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LA RESA DI BREDA DI VELAZQUEZ – Un dipinto che inneggia all’umanità ed al rispetto verso i vinti   Leave a comment




L’opera di cui vi parlerò è uno dei più famosi dipinti di Velázquez.

E’ uno dei 12 grandi dipinti commissionati dal Regno di Spagna a vari pittori per ricordare le loro vittorie militari e che attualmente sono allocati nel Museo del Prado a Madrid.







STORIA DEL DIPINTO


Siamo negli anni ’30 del 1600.

A Velazquez viene assegnato un noto episodio bellico avvenuto solo un decennio prima e che aveva fatto stare in ansia la Spagna e tutta l’Europa.

Il lungo, ma alla fine vittorioso, assedio della città olandese di Breda.

L’opera è nota anche col titolo “LE LANCE”.

Tuttavia, osservando il dipinto, vi leggeremo molto di più dell’esaltazione di un trionfo militare perché, come tutti i grandi artisti, il nostro anche qui ci lancia messaggi sublimi.

Ma andiamo con ordine.



L’assedio di Breda – 1625




L’EPISODIO STORICO ED I SUOI PROTAGONISTI


Siamo nell’ambito della lunga guerra (detta degli Ottanta Anni) intrapresa dai Paesi Bassi per ottenere l’indipendenza dalla Spagna.
L’armata olandese protestante, asserragliata nella città di Breda e comandata da Giustino Nassau-Orange, riuscì a resistere per circa 1 anno all’armata spagnola guidata dal grande generale genovese Ambrogio Spinola.
Ma agli inizi del giugno del 1625 gli olandesi furono costretti alla resa ed il 5 dello stesso mese consegnarono ai vincitori le chiavi della città secondo il codice cavalleresco all’epoca in vigore.






IL TEMA DEL DIPINTO


E’ proprio la consegna delle chiavi il tema del dipinto come è evidente in quanto appare in pimo piano e centralmente.

Perché Velazquez scelse quel particolare momento?

Inanzitutto perché su quell’assedio e sul suo epilogo si scrisse molto ma soprattutto perché un melodramma di Pedro Calderon de la Barca, recitato alla corte del Re, già nel novembre del 1625, ed al quale Velazquez, pittore del Re, dovette certamente assistere si concludeva proprio con la consegna delle chiavi della città.






BREVE ANALISI E SIGNIFICATO DELL’OPERA


Appare chiaro che il pittore non ha inteso tanto esaltare la vittoria ma piuttosto l’umanità dei 2 generali.
E se quello olandese cerca di inginocchiarsi davanti al collega, nemico e vincitore, quest’utimo, nel prendere le chiavi, si china verso di lui e con una mano sulla spalla lo ferma come a riconoscere il suo valore ed a rispettarlo.
Lontanissimo è tutto questo dai precedenti e trionfanti dipinti con scene di vittorie in cui si esalta l’umiliazione dei perdenti.
Velazquez conosce bene il generale Ambrogio Spinola e la sua umanità oltre al suo valore.
Anche Calderon nel suo melodramma fa dire allo Spinola “Onorare il vinto è un’azione che la dignità impone a chi è vincitore: esser vinto non è una vergogna”.






Osserviamo poi il contrasto tra le lance spagnole ritte verso il cielo in segno di giubilo e quelle abbassate e con i vessilli slabbrati degli olandesi.
Si nota anche il loro diverso numero ed anche qui Velazquez ci dice che la vittoria forse era già scritta per la netta superiorità dell’armata spagnola.
In tutto questo c’è però forse anche la consapevolezza che l’espansione iberica sta per iniziare a tramontare.






Inoltre Velazquez ritrae con realismo i volti dei soldati alle spalle dei generali ma in particolare quello di un olandese che ci guarda negli occhi come se volesse dirci qualcosa.
Appare chiaro nel dipinto il rispetto anche del pittore verso gli sconfitti ma poi realisticamente non nasconde il disastro ed i lutti della battaglia mostrando in lontananza le fiamme ed il fumo che si levano ancora dalla città conquistata.






CONCLUSIONE


Il pittore con tutta evidenza ed in tanti particolari inneggia all’umanità nella… disumana realtà della guerra.



Tony Kospan


Copyright Tony Kospan – Vietata la copia integrale senza indicare autore e sito.



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Velazquez – Autoritratto


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IL CANE – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi e non solo   Leave a comment

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Emile Vernon

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Ecco come viene visto il nostro fedele amico.. cane

nel mondo dell’arte, della poesia e degli aforismi.

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ODE AL CANE
AFORISMI… ARTE… E… POESIE
a cura di Tony Kospan


 
 
 
 
Charles Burton Barber
 
 
 
 
 
 
 
In principio Dio creò l’uomo. Poi vedendolo così debole, gli donò il cane.
A. Toussenel
 
Se raccoglierete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà.
Ecco la differenza tra l’uomo e il cane…
M. Twain
 
Una volta ebbi, come cane da caccia, un cane ammaestrato al circo equestre. Quando sparavo e abbattevo una pernice o due, si rizzava sulle zampe posteriori, credendo che fosse il segnale di cominciare gli esercizi; stizzito, gli tiravo una sassata, e lui mi riportava il sasso……
A. Campanile




John White Alexander – Ragazza con cane




Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò gli basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, prottegervi e dare, se occorre, per voi, la sua vita. egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. E’ il cane! 
J. K. Jerome
 
Se al tuo cane non piace una persona, probabilmente non dovrebbe piacere neppure a te.
Anonimo
 
 
 
 

Vittorio Corcos

 

 

Più conosco gli uomini e più mi piacciono i cani.
Madame de Stael



Il cane è la virtù che, non potendo farsi uomo, s’è fatta bestia
Victor Hugo





Auguste Renoir – Il salotto di Madame Charpentier



 
 Il grande silenzio dei cani ci consola delle futili parole degli uomini.
Chaumont
 
La storia offre più esempi della fedeltà dei cani di quella degli amici.
Alexander Pope

 
 
 
 
Edgar Hunt

 
 
 

RIFLESSIONI DI UN CANE: Il mio padrone è potente. Entrando in casa la sera, egli tocca un bottone e fa la luce. Io lo adoro. 
La vista qualche volta può ingannare, l’olfatto mai. 
Io non capisco perché gli uomini, che sono tanto potenti, e che con l’aiuto nostro ammazzano tanti uccelli, non abbiano liberato il mondo dai… gatti.
U. Oxilia

Il cane: La più onesta creatura di Dio.
S. Pietro l’eremita

Un cane crede che tu sia quello che tu pensi di essere.
Jane Swane
 
Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato.
Schopenhauer 
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cagnolini 6fa026

 

 


Il cane ha in sé molte parti di quella saggezza e capacità di affetto senza limiti e senza condizioni di cui parliamo tanto ed inseguiamo sempre… ma che quasi mai raggiungiamo…
Tony Kospan *
 
Il cane è l’unico essere su questa terra che ti ama più di quanto non ami se stesso.
Josh Billings
 
 
 
 

Reynolds Sir Joshua – Miss Bowles

 
 
 
 
Non litigano, non discutono con noi. Non parlano mai di sé, ma ci ascoltano quando parliamo di noi, e riescono a fingere che la conversazione li interessi……. Non ci informano mai, come a volte fanno le nostre innamorate, che non siamo più carini come una volta. Noi per loro siamo sempre uguali.
J. K. Jerome
 
Per ogni cane il suo padrone è Napoleone. Ecco spiegata la popolarità dei cani
A. Huxley
 
 
 
 
 

Picasso – Bambino con cane

 

 

Ed infine… sempre in suo onore

altri dipinti ed alcune poesie a lui dedicate…

 

 

 

Federico Zandomeneghi – L’Amico Fedele

 

 

QUINCI 

W. Dayton Wedgefort

Parlo a lei quando mi sento solo,
e son sicuro che mi capisce.
Allora lei mi guarda attenta,
e mi lecca dolcemente le mani;
poi strofina il naso sul mio vestito elegante,
ma nulla a Quinci le ho mai detto.
Grazie a Dio posso comprar altri vestiti,
ma un amico che mi ama… no mai…

 

 


Vittorio Reggianini – Scherzando col cane

 

 

LA CAREZZA MATTUTINA 

Tagore

Ogni mattina il mio devoto cane
 presso la sedia silenzioso aspetta,
 finché io lo saluto con una carezza.
 Mentre questo leggero omaggio riceve,
 di gioia il suo corpo trasale.
 Fra tutte le creature mute,
 lui solo,
penetrando il velo del bene e del male,
 ha visto l’uomo per intero,
 quell’essere per cui può dare la vita contento,
 al quale senza fini può riversare amore,
 da un opaco sentire che a stento
 trova una via verso il mondo cosciente.
 Quando l’offerta vedo di questo cuore muto
 che supplicare sa del suo stesso bisogno,
 non so immaginare quale raro valore
 la sua saggezza pura trova nell’uomo.
 Col suo silenzio guardare,
 patetico, smarrito, che che afferra
 non può esprimere in parole…
 Per me però rivela il vero significato
 dell’Uomo, nello schema del Creato.

 

 


Alfred Stevens
 
 
 

ODE AL CANE 

Pablo Neruda

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perché
non so, non posso dir nulla.
In campo aperto andiamo
uomo e cane.
Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.
Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
è la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio lì mi chiese
con i suoi due occhi,
perché è giorno, perché verrà la notte,
perché la primavera
non portò nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E così m’interroga
il cane
e io non rispondo.
Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unità fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perché non esiste l’uccello nascosto,
non è il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicità
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.
 



 Passeggiando col mio cane – B-Nario

Ludomir Sleńdziński – Famiglia con cane – 1947

 

 

CANE BIMBO image

 


POST IN PRECEDENTI VERSIONI INTEGRALMENTE COPIATO

PIU’ VOLTE E DA PIU’ PARTI !!!

IN CASO DI ULTERIORE COPIA

CON OMISSIONE DEL NOME DELL’AUTORE E DEL BLOG

SI PROCEDERA’ PER VIE LEGALI

 

 

Rupert Charles Wulsten Bunny



*Qui giù la simpatica ed originale storia di questo mio aforisma sul cane

  

 


CIAO DA TONY KOSPAN 

 

 

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Pompeo Batoni – Diana rompe l’arco di Cupido 


Mario Scaccia – Breve ricordo di un grande del teatro italiano anche con la recita di “Maschere Romane”   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MARIO SCACCIA
UN GRANDE ATTORE
DALL’INGEGNO MULTIFORME E VERSATILE
CHE RIMASE SEMPRE “GIOVANE”

 
 
 
(Roma 26 dicembre 1919 – Roma 26 gennaio 2011)



Ha mostrato sempre, lungo tutto il corso della sua lunga vita 

 il suo talento d’artista esibendosi in teatro, cinema, radio e tv.


 Ha lavorato in teatro fino all’ultimo.


 

 

 

 


Infatti prima del Natale 2010, al Teatro Arcobaleno di Roma,

in occasione del suo novantunesimo compleanno, 

ha tenuto uno spettacolo


– Interpretando la mia vita –


in cui ha raccontato il suo percorso artistico

lunghissimo e ricchissimo di successi.

.

.




Personalmente amavo, oltre alle sue indubbie grandissime capacità d’attore,


quel sottile ed elegante velo d’ironia che manifestava spesso.

 

 

 

 


Possiamo inoltre considerarlo anche un nostro collega blogger

avendo curato fino all’ultimo, nonostante la sua veneranda età,

il suo sito personale

.

.



Ricordiamolo infine anche riammirandolo in questo video

in cui recita alcuni bellissimi brani di Trilussa…

 
 
 
 
 
 
 

 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
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    La pioggia.. un fenomeno atmosferico amato ed odiato – Vediamo come ce ne parlano poesie.. canzoni.. dipinti ed aforismi   5 comments

     
     
     
     
     
     
     
    Ci sono pochi fenomeni naturali…
    amati ed odiati…come la pioggia…
     
     
    LA PIOGGIA IN POESIA ARTE MUSICA E… 
    a cura di Tony Kospan 
    per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
     
     
     
     
     
     
     
    No… non pensiamo solo a quanto fastidio essa ci dà
    quando ci infradicia le ossa… 
    o ci sembra interminabile
    ma anche a quanto essa è indispensabile
    per l’agricoltura… per lavare l’aria delle nostre città
    e aiutare la Natura in genere.


    Può poi perfino esser bella ed allegra
    la pioggerella d’estate…
    quando giunge a rinfrescarci
    dopo giorni di caldo soffocante.

     
     
     
     
     
     


    La pioggia ha però anche un valore simbolico
    quale momento di catarsi… di purificazione…
    ripulendoci dalle incrostazioni psicologiche
    e dalle inconsapevoli negative relazioni ed abitudini
    che accumuliamo nella nostra vita.
     

    Prima di passare alle poesie, come di consueto
     alcuni aforismi sul tema che mi appaiono interessanti.

     
     
     

     

     


    PIOGGIA

     

    La pioggia disseta la terra e i cuori malinconici.
    Bagna la bocca dei poeti.
    Stephen Littleword
     
    Amo la pioggia,
    lava via le memorie dal marciapiede della Vita.
    Woody Allen
     
    Senza un temporale di tanto in tanto,
    come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?
    Kevin Alan Milne
     
    Fuori piove
    e tu sei la persona con cui voglio guardare fuori,
    quando fuori piove.
    Giulia Carcasi

     
    PIOGGIA

     
     
     
    Passiamo ora alle poesie prescelte…
    e debbo confessarvi che, non essendocene moltissime,
    non è stato facile trovarne di belle (a mio parere)
    sul tema che non fossero le solite notissime.

     
     
      Jovanotti – Cade la pioggia
     Auguste Renoir – Ombrelli
     
     

    LA PIOGGIA
    Alberto Teodori
     
    Piove sull’asfalto,
    piove sul mio cuore,
    piove sulla devastante prateria sconfinata del mio animo,
    e so, che sino a quando non ti rivedrò,
    saranno tempeste
    che graviteranno a lungo sul luogo d’ombra,
    senza che luce possa lenire il vuoto che sopporto.
    Di più mi farà paura il diluvio che arriverà
    se la tua presenza tarderà a farsi presente.
    Ma la pioggia autunnale è così benigna
    che oso sperare che la lontananza
    accresca il sapore melodioso del ricordo che,
    solo conta nella tua assenza,
    e come rende fertile la terra, l’acqua piovana,
    così gli istanti trascorsi siano concime
    che illumini il buio che trovo senza di te.

     
     

      Demis Roussos – Rain and tears
    Edouard Leon Cortes – Place Vendome sotto la pioggia


     


    PIOVE 
    Guillaume Apollinaire
     
    Piovono voci di donne
    come se fossero morte anche nel ricordo
    Anche voi piovete
    meravigliosi incontri della mia vita
    o goccioline
    E quelle nuvole impennate
    cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
    Senti se piove
    mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
    Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso.
     

     

      Piove (Ciao ciao bambina) – Modugno

    Claude Theberge – Pioggia e colori


     
     

    ASCOLTAVO LA PIOGGIA 
    Alda Merini
     
    Ascoltavo la pioggia
    domandare al silenzio
    quale fragile ardore
    sillabava e moriva.
    L’infinito tendeva
    ori e stralci di rosso
    profumando le pietre
    di strade lontane.
    Mi abitavano i sogni
    odorosi di muschio
    quando il fiume impetuoso
    scompigliava l’oceano.
    Ascoltavo la pioggia
    domandare al silenzio
    quanti nastri di strade
    annodavano il cuore.
    E la pioggia piangeva
    sciugandosi al vento
    sopra tetti spioventi
    di desolati paesi.

     
     


      A. Venditti – Sotto la pioggia 

    Brent Heighton – Abbraccio sotto la pioggia

     
     

    PIOGGIA 
    Garcia Lorca
     
    La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
    una sonnolenza rassegnata e amabile,
    una musica umile si sveglia con lei
    e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio…
    O pioggia silenziosa, senza burrasca, senza vento,
    pioggia tranquilla e serena di campi e di dolce luce,
    pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
    quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
    O pioggia francescana che porti in ogni goccia
    anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
    Quando scendi sui campi lentamente
    le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
     
     

      G. Cinquetti – La pioggia
    Daniel Del Orfano – Un lungo saluto

     

    PIOGGIA 
    Charles Bukowski
     
    Un’orchestra sinfonica.
    scoppia un temporale,
    stanno suonando un’ouverture di Wagner
    la gente lascia i posti sotto gli alberi
    e si precipita nel padiglione
    le donne ridendo, gli uomini ostentatamente calmi,
    sigarette bagnate che si buttano via,
    Wagner continua a suonare, e poi sono tutti
    al coperto. vengono persino gli uccelli dagli alberi
    ed entrano nel padiglione e poi c’è la Rapsodia
    Ungherese n. 2 di Liszt, e piove ancora, ma guarda,
    un uomo seduto sotto la pioggia
    in ascolto. il pubblico lo nota. si voltano
    a guardare. l’orchestra bada agli affari
    suoi. l’uomo siede nella notte nella pioggia,
    in ascolto. deve avere qualcosa che non va,
    no?
    è venuto a sentire
    la musica.


     
     
     
     
    Leonid Afremov


     
     
    rain

     

     

    Auguro a tutti una pioggia di baci e di cuori…


     

     
     
     

    Orso Tony



     
     
     

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    Alexei Butirskiy

     
     

     

    KAIROS (momento propizio) e gli altri aspetti del tempo (Kronos e Aion) per gli antichi greci   Leave a comment




    La concezione del tempo per gli antichi greci non era univoca, come potremo ora leggere, e come sempre, per spiegarne i vari significati, si servivano della mitologia.
    Kairos (momento favorevole) è in particolare un interessante ed originale aspetto del tempo per la cultura dell’antica Grecia.
    Ora lo conosceremo e vedremo i significati e le immagini anche delle altre 2 espressioni del tempo: Kronos (il tempo in senso lato) e Aion (il tempo in senso filosofico).






    Il tempo, come sappiamo, è un’entità astratta (non si vede e non si sente) che però ha effetti reali… e misurabili.
    E’ un flusso continuo che nella nostra vita inizia nel momento della nascita e termina in quello della scomparsa.
    Questo continuo ed anonimo flusso presenta però numerosissimi momenti particolari (di gioia, di dolore, di noia, di attività, di sorpresa, di emozioni etc. etc.).
    Il momento di cui parlerò per primo e che era considerato molto importante dagli antichi greci, è il “Kairos.






    KAIROS

    Possiamo definirlo momento propizio, momento opportuno, quello in cui bisogna cogliere l’occasione ed anche quello da vivere appieno in ogni modo.
    Oggi potremmo chiamarlo anche “momento giusto” ed in certi casi fortunati “momento magico”.



    Kronos – Dipinto di Giulia Lama 



    KRONOS (O CHRONOS)

    Per Eraclito, filosofo greco, Kronos: “E’ un bambino che gioca, che muove le pedine” intendendo, con questa definizione un po’ criptica, che i suoi effetti su di noi sono misteriosi, casuali e paragonabili ad un lancio di dadi.
    Ma soprattutto Kronos è la dimensione tempo composta da passato, presente e futuro… che non si ferma mai… che passa ineluttabile e scivola via.
    Era raffigurato come un gigante che divora i figli indicando in tal modo che il tempo crea oggetti, situazioni, emozioni etc. ma poi scorrendo… scorrendo… distrugge tutto quello che crea.
    “Tout passe… tout lasse… tout casse” (tutto passa, tutto ci lascia e tutto si cancella) dicono i francesi.



    Aion



    AION

    Subordinato a Kronos, e con valenza generale secondaria, era poi “Aion” il cui complesso e misterioso significato era di carattere filosofico ed esoterico.
    Era definito in vari modi ma, semplificando al massimo, forse possiamo definirlo “il momento presente, l’eterno presente o il tempo fuori dal tempo“.
    Era raffigurato come un uomo con la testa leonina, che ha tra le mani uno scettro (suggestiva e significativa è anche l’altra mano che appare oltre la cornice), ed accanto una chiave ed un fulmine.






    KAIROS… SIGNIFICATO E RAFFFIGURAZIONE

    Ma torniamo a Kairos che, come abbiamo detto su, indica il tempo favorevole… il tempo positivo… il momento magico per…
    Ovviamente per cogliere il momento buono bisogna avere doti di sensibilità, di intuizione e la capacità di valutare bene la situazione per non commettere errori e quindi per non sciuparlo.
    Nella mitologia greca era raffigurato come un giovanetto con ali sulla schiena e ai piedi che regge con la mano sinistra una mezzaluna su cui v’è una bilancia, mentre con la destra fa pendere la bilancia dal suo lato (ecco l’azione, anche furba, per poi cogliere l’occasione).





    FINE


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    Achille Togliani.. noto cantante degli anni ’50 e ’60 – Breve ricordo ed i suoi successi “Signorinella” e “Come pioveva”   Leave a comment




    E’ stato un vero e proprio mito

    della canzone italiana del dopoguerra

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    Achille Togliani  (Pomponesco 16.1.1924 – Roma 12.8.1995)

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    BREVE BIOGRAFIA



    Partito dalla provincia mantovana
    intraprese la strada del cinema e della rivista
    (con Macario)
    e fu qui che lo notò il maestro Angelini che lo portò nel ‘50
    nella trasmissione “Cantanti della radio”
    sia per la stupenda melodiosa voce
    che per la sua presenza di uomo affascinante.

    .

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    Ebbe presto, per queste doti,
    molti successi sia nel campo della canzone
    che in quello dei cuori femminili.

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    Nel ’51 inaugurò con pochi altri cantanti*il Festival di Sanremo
    (*quelli della foto qui giù meno Gino Latilla)




    I cantanti del 2° Sanremo
    – Il duo Fasano ai lati, Togliani, Nilla Pizzi e Gino Latilla – Fonte RadiocorriereTV





    e nel ’54 vinse il Festival di Napoli.
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    Rimase a lungo negli anni ’60 nell’orchestra Angelini
    come cantante di punta e partecipò anche a numerose trasmissioni
    radiofoniche di successo.

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    Poi però, anche se il suo genere musicale, la canzone melodica,
    pian piano tramontava,
    lui tuttavia rimaneva nel cuore degli italiani.

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    Dopo gli anni ’70 partecipò soprattutto a spettacoli televisivi di revival.

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    Questi… alcuni tra i suoi maggiori successi…

    Signorinella, La canzone dell’amore, Come pioveva, Parlami d’amore Mariù,
    Lucciole vagabonde, Canzone da 2 soldi, Sedici anni e Melodia d’amore…
    .
    Ricordiamolo ora ascoltando la sua voce in questi 2 video
    in cui interpreta, da par suo, 2 mitiche canzoni di un tempo.

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    SIGNORINELLA

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    juke box gif

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    COME PIOVEVA

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    CIAO DA TONY KOSPAN



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    Odoardo Spadaro.. mitico cantautore del primo ‘900 -Breve ricordo e 2 successi: “Porta un bacione a Firenze” e “Sulla carrozzella”   Leave a comment

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    Questo grande cantante, ma anche cantautore,

    ha lasciato un grande segno

    nella storia della musica leggera italiana.



    Cercherò di tracciare un breve ricordo dell’artista

    anche grazie ad una sua canzone mitica

    che ebbe successo in tutto il mondo…

    e che ci fa ancor oggi rivivere le belle atmosfere di un tempo

    e ad un altro suo successo amato soprattutto dai fiorentini.

     

     

     

     

    Odoardo Spadaro

    è considerato il secondo vero cantautore italiano,

    dopo Armando Gill,

    essendo stato l’autore di molte delle sue canzoni…


    Conosciamo un po’ l’atmosfera del 1938 prima di ascoltar

    il suo più grande successo.

     

     
     
     
    (Firenze 16 1 1893 – Careggi 26 6 1965)
     
     
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    PORTA UN BACIONE A FIRENZE


    Di Lazzaro – Bruno (1938)
       
     
    Siamo nell’anno in cui l’Italia vince il suo secondo
    Campionato del Mondo di calcio…



     



     
     
     .
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    ma anche nell’anno in cui vengono emanate le leggi razziali…






     

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    Il “bacione” era realmente legato alla nostalgia dei nostri emigranti.
    che Spadaro, all’epoca del fascismo,
    frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo,
    piuttosto che stare in Italia,
    in quanto insofferente al peso della dittatura.




     
     
     
     
     
     
     
    Fu, anche grazie a ciò,
    che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
    ad avere un grande successo internazionale.




     
     
     
     
    La canzone poi nel 1955 divenne anche un fim…

     
     
     



     
     
     


    ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.
     
     
     Veniamo ora alla canzone
    che possiamo ascoltare cantata proprio da O. Spadaro.

     
     
     
       


     
     
     

    Altra sua mitica canzone è poi certamente “Sulla carrozzella”,
    che, come scrisse Enzo Biagi,
     nacque all’epoca del razionamento della benzina
    che aveva causato la scomparsa dalle strade delle macchine.
     
     
     
     
     
     
     

     
    Al suo funerale tutta la folla cantò proprio…
    Porta un bacione a Firenze

     

     

    F I N E

     

     





      

    POESIA ARTE MUSICA ETC
    I N S I E M E 
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    Esiste un vero orologio composto solo da fiori? No? E invece sì! E’ la meridiana di Linneo   1 comment








    Carl Nilsson Linnaeus, noto da noi come Linneo,
    è stato un grande medico, botanico e naturalista svedese,
    geniale ideatore della classificazione scientifica
    “binomica” degli organismi viventi che ha consentito
    l’enorme progresso della loro conoscenza.






    Linneo, considerato il fondatore della moderna botanica,
    scrisse anche numerosi libri sui suoi studi,
    sulle ricerche fatte nei suoi viaggi di studio
    per il mondo ed ebbe grandi riconoscimenti in vita.




    (Råshult 23.5.1707 – Uppsala 10.1.1778)



    Qui però parlerò di una sua particolare creazione…
    la MERIDIANA DEI FIORI.


    Cos’è? Un modo originale di sapere che ora è!

    Cioè solo guardando i fiori…


    Essi infatti aprono e/o chiudono i loro petali

    in ore diverse durante il giorno.







    Le più mattiniere sono le rose

    che in primavera si aprono alle cinque.


    Poi, man mano si aprono gli altri fiori:

    l’erba gatta alle sei, le margherite africane alle otto,

    le genziane alle nove, i papaveri alle dieci,

    la lattuga selvatica a mezzogiorno e i garofani alle tredici.


    Fino ad arrivare alle sedici,

    quando si sbottona una pianta particolarmente pigra,

    la bella di notte.







    Di pomeriggio, comunque,

    è più frequente invece che i fiori si richiudano:

    alle 14 le primule rosse,

    alle 15 i denti di leone,

    alle cinque della sera le ninfee.


    Il meccanismo di apertura e chiusura dei petali

    avviene soprattutto per consentire l’impollinazione

    da parte delle diverse specie di insetti

    o per difenderla da agenti (sempre insetti)

    estranei che potrebbero danneggiarla.







    Questo vero e proprio orologio vegetale

    è una creazione di Linneo

    che lo brevettò anche.


    Il naturalista svedese lo creò anche materialmente

    facendo fare in un prato un’aiuola rotonda

    col quadrante diviso in dodici spicchi colorati

    costituiti da piante diverse.







    Il margine d’errore della Meridiana non è grande…

    al massimo può arrivare a mezz’ora…


    Tuttavia bisogna far attenzione alla geografia

    in quanto i ritmi biologici delle varie specie di piante

    cambiano a seconda della latitudine in cui si trovano…





    Della storia e del funzionamento di questa meridiana

    e di altre originali particolarità di piante e fiori

    ce ne parlò in modo esauriente e dotto lo studioso della natura

    Giorgio Celli nel suo ultimo libro

    Le piante non sono angeli – Dalai Editore





    Tony Kospan




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    Gabriela Mistral – Breve ricordo della grande poetessa cilena (e maestra di Neruda) ed alcune sue belle poesie   2 comments




    Gabriela Mistral è stata l’unica donna sudamericana 
    ad avere ricevuto il premio Nobel per la Letteratura  (nel 1945)
    ed anche la prima a riceverlo tra tutti i letterati sudamericani.







    Di origini basche ed ebree,
    ha vissuto un’infanzia molto povera
    nel paese andino di Montegrande, 
    cominciando a scrivere poesie, come autodidatta,
     fin da bambina ed ottenendo le prime pubblicazioni
    sui giornali locali a soli quindici anni.




    Vicuña 7 aprile 1889 – New York 10 gennaio 1957




    Fin da allora non usava mai il suo vero nome,
    Lucila Godoy Alcayaga, ma vari pseudonimi.

    Alla fine scelse lo pseudonimo con cui divenne famosa, 
    Gabriela Mistral
    dopo avere vinto un importante premio di poesia nazionale, 
    per il suo amore per i poeti
    Gabriele D’Annunzio e Frédéric Mistral.



    Gabriela Mistral e Pablo Neruda




    Insegnante prima alle elementari e poi alle superiori
    ebbe tra i suoi alunni
    nientepopodimeno che Pablo Neruda.

    Svolse per il governo cileno importanti incarichi di tipo culturale
    sia in patria che all’estero.







    Fonte “IL POST” con molte modifiche




    Il Doodle che le dedicò, qualche anno fa, Google




    ALCUNE SUE POESIE



    MADRE PIU’ DI UNA MADRE

    Fa che io sia più madre di una madre
    nel mio amore e nella difesa del bambino
    che non è sangue del mio sangue.
    Aiutami affinché ognuno dei “miei” bambini
    diventi la poesia migliore.
    E nel giorno in cui non canteranno più le mie labbra,
    lascia dentro di lui o di lei,
    la più melodiosa delle melodie.



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    NINNA NANNA

    Il mare le sue mille onde
    culla divino;
    odo i mari innamorati
    mentre cullo il mio piccino.
    L’errabondo vento, a notte,
    culla le spighe;
    odo i venti innamorati
    mentre cullo il mio piccino.
    Iddio Padre i mille mondi
    culla senza un brusio.
    Sento il gesto suo nell’ombra
    mentre cullo il bimbo mio.

    1t30cm6h


    DAMMI LA MANO


    Dammi la mano e danzeremo

    Dammi la mano e mi amerai

    come un solo fior saremo

    come un solo fiore e niente più.

    Lo stesso verso canteremo

    allo stesso passo danzerai

    Come una spiga onduleremo

    come una spiga e niente più.

    Ti chiami rosa e io speranza

    ma il tuo nome dimenticherai

    perchè saremo una danza

    sulla collina e niente più.

    .

    .

    1t30cm6h



    AMO LE COSE CHE NON EBBI MAI


    Amo le cose che mai non ebbi,

    insieme alle altre che non ho più:

    tocco un’acqua silenziosa,

    distesa su freddi prati,

    che senza vento rabbrividiva

    in un orto che era il mio orto.

    La guardo come la guardavo;

    mi viene uno strano pensiero

    e lenta gioco con quest’acqua

    come con pesce o mistero.



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    F I N E




    Ciao da Tony Kospan






    La sua immagine in un murale







    Renato Carosone mito della canzone sorridente degli anni 50 e 60 – Breve ricordo ed alcune sue simpatiche canzoni   Leave a comment

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    Renato Carosone ha illuminato
    con le sue caratteristiche canzoni ed interpretazioni
    la scena musicale del secondo ‘900

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    (Napoli 3.1.1920 – Roma 20.5.2001)

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    E’ stato infatti un cantautore, pianista e compositore
    di grande successo a partire dagli anni 50.

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    Si ritirò poi misteriosamente nel ‘ 60
    quando era al culmine della sua notorietà.

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    Ci furono però brevi ritorni sulla scena
    molti anni dopo…
    e sempre coronati da grande successo.
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    Il suo genere musicale era soprattutto
    leggero… originale e divertente.

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    Ecco ora un piccolo elenco di sue canzoni
    e molte di esse sono, ancor oggi,
    conosciutissime e “cantatissime” con allegria.



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    I PRINCIPALI SUCCESSI
    ‘Na Canzuncella Doce Doce
    ‘O Sarracino
    Caravan Petrol
    Chella Llà testo
    Maruzzella
    Mo Vene Natale
    Nenè E Pepè
    Nera Nera
    Pasqualino Maraja
    Pigliate ‘Na Pastiglia
    Torero testo
    Tre Numeri A Lotto
    Tu Vuò Fa L’Americano
    Un Caffè


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    Ricordiamolo ora con 2 dei suoi famosi successi.
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    Iniziamo con “TORERO” in un video dell’epoca.




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    Proseguiamo poi con “TU VUO’ FA’ L’AMERICANO”
    anch’esso in un video dell’epoca.

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    TONY KOSPAN



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