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Per esser felici.. meglio esser in due o da soli? Una mia breve riflessione   Leave a comment

 
 
 
 



“Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due”
(Edgar Lee Masters) 
 
 
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PER ESSER FELICI E’ MEGLIO ESSER SOLI O IN 2?
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Premesso che la felicità è uno stato d’animo
che può nascere in diverse situazioni
familiari, amichevoli, lavorative, sportive… etc
qui mi soffermerò, seguendo il pensiero di E. L. Masters,
 solo sulla felicità in amore.
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Ebbene sì…
concordo con E. L. Masters l’autore della
mitica Antologia di “Spoon River
 
 
Sapete che da orso,  come Schopenhauer,
amo la solitudine e l’adoro sia come amica
che come espressione di libertà

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Non solo!
 
 
La trovo anche capace di farmi scoprire cose belle e profonde
nel campo dei miei hobby, dei miei interessi etc etc
e quindi non sono affatto un detrattore della solitudine
o della singletudine… anzi.

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Ma, ma… la vera felicità…
quella che ti fa innalzare da terra e ti fa volare
beh quella la si vive in 2 e solo in due.




 
 
 

Certo ciò accade solo ed esclusivamente
se c’è vera corrispondenza di sentimenti, complicità
e grande intensità d’amorosi sensi.
 
 
 
 

 
 
 
 
So bene che mi si può contestare il fatto che l’amore 
come ci fa volare tra le stelle così ci precipita negli abissi
come pure può scadere nella noia, nell’incomprensione, etc.
 
 
Sì, certo, ciò è assolutamente vero…
ma quel fantastico emozionante
volo lì… in 2
di un minuto…
di un’ora
di una settimana
di un mese
di un anno
di una vita
è per me,
uno degli ultimi romantici,
il bello della vita
il meglio della vita
ed è quel che la rende degna d’esser vissuta.
 
 
 
 
 
Chagall
 
 
 
 
Concludo questo mia modesta riflessione
con una delle poesie d’amore che amo di più
per il suo ritmo caldo e travolgente
Sonetto dell’amore totale
ed una canzone…
Miracle of love
 
 
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SONETTO DELL’AMORE TOTALE 
Vinicius De Moraes
 
Ti amo tanto, amore mio…non canti
il cuore umano con maggiore verità….
Ti amo come amico e come amante
in una sempre diversa realtà.
Ti amo per affinità, di un quieto amore prestante
e ti amo al di là, presente nella nostalgia.
Ti amo, infine, con grande libertà
per l’eternità e a ogni istante.
Ti amo come un animale, semplicemente
di un amore senza mistero e senza virtù
con un desiderio massiccio e permanente.
E amandoci così, molto e sempre
un giorno nel tuo corpo all’improvviso
morirò per aver amato più di quanto ho potuto.

 
 
 
fre bia pouce    musicAnimata
Josephine Wall
 
 
 
 
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate…
 
Ciaooooooooooooooooooooo
 
Orso Tony
 
 




rangeeballon
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
E’ ORA ANCHE UNA PAGINA FB

Frecce (51)


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Il bene ed il male coesistono in ogni dove! Ma in noi cosa prevale? Breve riflessione.. una domanda ed una mia poesia   Leave a comment








L’esplosione nel mondo di una violenza totale e senza freni
che abbiamo visto in questi anni
ma che in realtà, anche se in forme diverse, c’è sempre stata,
mi porta a creare questo post composto da:

– Una piccola riflessione…
– una domanda… ed
– una poesia.










NELL’UMANITA’ PREVALE IL BENE O IL MALE?
O COESISTONO L’UNO E L’ALTRO?








La mia è forse una riflessione banale ma in realtà su questo tema si discute da millenni senza esito.

Nessun uomo, anche quello che compie le azioni più efferate, è malvagio al 100%.

Anch’egli ha le sue emozioni i suoi dolori le sue debolezze e perfino le sue bontà verso i figli gli amici etc.

Certo ha commesso azioni tremende ed esecrabili e deve pagare il suo debito alla giustizia completamente e senza sconti, a parer mio, ma da sempre l’umanità è questa come ci raccontano gli antichissimi miti di Caino ed Abele, Romolo e Remo, Angeli e Demoni etc.







Tanto per citare un esempio “neutro” anche il truffatore più spietato può amare ed avere un grande affetto verso la sua donna, i suoi figli… etc. ed esser con loro ed altri buono e generoso.


Infatti seppur ritengo una favola mitologica la storia di Caino ed Abele tuttavia essa è come dire una favola vera e saggia perché riconosce una sacrosanta verità:
da sempre in tutta l’umanità, ma attenzione… anche in ognuno di noi, c’è un Abele ed un… Caino.






Cioè in tutti noi esiste una “naturale“, consapevole o meno, pulsione verso il bene e nel contempo un’altra verso il male.

Come sappiamo le antiche filosofie orientali esprimono concetti simili ad es. con i noti principi yin e yang.






Certo in alcuni fa capolino di più Caino… in altri di più Abele.

Ciascuno di noi è infatti del tutto uguale ma nel contempo del tutto diverso dagli altri.






LA DOMANDA


Ciò detto la domanda non può che essere:

Cosa ne pensate?







LA MIA POESIA


Sono così convinto dell’esistenza di questo eterno dualismo,
in noi e fuori di noi, che mi nacque questa poesia, forse non facile,
in cui il tema è visto però in forma molto allegorica.
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COSMOGONIA
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Ciao da Tony Kospan








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“Inno all’amore” – La mitica.. poetica canzone di Edith Piaf nata da una sua triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse segna una tappa della sua vita,
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot 
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.

Quel che ancor più la fece soffrire 
fu il fatto che era stata proprio lei
ad insistere perché prendesse l’aereo
mentre lui preferiva viaggiare in nave.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica, ma per lei soffertissima canzone.



 
 
 
fre bia pouce    music+121
 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
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CIAO DA TONY KOSPAN




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Con “Te voglio bene assaje” nasce nel 1835 la grande canzone napoletana – Storia immagini e video   Leave a comment

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo,
addirittura nella prima metà dell’800,
con questa storica mitica canzone.

 
  
 

 
 
 
 
IO TE VOGLIO BENE ASSAJE

 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
alla Festa di Piedigrotta.


 
 
 

 Festa di Piedigrotta – Antica stampa

 
 


Con essa comincia ufficialmente, per gli studiosi della canzone,  
la storia della grande canzone napoletana
che univa testi poetici a musiche sublimi.

 

 

 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan  

 

 

 

 

 

 

LA STORIA DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane che all’epoca,
prima metà dell’ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell’autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 

La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischiettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell’epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Raffaele Sacco 
per aver dedicato la canzone all’amore umano.
 
 
 
 

 
 


 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte poetica e musicale.
 
 

Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche.
 


 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com’è noto, a Napoli non è rara l’ironia
e l’autoironia sulle proprie disgrazie.

 
 
 

 
 
 


LA CANZONE
 
 


Ma eccola… ascoltiamola… cantata
dal grande Murolo insieme a Mia Martini

 
 
 

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Questa simpatica favola ci dona una particolare visione della forza dell’amore – Cosa ne pensate?   Leave a comment


 

 



Davvero una bella… simpatica… favola

che ci parla di un aspetto,

in verità controverso, dell’amore

 

La trovai nel web tempo fa

 ma… parliamone solo dopo averla letta.

 

 






 

 LA FAVOLA DELL’AMORE



 

 
 
 


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.  
Ella non li conosceva e disse:
“Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.” 
 
Essi domandarono: “Non c’è  l’uomo di casa?”   
“No!” – rispose lei- “non è in casa”. – “In tal caso, non possiamo entrare” dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato. 
“Allora, dì loro che son rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!”
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa. “Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa”,  spiegarono i vecchietti. “
“Perché?”  volle sapere lei.
Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò:
“Il suo nome è Ricchezza”.
Subito dopo indicò l’altro. “Il suo nome è Successo ed io mi chiamo Amore.
Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.”  
La donna entrò n casa e raccontò suo marito tutto ciò he i tre uomini le avevano detto.
 Lui si rallegrò e disse: “Che bello! Se è così, allora invitiamo Ricchezza, che venga, e riempia la nostra casa!”
Sua moglie non era d’accordo:
“Caro, perché non invitiamo Successo?” 
 
La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
“Non sarebbe meglio far entrare
Amore? Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore.”
 
“Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia”’, disse il marito alla moglie.
“Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.”

La moglie uscì chiese loro:
“Chi di voi è Amore?
Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.” 
Amore si sedette sulla sua sedia e cominciò d avanzare in direzione della casa.
Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.  
Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
“Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?”
 
I tre replicarono insieme:
“Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma poiché hai invitato Amore, dovunque egli vada, noi andiamo con lui.”

 
 
 
Laddove c’è amore,
c’è anche ricchezza e successo.
 
 
 
 
 
Anthony Van Dyk – Amore e Psiche


Personalmente non è che mi convinca molto questa favola
a meno che non la si voglia interpretare solo come speranza o auspicio
dato che nella realtà
vedo coppie rimaste povere e senza successo amarsi felicemente
e coppie ricche e di successo amarsi solo per modo di dire.

 
 
Cosa ne pensate? 

 
Ciao da Tony Kospan










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“Tacete o maschi” poetesse e femministe del… 300! Scopriamo i loro versi ed il loro sorprendente mondo   Leave a comment






Innanzitutto, almeno per ora, non intendo adeguarmi al recente vezzo di nominare “poete” quelle che per secoli abbiamo chiamato ed onorato come “poetesse” non apparendo, a mio avviso, nel classico termine alcunché di dispregiativo, come alcuni sostengono.

Ma veniamo a conoscere queste poetesse e femministe ante litteram la cui esistenza era, fino a poco fa, perfino negata.

Tuttavia nonostante i tentativi di molti, ed anche di qualche grande poeta, di negare la loro esistenza in quanto pareva impossibile che esistessero all’epoca delle donne che scrivessero poesie e fossero perfino rivendicatrici della parità, i documenti alla fine però hanno smentito questa posizione molto maschilista, ed a mio parere, anche molto sgradevole basata solo su pregiudizi e preconcetti.






Le donne del 300, per loro, potevano essere solo casalinghe o oggetto dei desideri maschili.

Prima delle 4 poetesse marchigiane, Leonora della Genga, Ortensia di Guglielmo, Livia da Chiavello ed Elisabetta Trebbiani storicamente conosciamo solo l’esistenza di Compiuta Donzella considerata la prima poetessa in volgare (italiano).







La nuova pubblicazione, di cui parlerò alla fine, dunque ci consente oggi un approfondimento di alcuni aspetti poco noti della letteratura italiana delle origini ma non solo.

Infatti queste donne non solo scrivevano poesie ma erano anche  molto attive negli ambienti culturali marchigiani dell’epoca.

Ma quello che è ancora più sorprendente è la loro moderna visione della parità dei sessi e della parità artistica tra maschi e femmine.






Certo queste poetesse, dato il clima dell’epoca, non potevano che essere un’eccezione, una grande e bella eccezione ma anche la testimonianza della presenza in giro per l’Italia di minoranze culturali attive e controcorrente.

Leggiamo ora 2 sonetti che più di mille parole evidenziano tutto quanto sopra detto.

Iniziamo con un sorprendente inno femminista ante litteram.





TACETE O MASCHI
Leonora Della Genga

Tacete, o maschi, a dir, che la Natura
a far il maschio solamente intenda,
e per formar la femmina non prenda,
se non contra sua voglia alcuna cura.

Qual’ invidia per tal, qual nube oscura
fa, che la mente vostra non comprenda,
com’ella in farle ogni sua forza spenda,
onde la gloria lor la vostra oscura?

Sanno le donne maneggiar le spade,
sanno regger gl’Imperi, e sanno ancora
trovar il cammin dritto in Elicona.

In ogni cosa il valor vostro cade,
uomini, appresso loro. Uomo non fora
mai per torne di man pregio, o corona.


Proseguiamo poi con quest’altro che rivendica invece il diritto delle donne di non dedicarsi solo “all’ago e al fuso, più che al lauro o al mirto“
e cioè di scrivere poesie e cercar la gloria letteraria proprio come i poeti maschi.







VORREI PUR DRIZZAR QUESTE MIE PIUME
Ortensia di Guglielmo

Io vorrei pur drizzar queste mie piume
colà, signor, dove il desio m’invita,
e dopo morte rimanere in vita,
col chiaro di virtute inclito lume.

Ma ‘l volgo inerte che dal rio costume
vinto, ha d’ogni suo ben la via smarrita,
come digna di biasimo ognor m’addita,
ch’ir tenti d’Elicona al sacro fiume,

all’ago, al fuso, più che al lauro o al mirto,
come che qui non sia la gloria mia,
vuol ch’abbia sempre questa mente intesa.

Dimmi tu ormai che per più via dritta via
a Parnaso ten vai, nobile spirito,
dovrò dunque lasciar sì degna impresa?



Chi volesse approfondire l’argomento e leggere altre poesie può farlo in questo recente libro:
“Tacete o maschi. Le poetesse marchigiane del Trecento” (64 pagine € 18,00) della casa editrice Argolibri.

Tony Kospan






Copyright Tony Kospan
Vietata la copia integrale senza indicare autore e sito


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Walt Whitman.. noto poeta americano – Breve ricordo e la sua passionale poesia “Credo in te anima mia”   Leave a comment

 
 





Walter Whitman, noto come Walt Whitman, 
è stato un poeta, scrittore e giornalista americano. 

Questo notevole poeta americano dell’ottocento 
ci offre, in modo libero e direi modernissimo,
versi densi di grande sensualità
immersi in un ambiente in cui la natura è parte importante.






E’ considerato il padre della poesia americana 
ed anche il primo poeta moderno 
ad utilizzare normalmente il verso libero, 
di cui è considerato in un certo senso l’iniziatore.


Per conoscerlo un po’
propongo la lettura di questa sua notissima poesia 
che non è solo una poesia d’amore
ma molto di più.

 
 
 
 
 
Talantbek Chekirov
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CREDO IN TE ANIMA MIA
di WALTER WHITMAN 
POESIA SUBLIME D’AMORE E PASSIONE
a cura di Tony Kospan



 
 
 



E’  riconosciuta come una di quelle poesie sublimi
che ci fa “conoscere”
quello che la quotidianità e chiuse visioni secolari
 non ci consentono spesso di vedere e sentire.
 
 
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L’idea che emerge, in modo forte e chiaro,
nella visione di questo poeta,
è che il piacere fisico, i momenti di passione,
non sono accessori…
bensì elementi sostanziali dell’amore.
 
 
Elementi che insieme ad un reale sentimento
ed a una sincera partecipazione emotiva
ci consentono di giungere all’estasi sublime.

 
 
 
 
 
Tiziano – Amor Sacro e Amor Profano
 
 
 
 

L’eros quindi assume anch’esso una sua sacralità,
negata per millenni dai fondamentalismi religiosi
 che hanno in pratica… staccato l’anima dal corpo…
demonizzando quest’ultimo
ed impedendo emozioni e vibrazioni di luce.
 
 
In tal senso anche la poesia Sufi d’amore
fu combattuta all’interno della sua religione.

 
 
 
 
Walt Whitman (West Hills 31.5.1819 – Camden 26.3.1892)




 
 Ma ora leggiamola…

 
 
 
 
 


Alma Tadema

 
 
 
 
 
 CREDO IN TE ANIMA MIA
 Walt Whitman
 

 

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

 e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

 Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento, 

né parole, né musica o rima voglio,

 né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

 il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo, 

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

 e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

 ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

 Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

 e io conosco che lo spirito di Dio

 è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

 e che il fasciame della creazione è amore,

 e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

 e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

 e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.


 

 

 

 

Lauri Blank


 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN




Csaba Markus – Rapsodia d’amore


 
 
 

IL DIALOGO D’AMORE – Ecco come appare nelle poesie.. nei dipinti.. negli aforismi e nelle canzoni   Leave a comment


 
 
 
Tranquillo Cremona

 
 
Cari amici che, come me,
avete un debole per il mondo della poesia,
torniamo dopo un po’ al tema dell’amore
visto però da una particolare angolazione.

 
Stavolta il tema infatti è… il dialogo d’amore… 
attraverso il quale fluiscono
le emozioni… i desideri… le gioie…
ma anche i dolori… i rimpianti… gli addii… etc…
tra innamorati.

 
 
 

Frederic Soulacroix

 
 
 
 
IL DIALOGO IN AMORE…
IN POESIA ARTE AFORISMI E CANZONI… (1)
 
a cura di Tony Kospan
 
 
 
Dunque parleremo del dialogo in amore
che può aver però le forme e le modalità più diverse
perché chi ama, oltre alle parole, utilizza anche
gesti, sguardi, carezze, sorrisi e, perfino… silenzi.

  
E’ infine da notare anche che
le espressioni, le paroline, i nomignoli
che si usano nei dialoghi intimi, com’è noto,
apparirebbero ad orecchie estranee
del tutto assurde, surreali e… molto divertenti.


 
 
 

Brent Lynch

 
 
Ma come affrontare questo tema in poesia?

Beh la risposta è semplice… attraverso poesie
che hanno contenuti e/o forme di tipo dialogante
ma prima leggiamo sul tema alcuni aforismi.
 
 
 
CUORI oi648
 
 

Niente è più brutto di una parola d’amore
pronunciata freddamente da una bocca annoiata. 
Nagib Mahfuz 
 

Amare è donare tutto se stesso senza nulla chiedere;
amare è non dire mai – mi devi…- 
A. De Saint-Exupéry
 

I litigi degli amanti rinnovano l’amore. 
Terenzio
 
 
L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo.» 
E. Fromm


L’amore è… non sapere di cosa si sta parlando. 
Lucy van Pelt

 
 
CUORI oi648

 
 

Quelle che seguono dunque
sono le poesie scelte stavolta
e come sempre mi piacerebbe leggere
quelle che sul tema amate voi.

 

fre bia poucemusicAnimata Sappi amore mio 

Arthur Saron Sarnoff


 
 
 
LEGGO 
G. A. Bécquer
 
Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perchè la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi.
Non vergognarti
di confessare che mi amasti.
Piangi.
Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo,
eppure piango.

 
 
 
fre bia pouce    musicAnimataLa nostra relazione
Josephine Wall

 
 
LE PAROLE DEL CIELO 
Mikis Theodorakis
 
Dimmi le parole del cielo
ed io ti darò il bacio dell’amore.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare  i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole
oltre gli oceani d’argento.
Dimmi le parole del cuore
e avrò ali per volare come in sogno.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole,
oltre gli oceani d’argento.
 
 
fre bia pouce   musicAnimata Volami nel cuore

Nigel Van Wieck


 
 
LA MASCHERA 
William Butler Yeats
  “Tògli quella maschera d’oro ardente
con gli occhi di smeraldo”.
“Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
benché non freddi”.
“Volevo solo scoprire
quel che c’è da scoprire,
Amore o inganno”.
“Fu la maschera ad attrarre la tua mente
e poi a farti battere il cuore,
non quel che c’è dietro”.
“Ma io debbo indagare per sapere
se tu mi sia nemica”.
“Oh no, mio caro,
lascia andar tutto questo;
che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?”
 
 
fre bia pouce   musicAnimata  La voce del silenzio

Tranquillo Cremona

 
 

STANZE PER MUSICA
 
George Gordon Byron
 
Non c’è figlia della Bellezza
d’un incanto simile al tuo;
come musica sulle acque
la tua voce è dolce per me.
Quando, come se avesse posa
l’oceano ammaliato a quel suono,
scintillano calme le onde,
placati i venti sembrano sognare.
Ela luna di mezzanotte
tesse una trama lucente sul mare
che lieve solleva il suo petto
come un fanciullo addormentato.
Così l’anima a te s’inchina
per ascoltare ed adorarti,
con emozione profonda e soave
come d’estate l’onda dell’oceano.

 
 
 
fre bia pouce musicAnimata   La canzone delle domande consuete

Renoir


 
 
PARLAMI AMORE MIO 
Tagore
  
Parlami, amore mio!
Dimmi a parole quello che hai cantato.
La notte è buia.
Le stelle si nascondono tra le nuvole.
Il vento soffia tra le foglie.
Scioglierò i miei capelli.
Il mio mantello azzurro mi avvolgerà
come la notte. Stringerò la tua testa
al mio petto; nella dolce solitudine
sospirerò sul tuo cuore.
Socchiuderò i miei occhi e ascolterò.
Non ti guarderò il viso.
Quando le tue parole cesseranno,
staremo fermi e in silenzio.
Solo gli alberi bisbiglieranno nell’oscurità.
La notte impallidirà.
Spunterà l’aurora.
Ci guarderemo negli occhi
per l’ultima volta e andremo ognuno
per la sua strada.
Parlami, amore mio!
Dimmi a parole quello che hai cantato.
 
 
 

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Auguro a tutti
felici e poetici… “dialoghi” d’amore.

orsotony





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Frecce2039




Emile Friant

 

 

Voce ‘e notte.. classica e poetica canzone – La simpatica storia.. una breve analisi ed una grande interpretazione   Leave a comment

 
 
 

UNA CANZONE DI UN TEMPO
CHE VA OLTRE IL… TEMPO
 
 
 
 

 

 

 

Storia.. testo.. analisi.. atmosfera e musica
di questa mitica e poetica canzone.
 
 
 
 
 

 
 
 
VOCE ‘E NOTTE  
ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
per il blog

 
 
 
 
 
 
 
 

L’ANALISI DELLA CANZONE E LA MUSICA 
 
 

Stavolta siamo nel 1903/1904…  oltre centoquindici anni fa dunque…
 
 
 

 

 

.

e la canzone di cui parleremo e che sentiremo, oltre ad essere una poesia densa di struggente ed immensa passione, presenta una melodia, quasi musica classica, altrettanto dolce ed appassionata.

Si tratta dunque di grandissima musica e non per nulla questa canzone è stata interpretata anche da grandi cantanti lirici.

 
Per questo ho anche pensato d’ascoltarla e di farvela ascoltare nella superba interpretazione del noto tenore Franco Corelli.

 
 
 
 

 

 

 Possiamo quindi ben dire che il matrimonio tra versi e musicapiù riuscito di così… non poteva essere.
 
Tony Kospan

 
 
 
 




LA SIMPATICA STORIA
 
 
Voce ‘e notte
(Musica di E.Nicolardi- Testo di E.De Curtis)


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa canzone si può certamente definire autobiografica.
 
Racconta di un innamorato che, disperato, canta sotto il balcone della sua innamorata andata in sposa ad un altro uomo.
 
Correva l’anno 1903 ed Eduardo Nicolardi, giovane poeta di 25 anni,  

  
 
 
 
 

 

Eduardo Nicolardi

 

 



si innamorò di Anna Rossi l’esile e bellissima vicina di casa figlia di un facoltoso commerciante di cavalli.
 
Quando Eduardo dichiarò il suo amore ai genitori di Anna, questi lo cacciarono via.
 
La loro giovane figlia non poteva andare ad un giovane poeta dal futuro incerto, ma doveva sposare Pompeo Corbera, un ricco cliente del padre ma dalla veneranda età di 75 anni.








Il destino, o l’età dell’anziano marito, volle che alla fine l’amore trionfasse. 

Infatti poco tempo dopo il matrimonio, Pompeo Corbera morì ed i due poterono coronare il loro sogno d’amore e così noi abbiamo potuto avere una delle più belle canzoni d’amore di tutti i tempi.
 
(testi dal web con modif. e integraz.)
 
 
 
 
 

 

 

 

TESTO E TRADUZIONE

 

 

Si ‘sta voce te scéta ‘int”a nuttata,
mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino…
Statte scetata, si vuó’ stá scetata,
ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino…

Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,
pecché nun puó sbagliá ‘sta voce è ‘a mia…
E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu ‘o “vvuje”.

Si ‘sta voce te canta dint”o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico…

Si te vène na smania ‘e vulé bene,
na smania ‘e vase córrere p”e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo…che te ‘mporta ‘e me?

Si ‘sta voce, che chiagne ‘int”a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura…
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura…

Dille accussí: “Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá…
Canta isso sulo…Ma che canta a fá?!…”
 

 Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi allo sposo tuo vicino…
Stai sveglia, se vuói star sveglia,
ma fai finta di dormir un sonno profondo…

Non avvicinarti alla finestra per vedere,
perché non puoi sbagliar questa voce è la mia…
E’ la stessa voce di quando noi due,
timidi, ci parlavamo col “voi”.

 Se questa voce ti canta nel cuore
quello che non ti chiedo e non ti dico;
tutto il tormento d’un amore lontano,
tutto l’amore di un tormento antico…

Se ti viene voglia di voler bene,
un desiderio di baci corre nelle vene,
un fuoco che ti brucia proprio tanto,
bacia lui… che t’importa di me?

 Se questa voce, che piange nella notte,
sveglia il tuo sposo, non aver paura…
Vedi bene ch’è senza nome la serenata,
digli quindi di  dormire e di star sereno…

Digli cosí: “Chi canta in questa via
o sará pazzo o muor di gelosia!
Stará piangendo per qualche tradimento…
Canta da solo… Ma che canta a fare?!…”

(Traduz. di  Tony Kospan)

 

 

 

LA CANZONE

 
Ascoltiamola ora, come ho accennato su,
nell’interpretazione di un grande cantante lirico
Franco Corelli




music+121




Tony Kospan




ARANCIO divfar
Frecce2039




 

 

Franco Battiato – Breve ricordo di un mito della canzone-poesia italiana anche con 2 suoi mitici successi   Leave a comment

.

.

. 

Le sue canzoni univano in modo sublime

 musica, poesia e… filosofia



 

 


Oggi è l’anniversario della scomparsa

di un mito, musicale e non solo,

 del secondo ‘900 e dei primi anni del 2000.


 

 

 

Immagine giovanile




Il suo stile musicale spaziava dalla musica classica al pop,

dalla world-music al rock mentre i suoi temi andavano

dall’amore alla spiritualità, dalla filosofia al sufismo.


Le sue canzoni, quasi sempre intrise di poesia,

donavano pathos ed intense emozioni

a chi le ascoltava con la mente ed il cuore.


 

 

(Ionia, 23 marzo 1945 – Milo, 18 maggio 2021)

 

 

Innumerevoli sono stati i suoi successi e

 sterminate erano le schiere dei suoi fan.


Rendiamogli quindi omaggio

con quella che forse (e senza forse)

è la sua canzone-poesia 

più bella, più nota e più amata

“LA CURA”



fre bia pouce  music+121

 

 

 

e con quest’altra, pure molto bella,

E TI VENGO A CERCARE

che amo molto.


 

fre bia pouce   music+121

 

 

 

 Il fascino delle tue canzoni non morirà mai.

  

Tony Kospan


 

 


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LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Frecce (174)

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