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LA PORTA DEL PARADISO? E’ IN CINA!- Eccola in uno scenario incredibile.. anche in video   Leave a comment

 


Ci sono al mondo delle bellezze naturali che lasciano a bocca aperta.








LA PORTA DEL PARADISO E’ IN CINA


 

 
 

 
 


Questa di cui vi parlerò, e che si trova in Cina sulla cima del monte Tianmen,
è stata sempre chiamata per la sua spettacolarità Porta del Paradiso
ed è, dopo la Grande Muraglia, uno dei luoghi più visitati della Cina.


 

 
 
 
 
 

 



Però come tutte le cose belle per poterla raggiungere ed ammirare
ci vuole pazienza, forza e coraggio.


 
 

 
 
 
 
 
 




E’ situata infatti a 4700 metri di altezza e per arrivarci
bisogna seguire una strada,a sua volta chiamata Viale verso il Cielo,
con 99 tornanti incredibili e poi salire su di una scala di 999 gradini.


 

 
 
 
 
 
 

 



Tuttavia per chi non vuol stancarsi troppo c’è una funivia,
la più lunga del mondo, di ben 7500 metri.


 
 

 
 
 
 
 

 


Per i più coraggiosi c’è poi un percorso quasi sul vuoto,
cioè su di una passerella di vetro lunga circa 60 mt
ed a strapiombo su 1430 mt di vuoto.


 
 

 
 
 
 

 
 



Alla fine del percorso si può ammirare un antico tempio buddista
e soprattutto il fantastico e sorprendente arco o foro di roccia naturale
diretto verso il cielo ed alto circa 70 mt e largo circa 30 mt
da sempre considerato dai Cinesi l’ingresso del Paradiso.


 
 

 
 
 
 

 
 


Penso che le immagini più delle parole possano darci un’idea
precisa di questi paesaggi mozzafiato e spettacolari
e quindi, oltre alle foto che vedete, non perdetevi il video
che son certo non vi lascerà affatto indifferenti.


 
 
 

 
 
 
 
 
 



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Beh, anche se forse non potremo mai andarci,
direi che ora abbiamo comunque una buona conoscenza
di questo luogo davvero straordinario.







Ciao da Tony Kospan




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A volte pare che la natura che giochi con l’amore – Alcuni simpatici esempi   Leave a comment

 

 






Certo… ovviamente… sono solo casualità

ma davvero sembra che a volte la naura scherzi con l’amore

e comunque sono immagini carinissime.


 

 

LA PIANTA “CUORE DI MARIA”


 

 

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Il Cuore di Maria è una pianta perenne di dimensioni contenute.

Giunta dalla Cina e dal Giappone, appartiene al genere Dicentra introdotto in Europa nel XIX secolo.

Ha piccole foglie sottili di colore verde chiaro.

In primavera dai suoi scapi pendono fiori di colore rosa scuro, a forma di cuore, da cui prende il nome. 

 

 

CIGNI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’irresistibile romantico fascino dei cigni

 
 
 

LAGHI



Il lago Shimshal in Hunza Valley Gilgit – Baltistan – Pakistan



Il lago artico Borebukta (Isola norvegese di Spitzbergen)




Lago di Scanno

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UCCELLI

 

 

 








PSICHOTRIA ELATA


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Psychotria elata è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Rubiacee originaria della foresta pluviale tropicale dell’America Centrale e del Sud.
 
La sua forma, molto simile a quella di due labbra femminili, l’ha reso un fiore molto famoso.




ISOLE (VERE) A FORMA DI CUORE



La Makepeace Island che si trova in Australia





L’isola Galesnjak… nota come l’isola degli innamorati





Isola di Tavarua, Fidji

 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan




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SIPARIO PER PARADE – Storia ed analisi del più grande dipinto di Picasso   Leave a comment

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Sipario per Parade (partic.)

 


 

Sipario per Parade”, lunga 17 metri e alta 11,

è la più grande pittura di Pablo Picasso.

 

L’opera, conservata al Centre George Pompidou di Parigi

viene esposta solo in rarissime (solo 3 in cento anni) occasioni.

 

 

 

Autoritratto – Io il Re

 

 

 

L’opera fu creata da Picasso a Roma nel 1917 (quindi ha oltre 100 anni)

come scenario del balletto “Parade” di Erik Satie (da cui prende il nome)

che si tenne al Théâtre du Châtelet di Parigi nel maggio dello stesso anno.

 

 

 

Olga amata da Picasso

 

 

 

In quel periodo Picasso, insieme allo scrittore Jean Cocteaou,

si muoveva tra Napoli… Pompei e Roma rimanendo entusiasta

sia dalle vestigia antiche che delle atmosfere popolari.

 

A Roma incontrò e s’innamorò della ballerina Olga

che faceva parte del balletto.

 

 

 

Picasso a Napoli

 

 

 

Il dipinto rappresenta una grande casa con ballerine e animali che danno vita

ad un circo suggestivo, poetico, allegro ma nel contempo triste.

 

L’opera fa parte di quella notevole, per numero e qualità di opere (circa 300)

galleria di dipinti definita “Picasso et le cirque” in cui gli artisti circensi

mostrano il “languore di un circo senza pubblico” e cioè

gesti, piroette, espressioni e colori sono uniti a momenti malinconici.

 

 

 

Famiglia di saltimbanchi

 




Orbene questa opera di recente è giunta a Napoli e, 

con una complessa organizzazione per la sua salvaguardia, 

è stata portata al 2° piano del Museo di Capodimonte,

per una mostra che si è tenuta prima lì e poi presso gli “Scavi di Pompei”.

 

Le mostre tenutesi in Italia nel 2017

hanno inteso festeggiare il centenario della permanenza 

a Roma e a Napoli del grande artista.





Sipario per Parade


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Tony Kospan

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LA PAGINA PER DARE COLORE ALLE TUE ORE 

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Buon giovedì sera in poesia “Il vento..” Neruda – arte F. Dicksee – canzone “Flesh for fantasy” Billy Idol   1 comment

 

 

Sir Frank Dicksee

 

 

 

 

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Le persone sono come le vetrate.

Scintillano e brillano quando c’è il sole,

ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza

solo se c’è una luce dentro.

– Elisabeth Kubler Ross –

 

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Sir Frank Dicksee

 
 
 
 
IL VENTO E’ UN CAVALLO 
Pablo Neruda
 
Il vento è un cavallo:
senti come corre
per il mare, per il cielo.
Vuol portarmi via: senti
come percorre il mondo
per portarmi lontano.
Nascondimi tra le tue braccia
per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe
contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.
Senti come il vento
mi chiama galoppando
per portarmi lontano.
Con la tua fronte sulla mia fronte,
con la tua bocca sulla mia bocca,
legati i nostri corpi,
all’amore che brucia,
lascia che il vento passi
senza che possa portarmi via.
Lascia che il vento corra
coronato di spuma,
che mi chiami e mi cerchi
galoppando nell’ombra,
mentre, sommerso,
sotto i tuoi grandi occhi,
per questa notte sola
riposerò, amor mio.
 
 
 
 

Sir Frank Dicksee

 

 

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 a tutti da Orso Tony



Sir Frank Dicksee



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VIVER L’ARTE.. INSIEME
 
 

 
 
 
 

Sir Frank Dicksee
 
 
 
 

Buon martedì sera in poesia “La tua pupilla” G. A. Becquer – arte Reid – canzone “La nostra vita” Ramazzotti   Leave a comment

 
 
 
Robert Lewis Reid
 
 

 
 

 

 
 
 
 
 
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Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo 
mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere 
– Romano Battaglia –
 
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 ((La nostra vita – Ramazzotti)
Robert Lewis Reid
 
 
 
 
LA TUA PUPILLA 
Gustavo Adolfo Bécquer
 
 
La tua pupilla è azzurra quando ridi
 la sua dolce chiarezza mi ricorda
 il fulgore tremulo del mattino
 che si riflette nel mare,
 .
La tua pupilla è azzurra quando piangi
 le lacrime trasparenti la velano,
 come gocce di rugiada sopra una violetta.

.
 La tua pupilla è azzurra e se un’idea
 come un punto di luce in fondo brilla,
 mi sembra nel cielo della sera
 una perduta stella!

 
 
 
 

Robert Lewis Reid
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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Robert Lewis Reid 
 
 
 
 

2 mini leggende degli Indiani d’America – La creazione del cielo e quella degli animali   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
2 brevi ma carinissime leggende
degli Indiani d’America
 
 LA CREAZIONE DEL CIELO 


 

 



 

 



 

 


La Prima Donna dispose le stelle per aiutare la Luna a far luce.


Ad una ad una le ordinò per bene, in forma di animali luccicanti appesi alla notte.
 
 

Ma il Vecchio Coyote irruppe festoso, e sparse le stelle come oggi le vedi.



 


 




 

 


 
 
 


(Algonkin Blackfeet) tratta da: Canti degli Indiani d’America
 
 



33 LA  CREAZIONE DEGLI ANIMALI 33


 





In origine il Sole aveva un aiutante, che si chiamava Napi.

Un giorno, dopo aver terminato il suo lavoro, Napi trovò un grosso pezzo di argilla cominciò a lavorarla per trarne fuori qualcosa.
Era un bravo artigiano e riuscì a realizzare la prima figurina, con una bella forma simmetrica; successivamente ne realizzò delle altre e così realizzò le figurine di tutti gli animali della Terra.
Appena ne aveva completata una, vi soffiava sopra, le dava un nome e una destinazione.
La figurina si animava e cominciava a popolare la terra.


Con l’ultima rimanenza di argilla realizzò una figura nuova; la chiamò uomo e lo mandò a vivere con i lupi.
Gli animali si lamentarono perché non riuscivano ad adattarsi all’ambiente loro assegnato, perciò Napi assegnò a ciascuno l’habitat ideale.
Tutti gli animali furono soddisfatti, tranne l’uomo, che vaga ancora alla ricerca di un luogo soddisfacente.




(Testo dal web)


 

 
 Ciao da Orso Tony
 
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Breve ricordo di Pavarotti anche con “Nessun dorma” e “Chitarra romana” (con le bellezze d’Italia)   Leave a comment

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 .



.
 
Oggi è l’anniversario della nascita del mitico Pavarotti
grandissimo e famosissimo interprete di tantissime liriche
ed orgoglio dell’Italia musicale, e non solo,
scomparso alcuni anni fa.
 
 
Non possiamo quindi non dedicargli qualche minuto
per ricordarlo ed omaggiarlo.

 .
.




(Modena 12 10 1935 – Modena 6 9 2007)
 
 
 
 
 
Ma lo farò in un modo inconsueto che forse deluderà i melomani
ma che a me piaceper la sua leggerezza e simpatia
anche se alla fine non mancherà il video
di una delle sue più grandi interpretazioni classiche.
.
 
 

 
 
.





 
 
Infatti propongo di ascoltare il mitico Luciano Pavarotti
che canta Chitarra Romana
mentre dinanzi ai nostri occhi
scorrono tante bellissime immagini del nostro
BEL PAESE
dal nord al sud
ed alla fine nella sua mitica interpretazione del
NESSUN DORMA.
 
 

 
 







  
 
 

Il tutto ci farà dimenticare per un po’ le bruttezze quotidiane
consentendoci di abbandonarci ad un’atmosfera di sogno.
 
 
Il video è opera di stranieri e questo ci fa comprendere come siano 
apprezzate all’estero le nostre bellezze (forse più che da noi).

 
 
 
 
 
 
 
 
Il video (una pps divenuta anche video)
è davvero simpatico ed imperdibile…
per chi ama Luciano e l’Italia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ora invece torniamo al Pavarotti… simbolo mondiale dell’Italia musicale
con il video di NESSUN DORMA che ha superato l’eccezionale  numero
di oltre 34.000.000 di visualizzazioni.





 




Buon ascolto-visione
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

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Mini ricordo del grande poeta Eugenio Montale… la sua tematica… ed alcune sue mitiche poesie   6 comments

 


E' stato tra i massimi poeti dello scorso secolo

e Premio Nobel per la letteratura nel 1975.



(Genova 12.10.1896 – Milano 12 .9.1981) 

 


EUGENIO MONTALE

IL SUO MONDO POETICO ED ALCUNE SUBLIMI POESIE

 .

.

 

 

.


. BREVE ACCENNO ALLA SUA POETICA



  


Consapevole che la conoscenza umana non può raggiungere l'assoluto,

nemmeno tramite l'amata poesia, Montale però a quest'ultima affida un compito

d'analisi della condizione umana in generale.



Egli riconosce solo l'esistenza del dovere e dell'amore

come elementi positivi da perseguire e da vivere

ma questo nell'ambito di una visione completamente

disillusa ed amara… del senso della vita.




 



Aleggia, nei suoi versi intrisi di disillusione però,

l'immagine di una donna (reale… irreale?)

che a lui appare come un ponte tra la dura realtà e la metafisica.



Pur senza essere filosofica, dunque, la sua poesia

appare un raffinato strumento

di conoscenza ed approfondimento della condizione umana.



  

  


Ricordiamolo ed omaggiamolo

con alcune sue poesie scelte tra le più note.


 

 

Foto di Ugo Mulas… per Ossi di seppia

 

 

 

ALCUNE POESIE

 

 

 

 

FELICITA' RAGGIUNTA

 

Felicità raggiunta, si cammina

per te sul fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla

al piede, teso ghiaccio che s'incrina;

e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
 

Se giungi sulle anime invase

di tristezza e le schiari, il tuo mattino

è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.

Ma nulla paga il pianto di un bambino

a cui fugge il pallone tra le case.

  


 

 

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

 

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l'incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.



Federico Zandomeneghi – Malinconia

 

 

LA BELLE DAME SANS MERCI


Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano

le briciole di pale che io gettavo

sul tuo balcone perché tu sentissi

anche chiusa nel sonno le loro strida.


Oggi manchiamo all'appuntamento tutti e due

e il nostro breakfast gela tra cataste

per me di libri inutili e per te di reliquie

che non so: calendari, astucci, fiale e creme.


Stupefacente il tuo volto s'ostina ancora, stagliato

sui fondali di calce del mattino;

ma una vita senz'ali non lo raggiunge e il suo fuoco

soffocato è il bagliore dell'accendino.

 

 

Renoir

 

 

RIPENSO IL TUO SORRISO…


Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,

vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,

e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma.

.




 

 

HO SCESO, DANDOTI  IL BRACCIO


Ho sceso, dandoti il braccio,

almeno un milione di scale

E ora che non ci sei

è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve

il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora,

né più mi occorrono

Le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale

dandoti il braccio

Non già perché con quattr'occhi

forse si vede di più.

Con te le ho scese

perché sapevo che di noi due

Le sole vere pupille,

sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

 

 

E qui giù infine, in formato video 

e letta dallo stesso Montale

la notissima…

 

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





 

  

.

 
 

C. A. Bixio.. mitico autore di canzoni del primo 900 e la sua indimenticabile.. “VIVERE”   Leave a comment




Forse ai giovani d’oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane, 
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.
Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni ’20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d’amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell’epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell’epoca come il cinema e la televisione.
.
.
.

 

(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.


E’ stato anche un geniale industriale 

e fondatore di diverse case editrici di musica. 
 
Mi fa dunque piacere ricordarlo 
con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi.


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
  

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio!
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film.

 
 
 
 
 
  
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 

 

 
 

Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan




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LUCE E BUIO – BREVE RIFLESSIONE   2 comments








C’E’ LUCE NEL BUIO?




La luce è bene… il buio è male!
Troppo facile e neanche vero. 
La nostra millenaria cultura li ha messi in netto contrasto ed in contrapposizione eppure questa convinzione piano piano si è sfaldata per la semplice e ragionevole constatazione che in realtà non può esistere il buio senza la luce e la luce senza il buio.








Come potremmo comprendere la visione, l’idea, la conoscenza della luce se non avessimo la consapevolezza anche della sua assenza?
Questo era molto chiaro da millenni nella filosofia orientale (Yin e Yang).
Per quest’ultima poi il dualismo, pur partendo da luce e buio, si estende a tutti gli aspetti della vita umana e dell’universo (maschio e femmina, falso e vero, caldo e freddo, bene e male, suono e silenzio, pace e guerra, angeli e demoni etc.).
Dell’enorme importanza di questo dualismo per la comprensione della realtà ho già scritto, anche se in forma allegorica nella mia poesia “Cosmogonia” e nel mio post YIN e YANG
(E’ possibile leggere i post cliccando sui titoli qui su)








Come accennavo prima… la nostra cultura si è di recente molto avvicinata alla comprensione della complementarietà tra i due opposti considerandoli non più nemici inconciliaboli.  
In realtà non solo essi sono entrambi indispensabili ma è nel momento (o nel punto) in cui la luce lascia il posto al buio (o viceversa) e sembrano quasi toccarsi che possono avvenire le cose più straordinarie da un punto di vista intellettuale, emozionale e non solo.








Infine c’è da aggiungere che, secondo le ultime ricerche, anche nel buio assoluto c’è qualche atomo di luce e viceversa anche se ciò non viene percepito dai nostri occhi.
In conclusione seppur possiamo continuare a ritenere il buio simbolo dell’ignoranza, dell’oscurantismo e delle tenebre (ed ovviamente il contrario per quel che riguarda la luce) ora possiamo tranquillamente affermare che il concetto di buio però contiene in sé anche una misteriosa invisibile luce… quella dell’introspezione, della conoscenza profonda di se stessi e della serenità assoluta.

Tony Kospan



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