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Gino Bartali – Mito del ciclismo ma anche vero e silenzioso eroe (da poco è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni”)   Leave a comment

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Mitico e leggendario avversario di Fusto Coppi

la sua fama era sempre rimasta

nel campo del grande ciclismo di un tempo.




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Gino Bartali agli esordi



Soprannominato Ginettaccio

ha infatti rappresentato con Fausto Coppi

un’epoca leggendaria del ciclismo italiano.




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Famosissima, direi ormai mitica,

è la foto in cui i 2 si passarono la borraccia

ed ancor oggi non si sa per certo chi fu… dei due.







Per aver salvato diverse famiglie ebree dai lager nazisti

ha ricevuto nel 2005 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi

la medaglia d’oro al valor civile (postuma).


Egli aveva fatto delle “corse” segrete… (allenamenti)

nascondendo nei tubolari della bici falsi documenti

per accreditare una loro diversa identità.


E’ da notare che tutto questo è stato coperto dal silenzio

per circa 50 anni e che mai Bartali ne aveva parlato in pubblico

e solo da una decina d’anni è stato accertato.

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(Ponte a Ema 18.7.1914 – Firenze 5.5.2000)



Il 23 settembre 2013 è stato dichiarato

‘Giusto tra le nazioni’

dallo Yad Vashem”  (Wikipedia)


Ricordiamolo ed omaggiamolo infine

con questo video…

 
 
 
 
 
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La sua stella è tra quelle che nel cielo brillano di più…
e non solo per il ciclismo.
 
 
 
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Jim Morrison.. Breve ricordo del leggendario poeta del rock.. anche con aforismi e canzoni   Leave a comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo, amatissimo


Era e resta una vera leggenda… del rock.

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Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
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Nella sua trasgressione
l'inquietudine di una intera generazione…

E' anche considerato un poeta maledetto
della Beat Generation



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Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un'epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell'Ucla aveva conosciuto l'altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un'icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

 

 

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l'inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E' una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l'ha intitolato «Vivo!».









Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell'immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E' il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell'area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del '71, appena terminata l'incisione di LA WOMAN, l'ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.








 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l'amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l'estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l'entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all'isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all'estremo.  





 The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l'addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall'inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall'effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.



  

 

This is the end, my only friend, the end…. 
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TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




 






Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”
dalla vita indubbiamente travagliata.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan



IL TUO NUOVO GRUPPO DI CULTURA ED AMICIZIA






 
 
 
 
 
 

Pubblicato 3 luglio 2018 da tonykospan21 in Senza categoria

Buon giovedì sera in poesia “L’infinito mistero” F. Santucci – arte E. Manet – canzone “The power of love”   Leave a comment

 

 
 
 
Edouard Manet

 
 
 
 
 
 
 

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
Fabrizio De Andrè (Libreriamo)



 
 
 
Manet dipinge Monet all'opera nella sua barca-studio


 
 

 

 

L'INFINITO MISTERO

Francesca Santucci

 

Improvviso, il buio della casa

il sole rischiarò,

il canto dei canarini rallegrò,

rianimò il salto del gatto,

ravvivò i fiori del giardino

le lacrime si tramutarono in sorriso,

il pianto in gioia

e la tristezza diventò quasi allegria:

oh, Amore, l'infinito

 

 

 

Manet


 

 

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

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Manet
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Pubblicato 28 giugno 2018 da tonykospan21 in Senza categoria

Paul Gauguin – Indipendenza.. purismo.. sogno ed esotismo nell’arte – Vita e opere – II PARTE   Leave a comment

 
 
 

L’arte è un’astrazione,
spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa
e preoccupatevi più della creazione che del risultato.

Paul Gauguin

 
 
 
 

Paul Gauguin – L’oro dei loro corpi – 1901
 
 
 

PAUL GAUGUIN
INDIPENDENZA SOGNO

E RICERCA DELLA PUREZZA “PRIMITIVA”
II PARTE

 
 
 
 
Visione dopo il sermone – 1888
 
 
 
 
 
 
LE OPERE POLINESIANE
LE SCULTURE  E LA CONCLUSIONE
 
 
 
 
 
Autoritratto
  

 


  
 
Tra le opere eseguite in Polinesia,
come “Fatata te mouà” o “Ai piedi della montagna” del 1892,
tutto il mistero si concentra
nella corsa sfrenata di un cavaliere
 sulla sinistra del quadro

 
 
 


 

 
 


 
e la minaccia che incombe con le nuvole sullo sfondo.
 
 
 

 
Fatata te mouà o ai piedi della montagna 
 

 
 

Le opere polinesiane di Gauguin sembrano intrattenere un rapporto
con la composizione dell’arte occidentale

 


 

 
Gauguin – La donna dei manghi – 1896
 
 
 


Ricordiamo laConversazione del 1892
 
 
 
 
 


 
 
 
 

Tra le opere che incantano ecco
anche il Povero pescatore del 1896.

 

 

 


Il povero pescatore
 
 
 
 
Quest’ultimo dipinto propone

uno straordinario momento di riflessione

presupponendo la silenziosa contemplazione

di un’età dell’oro ritrovata.

 

 

 

  Gauguin, Parau api, 1892
 Parau api – 1892
 
 
 
 
L’interesse di Paul Gauguin per la cultura polinesiana
si delinea attraverso la sua immensa produzione pittorica,
grafica e scultorea nella quale ha affrontato temi del quotidiano,
rituali religiosi, la bellezza e il costume locale.
 
 
 
 
 
Testa con le corna
 
 
 
 
Tra le sculture segnaliamo la dolcissima
Maschera di Tehamana
e la Testa con le corna del 1897
che sorprende per la sua incredibile modernità.
 
 
Le sculture di Gauguin preannunciano l’africanismo
del primo Novecento che portò agli sviluppi del cubismo.
 

 

 
 
Notte di Natale
 
 

 
Le opere polinesiane, dipinti e sculture,
esprimono la sua visione di questa terra nuova e selvaggia
e lo portano, pur nella stilizzazione delle figure,
ad esaltare i soggetti rappresentati
come i veri protagonisti di una terra “di mito e di sogno“.
 
 
 
 
 
Autoritratto
 
 
 
 
La stessa agognata terra dove Gauguin
troverà però una solitaria morte,
debilitato nel corpo e fiaccato nello spirito. 

 

 


 
 
 
 
 
 

Infine ecco un bel video che ci parla di lui e delle sue opere
soprattutto del periodo tahitiano…


 
 
 
 
 
 
 
Termino questo post su Gauguin,

autore fortemente ed intimamente combattuto,
celebrandone la grandissima arte
e l’indubbio e riconosciuto amore
per la libertà di espressione, l’esotismo ed il sogno.

 
 
 



 
 

FONTI: VARI SITI WEB…
– RICERCHE, LIBERO ADATTAMENTO, COORDINAM. ED IMPAGINAZ. T.K. –
 
 
 
 

F I N E

 
 
 
Per chi desiderasse legger la
I PARTE

 

 

Ciao da Tony Kospan

 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA
VIVER L’ARTE…
I N S I E M E
Ripped Note

 
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BAGNANTI

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Pubblicato 7 giugno 2018 da tonykospan21 in Senza categoria

Felice lunedì sera in poesia “Farò” Gibran – arte Dhurmer – canzone “Quando l’estate verrà”   Leave a comment

 
 
 
 
               
Lucien Levy Dhurmer
 
 
 
 
 
 
 
L’inizio e il declino dell’amore
si percepiscono dall’impaccio che si prova
nel trovarsi soli insieme.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688
 
 
 
 

                  
Lucien Levy Dhurmer
 
 
 
 
FARO’
Kahlil Gibran
 
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
 
 
 
 

Lucien Levy Dhurmer 

 
 

 
 
 
 
 
 

PER CHI AMA LA POESIA
ED IL SUO MONDO

 




Lucien Levy Dhurmer- M.lle Carlier


 
 

Buonanotte in minipoesia con “Il signore andato via” di V. Lamarque   1 comment

 

 

 

Magritte

 

 

 

IL SIGNORE ANDATO VIA

Vivian Lamarque

 

Era un signore andato via.

A lei qui rimasta tantissimo mancava.

La traccia da lui lasciata segnava ovunque

intorno a lei l’aria.

Come un quadro spostato

per sempre segna la parete.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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Pubblicato 5 aprile 2018 da tonykospan21 in Senza categoria

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Io sono una roccia – Un inno alla vita ed alla natura di Penna d’Aquila Danzante.. breve ma saggio e poetico   Leave a comment

 
 
 
 

Sorprende sempre… anche chi, come me che da tempo
legge ed ammira il pensiero e le poesie degli Indiani d’America,
la loro profonda saggezza…
 
 
 

 

       

 

 
 
 
 
Direi che questa poesia appare esser proprio emblematica in tal senso
e nel contempo è la chiara manifestazione…
della loro intima, profonda ed assoluta unione con la natura…

 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IO SONO UNA ROCCIA
Penna d’Aquila Danzante
 
 
Io sono una roccia, ho visto la vita e la morte,
ho conosciuto la fortuna, la preoccupazione e il dolore.
Io vivo una vita da roccia.
Sono una parte di nostra Madre, La Terra.
Ho sentito battere il suo cuore sul mio,
ho sentito i suoi dolori e la sua gioia.
Io vivo una vita da roccia.
Sono una parte di nostro Padre, il Grande Mistero.
Ho sentito le sue preoccupazioni e la sua saggezza.
Ho visto le sue creature, i miei fratelli,
gli animali, gli uccelli, i fiumi e i venti parlanti, gli alberi,
tutto quello che è sulla Terra
e tutto quello che nell’Universo è.
Io sono parente delle stelle.
Io posso parlare, quando conversi con me
e ti ascolterò, quando parlerai.
Io ti posso aiutare, quando hai bisogno di aiuto.
Ma non mi ferire, perché io posso sentire, come te.
Io ho la forza di guarire, eppure all’inizio tu dovrai cercarla.
Forse tu pensi che io sia solo una roccia,
che giace nel silenzio, sull’umido suolo.
Ma io non sono questo.
Io sono una parte della vita,
io vivo, io aiuto coloro che mi rispettano.

 
 
 
 
 
 

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Fonte web
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN







 
 
 
 
 
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