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Boccaccio descrive il primo incontro con Fiammetta nella Basilica di S. Lorenzo Maggiore a Napoli – Testo ed analisi   Leave a comment






Della mitica triade Dante, Petrarca e Boccaccio che ha illuminato e creato la lingua italiana… conosciamo i nomi delle donne da loro amate (Beatrice, Laura e Fiammetta) e la loro importanza… anche letteraria.







Ora possiamo leggere, scritte proprio da lui, le modalità del primo magico incontro dell’autore del Decamerone con Fiammetta, ed il luogo in cui avvenne.

Vedremo poi anche chi era e come era in realtà Fiammetta.

Infine, dopo una breve analisi del testo, la descrizione dell’unica Basilica gotica partenopea ed una riflessione sulla Napoli, sulla Francia e sull’Europa del ‘300.






L’INCONTRO DI GIOVANNI BOCCACCIO CON FIAMMETTA 
(LA PARTE PIU’ SIGNIFICATIVA DEL TESTO ORIGINALE)

Avvenne un giorno (…) (che*) io, della presente opera componitore, mi ritrovai in un bel tempio in Partenope, (…) e quivi con canto pieno di dolce melodia ascoltava l’uficio che in tal giorno si canta, celebrato da’ sacerdoti successori di colui che prima la corda cinse umilemente esaltando la povertade e quella seguendo (San Francesco).
Ove io dimorando (…) apparve agli occhi miei la mirabile bellezza della prescritta giovane (Fiammetta) venuta in quel luogo a udire quello ch’io attentamente udiva.






Testo dal “Filocolo” del Boccaccio
Brano: Incontro di Boccaccio con Fiammetta
Luogo: Napoli – Basilica (francescana) di San Lorenzo Maggiore
Data: Sabato Santo del  1331
(che) nota ai soli fini esplicativi



Dante Gabriel Rossetti – Fiammetta



CHI ERA FIAMMETTA?

Di Boccaccio sappiamo o dovremmo sapere quasi tutto ma di Fiammetta molti vorrebbero sapere chi era.
Fiammetta era in realtà Maria d’Aquino che da giovane era bella, bionda e dagli occhi azzurro cielo.
Era la figlia illegittima del Re Roberto d’Angiò e della sua amante la nobile francese (provenzale) Sibila Sabran, moglie del conte Tommaso IV d’Aquino.






QUALCHE BREVE OSSERVAZIONE STORICO-ARTISTICA

Boccaccio ci racconta, non senza un ampio numero di metafore storiche, culturali e religiose il suo indimenticabile incontro con Fiammetta.
Forse la luce che illuminava il volto e gli occhi della giovane e che sconvolse lo scrittore era arricchita dai mille colori della vetrata all’epoca istoriata dell’abside gotico simile a quello di Notre Dame.
L’edificio è stato restaurato dopo i bombardamenti della 2° guerra mondiale ma si sono persi parecchi elementi originari.
Tuttavia sono rimasti invariati gli elementi architettonici.
La chiesa, caso unico nell’architettura delle chiese napoletane, con la sua abside di stile gotico francese testimonia che anche nella Napoli degli Angioini era diffusa e presente la cultura francese ed in genere europea, anticipando così l’idea di un futuro destino comune.

Tony Kospan



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Messaggini.. sms e whatsapp d’amore che arrivano dal passato ma che sono sempre attuali   Leave a comment

 

 

 

 

 

Messaggini d’amore…  e d’autore… (in verità aforismi)

sempre utili in quanto validi in ogni tempo…

 

 

 
 
 
SMS E WHATSAPP D’AMORE
CHE VENGONO DAL PASSATO… E NON SOLO.
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
1 – Ama e fai quel che vuoi S.Agostino
 
 
2 – Amano davvero, quelli che tremano a dire che amano Ph.Sidney
 
 

3 – Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati – Aristotele

 

4 – Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro – G.W.von Leibnitz

 

5 – Amico mio, non pensiamo al domani e cogliamo insieme quest’attimo della vita che trascorre – Kyyam

 

6 – Amare è scegliere, baciare è la sigla della scelta – Anonimo

 

7 – Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione – A. de Saint-Exupery

 

 

 

 

8 – Amore guarda non con gli occhi ma con l’anima… – Shakespeare

 

9 – Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze – Paul Valery

 

10 – Amore! Ecco un volume in una parola, un oceano in una lacrima, un turbine in un sospiro, un millennio in un secondo – Tupper

 

11 – Baci uguali non esistono: ogni bacio ha un suo sapore – Anonimo

 

12 – Baci ardenti come il sole, baci profondi come la notte – Anonimo

 

13 – Bocca dolcissima, se parli o taci sei tutta amori, sei tutta grazie e sempre affabili, sempre vivaci – Rolli

 

14 – Baci: parole che non si possono scrivere – Anonimo

 

 

 

 

15 – Celami in te, dove cose più dolci son celate, fra le radici delle rose e delle spezie – Swinburne

 

16 – Ci si trova per caso, ci si incontra con un bacio – Anonimo

 

17 – Come ti vidi mi innamorai. E tu sorridi perché lo sai – Arrigo Boito  

 

18 – Con te conversando, dimentico ogni tempo e le stagioni e i loro mutamenti: tutte mi piacciono allo stesso modo – Milton
 
 

19 – Dall’amicizia all’amore c’è la distanza di un bacio – Anonimo

 

20 – Cos’è un tuo bacio? Un lambire di fiamma… – Victor Hugo

 

21 – Dolce, rossa, spendida bocca che bacia – A.C. Swindburne

 

 

 

 

22 – Dammi 1000 baci e quindi 100 e quindi altri 1000 ed altri 100 e poi di nuovo 1000 e ancora 100 – Catullo

 

23 – E’ dolce quello che tu mi dici, ma più dolce è il bacio che ho rubato alla tua bocca – H. Heine

 

24 – E’ preferibile l’aver amato e aver perso l’amore al non aver amato affatto – Lord Tennyson

 

25 – Fortunato quanto gli dei, a me pare, colui che siede di fronte a te e da vicino ode la tua voce e il riso melodioso – Saffo

 

26 – Fu il tuo bacio, amore, a rendermi immortale – M. Fuller

 

 

 

 

27 – Il bacio è un dolce trovarsi dopo essersi a lungo cercati – Anonimo

 

28 – Il silenzio di un bacio vale più di mille parole – Anonimo

 

29 – Il vero amore non ha mai conosciuto misura – Properzio 

 

30 – La gelosia è il pepe dell´amore: un pizzico gli dà più sapore, troppo rende il piatto immangiabile – Anonimo

 

31 – La gioia non è nelle cose, è in noi – Richard Wagner


 

 


 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





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“Un nomade del web” poesia di Tony Kospan.. anche in video   2 comments




UN NOMADE DEL WEB…
Tony Kospan





Per il mondo del web
in lungo e in largo 
giro
tra spoglie dune e viali fioriti 
con il mio carro lungo
di ricordi e di speranze 
sì come Diogene 
cercando però
la dolce luce che illumini il mio autunno.






E d’isola in isola giro 
tra quelle di sogno e quelle deserte 
col mio battello carico
di vissute passioni 
ma ancor più carico
d’emozioni da vivere… 
sì come Ulisse 
cercando però
l’alba luminosa d’un giorno di sogno.





 

Quante piccole albe 
quanti piccoli tramonti 
questo nomade ha vissuto 
in attesa della grande alba sognata?



 
Thomas Col – Il viaggio della vita – 1842



Chi sarà la… stella 
di luce piena e col sapore d’infinito 
che mi seguirà lungo il viale frondoso 
del mio… spero… dolce tramonto?








 
viola 19
ECCOLA ANCHE IN VIDEO DONO DELL’AMICA LUNA


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.



Con “Te voglio bene assaje” nasce nel 1835 la grande canzone napoletana – Storia immagini e video   Leave a comment

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo,
addirittura nella prima metà dell’800,
con questa storica mitica canzone.

 
  
 

 
 
 
 
IO TE VOGLIO BENE ASSAJE

 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
alla Festa di Piedigrotta.


 
 
 

 Festa di Piedigrotta – Antica stampa

 
 


Con essa comincia ufficialmente, per gli studiosi della canzone,  
la storia della grande canzone napoletana
che univa testi poetici a musiche sublimi.

 

 

 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan  

 

 

 

 

 

 

LA STORIA DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane che all’epoca,
prima metà dell’ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell’autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 

La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischiettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell’epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Raffaele Sacco 
per aver dedicato la canzone all’amore umano.
 
 
 
 

 
 


 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte poetica e musicale.
 
 

Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche.
 


 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com’è noto, a Napoli non è rara l’ironia
e l’autoironia sulle proprie disgrazie.

 
 
 

 
 
 


LA CANZONE
 
 


Ma eccola… ascoltiamola… cantata
dal grande Murolo insieme a Mia Martini

 
 
 

fre bia pouce   musicAnimata






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Questa simpatica favola ci dona una particolare visione della forza dell’amore – Cosa ne pensate?   Leave a comment


 

 



Davvero una bella… simpatica… favola

che ci parla di un aspetto,

in verità controverso, dell’amore

 

La trovai nel web tempo fa

 ma… parliamone solo dopo averla letta.

 

 






 

 LA FAVOLA DELL’AMORE



 

 
 
 


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.  
Ella non li conosceva e disse:
“Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.” 
 
Essi domandarono: “Non c’è  l’uomo di casa?”   
“No!” – rispose lei- “non è in casa”. – “In tal caso, non possiamo entrare” dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato. 
“Allora, dì loro che son rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!”
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa. “Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa”,  spiegarono i vecchietti. “
“Perché?”  volle sapere lei.
Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò:
“Il suo nome è Ricchezza”.
Subito dopo indicò l’altro. “Il suo nome è Successo ed io mi chiamo Amore.
Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.”  
La donna entrò n casa e raccontò suo marito tutto ciò he i tre uomini le avevano detto.
 Lui si rallegrò e disse: “Che bello! Se è così, allora invitiamo Ricchezza, che venga, e riempia la nostra casa!”
Sua moglie non era d’accordo:
“Caro, perché non invitiamo Successo?” 
 
La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
“Non sarebbe meglio far entrare
Amore? Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore.”
 
“Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia”’, disse il marito alla moglie.
“Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.”

La moglie uscì chiese loro:
“Chi di voi è Amore?
Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.” 
Amore si sedette sulla sua sedia e cominciò d avanzare in direzione della casa.
Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.  
Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
“Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?”
 
I tre replicarono insieme:
“Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma poiché hai invitato Amore, dovunque egli vada, noi andiamo con lui.”

 
 
 
Laddove c’è amore,
c’è anche ricchezza e successo.
 
 
 
 
 
Anthony Van Dyk – Amore e Psiche


Personalmente non è che mi convinca molto questa favola
a meno che non la si voglia interpretare solo come speranza o auspicio
dato che nella realtà
vedo coppie rimaste povere e senza successo amarsi felicemente
e coppie ricche e di successo amarsi solo per modo di dire.

 
 
Cosa ne pensate? 

 
Ciao da Tony Kospan










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ARTE MUSICA POESIA HUMOUR
E CULTURA IN GENERE
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Pessoa e Vecchioni divisi sulle “lettere d’amore” – La poesia del primo e la canzone del secondo   2 comments

 


Il poeta ed il cantante affrontano con calore
un tema forse oggi divenuto fuori moda
ma paragonabile in fondo
alle nostre @ o ai nostri sms o wp d’amore.






 
 
 

 .
.

 
 
TUTTE LE LETTERE D’AMORE
– LA POESIA DI PESSOA –
E
LE LETTERE D’AMORE
– LA CANZONE DI VECCHIONI –
 
 
.
.

 
 
Pessoa 
 
 
 

 
TUTTE LE LETTERE D’AMORE
Pessoa

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente ridicole).

 
 
 


 
 
 
 

Questa originale poesia ha ispirato,
anche se in senso molto critico,
 Roberto Vecchioni
nella creazione di questa bellissima canzone-omaggio
al grande poeta portoghese. 
 
 Vecchioni non è nuovo a questi omaggi a grandi artisti
del  passato come, ad esempio, la bellissima “Vincent”
dedicata al mitico pittore Van Gogh.

 
 

 
 
Roberto Vecchioni
 
 

 
Questa canzone è però anche un’affettuosa, ma decisa,
 critica alle solitarie e spesso pessimistiche 
– seppur poetiche – visioni di Pessoa
ed è anche un (seppur ormai tardivo) invito al poeta
a viver l’amore senza timore… d’esser ridicolo. 
 
 Ma ora leggiamo il testo della canzone e dopo
ascoltiamola in un poetico-musical video.
 
 
 
 
 
 
 
F. Martin-Kavel – La lettera
 
 

 
 
LE LETTERE D’AMORE (Chevalier De Pas) 
Roberto Vecchioni
 
Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo…
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli…
e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle “scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me…”
e le lettere d’amore,
le lettere d’amore
fanno solo ridere:
le lettere d’amore
non sarebbero d’amore
se non facessero ridere;
anch’io scrivevo un tempo
lettere d’amore,
anch’io facevo ridere:
le lettere d’amore
quando c’è l’amore,
per forza fanno ridere.
E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.
Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano…
e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo…
e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.
Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere…

 
 
 
 
Fragonard – Lettera d’amore





Eccoci infine alla canzone in questo bellissimo video…






 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come sempre
mi piacerebbe leggere il vostro pensiero.
 
 
Ciao da Tony Kospan 
 
 
 


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“Tacete o maschi” poetesse e femministe del… 300! Scopriamo i loro versi ed il loro sorprendente mondo   Leave a comment






Innanzitutto, almeno per ora, non intendo adeguarmi al recente vezzo di nominare “poete” quelle che per secoli abbiamo chiamato ed onorato come “poetesse” non apparendo, a mio avviso, nel classico termine alcunché di dispregiativo, come alcuni sostengono.

Ma veniamo a conoscere queste poetesse e femministe ante litteram la cui esistenza era, fino a poco fa, perfino negata.

Tuttavia nonostante i tentativi di molti, ed anche di qualche grande poeta, di negare la loro esistenza in quanto pareva impossibile che esistessero all’epoca delle donne che scrivessero poesie e fossero perfino rivendicatrici della parità, i documenti alla fine però hanno smentito questa posizione molto maschilista, ed a mio parere, anche molto sgradevole basata solo su pregiudizi e preconcetti.






Le donne del 300, per loro, potevano essere solo casalinghe o oggetto dei desideri maschili.

Prima delle 4 poetesse marchigiane, Leonora della Genga, Ortensia di Guglielmo, Livia da Chiavello ed Elisabetta Trebbiani storicamente conosciamo solo l’esistenza di Compiuta Donzella considerata la prima poetessa in volgare (italiano).







La nuova pubblicazione, di cui parlerò alla fine, dunque ci consente oggi un approfondimento di alcuni aspetti poco noti della letteratura italiana delle origini ma non solo.

Infatti queste donne non solo scrivevano poesie ma erano anche  molto attive negli ambienti culturali marchigiani dell’epoca.

Ma quello che è ancora più sorprendente è la loro moderna visione della parità dei sessi e della parità artistica tra maschi e femmine.






Certo queste poetesse, dato il clima dell’epoca, non potevano che essere un’eccezione, una grande e bella eccezione ma anche la testimonianza della presenza in giro per l’Italia di minoranze culturali attive e controcorrente.

Leggiamo ora 2 sonetti che più di mille parole evidenziano tutto quanto sopra detto.

Iniziamo con un sorprendente inno femminista ante litteram.





TACETE O MASCHI
Leonora Della Genga

Tacete, o maschi, a dir, che la Natura
a far il maschio solamente intenda,
e per formar la femmina non prenda,
se non contra sua voglia alcuna cura.

Qual’ invidia per tal, qual nube oscura
fa, che la mente vostra non comprenda,
com’ella in farle ogni sua forza spenda,
onde la gloria lor la vostra oscura?

Sanno le donne maneggiar le spade,
sanno regger gl’Imperi, e sanno ancora
trovar il cammin dritto in Elicona.

In ogni cosa il valor vostro cade,
uomini, appresso loro. Uomo non fora
mai per torne di man pregio, o corona.


Proseguiamo poi con quest’altro che rivendica invece il diritto delle donne di non dedicarsi solo “all’ago e al fuso, più che al lauro o al mirto“
e cioè di scrivere poesie e cercar la gloria letteraria proprio come i poeti maschi.







VORREI PUR DRIZZAR QUESTE MIE PIUME
Ortensia di Guglielmo

Io vorrei pur drizzar queste mie piume
colà, signor, dove il desio m’invita,
e dopo morte rimanere in vita,
col chiaro di virtute inclito lume.

Ma ‘l volgo inerte che dal rio costume
vinto, ha d’ogni suo ben la via smarrita,
come digna di biasimo ognor m’addita,
ch’ir tenti d’Elicona al sacro fiume,

all’ago, al fuso, più che al lauro o al mirto,
come che qui non sia la gloria mia,
vuol ch’abbia sempre questa mente intesa.

Dimmi tu ormai che per più via dritta via
a Parnaso ten vai, nobile spirito,
dovrò dunque lasciar sì degna impresa?



Chi volesse approfondire l’argomento e leggere altre poesie può farlo in questo recente libro:
“Tacete o maschi. Le poetesse marchigiane del Trecento” (64 pagine € 18,00) della casa editrice Argolibri.

Tony Kospan






Copyright Tony Kospan
Vietata la copia integrale senza indicare autore e sito


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Walt Whitman.. noto poeta americano – Breve ricordo e la sua passionale poesia “Credo in te anima mia”   Leave a comment

 
 





Walter Whitman, noto come Walt Whitman, 
è stato un poeta, scrittore e giornalista americano. 

Questo notevole poeta americano dell’ottocento 
ci offre, in modo libero e direi modernissimo,
versi densi di grande sensualità
immersi in un ambiente in cui la natura è parte importante.






E’ considerato il padre della poesia americana 
ed anche il primo poeta moderno 
ad utilizzare normalmente il verso libero, 
di cui è considerato in un certo senso l’iniziatore.


Per conoscerlo un po’
propongo la lettura di questa sua notissima poesia 
che non è solo una poesia d’amore
ma molto di più.

 
 
 
 
 
Talantbek Chekirov
.
.
.
CREDO IN TE ANIMA MIA
di WALTER WHITMAN 
POESIA SUBLIME D’AMORE E PASSIONE
a cura di Tony Kospan



 
 
 



E’  riconosciuta come una di quelle poesie sublimi
che ci fa “conoscere”
quello che la quotidianità e chiuse visioni secolari
 non ci consentono spesso di vedere e sentire.
 
 
.
.
 
 
 
 
 
 


L’idea che emerge, in modo forte e chiaro,
nella visione di questo poeta,
è che il piacere fisico, i momenti di passione,
non sono accessori…
bensì elementi sostanziali dell’amore.
 
 
Elementi che insieme ad un reale sentimento
ed a una sincera partecipazione emotiva
ci consentono di giungere all’estasi sublime.

 
 
 
 
 
Tiziano – Amor Sacro e Amor Profano
 
 
 
 

L’eros quindi assume anch’esso una sua sacralità,
negata per millenni dai fondamentalismi religiosi
 che hanno in pratica… staccato l’anima dal corpo…
demonizzando quest’ultimo
ed impedendo emozioni e vibrazioni di luce.
 
 
In tal senso anche la poesia Sufi d’amore
fu combattuta all’interno della sua religione.

 
 
 
 
Walt Whitman (West Hills 31.5.1819 – Camden 26.3.1892)




 
 Ma ora leggiamola…

 
 
 
 
 


Alma Tadema

 
 
 
 
 
 CREDO IN TE ANIMA MIA
 Walt Whitman
 

 

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

 e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

 Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento, 

né parole, né musica o rima voglio,

 né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

 il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo, 

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

 e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

 ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

 Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

 e io conosco che lo spirito di Dio

 è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

 e che il fasciame della creazione è amore,

 e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

 e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

 e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.


 

 

 

 

Lauri Blank


 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN




Csaba Markus – Rapsodia d’amore


 
 
 

IL DIALOGO D’AMORE – Ecco come appare nelle poesie.. nei dipinti.. negli aforismi e nelle canzoni   Leave a comment


 
 
 
Tranquillo Cremona

 
 
Cari amici che, come me,
avete un debole per il mondo della poesia,
torniamo dopo un po’ al tema dell’amore
visto però da una particolare angolazione.

 
Stavolta il tema infatti è… il dialogo d’amore… 
attraverso il quale fluiscono
le emozioni… i desideri… le gioie…
ma anche i dolori… i rimpianti… gli addii… etc…
tra innamorati.

 
 
 

Frederic Soulacroix

 
 
 
 
IL DIALOGO IN AMORE…
IN POESIA ARTE AFORISMI E CANZONI… (1)
 
a cura di Tony Kospan
 
 
 
Dunque parleremo del dialogo in amore
che può aver però le forme e le modalità più diverse
perché chi ama, oltre alle parole, utilizza anche
gesti, sguardi, carezze, sorrisi e, perfino… silenzi.

  
E’ infine da notare anche che
le espressioni, le paroline, i nomignoli
che si usano nei dialoghi intimi, com’è noto,
apparirebbero ad orecchie estranee
del tutto assurde, surreali e… molto divertenti.


 
 
 

Brent Lynch

 
 
Ma come affrontare questo tema in poesia?

Beh la risposta è semplice… attraverso poesie
che hanno contenuti e/o forme di tipo dialogante
ma prima leggiamo sul tema alcuni aforismi.
 
 
 
CUORI oi648
 
 

Niente è più brutto di una parola d’amore
pronunciata freddamente da una bocca annoiata. 
Nagib Mahfuz 
 

Amare è donare tutto se stesso senza nulla chiedere;
amare è non dire mai – mi devi…- 
A. De Saint-Exupéry
 

I litigi degli amanti rinnovano l’amore. 
Terenzio
 
 
L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo.» 
E. Fromm


L’amore è… non sapere di cosa si sta parlando. 
Lucy van Pelt

 
 
CUORI oi648

 
 

Quelle che seguono dunque
sono le poesie scelte stavolta
e come sempre mi piacerebbe leggere
quelle che sul tema amate voi.

 

fre bia poucemusicAnimata Sappi amore mio 

Arthur Saron Sarnoff


 
 
 
LEGGO 
G. A. Bécquer
 
Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perchè la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi.
Non vergognarti
di confessare che mi amasti.
Piangi.
Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo,
eppure piango.

 
 
 
fre bia pouce    musicAnimataLa nostra relazione
Josephine Wall

 
 
LE PAROLE DEL CIELO 
Mikis Theodorakis
 
Dimmi le parole del cielo
ed io ti darò il bacio dell’amore.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare  i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole
oltre gli oceani d’argento.
Dimmi le parole del cuore
e avrò ali per volare come in sogno.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole,
oltre gli oceani d’argento.
 
 
fre bia pouce   musicAnimata Volami nel cuore

Nigel Van Wieck


 
 
LA MASCHERA 
William Butler Yeats
  “Tògli quella maschera d’oro ardente
con gli occhi di smeraldo”.
“Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
benché non freddi”.
“Volevo solo scoprire
quel che c’è da scoprire,
Amore o inganno”.
“Fu la maschera ad attrarre la tua mente
e poi a farti battere il cuore,
non quel che c’è dietro”.
“Ma io debbo indagare per sapere
se tu mi sia nemica”.
“Oh no, mio caro,
lascia andar tutto questo;
che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?”
 
 
fre bia pouce   musicAnimata  La voce del silenzio

Tranquillo Cremona

 
 

STANZE PER MUSICA
 
George Gordon Byron
 
Non c’è figlia della Bellezza
d’un incanto simile al tuo;
come musica sulle acque
la tua voce è dolce per me.
Quando, come se avesse posa
l’oceano ammaliato a quel suono,
scintillano calme le onde,
placati i venti sembrano sognare.
Ela luna di mezzanotte
tesse una trama lucente sul mare
che lieve solleva il suo petto
come un fanciullo addormentato.
Così l’anima a te s’inchina
per ascoltare ed adorarti,
con emozione profonda e soave
come d’estate l’onda dell’oceano.

 
 
 
fre bia pouce musicAnimata   La canzone delle domande consuete

Renoir


 
 
PARLAMI AMORE MIO 
Tagore
  
Parlami, amore mio!
Dimmi a parole quello che hai cantato.
La notte è buia.
Le stelle si nascondono tra le nuvole.
Il vento soffia tra le foglie.
Scioglierò i miei capelli.
Il mio mantello azzurro mi avvolgerà
come la notte. Stringerò la tua testa
al mio petto; nella dolce solitudine
sospirerò sul tuo cuore.
Socchiuderò i miei occhi e ascolterò.
Non ti guarderò il viso.
Quando le tue parole cesseranno,
staremo fermi e in silenzio.
Solo gli alberi bisbiglieranno nell’oscurità.
La notte impallidirà.
Spunterà l’aurora.
Ci guarderemo negli occhi
per l’ultima volta e andremo ognuno
per la sua strada.
Parlami, amore mio!
Dimmi a parole quello che hai cantato.
 
 
 

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Auguro a tutti
felici e poetici… “dialoghi” d’amore.

orsotony





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Frecce2039




Emile Friant

 

 

Voce ‘e notte.. classica e poetica canzone – La simpatica storia.. una breve analisi ed una grande interpretazione   Leave a comment

 
 
 

UNA CANZONE DI UN TEMPO
CHE VA OLTRE IL… TEMPO
 
 
 
 

 

 

 

Storia.. testo.. analisi.. atmosfera e musica
di questa mitica e poetica canzone.
 
 
 
 
 

 
 
 
VOCE ‘E NOTTE  
ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
per il blog

 
 
 
 
 
 
 
 

L’ANALISI DELLA CANZONE E LA MUSICA 
 
 

Stavolta siamo nel 1903/1904…  oltre centoquindici anni fa dunque…
 
 
 

 

 

.

e la canzone di cui parleremo e che sentiremo, oltre ad essere una poesia densa di struggente ed immensa passione, presenta una melodia, quasi musica classica, altrettanto dolce ed appassionata.

Si tratta dunque di grandissima musica e non per nulla questa canzone è stata interpretata anche da grandi cantanti lirici.

 
Per questo ho anche pensato d’ascoltarla e di farvela ascoltare nella superba interpretazione del noto tenore Franco Corelli.

 
 
 
 

 

 

 Possiamo quindi ben dire che il matrimonio tra versi e musicapiù riuscito di così… non poteva essere.
 
Tony Kospan

 
 
 
 




LA SIMPATICA STORIA
 
 
Voce ‘e notte
(Musica di E.Nicolardi- Testo di E.De Curtis)


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa canzone si può certamente definire autobiografica.
 
Racconta di un innamorato che, disperato, canta sotto il balcone della sua innamorata andata in sposa ad un altro uomo.
 
Correva l’anno 1903 ed Eduardo Nicolardi, giovane poeta di 25 anni,  

  
 
 
 
 

 

Eduardo Nicolardi

 

 



si innamorò di Anna Rossi l’esile e bellissima vicina di casa figlia di un facoltoso commerciante di cavalli.
 
Quando Eduardo dichiarò il suo amore ai genitori di Anna, questi lo cacciarono via.
 
La loro giovane figlia non poteva andare ad un giovane poeta dal futuro incerto, ma doveva sposare Pompeo Corbera, un ricco cliente del padre ma dalla veneranda età di 75 anni.








Il destino, o l’età dell’anziano marito, volle che alla fine l’amore trionfasse. 

Infatti poco tempo dopo il matrimonio, Pompeo Corbera morì ed i due poterono coronare il loro sogno d’amore e così noi abbiamo potuto avere una delle più belle canzoni d’amore di tutti i tempi.
 
(testi dal web con modif. e integraz.)
 
 
 
 
 

 

 

 

TESTO E TRADUZIONE

 

 

Si ‘sta voce te scéta ‘int”a nuttata,
mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino…
Statte scetata, si vuó’ stá scetata,
ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino…

Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,
pecché nun puó sbagliá ‘sta voce è ‘a mia…
E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu ‘o “vvuje”.

Si ‘sta voce te canta dint”o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico…

Si te vène na smania ‘e vulé bene,
na smania ‘e vase córrere p”e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo…che te ‘mporta ‘e me?

Si ‘sta voce, che chiagne ‘int”a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura…
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura…

Dille accussí: “Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá…
Canta isso sulo…Ma che canta a fá?!…”
 

 Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi allo sposo tuo vicino…
Stai sveglia, se vuói star sveglia,
ma fai finta di dormir un sonno profondo…

Non avvicinarti alla finestra per vedere,
perché non puoi sbagliar questa voce è la mia…
E’ la stessa voce di quando noi due,
timidi, ci parlavamo col “voi”.

 Se questa voce ti canta nel cuore
quello che non ti chiedo e non ti dico;
tutto il tormento d’un amore lontano,
tutto l’amore di un tormento antico…

Se ti viene voglia di voler bene,
un desiderio di baci corre nelle vene,
un fuoco che ti brucia proprio tanto,
bacia lui… che t’importa di me?

 Se questa voce, che piange nella notte,
sveglia il tuo sposo, non aver paura…
Vedi bene ch’è senza nome la serenata,
digli quindi di  dormire e di star sereno…

Digli cosí: “Chi canta in questa via
o sará pazzo o muor di gelosia!
Stará piangendo per qualche tradimento…
Canta da solo… Ma che canta a fare?!…”

(Traduz. di  Tony Kospan)

 

 

 

LA CANZONE

 
Ascoltiamola ora, come ho accennato su,
nell’interpretazione di un grande cantante lirico
Franco Corelli




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Tony Kospan




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