Archivio per la categoria ‘MUSICA ITALIANA

TENCO – Breve ricordo del grande cantautore degli anni ’60 anche con 2 sue belle canzoni-poesie   Leave a comment

 

 

 

 

 

Nato il 21 marzo 1938 a Cassine (Alessandria) crebbe artisticamente a Genova frequentando grandi cantautori come Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André.

 

Il suo grande amore musicale era il jazz… ed infatti la sua prima band si chiamava “Jelly Roll boys jazz band”.


 

 

Luigi Tenco (Cassine, 21.3.1938 – Sanremo, 27.1.1967)

 


 
I suoi esordi con il nome d’arte Gigi Mai (ne userà poi diversi altri) non furono baciati dal successo nè di pubblico nè di critica.

 

Dal 1959 iniziano i suoi successi soprattutto con “Mi sono innamorato di te” e “Io sì”… poi nel 1964 con “Ho capito che ti amo” e nel 1966… con “Un giorno dopo l’altro” e “Lontano, lontano
 

 

 


 

 


Nel 1967 partecipa al festival di Sanremo già attanagliato da problemi psicologici con “”Ciao amore, ciao”  cantata in coppia con Dalida e nel vederla bocciata dalla giuria a favore di altre canzoni di scarso valore si tolse la vita…

 

E’ stato un cantautore davvero “autentico” in quanto non cedette mai a pressioni commerciali o si abbassò a volgarizzazioni della sua vena poetico-musicale.

 

 

 

 

 

 

Milioni di giovani dell’epoca (tra i quali il sottoscritto) lo amavano per questo e rimasero sconvolti quando appresero della sua morte.

 

Per me, ma non solo per me, le sue erano quasi tutte “canzoni poesie“.


 
 
 

 
 
 

Ed è proprio con questa canzone poesia IO SI’ che mi fa piacere iniziare a ricordarlo e rendergli omaggio…

 
 
La canzone è tutta sua… testo e musica… ed appare a me…, ma non solo…, come una delle sue canzoni più incisive… più sensuali… più romantiche ed intriganti…
 
 
Direi che per questi aspetti rappresenta un vero e proprio unicum tra le sue canzoni…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
.
Prima ascoltarla però… leggiamo il testo… per apprezzarne il valore “poetico”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

IO SI’
 – Tenco – 

Io sì,
che t’avrei fatto vivere
una vita di sogni
che con lui non puoi vivere
 
Io sì,
avrei fatto sparire
dai tuoi occhi la noia
che lui non sa vedere
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei detto il mio amore
cercando le parole
che lui non sa trovare
 
Io sì,
t’avrei fatta invidiare
dalle stesse tue amiche
che di lui ora ridono,
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatta arrossire
dicendoti “ti amo”
come lui non sa dire
 
Io sì,
da te avrei voluto
quella tua voce calda
che a lui fa paura
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatto capire
che il bello della sera
non è soltanto uscire
 
Io sì,
t’avrei insegnato
che si incomincia a vivere
quando lui vuol dormire,
ma ormai…
 
Io sì,
che t’avrei insegnato
qualcosa dell’amore
che per lui è peccato
 
Io sì,
t’avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai…

 

 

 
 
 
 Ascoltiamola dunque cantata dall’autore…
 
 

 
 
 
 
 

e, se ci va, ascoltiamo anche quest’altro suo successo
che pure amo molto
ma che è invece di genere introspettivo.

 
 


 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


 
 
 

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Mino Reitano.. vero piccolo re della canzone popolare italiana – Un ricordo e 2 suoi successi   4 comments

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


.

.

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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


.

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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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Gaber.. musica ed originalità – Breve ricordo del mitico “Signor G” anche con 2 sue belle canzoni   Leave a comment

 


 

 

 

 

Giorgio Gaber, ma il vero cognome era Gaberscik,

è stato un grande artista milanese, ma amato in tutta Italia,

che ci ha fatto compagnia con le sue canzoni

ed i suoi spettacoli nella 2° metà del  secolo scorso.




Qui è con Jannacci




Ha avuto notevoli successi

come cantautore, commediografo, regista e attore teatrale,

sia cinematografico che televisivo ma… non solo.



La sua arte, tra la recita, il canto e lo show…

era molto particolare…

e lanciava anche dei messaggi controcorrente.





 

 



E’ ricordato anche come “Il Signor G”

(così era soprannominato dai suoi fans)

ed è stato anche un chitarrista di valore

e tra i primi interpreti del rock in Italia.


 

 

 

Qui è con Mina


 


Le sue originalissime performances come autore ed attore teatrale

fanno sì che è anche considerato l’inventore, con Sandro Luporini,

di questo particolare genere musical-teatrale. 


 

 

(Milano 25.1.1939 – Montemagno di Camaiore 1.1. 2003)

 

 

A Giorgio Gaber è stato dedicato, quale grande artista milanese,

l’auditorium situato al piano terra del Grattacielo Pirelli.

 

 

 

 

 


Come ricordarlo al meglio se non con 2 sue mitiche canzoni?

 


La prima è una canzone-poesia con veri accenti d’originalità

in quel campo sempre più esplorato

ma sempre più misterioso che è l’amore.

 


La seconda è la fantastica e sempre attuale “Libertà“.

 

 

 

 

 

 

QUANDO SARO’ CAPACE DI AMARE

.

Giorgio Gaber


Quando sarò capace di amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
e di far l’amore con mia madre in sogno
Quando sarò capace di amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino
Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensieri
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa
Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro
Quando sarò capace di amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo
Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare

 

 

 

 

 

 


Ma ora ascoltiamola

 

 

 

 

 


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Ed infine il video della sua mitica indimenticabile canzone…


LA LIBERTA’… 

 

 

 

 

 

 Sono e sarò sempre grato a Gaber per le emozioni che ci donava

con la sua musica ed i suoi testi che, 

sotto un bel velo di leggerezza e fantasia,

celavano anche profonde verità.

 

Grazie Gaber…

 

 

Tony Kospan 

 

 

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Pubblicato 25 gennaio 2022 da tonykospan21 in MUSICA ITALIANA

De André.. poeta in musica – Breve ricordo con alcuni suoi pensieri e 3 sue mitiche.. poetiche canzoni   1 comment





« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra. »
Fabrizio De André, Amico fragile
 
 
 
 
 


OMAGGIO A DE ANDRE’
POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA


 
Genova 18.2.1940 – Milano 11.1.1999
 
 
 
Fin dall’inizio De André si caratterizzò come un cantautore certo…
ma amante di un genere… sì musicale…
ma denso di contenuti poetici ed umani
nel solco di artisti internazionali
come Jacques Brel, Leonard Cohen, Bob Dylan etc.
  
I testi delle sue canzoni, nelle quali ha raccontato storie di emarginati,
ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società
sono ritenute delle vere e proprie… belle poesie
(tanto che alcuni di essi sono in alcune antologie scolastiche di letteratura).




 

Era conosciuto anche come Faber,
un soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio.
 
Il suo primo grande successo è La canzone di Marinella,
brano interpretato da Mina nel 1965 che divenne subito un best seller.

 
 
 

 
 
Durante tutta la sua attività musicale ha prodotto tredici album in studio,
più alcune canzoni inedite
pubblicate solo come singoli oppure in antologie. (wikipedia)
 
Ma il suo amore per la poesia e la cultura si è manifestato, tra l’altro,
anche con la traduzione (e la trasposizione in musica)
del famoso ed originale poema americano SPOON RIVER
ma anche di altre opere….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non possiamo quindi non rendere anche noi… nel nostro piccolo…
un omaggio al grande De André, forse uno dei pochissimi, che ha saputo 
coniugare la canzone con  la letteratura e la musica con la… vera poesia.



Qui è con Dori Ghezzi

 
 
Ho scelto alcuni suoi pensieri ed il testo di Giugno ’73
solo come esempi… del suo stile e della sua poetica
oltre ad alcune note canzoni.
 


 

 
 Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali,
vale adire senza passioni e senza slanci
sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio,
una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
Fabrizio De André

Il canto ha ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive,
il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza,
di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
Fabrizio De André

 
  Giugno ’73
  
 
 

GIUGNO 73
Faber
 


Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.


 La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.


 E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.


I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.


 E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.


 E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.


 Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
 
 
  Il pescatore
 
 
 


Certo è impossibile nel breve spazio di un post raccontare tutta la vita…
tutta la sua personalità (molto riservata) e tutte le sue canzoni
per cui concludo questo breve ricordo con il video di un’altra sua mitica canzone
di cui è possibile leggere anche il testo.



     La Canzone dell’ Amore Perduto  


 
  
Ciao da Tony Kospan



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Domenico Modugno – Mini ricordo del mitico cantante e la bella.. ma poco nota.. drammatica canzone “Lu pisci spada”   Leave a comment




Questa è una non notissima, ma bellissima, canzone
di un monumento della Canzone Italiana…
il mitico “Mimmo Modugno” detto anche “Mister volare”.



Polignano a Mare 9.1.1928 – Lampedusa 6.8.1994



UNA BELLA… POETICA… MA DRAMMATICA


STORIA DI MARE… AMORE… E MORTE.





LU PISCI SPADA
STUPENDA CANZONE-POESIA DI MODUGNO
by Tony Kospan



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Sembra che si tratti di una storia vera
raccontata da alcuni pescatori
e riportata su alcuni giornali…
quando il Mimmo nazionale era un ragazzo.



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Con essa  Domenico Modugno…

ci parla del supremo sacrificio per amore.








Racconta infatti la drammatica storia d’amore 
tra due pesci spada;
la femmina ormai catturata durante la mattanza,
incita il maschio a fuggire,
ma lui si lascia catturare per morire insieme a lei.








Leggiamo prima il poetico testo in italiano…

 

 
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IL PESCE SPADA
(D. Modugno) 
 
Questa è la storia –
d’un pesce spada –
storia d’amore…
Dai dai è lì, I’ho visto, l’ho visto… –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
hanno colpito la tua femmina dritto dritto in mezzo al
cuore
e piangeva di dolore ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la barca la trascinava ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ed il maschio pareva impazzito
diceva: “bella mia non piangere, –
bella mia non piangere, –
dimmi piuttosto cosa devo fare…?”
Rispondeva la femmina –
con un filo e filo di voce:
“scappa scappa amore mio –
perché altrimenti ti uccidono…”
“Non no no no no amore mio –
se tu muori voglio morire assieme a te
se tu muori amore mio voglio morire…”
Con un salto si trovò abbracciato cuore a cuore 
vicino ad essa
e così ebbe fine l’amore –
di due pesci sfortunati… –    
Dai dai è lì, l’ho visto l’ho visto –
c’è pure il maschio –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
Questa è la storia – d’un pesce spada –
storia d’amore.



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Ed ora nel video possiamo legger, se ci va, anche il testo originale
oltre ad ascoltar la sublime interpretazione del grandissimo Mimmo.
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CIAO DA TONY KOSPAN

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Augurissimi Celentano – Buon compleanno con una tua mini biografia e “Una carezza in un pugno”   1 comment




 
Oggi è il compleanno di uno dei più noti e longevi
personaggi della canzone e dello spettacolo.

 

 

 

 (Milano 6 gennaio 1938)
 
 
 
 
 
Cantautore, ballerino, intrattenitore, attore, regista e produttore
è un artista amatissimo dagli Italiani fin dalla fine degli anni ’50.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tra i suoi soprannomi ci sono quelli
di molleggiato
per via del suo modo di ballare
e telepredicatore
perché ama far conoscere, nei suoi spettacoli,
le sue idee, condivisibili o meno, ma mai banali,
sul mondo… la vita… la società.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ l’artista italiano, con Mina,
ad aver venduto più dischi…
oltre 150 milioni.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sua compagna di vita, e “consulente d’arte” ma non solo,
è la moglie… Claudia Mori.
 
 
Oggi è considerato un vero e proprio mito dello spettacolo
ed i suoi successi sembrano non aver mai fine.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Impossibile quasi enumerare tutte le canzoni,
tutti gli spettacoli etc…
della sua lunghissima carriera.
 
 
Mi limito a ricordar che essa ebbe inizio
sul finir degli anni ’50 grazie all’idea geniale
(perché allora l’Italia era chiusa in un’unica forma musicale)
di portar anche da noi il rock, soprattutto quello scatenato,
che furoreggiava negli Usa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Proseguì la sua carriera poi con il famoso Clan
che ebbe breve vita e tante polemiche…
ma ormai Celentano iniziava ad essere un vessillo
della nuova musica italiana…  che non è più tramontato.
 
 
Sono tantissime le canzoni
con cui mi piacerebbe fargli gli auguri
ma ho scelto la mitica…
Una carezza in un pugno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


e lunga vita… 

ADRIANO



anche da Tony Kospan


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Pino Daniele – Breve ricordo del grande cantautore anche ascoltando un suo successo.. live.   1 comment

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Il 4 gennaio del 2015 ci lasciò all’improvviso 
Pino Daniele,
amatissimo e notissimo cantautore e chitarrista italiano,
quando mancavano 2 mesi al suo 60° compleanno
per problemi cardiaci di cui soffriva da molto tempo.

La notizia al mondo la diede l’amico fraterno e collega
Eros Ramazzotti



Napoli 19.3.1955 – Roma 4.1.2015



Era uno dei musicisti italiani più noti nel mondo.



Negli anni 80 con James Senese, Tullio de Piscopo ed altri



ALCUNI TRA I SUOI MOMENTI ARTISTICI PIU’ IMPORTANTI



Nel 1980 fece da apri pista al concerto milanese di Bob Marley.

Ha suonato a Cuba e all’Olympia di Parigi con grandi artisti.

Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny








Ha fatto concerti con gli Almamegretta,
Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea
e tantissimi altri grandi artisti italiani ed internazionali.






IL SUO STILE “BLUES NAPOLETANO”


Decisiva per la sua carriera musicale
fu l’incontro da giovane con James Senese,
sassofonista del gruppo “Napoli Centrale”.




L’originalità o particolarità del suo stile musicale
è stata la chiave del suo successo.

Esso consiste nell’aver “mixato” rock, blues, funky e jazz
con la grande musica classica e popolare partenopea.



Qui è con Troisi suo grande amico
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Solo 4 giorni prima aveva partecipato allo spettacolo
di capodanno L’anno che verrà” della RAI.

Ricordiamolo con questo video di un suo noto brano…
A Testa In Giù (Live In Napoli).

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Grazie Pino per le belle emozioni che ci hai dato
e son certo che starai continuando continua a cantare
e suonare la chitarra… tra le stelle.


Tony Kospan




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE LA TUA PAGINA FB!




MANGO – Breve ricordo del cantante dalle calde ed originali vocalità anche con i suoi successi.. “Mediterraneo” e “Oro”   Leave a comment

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Con la sua voce inimitabile
stava cantando “Oro”, una delle sue canzoni più belle,
quando il 7 dicembre 2014 fu colpito da infarto.

Fece in tempo a chiedere scusa al pubblico
e poi si accasciò…

Fans, colleghi cantanti e musicisti
inondarono il web con una marea di messaggi
con cui esprimevano il loro dolore ed i loro ricordi…



Giuseppe Mango ( Lagonegro 6.11.1954 – Policoro 8.12.2014)



Dunque un altro personaggio che ci ha accompagnato
con le sue indimenticabili canzoni,
assolutamente inconfondibili
grazie ad una sonorità vocale unica ed emozionante,
ci lasciava a Policoro (Matera) nel corso di un concerto.

E’ stato il cantante di Bella d’estate scritta con Dalla,
Mediterraneo, Oro, Lei verrà ed altri successi.




Mango giovane



Aveva appena compiuto i 60 anni il 6 novembre precedente
ed era su quel palco per un concerto di beneficenza.

L’artista lucano era notoriamente una persona molto corretta,
generosa ed amava la sua terra, la musica e la sua famiglia.






Pur non essendo mai diventato un vero e proprio divo,
anche forse per il suo carattere riservato,
era comunque molto apprezzato negli ambienti musicali
e soprattutto molto amato da un grande numero di ammiratori…

Ma non era solo un cantante
perché ha anche scritto diverse note canzoni
per artisti come.. Mia Martini, Patty Pravo, Bocelli,
Loretta Goggi, Loredana Berté ed altri.





Qui con la moglie Laura Valente al Festival di Sanremo 2007



Il suo stile musicale era davvero particolare…
in quanto era un mix
di pop, rock, soul e world music.

Ricordiamolo ora rivedendolo e riascoltandolo
in questi bei video… dedicati a 2 suoi successi

.
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  Mediterraneo



Mango… starà ora certamente
continuando a cantare tra le stelle
con la tua fantastica voce…
ed il suo stile inimitabile…


  “Oro”


Tony Kospan





LA TUA PAGINA DI… SOGNO

PER COLORARE LE TUE ORE?








Mino Reitano.. mito della canzone popolare italiana – Breve ricordo e 2 video   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E’ stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all’italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l’estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d’oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d’autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l’altra guancia:
«Non ce l’ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l’ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all’ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell’autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l’anniversario.



Orso Tony




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Nicola Arigliano.. cantante e jazzista anni ’60 – Breve ricordo ed il video di “Arrivederci”   Leave a comment

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Oggi è l’anniversario della nascita di Nicola Arigliano
un cantante che ci ha accompagnati per lunghi anni
dagli anni ’50 in poi…
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Col suo modo di cantare, anche se un po’ particolare,
è stato accanto noi in tv, al cinema e.. nella pubblicità
avendo sempre sullo sfondo però
il grande amore della sua vita… il
jazz.
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Nicola Arigliano (Squinzano 6 12 1923 – Calimera 30 3 2010)

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Nato in provincia di Lecce da giovanissimo inizia a cantare..
ed a suonare il sax ed il contrabbasso… a Milano…
dove era andato in cerca di fortuna.
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Viene notato dal critico musicale Marshall Brown
che gli consiglia d’andare al Festival di Newport.
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Da quel momento inizia la sua vera carriera,
a Roma dove s’era intanto trasferito,
di artista a tutto tondo ed intrattenitore di piano bar.

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Sono del 1956 le sue prime incisioni…
ma il primo vero successo fu “Simpatica“.
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Grazie ad esso
partecipa a storiche trasmissioni televisive come
Canzonissima… Cantatutto e Sentimentale.

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Proprio la sigla di Sentimentale… con lo stesso titolo…
fu il suo secondo successo… a cui seguono molti altri.
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Ricordiamo… anche altri successi come…
Amorevole, Tre volte baciami,
My wonderful bambina e 20 km al giorno…

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Partecipa anche al famosissimo Carosello
pubblicizzando per molti anni il digestivo Antonetto.
Fa pure una notevole apparizione nel cinema…
col film di Monicelli… “La grande Guerra
e recita anche in alcune serie tv.

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L’ultima sua importante partecipazione televisiva
è a Sanremo con
Colpevole, nel 2005 ad 82 anni,
con cui vince il Premio della Critica.

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Lo ricordiamo come il cantante
dalle sonorità fini ed eleganti….
del tutto diverse rispetto a quelle classiche
della musica leggera italiana…
ma anche
come il cantante della modestia e della simpatia.
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E’ giunto il momento di omaggiarlo
riascoltandolo inArrivederci

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Orso Tony
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