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Goethe.. Hackert e Mozart a Napoli – Eccoli con loro opere (poesie.. pensieri.. dipinti e musica del ‘700)   Leave a comment


 


Goethe a Napoli ritratto da J. H. W. Tischbein tra reperti pompeiani da poco portati alla luce 




L’Italia per secoli è stata l’ambita meta
di viaggio per la migliore gioventù europea
che si voleva nutrire
della cultura e dell’arte italiana. 



Wolfgang Goethe – (Francoforte sul Meno 28.8.1749 – Weimar 22.3.1832)



 

HACKERT – GOETHE – MOZART E NAPOLI
 

Cos’hanno in comune tra loro e con Napoli?

 
 


 

Jacob Philipp Hackert – Il Vesuvio visto da Napoli


 
 
 
Direi molto
 
 
Tutti e tre i grandi personaggi del ‘700
hanno viaggiato per l’italia
ed in particolare hanno vissuto,
chi più tempo chi meno,
a Napoli e negli stessi anni.
 




fre bia pouce  music+121     Mozart – Medley

Jacob Philipp Hackert – L’isola di capri vista da Posillipo



 


Hackert, amico di Goethe, è il cantore con la pittura
mentre Goethe ci delizia in prosa e poesia
e Mozart in musica.

  
 
 
 
HACKERT E GOETHE


 
 
 
 
 
 
 


Di nascosto e sotto falso nome,
Goethe fuggì da Weimar verso l’Italia
nella notte del 3 settembre 1786.

Voleva godersi l’Italia,
il paese dei suoi desideri e della sua nostalgia,
senza dover rendere conto a nessuno.

 
 
 
 
Jakob Philipp Hackert – (Prenzlau 15.9.1737 – San Pietro di Careggi 28.4.1807)
 
 


A Napoli rimase un mese nel febbraio-marzo 1787
 – e qui conobbe Hackert pittore di corte del Re Ferdinando IV
di cui divenne molto amico –
e poi altri 15 giorni al suo ritorno dalla Sicilia.



Jacob Philipp Hackert – Il lago d’Averno

 
 
Ecco come si esprime in una sua divertita e divertente
descrizione di Napoli:
 
 

 
Il napoletano crede di essere in possesso del Paradiso
ed ha un concetto molto triste dei paesi nordici:
»Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai.«
Questa è l’immagine che si sono fatti di noi.
Quanto a Napoli, la città si preannuncia felice, libera e vivace,
un numero infinito di persone si affrettano disordinatamente,
il re è a caccia, la regina in stato interessante,
e meglio di così non può andare.

 

 

 

ed ora 4 sue famose bellissime poesie

 

 

 


 
DA DOVE SIAMO NATI?

 

Da dove siamo nati?
Dall’amore. 
Come saremmo perduti?
Senza amore. 
Cosa ci aiuta a superarci?
L’amore. 
Si può trovare anche l’amore?
Con amore. 
Cosa abbrevia il pianto?
L’amore. 
Cosa deve unirci sempre?
L’amore.



domenica153domenica153domenica153domenica153domenica153

 
 
 
 CUPIDO MONELLO TESTARDO!
 
Cupido, monello testardo!
M’hai chiesto un riparo per poche ore,
e quanti giorni e notti sei rimasto!
Adesso il padrone in casa mia sei tu!
Sono scacciato dal mio ampio letto;
sto per terra, e di notte mi tormento;
il tuo capriccio attizza fiamma su fiamma nel fuoco,
brucia le scorte d’inverno e arde me misero.
Hai spostato e scompigliato gli oggetti miei,
io cerco, e sono come cieco e smarrito.
Strepiti senza ritegno, e io temo che l’animula
fugga via per sfuggire te, e abbandoni questa capanna.



domenica153domenica153domenica153domenica153domenica153



LASCIA PURE

Lascia pure che lo splendore
del sole svanisca,
purché spunti il giorno
nella tua anima.
Ciò che vien meno
al mondo intero,
puoi trovarlo dentro il tuo cuore.
domenica153domenica153domenica153domenica153domenica153
 


PIACEVOLE INCONTRO

Nell’ampia cappa avvolto fin al mento,
prendevo la via tra le rocce, aspra e grigia,
e poi giù per i prati invernali,
l’animo inquieto, disposto alla fuga.
D’un tratto, il nuovo giorno si spogliò del velo:
giunse una fanciulla, bella come il cielo,
perfetta come quelle donne leggiadre
care ai poeti. La mia ansia s’acquietò.
Ma sviai il passo e la lasciai andare,
mi strinsi più forte nelle pieghe,
come per difendermi nel mio calore.
Eppure la seguii. Mi fermai. Era accaduto!
Nella mia veste non potei più celarmi,
la gettai via. E ci fu lei tra le mie braccia.



 
 
 
 
 
MOZART
 
 
 



Mozart giovanetto
 
 
 

Appena quattordicenne, nel 1769-70,
Mozart viaggiò per tutta l’Italia,
accompagnato dal padre Leopold.
 
 
Il loro percorso li portò da Verona a Milano,
a Firenze e Roma fino a Napoli,
ovunque collezionando grandi trionfi.
 
 
Nella novella “Mozart in viaggio verso Praga” (1856),
Eduard Mörike fa dire a Wolfgang queste parole su Napoli:
 
 



Mozart (Salisburgo 27.1.1756 – Vienna 5.12.1791)
 
 
 
 

 

“Sono passati diciassette anni da quando andai in Italia.

Chi, avendola vista una volta, non la ricorda per tutta la vita,
specialmente Napoli?”

 

 
 
 
 
fre bia pouce    music+121    Mozart – Divertimento n.17- Minuetto
 
Jacob Philipp Hackert – Il Golfo di Pozzuoli
(sullo sfondo Procida e Ischia)
 
 
 
 

tititatititatitita

 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 
 

 

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 Jacob Philipp Hackert



La storia del leggendario piatto degli Spaghetti alla Nerano   Leave a comment







Siamo nei primi anni successivi alla seconda guerra mondiale e precisamente nel 1952.

Un esponente dell’antica nobiltà partenopea dal nome lunghissimo, il Principe Francesco Saverio Gaspare Melchiorre Baldassarre Caravita di Sirignano, ma noto a tutti come Pupetto che allora era molto in vista nell’élite italiana (pilota di auto da corsa, pianista, imprenditore – di insuccesso – , amico di Tomasi di Lampedusa etc) era in giro nella Costiera Sorrentina con un amico, il nobile francese Conte Fred Chandon de Briailles a sua volta uomo di mondo, di alta cucina ed alta enologia (Moet Chandon).




Principe Caravita di Sirignano




Ad un certo punto i due si fermano ad una trattoria della Marina di Nerano (paesino in fondo alla costiera sorrentina).


Aspettando di  cenare i 2 stavano discutendo di gastronomia quando il francese lanciò una provocazione:
“Insomma, la cucina italiana è ottima, niente da dire, ma bisogna ammettere una cosa: in un modo o nell’altro finite sempre a mangiare spaghetti al pomodoro!”.



Conte Fred Chandon de Briailles




Calò un evidente e generale silenzio nella trattoria.


Il Principe era però più imbarazzato per la possibile reazione della titolare della trattoria che per sé.



Nerano




Ma la signora non lo era affatto e chiamò Pupetto in cucina.


Dopo una ventina di minuti uscirono con un piatto, sì di spaghetti, ma con le zucchine (e non solo)!







Era un piatto così elegante, originale e saporito che parlava da solo e lasciò il francese a bocca aperta.


Era nato in quel momento uno dei piatti più famosi della gastronomia italiana… gli spaghetti alla Nerano.








Chi fosse interessato alla ricetta me la chieda, la metterò nei commenti.







Tony Kospan



F I N E






Enrico Caruso e la sua mitica voce – L’uomo.. il grande tenore e l’omaggio di Dalla   Leave a comment

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La sua voce, naturalmente travolgente

e nel contempo altamente professionale,

apprezzata ed amata in tutto il mondo 

l’ha reso una leggenda della Storia della Musica.



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ENRICO CARUSO

BIOGRAFIA – SUCCESSI – VOCE

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Enrico Caruso è stato un grande tenore italiano ed una vera e propria leggenda musicale per la sua magica voce.

Nato a Napoli il 25 febbraio 1873 da una famiglia povera fu avviato da ragazzo a lavori manuali e poi, per la sua bravura, a studi di disegno, ma ben presto la sua voce, esibita nel coro della chiesa ed in spettacoli locali, cominciò ad esser molto ammirata.

Ma il vero colpo di fortuna fu esser notato dal baritono Eduardo Missino che l’indirizzò dal maestro di musica Guglielmo Vergine perché educasse e migliorasse la sua voce (scuola… ben pagata perché pretese il 25% dei guadagni per 5 anni).

Evitato il militare perché migliorasse le sue doti canore… dopo qualche iniziale insuccesso si esibì in varie parti…

Conosciuto il direttore d’orchestra Vincenzo Lombardi accettò di far parte nel suo spettacolo che doveva tenersi a Livorno.

Qui conobbe la soprano Ada Giacchetti con cui ebbe una relazione durata 11 anni da cui nacquero 2 figli ma finita molto male per il tradimento ed i ricatti di lei (che fu anche condannata).

Intanto il numero delle sue esibizioni e la sua notorietà aumentava pian piano sempre più… cantò nel 1900 anche alla Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini… ma ebbe anche delle defaillances come al San Carlo di Napoli nel 1901.

Decise allora di tornar a studiare per corregger qualche difetto e migliorar le sue doti canore.

 

 

 

 

 

 

Fu tra i primi cantanti lirici ad utilizzare le nuove tecnologie dell’epoca incidendo nell’aprile del 1902 con una casa inglese 10 dischi cosa che portò notevoli fortune ad entrambi.

Fu il primo a superare il milione di dischi venduti.

Nel novembre del 1903 ebbe un tale successo Metropolitan di New York da diventare una star.

 

 

 

(Napoli, 25 febbraio 1873 – Napoli, 2 agosto 1921)

 

 

 

Iniziava il mito della sua voce… che però insieme alla fama gli causò diversi piccoli processi in USA per varie accuse da parte di invidiosi… che lo umiliarono…

Nel 1909, dopo la separazione da Ada incise una serie di canzoni napoletane presto divenute un successo tra cui “Core ‘ngrato” ispirata proprio alla sua storia. 

Intanto trionfava con le sue interpretazioni nei più importanti teatri lirici del mondo… 

 

 

 

 

 

Nel 1918 sposò Dorothy Benjamin molto più giovane di lui da cui ebbe una figlia, ma presto a partire dal 1920 iniziarono i problemi di salute.

Un brutto male lo stava minando…

 

 

 

Caruso con la moglie a Sorrento al Vittoria Hotel nel 1921

 

 

Nel giugno del 1921 una crociera lo portò a Sorrento… per la convalescenza  dopo un’operazione.

Aggravandosi la salute volle tornare a Napoli ed alloggiò all’Hotel Vesuvio dove fu visitato dai più grandi medici dell’epoca, come il Cardarelli ed il Moscati.

Ma non ci fu nulla da fare..

Moriva a soli 48 anni il 2 agosto 1921…

La sua storia commosse il mondo… 

Il suo mito non è mai tramontato.

Desidero ricordarlo prima riascoltando la sua leggendaria voce con il video di una sua mitica interpretazione di “Una furtiva lacrima”…

 

 

 

 

 

 

e poi con quello della bella canzone di Dalla a lui dedicata.

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

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Romano Battaglia – Breve ricordo ed un omaggio con la sua bella “Serenata al mondo”   Leave a comment

 
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Anche se non ha ricevuto grandi omaggi da parte della critica
a me, Romano Battaglia noto giornalista e scrittore da poco scomparso
,
è sempre piaciuto per l’arguzia, la leggerezza mai banale e la serena fantasia
con cui scriveva racconti poesie riflessioni… etc…
ed infatti spesso pubblico suoi brevi ma “sognanti” brani.








E stato anche un apprezzato conduttore televisivo
ed ha ricevuto diversi premi per le sue opere.

Forse per la sua serena visione delle cose ed
il suo originale e simpatico modo di raccontare,
sempre piacevole e leggero ma mai banale,
la critica è sempre stata fredda nei suoi confronti.


 
 
 
Romano Battaglia
(Marina di Pietrasanta 31.7.1933 – Marina di Pietrasanta 22.7.2012)
 
 
 
 
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Per questo desidero ora rendergli omaggio
con questo suo breve, leggiadro eppur significativo brano.

Ritengo che sia davvero una bella riflessione questa
e penso che faccia bene allo spirito di noi tutti.


 

 




  
SERENATA AL MONDO


Romano Battaglia





 
 
  
 

Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel veder tagliare gli alberi di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino in sole poche righe.
 
Una volta volevo rendere la bellezza della neve caduta sulla terra, ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.
 
Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato, ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava sul fiume.
 
Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle, ma l’aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.
 
Una volta piansi per la cattiveria e le ingiustizie del mondo, ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.
 
Le parole di quei bambini, i loro sogni, i loro pensieri sono messaggi di verità:
li affido agli abitanti della terra, spesso stanca e malata, affinché sappiano trarne un insegnamento.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 

 

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Romano Battaglia


Pubblicato 31 luglio 2022 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI, Senza categoria

Paolo Borsellino – Sentito omaggio al giudice ed alla sua scorta nell’anniversario della tragica scomparsa   Leave a comment



E’ vero che siamo presi dai bombardamenti mass mediatici

sui tantissimi problemi della nostra società 

a cui si sono aggiunti pandemia e guerra

tuttavia non dobbiamo dimenticare la tristissima e tremenda realtà

dell’esistenza di una piovra che danneggia la nostra economia e la nostra società.

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Anzi la lotta a questo cancro sociale

è uno dei più importanti presupposti

per una vera ripresa della nostra società

e pertanto è fondamentale il ruolo della nostra memoria

riguardo alla storia degli ultimi decenni.

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Tra gli eventi, spesso tragici, che l’hanno caratterizzata

c’è stato, ahimè, anche il tremendo attentato al giudice

Paolo Borsellino

che colpì vilmente lui ed i 5 agenti della scorta.

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Dunque non possiamo omettere oggi,

nell’anniversario della sua scomparsa,

di dedicar a lui un sentito omaggio ed un affettuoso ricordo…

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E’ stato, insieme a Giovanni Falcone,

un vero eroe dei nostri tempi

che con il suo sacrificio ci ha indicato l’unica strada

per una vera liberazione dalle perverse pesanti catene…

delle varie mafie…

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Palermo 19.01.1940 – Palermo 19.07.1992

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“Felice la Nazione che non ha bisogno di eroi…”

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L’Italia ahimè ne ha bisogno… ancora.

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Che Ti sia lieve la terra ed il cielo Ti abbia in gloria

insieme a Giovanni Falcone

ed a tutti coloro che hanno perso la vita

per fare il proprio dovere e per vivere da uomini liberi.

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candelaanimaz11

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TONY KOSPAN

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Pilloline divertenti (pensierini d’autore e vignette) per prendere un po’ in giro l’amore!   Leave a comment

 

 

 

 

 

Dopo tanto parlare d’amore in modo serio
parliamone ora per sorriderne un po’
con dei mini pensieri o “barzellettine”, 
però d’autore, ed alcune vignette.


 
 
 
 
 
 
 
 

PILLOLINE D’AMORE… MA D’AUTORE

 
 
 
 
 

 

 

 

 

“L’amore è eterno finché dura”
Henry de Régnier
 

“C’è un unico tipo di amore che regge: quello non corrisposto”
Woody Allen
 
“L’amore non ha niente a che fare con l’intelligenza”
Jean Renoir

 

“Quando uno si sente completamente idiota, vuol dire che è innamorato?”
Francois Truffaut


 
 
 
 

 

 

 



“Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta una vita”
Oscar Wilde


“L’amore è una grave malattia mentale”
Platone


“Provo per te un affetto senza fine, un affetto impensabile. E’ un angoscia avere in sé un affetto così immenso”
Ingmar Bergman



“Mai innamorarsi di un fiocco di neve”
Charles M. Schulz


 

 

 


 

 



“Una notte d’amore è un libro letto in meno”
Honoré de Balzac


“L’amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole”
Jacques Lacan


“Fare l’amore con la propria moglie è come sparare a un’anatra morta”
Groucho Marx




“I grandi amori si annunciano in modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?”
Ennio Flaiano


 

 


 

 



“L’amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero”
Marcello Marchesi

 

“L’amore è l’attesa di una gioia che quando arriva annoia”
Leo Longanesi


“L’amore è un castigo. Siamo puniti di non aver saputo restare soli”
Marguerite Yourcenar

 

“Amore. Amore. Amore. Quanto rumore … per nulla”
Anonimo



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


testo dal web – impaginazione dell’Orso


 

 

 

 

 

 


CIAO DA TONY KOSPAN






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Le canzoni (tormentoni) che ci ricordano le estati di un tempo – III – Stessa spiaggia stesso mare (1963)    Leave a comment

 
 
 

 
 
 
 
 
 
Questa nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato 
le nostre estati prosegue con questa… “estivissima”

 
 
 
 
 
 
 


STESSA SPIAGGIA STESSO MARE
di un autore mitico… come Mogol

 
 
 
 
 
 
 
 

LE CANZONI DELL’ESTATE (III)
by Tony Kospan
 
 



La canzone, che sembra farci vedere le immagini e sentire i profumi 
delle estati degli anni 60… però, come tanti altri tormentoni estivi,
pur essendo nata da cotanto autore, non brilla certo per la bellezza del testo.

 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1963…
che fu un anno ricchissimo di tormentoni estivi

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco ora qualche immagine dell’estate di quell’anno…
per viverne (o riviverne) l’atmosfera del 1963.


 
 
 
 
 
 
 
 
Il famoso film “Cleopatra”
 
 
 
 
 
Una giovane Gina Lollobrigida
 
 
 
 
Immagine dal mitico film “L’ape regina”


                        ombrelloneombrelloneombrelloneombrellone                     
 
                         
 



Ascoltiamo  ora… l’allegra canzoncina 
prima cantata dalla mitica MINA


 
 
fre bia pouce   musicAnimata
 
 
 



MUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dvMUSIC+sc6dv




e poi, qui giù, nella versione di Piero Focaccia
 

 
 
fre bia pouce   musicAnimata
 
 

               


Ciaooooooooooo

ed ancora felice estate a tutti

da Orso Tony


orso




ARANCIO divfar
Frecce2039

 
 
 



 
 

Mercoledì sera in poesia “Baciami” Prévert – arte S. H. Meteyard – canzone “Mi ritorni in mente” Battisti   Leave a comment

 
 

 

 

      

 Sidney Harold Meteyard – Eros… a riposo – 1900

 

 

 

 

 

  

misc023misc023misc023misc023misc023misc023
  Forse attendo invano, ma spero in un 
“mi manchi”
che mi accarezzi l’anima. 
– Gustave Flaubert –
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fre bia pouce   musical notes

 Sidney Harold Meteyard – La speranza consola lo schiavo d’amore
 
 
 
 
BACIAMI
Jaques Prévert


In un quartier della ville Lumière
Dove fa sempre buio e manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Lei era sulle scale
Lui accanto a lei e lei accanto a lui
Faceva notte
C’era un odore di zolfo
Perché nel pomeriggio avevano ucciso le cimici
E lei gli diceva
è buio qui
Manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Il sole del buon Dio non brilla da noi
Ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi
Stringimi tra le braccia
Baciami
Baciami a lungo
Baciami
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Qui si crepa di tutto
Dal caldo e dal freddo
Si gela si soffoca
Manca l’aria
Se tu smettessi di baciarmi
Credo che morirei soffocata
Hai quindici anni ne ho quindici anch’io
In due ne abbiamo trenta
A trent’anni non si è più ragazzi
Abbiamo l’età per lavorare
Avremo pure diritto di baciarci
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Baciami!

 
 
 
 
Sidney Harold Meteyard – Fiori di melo – 1913

 
 
 
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LA TUA PAGINA DI… SOGNO
Frecce (51)






Sidney Harold Meteyard


 
 

Domande super divertenti (mini barzellette e vignette) per sorridere un po’   Leave a comment

  

 

 

 

 

DOMANDE ESSENZIALI… PER SORRIDERE

 

 

 

 

 

Se Superman è cosi furbo, perché si mette gli slip sopra i pantaloni?

 

Se offendi un parmigiano reggiano, ti trovi in una grana? 




 




Perché “separato” si scrive tutto insieme quando “tutto insieme” si scrive separato ?

 

Perché se Dio è immortale, ha lasciato ben due Testamenti?

.




 


Perché si chiama sala-parto se ha solo nuovi arrivi?  

 

Qual è il sinonimo di sinonimo?

 

Quelli che attaccano i cartelli “Chi tocca muore” muoiono tutti?




 

Voglio comprare un boomerang nuovo. Come faccio a sbarazzarmi di quello vecchio?

 

Il formaggio con le pere è femmina o si droga?  

 

La luce viaggia più veloce del suono, sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finchè non le senti parlare? 

 

Se Garibaldi è partito da Quarto, chi erano i tre partiti prima di lui?

.

.

 


Le tende da sole … soffrono di solitudine?

 

Sono le pecore di Murano che producono la lana di vetro?

 

Perché i negozi aperti 24 ore su 24 hanno la serratura? 

 

Ma in una banca del seme, cosa danno di interessi?






 

Se lavorare fa bene, perchè non lo lasciamo fare agli ammalati?

 

Ma se il mio capo si droga, io sono un tossico-dipendente?




 




La penisola è un’isola a forma di pene?

 

Gestante è participio presente o profilattico imperfetto?


 

 

 

 


testo ed immagini dal web…  impaginazione T.K.

 

 
 

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BLOOMSDAY.. 16 GIUGNO – La simpatica ricorrenza letteraria in onore dell’Ulisse.. capolavoro di James Joyce   Leave a comment



Sono pochi, anzi pochissimi i libri a cui è stata dedicata una festa.

L’Ulisse è uno di questi.

Conosciamo storia, modalità e significato di questa festa letteraria.







BLOOMSDAY
UNA SIMPATICA RICORRENZA CULTURALE



Oggi a Dublino e in molte parti del mondo si festeggia il Bloomsday, una ricorrenza tutta letteraria.
La festa, come i suoi lettori più attenti avranno già capito, fa riferimento a James Joyce (Dublino, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941) scrittore, poeta e drammaturgo irlandese.







Ma perché il 16 giugno?
Innanzitutto perché la storia del suo capolavoro “L’Ulisse” si svolge tutta in una sola giornata, e proprio il 16 giugno.
Essa racconta la giornata di Leopold Bloom (dal protagonista nasce il nome della ricorrenza), un agente pubblicitario che gira per le strade di Dublino.
Si tratta di una reinterpretazione della vicenda omerica nella Dublino del 900 ed il personaggio rappresenta Ulisse.
L’opera presenta un linguaggio pressoché rivoluzionario per l’epoca, come il monologo interiore, l’esame di coscienza, enigmi nascosti, la parodia etc…
Ma non basterebbero queste tecniche a farne un capolavoro, infatti a ciò si aggiunge la verità e vivacità dei personaggi, dei paesaggi e delle vicende narrate in un’atmosfera che genialmente crea tensione, inquietudine perché porta alla luce l’immensa varietà dei sentimenti umani dai più nobili ai più perversi.








Ma perché Joyce scelse per il suo capolavoro il 16 giugno?
Il motivo è tanto semplice quanto… ultra romantico!
E’ il giorno in cui usci per la prima volta con Nora Barnacle con cui poi si sposò e visse tutta la vita.
Quel giorno lui stesso scrisse sul suo diario.”Oggi 16 giugno 1924… tra venti anni qualcuno ricorderà questa data?”.







Ma come nasce questa simpatica ricorrenza?
Inizia con una passeggiata, il 16 giugno del 1950, trentennale della pubblicazione dell’Ulisse, per le strade di Dublino narrate da Joyce da parte di un gruppo di scrittori irlandesi suoi ammiratori.




La prima passeggiata a Dublino




Da allora in poi questa ricorrenza si è diffusa negli ambienti letterari e culturali soprattutto in Irlanda ma anche in altre parti del mondo.
A Dublino centinaia di partecipanti si vestono con abiti d’epoca, partecipano a letture, eventi, ricostruzioni, celebrazioni e girano per la città.




 




In Italia essa è celebrata soprattutto a Trieste, dove il grande scrittore visse da giovane per diversi anni, ma anche in altre città.








Concludo con una semplice constatazione.
Pochissimi capolavori letterari hanno mai avuto una ricorrenza tutta per loro… come l’Ulisse!









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