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Tamara de Lempicka.. vera regina dell’Art Deco – Breve biografia ed alcuni capolavori   Leave a comment

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Un’artista dallo stile unico, raffinato, affascinante ed inconfondibile,

ed una donna dalla vita avventurosa e libera.




Tamara de Lempicka – Autoritratto sulla Bugatti




TAMARA DE LEMPICKA
LA VITA… L’ARTISTA
Tony Kospan




Il vestito rosso



BREVE BIOGRAFIA


Nata in Polonia in una famiglia agiata (ma complicata)
fin da giovanissima mostra un carattere curioso ed intraprendente
con frequenti viaggi per l’Europa e grande interesse per l’arte.

A San Pietroburgo in casa di una zia conobbe
l’avvocato Tadeusz Łempicki che sposò nel 1916.




(Varsavia 16.5.1898 – Cuernavaca 18.3.1980)



Nel corso della rivoluzione russa
grazie al suo impegno ed alle sue conoscenze
riuscì a liberare il marito che era stato arrestato dai bolscevichi.

Vista la situazione russa tutta la famiglia si trasferì
a Parigi dove, nel 1920, nacque sua figlia Kizette.
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Con Dalì


 
Qui iniziò un corso di pittura vero e proprio
presso l’Académie Ranson.

Ben presto s’innamorò dello stile dell’Art Déco interpretandolo
però in un modo tutto suo e con assoluta originalità.






Nel 1922 ci fu la sua prima mostra e ben presto divenne famosa.

Nel corso dei suoi tanti viaggi fu anche ospite di Gabriele D’Annunzio
ma rifiutò sempre le sue insistenti avances.

Con lo scoppio della II Guerra Mondiale si trasferì negli USA
col 2° marito (il barone Raoul Kuffner de Diószegh).



Tamara de Lempicka – Arlette Boucard



Le opere “americane” tendenti all’astrattismo, a cui si era avvicinata,
però non ebbero lo stesso successo che avevano avuto quelle precedenti
al punto che non volle più mostrarle.

Morì il 18 marzo 1980 in Messico dove si era trasferita da poco
e le sue ceneri furono disperse, secondo il suo desiderio,
sul vulcano Popocatepetl.



Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935




LO STILE

Le sue opere, pur nel solco della corrente dell’Art Déco,
appaiono originalissime ed uniche 
per il suo stile pittorico affascinante ed inconfondibile…

Lei percepisce e rielabora nei suoi dipinti
la vita e le mode del suo tempo con fantasia e maestria
ma non senza rigore formale.



Tamara de Lempicka – Ritratto del marchese D’Afflitto – 1925



Numerosi sono poi i ritratti dedicati a personaggi
della sua epoca.

Le sue opere affrontano con chiarezza,
ma senza volgarità, anche il tema dell’amore tra donne
(si è sempre affermata bisessuale).






I soggetti ritratti da lei si stagliano vivi, vigorosi,
quasi capaci di crear soggezione, tanto forte e tanto nitida
appare l’immagine, quasi un trompe-l’oeil.

Lei affermava di non voler copiare nessuno
e di voler avere uno stile tutto suo.



Il bacio



Possiamo dire che c’è riuscita in pieno
se le sue opere sono ancor oggi ammirate dappertutto
e vanno per la maggiore anche nel web.







F I N E




3
IL GRUPPO DI CHI AMA

VIVER L’ARTE E NON SOLO
I N S I E M E
Ripped Note

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Ecco i segreti per un lungo matrimonio… per sorridere un po’   Leave a comment








I matrimoni durano sempre meno?

Sono pochi quelli che resistono allo scorrere del tempo? 

Ahimè sì è proprio così. 

Un’equipe di filosofi e scienziati però 
ora ha scoperto le precise formule per far durare il matrimonio!!!!



Mi raccomando testo e vignette sono solo per sorridere!!!!





I SEGRETI PER FAR DURARE IL MATRIMONIO
– PER SORRIDERE –







1) Due volte a settimana andiamo in un ristorante carino, 
beviamo del vino, buon cibo e compagnia.
Lei va il martedì e io il venerdì.






2) Dormiamo in letti separati.
Il mio è in Lombardia e il suo in Liguria.



3) Porto mia moglie ovunque,
ma lei riesce sempre a trovare la via del ritorno.



4) Ho chiesto a mia moglie dove voleva andare per festeggiare il compleanno
“in qualche posto dove non vado da molto tempo” ha risposto.
Così le ho suggerito di andare in cucina.








5) Ci teniamo sempre per mano.
Se la lascio andare… comincia a spendere.



6) Ha un tostapane elettrico, un’impastatrice elettrica ed un tritatutto elettrico.
Mi ha detto: “ci sono troppi aggeggi e nessun posto dove sedersi”.
Così le ho comprato una sedia elettrica.



7) Mia moglie mi ha detto che l’auto non andava bene 
perché c’era troppa acqua nel carburatore.
Le ho chiesto dove fosse l’auto e mi ha risposto: “nel lago…”






8) Mia moglie fa una nuova dieta: cocco e banane.  
Non ha perso peso, ma ragazzi, come si arrampica sugli alberi!!! 



9) Ha fatto una maschera al fango ed è stata bellissima per due giorni.
Poi ha tolto il fango.



10) Ha inseguito il camion della nettezza urbana gridando: 
“sono in ritardo per l’immondizia?”
e l’autista ha risposto: “no, salta dentro!”



11) Ricorda sempre…
il matrimonio è la prima causa di divorzio!






12) Non ho parlato a mia moglie per 18 mesi.
Non osavo interromperla!!!



13) L’ultimo litigio è stato per causa mia. Mia moglie ha chiesto:
“Cosa c’è sulla tele?” Ho risposto: “Polvere”.






TESTO DAL W E B  – IMPAGINAZIONE T.K.



CIAO DA TONY KOSPAN




Maggio.. mese delle rose – La tradizione poetica e musicale napoletana e bellissimi dipinti floreali   Leave a comment

 

 

 

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Non possiamo non dedicar a questo mese,

che ci fa sognare stabile bel tempo

ed in cui v’è un vero trionfo di fiori,

diversi dipinti, che associano la bellezza femminile alle rose,

nonché una poesia ed alcune classiche canzoni

della tradizione musicale napoletana che inneggiano a questo mese.

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C. C. Curran


 

  

MAGGIO MESE DELLE ROSE E DELL’AMORE
NELLA POESIA E NELLA MUSICA NAPOLETANA


 
 
 
 
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Per chi ama la poesia e la canzone napoletana classica…
ecco allora una poesia e 3 canzoni dedicate a questo mese.
 




Emile Vernon
 
 
 
 
 
La poesia prescelta è
E’ TRASUTO MAGGIO…
di Ciro Borrelli, in arte Massenzio Caravita,
qui in originale e con mia traduzione
ma anche l’ultima canzone
ERA DE MAGGIO
è una sublime poesia
di Salvatore Di Giacomo poi divenuta canzone. 





G. F. Harris



E’ TRASUTO MAGGIO…

(E’ entrato maggio – trad, T.K.)

 

Io ca d’ ‘e sciure so’ n’amante,
Io che dei fiori sono amante
quanno t’affacciave ‘a fenesta
quando t’affacciavi alla finestra
t’ammiravo comme n’incanto…
t’ammiravo come un incanto
pe’ cchesto te facevo sempe festa,
per questo ti facevo le feste
e cu ‘e vviole e ‘e ciclamine
con violette e ciclamini…
p’ ‘a gioja me mettevo abballà,
e per la goia mi mettevo a ballare…
cu ‘e mmargarite… ‘a matina
e la mattina… con le margherite
me mettevo a ridere e a pazzià.
mi mettevo a ridere e giocare.
è trasuto ‘o mese ‘e Maggio!
E’ arrivato il mese di maggio!
schioppano tutt’ ‘e sciure…
sbocciano tutti i fiori…
‘e sciure ‘e ll’ammore.
i fiori dell’amore
Fuje ‘e ‘stu mese addiruso
Fu in questo mese profumato
ca ‘e te… m’annummaruje!
che di te mi innamorai!
Tu bella comme na rosa…
Tu bella come una rosa
tu…na margarita cianciosa…
tu margherita leggerina
tu… c’‘o prufumo d’ ‘a viola…
tu profumata di viola…
tu ‘a cchiù bella, ire na cosa sola:
tu… la più bella… eri una cosa sola:
“Nu sciore ‘e Maggio”
“Un fiore di Maggio”
Sì!…è trasuto Maggio!
Sì è arrivato maggio!
Schioppano ‘e sciure
sbocciano i fiori…
‘e sciure ‘e ll’ammore.
i fiori dell’amore
Fuje ‘e ‘stu mese addiruso
Fu in questo mese profumato
ca ‘e te… m’annummaruje!
che di te mi innamorai!
e dimme tu…c’aggia fa’…
e… dimmi tu… che posso fare…
si chisti sciure j’
se questi fiori io
nun te faccio maje mancà?
non riesco a farteli mancare?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le canzoni napoletane accostate a questo mitico mese sono

Torna Maggio, ‘Na sera ‘e maggio e Era de maggio

 
 
 
 
 
A. Mucha

 
 
 
 
Passiamo ora ad ascoltarle…

 
 
 
 
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TORNA MAGGIO
Russo – Di Capua (1900)
 
 


musical notes

S. G. Anderson
 
 
 
 
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‘NA SERA’ E MAGGIO
Pisano – Cioffi (1937)

 
 
 musical notes
D. F. Gerhartz

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ERA DE MAGGIO
Di Giacomo – Costa (1885)

 
 
musical notes
F. Vinea

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Ciaoooooooo da Tony Kospan



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fre bia pouce

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C. D. Ward


 
 



Stavolta sono gli “esperti del vino” a cadere sotto le tremende ma simpatiche grinfie della Littizzetto   Leave a comment



Un attacco divertito e divertente, ma deciso,

a quelli che si credono, ostentando una ridicola prosopopea,

perfetti conoscitori di tutti i “segreti” del vino.



Penso che tutti noi ne conosciamo qualcuno eh eh



Ma leggiamolo.

 

 

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GLI ESPERTI DEL… VINO

by Luciana Littizzetto…

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Io un saltino lì l’avrei fatto.
Giusto così.
Per bermi un bicchiere di vino e godermi lo spettacolo.
Pieno di pubblico e intenditori così.
Tutti a Verona Vinitaly, tutti a dire la loro.
Già, perché i veri intenditori sono pochi.
La maggior parte son gadani che si credono esperti e poi non sanno distinguere una coca da un chinotto.
Però fanno i fighi.
Stan lì a sventolare i polsi, a girare il bicchiere come se dovessero far sciogliere l’aspirina. 
Gente che fino ad un giorno prima non distingueva il grignolino dal cherosene, di colpo parla di annate: 
«Eh ma quella del 2002 non ha niente a che fare con quella del 1998…»


 

 



 

Ma taci… 

Ma che ne sai… io non mi ricordo neanche se nel ‘98 ero già fidanzata! 

Ma non hai una mazza, da ricordarti di più sensato? 

Sono quelli che per bere un goccio di vino ti fan due sfere dei ching così… 

E poi annusano. 

Mettono il canapione dentro e tiran su di narice. 

Cosa fai? L’areosol? 

Cosa vuoi che ci sia lì dentro? Pipì? 

Son quelli che se ti sbagli a chiedergli: Com’è sto vino? 

Loro cominciano: «Dunque… questo Brachetto ha buona personalità e voglia di dimostrare le proprie qualità». 

Un bicchiere di Brachetto? Ma si dice una roba così di un vino? 

Ma al limite del produttore! E quando il vino non è granché allora cosa devi dire? 
’Sto Barbera non si applica, ’sto Grignolino non si impegna, ’sto Zibibbo è distratto e macchia le tovaglie? 
«Naso complesso con bouquet di frutti neri e fiori appassiti». 

E che gusto sanno i fiori appassiti? Scusa tesoro amore. 

Ma secondo te io nella vita passo il tempo ad assaggiare le rose spuflite e poi a chiedermi che gusto sanno? 
«Un vino sapido con un finale lunghissimo». 

Che finale può esserci dopo un bicchiere di vino? 

Un rutto? Stiamo parlando di un vino… 
Semplifica ciciu…


 

 

 

 

Dì che se lo bevi è buono… 

Dì che non ti fa venire il mal di testa, che ti resta un buon sapore in bocca e che però devi stare attento al fondo perché viene giù quella segaturina schifida che te lo rovina. 

Con quelle manine bianche e curatine che si vede che non fai una mazza dalla mattina alla sera… 

Sempre lì tirarti il vino sulla medaglia… a tirar giù golate e a fare sciac sciac sciac con la bocca come paperino… 

Sai cosa mi fai venire voglia di fare, tu? Te lo dico. Di bere. 

Ma sai cosa? Un bicchiere di coca. 
Una media di coca fredda. Con delle bolle grosse come palloni. 

E quando annusano il tappo? Io divento matta. T

e lo dico io che odore ha il tappo, amore. Odore di vino. 
Pensa un po’. Il tappo sa di vino. Credimi.

 


 

 

 

Son sicura. Son poche cose sicure al mondo. 

Che la macchina di uno che ha il cane sa di selvatico, che i calzini puliti dopo una giornata di Clark san di gorgonzola, e che il tappo di una bottiglia di vino sa di vino, credimi sulla parola.. 

E poi io mi dico: coi vini non sarà come coi profumi? 

Che magari io sento un gusto e tu ne senti un altro? 
Come con le ascelle. Ognuno ha le sue. E una diversa dell’altra. 
Se su di te il Pico Srabam sta da dio, su di me magari sa odore di margarina rancida. 
Se su di me il Fanfaluc sa di bouquet, su di te prende il retrogusto di sgombro sott’olio.



 

 

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Da La Stampa del 6/4/2007 – Impaginazione t.k.

 


 

Ciao da Tony Kospan

 

 

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Baudelaire.. “poeta maledetto” e padre della poesia moderna – Breve biografia e 2 sue mitiche poesie   Leave a comment




Un poeta considerato oggi un autore classico, 

ma che ebbe una vita, sia reale che letteraria, 

molto travagliata come potremo ora leggere.

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E’ universalmente definito poeta “maledetto”
in quanto simbolo della difficoltà del vivere
per una continua lotta interiore tra luce e tenebre.


Riuscì però a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio
IO
che poi, se davvero vogliamo guardarci dentro,
non è poi tanto dissimile dal nostro.
 
 

 
 
 
 
OMAGGIO A BAUDELAIRE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Parigi 9 aprile 1821  –  Parigi 31 agosto 1867



BREVE BIOGRAFIA 
 


Diventato molto presto orfano di padre ebbe
un’infanzia difficile a causa dei complicatissimi rapporti
col patrigno e, non volendo iniziare la classica
vita borghese, si rifugiò in quella “bohemienne
del Quartiere Latino parigino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sua vita fu breve ma intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio, amori sregolati, alcool e droghe.
Fu però anche nel contempo molto attiva negli ambienti
culturali parigini, soprattutto simbolisti,
dove ebbe modo di confrontarsi con gli altri grandi
letterati, artisti e intellettuali del vivace 800 francese.



Henri Fantin-Latour (Qui è con altri grandi artisti dell’epoca)



Prova evidente della sua attiva presenza
nel mondo culturale parigino è questo dipinto qui su
di Henri Fantin-Latour “Hommage à Delacroix
in cui lo riconosciamo (ultimo a destra in basso),
tra altri personaggi come lo stesso Henri Fantin-Latour,
Édouard Manet, Félix Bracquemond ed altri.





 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
LES FLEURS DU MAL – I FIORI DEL MALE
del 1857 (per il quale subì condanna e censura).

 
 
 
 
 

Courbet – Ritratto di Baudelaire
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 Abbiamo visto che frequentava i grandi artisti
del suo tempo ma amava anche, davvero e molto, l’arte
al punto di scrivere anche libri in materia
come “Curiosità estetiche” del 1868
e “L’arte romantica” 1868-1870
in cui manifestò il suo pensiero.
Le sue stelle comete, anche in questo campo,
erano il
romanticismo ed il simbolismo.




Caspar David Friedrich (Romanticismo)


 
Tuttavia i suoi versi parlavano di qualsiasi aspetto
della vita reale (ad esempio delle nascenti industrie
con l’immagine di «fiumi di carbone salgono in cielo
»).
Con la sua ultima opera – Spleen di Parigi
sperimentò poi anche la poesia… in prosa.
 
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Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.



Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha finalmente riabilitato le sue opere e la sua memoria.
La sua opera che ancor oggi risplende
d’immensa luce propria è certo
I FIORI DEL MALE.


 
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Quest’opera è talmente bella
che Carlo Dossi, dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie!


Prima di passare alla sua più nota e più bella poesia
leggiamone un’altra che invece lascia trapelare
la sua visione del conflitto
tra la dura realtà umana ed il sogno.


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Manet –  Jeanne Duval (il grande amore di Baudelaire)




TI ADORO


T’adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

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Ascoltiamo ora in questo video la poesia 
Albatros“,
davvero fantasticamente profonda,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita e criticata dalla cd. “Società per bene“,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti
rispetto alla banalità del pensiero corrente.



 
 
 
 


E, se ci va, ora leggiamola anche,
per coglierne meglio
ogni piccola o grande sfumatura.


L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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IL PESCE D’APRILE – Breve storia della simpatica ricorrenza con gli scherzi più famosi.. delle vignette ed un bel video   Leave a comment

 
 
 
 

 
 
 
 


E’ il primo aprile… 
ed oggi ricorrerebbe la simpatica ed antica tradizione
del Pesce d’Aprile.

Vista la situazione non so se essa sarà rinnovata
data la guerra e l’ancora presente pandemia
anche se forse sarà possibile farlo
nei social e nelle chat se ci sarà la voglia.






Ripercorriamo comunque la storia della tradizione
e ricordiamo alcuni scherzi famosi
insieme ad alcune vignette.

 
 
 


PESCE D’APRILE

STORIA VIGNETTE E BURLE FAMOSE


 
 

 

 

 

 

 

 LA STORIA


 

Alcuni ne fanno risalire l’origine al XVI secolo, e precisamente al 1582 quando, con la riforma del Calendario ad opera di Gregorio XIII, il Capodanno – che prima si festeggiava in Primavera e precisamente nel periodo che andava dal 25 marzo al 1 aprile – venne di colpo spostato al 1 gennaio.
Ma essendo un periodo in cui non c’erano radio, giornali, tv e internet a diffondere e ricordare variazioni e nuove regole, molti o ignoravano del tutto la cosa, o se la dimenticavano: così i burloni si divertivano a invitare questi distratti malcapitati a inesistenti banchetti, feste e cerimonie per il nuovo anno.


 
 
 
 
 

 


Più probabile è che l’origine del Pesce di aprile si ricolleghi al fatto che proprio in questa data, in tutta Europa, veniva aperta ufficialmente la pesca, nel senso che venivano tolti quei divieti governativi che impedivano durante il resto dell’anno di pescare determinate qualità (ad esempio i bianchetti).

Era quindi un momento felice per i pescatori, che veniva festeggiato con particolari lazzi e sfottò rivolti ai colleghi che tornavano con le reti vuote.


 
 

 

 

Linguisticamente, tutto si risolve nel fatto che come il pesce “abbocca” stupidamente all’amo, così gli uomini “abboccano” stoltamente a false notizie (bufale).

 


 

 


 


In Italia l’uso di fare scherzi il 1° di aprile è relativamente recente; ne troviamo i primi brevi cenni intorno al 1840 nei diari e documenti marittimi dei commercianti navali genovesi, che a loro volta riportavano documenti francesi.

 

 

 




Per tradizione, il Pesce di aprile è sempre stato legato alla stampa, alla radio, alla televisione e più di recente a internet cioè agli strumenti più adatti a diffondere una notizia.





 


Persino la terribile beffa che Orson Welles fece agli americani da una stazione radio il 30 ottobre del 1938 (lo sbarco dei marziani), era stata progettata per il 1° aprile di quell’anno e poi rinviata.

 

 

 

 

 

SCHERZI FAMOSI ED ALTRE VIGNETTE


 

Uno degli scherzi più antichi e riusciti fu fatto ai fiorentini nel 1878; la “Gazzetta d’Italia” pubblicò la notizia dell’improvvisa morte avvenuta in città di un maharajah indiano e annunciava che, secondo la tradizione induista, questo sarebbe stato cremato il 1° di aprile su un’alta pira costruita appositamente nel parco delle Cascine. Ovviamente una grande folla si riunì nel luogo stabilito, e rimase in attesa per ore sino a quando dai cespugli sbucarono torme di giovanotti vestiti da pescatori che si misero a girare per la folla gridando “Pesci d’Arno fritti!”.

 

 

 

 

 

 

Altri scherzi rimasti famosi:
1957. La BBC fece un reportage riguardante la grandiosa e abbondantissima raccolta degli spaghetti coltivati nella campagna Svizzera. Molti spettatori telefonarono per sapere come si potesse fare per ordinarne qualche kg.

 

 

 

 

 


1961. Il quotidiano “La Notte” di Milano annunciò un’ordinanza del Comune che imponeva le luci segnaletiche e di posizione per i cavalli circolanti per le strade della città o dei paesi limitrofi. Molti cittadini portarono il loro animale dall’elettrauto per dotarlo di fari.


 

 

 

 


1993. Nelle strade di Milano e Torino comparirono manifesti che annunciavano una nuova “tassa di circolazione” imposta dai Comuni da pagare in base al… peso corporeo dei cittadini.

 

 


 

 

2001. Il portale sportal.it annunciò che il Senatore Umberto Bossi era il nuovo presidente dell’Avellino Calcio; il colore della maglietta… verde padania… lo aveva convinto.





Anche Google è autore di annuali scherzi!

Nel 2010 ha organizzato un pesce d’aprile con il proprio ufficio giapponese ideando e lanciando una nuova applicazione, chiamata Google Voice per animali. Il “prodotto”  era stato presentato con tanto di sito ufficiale e video! Google Voice avrebbe permesso di tradurre (come Google Translator) la voce degli animali!!!!

 

 

 

 

 

TESTO DA VARI SITI WEB ADATTATO DA T.K.

 

 

Comunque sembra che il vero pesce d’aprile di questi anni, data la crisi, è ormai questo…


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IL VIDEO


 

Ed infine vediamo altri famosi pesci d’aprile in questo video:


 

 

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 Tony Kospan

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In ogni caso… auguro  tutti




Pino Daniele – Breve ricordo di un mito della musica italiana ed il video di un suo brano “live” (A testa in giù)   Leave a comment

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Il 4 gennaio del 2015 ci lasciò all’improvviso 
Pino Daniele,
amatissimo e notissimo cantautore e chitarrista italiano,
quando mancavano 2 mesi al suo 60° compleanno
per problemi cardiaci di cui soffriva da molto tempo.

La notizia al mondo la diede l’amico fraterno e collega
Eros Ramazzotti



Napoli 19.3.1955 – Roma 4.1.2015



Era uno dei musicisti italiani più noti nel mondo.



Negli anni 80 con James Senese, Tullio de Piscopo ed altri



ALCUNI TRA I SUOI MOMENTI ARTISTICI PIU’ IMPORTANTI



Nel 1980 fece da apri pista al concerto milanese di Bob Marley.

Ha suonato a Cuba e all’Olympia di Parigi con grandi artisti.

Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny








Ha fatto concerti con gli Almamegretta,
Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea
e tantissimi altri grandi artisti italiani ed internazionali.






IL SUO STILE “BLUES NAPOLETANO”


Decisiva per la sua carriera musicale
fu l’incontro da giovane con James Senese,
sassofonista del gruppo “Napoli Centrale”.




L’originalità o particolarità del suo stile musicale
è stata la chiave del suo successo.

Esso consiste nell’aver “mixato” rock, blues, funky e jazz
con la grande musica classica e popolare partenopea.



Qui è con Troisi suo grande amico
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Solo 4 giorni prima aveva partecipato allo spettacolo
di capodanno L’anno che verrà” della RAI.

Ricordiamolo con questo video di un suo noto brano…
A Testa In Giù (Live In Napoli).

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Grazie Pino per le belle emozioni che ci hai dato
e son certo che starai continuando continua a cantare
e suonare la chitarra… tra le stelle.


Tony Kospan




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE LA TUA PAGINA FB!




Amanda.. cagnolina cilena si è mostrata una vera mamma coraggio – La storia e le immagini   Leave a comment






Nelle prime ore del mattino, i vigili del fuoco sono stati chiamati per un incendio in una casa di Santa Rosa de Temuco (Cile) ed hanno assistito a qualcosa di incredibile.
Una cagnolina, Amanda, ha rischiato la vita per salvare i suoi cuccioli rimasti ancora nella casa in fiamme.







La cagna va avanti e indietro per mettere i suoi dieci cuccioli in sicurezza nel camion dei pompieri.
Lei non smette di correre fino a quando tutti i cuccioli sono al sicuro e lontani dal fuoco.






I vigili del fuoco sulla scena non potevano credere ai loro occhi!
La maggior parte delle persone non aveva mai visto un cane così coraggioso!









Dopo aver salvato tutti i suoi cuccioli dalle fiamme, la madre giaceva accanto a loro per rassicurarli e proteggerli.
I cittadini li hanno portati in una clinica veterinaria per curarli tutti.
Ora tutta la famigliola è in gran forma.


CHE FANTASTICO ESEMPIO DI CORAGGIO E DI AMORE MATERNO!
Tony Kospan

F I N E 



Testo ed immagini da Chienmitié e da altri siti – 
Traduz. e coordinam. t.k. per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE





L’Inno a Iside è un testo dell’antico Egitto molto sorprendente e con accenti di grande modernità   Leave a comment

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Questo testo dell’Antico Egitto
è a mio parere molto sorprendente
in quanto lo trovo per molti aspetti
incredibilmente modernissimo.


Certo questo antichissimo inno 
ha molte letture e valenze
alcune chiare ed altre criptiche.

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Ma, pur senza approfondire i significati storici e religiosi
del testo, una cosa mi appare a prima vista
davvero stupefacente ed è
la modernissima concezione dell’archetipo femminile
tutto concentrato su accesi e forti contrasti.

Certo il tutto è velato e coperto dalla simbologia
di Iside e Osiride (la luna ed il sole).


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L’inno è stato trovato nel Papiro di Ossirinco 
n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C.
ma ovviamente si ignora 
se sia stato scritto proprio in quell’epoca
o sia stato riportato da scritture di epoche anteriori.
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Ma ora leggiamolo.

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INNO A ISIDE
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Perché io sono la prima e l’ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure numerosi sono i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.

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Se ci va possiamo anche ascoltarlo in questo video
in cui viene letto da un’amica del blog…


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Cosa ne pensate?

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Orso Tony
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Gif Animate Frecce (117)

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LA MIMOSA – La pianta simbolo della Festa della Donna.. nella storia.. negli usi e nella.. canzone   1 comment

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L A . . .    M I M O S A

 
 

Il simbolo della festa della donna è, com’è noto, la mimosa, ovvero l’acacia dealbata, ma ciò accade soprattutto in Italia.

Ma perché e da chi fu scelta?






 
 
 



La storia… tutta italiana risale al 1946

 
 
 
Siamo in Italia a Roma e l‘UDI (Unione Donne Italiane) doveva scegliere un simbolo floreale per festeggiare il primo 8 marzo postbellico così come il garofano rosso era stato scelto per la Festa del lavoro.
Le donne, essendo i giardini pieni di mimose, fiori durevoli e profumati, (e dunque sempre facilmente reperibili in marzo)  optarono per le mimose.
Ma non fu una scelta semplice, bensì complessa, che a raccontarla oggi appare come una bella leggenda.
Infatti le donne volevano scegliere l’orchidea ma Teresa Mattei, che l’anno dopo avrebbe fatto parte dell’Assemblea Costituente, per evitar la scelta di un fiore costoso come quello, s’inventò una leggenda cinese… raccontando che la mimosa per quel popolo rappresentava il calore della famiglia ed era il simbolo la gentilezza femminile.
La cosa piacque molto e convinse tutte le donne.
Fu così che la mimosa vinse.





 
 
 
 
 


LA PIANTA
 
 
LA MIMOSA – ACACIA DEALBATA
 
 
 

Pianta originaria della Tasmania, fa parte del genere Acacia e della famiglia delle Leguminose, ed in particolare alla sottosspecie delle Mimosacee.

E‘ un albero da fiori gialli e a grappolo, con un profumo dolce e fragrante che fu Introdotto in Europa nel 1800.

  

 


 

 


U S I
 
(MEDICINALI E PROFUMI)



 
  
 
 
 
 
 
 



La sua corteccia è stata adoperata, nell’uso medicinale, come astringente e antidiarroica mentre i fiori nella ccreazione di profumi.

Inoltre possiede tannini ed un olio usato per l’aromaterapia e per il trattamento di alcune malattie cutanee.



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COLTIVAZIONE

 

 

 

 

 

E’ possibile acquistare un piccolo alberello di mimosa e piantarlo in giardino o in un vaso.

Così ogni anno avrete la mimosa pronta per la festa della Donna.

 

 

 

 


   

CONSERVAZIONE

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