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Davvero la sana alimentazione allunga la vita? La risposta è in questo studio!   Leave a comment


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LA SANA ALIMENTAZIONE ALLUNGA DAVVERO LA VITA?
SI’!
 
(ma con i dovuti accorgimenti)

 
 
 
Ecco le regole che garantiscono 
longevità, pelle liscia, dimagrimento senza rinunce, 
evacuazione regolare e pancia piatta

 
 
 
 
 
 
 
 


Il consumo di pasti a basso contenuto calorico e ricchi di fibre è in grado di rallentare l’invecchiamento del cuore e del cervello 

e di prolungare il corso della vita del nostro organismo, anche del 50%. 


Lo dice la scienza dell’alimentazione.


 

 

 

 

Il miglior metodo è variare, seguendo queste semplici ma fondamentali regole di base:





consumare cibi ricchi di fibre


privilegiare gli alimenti integrali a quelli raffinati 

“cambiare” ogni giorno tipo e qualità dei nutrimenti 

bere tanta acqua minerale 

andare in bagno regolarmente, aiutandosi se necessario con appositi integratori e non con lassativi o purganti 

inserire sempre nel menù giornaliero verdura a volontà (cruda e cotta) e frutta di stagione

mangiare con calma e lentamente, masticando bene ogni boccone 

evitare di guardare la televisione mentre si consumano i pasti 

preferire i grassi di origine vegetale (come l’olio extravergine d’oliva) rispetto a quelli di origine animale (burro, strutto e derivati) 

non saltare la prima colazione

fare sempre uno spuntino a metà mattina 

e un altro a metà pomeriggio (meglio se accompagnati da una mini porzione di frutta o verdura ricca di fibra) 

avere, quindi, cinque contatti quotidiani con il cibo (mattina, merenda a metà mattina, pranzo, merenda a metà pomeriggio, cena) 

privilegiare il consumo di pesce rispetto a quello di carne 

scegliere, comunque, carne bianca e magra (tacchino, pollo e vitello) 

evitare cibi in scatola

limitare il consumo di sale 

praticare attività fisica, anche leggera

ritagliarsi spazi per hobby o riposo

passeggiare spesso nella natura, respirando a pieni polmoni, lontani da smog e traffico 

stare lontani il più possibile dallo stress 

eliminare o ridurre il consumo di alcolici. 




 
 

 

 

 


La nostra dieta mediterranea

unita a una regolare attività fisica

è la soluzione ottimale per mantenersi in forma e in salute.



 

 

 

 

 

 

L’alimentazione deve essere bilanciata e ricca dei nutrienti contenuti in
cereali integrali, ortaggi, legumi, pesce, verdura cotta e cruda, 
frutta, frullati, latticini magri, acqua e carboidrati complessi 
(pasta, riso, e pane, meglio se integrali), 
che riducono anche la pressione sanguigna, 
grazie alla presenza di aminoacidi, magnesio,
triptofano (precursore della serotonina) e fibre.

 

 

 




Basta con le diete improvvisate che possono causare gravi malattie e accelerare l’invecchiamento dell’organismo!


E per ottenere i migliori benefici dalla dieta quotidiana dobbiamo inoltre evitare le calorie “vuote”, prive cioè di vitamine e sali minerali:

stop dunque ad alcolici, merendine preconfezionate, snack, pizzette, grissini e tramezzini.


Non serve a nulla mangiare metà hamburger o mezzo pacchetto di patatine fritte, 

né bere mezza lattina di una delle tante bevande zuccherate in commercio.


Meglio preferire cibi naturali e meno processati come verdure, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine di oliva e frutta, 

rispetto ai cibi industriali raffinati e particolarmente elaborati.


Non facciamoci ingannare dalla pizza al trancio:

molto meglio una semplice marinara con sopra verdure alla griglia.


Una dieta ricca di frutta, verdura e cibi integrali fa parte di uno stile di vita sano, 

che previene l’insorgere o l’aumento della stipsi e le malattie croniche collegate.


Mangiare meno e meglio, dunque, favorisce la longevità, aiutandoci ad invecchiare in salute.

 

 



 


Dott.ssa Elsa Emilienne Anne Niola

 

 

 

TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K. –




CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

 




 
 
 

Pubblicato 20 agosto 2022 da tonykospan21 in SALUTE BENESSERE PSICOLOGIA GINNASTICA

La storia del leggendario piatto degli Spaghetti alla Nerano   Leave a comment







Siamo nei primi anni successivi alla seconda guerra mondiale e precisamente nel 1952.

Un esponente dell’antica nobiltà partenopea dal nome lunghissimo, il Principe Francesco Saverio Gaspare Melchiorre Baldassarre Caravita di Sirignano, ma noto a tutti come Pupetto che allora era molto in vista nell’élite italiana (pilota di auto da corsa, pianista, imprenditore – di insuccesso – , amico di Tomasi di Lampedusa etc) era in giro nella Costiera Sorrentina con un amico, il nobile francese Conte Fred Chandon de Briailles a sua volta uomo di mondo, di alta cucina ed alta enologia (Moet Chandon).




Principe Caravita di Sirignano




Ad un certo punto i due si fermano ad una trattoria della Marina di Nerano (paesino in fondo alla costiera sorrentina).


Aspettando di  cenare i 2 stavano discutendo di gastronomia quando il francese lanciò una provocazione:
“Insomma, la cucina italiana è ottima, niente da dire, ma bisogna ammettere una cosa: in un modo o nell’altro finite sempre a mangiare spaghetti al pomodoro!”.



Conte Fred Chandon de Briailles




Calò un evidente e generale silenzio nella trattoria.


Il Principe era però più imbarazzato per la possibile reazione della titolare della trattoria che per sé.



Nerano




Ma la signora non lo era affatto e chiamò Pupetto in cucina.


Dopo una ventina di minuti uscirono con un piatto, sì di spaghetti, ma con le zucchine (e non solo)!







Era un piatto così elegante, originale e saporito che parlava da solo e lasciò il francese a bocca aperta.


Era nato in quel momento uno dei piatti più famosi della gastronomia italiana… gli spaghetti alla Nerano.








Chi fosse interessato alla ricetta me la chieda, la metterò nei commenti.







Tony Kospan



F I N E






Eliminare l’umore nero? Sì si può con la luce.. tanta luce! Lo sostiene questo studio   Leave a comment

 


Questo studio afferma che se il nostro l’umore è… nero

la migliore cura è soprattutto la… luce.





 
 

UMORE NERO?

CON LA LUCE RITROVI L’OTTIMISMO




  
 
 



Giornate più corte, uggiose, buio e umore ai minimi storici. 


Riecco l’approssimarsi dell’inverno con il suo fastidioso carico di malesseri e disturbi: mancanza di energia, basso desiderio sessuale, sonnolenza, difficoltà di risveglio mattutino, aumento dell’appetito e predilezione per dolciumi o pasta, riduzione della produttività e tendenza al ritiro sociale.


In una parola SAD, dalla definizione medica statunitense, ovvero Seasonal Affective Disorder  (disturbo dell’umore ad andamento stagionale).


 
 



  



La causa principale?
Mancanza o drastica riduzione della luce solare.


Il tono dell’umore sembra diminuire quanto più ci si allontana dall’equatore per cui possiamo trovare un maggior numero di persone più tristi nelle regioni nordiche che nelle regioni meridionali e parimenti un maggior buonumore d’estate che d’inverno. Inoltre vari esperimenti hanno evidenziato pure variazioni dell’umore e dell’efficienza personale in persone che vivono per gran parte della giornata in ambienti illuminati artificialmente, dove per lo più le lampade convenzionali riproducendo solo una parte delle lunghezze d’onda della luce naturale, possono costituire uno stimolo stressante per l’organismo. 


Per poter parlare di SAD, tuttavia la National Mental Health Association ha stabilito che i sintomi devono essersi presentati negli ultimi due anni in assenza di episodi di depressione dovuti ad altri motivi, oppure devono essere notevolmente più evidenti. Il malessere deve presentarsi inoltre nella stagione invernale o con l’accorciarsi delle giornate. Pronunciarsi sulla diagnosi, comunque, può essere solo compito del medico o dello psicologo. I sintomi lamentati possono essere, infatti, collegati a diversi altri malesseri e malattie. Saranno i medici a decidere riguardo alla assunzione di farmaci.


 



 



Per tutti comunque gli esperti consigliano una vera e propria terapia della luce, l’unica cura che può risultare utile in ogni caso.
Se la luce solare non sempre è a disposizione, ci sono lampade specifiche in grado di emettere una luce simile a quella del sole. E’ la light therapy, una cura a base di luce, conosciuta e usata nei paesi nordici, e successivamente negli Stati Uniti, fin dagli anni ‘80, a solo da un paio d’anni approdata in Italia. Dove però sono ancora pochissimi i centri che la applicano. Niente a che vedere naturalmente con le lampade abbronzanti a raggi Uva.
 
La lampada del buonumore è un apparecchio con uno schermo rettangolare, circa 40 centimetri per 30, che emette una luce bianchissima e brillante, come il riflesso del sole sulla neve, a 10.000 lux (il lux è l’unità di misura dell’intensità luminosa: per avere un termine di paragone, la luce di una giornata di sole estiva è 200.000 lux, 15.500 lux quella di un giorno di maggio, 3.000 lux la luce serale). Basta sedersi davanti alla lampada, a un metro di distanza, ogni mattina per mezz’ora, per una decina di giorni consecutivi, per ritrovare l’energia e l’allegria dell’estate. Non importa guardarla fissa, è necessario però non avere schermi davanti agli occhi, per esempio occhiali da sole.


 
  


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In mancanza di una lampada, il cui costo è elevatissimo, ecco invece qualche consiglio per rendere la giornata più “luminosa”: se si lavora in ufficio, è utile lasciare le tende aperte e sedersi, quando possibile, nelle vicinanze della finestra, in modo da poter guardare fuori ogni tanto e lasciare che la luce solare raggiunga gli occhi. 
Uno studio ha provato che un’ora di luce solare di inverno ha l’efficacia di due ore e mezza di luce artificiale. 
Se fa troppo freddo all’esterno, scegliere, per la pausa, un posto dove la luce solare può entrare e rimanerci per un po’. 


Il nostro organismo riceve infatti l’intera gamma delle onde luminose attraverso la pelle e attraverso gli occhi. 
Le radiazioni che penetrano attraverso gli occhi vengono trasformate in impulsi elettrici e trasmessi tramite il nervo ottico al cervello. 
Quando gli impulsi raggiungono l’ipotalamo si assiste ad un incremento della serotonina, neurotrasmettitore deputato, tra l’altro, al controllo del tono dell’umore, mentre a livello dell’epifisi inibiscono la produzione di melatonina, un ormone sensibile al ciclo luce-buio. 
Pur riconoscendo che il meccanismo dell’azione della luce sul cervello è scientificamente ancora poco conosciuto, l’evidenza clinica riscontra una significativa alterazione del tono dell’umore in presenza della variazione della quantità di luce a cui la persona è esposta.”



   
 
 
 
 
 
DA TG COM – IMPAGIN. T.K.
 
 
 
In verità penso che, pur condividendo l’assunto, non serva affatto un apparecchio ma semmai dobbiamo star di più all’aria aperta… soprattutto in autunno ed in inverno… rubando più luce possibile.
Pertanto sono assolutamente per la cura della.. luce naturalenaturalissima.
Lo sanno bene i popoli scandinavi che, quando c’è il sole (da loro molto raramente), vanno tutti all’aperto e si lasciano “baciare” per ore ed ore dalla luce.







Ciao da Tony Kospan




Frecce (51)

 
 
 
 





 


 

Le ciliegie sono buone… certo… ma i loro benefici sono eccezionali – Conosciamoli   2 comments









LE CILIEGIE… SALUTE A TAVOLA!




Le ciliegie sono uno dei frutti più amati, con meno calorie e con un numero incredibile di benefici.
Mangiamole per il nostro piacere e per la nostra salute quando è la loro stagione cioè nel periodo di maggio e giugno.
Del resto una ciliegia tira l’altra per la nostra gola certo ma anche per il nostro benessere e la nostra salute.








PROPRIETA’ E BENEFICI



Sono una vera miniera di vitamine A, C e quelle del gruppo B.
Donano poi un ottimo apporto di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo ed altri.
Inoltre contengono la melatonina, nota sostanza che favorisce il sonno, e diversi antiossidanti che combattono l’invecchiamento delle cellule provocato dai radicali liberi.
Hanno poi qualità depurative che aiutano il fegato ma hanno anche un effetto diuretico e leggermente lassativo.
La notevole presenza di sali minerali, vitamine ed altre sostanze utili all’organismo dona all’organismo una bella carica di energia e quindi le ciliegie sono molto indicate in caso di stress e stanchezza .
La presenza del levulosio, uno zucchero ammesso anche ai diabetici, le rende utilizzabili anche da chi soffre di diabete ma, in relazione al tipo ed alla gravità del diabete il consiglio è quello di consultare il proprio medico.







IL SUCCO DI CILIEGIE


E’ una bevanda energetica ottima per chi pratica sport ma anche antinfiammatoria ma anche benefica per il cuore grazie agli antiossidanti.
Infine le ciliegie per la notevole presenza di potassio danno una mano ad abbassare la pressione sanguigna ed a ridurre l’eccesso di sodio.








LE CALORIE


Le ciliegie, nonostante la ricchezza delle loro proprietà, sono un frutto poco calorico (solo 40 su 100 gr.).








LE CILIEGIE IN CUCINA E.. NON SOLO


Il loro uso più classico è nella preparazione di conserve, sciroppi, liquori, frutta sciroppata, gelati, yogurt e dolci vari.
Ma sono utili anche fuori dalla cucina in quanto la polpa di questi frutti può esser usata per maschere di bellezza.








CONTROINDICAZIONI



Sono pochissime. 
Un uso esagerato può avere un leggero effetto lassativo.
Sono sconsigliate ovviamente a chi è allergico alle ciliegie.
Chiedere comunque sempre un consiglio al proprio medico 
soprattutto se se ne vogliono mangiare in grande quantità.




FINE


FONTI: VARI SITI WEB




IL POST ORA IN VIDEO/SLIDE SHOW (PER CHI USA FB)
Frecce2039





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OBESITA’ – Per evitarla e star bene ecco le 7 regole d’oro   Leave a comment

 

 

 

 

 


 



L’obesità è una patologia in aumento nel mondo occidentale.



In Italia il 10% dei bambini è obeso. Tale percentuale è tra le più alte in Europa.



La prevenzione è fondamentale.



Occorre però un forte rapporto di continuità con i pasti che i bambini consumano in famiglia.



L’obesità va affrontata con un medico attraverso una dieta controllata 

e modificando comportamenti alimentari sbagliati.


 


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L’ideale non è curare l’obesità, ma prevenirla attraverso un sano rapporto con il cibo 
e praticando movimento fisico e sport.

Recuperare, inoltre, comportamenti e abitudini alimentari più sane.

 
 
 




 
 Botero
 

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LE 7 REGOLE D’ORO

 

 

 

 


1. non saltare mai la colazione


2. evitare gli snack, le bevande zuccherate e non mangiare fuori pasto


3. fare sport e attività motoria


4. mangiare ad ogni pasto frutta e verdura (cotta o cruda) in abbondante quantità


5. assaggiare anche cibi sconosciuti


6. masticare lentamente


7. aumentare il consumo di fibra (legumi e cereali integrali)




 

 

 

 

 
 

La Danza ed il ballo sono utili

come prevenzione e cura dell’obesità… 

e non solo.

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Permettiamoci dunque un… tango

anche se solo virtuale.

(Tango di Julio Iglesias)

 

 


notes1

Botero

 

 

 

L’attività fisica è indispensabile per la salute sia fisica che psichica di una persona.

Tenere sempre ferma la nostra automobile significa che, prima o poi, quando la useremo, non partirà. 

La stessa cosa accade al nostro organismo. 

Tenerlo in movimento significa non farlo “spegnere”.

Sempre più persone si rivolgono al ballo sia per tenersi in movimento sia per avere occasioni di socializzazione e di divertimento. 

Non è necessario essere giovani per ballare e questo induce persone di tutte le età a coltivare questa passione facendo sport senza quasi accorgersene.


Fisicamente il ballo apporta numerosissimi benefici: riduce la pressione arteriosa e protegge dalle malattie cardiovascolari; riduce il colesterolo e i trigliceridi; previene l’obesità e il diabete; combatte le malattie dell’invecchiamento; aumenta la forza muscolare delle gambe con tutti i benefici che ne traggono muscoli e vasi sanguigni.


A livello psicologico, poi, ha un effetto fortemente terapeutico. 

Tango, liscio, valzer, balli sudamericani e africani ed anche la danza del ventre sono diventati un modo per stare meglio, uno spazio in cui occuparsi di se stessi senza affaticare troppo il fisico, ma salvaguardandolo in ogni caso.

 

 

 

Botero


 

 

Testi, con modifiche, ed immagini da vari siti web – impaginazione Orso Tony

 
 
 
 
 
 
 

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LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Frecce (51)



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Viver bene ed esser felici in 7 mosse – La tesi di un articolo di qualche decennio fa   Leave a comment

 

 

 
 

A proposito di felicità…
(raggiungibile… irraggiungibile?)
ecco alcuni consigli
che mi sembrano interessanti.


L’articolo è di qualche decennio fa e dunque
ho aggiornato alcuni oggetti (come le cassette musicali)
ormai scomparsi ma i concetti espressi
restano, a mio parere, comunque validi.
 
 
 

 

 
 
 
 


7 MOSSE INFALLIBILI PER REGALARSI

UNA BELLA GIORNATA…
Vittoria Inverni





La regola che dovete avere ben chiara in mente 
è che nessuno è felice o infelice in eterno, 
a meno che non lo voglia.
 


L’infelice cronico ha bisogno dell’aiuto di uno psicologo, è chiaro, l’infelice temporaneo, ovvero colui che è appena incappato in una disavventura, dovrebbe rammentare che un momento di sconforto, anche un bel pianto liberatorio, sono perfettamente normali e possono essere costruttivi se durano poco e sono seguiti da nuovi progetti, da nuovi interessi.

 

 




Felicità o serenità 

non dovrebbero mai essere legati al successo di questa o quella iniziativa, 

alla conquista di quel bel tipo o di quella fascinosa figliola. 




Felicità o serenità, dovrebbero essere uno stato d’animo personale, una costante fissa perché si sta bene con se stessi, perché ci si vuole bene, perché ci si apprezza.

E rammentate che se non vi volete bene in prima persona, neppure gli altri ve ne vorranno.

 

 




Un buon risveglio ha inizio da un dolce addormentarsi.

 

La sera, prima di addormentarvi e anche se vi sembra di affogare in un mare di guai e di preoccupazioni, nel dormiveglia ripetetevi con calma, magari seguendo un ritmo musicale pacato che “ogni cosa andrà subito di bene in meglio, tutto va di bene in meglio”.

Ripetetevi la frase usando le stesse parole e… lasciatevi prendere dal sonno.

Al mattino, nel dormiveglia, ripetete la frase cercando di essere convinti di quello che dite.

 

 




Se appena svegli vi sentite afferrare dall’angoscia 

pensando a tutto ciò che vi aspetta, 

evitate di lasciarvi andare al panico e alla depressione 

pensando che tanto tutto è inutile, che non ce la farete.

 

Cedendo a questi pensieri, vi regalerete un giorno no. Voi, per essere costruttivi, dovrete dirvi che sì, vi aspetta un giorno faticoso, ma che vi organizzerete e che farete del vostro meglio, il vostro massimo e che, dopotutto, è possibile che qualche compito possa essere rimandato, o più piacevole del previsto, o che il giorno potrebbe regalarvi un momento particolare, qualcosa di stimolante, che vi suona la carica.

 

 




Per esorcizzare i momenti NO, per farvi coraggio 

se dovete affrontare un momento difficile come un esame, 

tenete sempre con voi un talismano personale.

 

Però per carità, niente di confezionato da “esperti” a caro prezzo.

Basta qualcosa che indossavate in un momento piacevole o quando avete ottenuto un grosso risultato più o meno insperato.

Può essere un oggetto, un capo di abbigliamento, un colore, un sassolino, una conchiglia, un’immagine sacra se siete credenti… insomma, sceglietelo e portate con voi il “vostro” portafortuna.

 

 






Non dimenticate i benefici effetti della musica.

 

Se avete una canzone che vi piace così com’è, portatela con voi e ascoltatela tutte le volte che ne avvertite la necessità.

Se preferite, potete crearvi sul telefonino una raccolta di tutte le musiche che vi rilassano e che vi rasserenano.

Personalmente ho creato varie raccolte di video musicali, ovvero una collezione di quelle che mi calmano, un’altra di quelle che mi danno la carica, ed ancora un’altra di quelle che mi aiutano a sopportare lunghe ore di scrivania o computer, Mozart è l’ingrediente fisso di quest’ultima.

 

 




Rammentate i benefici effetti della respirazione.

 

Durante l’inspirazione, che deve essere pacata e non troppo prolungata, pensate di immettere energia, forza, chiarezza.

Durante l’espirazione, che deve essere lenta e prolungata (immaginate di spegnere lentamente una lunga serie di candele) pensate di soffiare fuori e lontano da voi l’irritazione, il malumore, l’ansia, la fatica, anche la paura. 

 




Cosa ne pensate?


Ciao da Tony Kospan



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RIVOLUZIONE A TAVOLA! Ora anche i grandi chef appaiono impazziti per la… pasta!   Leave a comment








L’Alta Cucina ha scoperto… la Pasta!
(Finalmente direi eh eh)

Eh sì i grandi chef ora danno grande importanza
anche al tipo di pasta che deve accompagnare i loro “intingoli”
per un piatto pieno di gusto e di armonie.




Alcuni grandi chef




Siamo passati quindi dalla classica pasta “quale che sia”
a quella che per formato, cottura etc
si abbina meglio al sugo o al condimento.








La pasta, cibo antichissimo, venne prodotta industrialmente
per la prima volta in Sicilia nel 1152 mentre il concetto di
primo piatto” a tavola nasce a Napoli nel “700
quando ravioli e maccheroni non sono più guarnizione
di altre pietanze ma protagonisti all’inizio del pranzo.




William Hogarth – Il banchetto – 1754



Alla pasta si associa poi la simpatica storia 
dell’arrivo della forchetta in Italia.

Nel 1004 la principessa Maria Argyropoulina,
appena giunta a Venezia da Costantinopoli,
la estrasse da una piccola custodia
lasciando tutti i commensali a bocca aperta.




Alberto Sordi


Tornando alla pasta essa è sempre piaciuta a tutti…
tranne che ai cultori dell’Alta Cucina
che la consideravano sì appetitosa.. ma molto poco elegante.







Essi ora distinguono:
– le cotture (per cucinare il “pacchero” consigliano
una cottura “dolce” ed il contrario per i “fusilli”
– ed i formati (secondo le preferenze).

Questi ultimi sono ben 1238 divisi in 2 grandi categorie
le paste corte e quelle lunghe ed entrambe hanno i loro fans.







Quindi ora non si parla più di pasta “tout court”
(prima un piatto era definito soprattutto
dal condimento ad es. “pasta al pesto”
),
ma di “paste” essendo diventato essenziale il formato.







Ma non basta.. gli chef hanno anche inziato a creare
con la pasta alimenti sempre più lontani dal concetto generale
che ne abbiamo (ad es. pasta frullata al gusto di nocciola
o addirittura una carbonara da… spalmare! etc etc
)
e sulla cosa in verità sono molto.. molto perplesso.








Di tutto ciò che ben possiamo definire
La rivoluzione della pasta“,
e delle storie ad essa collegate,
ci parla in modo ampio e simpatico
Eleonora Cozzella giornalista enogastronomica
nel suo libro “Pasta revolution” – Giunti Editore








Tony Kospan per il Blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



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Avere una bella pelle? E’ facile ed economico – Basta fare il bagno di… sale!   Leave a comment




UN PICCOLO SEGRETO

PER RENDER PIU’ TONICA LA PELLE?


FARE I BAGNI DI… SALE!

 
 





 
 
 
 
Lo sapevate?
Il sale da cucina è un grande alleato della silhouette.
 
Sciolto nell’acqua, combatte la cellulite,
riduce i gonfiori e rassoda i tessuti.
 
Basta usare le ricette giuste.
 
E’ uno dei prodotti naturali più semplici
e nello stesso tempo più complessi
perché contiene decine e decine di minerali.
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Quale sale usare?


Anche il normale sale da cucina raffinato

(contiene soltanto cloruro di sodio)

svolge un’azione drenante.


Ma per avere maggiori benefici

è consigliabile utilizzare il sale marino integrale.


 






 

 

5 RICETTE DI BAGNI… DA PROVARE
 
 

I
 
Bagno di sale
 
 

Disintossica, sgonfia, dona elasticità e morbidezza alla pelle. 
Il bagno al sale si dovrebbe fare due-tre volte alla settimana.

Preparazione: Sciogliete mezzo chilo di sale marino integrate nell’acqua della vasca a una temperatura di 37-38 gradi. 
Rimanete a bagno per circa 20 minuti.
 
 
 
 
 
 
 
II
 
Bagno alle alghe


E’ efficace per drenare i tessuti ma anche per combattere la cellulite. Fatelo almeno due-tre volte alla settimana per un paio di mesi. 

Preparazione: Sciogliete mezzo chilo di sale marino integrate nell’acqua delle vasca. 
Aggiungete 4-5 cucchiai di Fucus o Laminaria in polvere (si acquista in erboristeria) o estratti d’alghe in gocce. 
State in immersione per circa 20 minuti.

 

 


 
 

III
 
Gommage al sale
 


Fate questo peeling prima del bagno: elimina le cellule morte e favorisce il drenaggio. Il miele, poi, lo rende particolarmente emolliente, mentre il limone apporta buone dosi di vitamina C. 

 
Preparazione: In una terrina mettete 2 pugni di sale marino integrale e pestatelo fino a renderlo fine. 
Aggiungete 2 cucchiai di miele e qualche goccia di succo di limone, mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Stendete il composto sul corpo con un leggero massaggio. 
Sciacquatevi sotto la doccia.

 

 



 

IV
 
Bagno drenante
 

Per favorire l’eliminazione di liquidi aggiungete ad acqua e sale qualche goccia di olio essenziale di ginepro e di rosmarino. 
Ottimo anche quello di pistacchio (più difficile però da trovare): agisce infatti sia sulle vie linfatiche sia sulla circolazione.

Preparazione: Sciogliete 5 gocce di olio di ginepro, 5 di rosmarino e 5 di pistacchio in uno-due cucchiai di miele. 
Preparate l’acqua nella vasca, aggiungendo mezzo chilo di sale. 
Versate il miele con le essenze e state in immersione per 20 minuti.
 
 
 
 
 

 

V


Bagno anticellulite

 

Gli oli essenziali più attivi contro la cellulite sono quelli che contengono le cumarine, sostanze vegetali che attivano la circolazione linfatica e che liberano dalle tossine. Attenzione, però, questi oli sono fotosensibilizzanti: in pratica, se utilizzati prima di esporsi ai raggi solari, potrebbero causare eritemi e macchie. Meglio quindi usarli alla sera.

Preparazione: Sciogliete 5 gocce di olio di lemon grass, 5 di limone e 5 di bergamotto in uno-due cucchiai di latte. Preparate l’acqua nella vasca, aggiungendo mezzo chilo di sale integrale marino. Poi unite il latte con le essenze e state in immersione per 20 minuti.
 
 
 




 
 

 
 

Da: “Più tonica e snella con i bagni di sale” – Top Salute 
 
 
 
 
 
 
IN OGNI CASO… 
ANCHE SE NON CI FOSSERO I BENEFICI FISICI
(IL BAGNO FA SEMPRE BENE A TUTTI)
E’ CERTO CHE STARCENE UN PO’ A MOLLO  
NON PUO’ CHE FAR UN GRAN BENE
ANCHE ALLO SPIRITO.
 



CIAO DA TONY KOSPAN
E… BUON BAGNO… (QUELLO CHE PREFERITE!)








Occhi stanchi per troppo pc o strumenti simili? Ecco i rimedi yoga (semplici e naturali) per riportarli in forma   Leave a comment


 
 
 
 
 
 


QUESTI ESERCIZI YOGA
SEMPLICI E NATURALI
POSSONO ESSERCI D’AIUTO







OCCHI STANCHI E ARROSSATI



PER TROPPO PC … TABLET O CELLULARE?





 

 

 

Eseguiti regolarmente, migliorano progressivamente la vista ed eliminano la sensazione di stanchezza ed i danni provocati dall’uso prolungato del computer.


 

 

 

 


1) In piedi, appoggiati ad una parete a 3-5mt. da quella di fronte seguire con il solo movimento degli occhi a testa ferma la diagonale che congiunge l’angolo in alto a destra della parete di fronte a voi con l’angolo in basso a sinistra della parete alla quale siete appoggiati poi fare il percorso inverso. (ripetere 3 volte)

 

Nello stesso modo, seguite la diagonale che congiunge l’angolo in basso a destra della parete di fronte a voi con l’angolo in basso a destra della parete alla quale siete appoggiati poi fare il percorso inverso. (ripetere 3 volte)

 

 

 

 

 

 

ATTENZIONE tutti i movimenti dovranno essere ripetuti lentamente immaginate che i vostri occhi camminano letteralmente sulle diagonali, cercate di evitare salti di velocità o da un punto all’altro.

 

Alla fine chiudete gli occhi e fate qualche respiro profondo e diaframmatico, lasciate la vostra attenzione sui vostri occhi.

 

 

 

 

 

 

2) Seguite con il solo movimento degli occhi (testa ferma) una linea orizzontale, parallela al pavimento, che dalla parete di fronte si sposta sulla parete di sinistra, ritorna sulla parete di fronte e prosegue sulla parete di destra, per ritornsre al centro, sulla parete di fronte. (ripetere 3 volte)

 

Alla fine chiudete gli occhi e fate qualche respiro profondo e diaframmatico, lasciate la vostra attenzione sui vostri occhi.

 

 

 

 

 

 

3) Roteare lentamente gli occhi intorno alla propria orbita, una volta in senso poi in senso inverso, fate attenzione a fare movimenti lenti e consapevoli.

 

Alla fine chiudete gli occhi e fate qualche respiro profondo e diaframmatico, lasciate la vostra attenzione sui vostri occhi.

 

Poi prendendo tutto il tempo che volete, apritevi all’esterno.


 

 

 

 

 

Himalayan yoga institute , swami Rama , Veda Bharati , meditazione , raja yoga – dal web

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

Pare che sia stato ufficialmente riconosciuto un 5° gusto.. l’Umami   Leave a comment



Non tutti sapranno
che ormai è stata generalmente riconosciuta
l’esistenza di un quinto gusto…
Conosciamolo meglio…
(anche se poi in verità lo… “sentivamo” già)







IL QUINTO GUSTO
L’UMAMI
(che potremmo definire più semplicemente “saporito”)







L’ Umami è ben noto ai nostri palati ma sconosciuto alla nostra cultura che ha impiegato quasi cento anni per promuoverlo al rango di «quinto gusto».

Ecco come oggi gli esperti “allenatori dei sensi” vogliono insegnarci a riconoscerlo.

– Rende appetitoso il piatto di spaghetti al sugo.
– Cuoce da sempre nelle padelle delle pietanze di carne.
– Trova la sua esaltazione massima nel parmigiano ben stagionato, ma se dici umami nessuno sa cos’è.
E si devono evocare i sapori d’Oriente per riuscire a risalire vagamente all’ esperienza sensoriale cui corrisponde.
All’ aroma della soia e di molti piatti della cucina cinese.
Dunque, umami.
Dopo il dolce, il salato, l’ amaro e l’ acido è ufficialmente nato il quinto gusto che i recettori della nostra bocca sono in grado di percepire.
Un buon pomodoro è un pomodoro umami che significa, semplificando, saporito ma non salato.








All’ Università del Gusto di Pollenzo, in provincia di Cuneo, gli studiosi hanno messo a punto un test sensoriale con l’obiettivo di divulgare la conoscenza di questo sconosciuto quinto gusto e conoscere il glutammato monosodico che è la molecola elementare di riferimento capace di stimolare il gusto umami.
Di fronte al glutammato monosodico il gourmet occidentale immediatamente storce il naso perché inevitabile è l’associazione con il dado di carne e con tutti gli esaltatori di sapidità.
Forse, anche per questo, gli chef europei hanno trascurato di coccolarci nei cento anni passati esaltando il quinto sapore, vittime del pregiudizio che il glutammato sia solamente una “schifezza chimica”.









Al contrario in Oriente, in quasi tutte le cucine, accanto al barattolo del sale c’è quello del glutammato che viene utilizzato spesso proprio in sostituzione del cloruro di sodio.
Lo sanno bene i patiti delle specialità cinesi che ritrovano in ognuno di quei piatti una ricorrente esperienza sensoriale e si scoprono ogni volta golosi di umami .
Il paradosso però è che, dado a parte, sono moltissimi i cibi tipicamente mediterranei naturalmente ricchi di glutammato e di altre molecole che risvegliano il quinto gusto.
Il pomodoro prima di tutti, ma anche le carni (bovine, suine e di pollo, soprattutto se cotte a lungo), i formaggi stagionati come l’ Emmenthal svizzero e il Cabrales spagnolo, gli asparagi, i piselli, il mais, le cipolle, le verze e gli spinaci.










Il parmigiano detiene il primato di glutammato contenuto: 1,2 grammi ogni cento.
E più è stagionato – quindi pregiato – più è umami.
Anche in virtù di questi dati c’è una corrente di pensiero gastronomica che spinge per riabilitare il glutammato monosodico e rendergli omaggio sulle nostre tavole e riconoscergli il ruolo com’è accaduto con il cloruro di sodio per stimolare il salato, il saccarosio per lo zucchero, l’ acido citrico per il gusto acidulo e la caffeina per l’ amaro.









TESTO – OTTAVIA GIUSTETTI (adattato al post con mini modifiche) – repubblica.it




In verità negli ultimi tempi si sta tentando di proporre anche un 6° gusto ovvero quello del grasso!

E’ in pratica quello che si “gusta” con i cd. “cibi spazzatura” tanto amati dai nemici delle diete…

Ma non è stato ancora riconosciuto… così come altri ad es. il “metallico”.










CIAO DA TONY KOSPAN




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