Archivio per la categoria ‘ARTE

CLAUDE MONET – Ecco il più impressionista di tutti gli impressionisti anche con un’analisi del suo stile.. diversi capolavori ed un video   Leave a comment





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 Qui ricorderò Monet 
con la storia, in breve, della sua vita artistica,
la visione di alcuni suoi capolavori
ed una sintetica analisi della sua arte

  
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Parigi 14.11.1840 – Giverny 5.12.1926




Egli è stato uno dei massimi esponenti,
se non il massimo, dell'impressionismo…
e certamente, nel cuore.. nella fedeltà e nello stile,
il più impressionista di tutti gli impressionisti.

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Donna nel prato


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 CLAUDE MONET
 PADRE DELL'IMPRESSIONISMO
E
 POETA DELLA LUCE E DEL PAESAGGIO



Régate à Argenteuil



BREVE PERCORSO ARTISTICO


Inizia presto, a 18 anni, a dedicarsi alla pittura,
soprattutto di paesaggi, sotto la guida di Boudin.

Trasferitosi a Parigi frequenta, e studia, gli artisti
che allora andavano per la maggiore…
ma si appassiona in particolare per le opere
di Courbet e della Scuola di Barbizon.




L'immagine può contenere: pianta, spazio all'aperto e natura




Egli non ama e non apprezza le formalità
dell'arte classica al punto che si racconta
che non sia mai entrato al Louvre…

Pian piano pur seguendo lo spirito della pittura dei suoi tempi
acquisisce sempre di più uno stile personale
costituito da schizzi di colore ed assenza di linee nette.




Monet – Bianca Monet che dipinge




E' del 1874 il suo dipinto “Impression Soleil levant”
che fu esposto alla prima mostra dei futuri impressionisti,
che si tenne nello studio del fotografo Nadar.


Questa fu una mostra di pittori
che allora condividevano questo nuovo modo di dipingere
(Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley)
ed i cui dipinti erano stati rifiutati dal Salon “ufficiale”,
cioè quello dell'Académie des beaux-arts di Parigi.


Questo dipinto acquisirà poi un'importanza fondamentale
come vedremo più giù.
   
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La Cattedrale di Rouen
 

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MONET E L'IMPRESSIONISMO

La corrente artistica prenderà infatti il nome Impressionismo
proprio da quel suo dipinto… che possiamo vedere qui giù…
e che in fondo già racchiude tutta la sua passione
per la luce, il colore e la natura.


  


Impression soleil levant – 1872
 
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Monet raffina sempre più il suo stile, sempre senza tradire mai
lo spirito impressionista, dedicandosi a creare dipinti
con soggetti più volte rivisitati ed oltre ai vari paesaggi
abbiamo soprattutto la serie della “
Cattedrale di Rouen“,
dipinta sempre con luci ed atmosfere diverse
e negli ultimi anni quella vasta e talvolta quasi eterea delle
“Ninfee”.

  
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La passeggiata (partic.)



La sua geniale capacità di tradurre nei dipinti
ogni sfumatura dei paesaggi fece scrivere al grande scrittore
Guy de Maupassant 
una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare
e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia.



Ninfee tra fiori variopinti
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“La sua personale ricerca pittorica non uscirà mai dai confini di questo stile,
benché egli sopravviva molto più a lungo dell’impressionismo”

Pertanto egli rimase sempre fedele allo spirito di questa mitica corrente.  


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Isola di san Giorgio



PICCOLA ANALISI DELLA SUA ARTE

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La pittura di Monet, come quella di tutti gli impressionisti,
 non mira alla realtà, ma alle sensazioni individuali
e quindi è quanto di più lontano rispetto
al realismo sia inteso come espressione della cruda realtà
che di descrizione della sublime bellezza.
 
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Terrazza sul mare a Sainte Adresse
 
 
 
 
Il pittore e l'oggetto del dipinto subiscono il fluire senza soste del tempo…
ed ecco la dissoluzione delle forme
attraverso la perdita dei contorni netti delle immagini fino ad avere dipinti
che ad una visione distratta potrebbero apparire semplici macchie di colori.



Monet – Ninfee – 1908
 


E' soprattutto nei paesaggi, come accennavo su,
 che Monet raggiunge dei vertici davvero altissimi.

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento
dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta…
ma diventa espressione dell'esperienza interiore.
 
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Passeggiata sulla scogliera



Il suo amore per la pittura “en plein air” ci viene confermato
anche da questo dipinto dell'amico, e compagno di corrente, Renoir,
che lo ritrae proprio mentre dipinge all'aperto nel suo giardino.




L'immagine può contenere: una o più persone, albero, cielo, spazio all'aperto e natura
Renoir – Monet che dipinge nel suo giardino

 
 
 
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Possiamo dare un'ulteriore sguardo alla bellezza dei suoi dipinti
attraverso il video che segue…
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Claude Monet (autoritratto)
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN





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Donna che legge



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Quando la moda è… arte! Una mostra al MoMA celebra 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI sec.   Leave a comment




L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi




L'arte è moda? O la moda è arte?


Certo esse sono accomunate dalla creatività… e dal “design”.


Certo non tutta la moda è arte… ma talvolta essa supera i confini del semplice abbigliamento e diventa… oggetto di culto.


Questo rapporto è stato riconosciuto da alcuni musei e sono nate mostre in cui o sono state esposte famose opere d'arte in cui l'abbigliamento ha un ruolo importante, anche come documentazione storica, 
o al contrario sono stati esposti abiti che per le loro linee ed il loro fascino hanno conquistato il mondo.




L'immagine può contenere: una o più persone



Di questo secondo aspetto si interessa la mostra del MoMA di New York “Items:Is fashion Modern?” che mostra 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI secolo.


Essi sono stati selezionati per aver contribuito a plasmare la cultura della moda superando i confini del tempo.




L'immagine può contenere: una o più persone




La mostra (1° ottobre / 28 gennaio 2018) è interamente dedicata a loro per evidenziarne l'impatto sociale, culturale, estetico, tecnologico ed economico.

Solo un'altra volta, 73 anni fa nel 1944, con la mostra “Are Clothes Modern?” curata dall'architetto e designer Bernard Rudofsky il MoMA aveva dedicato le sue sale al rilievo “artistico” (in senso lato) della moda.

Ma ora passiamo dalla pura teoria ad esaminare ed a mostrare dei casi concreti presenti nella mostra.





LA GIACCA “PERFECTO” (CHIODO)



L'immagine può contenere: 1 persona, sMS




E' il  giubbotto di pelle indossato da Marlon Brando nel film “Il selvaggio” in cui interpretava Johnny… il “bello e dannato” che era a capo di un gruppo di motociclisti.

Marlon Brando grazie al film divenne un mito ma lo divenne pure il giubbotto.




Nessun testo alternativo automatico disponibile.





Il giubbotto il cui vero nome era “Perfecto” ed era stato creato nel 1928 dalla “Scott Nyc” divenne nel tempo, pur assumendo varie altre forme, la divisa di anticonformisti, scapigliati, e centauri prima di diventare col tempo così diffuso da esser perfino usato dalle signore a passeggio.




ALL STARS o CHUK TAYLOR



L'immagine può contenere: una o più persone e sMS




Sono le scarpe di tela e gomma prodotte dalla Converse col nome “Alla Stars” prodotte per la prima volta nel 1917 per entrare nel mercato delle scarpe per il basket.



L'immagine può contenere: scarpe




Divennero molto popolari perché scelte dal famoso cestista statunitense Chuck Taylor come sue calzature preferite e da ciò presero il nome attuale
di Chuk Taylor.




LEVI'S 501 (JEANS)



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Sono i pantaloni da lavoro creati nel 1850 da Levi Strauss nella sua fabbrica di San Francisco utilizzando il denim.





L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, in piedi, sta camminando, cappello e spazio all'aperto




Questi però pian piano sono divenuti i mitici jeans usati in tutto il mondo.





TUBINO NERO (PETIT ROBE NOIRE)



L'immagine può contenere: 5 persone, persone in piedi e sMS





E' l'abito femminile creato da Coco Chanel per esser comodo ed usabile in ogni occasione che fu definito “uniforme per ogni tipo di donna” da Vogue.





L'immagine può contenere: 1 persona




Poi però col tempo è diventato invece simbolo di eleganza.




LA MARINIERE



L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, strisce, bambino e spazio all'aperto




E' la maglia a manica lunga in jersey di cotone con strisce orizzontali blu e bianche inizialmente usata nei quartieri portuali e dai marinai.

Da abbigliamento militare divenne oggetto di moda dopo la 1° guerra mondiale quando Coco Chanel  ebbe l'idea di utilizzarla (ovviamente abbellendola e migliorandola) per una sua linea di moda “marinara”.




L'immagine può contenere: 4 persone, strisce e sMS




Divenne poi una maglia “cult” perché amata ed usata da personaggi come James Dean, Brigitte Bardot, e soprattutto Picasso.


Tony Kospan


Copyright Tony Kopspan




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L'immagine può contenere: scarpe




Un dipinto.. una storia.. un’analisi – Monsignor Agucchi ci guarda dal.. 1600   Leave a comment


L'immagine può contenere: 1 persona, barba





Fin dalla sua creazione il dipinto colpì molto coloro che l'osservavano e il Malvasia nel suo libro “Felsina Pittrice” del 1678 attribuendolo al Carracci lo descriveva così:
«Monsignor Agucchi che in zimarra tenendo una lettera con ambe le mani guarda a noi spettatori»

In effetti l'Agucchi, che appare vestito con una comoda vestaglia mentre legge una lettera seduto al suo scrittoio, alza lo sguardo dalla lettera e fissa attentamente qualcuno entrato nella stanza all'improvviso.




L'immagine può contenere: 1 persona, barba, cappello e primo piano
Annibale Carracci – Autoritratto



Questo sguardo attento ed intenso in verità appare rivolto allo spettatore cioè a noi ed è quel che maggiormente colpisce.

Il dipinto è considerato una delle pietre miliari della ritrattistica barocca.

Infatti il personaggio ritratto entra in diretta relazione con lo spettatore al quale quasi sembra stia per parlare, a dirla con le parole dello torico dell'arte Tomaso Montanari, secondo i canoni di quella corrente.

Il quadro che sembra “vivo” è altresi definito una delle più brillanti opere ritrattistiche del '600.




CHI E' L'AGUCCHI




L'immagine può contenere: 1 persona, barba




Il personaggio rappresentato non è affatto un tipo qualunque.

Infatti Giovanni Battista Agucchi (Bologna 1570 – San Salvatore 1.1.1632) è stato un diplomatico della Santa Sede, arcivescovo, scrittore ed esperto d'arte.

Si interessò di studi astronomici ed ebbe rapporti con Galileo.

Scrisse un “Trattato della pittura” ed una celebre descrizione della “Venere dormiente con amorini” del Carracci .

Fu anche amico sia del Carracci che del suo allievo Domenichino.




LA STORIA DELL'ATTRIBUZIONE DEL DIPINTO




L'immagine può contenere: 1 persona
Esempio di ritratto del Domenichino




Il dipinto inizialmente attribuito al Carracci in seguito per alcuni secoli è stato invece sempre attribuito al Domenichino ma nel 1994 una studiosa, Silvia Ginzburg, esaminando stilisticamente la tela e ripartendo dalle parole del Malvasia, giunge alla conclusione che il ritratto dell'Agucchi è frutto del pennello di Annibale.

Questa è la tesi prevalente in quanto i dipinti del Domenichino appaiono privi di quel contatto con lo spettatore di cui ho parlato su e mostrano invece una, seppur elegante, separazione.

A ciò si aggiunge la considerazione della grande amicizia tra Annibale Carracci e l'Agucchi.

In verità la duplice attribuzione forse è stata generata dalla presenza di una copia d'epoca per cui le documentazioni archivistiche sul dipinto possono essere state da ciò deviate.

Tony Kospan

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Annibale Carracci – Autoritratto sul cavalletto




Foto animataFoto animataFoto animata

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(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)






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Henri Matisse.. la passione del colore – Breve biografia artistica del grande esponente del Fauvismo e diversi capolavori   2 comments




“L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.”
Matisse




Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l'attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA



L'immagine può contenere: 1 persona, sMS




Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.



La gioia di vivere – 1905



Grazie all'appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all'Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.








Nel 1896 “incontra” poi gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.



L'immagine può contenere: 1 persona, strisce
L'odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l'imperante impressionismo
e le  sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.




Il paravento moresco – 1923



Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di qualche critico,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.


Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d'intendere l'arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.



Anemoni in un vaso di terracotta – 1924



Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato uno dei maggiori esponenti del fauvismo
tuttavia dopo un po' Matisse se ne allontana per ricercare
nuovi personali equilibri stilistici.



L'immagine può contenere: 1 persona




Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale, forse anche per l'incontro
con Renoir, i suoi dipinti appaiono meno duri.




L'immagine può contenere: 1 persona
La musica




La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l'astrattismo.




Lezione di piano – 1923



Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.


Lasciamo parlare ora altre sue opere.



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Natura morta con “La danza”




Ritratto di Yvonne Landsberg – 1914










Jazz






Tony Kospan



F I N E


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Breve ricordo del Canova con la storia.. le immagini ed un’analisi della scultura “Napoleone come Marte pacificatore”   Leave a comment



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Antonio Canova è stato il massimo esponente della scultura neoclassica,
e per questo definito il nuovo Fidia.

Mi fa piacere ricordarlo con un accenno alle sue attività artistiche
e poi parlando ed esaminando una sua bella scultura ma poco nota.





L'immagine può contenere: 1 persona
Antonio Canova (Possagno 1.11.1757 – Venezia 13.10.1822)

 
  
 
 
In verità Canova non è stato solo uno grandissimo scultore,
ma anche un interessante pittore
ed un “ambasciatore dell'arte italiana”.



L'immagine può contenere: 1 persona
Un suo dipinto – Le 3 Grazie danzano davanti a Marte




Infatti grandemente meritoria fu la sua attività diplomatica
presso Napoleone Bonaparte per far rientrare in Italia
numerosi capolavori artistici (purtroppo non tutti)
saccheggiati dalle truppe imperiali francesi.



La statua del principino Henryk Lubomirski nelle vesti di Eros




A parte questo è stato uno dei massimi artisti italiani
vissuti a cavallo tra la fine del '700 e l'inizio dell'ottocento.

Ma ora veniamo a conoscere questa scultura
che pur molto bella non piacque a Napoleone

 

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona
Napoleone




NAPOLEONE COME MARTE PACIFICATORE




Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore è una scultura marmorea in stile neoclassico di Antonio Canova.

E' considerata uno dei nudi più belli della storia dell'arte benché, soprattutto la versione originale “inglese”, sembra non suscitare più un grandissimo interesse.




L'immagine può contenere: spazio al chiuso



L’opera fu commissionata al Canova nel 1802.

L'artista prima si recò a Parigi per realizzare un calco preparatorio e poi la realizzò per il Louvre che era stato destinato ad ospitarla.



L'immagine può contenere: una o più persone




Napoleone però non ne rimase entusiasta e, dopo la sua fine, la statua fu acquistata dal Duca di Wellington che la portò nel suo museo di Londra, Apsley House, dove si trova tuttora.




L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Apsley House




Una versione bronzea dell’opera si trova però a Milano grazie al viceré Eugenio di Beauharnais.




L'immagine può contenere: 1 persona




Il viceré la richiese al Righetti il quale, con una perfetta fusione riuscì a “copiare” perfettamente l’originale, per donar la scultura all'Italia (oggi però priva della “Vittoria alata” originale trafugata nel 1978 e sostituita con una copia).

Questa statua “italiana” oggi si trova nel cortile d'onore della Pinacoteca di Brera a Milano.





L'immagine può contenere: spazio all'aperto





BREVE ESAME DELLA SCULTURA


L'imperatore, proprio nello stile delle sculture dei tempi antichi, appare nelle vesti di Marte, dio della guerra, e quindi nudo a parte il mantello (clamide) appoggiato su una spalla.





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Il braccio sinistro sorregge l’asta e quello destro un globo d’oro su cui svetta la Vittoria alata.

Correda e sorregge l’intera composizione un tronco d’albero accanto alla statua che, a differenza delle statue antiche, non presenta un corpo muscoloso e possente bensì agile ed armonico.






L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi




Tony Kospan



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 Antonio Canova


Jan Vermeer – Biografia e capolavori del grande pittore olandese del ‘600.. genio della luce   1 comment





Foto:




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Il pittore olandese del '600

è ormai consacrato come uno dei grandi

dell'arte mondiale.



Qui potremo dar uno sguardo alla sua vita,

alla sua arte ed anche alle modalità

con le quali è stato riscoperto e tolto

dall'oblio in cui era caduto per oltre 2 secoli.

  

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La ragazza con l'orecchino di perla

 

 

 

JAN VERMEER – IL GENIO DELLA LUCE

Tony Kospan

 

 

 

 

Jan Vermeer  (Delft 31.10.1632 – Delft 15.12.1675)




Questa qui sopra è considerata dagli storici

l'unica immagine attendibile di Vermeer

ed è un dettaglio del suo dipinto “La mezzana” del 1656










BREVE BIOGRAFIA



Secondogenito di un mercante d'arte di Delft (Olanda)

attraverso la frequentazione di artisti e collezionista

si appassiona al mondo dell'arte

ed inizia già giovanissimo la sua formazione artistica.



A 19 anni sposa una ragazza cattolica

dalla quale avrà 11 figli e, nello stesso anno,

diventa maestro nella corporazione dei pittori della città.



 

* La stradina

 

 

Grazie alle attività ereditate dal padre… mercante d'arte

ma anche taverniere… poté mantenere tranquillamente

la sua numerosa famiglia fino all'invasione francese del 1672.

 

 

 

Foto:

Giovane donna che legge una lettera davanti alla finestra aperta

 

 

 

Per le mutate condizioni socio-politiche,

per la morte del principale committente delle sue opere

e per le esagerate spese di… moglie e suocera

fu travolto dai debiti

e, probabilmente ammalatosi per il dolore

di non poter più far fronte alle esigenze familiari,

morì ancor giovane nel dicembre del 1675 a soli 43 anni.

 

 

 

Allegoria della Pittura

 

 

 

IL PITTORE

 

 

Per l'estrema cura e precisione con cui dipingeva

ciascun quadro gli prendeva moltissimo tempo

ed è forse per questo che le sue opere a noi giunte sono solo circa 40.





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 Il suo stile fu influenzato inizialmente da Rembrandt

per poi avvicinarsi alle tematiche dei seguaci del Caravaggio.

 

 

 

La lattaia (part.) 

 

 

Molto si è discusso sull'uso della “camera ottica

un particolare aggeggio che consentiva

la visione capovolta degli oggetti…

ma forse gli serviva solo per esaminare in modo diverso

i particolari dell'opera che stava dipingendo.

 


I suoi dipinti, a parte 2 vedute esterne,

la mitica Veduta di Delft e Stradetta,

sono tutti ambientati in interni.

 

 

 

* Ragazza con cappello rosso

 

 

 

Grazie alle sue conoscenze di materiali e tessuti,

Vermeer è eccezionale nell’uso della luce

e riesce a dar vita agli oggetti, rendendoli quasi toccabili,

ma anche ai visi ed ai corpi…

come si evince osservando i suoi dipinti più popolari

come “La Lattaia” e “Ragazza con turbante”.

 

E' proprio questo suo uso personalissimo e geniale della luce

che gli fa raggiungere le più alte vette artistiche del secolo…

 

 

 

Foto:

Lezione di musica

 

 

 

LA RISCOPERTA

 

 

Era ormai stato del tutto dimenticato quando un giornalista francese,

Étienne-Joseph-Théophile Thoré, nel visitare nel 1842 il Museo dell'Aia

rimase incuriosito da un “paesaggio superbo e molto singolare“.

 Non sapendo di chi fosse lesse sul catalogo:

“Veduta della città di Delft, dal lato del canale, di Jan van der Meer”.

 

 

 

Veduta di Delft

 

 

Iniziò allora a cercar altri dipinti di questo artista misterioso

che soprannominò “la mia Sfinge

dato che più lo conosceva e più enigmi gli poneva.

 
Ma chi lo ha portato poi davvero ad una conoscenza universale

è stato Marcel Proust

con la sua descrizione estasiata sempre della “Veduta di Delft“.

 

 

 

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* Giovinetta con bicchiere di vino

 

 

 

DOVE SONO I SUOI DIPINTI?

 

 


Sono in varie parti del mondo ma nessuno in Italia…

E' dunque difficilissimo poterli ammirare ma… per fortuna…

 

 

 

Foto:

* Giovanetta con liuto

 

 

… sono comunque spesso in giro per il mondo

per mostre e di recente sono stati anche a Bologna

dove hanno riscosso enorme successo.

 

 

 

Foto:

* Donna in piedi davanti alla spinetta

 

 

 Il suo dipinto simbolo, assurto ad icona mondiale,

è però il piccolo dipinto… qui sotto

“La ragazza con l'orecchino di perla”

cliccando sul quale

possiamo scoprirne tutta l'affascinante storia.


 

 

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Tony Kospan

 

 

 

Copyright – Tony Kospan

 

 

 

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Foto:

Il bicchiere di vino




Storia ed immagini del “Quartiere Pappagallo” in Olanda – Quando le abitazioni sono addirittura… opere d’arte!   Leave a comment





L'immagine può contenere: abitazione, pianta e spazio all'aperto




E' possibile entrare.. sostare.. e addirittura vivere in un'opera d'arte?

No certo! Ed invece sì.

Ecco allora la storia e le immagini del “Quartiere Pappagallo” di Drachten in Olanda.




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LA STORIA



Nel 1921 l'architetto e pittore Theo Van Doesburg realizzò la pittura delle pareti interne ed esterne di 16 case a schiera progettate dall'architetto Cees Rienks de Boer destinate alla classe media della cittadina olandese Drachten sulla falsariga dei coloratissimi dipinti di Mondrian.




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Ma già mentre era in corso la loro costruzione sorsero dissidi tra i due in quanto l'architetto avrebbe voluto che il colore di base degli esterni fosse bianco per meglio esaltare i colori delle porte e delle finestre ed a questo si opponeva il de Boer.




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La vetrata di una finestra disegnata da Theo Van Doesburg




Prevalse la tesi più tradizionale… ma ciononostante le case, per i loro particolari colori, furono oggetto di grande ilarità da parte dei cittadini che le definirono “Case pappagallo“.

Addirittura intervenne poi il Comune che provvide a ridipingere le case a proprie spese e così esse divennero anonime come le altre case della cittadina.




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Dipinto di Mondrian




Il loro autore, Theo Van Doesburg, si era rifatto ai principi del Neoplasticismo… che aveva elaborato a partire dal 1917 (e quindi quest'anno è il centenario della sua fondazione) con Mondrian nella rivista De Stijl.

Il principio basilare di questa corrente, descritto nel Manifesto pubblicato sull'anzidetta rivista, era quello di esaltare l'arte plastica e di annullare ogni forma naturale in quanto essa, a loro dire, impediva una reale elaborazione artistica.




L'immagine può contenere: abitazione, pianta e spazio all'aperto



IL QUARTIERE PAPPAGALLO ORA



Negli ultimi tempi gli abitanti di queste case, con la collaborazione del Museo olandese Dr8888, hanno deciso di riprendere i colori gialli, rossi e blu dei disegni originali.



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Ora quindi le case sono tornate allo stile ed ai colori del Neoplasticismo e dunque i loro abitanti vivono in queste autentiche opere d'arte.





L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone sedute




Una di esse è visitabile 2 volte la settimana ed una sala da pranzo è stata perfettamente ricostruita ed allestita nel suddetto Museo.




L'immagine può contenere: spazio al chiuso



E' da aggiungere che non solo gli interni e le facciate sono coloratissimi ma anche le parti esterne…



L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto




Un altro interno di una “casa pappagallo”.




L'immagine può contenere: spazio al chiuso




Tony Kospan


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