 
 
Dunque ecco una breve storia dell’amica cravatta.

 




 
 
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LA STORIA DELLA CRAVATTA



Così come la camicia, che da semplice indumento ” intimo”, come veniva considerato nei tempi antichi, ha assunto con il passare dei secoli, sempre maggiore importanza fino a diventare vero e proprio segno distintivo di eleganza e raffinatezza, anche la cravatta, nata inizialmente come semplice fazzoletto, ha conquistato ben presto un posto di rilievo nella vita dell’uomo. Ornamento indispensabile all’eleganza maschile, spesso portata anche dalle donne, esprime la personalità di chi l’indossa e diviene strumento di grande importanza nelle relazioni sociali.





Ricostruzione del vestiario di un soldato romano

 
 

 
La cravatta nasce inizialmente come pezzo di stoffa che i legionari romani portavano, per motivi igienici o climatici, legato intorno al collo, con il nome di “focale”.
Secoli dopo i francesi adottarono questo ” fazzoletto”, mutuando a loro volta l’idea, da quello indossato dai mercenari croati durante la guerra dei Trent’anni.
Nel 1661 Luigi XIV istituisce la carica di “cravattaio” del re, gentiluomo cui era assegnato il compito i aiutare il sovrano ad abbellire ed annodare la cravatta.





La cravatta di Luigi XIV




Nove anni dopo nel ’61 la duchessa di Lavallière, favorita del re, è la prima donna ad indossare una cravatta.
Nel XIX secolo sarà dato il suo nome alla più aggraziata delle cravatte maschili.









Nel1925, il cravattaio americano Jesse Langdorsf brevettò una cravatta lunga, meno sgualcita e più stabile: 
era nata la cravatta attuale, confezionata con tre segmenti di tessuto e tagliata di sbieco.

 
 
 


 

Oscar Wilde


 .


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Parlando di cravatte non si può non menzionare il nodo.

Oscar Wilde nel suo “L’Importanza di Chiamarsi Ernesto” diceva: “Una cravatta bene annodata è il primo passo serio nella vita”.

Il gesto quotidiano dell’annodarsi la cravatta assume un significato simbolico e quasi magico che si perde nella notte dei tempi.

Nell’iconografia simbolica maschile il nodo rappresenta l’unione, il matrimonio, la fertilità e quindi la vita.

Come Léonor dice ad Ariste ne “La scuola delle mogli ” di Molière, “Un sacro nodo da domani ci unirà”.

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Cravatta ai tempi della Belle Epoque



Ma come si annoda una cravatta?

Un Semplice gesto che con poche regole base, diventa facile come allacciarsi le scarpe.

Non sempre si sa che per fare il “nodo semplice”, il più diffuso, occorre posizionare l’estremità più larga, 30 cm. più in basso, e se si è destri posizionarla sulla destr o sulla sinistra per i mancini. 

Concludendo possiamo riassumere l’essenza della cravatta con questo aforisma di un anonimo francese del 1820. “Della cravatta ho una cura perfetta: è il vero canone dell’eleganza. Mi adopero per ore con costanza perché appaia annodata in tutta fretta

 

 

 

Come fare il nodo Windsor


 

 


Testo dal web… impaginazione t.k.












Oggi tra le cravatte più ricercate e famose, per la loro raffinata eleganza, sono certamente quelle di Marinella.

Esse sono tutte fatte a mano e sono richieste ed utilizzate da VIP, Capi di Stato di tutto il mondo e da chi vuole indossare una cravatta davvero unica.

La storia delle cravatte Marinella inizia nel 1914 a Piazza Vittoria sull’elegante Riviera di Chiaia di Napoli dove ancor oggi si trova il negozio.



 
 
 
 
 

 



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