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L’Orangerie.. è la “Cappella Sistina” dell’Impressionismo – Conosciamola!   Leave a comment



L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all’esaltazione di una corrente artistica… e l’Orangerie è uno di questi… e, riguardo all’Impressionismo è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS’E’





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l’aveva prima studiata “en plein air” ma poi l’aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L’ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell’Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L’imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell’infinito.

L’illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L’impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un’unica pittura continua e nel contempo d’essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un’arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un’enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell’infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell’Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog










Claude Monet – Il più impressionista tra gli impressionisti – Biografia.. analisi e dipinti   Leave a comment





.


In questo post ricorderò Monet 
con la storia, in breve, della sua vita artistica,
la visione di alcuni suoi capolavori
ed una sintetica analisi della sua arte.

  
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.
Parigi 14.11.1840 – Giverny 5.12.1926 (Autoritratto)




Egli è stato uno dei massimi esponenti,
se non il massimo, dell’impressionismo…
e certamente, nel cuore, nella fedeltà e nello stile,
il più impressionista di tutti gli impressionisti.

.
.
.

Donna nel prato


.
 CLAUDE MONET
 PADRE DELL’IMPRESSIONISMO
E
 POETA DELLA LUCE E DEL PAESAGGIO



Régate à Argenteuil



BREVE PERCORSO ARTISTICO


Inizia presto, a 18 anni, a dedicarsi alla pittura,
soprattutto di paesaggi, sotto la guida di Boudin.

Trasferitosi a Parigi frequenta, e studia, gli artisti
che allora andavano per la maggiore…
ma si appassiona in particolare per le opere
di Courbet e della Scuola di Barbizon.




Adolfo Monet legge in giardino – 1866




Egli non ama e non apprezza le formalità
dell’arte classica al punto che si racconta
che non sia mai entrato al Louvre.

Pian piano pur seguendo lo spirito della pittura dei suoi tempi
acquisisce sempre di più uno stile personale
costituito da schizzi di colore ed assenza di linee nette.




Monet – Bianca Monet che dipinge




E’ del 1874 il suo dipinto “Impression Soleil levant” 
che fu esposto alla prima mostra dei futuri impressionisti,
che si tenne nello studio del fotografo Nadar.


Questa fu una mostra di pittori
che allora condividevano questo nuovo modo di dipingere
(Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley)
ed i cui dipinti erano stati rifiutati dal Salon “ufficiale”,
cioè quello dell’Académie des beaux-arts di Parigi.


Questo dipinto acquisirà poi un’importanza fondamentale
come vedremo più giù.
   
.

.

La Cattedrale di Rouen
 

.

 
MONET E L’IMPRESSIONISMO

La corrente artistica prenderà infatti il nome Impressionismo
proprio da quel suo dipinto che possiamo vedere qui giù
e che in fondo già racchiude tutta la sua passione
per la luce, il colore e la natura.


  


Impression soleil levant – 1872
 
 .

.

Monet raffina sempre più il suo stile, sempre senza tradire mai
lo spirito impressionista, dedicandosi a creare dipinti
con soggetti più volte rivisitati ed oltre ai vari paesaggi
abbiamo soprattutto la serie della “
Cattedrale di Rouen“,
dipinta sempre con luci ed atmosfere diverse
e negli ultimi anni quella vasta e talvolta quasi eterea delle
“Ninfee”.

  
 .

.
 
La passeggiata



La sua geniale capacità di tradurre nei dipinti
ogni sfumatura dei paesaggi fece scrivere al grande scrittore
Guy de Maupassant 
una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare
e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia.



Ninfee rosa

.

.
“La sua personale ricerca pittorica non uscirà mai dai confini di questo stile,
benché egli sopravviva molto più a lungo dell’impressionismo”

Pertanto egli rimase sempre fedele allo spirito di questa mitica corrente.  


 .

.


Passeggiata sulla scogliera



PICCOLA ANALISI DELLA SUA ARTE

.

.

La pittura di Monet, come quella di tutti gli impressionisti,
 non mira alla realtà, ma alle sensazioni individuali
e quindi è quanto di più lontano possa essere rispetto
al realismo, sia inteso come espressione della cruda realtà,
che di descrizione della sublime bellezza.
 
.
.
 
 
 
Terrazza sul mare a Sainte Adresse
 
 
 
 
Il pittore e l’oggetto del dipinto subiscono il fluire senza soste del tempo
ed ecco la dissoluzione delle forme
attraverso la perdita dei contorni netti delle immagini fino ad avere dipinti
che ad una visione distratta potrebbero apparire semplici macchie di colori.



Monet – Ninfee – 1908
 


E’ soprattutto nei paesaggi, come accennavo su,
 che Monet raggiunge dei vertici davvero altissimi.

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento
dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta
ma diventa espressione dell’esperienza interiore.
 
 .
.
 
 
Camille Monet in giardino (partic.)



Il suo amore per la pittura “en plein air” ci viene confermato
anche da questo dipinto dell’amico, e compagno di corrente, Renoir,
che lo ritrae proprio mentre dipinge all’aperto nel suo giardino.




Renoir – Monet che dipinge nel suo giardino

 
 
 
.
 
Possiamo dare un’ulteriore sguardo alla bellezza dei suoi dipinti
attraverso il video qui giù…
.
.
 
 
fre bia pouce
Claude Monet (autoritratto)
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
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Donna che legge





Lunedì sera in poesia “Vuoi chiamarmi gioia” S. Aleramo – arte Monet – canzone “Se piangi se ridi” Bobby Solo   Leave a comment

 
 
 
Monet



 
 
 



viola nocca hb
Ci sono solo 4 domande che contano nella vita, Don Octavio.
“Cosa è sacro?
Di cosa è fatto lo spirito?
Per cosa vale la pena vivere?
E per cosa vale la pena morire?
La risposta a ognuna è sempre la stessa: solo l’amore.”
Dal film – Don Juan De Marco maestro d’amore
viola nocca hb


 
 
 
Monet

 
 
 
VUOI CHIAMARMI GIOIA
Sibilla Aleramo
 
Vuoi chiamarmi Gioia
poi che non sai il mio nome.
E io ti rispondo come ti rispose quel fanciullo
a cui lodasti i lucenti occhi
laggiù nel paese caldo e colorato,
ti rispondo che sei tu ad avere nel forte cuore
la virtù della gioia,
tu ad investire il cuore mio.
Tanto sei forte o signore
che di me cogli solo ciò che t’incanta
e mi ravvivi il sorriso,
e fai che a me stessa più non importi il mio nome
il mio nome che non è Gioia,
fai che ogni oscura imminenza della mia sorte
io alteramente allontani.
– per un attimo?-
e a fine del tuo il mio sorriso ravvivi.
Ravvivi il mio canto,
ed è come se laggiù chiusa nella tua mano
tu mi portassi, nel paese caldo e colorato,
in un avvampante aurora,
là dove ogni cosa si chiama Gioia.
 
 
 
 
Monet

 

 
 

ARCOBALEN99


 
 
 
 
 
 
a tutti da Tony Kospan
 
 
 

 

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fre bia pouce     musicAnimata

Monet – La passeggiata



 

Monet.. il più impressionista di tutti e poeta della luce e del colore – Biografia.. analisi e capolavori   1 comment





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In questo post ricorderò Monet 
con la storia, in breve, della sua vita artistica,
la visione di alcuni suoi capolavori
ed una sintetica analisi della sua arte.

  
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Parigi 14.11.1840 – Giverny 5.12.1926 (Autoritratto)




Egli è stato uno dei massimi esponenti,
se non il massimo, dell’impressionismo…
e certamente, nel cuore, nella fedeltà e nello stile,
il più impressionista di tutti gli impressionisti.

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Donna nel prato


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 CLAUDE MONET
 PADRE DELL’IMPRESSIONISMO
E
 POETA DELLA LUCE E DEL PAESAGGIO



Régate à Argenteuil



BREVE PERCORSO ARTISTICO


Inizia presto, a 18 anni, a dedicarsi alla pittura,
soprattutto di paesaggi, sotto la guida di Boudin.

Trasferitosi a Parigi frequenta, e studia, gli artisti
che allora andavano per la maggiore…
ma si appassiona in particolare per le opere
di Courbet e della Scuola di Barbizon.




Adolfo Monet legge in giardino – 1866




Egli non ama e non apprezza le formalità
dell’arte classica al punto che si racconta
che non sia mai entrato al Louvre.

Pian piano pur seguendo lo spirito della pittura dei suoi tempi
acquisisce sempre di più uno stile personale
costituito da schizzi di colore ed assenza di linee nette.




Monet – Bianca Monet che dipinge




E’ del 1874 il suo dipinto “Impression Soleil levant” 
che fu esposto alla prima mostra dei futuri impressionisti,
che si tenne nello studio del fotografo Nadar.


Questa fu una mostra di pittori
che allora condividevano questo nuovo modo di dipingere
(Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley)
ed i cui dipinti erano stati rifiutati dal Salon “ufficiale”,
cioè quello dell’Académie des beaux-arts di Parigi.


Questo dipinto acquisirà poi un’importanza fondamentale
come vedremo più giù.
   
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La Cattedrale di Rouen
 

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MONET E L’IMPRESSIONISMO

La corrente artistica prenderà infatti il nome Impressionismo
proprio da quel suo dipinto che possiamo vedere qui giù
e che in fondo già racchiude tutta la sua passione
per la luce, il colore e la natura.


  


Impression soleil levant – 1872
 
 .

.

Monet raffina sempre più il suo stile, sempre senza tradire mai
lo spirito impressionista, dedicandosi a creare dipinti
con soggetti più volte rivisitati ed oltre ai vari paesaggi
abbiamo soprattutto la serie della “
Cattedrale di Rouen“,
dipinta sempre con luci ed atmosfere diverse
e negli ultimi anni quella vasta e talvolta quasi eterea delle
“Ninfee”.

  
 .

.
 
La passeggiata



La sua geniale capacità di tradurre nei dipinti
ogni sfumatura dei paesaggi fece scrivere al grande scrittore
Guy de Maupassant 
una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare
e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia.



Ninfee rosa

.

.
“La sua personale ricerca pittorica non uscirà mai dai confini di questo stile,
benché egli sopravviva molto più a lungo dell’impressionismo”

Pertanto egli rimase sempre fedele allo spirito di questa mitica corrente.  


 .

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Passeggiata sulla scogliera



PICCOLA ANALISI DELLA SUA ARTE

.

.

La pittura di Monet, come quella di tutti gli impressionisti,
 non mira alla realtà, ma alle sensazioni individuali
e quindi è quanto di più lontano possa essere rispetto
al realismo, sia inteso come espressione della cruda realtà,
che di descrizione della sublime bellezza.
 
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.
 
 
 
Terrazza sul mare a Sainte Adresse
 
 
 
 
Il pittore e l’oggetto del dipinto subiscono il fluire senza soste del tempo
ed ecco la dissoluzione delle forme
attraverso la perdita dei contorni netti delle immagini fino ad avere dipinti
che ad una visione distratta potrebbero apparire semplici macchie di colori.



Monet – Ninfee – 1908
 


E’ soprattutto nei paesaggi, come accennavo su,
 che Monet raggiunge dei vertici davvero altissimi.

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento
dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta
ma diventa espressione dell’esperienza interiore.
 
 .
.
 
 
Camille Monet in giardino (partic.)



Il suo amore per la pittura “en plein air” ci viene confermato
anche da questo dipinto dell’amico, e compagno di corrente, Renoir,
che lo ritrae proprio mentre dipinge all’aperto nel suo giardino.




Renoir – Monet che dipinge nel suo giardino

 
 
 
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Possiamo dare un’ulteriore sguardo alla bellezza dei suoi dipinti
attraverso il video qui giù…
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fre bia pouce
Claude Monet (autoritratto)
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




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Donna che legge





Lunedì sera in poesia “Terzo ricordo” R. Alberti – arte Monet – canzone “Come prima” Modugno   Leave a comment

 
 
 
 
 
Claude Monet – Terrazza sul mare a Saint-Adresse
 
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CUORI rosannw6

L’uomo è l’unico animale che arrossisce. 

Ma è anche l’unico che ne abbia bisogno!

– Mark Twain –

CUORI rosannw6

 

Claude Monet – Camille Monet in giardino con la bimba
 
 
 

 

TERZO RICORDO 
Rafael Alberti
 
 
Ancora i valzer del cielo
non avevano sposato il gelsomino e la neve,
né i venti riflettuto
la possibile musica dei tuoi capelli,
né decretato il re
che la violetta fosse sepolta in un libro.
 
No.
 
Era l’età nella quale viaggiava la rondine
senza le nostre iniziali nel becco.
Quando convolvoli e campanule
morivano senza balconi da scalare né stelle.
 
L’età
nella quale sull’omero di un uccello
non c’era fiore che posasse il capo.
 
Allora, dietro al tuo ventaglio,
la nostra prima luna.
 

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Claude Monet – Il giardino




barrafiorita

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fre bia pouce   musicAnimata    (Come prima – Modugno) 
 
a tutti da Orso Tony



 
 
indacoindaco
 
 

 

 

 

Claude Monet – Donna che legge

 

 

Giovedì sera in poesia “Ti adorerò” Tagore – arte (estate vari autori) – canzone “Moments in love”   Leave a comment

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Childe Hassam – Sera d’estate




dovunque voi siate…



long cuor 1xd5
Non è importante il posto che occupiamo, 
ma la direzione in cui stiamo andando.
– Lev Tolstoj –
long cuor 1xd5




Monet – Passeggiata sulla scogliera



IO TI ADORERO’
Rabindranath Tagore

Io ti adorerò nei fiori,
 nelle piante della foresta;
 in cima alla tua fronte
 poserò i colori dell’amore,
 ti legherò con lacci variopinti.
 Farò l’altalena sulle onde
 dell’oceano della gioia
 con nuovi canti e melodie.
 Non ho più orgoglio
 per la vita umana:
 fissato al tuo volto materno
 di un verde tenero,
 ho amato la tua terra,
 la tua polvere.
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Frank Weston Benson – Estate


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Frecce (174)


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J. Vettriano


L’evoluzione dell’arte del paesaggio dal ‘600 a Monet Breve analisi e capolavori – II PARTE   Leave a comment

 
 


Dopo aver accennato al paesaggio nella pittura del Seicento
e del Settecento ora passeremo ad osservare come esso si presenta
nella pittura romantica (e realista) e poi in quella impressionista 
per concludere con i capolavori di quello che possiamo definire
il  vero principe della pittura “en plein air“, Claude Monet.


 
 

Monet

 

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 L’EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO
 
 
 
II PARTE
 

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Romanticismi e Realismi
 
 
 

La pittura romantica del paesaggio, con pittori come il famoso Turner, Constable e Friedrich così come pure quella realistica di autori di varie nazioni ed in particolare della Hudson River School, si pone come punto di passaggio dalle precedenti esperienze a quelle successive dell’impressionismo.
 
 
 
 
 
Joseph Mallord William Turner – Il castello di Arundel




 Joseph Mallord William Turner – Sole nascente nella foschia




 
John Constable – Il mulino di Flatford
 
 
 
 
 

 Caspar David Friedrich – Mare al chiaro di luna
 
 
 
 
 
 
 
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L’Impressionismo ed il paesaggio

 
 
 
 
Gauguin – Paesaggio con 2 donne bretoni
 
 
 
 
La rivoluzione tecnica e stilistica impressionistica, enormemente osteggiata agli inizi, è caratterizzata dalla necessità di esprimersi da parte degli artisti senza compromessi e senza rigidità.
Dunque anche il paesaggio è da loro visto con molta semplicità e grande libertà espressiva.
Esemplari in tal senso le opere di Pissarro, Sisley, Van Gogh, Degas, Renoir, Gauguin e Cézanne.
 
 
 
 
 

Van Gogh – Campi di grano in un paesaggio collinare – 1889


 

 

Van Gogh – Orti a Montmartre

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Camille Pissarro – Route d’Ennery pres de Pontoise – 1874
 

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Alfred Sisley – Ponte di Villeneuve la Garenne 
 
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Renoir – L’estaque – 1882
 
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Monet e la natura nuova
 

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Monet – Regata ad Argenteuil
 
 
 

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta… ma diventa espressione dell’esperienza interiore.

 
 
 
 

Monet – Il sentiero nella foresta di Fontainebleau

 

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 Monet – La gazza
 

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  Monet – San Giorgio
 

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 Monet – La casa del pescatore a Varengeville



Monet – Passeggiata sulla scogliera
 

 
 
 
 
F I N E
 
 
 
 


N.B.  E’ chiaro che, essendo impossibile presentare tutti i dipinti dedicati al paesaggio nei secoli, quelli presenti nel post sono soltanto alcuni esempi che possiamo definire significativi… delle varie tendenze susseguitesi nel tempo. 
 

 
barrafiorita
Chi volesse legger la I parte del post
Frecce (174)
 
 
 
  
 

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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)
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Monet – Ninfee


L’ORANGERIE – La Cappella Sistina dell’Impressionismo e la sua storia   Leave a comment



L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all’esaltazione di una corrente artistica… e l’Orangerie è uno di questi… e, riguardo all’Impressionismo, è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS’E’





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l’aveva prima studiata “en plein air” ma poi l’aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L’ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell’Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L’imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell’infinito.

L’illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L’impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un’unica pittura continua e nel contempo d’essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un’arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un’enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell’infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell’Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog












Serata in poesia “Bisogna mettere in ordine” Yanez – arte Monet – canzone “Sei nell’anima” G. Nannini   Leave a comment

 
Monet


 
 
 


angiol 126

Il vero amore non implica la perfezione,
anzi fiorisce sulle imperfezioni.
Il dialogo è il collante fondamentale
di qualsiasi rapporto affettivo. 
– John Gray – 
angiol 126



 

Monet 

 

domenica153domenica153domenica153domenica153domenica153domenica153

 


 
 
BISOGNA METTERE IN ORDINE LE COSE
~ Carmen Yanez ~ 

L’albero del susino,
laggiù le gardenie a sinistra,
più in là il blù.
Il mare.
Dove, amore,
metteremo il mare?
Gli anni in quaderni gialli
e la risata dorata quando badiamo ai gatti.
In quale cofanetto dell’inverno
metteremo il temporale?
In solaio le ore della tua assenza.
Gli allori, i gerani,
la menta ai piedi
di questa promessa.
Vedrai
com’è imprevedibile la terra, amore,
se solo esisti.

 
 
fre bia pouce   musical notes

Monet 

  

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 Monet 

 

Lunedì sera in poesia “Melodie di sogno” M. A. Borgatelli – arte Monet – canzone “Eyes” Billy Idol   2 comments

 
 


 
  
 
 
Monet – Lettura di primavera

 
 
 

 
 
 
 
 

 

Forse i poeti hanno ragione 
Forse l’amore è l’unica risposta 
– Woody Allen –


 
 

 

 
 Monet – Lettura in giardino
 
 


MELODIE DELL’ANIMA
 ~ M.A. Borgatelli ~ 
 
Profumano d’aurora
le speranze
e si tingono
di rosa i sogni.
Ondeggiano nell’aria
tremule illusioni
e dolcemente si posano
sui sentieri dell’infinito.
Plana lo sguardo
su attimi di felicità
e danzano i pensieri
su note d’allegria.
Ci sono momenti in cui
vorresti fermare il tempo
e restare immobile a scrutare
l’orizzonte della fantasia
mentre inebriato
dai colori della vita
il cuore ascolta
le melodie dell’anima.

 



Monet – Nel campo di fiori




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LA TUA PAGINA DI… SOGNO?



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Monet – Passeggiata sulla scogliera

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