Archivio per 1 gennaio 2022

Iniziamo l’anno sorridendo con questi auguri di capodanno divertenti e graffianti   Leave a comment







Dopo tanti brindisi… e tanti auguri fatti seriamente e col cuore
guardiamo ora all’arrivo del nuovo anno da una diversa
molto… molto diversa… ma spero sorridente… angolazione.


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Eh sì questi che vi propongo sono davvero
auguri controcorrente eh eh.





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mah… direi… “pancia nuova!”




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TORNANDO AD ESSER SERI…



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Il primo saluto del 2022 è con il valzer di Strauss.. la poesia di Neruda sul 1° dell’anno e dipinti danzanti.   Leave a comment



V. G. Gilbert




Augurarsi e augurare che l’anno nuovo risulti migliore del precedente
è consuetudine antica.

E significativa.

Ci dice come in tutta la storia dell’umanità
non ci sia mai stato un anno così ben riuscito
da chiedergli il bis!

Pino Caruso

  



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Come iniziare dunque l’anno in modo elegante,
qui insieme  a tutti voi,
se non con il magnifico classicissimo
Valzer Viennese di Strauss?


 
 
 
 
VALZER tivnx6VALZER tivnx6VALZER tivnx6


 
 
 


E non possono mancare poi né la bella poesia dedicata
proprio a questo giorno dal mitico Neruda
né diversi dipinti dedicati al valzer.
 

 

 
 
 
E’ il nostro post tradizionale di Capodanno
che in questo primo giorno del 2022,
benché un po’ stanchi per la notte
anche se passata serenamente in famiglia,
non può mancare.
 
 


C. Hoffbauer


IL PRIMO GIORNO DELL’ANNO
~ Pablo Neruda ~

 
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

 
 
 
 

J. J. Tissot
 
 
 
  
Ed infine ecco il mitico Valzer di Strauss
nella travolgente versione di André Rieu

  
 
 
  RADETZKY MARCH (RIEU)  

Il valzer – Vladimir Pervunensky


 

 Buon ascolto ed un forte abbraccio a tutti,
cari amici, con l’augurio di un anno felice per voi e per noi…
nella salute, nel lavoro, nelle amicizie, nell’amore
e, perché no, anche nella nostra vita virtuale.

 
 
 
 
 
fuoc art City New Years Fireworks 2016 2
 
 
 
da
  
Tony Kospan


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Alexei De Lyamine




Capodanno (Bevo a…) di Erri De Luca è davvero una poesia inusuale   Leave a comment







Una stupenda poesia che non merita commenti
perché parla da sé
e ci racconta la realtà di coloro 
che vivono capodanni diversi 
da quelli a cui pensiamo in genere.






CAPODANNO – BEVO A…
Erri De Luca

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,

a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,

a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.









E’ SOLO UN GIORNO – POESIA DI TONY KOSPAN   8 comments

 

 

 

 

 

E' SOLO UN GIORNO

Tony Kospan

 

 

E' solo un giorno 

anche il primo giorno

di questa vita

 

E' solo un giorno

anche il primo giorno

di quest'anno

 

E' solo un giorno

anche il primo giorno

di questo mese

 

E' solo un giorno

ogni giorno

per amare

per sognare

per vivere

 

 

 

 

 

 

 

Una riflessione sul “CARPE DIEM” e la “CANZONE DI BACCO” di Lorenzo dei Medici di cui oggi è l’anniversario della nascita   Leave a comment




La mitica Canzone di Bacco di Lorenzo de’ Medici,
vera classica bandiera del Carpe Diem,
è il tema dell’articolo che segue di Antonello Ferri
che ci parla dello scorrere del tempo
e della necessità di viverlo bene.

 
 
 
 
Lorenzo dei Medici – Firenze 1º gennaio 1449 – Firenze 9 aprile 1492
 
 
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La Rosa dei venti

 Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente

 

Adesso, Now, Maintenant, Ketzt, Ahora

 

 

 

 

 


Scrivo per non dimenticare, o per meglio dire per ricordare. Ma è utile vivere di ricordi oppure è molto meglio vivere semplicemente alla giornata, lasciando che la vita ci scorra addosso…
Personalmente ho avuto una vita intensa piena di cose e di persone, ma, spesso, non mi sono accorto di tutte le belle cose che mi stavano accanto, perché ero così preso da fare piani e progetti per il futuro, da dimenticarmi completamente che la vita era lì, insieme a me, in quel preciso momento.

La frenesia di questa società e tutti i falsi valori che ci vengono inculcati, non ci consentono di vivere la vita, così, semplicemente per quello che è, ma tutti noi sempre alla ricerca di qualcosa, che ci porta lontani dal nostro vero sé e ci passano accanto persone meravigliose, opportunità varie, ma prigionieri della corsa verso il futuro, non le vediamo…


Domani sarò felice, è una frase triste, mette malinconia…mi perderò adesso nelle citazioni, ma a volte sono necessarie…

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Molti uomini muoiono senza essere mai nati veramente…
Erich Fromm

 

La frase è densa di significato e alla prima occhiata sfugge.
La cosa da fare assolutamente secondo me è quella di capire esattamente quali sono le nostre vere capacità e muoversi di conseguenza… senza perdere tempo…dedicare la propria giornata alle cose che ci stanno veramente a cuore! Quando si è giovani pensiamo sempre di essere in credito con la vita, ma in realtà siamo in debito e sarebbe utile porsi la domanda:


“Io cosa posso fare per questo mondo meraviglioso? quale contributo speciale posso dare?”



Varie domande aiutano a restringere i tempi e a concentrarsi sul qui ed ora. Per esempio…

” se io avessi soltanto tre mesi di vita quali sono quelle tre cose che vorrei assolutamente fare ?”……..
“..e in un mese di vita ?”………
“…e in una settimana di vita?”………
“…e in un giorno di vita ?”………….
“…e in un’ ora di vita ?”……………

Se è un’ idea quella che stai cercando, ti suggerisco la seguente: perdona te stesso, perdona tutti gli altri e fà tu la prima mossa, non stare sulla difensiva!


La morte di mio padre sorprese tutti e lui per primo, ebbi solo il tempo di correre al suo capezzale, di stringere la sua mano e parlare con lui per gli ultimi minuti della sua vita. Era un mio desiderio stare con lui gli ultimi momenti della sua vita.. il messaggio che voglio lanciarti è :


Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente”

Spesso siamo portati a procrastinare e rimandiamo al futuro cose che potremmo fare oggi. La prematura scomparsa di mio padre mi ha fatto profondamente comprendere che nessuno sa quanto tempo ha a disposizione e che conviene realmente vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’importante è andare a letto la sera senza rimpianti e non importa se la battaglia del giorno è vinta o persa, l’importante è avere fatto del nostro meglio…senza rimpianti.






Annibale Carracci – Trionfo di Bacco e Arianna

“Canzone di Bacco”
Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonan salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

 

 
Ciao Babbo, sei stato tu a leggermi questa poesia per la prima volta, sono passati molti anni, ero un bambino e pensa che solo adesso scrivendo mi sono ricordato questo particolare e anche una tua frase,”Ti ricorderai l’autore di questa poesia perché ha un nome simile al mio, io mi chiamo Renzo e lui Lorenzo.”


I lettori di Solaris sono persone profonde, spirituali e comprenderanno sicuramente che questo articolo non è uno dei miei soliti, ma è stato forse scritto a quattro mani….

Pace e Felicità a tutti voi. 

Antonello Ferri

testo dal sito Solaris – impaginazione dell’Orso


 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Giorgio Gaber – Breve ricordo del mitico “Signor G” anche con 2 sue belle canzoni   Leave a comment

 


 

 

 

 

Giorgio Gaber, ma il vero cognome era Gaberscik,

è stato un grande artista milanese, ma amato in tutta Italia,

che ci ha fatto compagnia con le sue canzoni

ed i suoi spettacoli nella 2° metà del  secolo scorso.




Qui è con Jannacci




Ha avuto notevoli successi

come cantautore, commediografo, regista e attore teatrale,

sia cinematografico che televisivo ma… non solo.



La sua arte, tra la recita, il canto e lo show…

era molto particolare…

e lanciava anche dei messaggi controcorrente.





 

 



E’ ricordato anche come “Il Signor G”

(così era soprannominato dai suoi fans)

ed è stato anche un chitarrista di valore

e tra i primi interpreti del rock in Italia.


 

 

 

Qui è con Mina


 


Le sue originalissime performances come autore ed attore teatrale

fanno sì che è anche considerato l’inventore, con Sandro Luporini,

di questo particolare genere musical-teatrale. 


 

 

(Milano 25.1.1939 – Montemagno di Camaiore 1.1. 2003)

 

 

A Giorgio Gaber è stato dedicato, quale grande artista milanese,

l’auditorium situato al piano terra del Grattacielo Pirelli.

 

 

 

 

 


Come ricordarlo al meglio se non con 2 sue mitiche canzoni?

 


La prima è una canzone-poesia con veri accenti d’originalità

in quel campo sempre più esplorato

ma sempre più misterioso che è l’amore.

 


La seconda è la fantastica e sempre attuale “Libertà“.

 

 

 

 

 

 

QUANDO SARO’ CAPACE DI AMARE

.

Giorgio Gaber


Quando sarò capace di amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
e di far l’amore con mia madre in sogno
Quando sarò capace di amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino
Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensieri
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa
Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro
Quando sarò capace di amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo
Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare

 

 

 

 

 

 


Ma ora ascoltiamola

 

 

 

 

 


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Ed infine il video della sua mitica indimenticabile canzone…


LA LIBERTA’… 

 

 

 

 

 

 Sono e sarò sempre grato a Gaber per le emozioni che ci donava

con la sua musica ed i suoi testi che, 

sotto un bel velo di leggerezza e fantasia,

celavano anche profonde verità.

 

Grazie Gaber…

 

 

Tony Kospan 

 

 

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