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“La signora di trent’anni fa” nostalgica e poetica canzone del 1951 – Storia.. atmosfera e video   Leave a comment








E’ una canzone dal tipico e classico stile italiano
che all’epoca, siamo nel 1951, è in competizione
con lo stile americano che sta invadendo il mondo.

Quel che accadeva nel dopoguerra alla nostra musica leggera
viene oggi considerato, dagli storici della canzone,
un tentativo di protezione” della canzone italiana.


Nasce infatti quell’anno anche… Sanremo.





.
NOTE ED ATMOSFERE DI UN TEMPO
LA SIGNORA DI TRENT’ANNI FA
a cura di Tony Kospan







2 PAROLE SULLA CANZONE


Composta da
Guido Leoni (parole) e Oreste Natoli (musica)
fu cantata da Togliani,
Villa, Tajoli, Virgili e da tanti altri
sempre con grande successo.


Si tratta indubbiamente di una canzone dolce…
romantica e malinconica…





La canzone ci parla di un uomo non più giovane
che ricorda i tempi belli di 30 anni prima
e precisamente l’incontro con una bella signora nel 1919.

Ora alcune immagini che ci riportano
alle atmosfere di quell’anno (1951).




Isabella Valdettaro.. Miss Italia 1951.. con G. Govi




La Ferrari




FESTIVAL DI SANREMO 1951








E’ ora giunto il momento di (ri)ascoltarla
cantata da Achille Togliani








LA CANZONE




.


Un cordiale saluto agli appassionati

delle canzoni e delle atmosfere di un tempo da

Tony Kospan




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IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI
Frecce2039





“Inno all’amore” – La mitica.. poetica canzone di Edith Piaf nata da una sua triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse segna una tappa della sua vita,
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot 
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.

Quel che ancor più la fece soffrire 
fu il fatto che era stata proprio lei
ad insistere perché prendesse l’aereo
mentre lui preferiva viaggiare in nave.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica, ma per lei soffertissima canzone.



 
 
 
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Buona visione e buon ascolto…
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CIAO DA TONY KOSPAN




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Odoardo Spadaro.. mito della canzone italiana del 1° 900 – Ricordiamolo anche con “Porta un bacione a Firenze” e “Sulla carrozzella”   Leave a comment

.

Questo grande cantante, ma anche cantautore,

ha lasciato un grande segno

nella storia della musica leggera italiana.



Cercherò di tracciare un breve ricordo dell’artista

anche grazie ad una sua canzone mitica

che ebbe successo in tutto il mondo

e che ci fa ancor oggi rivivere le belle atmosfere di un tempo

e ad un altro suo successo amato soprattutto dai fiorentini.

 

 

 

 

Odoardo Spadaro

è considerato il secondo vero cantautore italiano,

dopo Armando Gill,

essendo stato l’autore di molte delle sue canzoni.


Conosciamo un po’ l’atmosfera del 1938 prima di ascoltar

2 suoi grandi successi.

 

 
 
 
(Firenze 16 1 1893 – Careggi 26 6 1965)
 
 
.
 
PORTA UN BACIONE A FIRENZE


Di Lazzaro – Bruno (1938)
   
 
Siamo nell’anno in cui l’Italia vince il suo secondo
Campionato del Mondo di calcio…



 



 
 
 .
.
ma anche nell’anno in cui vengono emanate le leggi razziali…






 

.
.
. 
 
Il “bacione” era realmente legato alla nostalgia dei nostri emigranti.
che Spadaro, all’epoca del fascismo,
frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo,
piuttosto che stare in Italia,
in quanto insofferente al peso della dittatura.




 
 
 
 
 
 
 
Fu, anche grazie a ciò,
che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
ad avere un grande successo internazionale.




 
 
 
 
La canzone poi nel 1955 divenne anche un fim.

 
 
 



 
 
 


ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.
 
 
 Veniamo ora alla canzone
che possiamo ascoltare cantata proprio da O. Spadaro.

 
 
 
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Altra sua mitica canzone è poi certamente “Sulla carrozzella”,
che, come scrisse Enzo Biagi,
 nacque all’epoca del razionamento della benzina
che aveva causato la scomparsa dalle strade delle macchine.
 
 
 
 
 
 
 

 
Al suo funerale tutta la folla cantò proprio
Porta un bacione a Firenze

 

 

F I N E

 

 

indaco

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“Canto alla vita” di Josh Groban – Testo e video della bellissima e poetica canzone-poesia   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sono forse poche le canzoni
che inneggiano davvero alla vita
ma esse, in genere,
sono proprio poetiche e belle.







 
 
Questa è davvero una canzone-poesia
apprezzata ed amata in tutto il mondo
e mi fa piacere condividerla con voi…
sperando che possa donarvi belle emozioni
così come le ha donate e le dona a me.







La canzone, del 2001, e quindi abbastanza recente,
è del cantante Josh Groban 







  
Ma leggiamo prima
il poetico testo in italiano
per chi non conosce l’inglese.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
CANTO ALLA VITA 
Josh Groban
 

“Dedicato a chi colpevole o innocente
perso in questo mare
si è arreso alla corrente
chi non è mai stato vincente?
 
Dedicato a chi ha sempre una speranza
davanti ad un dolore
nel freddo di una stanza
 
Dedicato a chi cerca la sua libertà
Canto alla vita
alla sua bellezza
ad ogni sua ferita
ogni sua carezza

 
Dedicato a chi l’ha sempre inaridita
come fosse sabbia uscita tra le dita
e la sente già finita
 
Canto alla vita
negli occhi tuoi riflessa
fragile e infinita
terra a noi promessa
 
Canto alla vita
canto a voce piena
a questo nostro viaggio
che ancora ci incatena
 
Ci chiama
Non dubitare
mai
Non dubitare mai
Tu non lasciarla mai da sola
da sola
… ancora …
 
Canto alla vita
alla sua bellezza
 
Canto alla vita
canto a voce piena
a questo nostro viaggio
che ancora ci incatena
 
Ci chiama…
 
Ci chiama… 
 
 








Ma è giunto il momento di ascoltarla…




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  CIAO DA TONY KOSPAN





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“E se ci diranno”.. canzone di protesta contro la guerra (e non solo) di Tenco con testo e video   Leave a comment

.
.

 
 
 
 
 
Penso che questa non sia solo una canzone
ma anche una poesia anche se intrisa di impegno civile.

 
 
 
 
 

Annie Louisa Swynnerton

.

.

Essa infatti vuol dirci tante… tante cose.


Per questo ho inserito anche il testo
che non contiene, a parer mio, 
solo l’idea di ripudiare la guerra
ma anche tanto altro.








Infatti se ci guardiamo davvero intorno
se osserviamo attentamente la realtà dei nostri giorni
senza farci abbagliare
dalle apparenze, dalle mode, dai pensieri urlati
e dai “rumors” orchestrati televisivi
direi che essa, pur scritta nel 1966, 
è in pratica attualissima
e rivela lo spirito ed il clima della gioventù dell’epoca
che poi sfociò nel famoso… 68!




 
 
 
 
 
 
E SE CI DIRANNO
 Luigi Tenco
 
 
E se ci diranno che per rifare il mondo
c’è un mucchio di gente da mandare a fondo.
Noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi dire troppo tardi che è stato un errore
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che nel mondo la gente
o la pensa in un modo o non vale niente
noi che non abbiamo finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo, noi risponderemo

NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che è un gran traditore
chi difende la gente di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO
 
 
E se ci diranno che è un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i più forti
sono stati sempre i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo
NO NO NO NO NO NO NO NO







Ma ora è giunto finalmente il momento
di ascoltarla…
 
 
 
 
 
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Ciao da  Tony Kospan
 
grande fan di Tenco… oggi come allora.
 
 
 
 



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Frore in su nie (Fiore nella neve) – La bella canzone ed un ricordo di Andrea Parodi e dei Tazenda   Leave a comment

 

 

 

 

 

FRORE IN SU NIE – FIORE NELLA NEVE 
(E NON CI LASCEREMO MAI)
 
 


UNA CANZONE CHE NON PUO’ NON EMOZIONARE
COSI’ COME LA STORIA DI
ANDREA PARODI
DEI TAZENDA…
GRUPPO ETNO-ROCK NATO IN SARDEGNA

 
 
 
 
Andrea Parodi
(Porto Torres 18.7.1955 – Quartu Sant’Elena 17.10 .2006)
 
 
 
Andrea nasce a Porto Torres da padre savonese e madre sarda,
si diploma all’Istituto Tecnico Nautico,
dove poi tornerà come docente di Marinaresca.
 

Matura una lunga esperienza musicale nel Coro degli Angeli,
di Sassari, con il nome di Sole Nero

 
 
 
 
 

 


Viene premiato dai critici a Sanremo nel 1991
per la mitica…  
Spunta la luna dal monte
presentata con i Tazenda e Pierangelo Bertoli.
 
 
Nel 1988, con Luigi Camedda e Luigi Marielli,
 aveva fondato infatti il gruppo dei Tazenda
(nome preso da un libro di fantascienza di Isaac Asimov)
con l’intento di miscelare la musica tradizionale sarda
ed il pop melodico all’italiana.

 
 
 
 I Tazenda
 
 

I Tazenda raggiunsero una grande popolarità
ma poi nel ’98 si sciolsero e Parodi continuò da solista.


 
 
 
 
 
 

Tenne suo ultimo concerto
solo qualche mese prima della sua fine
nonostante l’evidenza degli effetti del grave male sul suo volto
e la cosa emozionò tantissimi di noi per il suo coraggio
e per il suo amore per la musica e per la vita.
 
 
Rimane ancor oggi un mito per molti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordiamolo con questa canzone
di cui possiamo ora leggere il poetico testo
in sardo ed in italiano prima di ascoltarla.

 
 
 
FRORE IN SU NIE






Frore in su nie



(e non ci lasceremo mai…) 

Fiore  della  neve

(e non ci lasceremo mai…)

Che foza in su ‘entu so deo

Che frore in su nie

Comente nue in custos chelos

Raidos de abba e de anneos

Deo chena caminu e cun meda oriolos

Deo chena respetu e chena a “mie”

 

 Chentu disizos asie

Chentu pensamentos

Chentu ‘ortas cada die

Milli e unu die asie

Milli testamentos

Milli e unu pentimentos

 

Sa notte colet fuinde

Currende che sos sonnios meos

Sa notte colet fachende

‘occhider sos inimicos meos

 

Deo intr’ ‘e sos silentzios ‘e Deus

Intro ‘e su coro meu

Sas manos ‘alu unidas, asie

Chi parent in pregatoria

Deo contr’ ‘e su tempus,

su tempus contr’ a mie

Deo comente frore in su nie

 

Cento desideri miei

Cento pentimenti

Cento volte insieme a te

Mille e un giorno ancora qui

Mille testamenti

Mille volte insieme a te

   

Chentu disizos asie

Chentu pensamentos

Chentu ‘ortas cada die

Milli e unu die asie

Milli testamentos

Milli e unu supra a mie…

 

…e non ci lasceremo mai

In questo o all’altro mondo

…e non ci stancheremo mai

Nel cielo più profondo

…e non ci perderemo mai

Nel buio dentro il sogno

…e non ci lasceremo mai

Insieme fino in fondo

Come foglia nel vento sono io

Come fiore nella neve

Come nuvola in questi cieli

Gravidi di pioggia e di affanni

Io senza una strada e con molti pensieri

Io senza rispetto e senza “me”

Cento desideri così

Cento inquietudini

Cento volte ogni giorno

Mille e un giorno così

Mille testamenti

Mille e uno pentimenti

 

La notte trascorra fuggendo

Correndo come i miei sogni

La notte trascorra

Uccidendo i miei nemici

 

Io dentro i silenzi di Dio

Dentro al mio cuore

Le mani ancora unite, così

Che sembrano in preghiera

Io contro il tempo,

 il tempo contro di me

Io come fiore nella neve

 

Cento desideri miei

Cento pentimenti

Cento volte insieme a te

Mille e un giorno ancora qui

Mille testamenti

Mille volte insieme a te

 

Cento desideri così

Cento inquietudini,

Cento volte ogni giorno

Mille e un giorno così

Mille testamenti

Mille e uno su di me…

 

…e non ci lasceremo mai

In questo o all’altro mondo

…e non ci stancheremo mai

Nel cielo più profondo

…e non ci perderemo mai

Nel buio dentro il sogno

…e non ci lasceremo mai

Insieme fino in fondo

 
 
 

ORA E’ PERO’ GIUNTO IL MOMENTO DI ASCOLTARLA
GRAZIE A QUESTO VIDEO NOTO PER LA SUA BELLEZZA
IN TUTTO IL MONDO DEL WEB





 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 





 
 
 

IL MIO AMICO – Sublime… poetica canzone di Gianni Morandi… stranamente dimenticata   1 comment


 



IL MIO AMICO – CANZONE POESIA
DEDICATA A CHI SOFFRE DI UNA DISABILITA’
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone appare una poesia per la bellezza del testo
ma anche perché esprime una serena ed affettuosa solidarietà 
verso chi non può avere le normali possibilità di muoversi
e di vivere… normalmente a causa di una menomazione.
 
 
Il testo infatti si muove in modo gioioso e davvero amichevole
verso i nostri amici/fratelli che soffrono
e dunque lontano dai soliti cliché lamentevoli
ed in tal modo rimuove inveterati (ma resistenti) tabù.
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone non è di un cantautore triste, anzi,
ma è di un cantante noto per poesie allegre
(ma talvolta anche impegnate)
come Morandi, e la cosa può stupire
chi è portato ad etichettare le persone solo dalle apparenze.



 



Quello che però non capisco, e la cosa non depone affatto bene
per la nostra società, è come sia stato possibile
– che una così bella canzone abbia avuto,
sì un buon successo, ma non quello che avrebbe meritato
ma anche come mai sia scomparsa quasi del tutto.

Un’altra amara riflessione riguarda i motivi per cui siano così rare le canzoni
che affrontano temi, certo non facili, ma così importanti
anche se poi in tanti si ergono a loro paladini.



 


Certo qualcuno dirà, con il consueto cinismo
che  contraddistingue la nostra società,
che la canzone è stato creata apposta per commuovere
ma intanto
come mai nessuno ci aveva pensato prima (né dopo)?
 
Ritengo pertanto doveroso riportarla in evidenza
attraverso i miei canali di comunicazione
quantunque modesti e limitati.
 
 
 
 
 
 
 
 
IL MIO AMICO 

Morandi – Falagiani 

Il mio amico cammina che sembra un pendolo
attraversa la strada e tutti lo guardano
in questo mondo veloce si muove a fatica
ma tu guarda che razza di scherzi ti fa la vita

il mio amico è sempre stato cosi’ fino da piccolo
con la faccia bambina ed impaurita che sembra un cucciolo
quando parla il mio amico farfuglia piano
e le parole nell’aria si sciolgono come venissero da lontano

ma il mio amico è il mio amico e solo io so com’è
lui ha un cuore pulito che un altro non c’è
il mio amico quando è solo ascolta canzoni
e ad ogni nota riaffiorano in lui vecchie e nuove passioni

quando tu sei arreso e non sai cosa fare
lui ti dice addormentati e prova a sognare
vorrei essere anch’io cosi’ ingenuo e felice
invece corro e da sempre non trovo mai pace

il mio amico almeno è una bella persona
uno strano violino con le corde di seta
in un mondo distratto che cinico suona
questo grande concerto che in fondo è la vita

il mio amico non parla mai di odio e sfortuna
anzi dice era peggio non essere nato
non avrei mai potuto vedere la luna
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

Il mio amico a volte scompare e non lo vedo piu’
anche lui soffre mesi d’amore e non li manda giù
gli succede di solito con una sconosciuta
e ogni volta ancor prima che inizia è una storia finita

ma il mio amico è il mio amico e solo io so dov’è
se vuol farsi trovare, se ha bisogno di me
o se invece vuol stare per giorni a parlare
sulla spiaggia da solo con le onde del mare

il mio amico che gioca con gli occhi a pallone
ci incoraggia e soffre anche in allenamento
lui dai bordi del campo comanda l’azione
ondeggiando leggero come grano nel vento

dal mio amico ho imparato un milione di cose
per esempio ad amare senza essere riamato
a guardare la luna e i giardini di rose
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

Il mio amico è il mio amico e non lo cambierei
i ricordi piu’ belli ce li ho isieme a lui
in questo mondo veloce il mio amico si muove a fatica
proprio lui che mi aiuta a capire e ad amare la vita.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco infine il video… con la dolcissima canzone…





 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


CUORE indACO CUOREstelline color rsCUORE indACO CUORE
Frecce (174)

 







 

 

Funiculì funiculà – La vera storia e l’antica simpaticissima canzone nelle versioni di Sergio Bruni e Bocelli   Leave a comment


 
 
Approfondiremo la conoscenza ed ascolteremo un’antica canzone che, 
nata all’epoca solo per… u n a  p u b b l i c i t à (!!!)
spiccò poi il volo verso alte vette di successo e di allegria
diventando famosa in tutto il mondo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
FUNICULI’ FUNICULA’
LA STORIA… L’ATMOSFERA E LA CANZONE
a cura di Tony Kospan
 

 
 

 
 

LA STORIA

 

La canzone fu scritta nel 1880 in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare di Napoli ed ebbe una gestazione velocissima… solo di poche ore… nascendo quindi quasi d’impeto dalla penna del giornalista Peppino Turco e dal musicista Luigi Denza.

 

 

Gli industriali brindano all’inaugurazione della funicolare

 

 

Essa doveva avere solo la funzione di pubblicizzare la Funicolare e di invogliare i cittadini ad utilizzarla… dato che era un mezzo di trasporto nuovo… ma riscosse un successo immediato sia per la musica, galoppante ed allegra, che per il simpatico testo.

 

 

 

 

Fu la canzone più cantata nella Piedigrotta (antica festa popolare che si teneva nel mese di settembre) di quell’anno ed il suo successo, travolgente come le sue note, travalicò monti ed oceani per diventare una delle canzoni più famose al mondo di tutti i tempi.



  

La festa di Piedigrotta

 
 Essa infatti è stata cantata dai più grandi cantanti…. di ogni epoca.

Interessante poi, dal punto di vista storico, è il fatto che questa è stata la prima canzone classica napoletana di cui sono noti sia l’autore del testo che quello della musica.

Le canzoni precedenti erano in pratica solo dei  canti popolari… ma gli anni di fine ‘800 furono davvero rivoluzionari in tutti i campi dalla scienza all’arte… dalla musica alla poesia… etc. 
 
 
 
 

 

 

LA CANZONE

 
 
L’ascolteremo ora prima in una versione cantata da Sergio Bruni 
potendone leggere il testo in originale.
 
 
fre bia pouce    musical notes

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e poi in quest’altro video possiamo ascoltarla

nell’interpretazione, anch’essa molto bella,

di Andrea Bocelli all’Arena di Verona. 


 

fre bia pouce    musical notes

 

  

Ciao da Orso Tony
 
 
 
 

ARANCIO divfar
Frecce2039





 
 
 

UN ALTRO AMORE – Bella.. famosa e premiata canzone di Gino Paoli – Leggiamo il poetico testo ed ascoltiamola   Leave a comment


.

Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie

non può mancare questa.



E’ uno dei tanti successi di Gino Paoli

ma il testo è assolutamente di grande livello

come potremo leggere qui giù.





UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.
 
 
 
Ma la notevole qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
in quanto è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo al Festival di Sanremo 2002 
dove si classificò terza.
 
 
 
Leggiamola… e poi ascoltiamola.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE 
Gino Paoli
 

Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momento di ascoltarla.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Frecce (51)






 
 

Umberto Bindi – Breve ricordo anche con “Il nostro concerto” il suo maggior successo   Leave a comment

 
 
 

 
 
 




Bindi, pur facendo parte della schiera dei grandi cantautori liguri del secondo ‘900


che hanno lasciato una grande impronta nella storia della nostra musica leggera…,


(forse era il più preparato musicalmenteebbe tuttavia una carriera molto diversa


per l’emarginazione che visse a causa della sua omosessualità.








Le canzoni di Bindi sono spesso vere poesie…


ed in ogni caso esse ci donano con stile e delicatezza


vere profonde emozioni.





Umberto Bindi

(Bogliasco 12 maggio 1932 – Roma 23 maggio 2002)



Spesso bistrattato in vita,
di recente è stato rivalutato alla grande
per la bellezza e l’eleganza dei testi e delle musiche.
 
 
Quella che ora leggeremo ed ascolteremo
possiamo definirla la sua canzone più bella
e risulta la più cliccata nel web.
 
 
Certamente indimenticabile m’appare
questo verso… che colpisce al cuore.
 
“Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai”



 
 



Legggiamo ora prima il testo di questa canzone
e poi possiamo ascoltarla…



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IL NOSTRO CONCERTO…

~ Umberto Bindi~

 

Sull’eco del concerto
Che insieme ci trovò
Ripeterò ancor la strada
Che mi porta a te

Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi troverai
Vedrai lo sguardo
Che per me parlò
E la mia mano
Che la tua cercò


Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi rivedrai
E troverai un po’

 di me
In un concerto dedicato a te

Ovunque sei, ovunque sei
Dove sarai mi troverai
Vicino a te






Ed ora è giunto il momento d’ascoltarla.




  
   musicAnimata



Ciao da Tony Kospan
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