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LA MAGIA DI SETTEMBRE NELLE POESIE.. NELL’ARTE.. NELLE CANZONI.. NEGLI AFORISMI E NON SOLO   2 comments




Stavolta parleremo in poesia, arte, aforismi, canzoni e non solo…
del mese nel quale stiamo, da poche ore, vivendo.







SETTEMBRE 
IN POESIA ARTE MUSICA… E NON SOLO
a cura di Tony Kospan






E’ il mese in cui non sono del tutto svaniti
i colori ed i calori dell’estate
e però vediamo e notiamo nell’aria
nuove e più tenui atmosfere e più fresche temperature.







E’ il mese della vendemmia,
dei funghi, della riapertura delle scuole… etc…
ed è anche il mese in cui è avvenuta, ahimè,
una tragedia che ha sconvolto tutta l’Umanità.






Amo Settembre per i suoi colori davvero unici, soft e avvolgenti,

per la sua aria dolce e malinconica, ma anche tanto romantica.


Per il suo indubbio fascino 

questo mese è molto gettonato in poesia 

ma ancor più in musica ed arte.







Prima di passare alle poesie leggiamo qualche aforisma

che ci parla di lui.







Dovrebbe sempre essere settembre 

Proverbio



Voglio un settembre rosso come l’amore, 

giallo come il sole ancora caldo nel cielo, 

arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, 

porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. 

Voglio un settembre da scoprire, vivere, assaggiare. 

Stephen Littleword



Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. 

Né caldo né freddo. Né bello né brutto. 

Come il matrimonio, appunto. 

Luciana Littizzetto



Il primo settembre è un po’ come il primo dell’anno, 

idealmente si ricomincia. 

Stephen Littleword








Ma veniamo alle poesie prescelte, e però non vi troverete alcune classicissime
come “I pastori” di D’annunzio proprio perché le troverete dappertutto.

Come sempre sarà bello leggere sul tema anche poesie vostre, 
o di altri autori che piacciono a voi, qui nel blog o nei gruppi virtuali.



fre bia pouce   musicAnimata     Antonello Venditti – Settembre
Leonid Afremov



SETTEMBRE 
Vittorio Sereni

Già l’olea fragrante nei giardini
d’amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d’aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell’onda che rotola minuta.



fre bia pouce     musicAnimata   Settembre – P. Gagliardi
Giuseppe Arcimboldo



DUE MESI SETTEMBRE 
Joseph Rudyard Kipling

All’alba un mormorio corse tra gli alberi,
una lieve increspatura nella cisterna, e nell’aria
un presagio di prossima frescura – ovunque
una voce profetica nella brezza.
Balzò il sole e indorò tutta quella polvere,
e lottò per disseccare ancor più l’oziosa terra,
impotente come un re invecchiato che guerreggia
per un impero che gli si sgretola in mano.
L’un dopo l’altro caddero i petali del loto,
sotto l’assalto dell’anno ribelle,
ammutinato contro un cielo iracondo;
e, lontano, bisbigliò l’inverno; “E’ bene
che muoia la rovente estate. L’ausilio e’ vicino,
giacché quando l’umano bisogno più stringe, io arrivo.”



fre bia pouce musicAnimata        September Morn – Neil Diamonds
Mary Cassatt


SETTEMBRE
– Stephen Littleword –

Ecco è arrivato settembre 
mese dolce e propizio
di piogge a colorare i prati 
e di dolci frutti della terra .
Amo settembre 
il sole è ancora caldo ,
si respira ancora 
aria di gioia e vacanza
è qualcosa mi sussurra
di sognare e reinventarmi ,
quasi fosse un nuovo inizio
è settembre!!


fre bia pouce  musicAnimata     Equipe 84 – 29 settembre
Edward Cucuel



RONDINI ADDIO 
Giovanni Pascoli

Dunque, rondini rondini, addio!
Dunque andate, dunque ci lasciate
per paesi tanto a noi lontani.
E’ finita qui la rossa estate.
Appassisce l’orto: i miei gerani
più non han che i becchi di gru.
Oh, se, rondini rondini, anch’io…
Voi cantate forse morti eroi
su quest’alba, dalla vostre altane,
quando ascolto voi parlar tra voi
una vostra lingua di gitane,
una lingua che più non si sa.
Oh, se, rondini rondini, anch’io…
O son forse gli ultimi consigli
ai piccini per il lungo volo.
Rampicati stanno al muro i figli
che alloro nido, con un grido solo,
si rivolgono a dire: si va?
Dunque, rondini rondini, addio!



fre bia pouce musicAnimata      Impressioni di settembre
Raffaello Isola



VEDER CADERE LE FOGLIE 
N. Hikmet

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto,quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo,quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.





FELICE… POETICO… SETTEMBRE 
A TUTTI
DA TONY KOSPAN


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Hans Andersen Brendekilde





BAUDELAIRE – Il grande “poeta maledetto” e padre della poesia moderna in un breve ricordo e 2 sue mitiche poesie   Leave a comment




Un poeta considerato oggi un autore classico
della letteratura mondiale…,
ma che ebbe una vita, sia reale che letteraria,
molto travagliata come potremo ora leggere…

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E’ universalmente definito poeta “maledetto”
in quanto simbolo della difficoltà del vivere
per una continua lotta interiore tra luce e tenebre.


Riuscì però a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio
IO
che poi, se davvero vogliamo guardarci dentro,
non è poi tanto dissimile dal nostro…


 
 
 

colombe
 
 
 
 
OMAGGIO A BAUDELAIRE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Parigi 9 aprile 1821  –  Parigi 31 agosto 1867

 
 
 
 
Diventato molto presto orfano di padre ebbe
un’infanzia difficile a causa dei complicatissimi rapporti
col patrigno e, non volendo iniziare la classica
vita borghese, si rifugiò in quella “bohemienne” e sregolata del Quartiere Latino parigino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sua vita fu breve ma intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio, amori sregolati, alcool e droghe.
Fu però anche nel contempo molto attiva negli ambienti
culturali parigini, soprattutto simbolisti,
dove ebbe modo di confrontarsi con gli altri grandi
letterati, artisti e intellettuali del vivace ‘800 francese.



Henri Fantin-Latour – Hommage à Delacroix
(Qui è con altri grandi artisti dell’epoca)



Prova evidente della sua attiva presenza
nel mondo culturale parigino è questo dipinto qui su
di Henri Fantin-Latour “Hommage à Delacroix
in cui lo riconosciamo (ultimo a destra in basso),
tra personaggi come lo stesso Henri Fantin-Latour,
Édouard Manet, Félix Bracquemond ed altri.





 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
LES FLEURS DU MAL – I FIORI DEL MALE
del 1857 (per il quale subì condanna e censura).

 
 
 
 
 

Courbet – Ritratto di Baudelaire
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 Abbiamo visto che frequentava i grandi artisti
del suo tempo ma amava davvero molto l’arte
al punto di scrivere anche dei libri in materia
come “Curiosità estetiche” del 1868
e “L’arte romantica” 1868-1870
in cui manifestò il suo pensiero.




Le sue stelle comete, anche in questo campo,
erano il romanticismo ed il simbolismo.





Caspar David Friedrich (Romanticismo)


 
Tuttavia i suoi versi parlavano di qualsiasi aspetto
della vita reale 
(ad esempio delle nascenti industrie
con l’immagine di «fiumi di carbone salgono in cielo
).



Con la sua ultima opera – Spleen di Parigi
sperimentò poi anche la poesia… in prosa.
 
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Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.



Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha finalmente riabilitato le sue opere e la sua memoria.



La sua opera che ancor oggi risplende
d’immensa luce propria è certo…
I FIORI DEL MALE.


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Quest’opera è talmente bella
che Carlo Dossi, dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie!


Prima di passare alla sua più nota e più bella poesia
leggiamone un’altra che invece lascia trapelare
la sua visione del conflitto
tra la dura realtà umana ed il sogno.


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Manet –  Jeanne Duval (il grande amore di Baudelaire)




TI ADORO


T’adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

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Baudelaire dipinto da Emile Deroy – 1844
 



Ascoltiamo ora in questo video la poesia “Albatros“,
davvero fantasticamente profonda,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita e criticata dalla cd. “Società per bene“,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti
rispetto alla banalità del pensiero corrente.



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E, se ci va, ora leggiamola anche,
per coglierne meglio
ogni piccola.. grande… sfumatura.


L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA
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SOLO UN SOGNO? – Una poesia di Tony Kospan (anche in video)   Leave a comment

 
 

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SOLO UN SOGNO?
Tony Kospan
 
 
Da lontani misteri… venuti
o da storie dipinte dal cielo
– del mondo sembra la fine –
tra bruni colori e lampi abbaglianti
sullo scoglio di un mare avvolgente
abbracciati… l’infinito ci prende.



E mentre il sogno al reale s’arrende
velata te ne vai tra le onde della vita.
 
Di te solo mi resta… una rosa appassita.

 
Ma seppur mesta al mio dolore… resisti
felice è il mio cuore di sapere che esisti.


 
 




L’amica Maria Antonietta volle dedicar un video
a questa mia poesia e di ciò la ringrazierò sempre.



Frecce (174)



 
 
 

La felicità si raggiunge in due o da soli? La mia idea… e la vostra?   Leave a comment

 
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“Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due”
(Edgar Lee Masters) 
 
 
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PER ESSER FELICI 
E’ MEGLIO ESSER SOLI O IN 2?
Tony Kospan 
 
 
 
 
 
Premesso che la felicità è uno stato d’animo
che può nascere in diverse situazioni
familiari… amichevoli, lavorative… sportive… etc.
qui mi soffermerò, seguendo E. L. Masters,
 solo sulla felicità in amore.
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Ebbene sì, concordo con E. L. Masters 
autore della mitica Antologia di “Spoon River”.
 
 
Sapete che da orso, come Schopenhauer,
amo la solitudine, anzi l’adoro… 
sia come amica che come espressione di libertà.

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Non solo!
 
 
La trovo anche capace di farmi scoprire cose belle e profonde
nel campo dei miei hobby, dei miei interessi  etc etc…
e quindi non sono un affatto un detrattore della solitudine,
o della singletudine, anzi…

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Ma, ma, la vera felicità,
quella che ti fa innalzare da terra e ti fa… volare
beh quella la si vive in 2… e solo in due.





 
 
 

Certo ciò accade solo ed esclusivamente
se c’è vera corrispondenza, complicità
e grande intensità d’amorosi sensi.
 
 
 
 

 
 
 
 
So bene… che mi si può contestare il fatto che l’amore, a volte,
come ci fa volare tra le stelle così ci precipita negli abissi…
come pure può scadere nella noia, nell’incomprensione etc.



 
 

Sì, certo, è assolutamente vero, 
ma quel fantastico ed emozionante volo lì… in 2
di un minuto…
di un’ora
di una settimana
di un mese…
di un anno…
di una vita…
è per me…,
uno degli ultimi romantici…,
il bello della vita…
il meglio della vita…
ed è quel che la rende degna d’esser vissuta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Concludo questo mio modesto pensiero
con una delle poesie d’amore che amo di più…
per il suo ritmo caldo e travolgente…
Sonetto dell’amore totale
ed una canzone…
Miracle of love
 
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SONETTO DELL’AMORE TOTALE
Vinicius De Moraes
 
Ti amo tanto, amore mio…non canti
il cuore umano con maggiore verità…. 
Ti amo come amico e come amante
in una sempre diversa realtà. 
Ti amo per affinità, di un quieto amore prestante
e ti amo al di là, presente nella nostalgia. 
Ti amo, infine, con grande libertà
per l’eternità e a ogni istante. 
Ti amo come un animale, semplicemente
di un amore senza mistero e senza virtù
con un desiderio massiccio e permanente. 
E amandoci così, molto e sempre
un giorno nel tuo corpo all’improvviso
morirò per aver amato più di quanto ho potuto.

 
 
 
fre bia pouce      musicAnimata     Miracle of love
Josephine Wall
 
 
 
 
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate…
 
Ciaooooooooooooooooooooo
 
Orso Tony
 
 




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
PAGINA FB
Frecce (51)


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L’ETERNA CANZONE – Romanticissima e sognante poesia francese dell’800 di Rosemond Gérard   Leave a comment


L’ETERNELLE CHANSON
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Non sono frequenti 
le poesie che inneggiano all’amore… in tarda età.


Ma fa eccezione questa ottocentesca
bellissima e dolcissima poesia francese
che invece ci parla di un rapporto d’amore,
o della speranza di un rapporto d’amore,
che possa restar vivo fino alla terza e… quarta età.

 
 
 
 
 
 
 
Una poesia dunque
che inneggia all’amore che dura nel tempo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ETERNELLE CHANSON
di Rosémonde Gérard
L’ETERNA CANZONE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
Rosémonde Gérard
 



Noi crediamo d’aver scoperto oggi

che l’amore non ha età…
e che anche gli anziani possono vivere nuovi amori
o continuare ad amare la persona della loro vita.
 


La smentita bella e sorprendente è in questa 
 lunghetta, ma romanticissima, poesia francese dell’800
 che mi appare quasi un affresco o, se si preferisce,
un fantastico mix… di ricordi e di sogni d’amore.
 
 
Di essa non trovai alcuna versione in italiano
per cui mi sono cimentato in una traduzione 
che potesse rendere nel modo migliore
lo spirito e la lettera dei versi.

 
 
 
 
 
 
 
 
La trovai per caso in un sito francese e mi colpì molto…
come penso che potrà colpire tutti coloro
che proprio ragazzini non sono
ma che in fondo ragazzini dentro ancora sono… A bocca aperta
e però anche persone più giovani se consapevoli che col tempo,
quando anche loro raggiungeranno un’età avanzata, 
potranno viver, auspicabilmente, situazioni simili.



 
 


Chi non amerebbe, infatti, l’idea di vivere
una vecchiaia d’amore
così come ce la descrive Rosemonde? 

So bene tuttavia che la poesia descrive più che altro
un sogno, una speranza, che hanno tutti gli innamorati
ma che, ahimè, poi raramente si verifica… nella realtà.

 
 
 
 
Rosémonde Gérard
 
 
 
 

L’autrice della poesia è Rosemonde Gérard (1871-1953)
poetessa francese,

 
 
 
 
 
 
 
 
nonché moglie nientepopodimeno che di…
 Edmond Rostand,
 
 
 
 
 
 
 
 

il famosissimo poeta e drammaturgo francese
conosciuto soprattutto per esser l’autore autore del
Cyrano de Bergerac.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ma veniamo alla poesia la cui traduzione (libera)
mi ha davvero impegnato molto…
(molti termini ottocenteschi sono ormai in disuso)
sperando che possa piacere a voi…
così come è piaciuta a me…
per la sua immensa grazia e profondità d’amore.




 
 
 
 
 
L’ETERNA CANZONE 

Rosémonde Gérard
(traduzione dal francese di Tony Kospan)

Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch’io
Quando i miei biondi capelli saranno bianchi
Nel mese di maggio, nel giardino… al sole,
Scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti.
 
Così i nostri cuori ringiovaniranno… festanti…
E ci sentiremo allora… ancor giovani amanti,
Ed io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
E saremo un’adorabile coppia di vecchietti.
 
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
Con occhietti teneri e brillanti.
Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch’io
Quando i miei capelli biondi saranno bianchi.
 
Sulla nostra solita panchina, tutta dipinta di verde
Su quella nostra panchina d’un tempo torneremo a chiacchierare;
Avremo una gioia tenera e dolce,
E chiuderemo spesso la frase con un bacio.
 
Quante volte ho potuto dirti un tempo…”T’amo”?
Allora con affetto ce lo racconteremo.
Ci ricorderemo di mille cose,
Anche di cose da nulla ma deliziose, e tra esse ci perderemo.
 
Un raggio, tutto rosa,  come una dolce carezza,
Tra i nostri capelli bianchi scenderà, e vi si adagerà,
Quando, sulla nostra vecchia panchina dipinta di verde,
Su quella panchina d’una volta torneremo a chiacchierare.
 
E come ogni giorno t’amo di più
oggi più di ieri e meno di domani.
Che importanza avranno le rughe del viso?
Il mio amore sarà più forte e più sereno.
 
Sogno che tutti i giorni i ricordi si sommeranno…
I miei ricordi…  tuoi ricordi  saranno
Questi ricordi comuni sempre di più… ci uniranno
E senza fine nuovi legami tra noi stringeranno.
 
E’ vero saremo vecchi, molto vecchi, deboli per l’età…
Ma più forte ogni giorno la tua mano stringerò 
Perché, vedi, ogni giorno t’amo di più
Oggi più di ieri e meno di domani!
 
Di questo caro amore, vissuto come un sogno,
Voglio conservare tutto nel profondo del mio cuore,
E trattenere, se si può, anche la più fugace emozione,
Per riassaporarla poi con più calma.
 
Io raccolgo tutto quel che vien da lui, come fa un avaro,
Conservandolo con passione per i giorni più lontani.
Io sarò ricca allora d’una ricchezza rara,
Perché avrò conservato tutto l’oro del mio giovane amore.
 
Cosi di questa felicità vissuta che va a finire
Il mio ricordo me ne restituirà poi la dolcezza;
E di questo caro amore che vivo come un sogno
Ho conservato tutto nel profondo del mio cuore.
 
Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch’io,
Quando i miei biondi capelli saranno bianchi,
Nel mese di maggio, nel giardino… al sole,
Scalderemo le nostre vecchie membra tremolanti. 
 
Il rinnovar l’amor metterà i nostri cuori in festa…
E crederemo di rivivere i giorni felici del passato,
Ed  io ti sorriderò muovendo tutta la testa,
E tu mi mi parlerai d’amor con voce tremula.
 
Ci guarderemo, seduti sotto il pergolato,
Con occhietti lucidi e brillanti.
Quando sarai vecchio e sarò vecchia anch’io,
Quando i miei biondi capelli saranno bianchi!

 
 
 
 

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

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L’eterno tema del tempo che passa in una grande poesia (Jean Guitton) ed una grande canzone (Leo Ferré)   Leave a comment



Il tempo è una delle più importanti e misteriose
dimensioni del nostro vivere…
ed ha sempre incuriosito ed affascinato l’Umanità







IL TEMPO
IN UNA GRANDE POESIA
ED IN UNA GRANDE CANZONE


Sant’Agostino diceva:
Se nessuno me lo chiede, so cos’è il tempo,
ma se mi si chiede di spiegarlo, non so cosa dire”.







A proposito dello scorrere del tempo e del rischio di sprecarlo…
ecco quella che è forse la più bella poesia/preghiera che esista.

E’ di uno scrittore e filosofo francese del secolo scorso.






INSEGNAMI AD USARE BENE IL TEMPO
Jean Guitton
 

Dio mio,

insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai

e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.

Insegnami a prevedere senza tormentarmi,

insegnami a trarre profitto dagli errori passati,

senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.

Insegnami ad immaginare l’avvenire

senza disperarmi che non possa essere

quale io l’immagino.

Insegnami a piangere sulle mie colpe

senza cadere nell’inquietudine.

Insegnami ad agire senza fretta,

e ad affrettarmi senza precipitazione.

Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,

la serenità al fervore, lo zelo alla pace.

Aiutami quando comincio,

perché è proprio allora che io sono debole.

Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,

e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.

Fà che io ami il tempo

che tanto assomiglia alla Tua grazia

perche’ esso porta tutte le opere alla loro fine

e alla loro perfezione

senza che noi abbiamo l’impressione

di parteciparvi in qualche modo.
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Sempre in materia di Tempo,
e sempre di un autore francese,
è la famosissima… mitica canzone-poesia che segue
e di cui possiamo leggere il testo in italiano
mentre l’ascoltiamo nel video in lingua originale.



Avec le temps
(Con il tempo)
di Léo Ferré

Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso, non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace a che serve cercare
Ti lascio andare, forse meglio così


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L’altra che adoravi, che cercavi nel buio
L’altra che indovinavi in un batter di ciglia
E tra le frasi e le righe e il fondotinta
Di promesse agghindate per uscire a ballare


Col tempo sai, tutto scompare.
Col tempo sai col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce e mi scopro a frugare
In vetrine di morti,
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane senza compagnia.


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L’altra a cui tu credevi per un raffreddore, per niente
L’altra che ricoprivi di gioielli e di vento
Per cui avresti impegnato anche l’anima al monte
A cui ti trascinavi alla pari di un cane


Col tempo sai tutto va bene
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco, non ricordi le voci
Della gente da poco e il loro sussurrare
Non ritardare copriti con il freddo che fa.


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
In un letto straniero ti senti gelato
Solitario ma in fondo in pace col mondo
E ti senti ingannato dagli anni perduti
E allora, col tempo sai… non si ama più.



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BUON ASCOLTO…


CIAO DA TONY KOSPAN

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Una mia riflessione sull’importanza ed i limiti della competizione. Ma voi cosa ne pensate?   4 comments








LA COMPETIZIONE E… NOI…



La competizione ha sempre un obiettivo… una meta da raggiungere… una vittoria da conseguire.

Il termine “competizione”, nel mondo moderno, ha avuto però un’evoluzione verso un significato negativo per alcuni.








Per la precisione… per quelli che danno maggior valore alla serenità ed al benessere interiore ed ai quali non interessa affatto primeggiare.

Per altri, invece, essa ha sempre avuto, ed ha ancora oggi, un enorme significato positivo. 

Sono quelli che danno maggior valore al desiderio di primeggiare, anzi ne sentono un’assoluta necessità, per soddisfare il proprio Ego.

Essi ritengono che nella vita bisogna continuamente “battere” gli altri, superarli in qualunque campo (e spesso anche in qualunque modo).








Se questa è la situazione, soprattutto nel mondo occidentale, espongo una mia piccola riflessione sul punto.



LA MIA CONSIDERAZIONE







Come sempre la cosa migliore sta nel mezzo… IN MEDIO STAT VIRTUS.

E’ errato vivere solo per competere.

E’ errato evitare sempre di competere.








La competizione ritengo sia necessaria soprattutto (o solo) per raggiungere l’obbiettivo di una vita degna d’essere vissuta.

Ciò però non deve avvenire a scapito di altri e senza danneggiare alcuno.

Essa quindi deve essere strumento di conoscenza, studio, tecnica, approfondimento e deve essere accompagnata dalla tenacia e dalla perseveranza per raggiungere la meta.








A mio parere dunque non dobbiamo mai dimenticare, che, soddisfatti in buona misura i nostri bisogni primari, nuove sfide possono esserci certo ma solo come un optional ma evitando un esasperante e continuo tentativo di superare gli altri.

L’ideale sarebbe, come ci insegna la saggezza e la filosofia orientale, (ma spesso non è facile) godere con calma, ed a lungo, del risultato raggiunto.

E voi cosa ne pensate?

Tony Kospan


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Frecce (174)






Lucian Freud.. pittore dalle tinte forti e dallo stile unico.. intenso e senza tabù – Ricordo e dipinti   Leave a comment



“Descrivo me stesso ed il mio ambiente,
le persone a cui voglio bene,
le mie stanze e ciò che conosco”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
OMAGGIO A LUCIAN FREUD
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
(Berlino 8 dicembre 1922 – Londra 21 luglio 2011)
 
 
 
 
 
E’ stato uno dei pittori più influenti degli ultimi 50 anni
ed un artista di fama internazionale
nonostante si sia tenuto sempre fuori dalle correnti ufficiali.
 
 
 
 
 

Autoritratto

 

 

Benché nipote di Sigmund Freud la sua fama
è nata e si è diffusa solo per aver contribuito a ridefinire
l’arte contemporanea.
 
 
Nato in Germania, dopo l’avvento di Hitler,
la sua famiglia si trasferì a Londra nel 1933
perché il padre intuì presto che per gli ebrei
sarebbero giunti momenti tremendi.

 
 
 
 

Una sua immagine da giovane

 
 
 
 
La sua prima opera fu anche la sua unica scultura
che però gli valse l’iscrizione alla Central School of Arts and Crafts
ma poi i suoi studi si interruppero per partecipare alla guerra
prestando servizio nella Marina Britannica.
 
 

Pur essendo di famiglia ricca e molto in vista
Lucian Freud
si è sempre tenuto ai margini del bel mondo

Ha vissuto allo stesso modo l’arte e la vita
e cioè senza freni… senza regole e senza tabù
soprattutto in amore.

 
 
 
 

 
 
 
 
Le sue opere giovanili sono espressione della sua solitudine
anche se era molto legato a pittori
del calibro di Francis Bacon ed Edward Hopper
con i quali avvenne un mutuo scambio di artistiche influenze.
 
Esse mostrano anche un chiara ricerca del reale
con l’accettazione di una visione concettuale
che con gli anni crescerà sempre di più.

 
 
 
 
 
 
 
 

Nel 1954 rappresenta la Gran Bretagna
alla XXVII Biennale di Arti Visive di Venezia
 insieme a Francis Bacon e Ben Nicholson.



L’artista e la madre

 
 
Dal 1979 il suo successo si estende sempre di più
attraverso mostre sempre più numerose
ed espone anche in Giappone e negli Stati Uniti.
 
 
 
 
Ritratto di Francis Bacon
 
 
 
 
Dal 1983 dopo l’onorificenza di “Companion of Honour
riceve di continuo onori ed apprezzamenti
finendo con l’esser l’artista più pagato al mondo
fino alla sua morte avvenuta il 21 luglio 2011.

 
 
 
 

Donna con cane bianco

 
 
 
 
LO STILE
 
 
 
 
Il suo stile è di difficilissima catalogazione.

Possiamo solo dire che si muove nell’ambito figurativo
ma ogni suo dipinto appare quasi un unicum
benché poi si possano notare delle linee costanti.

Una di queste è la deformazione di volti ed oggetti
caratterizzata però da intensa e potente espressività.


 

 

 

Giovane donna


 
 
 
Le caratteristiche principali delle sue opere
si possono poi racchiudere,
oltre che nell’analisi impietosa, nuda, cruda e senza tabù
della verità dei corpi umani,
anche in un particolare piacere di esibire senza problemi
il suo mondo erotico personale e gli ambienti in cui opera.


 
 
 
 
 Jerry Hall (attrice ed ex moglie di Mick Jagger) mostra il dipinto fattole da Lucian Freud
 
 
.
.


Da notare infatti che in molte sue opere appaiono
modelle sdraiate su stracci inzuppati di colore,
macchie di vernice in giro su pavimento e pareti,
nomi e numeri di telefono sui muri del suo laboratorio
insieme a tanti altri particolari…
grazie ai quali l’autore vuol proprio condividere
i suoi spazi ed i suoi artifici compositivi.
 
.
.
 
 
 
 
 
 

Tra i tanti ritratti spiccano quelli famosi
della Regina Elisabetta
e della supermodella Kate Moss
che, come sempre accade nei suoi dipinti, appaiono
senza alcun tipo di abbellimento estetico.






 
 
Famosa e significativa è questa sua risposta…
 

“Cosa chiedo a un dipinto?
Gli chiedo di stupire, disturbare, sedurre, convincere”
 
.
.
 
 
 
 
 
 

I soggetti scelti dall’artista sono quasi sempre parenti,
amici o persone a lui vicine
e li fa rimanere in posa anche per molte ore di fila.

 
 
 
 
Ib and Her Husband dipinto nel 1992.
Un profondo e intrigante ritratto della figlia Isobel e del suo compagno.
 
 
 
 
Per realizzare un dipinto impiega anche un anno
e per un’acquaforte diversi mesi.
 
 Sono celebri i suoi nudi soprattutto femminili
visti però, come si diceva su, 
in una cruda personale sensuale visione
ed a tal proposito amava dire:

 
”Voglio che la pittura sia carne”

 

 

‘Benefits supervisor sleeping’ – Dipinto e la modella Sue Tilley una delle sue  “muse” 






 
 
 Per il critico Richard Dorment

“la bravura di Freud non è tanto nello stile pittorico,

ma nel modo in cui egli si relaziona con la sua modella,

nel modo in cui reagisce a lei,

in quello che sceglie di raccontare al mondo di lei

(ed anche di sé stesso).”






 
 
 
 
Se ci fa piacere, possiamo ora, attraverso questo video,

approfondire ancora meglio la conoscenza dell’artista e delle sue opere.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN



















Arcimboldo e la sua arte bizzarra – Vita.. dipinti ed analisi dell’arte del pittore delle meraviglie   Leave a comment

 
 
 
Una breve biografia…
un’ampia carrellata di opere sorprendenti
 ed un’analisi della sua arte fantastica ed unica.
 
 
 
 
 

Rodolfo II in veste di Vertunno (partic.)


 
 
 
 
L’originalissimo artista milanese creava infatti le sue opere
con un collage di frutta, fiori, rami, conchiglie e pesci
e, pur con pochissimi (ma notissimi) dipinti,
ha un suo preciso posto nella storia dell’arte.
 
 
 
 
 
Arcimboldo
(Milano 5 aprile 1526 – Milano 11 luglio 1593)

 
 
 
ARCIMBOLDO


IL GENIO DELL’ARTE DELLA MERAVIGLIA
 
 
 
 
 
Flora
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA 


Arcimboldo nacque a Milano nel 1527


Il padre Biagio Arcimboldo o Arcimboldi era pittore presso il Duomo di Milano.


E’ ancora un problema irrisolto la versione corretta del nome dato che lo stesso Giuseppe si firmava in modo diverso di volta in volta.


L’origine del nome è alemanna e la storia del casato risale ai tempi di Carlo Magno al cui seguito c’era un nobiluomo d’origine alemanna Saitfrid Arcimboldi.


Il precoce contatto di Giuseppe con l’arte e la letteratura fu favorito dall’amicizia del padre con Bernardino Luini allievo di Leonardo da Vinci anche se non è documentato un contatto diretto con i due artisti.


In ogni modo grazie al Luini Arcimboldo ebbe l’opportunità di venire in possesso degli appunti e dei quaderni con gli schizzi di Leonardo.


Arcimboldo coltivò contatti anche con filosofi e altri scienziati dell’epoca e debuttò come pittore nel 1549 a soli 22 anni come aiutante del padre presso il Duomo di Milano per alcuni disegni per le vetrate.


Molti lo conoscono per le sue raffigurazioni di volti formati dagli oggetti più disparati come animali piante libri e altro ma presso la corte dell’imperatore Ferdinando I d’Austria dove visse per ben 25 anni fu molto ben veduto e ben pagato anche per molte sue altre invenzioni come giostre giochi e decorazioni per matrimoni e altre feste


Morì nel 1593 a Milano. 

 

 

  ALCUNE TRA LE SUE OPERE PIU’ NOTE

 

Come si può vedere esse sono spesso… in serie.


 

 

LE 4 STAGIONI

 

 

 

L’autunno

 

 

 

L’inverno

 

 

 

La primavera

 
 
 
 
L’estate

 

 

I 4 ELEMENTI

 

 

Aria (1566)

 

 

Fuoco (1566)

 

 

Terra (1570)

 

 

Acqua (1566)  



 



UN’ANALISI DELLA SUA OPERA 


 


Grazie a pochissimi quadri conosciuti da tutti, soprattutto attraverso ogni sorta di riproduzioni e rielaborazioni utilizzate nei contesti più diversi compresa la pubblicità, Arcimboldo è oggi sicuramente uno degli artisti più famosi della storia dell’arte.

L’aggettivo «arcimboldesco» è diventato sinonimo di bizzarro, stravagante, eccentrico, fantastico, sorprendente, immaginifico, surreale

Il «segreto» dello straordinario successo delle sue composizioni antropomorfe che appaiono come dei complicati puzzle (fatti di frutta, verdure, fiori, uccelli, pesci, conchiglie, o oggetti vari) sta nell’ambiguo e affascinante scarto, facilmente decodificabile con un po’ d’attenzione a una lettura immediata, fra l’osservazione dei particolari e dell’insieme unitario.

Tutto dipende dalla distanza da cui si osservano queste opere.


 



Bibliotecario


 



L’ortolano


A uno sguardo ravvicinato si è colpiti dalla brulicante e formicolante presenza di innumerevoli elementi dipinti con estrema precisione naturalistica, mentre da una prospettiva più distante il tutto si ricompatta per formare l’immagine strana ma assolutamente verosimigliante di teste (o più precisamente di mezzi busti) anche con accentuate connotazioni espressive, sia pure al limite del grottesco.



L’effetto paradossale e ambivalente (percettivamente reversibile) mette in gioco nel modo più spettacolare e intrigante, all’interno stesso del dipinto, una dialettica fra realtà e rappresentazione, fra mimesi e apparenza illusoria. 


 


Il Giurista
 
 
 
 

Natura morta con fiori, frutta e verdura di stagione

 
 

 
A questo livello di fruizione della «magia» della pittura si ferma lo sguardo del grande pubblico, poco interessato, per lo più, a interpretazioni più complesse di ordine simbolico e allegorico legato al contesto storico culturale dell’epoca dell’artista.


In ogni caso si tratta di qualcosa di fondamentale, e perciò sempre attuale.


L’analisi dell’attualità dell’«Effetto Arcimboldo» che continua giustamente ad avere un enorme successo documenta l’influenza dell’opera dell’artista sulle generazioni seguenti, ma soprattutto sull’arte d’avanguardia ed in particolare su quella dadaista e surrealista.


Francesco Poli

 

 

Eva e la mela




UN PERSONALE PARERE



La sua arte bizzarra non ha alcun riferimento con la pittura del ‘500.


Alcuni vedono nella sua opera un’anticipazione del surrealismo ma la sua arte è animata da un vero ed assoluto piacere per il gioco caricaturale e scherzoso per prendere in giro la realtà… ma, a mio parere, in questo gioco il nostro mostra vera genialità se ancor oggi le immagini delle sue opere destano stupore e sono amatissime e ricercatissime nel web.




Allegoria dell’estate


 

 

 

Fonti web.. testo analisi Francesco Poli – impaginazione e rielaborazione by Tony Kospan

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 

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IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L’ARTE
Frecce2039






 (Estate)



 
 
 

Per esser felici.. meglio esser in due o da soli? Una mia breve riflessione   1 comment

 
 
 
 



“Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due”
(Edgar Lee Masters) 
 
 
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PER ESSER FELICI E’ MEGLIO ESSER SOLI O IN 2?
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Premesso che la felicità è uno stato d’animo
che può nascere in diverse situazioni
familiari, amichevoli, lavorative, sportive… etc
qui mi soffermerò, seguendo il pensiero di E. L. Masters,
 solo sulla felicità in amore.
.
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Ebbene sì…
concordo con E. L. Masters l’autore della
mitica Antologia di “Spoon River
 
 
Sapete che da orso,  come Schopenhauer,
amo la solitudine e l’adoro sia come amica
che come espressione di libertà

.
.
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.
.
.

Non solo!
 
 
La trovo anche capace di farmi scoprire cose belle e profonde
nel campo dei miei hobby, dei miei interessi etc etc
e quindi non sono affatto un detrattore della solitudine
o della singletudine… anzi.

.
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Ma, ma… la vera felicità…
quella che ti fa innalzare da terra e ti fa volare
beh quella la si vive in 2 e solo in due.




 
 
 

Certo ciò accade solo ed esclusivamente
se c’è vera corrispondenza di sentimenti, complicità
e grande intensità d’amorosi sensi.
 
 
 
 

 
 
 
 
So bene che mi si può contestare il fatto che l’amore 
come ci fa volare tra le stelle così ci precipita negli abissi
come pure può scadere nella noia, nell’incomprensione, etc.
 
 
Sì, certo, ciò è assolutamente vero…
ma quel fantastico emozionante
volo lì… in 2
di un minuto…
di un’ora
di una settimana
di un mese
di un anno
di una vita
è per me,
uno degli ultimi romantici,
il bello della vita
il meglio della vita
ed è quel che la rende degna d’esser vissuta.
 
 
 
 
 
Chagall
 
 
 
 
Concludo questo mia modesta riflessione
con una delle poesie d’amore che amo di più
per il suo ritmo caldo e travolgente
Sonetto dell’amore totale
ed una canzone…
Miracle of love
 
 
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SONETTO DELL’AMORE TOTALE 
Vinicius De Moraes
 
Ti amo tanto, amore mio…non canti
il cuore umano con maggiore verità….
Ti amo come amico e come amante
in una sempre diversa realtà.
Ti amo per affinità, di un quieto amore prestante
e ti amo al di là, presente nella nostalgia.
Ti amo, infine, con grande libertà
per l’eternità e a ogni istante.
Ti amo come un animale, semplicemente
di un amore senza mistero e senza virtù
con un desiderio massiccio e permanente.
E amandoci così, molto e sempre
un giorno nel tuo corpo all’improvviso
morirò per aver amato più di quanto ho potuto.

 
 
 
fre bia pouce    musicAnimata
Josephine Wall
 
 
 
 
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate…
 
Ciaooooooooooooooooooooo
 
Orso Tony
 
 




rangeeballon
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
E’ ORA ANCHE UNA PAGINA FB

Frecce (51)


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