Archivio per l'etichetta ‘WILLIAM SHAKESPEARE

“Quando 40 inverni” – Questo sublime sonetto di Shakespeare mal si adatta.. in parte.. alle quarantenni di oggi   1 comment




Questa volta la poesia di cui desidero parlare,
e che propongo anche alla vostra riflessone,
è del sommo Shakespeare…



Elizabeth Sonrel




QUANDO QUARANTA INVERNI…

Il sonetto di Shakespeare ed una mia piccola riflessione


In questi versi, prima di dare uno sguardo al loro significato,
possiamo subito osservare come l’idea di una donna quarantenne 
piena di rughe (e forse di acciacchi…) oggi stride e stupisce…
anzi ci appare quasi incomprensibile.




Elizabeth Sonrel




Oggi la donna quarantenne è poco più che giovanetta…
e dunque opterei in questo caso,
date le modifiche avvenute nel corso degli ultimi secoli
riguardo alla durata e tenuta della nostra vita,
per una diversa rappresentazione,
delle immagini poetiche del Sommo.

La donna oggi non sarebbe quarantenne ma settantenne
ed il piccolo sarebbe… il nipotino… eh eh.

Se ci guardiamo intorno, anche nel nostro mondo web,
il numero di nonne giovani e pimpanti
è in incredibile e costante aumento…
(ma in verità anche di nonni). 

Fatte queste mie opinabilissime (ma non credo) premesse
passiamo alla poesia.




Elizabeth Sonrel




QUANDO QUARANTA INVERNI
~  Sonetto 2° ~ William Shakespeare ~

Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,
l’orgoglioso manto della gioventù, ora ammirato,
sarà a brandelli, tenuto in nessun conto.
Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,
dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,
rispondere ch’essi s’adagiano infossati nei tuoi occhi
per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.
Quanta più lode meriterebbe la tua bellezza,
se tu potessi replicare: “Questo mio bel bambino
pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni”,
dando prova che la sua bellezza da te fu data.
Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,
mirare il tuo sangue caldo quand’esso nelle tue vene è freddo.




Elizabeth Sonrel




Il grande William consiglia alla donna ultraquarantenne
di non preoccuparsi per lo sfiorir “di sua giovanile gran beltà”
ma anzi d’esser felice dato che la sua grazia
sta passando al/la figlio/a.

(Nella mia versione dalla nonna… al/la nipotino/a)

Però il Sommo, anche stavolta,
nonostante i 40 inverni ormai non siano più validi
ci dona un esempio di profondità di pensiero. 








Non possiamo non scorgere in questi versi 
anche il consiglio d’accettar lo scorrer del tempo
in modo sereno… anche perché diversamente
vivremmo molto male gli anni… 
pochi o molti…c he ci restano.

Infatti se ci fermassimo a rimpianger
la bellezza e la forza della nostra gioventù
che giorno per giorno s’allontana sempre più
rischieremmo di cadere nella depressione.

Come sempre, cari amici,
la mia è una personalissima interpretazione
e come sempre sono curioso di legger
vostre diverse impressioni e valutazioni.

Tony Kospan




F I N E 




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G. G. Savoldo


Felice domenica sera in poesia “Libero di amare” B. Bruno – arte F. Andreotti – canzone “La forza che ci muove”   Leave a comment

 



Federico Andreotti


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La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare,

così profondo è il mio amore: 

più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti.

– William Shakespeare –


verd 4OEZ9I8Overd 4OEZ9I8O

 
 


Federico Andreotti


 
 
LIBERO DI AMARE
Baldo Bruno
 
Sei approdata nella mia isola
di fronde incolte
ove il sole s’immerge nel nulla
e la mia vita è sfuggita
agli sguardi torvi del vento.
Hai raccolto le mie foglie
sparse
con l’innocenza della tua anima
ed io amo le tue mani immerse
nel mio terrore del vuoto.
Abbraccio la tua tenera dolcezza
come fiume va incontro al mar
ove l’ acque si sfiorano piano
e s’uniscono in un cuore
sino a battere insieme
su sabbie sconosciute.


 
 
 

 Federico Andreotti



 
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a tutti da Tony Kospan





blu cuor

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NEL GRUPPO DI FB




 

Federico Andreotti



 

Shakespeare – Breve ricordo del mitico poeta e drammaturgo anche con sue poesie.. suoi aforismi e 2 scene da sue opere   Leave a comment

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E’ doveroso, a mio parere,
per chiunque ami, anche solo un po’, la cultura
rendere omaggio ad uno degli uomini
che ha maggiormente inciso nella storia
del teatro, della poesia e del pensiero umano.



Frank Dicksee – Romeo e Giulietta
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Shakespeare sarebbe nato e morto il 23 aprile (1564 e 1616)
ma in verità la biografia del sommo William da Stratford-upon-Avon
è molto… molto… controversa.

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(William Shakespeare – Stratford-on-Avon 23 .4.1564 – 23 .4.1616)

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Non essendo possibile parlare in un solo post,
anche solo parzialmente, delle sue opere
e di tutto quanto lo riguarda…
mi limiterò a proporre, per conoscerlo almeno in sintesi,
alcune sue creazioni poetiche e teatrali.






Lo farò quindi con 2 sue poesie, 2 mitici aforismi
e 2 video… il primo da… GIULIETTA E ROMEO
ed il secondo dal MERCANTE DI VENEZIA
ed il tutto l’assocerò a dipinti classici…
dedicati a personaggi delle sue opere teatrali.

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Alexandre Cabanel – Ophelia 1883

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IL MIO OCCHIO SI E’ FATTO PITTORE
William Shakespeare
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Il mio occhio si è fatto pittore e ha tracciato
la forma della tua bellezza sulla tavola del mio cuore.
Il mio corpo è la cornice in cui essa è tenuta,
e, fatta in prospettiva, essa è la migliore arte del pittore:
perché attraverso il pittore devi vedere la sua maestria,
per scoprire dove sia la tua fedele immagine dipinta,
che sempre pende nella bottega del mio petto,
nelle cui finestre si specchia il vetro dei tuoi occhi.
Ora vedi che bei servigi gli occhi hanno reso agli occhi:
i miei hanno ritratto la tua figura, e i tuoi per me
sono finestre sul mio petto, attraverso cui il sole
si diletta a sbirciare, per ammirare, là dentro, te.
Ma agli occhi manca l’abilità che dia grazia alla loro arte:
ritraggono solo ciò che vedono, non conoscono il cuore.

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Francesco Hayez – Ultimo bacio tra Romeo e Giulietta

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TU SEI PER LA MIA MENTE
William Shakespeare

Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.
Come le piogge di primavera, sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumular ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, nè perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto, e d’ogni cosa privo.

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Daniel Maclise – Scena dell’Amleto


Ora due suoi celebri citazioni che adoro

Ma tu chi sei
che avanzando nel buio della notte
inciampi nei miei più segreti pensieri?

….

Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno,
lo farei.
Così potrò poi vantarmi con i diavoli
di aver visto il paradiso senza mai entrarci.

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In questo primo video, vedremo la famosa scena* del balcone,
di una delle sue opere più note, e certo più amate,
GIULIETTA E ROMEO



* dal film di Zefffirelli


Video


ed in quest’altro, il breve monologo
di Shilock (Al Pacino) nel Mercante di Venezia



Video
Al Pacino nel Mercante di Venezia


Ciao da Tony Kospan



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Buon sabato sera in poesia “Parlami” A. Fumagalli – arte R. E. Miller – canzone “Lei” Adamo   Leave a comment

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Richard E. Miller



 
 

 
 
 


  
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Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni,
e nello spazio e nel tempo d’un sogno 
è racchiusa la nostra breve vita.
– Shakespeare (La tempesta) –

 

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      (Adamo – Lei)
Richard E. Miller – Donna seduta in giardino
 
 


PARLAMI
Ambrogio Fumagalli

 

Parlami se il cielo

non t’ha più sorriso

se il mare non t’ha più amato

se le nuvole non t’hanno ricoperto

quando faceva freddo

o quando l’amore t’ha lasciato

e ti sentisti morire piano piano

come fosse il luccicare

d’una candela

che si spegne in un soffio

di vento o di tempo.

Parlami dei tuoi passi

dell’amore che ti mancò

del volare che non ti bastò

o quella voglia di sperare

che ti fece sognare

o era un voler pregare

in una mattina d’inverno

quando il gelo

si confuse con la bruma

e il luccicare del ghiaccio

lo scambiasti per l’infinito

cielo stellato.


 

 

 

Richard E. Miller – Donna con collana




             
 
   

 


 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE

I N S I E M E

Ripped Note

 

 

Richard E. Miller – Primavera – 1914



Buon martedì sera in poesia “Dammi la mano e..” Gabriela Mistral – arte Vigé Lebrun – canzone “Vita” (Dalla-Morandi)   Leave a comment

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Élisabeth Vigée Le Brun

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Tutti i giorni son notti per me,
finché io non ti vedo,
e giorni luminosi son le notti
quando mi appari in sogno.
William Shakespeare





Élisabeth Vigée Le Brun



DAMMI LA MANO E DANZEREMO
– Gabriela Mistral –

Dammi la mano e mi amerai
come un solo fior saremo
come un solo fiore e niente più.
Lo stesso verso canteremo
allo stesso passo danzerai
Come una spiga onduleremo
come una spiga e niente più.
Tu chiami rosa e io speranza
ma il tuo nome dimenticherai
perché saremo una danza
sulla collina e niente più.




Élisabeth Vigée Le Brun













LA TUA PAGINA DI… SOGNO?
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Élisabeth Vigée Le Brun
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Buon giovedì sera in poesia “Hai colorato i miei pensieri” Tagore – arte A. Lynch – canzone “La forza che ci muove” R. Fogli   Leave a comment

 
 
 
Albert Lynch

 
 
 
 
 
 
 
 


L’amore non dà nulla fuorché sé stesso 
e non coglie nulla se non da sé stesso.
L’amore non possiede, 
né vorrebbe essere posseduto 
poiché l’amore basta all’amore.
– Kahlil Gibran – 

 
 
 
Albert Lynch




HAI COLORATO I MIEI PENSIERI
– Rabindranath Tagore –
 
Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.
 
 
 
 

Albert Lynch – Signora elegante

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)
 
 
 
 
 
 
 
Albert Lynch

 
 
 

Il vino – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi.. nelle canzoni e non solo   Leave a comment

 


Care amiche ed amici stavolta affronteremo un tema
amatissimo dai poeti, e dagli artisti in genere, fin dall’antichità

 
 
 
 
 

 

 

 


IL VINO
IN POESIA AFORISMI ARTE CANZONI E… NON SOLO
a cura di Tony Kospan
 
 
 

E’ davvero molto grande il numero delle poesie
dedicate già dai nostri lontani antenati greci e latini
a questa bevanda che rappresenta una delle grandi
scoperte dell’Umanità.



 
 
 
 
 

Ecco come già ne parlava Omero circa 4000 anni fa.

 
 
 
IL VINO
Omero
 
Il vino mi spinge
il vino folle
che fa cantare anche l’uomo più saggio
e lo fa ridere mollemente
e lo costringe a danzare
e tira fuori la parola
che sta meglio non detta

 
 
 
 

Michelangelo 

 


Sappiamo ormai da tempo che la medicina

ha riconosciuto al vino notevoli proprietà

salutari se, ovviamente, bevuto con moderazione.


 

 

 

 
 
 
 
Conosciamo però pure quali sono i pericoli
di un non corretto o eccessivo uso
che vanno dall’ubriachezza… all’alcoolismo…
alla guida pericolosa… etc.
 

Il suo rapporto con la poesia è stato sempre
molto stretto e non solo perché il vino
è amato dai poeti…  ma anche perché.

 
 
 

Come la poesia, il vino è cultura… cultura millenaria
Come il vino, la poesia per esser sublime… dev’esser genuina
Come la poesia, il vino è vita… sia per chi lo crea che per chi ne gode
Come il vino, la poesia… porta al dialogo… alla conoscenza
Come la poesia, il vino… è capace di colorare la vita
Come il vino, la poesia… ha molto spesso a che fare con l’amore
Come la poesia il vino… fa emergere la verità (In vino veritas)
Tony Kospan


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Eric Christensen

 
 
 
 
Il tema è certamente vastissimo… per cui mi fermo qua…
ma prima di passare alle poesie,  come di consueto,
possiamo leggere alcuni aforismi o brevi brani
“illuminanti” ma anche simpaticissimi…
iniziando con 2… brindisi veneziani.
 
 
 
 
 
 
 
Chi ben beve ben dorme,
chi ben dorme mal no pensa,
chi mal no pensa mal no fa.
Chi mal no fa in Paradiso va.
Ora ben bevè che el Paradiso avarè…
Brindisi veneziano del XIV sec.


*********************
 
 
MIRANDOLINA:
Faccio un brindisi, e me ne vado subito.
Un brindisi che mi ha insegnato mia nonna.
“Viva Bacco, e viva Amore:
L’uno e l’altro ci consola;
Uno passa per la gola,
L’altro va dagli occhi al cuore.
Bevo il vin, cogli occhi poi…
Faccio quel che fate voi.”
Carlo Goldoni – La locandiera


*********************
 
 
Io sono bellezza e amore;
io sono amicizia, tuo conforto;
io sono colui che dimentica e perdona.
Io sono lo Spirito del Vino.
William Ernest Henley


*********************
 
 
Grande è la fortuna di colui che possiede
una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico.
Molière


*********************
 
 
Nessun uomo lo può far ridere,
ma ciò non meraviglia:
non beve vino.
William Shakespeare – Falstaff

 
 
 
 

Edouard Manet – Chez le Père Lathuille
 
 
 

Tutte le poesie prescelte vanno, a mio parere,
centellinate e gustate come un buon bicchiere di vino
e vi scoprirete oltre all’amore per il nettare degli dei
tanti altri profumi come quelli della passione
(D’annunzio Yeats e Neruda) o della riflessione
(Li Po e Pascoli) ma anche tanto altro.
 
Come sempre mi piacerebbe leggere quelle
che sul tema amate voi…
 
 
 
 

Bacco – Caravaggio

 
 
 
 
IN MEZZO AI FIORI
Li Po *


In mezzo ai fiori, con una coppa di vino
mi trovo a bere solo: non ho compagni.
Alzo la tazza e l’offro alla splendente luna.
Mi rivolgo all’ombra: siamo così in tre.
Poiché la luna non può bere
e l’ombra unicamente segue il mio corpo.
Alla luna m’accompagno, intanto, e all’ombra;
poiché bisogna pur godere: è primavera.
Io canto: la luna mi guarda e pare avanzi.
Io danzo: l’ombra mi si agita in disordine.
Finché in me sono, siamo buoni amici,
quando cado ubriaco, ognuno se ne va.
Una platonica amicizia stabiliamo eterna:
il prossimo incontro lassù nella Via d’Argento.
* Poeta cinese del 700 d. C.

 
 

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Gillis Van Tilborch – A noble family meal    
 
 

I TRE GRAPPOLI
Giovanni Pascoli
 
Ha tre, Giacinto, grappoli la vite.
Bevi del primo il limpido piacere;
bevi dell’altro l’oblio breve e mite;
e… più non bere:
ché sonno è il terzo, e con lo sguardo acuto
nel nero sonno vigila, da un canto,
sappi, il dolore; e alto grida un muto
pianto già pianto.
 
 
 

Jan Vermeer – Giovinetta con bicchiere di vino


 
 
CANZONE AL VINO
William Butler Yeats
 
Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità
che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro.

 
 
 

Helene Beland


 
 
CON IL FIOR DE LA BOCCA UMIDA A BERE
Gabriele D’Annunzio
 
Con il fior de la bocca umida a bere
ella attinge il cristallo. Io lentamente
le verso a stille il vin dolce ed ardente
entro quel rosso fiore de ‘l piacere;
e chinato su lei, muto coppiere,
guardo le forme dilettosamente:
la sua testa d’Ermète adolescente
e la sagliente spira de’l bicchiere.
Or, poi che le pupille a l’amorosa
concordia de le due forme stupende
io solo, io solo, io solo ho dilettate,
godo infranger la coppa preziosa;
e improvviso un desìo vano mi prende
d’infranger le membra bene amate.
 
 
 

Renoir
 
 
ODE AL VINO
Pablo Neruda
 
Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio della terra,
vino,
liscio come una spada d`oro,
morbido come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.
A volte
ti nutri di ricordi mortali,
sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo lacrime passeggere,
ma il tuo bel vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane nella tua anima immobile.
Il vino
muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri, rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell`amore aggiunga il suo bacio
Amor mio, d`improvviso
il tuo fianco
è la curva colma della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell`alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.
Ma non soltanto amore,
bacio bruciante
e cuore bruciato,
tu sei, vino di vita,
ma amicizia degli esseri,
trasparenza,
coro di disciplina,
abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni goccia d`oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l`autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l`uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.







Un saluto infine a voi tutti
con un bel brindisi con un buon vino spumante



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 Tony Kospan




ARTE POESIA MUSICA HUMOUR

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Jean-Marc Nattier – Alleanza tra Amore e Vino


Buon lunedì sera in poesia “Come ti amo?” E. B. Browning – arte V. G. Gilbert – canzone “Nel cuore delle donne”   Leave a comment

 

 

Victor-Gabriel Gilbert

 

 

 

 

 

 

 

 


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L’amore corre ad incontrar l’amore con la gioia 

con cui gli scolaretti fuggon dai loro libri; 

ma l’amore che deve separarsi dall’amore 

ha il volto triste degli scolaretti quando tornano a scuola.

(William Shakespeare) 

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Victor-Gabriel Gilbert

 

 

 

COME TI AMO?

Elizabeth Barrett Browning

 

Come ti amo? – Come ti amo?
Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente,
come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore
che credevo aver smarrito coi miei santi perduti,
– ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! – e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

 
 
 
 
 
Victor-Gabriel Gilbert
 
 
 

 

 


 

 

 

A TUTTI

DA ORSO TONY




IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI



 

 

Victor-Gabriel Gilbert 

 

Buona domenica sera in poesia con “Arietta settembrina” A. Gatto – Arte Zandomeneghi – Canzone “Volare” Modugno   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Federico Zandomeneghi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

 

Cari amici siamo prossimi ormai a… Settembre…

mese per molti versi davvero affascinante

(ma ne parleremo in altro post)




 

 

 

 


L’Estate… dunque… si avvia alla fine.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 

 
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Non fingere di essere saggio,
ma sii saggio davvero:
non abbiamo bisogno di apparire sani,
ma di esserlo veramente.
(Epicuro)
 
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 Federico Zandomeneghi


 
.
.
 
ARIETTA SETTEMBRINA
Alfonso Gatto
 

 

Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schiuder le acque chiare
nel verde delle correnti.

 

Al porto sul veliero
di carrube l’ estate
imbruna, resta nero
il cane delle sassate.

 

S’addorme la campagna
di limoni e d’arena
nel canto che si lagna
monotono di pena.

 

Così prossima al mondo
dei gracili segni,
tu riposi nel fondo
della dolcezza che spegni.
 
 
 
Federico Zandomeneghi
.
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
da Orso Tony
 
 
 
 

 

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   (Volare) 
  Federico Zandomeneghi 
 

 

 

 

Buona domenica sera e felice settembre in poesia con “Arietta settembrina” A. Gatto – Arte Zandomeneghi – Canzone “Volare”   Leave a comment

 
 
 
Federico Zandomeneghi
 
 
 
 
 



Cari amici siamo a… Settembre…

mese per molti versi davvero affascinante

(ma ne parleremo in altro post)


 

 

 

L'Estate… dunque… si avvia alla fine. 

Il nuovo mese con il prevedibile cambiamento climatico,
 ci consente  quindi un momento di consapevolezza
che un nuovo (ed eterno) ciclo naturale sta per iniziare.


 
 
 

 
 
 

 

 

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Non fingere di essere saggio,
ma sii saggio davvero:
non abbiamo bisogno di apparire sani,
ma di esserlo veramente.
(Epicuro)
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 Federico Zandomeneghi

.
.

ARIETTA SETTEMBRINA
Alfonso Gatto
 


Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schiuder le acque chiare
nel verde delle correnti.


Al porto sul veliero
di carrube l' estate
imbruna, resta nero
il cane delle sassate.


S'addorme la campagna
di limoni e d'arena
nel canto che si lagna
monotono di pena.


Così prossima al mondo
dei gracili segni,
tu riposi nel fondo
della dolcezza che spegni.



Federico Zandomeneghi
.
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da Orso Tony

 
 
 

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  Federico Zandomeneghi


 

 

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