Archivio per la categoria ‘ARTE

OCTAVIO OCAMPO – Moderno pittore della.. meraviglia – Biografia e alcuni tra i suoi più suggestivi dipinti   Leave a comment






OCTAVIO OCAMPO 
– ARTISTA DELLA… MERAVIGLIA –
Tony Kospan




Octavio Ocampo –  Celaya 28.02.1943



Conosciamo il mitico Arcimboldo e le sue incredibili opere cinquecentesche… ecco, Octavio Ocampo, artista contemporaneo, è, a modo suo, sulla sua falsariga.








Egli riesce a inserire in modo chiaro o nascosto, immagini nelle immagini, oppure a unirle, nasconderle, sovrapporle etc… nei modi più vari creando in tal modo opere sorprendenti che non possono non stupire.








Nato nel 1943 in Messico, dove vive tuttora, iniziò da giovanissimo dipingendo carri carnevaleschi e murales…

Le sue opere creano in coloro che le osservano impreviste illusioni ottiche… e presentano spesso anche aspetti ironici o satirici.




Jane Fonda




Tra quelle più note ce ne sono molte che ritraggono personaggi contemporanei o del passato.




John Lennon



E’ uno degli artisti messicani più prolifici.



La Gioconda rivisitata – Notare tra l’altro il gatto ed il cane




Per le particolarità dei suoi dipinti molti di essi sono esposti alla Visions Fine Art Gallery a Sedona, in Arizona. 








I suoi dipinti, emanando sensazioni di mistero e di sopresa, affascinano moltissimi e sono molto amati nel web.








Per apprezzarli, o (se si vuole) gustarli, è consigliabile prima guardarli nel loro insieme e poi con più attenzione e calma per scoprirne le segrete connessioni e gli aspetti visionari.









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ILGRUPPO DI CHI AMA L’ARTE
Frecce2039







L’Orso blu di Denver – Una scultura che ispira tanta originalità e simpatia   Leave a comment





Chi ha la (s)ventura di leggermi anche solo ogni tanto…

sa che amo le sculture sorprendenti… originali…

non tanto per le loro qualità artistiche (eventuali)

ma per l’idea sorprendente (e talvolta sorridente) che esprimono.









Questa poi, rappresentando un orso,

poteva non incuriosire… Orsosognante?









Questa gigantesca scultura di un orso blu sembra sbirciare nella hall

del Centro Congressi di Denver “Colorado Convention Center” (USA).







In genere i centri congressi sono noti per il loro stile serio e composto

ma i dirigenti di questo decisero, nel 2005, che era invece necessario

dare al loro un senso di serenità e giocosità.







Fu chiamato allora un artista locale, Lawrence Argent,

che subito propose, per completare la facciata dell’edificio,

una scultura di un orso blu alta 12,5 mt che sbirciasse nella hall.








Realizzata, la scultura divenne ben presto un’icona

non solo del Centro Congressi ma addirittura di tutta Denver,

attirando frotte di turisti da ogni dove.




Tony Kospan – Orsosognante








Pubblicato 23 settembre 2022 da tonykospan21 in ARTE

“Festa in un giardino d’Albaro” – Analisi di un sorprendente dipinto del pittore del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco, 
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700 
è stato un artista davvero particolare 
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti 
che creano immagini in chiaroscuro e personaggi distorti 
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero 
(soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso 
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740 
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno 
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, 
che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista 
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco 
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili 
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente, 
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è… eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti 
la separazione
tra la leggerezza del paesaggio e del tema 
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati, 
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi 
con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi, 
quasi mummie imparruccate dedite al relax 
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi, 
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente, 
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
 (pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire).

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà 
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà 
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo 
dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan




Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell’autore e del blog





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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME
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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


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Tre ragazze e un ragazzo – La giovanile ed amata scultura berlinese è anche originale e simpatica   Leave a comment

 

 

 
 
 
Come sapete amo le sculture originali o inconsuete…
 
Questa è forse l’opera più nota di uno scultore tedesco dello scorso secolo.
 
 
 
 

 
 
 
 

Il web non ci dice molto su Wilfried Fitzenreiter  autore di questo gruppo “Drei Mädchen und ein Knabe (Tre ragazze e un ragazzo).
 
Sappiamo solo che oltre ad essere uno scultore è stato anche un creatore e cesellatore di medaglie e monete commemorative.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
La scultura appare frutto di ottima tecnica e precisa lavorazione artistica.
 
Tuttavia essa è molto amata per la grande simpatia che emana.
 
La scultura realizzata nel 1888 all’inizio era situata davanti alla fontana di fronte all’ex Palace Hotel’ di Berlino Est ma si trova dal 1977 nel quartiere dei Musei di Berlino.
 
 
 
 
 

“Lovers” – Altra scultura in bronzo di Wilfried Fitzenreiter

 
 
 
 
 
Il gruppo scultoreo, che è sul muretto accanto al fiume Spree, sembra quasi partecipare alla vita degli studenti e dei giovani del quartiere ed è amatissimo anche dai turisti.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Vien quasi voglia di chiedersi, guardando la scultura, che cosa stiano pensando questi ragazzi…
 
 
 
 
 

 

 

 

FINE

 

 

FONTI: VARI SITI WEB ITALIANI ED INTERNAZIONALI

 

 

 

 

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I N S I E M E
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“Porto al tramonto” di Lorrain – Il paesaggio che ha influenzato la storia dell’arte – Vediamo perché!   Leave a comment





Veduta fantastica di un porto al tramonto




Se volessimo creare una antologia dei dipinti più belli dedicati al tramonto 
non potrebbe mancare questa “Veduta fantastica di un porto al tramonto” 
del grande pittore ed ex pasticciere Claude Lorrain.

Esaminiamone brevemente i suoi vari ed interessanti aspetti.








Lorrain dipinge un porto con tante navi, degli edifici ed un faro 
che richiamano costruzioni già note al tempo, 
e soprattutto col sole che sta per inabissarsi nel mare
rendendo, grazie all’uso sapiente dei gialli e degli arancioni,
il tutto davvero meraviglioso.




Gli edifici ed il faro del dipinto




Sono diversi i suoi dipinti in tema tramonto… 
ed alcuni con la particolarità del sole che tramonta nel mare.
  
Questo diede inizio ad un genere che avrà poi illustri seguaci 
come i paesaggisti Monet e Turner.




Monet



Il dipinto non descrive emozioni dirette 
ma coglie magicamente 
la meraviglia e l’emozione dell’occhio umano 
nel preciso momento in cui vede il sole 
abbracciare il mare prima di scomparire.




Turner




Infatti Lorrain non intende creare paesaggi ideali
o collegati agli umori umani…
ma solo fissare sulla tela quelle singolari
condizioni di luce di quel particolare momento
e lo fa in modo geniale.



Un altro “tramonto sul mare” di Lorrain




Questa idea di fissare un momento della realtà in modo poetico 
fu portata avanti, con altro stile, 2 secoli dopo dagli Impressionisti. 




Un altro “tramonto” di Lorrain



La bellezza e le novità pittoriche del dipinto 
furono immediatamente comprese dai suoi contemporanei 
che ne descriserro ampiamente e con precisione tutti i suoi aspetti
e il Giardiniere Reale di Francia, che l’aveva acquistato,
proprio per questo volle donarlo al Re Sole.




Claude Gellée (o Gelée) detto Lorrain  
(Chamagne, 16 dicembre 1600 – Roma, 23 novembre 1682)




Tony Kospan



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ANCORA UN BACIO – Il bel dipinto di Italo Nunes Vais è anche un significativo documento di fine ‘800   Leave a comment




“Ancora un Bacio” è un dipinto di Italo Nunes Vais
(Tunisi 1860 – Firenze 1932) del 1885,
che ha numerosi estimatori.


Ben poco si conosce della biografia di questo pittore
salvo che frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1875 al 1880, 
e che dipinse tutta la vita ma senza altri grandi successi.








Mostra un bacio tra una madre, in partenza su un vagone del treno,
e la figlia che rimane a terra.

Il dipinto intende rivelare il contrasto tra la frenetica vita metropolitana
e la sospensione del tempo indicata dal bacio tra madre e figlia.

La scena ben rappresenta l’avanzare della modernità in quella fine dell’800
ma anche l’influenza della nascente arte fotografica sulla pittura.

Il dipinto infine rivela la notevole capacità tecnica del Nunes ben integrata,
in questo caso, con l’aspetto spontaneo e realistico della scena.








Questa opera è la più importante dell’artista che, 
nonostante la creazione di tante altre opere, 
non riuscì più a ripetersi a questi livelli.



Tony Kospan











Matisse e la “DANZA” (2 versioni e 4 dipinti) – Storia.. immagini ed un’analisi del tema a lui caro   Leave a comment



Henri Matisse è stato il più grande interprete del fauvismo francese
ed il suo stile, pur evolvendosi verso l’espressionismo ed il quasi astrattismo,
rimase sempre connotato dalla vivacità ed intensità del colore.

Qui vi parlerò delle 2 versioni di un suo dipinto famosissimo
LA DANZA
e di altre 2 opere in cui questo dipinto è invece presente come particolare.


MATISSE E… LA DANZA
2 VERSIONI E 4 DIPINTI
La storia, le immagini le analisi
Tony Kospan







Il primo dipinto è quello del 1909 
ed è uno dei dipinti più famosi nella sua linea espressionistica.

L’opera si presenta scarna e cioè con pochissimi dettagli

Mostra 5 corpi nudi danzanti e quasi senza lineamenti che,
uniti in girotondo, esprimono il senso del movimento.




 
La danza 1909



Essi hanno i piedi su uno sfondo verde (la Terra)
mentre i corpi si stagliano nel blu del cielo.

L’opera è stata vista da molti
come allegoria del movimento della vita umana
e come simbolo della necessità
di essere insieme e di aiutarsi reciprocamente.






Il secondo, dell’anno successivo, è considerato dai critici
quello della maturazione pittorica
(ma alla prima mostra non fu apprezzato).

In questa seconda opera notiamo che i corpi
presentano un colore rosso acceso e più carichi 
appaiono anche il blu del cielo ed il verde del terreno.



La danza 1910




Ma ecco le parole di Matisse su questo secondo dipinto:
«
Il primo elemento della costruzione fu il ritmo,
il secondo una vasta superficie blu scuro
(
allusione al cielo mediterraneo nel mese di agosto);
il terzo un verde scuro (il verde dei pini mediterranei).
Partendo da questi elementi,
i personaggi non potevano che essere rossi,
per ottenere un accordo luminoso




Natura morta con La danza



Ma oltre a  questi 2 dipinti ce ne sono altri 2
che hanno per tema la Danza
anche se associata a nature morte.

Sono quindi “un quadro nel quadro” o,
come suol dirsi, il pittore crea “arte nell’arte“.

E’ evidente il gioco di Matisse e la sua predilezione per il tema.

Il primo, “Natura morta con La danza“, è del 1909
e cioè dello stesso anno della sua prima opera
che appare sullo sfondo del tavolo ed accanto alla finestra.




La Danza con i Nasturzi



Il secondo “La Danza con i Nasturzi
è anch’esso un “dipinto nel dipinto“.



La Danza con i Nasturzi (particolare)




Mostra un vaso di fiori sopra un tavolino di legno a tre piedi
e sullo sfondo anche qui un particolare della Danza.




(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)



Tony Kospan


FINE


MARRONE CHIARO
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Fantasmi che escono dallo specchio – Sculture horror moderne di Michael Locascio   Leave a comment






Come sapete, adoro le mitiche sculture classiche
opere geniali di grandi artisti,
ma poi mi incuriosiscono anche opere molto meno note
ma che appaiono sorprendenti, originali o inconsuete.

Stavolta vi parlerò di 2 sculture horror
che rappresentano, quasi come dei “trompe l’oeil”,
dei fantasmi che escono dallo specchio.






L’autore è l’artista Michael Locascio
che ha creato una serie di sculture “horror” 
ed in particolare dei fantasmi che escono dallo specchio.



Michael Locascio


Egli si è spirato alla letteratura horror inglese del periodo vittoriano.






Le 2 più note sono quelle di una donna e poi quella di un uomo, 
create con resina colata, che fuoriescono da specchi antichi
e che sembrano volteggiare per l’aria.







E’ poi da sottolineare che queste sculture 
sono anche luminescenti al buio.






Ciao da Tony Kospan




Storia dell’Arte al femminile – Non muse.. né modelle ma.. grandi pittrici – I PARTE   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 


LE SIGNORE DEL PENNELLO
– NON SOGGETTI.. NE’ MUSE.. NE’ MODELLE MA PITTRICI –



Vincenzo Marinelli – Donna che dipinge




MINI STORIA DELL’ARTE AL FEMMINILE
DAL ‘500 AL ‘900
a cura di Tony Kospan

 
 

Questo post vuole, in uno ad una breve presentazione delle pittrici che ritroviamo significativamente nella storia dell’arte, mostrarle così come esse stesse si vedevano grazie ai loro autoritratti… insieme ad alcune opere cercando in tal modo di coniugare la brevità, che il moderno lettore richiede*, con un minimo di completezza(*a mio parere).
 
E’ anche da sottolineare che, ovviamente, è assolutamente impossibile presentarle tutte per cui mi sono limitato a ricordare quelle che appaiono aver lasciato un segno significativo nella storia dell’arte ma sarei lieto di aggiungere quelle che voi lettori ritenete meritevoli d’esser presenti in questa piccola Antologia.

Prima di iniziare mi appare doveroso riconoscere come altamente encomiabile soprattutto l’opera di quelle artiste vissute in secoli in cui il destino delle donne sembrava rinchiuso nei soli spazi del matrimonio o del convento.
 
 
 
 
 
I PARTE
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola (1535 – 1565)
 
Deve la sua fama soprattutto al fatto che fu la prima esponente della pittura italiana rinascimentale al femminile.
Di famiglia benestante mostrò fin da piccola passione per il disegno ed il padre l’aiutò nel fargliela vivere appieno.
E’ da notare che è stata l’unica pittrice su cui il Vasari si soffermò per descriverne stile e capacità su consiglio di Michelangelo che era un suo estimatore.
Tuttavia la sua arte non ebbe i notevoli riconoscimenti delle pittrici che vennero dopo.






Sofonisba Anguissola – Autoritratto, 1556
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola – Partita a scacchi – Poznan, 1555





Sofonisba Anguissola – Due sorelle ed un fratello
 
 
 
 
 

Lavinia Fontana (1552 -1614)
 
Figlia del pittore manierista Prospero Fontana fu, ed è ancora, molto apprezzata per l’accuratezza dei particolari e per la molteplicità dei temi della sua pittura.
Da giovanetta imparò l’arte del dipingere grazie agli insegnamenti del padre e studiò lo stile pittorico “emiliano” dell’epoca.
I suoi maggiori successi li ebbe però a Roma, dove si trasferì nel 1603, ottenendo perfino il titolo di “Pontificia Pittrice”.
Ebbe 11 figli e tuttavia non smise mai di dipingere e davvero notevole fu la sua produzione di dipinti.
(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)

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Lavinia Fontana – Autoritratto
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Lavinia Fontana – La visita della Regina di Saba a Salomone

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 Lavinia Fontana – Bianca Degli Utili Maselli



Lavinia Fontana – Altro autoritratto






 
 
 Fede Galizia – (1578 – 1630)
 
Bella, artista a tuttotondo, imprenditrice d’arte, donna indipendente e “single” per decisione.



(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)

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Tutto questo in un’epoca severa e oscura come quella della “Controriforma” in cui le difficoltà per le donne, anche se artiste, non erano poche.

La sua prima opera fu l’incisione del volto dello storico milanese Gherardo Borgogni ora alla Pinacoteca Ambrosiana.







Fede era famosa per l’estrema precisione nei dettagli (notiamo gli occhiali su cui appare perfino il riflesso delle finestre).

Dopo questo primo dipinto la sua fama aumentò anche grazie all’appoggio del mitico Arcimboldo.

La sua attività artistica ebbe sempre grande successo sia all’estero che in Italia, con ritratti, dipinti, pale e soprattutto nature morte.

Il suo stile era il Barocco… ma legato al Manierismo emiliano-lombardo di fine Cinquecento.

Una sua caratteristica era infine quella di firmare sempre le sue opere.



 

Fede Galizia – Noli me tangere



 

Fede Galizia – Natura Morta



Fede Galizia – Federico Zuccari



Fede Galizia – Giuditta con la testa di Oloferne
 
 



Artemisia Gentileschi (1593 – 1652)
 
E’ però la romana Artemisia Gentileschi la prima a ricoprire un ruolo fondamentale nell’affermazione della donna artista.
E’ noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott’anni (autore della violenza, il maestro di pittura Agostino Tassi a cui era stata affidata dal padre perché migliorasse la tecnica della prospettiva); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libertà e di emancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.
Si può affermare, e tutti i critici sono d’accordo, che i tratti duri delle donne e la violenza di certe scene… presenti nei suoi dipinti… siano conseguenza del tremendo stupro.
Pensiamo ad esempio alla violenza evidente e spaventosa di un’opera come la “Giuditta che decapita Oloferne” del Museo di Capodimonte a Napoli.
Ciononostante la sua è una vita piena di successi e di storie d’arte e… d’amore con sorprendenti libertà.
Vive ed opera anche a Firenze ed a Napoli dove alla fine si stabilisce.
La sua è comunque considerata una pittura di notevole livello, forte, passionale e creativa.
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Artemisia Gentileschi – Autoritr. come suonatrice di liuto

 
 
 
 
 
Artemisia Gentileschi – Autoritratto come Allegoria della Pittura
 
 
 
 
 

Artemisia Gentileschi – Abbraccio tra la Giustizia e la Pace




Artemisia Gentileschi – Giuditta che decapita Oloferne



Il sonno di Venere




Elisabetta Sirani (1638 – 1665)

Elisabetta, prima figlia di Giovanni Andrea Sirani pittore bolognese, fin da giovanissima dimostrò notevole talento. 
Fu davvero un’artista laboriosissima se si pensa che nei soli 10 anni di attività ha lasciato oltre 200 opere. 
E’ considerata una delle principali artiste del ‘600 e tra le più note esponenti del barocco bolognese (Bologna aveva in quel periodo un eccezionale numero di pittrici).
Morì giovanissima, a soli 27 anni, rimpianta da tantissimi artisti, poeti e letterati dell’epoca.






Elisabetta Sirani – Autoritratto

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Elisabetta Sirani – Porzia che si ferisce alla coscia – 1664




Elisabetta Sirani – La Giustizia, la Carità e la Prudenza – 1664




Elisabetta Sirani – Cupido 
 
 
 
 
 
FINE I PARTE

CONTINUA…

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 
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Toulouse Lautrec.. mitico pittore del Moulin Rouge e della Belle Epoque – Biografia e capolavori   Leave a comment






Toulouse-Lautrec è stato uno degli artisti più importanti
della scintillante e sognante Parigi di fine ‘800
di cui ha “narrato”, con calore e verità, vizi e virtù.








BREVE BIOGRAFIA


Henri Marie Raymond de Toulouse-Lautrec nacque in una nobile famiglia discendente addirittura da Carlo Magno.
Fin da piccolo fu sofferente di una malattia alle ossa che ne impedì la crescita in altezza e gli rese la testa molto grande rispetto al corpo in cui soprattutto le gambe restarono molto piccole.



Albi 24.11.1864 – Saint-André-du-Bois 9.9.1901


Per questo fece gli studi nella casa paterna, da dove in pratica usciva raramente, dedicandosi fin da piccolo alla pittura.
Visto questo suo interesse fu inviato a studiare pittura presso studi di alcuni noti pittori.






A 19 anni aprì il suo primo atelier a Montmartre (Parigi) noto per esser il quartiere degli artisti e dei bohemiens.






Fu proprio questo mondo fatto di caffè, bordelli e bistrot, che ha creato il mito della Belle Époque, ad ispirare la massima parte dei suoi dipinti.







Fece una vita economicamente disordinata, e quasi sempre in compagnia dell’alcool (e non solo), ma ci tenne sempre a differenziare i propri guadagni di pittore dall’appannaggio familiare.
Pur disponendo di notevoli risorse economiche egli amava frequentare gli ambienti più poveri e diseredati alloggiando spesso nei bordelli dove amava dipingere le prostitute nei loro atteggiamenti più spregiudicati.




Le sue opere, con il loro calore… i loro colori… ma anche con la loro verità, mostrano una forte vicinanza umana ai soggetti dipinti.
Nel 1893 la sua prima mostra ebbe subito successo e piacque anche ai critici.






Da quel momento in poi pian piano divenne ben presto un notevole punto di riferimento nel mondo artistico parigino.

Tuttavia, nonostante i successi artistici delle sue opere, rimase sempre schiavo dell’alcoolismo.

Morì a soli 36 anni a seguito di complicazioni causate dalla sifilide in un corpo già debilitato.




Al Moulin Rouge con autoritratto



SINTETICA ANALISI DELLA SUA ARTE


All’inizio le sue opere presentano caratteristiche simili a quelle degli impressionisti ed in questo molta influenza ebbero soprattutto Edgar Degas ma anche Cézanne, RenoirManet.

Egli poi però ben presto inizierà a tener sempre differenziata la figura umana dall’ambiente di sfondo nei suoi dipinti e proprio per questo è definito un post-impressionista.









Infatti egli stesso affermava:
Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio.


Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelligibile il carattere della figura.”




Bevitori di assenzio





Possiamo dunque dire che per lui viene prima di ogni altra cosa la persona e molte persone, da lui dipinte, sono divenute poi, grazie a lui, immortali.

Egli usava diversi supporti per le sue opere ed è infatti considerato anche uno dei più geniali autori di manifesti e stampe dei suoi tempi.





Tony Kospan



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