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L’ORANGERIE – La Cappella Sistina dell’Impressionismo e la sua storia   Leave a comment



L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all’esaltazione di una corrente artistica… e l’Orangerie è uno di questi… e, riguardo all’Impressionismo, è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS’E’





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l’aveva prima studiata “en plein air” ma poi l’aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L’ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell’Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L’imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell’infinito.

L’illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L’impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un’unica pittura continua e nel contempo d’essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un’arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un’enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell’infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell’Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog












Felice mercoledì sera in poesia “Non lasciarmi” di Tagore – arte Mengs – canzone “A Paris” Y. Montand   Leave a comment

 

 

Anton Raphael Mengs – Personificazione del sole – 1752



cuori stelle

Innamorarsi è raro, ma non difficile. 
La vera impresa è conservare quel sogno d’amore
 anche dopo la sua trasformazione in realtà. 
Perché se incontrarsi resta una magia, 
è non perdersi la vera favola. 
Massimo Gramellini

cuori stelle

  

 

Anton Raphael Mengs – Casanova


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NON LASCIARMI
Tagore
 
Non lasciarmi, non andartene,
perché scende la notte.
La strada è deserta e buia,
si perde tortuosa.
La terra stanca è tranquilla,
come un cieco senza bastone.
Sembra che io abbia aspettato nel tempo
questo momento con te così accendo la lampada
dopo averti donato fiori.
Con il mio amore ho raggiunto stasera
il limite del mare senza spiaggia,
per nuotarci dentro e perdermi in eterno.


  
 
 Anton Raphael Mengs – Il Parnaso

 
  
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 .
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 da Orso Tony



 

 

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  Yves Montand – A Paris

Anton Raphael Mengs





L’ORANGERIE – Ecco la Cappella Sistina dell’Impressionismo (ed il trionfo delle ninfee di Monet)   Leave a comment



L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all’esaltazione di una corrente artistica… e l’Orangerie è uno di questi… e, riguardo all’Impressionismo, è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS’E’





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l’aveva prima studiata “en plein air” ma poi l’aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L’ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell’Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L’imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell’infinito.

L’illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L’impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un’unica pittura continua e nel contempo d’essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un’arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un’enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell’infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell’Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog












Buon mercoledì sera in poesia “Non lasciarmi” di Tagore – arte A. R. Mengs – canzone “A Paris” Y. Montand   Leave a comment

 

 

Anton Raphael Mengs – Personificazione del sole – 1752

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Innamorarsi è raro, ma non difficile.
La vera impresa è conservare quel sogno d’amore
anche dopo la sua trasformazione in realtà.
Perché se incontrarsi resta una magia,
è non perdersi la vera favola.
Massimo Gramellini

 

 

 

Anton Raphael Mengs – Casanova



 

 

 

  
 
 
NON LASCIARMI
Tagore
 
Non lasciarmi, non andartene,
perché scende la notte.
La strada è deserta e buia,
si perde tortuosa.
La terra stanca è tranquilla,
come un cieco senza bastone.
Sembra che io abbia aspettato nel tempo
questo momento con te così accendo la lampada
dopo averti donato fiori.
Con il mio amore ho raggiunto stasera
il limite del mare senza spiaggia,
per nuotarci dentro e perdermi in eterno.


  
 
 Anton Raphael Mengs – Il Parnaso

 
  
 .
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 da Orso Tony



 

 

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L’Orangerie – Anche l’Impressionismo ha la sua “Cappella Sistina” – Conosciamola!   1 comment



L'ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL'IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all'esaltazione di una corrente artistica… e l'Orangerie è uno di questi… e, riguardo all'Impressionismo è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS'E'





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l'aveva prima studiata “en plein air” ma poi l'aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L'ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell'Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L'imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell'infinito.

L'illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L'impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un'unica pittura continua e nel contempo d'essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un'arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un'enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell'infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell'Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




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– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog









L’ORANGERIE… CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO (OVVERO IL REGNO DELLE NINFEE DI MONET)   Leave a comment



L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all’esaltazione di una corrente artistica… e l’Orangerie è uno di questi… e, riguardo all’Impressionismo, è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS’E’





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l’aveva prima studiata “en plein air” ma poi l’aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L’ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell’Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L’imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell’infinito.

L’illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L’impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un’unica pittura continua e nel contempo d’essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un’arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un’enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell’infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell’Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

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Buona serata in poesia “Non lasciarmi” di Tagore – arte A. R. Mengs – canzone “A Paris” Yves Montand   Leave a comment

 

 

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Innamorarsi è raro, ma non difficile.
La vera impresa è conservare quel sogno d’amore
anche dopo la sua trasformazione in realtà.
Perché se incontrarsi resta una magia,
è non perdersi la vera favola.
Massimo Gramellini

 

 

 

Anton Raphael Mengs – Casanova



 

 

 

  
 
 
NON LASCIARMI
Tagore
 
Non lasciarmi, non andartene,
perché scende la notte.
La strada è deserta e buia,
si perde tortuosa.
La terra stanca è tranquilla,
come un cieco senza bastone.
Sembra che io abbia aspettato nel tempo
questo momento con te così accendo la lampada
dopo averti donato fiori.
Con il mio amore ho raggiunto stasera
il limite del mare senza spiaggia,
per nuotarci dentro e perdermi in eterno.


  
 
 Anton Raphael Mengs – Il Parnaso

 
  
 .
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 da Orso Tony



 

 

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Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all'esaltazione di una corrente artistica… e l'Orangerie è uno di questi… e, riguardo all'Impressionismo è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS'E'





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l'aveva prima studiata “en plein air” ma poi l'aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L'ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell'Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L'imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell'infinito.

L'illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L'impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un'unica pittura continua e nel contempo d'essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un'arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un'enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell'infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell'Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






Tony Kospan




– Copyright Tony Kospan

– Vietata la copia integrale senza indicare autore e Blog









L’ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL’IMPRESSIONISMO   1 comment



L'ORANGERIE – LA CAPPELLA SISTINA DELL'IMPRESSIONISMO








Sono pochi i luoghi che possiamo considerare dedicati all'esaltazione di una corrente artistica… e l'Orangerie è uno di questi… e, riguardo all'Impressionismo è un assoluto “unicum”.



COME NASCE E COS'E'





Siamo alla fine della 1° Guerra Mondiale, Monet, il più impressionista di tutti gli impressionisti, ed anche il più grande paesaggista tra gli impressionisti, stava dipingendo enormi tele con tema “Ninfee”, uno dei suoi temi preferiti, per donarle allo Stato Francese.

Monet l'aveva prima studiata “en plein air” ma poi l'aveva realizzata in atelier.



Monet alle prese con le Ninfee



L'ex politico Georges Clémenceau, grande amico di Monet, suggerì che i grandi quadri fossero installati nelle sale da poco disponibili dell'Orangerie, edificio costruito nel 1852 per ospitare gli alberi di arance (da qui il suo nome) del vicino giardino delle Tuileries e poi destinato nel tempo a vari usi, soprattutto di rappresentanza.








L'imponente opera di Monet costituita da 8 pannelli di due metri di altezza e di una lunghezza totale di 91 metri venne quindi esposta (con un processo di incollatura delle tele direttamente al muro) in due stanze ovali che formano il segno dell'infinito.

L'illuminazione di queste 2 stanze avviene solo grazie a delle finestre, secondo la volontà del pittore, per immergere il visitatore in uno “stato di grazia”.







VISITIAMOLA


L'impressione che il visitatore ha, entrando in queste 2 sale, è di trovarsi dinanzi ad un'unica pittura continua e nel contempo d'essere totalmente immerso nella natura.

Gli potrà sembrare di trovarsi seduto in una barchetta circondata da ninfee al centro di uno stagno e poi, per vedere e capire meglio, si muoverà proprio come se si trovasse calato realmente nel paesaggio lacustre.







Monet, con i suoi colori e le sue luci, imita in modo perfetto la realtà, non realisticamente ma sensorialmente, anticipando quelle che saranno le linee del futuro astrattismo.



BREVE RIFLESSIONE







Era impensabile che un'arte nata per raccontare piccole scene borghesi, di vita quotidiana, di umane impressioni e destinata ad arredare i salotti realizzasse un'enorme opera come questa di Monet.








Però ciò è inaspettatamente avvenuto al punto che queste 2 sale ovali unite nel simbolo dell'infinito furono definite da André Masson “La Cappella Sistina” dell'Impressionismo.

Esse infatti rappresentano la più alta e la più monumentale espressione artistica di questa corrente.






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