Archivio per la categoria ‘RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

Come essere felici? Ce lo dice Roberto Shinyashiki… noto guru brasiliano   Leave a comment

 
 
 
 





Il pensiero di Shinyashiki Roberto
guru brasiliano, psichiatra ed esperto in comunicazione
sul modo migliore di vivere




Shinyashiki Roberto
 
 
 
 

LA FELICITA’ E’ UNA SCELTA!
(Il suo pensiero in pillole)


 
 
 
Ciascun uomo deve prendere possesso della propria vita:
la consapevolezza che un uomo ha di sé, infatti, si riflette direttamente sul modo in cui interagisce con gli altri.
 
Purtroppo, lo stile di vita moderno, basato sulla competizione aggressiva, distrugge l’individuo, lo irrigidisce emotivamente e gli crea persino una grande paura di sognare, e quindi di trovare la forza interiore per realizzare le proprie mete.
 
Le persone per Shinyashiki, invecchiano non per il tempo che passa, ma principalmente perché abbandonano i sogni.
 
Per trasformare la propria vita è fondamentale sapere dove si sta e dove si vuole andare.

(dal web)
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Ecco ora come l’autore sintetizza i suoi concetti…
espressi nel libro
IL VERO SUCCESSO E’ LA… FELICITA’
in questo brano quasi poetico…

 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
LA VITA
Shinyashiki Roberto
 
Non mangiare la vita con la forchetta e con il coltello,
ma sporcati la faccia….
Molti risparmiano la vita per il futuro…
La vita, anche se in frigorifero,
se non la vivi, deperirà!
Per questo certe persone si sentono ammuffite
già nella mezz’età….!
Esse mettono la vita da parte
e non si dedicano all’amore o al lavoro….
Non hanno osato,
non sono andati avanti ma poi arriva il momento
che se ne accorgono.
“Accidenti, ho avuto fame
ma per risparmiare queste patate si sono marcite”.
E allora non lasciare che la vita diventi troppo seria
e vivila come se fosse un gioco,
assapora tutto quello che riesci ad ottenere
sia le sconfitte che le vittorie,
la forza dell’alba e la poesia dell’imbrunire…





  

 

CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
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IL MONDO DI ORSOSOGNANTORA E’ ANCHE SU FB!


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Come vanno interpretati i testi sacri? Alla lettera o con logica? Questo brano ce lo fa capire con ironia   Leave a comment



 



Questo testo rinvenuto nel web, di autore anonimo, ci ricorda la fatica di Galilei e di tanti altri a far accettare semplici verità scientifiche ad un apparato religioso retrivo ed immobile… al punto da… superare il ridicolo…

Chi ha davvero fede, a mio parere, deve leggere i testi sacri con la luce dell’intelligenza considerando le conoscenze dell’epoca e le tradizioni del periodo in cui furono scritti.






In caso contrario coloro che spingono per una lettura letterale e “cieca” rischiano di esporsi a figure barbine… come quella che abbiamo visto ai tempi di Galilei.

Direi infine che di cose strane, negli antichi testi religiosi, ce ne sono tante ma tante altre… oltre a queste che leggeremo tra poco in questo interessante articolo che affronta la questione in modo simpatico e sorridente.

Tony Kospan




Mike Flan

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L’autore risponde ad una persona che aveva chiesto l’applicazione letterale di un passo biblico.

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UN VERO CAPOLAVORO DI IRONIA

Anonimo




 


Cara Dottoressa Schlesinger, 
le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più persone possibile.
 
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21,7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
 
Quando sull’altare sacrificale accendo un fuoco e vi ardo un toro, so dalle Scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lv 1,9). Il problema è con i miei vicini: loro, i blasfemi, sostengono che l’odore non è piacevole. Devo forse percuoterli?
 
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lv 15,19-24). Il problema è come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne s’offendono.
 
Il Levitico al versetto 25,44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
 
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35,2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
 
Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è considerato un abominio (Lv 11,10), lo sia meno dell’omosessualità. Non sono affatto d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
 
Sempre il Levitico al versetto 21,20 afferma che non posso avvicinarmi all’altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso gli occhiali per leggere… La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
 
Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lv 19,27).
In che modo devono esser messi a morte?
 
Ancora nel Levitico (11,6-8) viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
 
Mio zio possiede una fattoria. è andato contro Lv 19,19 poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare.
 
E’ proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Lv 20,14 per le persone che giacciono con consanguinei?
 
So che lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondere a queste semplici domande.

Nell’occasione, la ringrazio ancora per essere così solerte nel ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna ed immutabile.
 
Sempre suo.

Un ammiratore devoto.


 
 




Testo dal web con mini modifiche – Presentazione ed impaginazione T.K.

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I. Pagliani – Uomo che legge




Gli aforismi ed i versi più belli sulle… stelle   Leave a comment







GLI AFORISMI PIU’ BELLI SULLE STELLE ED I LORO… AUTORI



STELLE GIALLE starsSTELLE GIALLE stars




Per aspera ad astra… ovvero attraverso le difficoltà fino alla felicità.
(In senso letterale la traduzione del noto detto latino 
è “Attraverso le asperità fino alle stelle”)



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Di notte, ricordati di guardare le stelle. 
Dove sto io è troppo piccolo perché possa mostrarti dove si trova la mia. 
Meglio così. 
La mia stella sarà per te una qualsiasi, 
e allora ti farà piacere guardarle tutte… 
Saranno tutte tue amiche. 
Antoine de Saint-Exupéry



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Aggancia il tuo carro a una stella. 
Ralph Waldo Emerson



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Le stelle intorno alla bella luna
celano il volto luminoso
quando, al suo colmo, 
più risplende
sopra la terra. 
Saffo



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Mi domando» disse «se le stelle brillano 
perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria.
Antoine de Saint-Exupéry



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Punta alla luna, 
mal che vada avrai vagabondato tra le stelle.”
Less Brown



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L’amor che muove il sole e l’altre stelle. 
Dante Alighieri – Divina Commedia



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Si dice che quando una persona guarda le stelle 
è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.
Salvador Dalì 



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Chi non ha luce in viso, 
mai potrà essere stella.
William Blake 



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Ritti sulla cima del mondo, 
noi scagliamo, una volta ancora, 
la nostra sfida alle stelle! 
Filippo Tommaso Marinetti – Fondatore del Futurismo



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Va’ per la tua ampia strada!
Le Stelle che incontri
sono pari a Te 
perché cosa sono le Stelle se non Asterischi
per indicare una Vita umana? 
Emily Dickinson



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E quindi uscimmo a riveder le stelle 
Dante Alighieri – Ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia




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Per una convivenza davvero civile.. questi i 7 Peccati Sociali elencati da Gandhi!   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Tutti conosciamo (?) o dovremmo conoscere i…

7 PECCATI CAPITALI…

 

(riguardo poi al tenerne conto

è proprio tutto un altro discorso eh eh)

 

 

 

 
 
 
 
 
Essi rappresentano delle “violazioni”
che potremmo definire all’interno
di un ordine principalmente individuale.
 
 
 
 

 
 
 
 
Ma ecco che però nella saggezza Vedica,
sono stati individuati i
7 PECCATI SOCIALI…
che ovviamente fanno riferimento invece
al nostro vivere e convivere nell’umana società.
 
 
Debbo dire che mi sembrano divieti… 
davvero interessantissimi ed attualissimi…
e che, mai come in questo periodo,
dovrebbero essere rispettati…
soprattutto dai politici ma anche dai cittadini…
dato che ogni nazione esprime la classe dirigente
che la maggioranza si merita
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


”I 7 PECCATI SOCIALI”

 

 

L’autore è il grandissimo M. K. Gandhi.

 

Quelli che seguono sono dunque i sette peccati sociali

secondo Mohandas Karamchand Gandhi,

così come li elencò sul settimanale «Young India»,

da lui fondato, il 22 ottobre 1925.

 

 

 

 

 

 

Anche se normalmente il termine «peccato»

viene associato a un contesto religioso,

Gandhi lo adopera qui però nell’accezione più ampia

di «offesa alla fondamentale dignità umana».

 

 

 

 

 

 

 

ECCOLI…

 

 

 

 

 

 

1) politica senza principi;
 
2) affari senza moralità;
 
3) scienza senza umanità;
 
4) conoscenza senza carattere;
 
5) ricchezza senza lavoro;
 
6) divertimento senza coscienza;
 
7) religione senza sacrificio.
 
 
 
 

A questi sette, Arun Gandhi, nipote del Mahatma
e fondatore dell’Istituto Gandhi per la nonviolenza,
ne aggiunse un ottavo:
 
 
 
 
 
8) diritti senza responsabilità.
 
 
 
 
 
 
Cosa ne pensate?
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN






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La vita? E’ un fiore! Questo brano davvero originale ci dona una simpatica e suggestiva visione   Leave a comment

 

 

Ecco un passo che mi ha incuriosito…
in quanto naviga in… floreali… ipotesi suggestive…
e per questo ve lo propongo…
 
 
 

 

 

 

LA VITA E’ UN FIORE

 
 
 

 
 

E’ davvero suggestivo ma ovviamente
va interpretato con serena e simpatica leggerezza…

 
  

   

 
 

LA VITA E’ UN FIORE
 
 
Cos’è un fiore?
E’ un organo sessuale che sboccia, si rende attraente con la forma, il colore, il profumo.
E’ un mezzo di trasmissione di vita.
Cos’ha a che vedere coi cadaveri, rimasugli di cor­pi ormai senza vita?
Che significa portare fiori nei cimiteri?
 Illusione di portare vita a qualcosa che vita non ha più.
Chi ha lasciato il corpo vive in un’altra dimensione nella quale i mezzi  di trasmissione sono i pensieri.
E allora, invece di un fiore, manda un pensie­ro d’amore.
Ti darà la coscienza della continuazione di un rapporto la cui espressione fisica è stata solo un episodio, ma che, su altri piani, continua ad essere vivo, così come la parte che recita un attore è solo un particolare della sua vita: poi lascia il palcoscenico e continua la sua esistenza.
Creare significa far vivere per sempre; manifestare significa dare aspetti diversi ad una stessa creazione.
Tu sei eterno, non dare troppa importanza a questa tua parentesi terrena; intendila per quello che è: un modo per trasferire l’amore di cui sei fatto nel mondo mate­riale. 
Su questa terra sei come un fiore: sei sbocciato, hai vissuto la tua parte di piena maturità, hai attratto qualcuno ed ora ti avvii alla fase del declino.
Non hai più molto tempo per trasmettere amore.
Non l’hai mai trasmesso?
Comincia ora prima che tu non ne sia più ca­pace.
Hai dato amore?
E allora continua a darne: gli altri si aspettano che tu gliene dia sempre.
E ricordati che, se è importante come sei stato nella tua fase di infiorescenza, ancora più importante è lo stato in cui ti troverai quando ti staccherai dal­la pianta: se morirai amando, quanto amore avrai nella nuova vita?

 
 
 

 

 

 Ma… cosa ne pensiamo?

 

 

TESTO DA LA STAZIONE CELESTE – IMPAGIN. T.K. 
 
 


CIAO DA TONY KOSPAN



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State attenti a far piangere una donna! Il bel brano del Talmud ci dona una moderna riflessione   Leave a comment

 

 

 
 
 
 

STATE ATTENTI A FAR PIANGERE UNA DONNA!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN PENSIERO CHE VIENE DA MOLTO LONTANO


MA CHE ANCOR OGGI APPARE, AHIME’,


ATTUALISSIMO ED ANCORA DA DIFFONDERE.

 
 
 
 
 
 
 
 

Il passo che leggeremo
viene erroneamente da molti attribuito a Shakespeare,
al quale ahimè nel web viene attribuito di tutto e di più.


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In verità sembra che ci giunga dal Talmud, libro sacro degli ebrei,
 che è una raccolta dei pensieri dei rabbini attraverso i tempi.

Ma leggiamolo.

 
 
 
 
 

“… state molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!”

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….
un po’ più in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere Amata ….”
.
 
 
 

Rembrandt


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La bellezza di questo pensiero è evidente…

e non serve aggiungere altro…

ed infatti è gettonatissimo nel web

anche per la nota lettura fattane da Benigni in tv

ma… ma c’è tuttavia un punto che stride

e lascia molto perplessi.


.

“è uscita dalla costola dell’uomo”


Infatti molte donne lo contestano proprio

per questa idea di subalternità bisognosa

di aiuto.





Certo questo pensiero mostra un’idea superata di subalternità

della donna, ma se l’inquadriamo nel contesto storico in cui fu scritto,

non possiamo non rilevare che nei tempi antichissimi

tutte le religioni storiche affidavano,

tranne casi particolari, alle donne un ruolo secondario.






E dunque questo evidenzia ulteriormente l’importanza 

rivoluzionaria” per quei tempi…

di un pensiero del genere.


 

 
    Donna con te – Anna Oxa    

Michelangelo – La creazione di Eva
 
 
 
 
                          

    

 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




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LA TUA PAGINA DI

CULTURA.. PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…



 

SCELGO – Piccole.. ma belle ed incisive riflessioni di Eileen Caddy   1 comment

 

 

 

 

 

Belle, giuste ed orgogliose riflessioni

di questa autrice nota per i suoi aforismi.


Sono certo pensieri di natura femminile

ma in realtà possono essere validi per tutti.


 

 

 

 

 

 

Scelgo di vivere per scelta

e non per caso.

 

 

Scelgo di fare dei cambiamenti,

anziché  avere delle scuse.

 

 

Scelgo di essere motivata

non manipolata.

 

 

Scelgo di essere utile,

non usata.

 

 

Scelgo l’autostima,

non l’autocommiserazione.

 

 

Scelgo di eccellere,

non di competere.

 

 


Scelgo di ascoltare la voce interiore,

e non l’opinione casuale della gente.

 

 

Eileen Caddy

 

 

 


Richard Edward Miller

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB









 

 

B. Brecht con “L’analfabeta politico” ci ricorda che la democrazia ha senso solo se c’è consapevole partecipazione   Leave a comment

.

.

.



 
Una riflessione quasi filosofica che sembra scritta oggi…
e che ci fa comprendere quanto sia importante
non trascurare il nostro impegno civile..
nell’interesse di tutta la società…

Tirarsi fuori dalla realtà sociale in cui viviamo
per assoluto disinteresse per la nostra comunità
o con la facile scusa di criticare tutto e tutti…
è molto facile… e forse comodo…
ma non ci porta da nessuna parte









Il grande scrittore vuol rimarcare il fatto
che così facendo non solo si viene meno
ad un impegno civile ma addirittura
si danneggia la Società perché la si priva
di un nostro consapevole contributo…






Questa poetica riflessione dall’alto valore sociale…
cerca di combattere un male presente in molte nazioni
ma che ultimamente dilaga in Italia.

Aggiungerei solo che la democrazia oggi,
nel mondo ed in Italia,
sta soffrendo per la preponderanza delle influenze evidenti
che TV, social e Media in genere
stanno avendo nella formazione dell’opinione pubblica
al punto da rendere importanti cose che non lo sono
e trascurando i veri problemi.







Questi evidenti condizionamenti 
ci avviano adverso un pericolosissimo pensiero unico
per cui vanno trovati strumenti di analisi e di riflessione
per aiutare i cittadini oggi spesso obnubilati
dai bombardamenti mass-mediatici.





.

.

.

Nel riproporre questo noto brano
non intendo affrontare in questa sede “culturale
nessun discorso relativo alla politica degli schieramenti
(ciascuno ovviamente avrà le sue idee)
ma solo quello della necessità, per il bene comune,
di difendere i nostri ideali
e di dare un vero e sincero contributo
nel tentativo (difficile) di migliorare la società…

Ma ora leggiamolo…









L’ANALFABETA POLITICO
Bertoldt Brecht *

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico.

Egli non ascolta, non parla nè partecipa agli avvenimenti politici.

Non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’ affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche.

Un analfabeta politico è tanto animale che si inorgoglisce e gonfia il petto nel dire che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica proviene la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, ingannatore e corrotto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.


 





*Bertoldt Brecht
– Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino, 14 agosto 1956
è considerato il più influente drammaturgo, poeta.
e regista tedesco del XX secolo.


TONY KOSPAN




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Breve ma profonda riflessione di F. Alberoni sull’importanza e sul valore dell’umiltà   Leave a comment

 

 
 
 
 
 
 
 
No… no… non è una riflessione di carattere religioso,
o non soltanto, ed è, a mio parere, 
davvero coinvolgente e condivisibile da tutti
e dunque anche da chi ha una concezione laica della vita.
 
 
Alberoni ci dona infatti una diversa visione dell’umiltà,
rispetto al moderno pensiero comune,
affermando che non deve esser vista come debolezza
ma come consapevolezza della reale condizione umana.
 
 
Ma ritengo giusto non dir altro e far parlare questo brano, per me sublime,
che conferma la profondità e la genialità del pensiero di Alberoni.
 
 
 

 
 
 
 
 

 

BEATI GLI UMILI

UNA RIFLESSIONE DI FRANCESCO ALBERONI

 

 

Beati gli umili, perché hanno capito praticamente tutto!

Il Medioevo cristiano dava una importanza grandissima alla virtù dell’umiltà.

Il mondo moderno non la considera più una virtù, anzi la guarda con compatimento,

la considera un segno di debolezza. 

Negli ultimi vent’anni non mi sembra di aver mai sentito elogiare una persona

dicendo che è umile. 

D’altronde, se vi dico “immaginate una persona umile” a voi viene in mente un uomo piccolo,

povero, con le spalle curve, che sta zitto quando gli altri parlano,

che non si ribella quando gli vien fatto un torto, insomma un debole, un vinto. 

E viene in mente questa immagine perché si è perso il significato profondo,

spirituale dell’umiltà. 

L’umiltà implica un atteggiamento verso il mondo, verso gli altri, verso noi stessi e verso Dio.

Incominciamo con l’orientamento verso il mondo.

Noi viviamo come se le risorse della Terra fossero illimitate.

Il nostro modo di pensare è rimasto quello dei primi agricoltori.

Dovremmo aver sempre presente che la Terra è un piccolissimo granello di sabbia

nell’infinità delle galassie. 

Ricordarci che, con la scienza che abbiamo, non potremo mai abbandonarla.

E che tutte le stoltezze che compiamo peseranno nei millenni futuri sui figli dei nostri figli.

Il nostro orgoglio è smisurato.

Siamo convinti che le nostre azioni siano sagge, razionali.

In realtà procediamo come dei ciechi.

Solo l’umiltà ci aiuta a vedere.


 

 

Van Gogh – Primi passi

 

 


Passiamo ora all’atteggiamento verso gli altri.

Siamo tutti intolleranti, convinti di conoscere la verità.

Ammiriamo chi ha ferme convinzioni politiche, chi si batte con accanimento,

chi insulta i suoi nemici, li trascina nella polvere. 

Ammiriamo i vincitori, i prepotenti.

Giudichiamo, condanniamo ed esaltiamo chi giudica e condanna.

Non ci viene mai in mente che, fra poche generazioni,

le idee per cui abbiamo combattuto avranno perso totalmente di senso. 

Cosa è rimasto della passione interventista che ha condotto alla prima guerra mondiale?

E delle ideologie del nazismo e dello stalinismo?

Hanno causato dolori spaventosi, crudeltà terrificanti.

Sembravano eterne, incrollabili, e ora?

L’atteggiamento verso se stessi consiste nell’essere consapevoli

che non valiamo più delle altre persone. 

Che il nostro successo dipende dalla fortuna e dalla collaborazione di altri

a cui dobbiamo riconoscenza. 

Consiste, infine, nel sapere che possiamo sempre sbagliare

e che abbiamo sempre da apprendere. 

C’e’ infine l’atteggiamento verso Dio, essenziale per comprendere l’umiltà cristiana.

In una società ormai scristianizzata, questo tema riguarda solo la parte più segreta dell’animo.

 Tutti i mistici e tutti i teologi sono d’accordo che l’uomo non può darsi la fede da solo.

Perché la fede non è un fatto intellettuale, è amore appassionato per Dio.

E questo amore è Dio stesso che lo accende.

L’uomo può solo predisporsi ad incontrarLo.

Lo fa pregando, diventando niente davanti a Lui.

Questo diventare niente è l’umiltà di fronte a Dio.

Un abbandono totale, una accettazione totale, un vuoto che Dio, quando vuole,

riempie del calore ardente dell’amore, che divampa, commuove e sazia l’animo inaridito. 

L’umiltà di cui ci parla la nostra tradizione è dunque una importante virtù.

Essa ci rende consapevoli dei nostri doveri verso la Terra e il futuro.

Ci spinge a trattare gli altri con obbiettività e tolleranza.

Ci rende prudenti e riconoscenti.

Negli animi religiosi, infine, è sorgente di forza e di fede.

Parla l’italiano scampato al disastro aereo “Non ricordo più nulla, solo il fuoco”

 

Alberoni Francesco


 

 

 

 


Cosa ne pensate?

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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H. H. Mamani.. indio erede dell’antica saggezza andina ci dona una bella visione della.. perfezione   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un  breve pensiero, ma a mio parere molto interessante,
  di un profondo conoscitore, nonché erede,
dell’antica cultura degli Indios delle Ande
sul concetto di perfezione nella condizione umana.

 
 
 
 
 
 
 

UMANITA’ E PERFEZIONE


L’uomo perfetto non esiste nella vita.
 
La perfezione è morte.
 
Qui sulla terra noi non cerchiamo la perfezione
ma piuttosto l’equilibrio
tra la luce e le tenebre che sono in tutti noi…

 

 (H.H. Mamani)* 
 
 
 


 

 
 

E’ dunque l’uomo (o la donna) perfetto…
solo se si muove nella ricerca di quell’equilibrio…
tra luce ed ombra?
 
 
Per sapere cosa è la luce, dobbiamo conoscere il buio,
e per il caldo, conoscere il freddo…
e così per ogni cosa… questo è certo…
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma allora solo muovendoci tra le dualità opposte
ed in particolare… odio ed amore…
che potremo raggiungere un equilibrio?
 
 
Certo è un equilibrio dinamico, in ogni caso,
 perché quello stabile e definitivo (eterno)
non può certo esser possibile…
in questo nostro imperfetto mondo…
 
 
Bene… di ciò sono assolutamente convinto,
nel mio piccolo, anch’io.
 
 
 
 



 
 
 
 
 
 
 
Ma… voi cosa ne pensate?
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
*Hernàn Huarache Mamani
è un indio nato a Chivay
(villaggio della Cordigliera delle Ande Peruviane).
 
Laureato in economia e agraria dopo alcuni anni
ha abbandonato il lavoro per una malattia
da cui è guarito grazie ad un curandero.
 
Ha poi sentito il bisogno di conoscere le sue radici culturali 
anche per aiutare gli altri indios.
 
Fu così che si è imbattutto in saggi andini
che l’hanno aiutato a trovare se stesso.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ha fondato l’Istituto Nativo di Cultura Andina 
per difenderla e diffonderla. 
 
 Gira l’Europa per diffondere le sue conoscenze spirituali
tenendo seminari e conferenze in tanti ambienti e circoli culturali.
 
E’ autore di diversi libri che ci parlano di quella antica saggezza…
 
 
 
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Pubblicato 29 luglio 2021 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

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