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Felice giovedì sera in poesia “Se avessi il drappo” Yeats – arte De Lempicka – canzone “Guarda che luna” Buscaglione   Leave a comment


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Tamara de Lempicka


 
 
 
 
 

 


 

492da288

Sentirsi senza toccarsi. 

Ecco come le anime fanno l’amore 

mentre i corpi sono altrove.

 – C.Bukowki –

492da288




 

Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935

.

.

.

SE AVESSI IL DRAPPO

William Butler Yeats



Se avessi il drappo ricamato del cielo,


intessuto dell’oro, dell’argento e della luce,


i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte


dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,


stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:


invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;


e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;


cammina leggera, perché cammini sui miei sogni
.


 

 

Tamara de Lempicka





                                                        
             
 

   Guarda che luna – Fred Buscaglione (live)
da Orso Tony




Tamara de Lempicka





QUANDO TU SARAI VECCHIA – Sublime ma inconsueta poesia d’amore di Yeats amata da Montale – Storia analisi e video   Leave a comment

 
 

Questa poesia,
che ci riporta al tema dell’amore che va oltre il tempo,
(benché non corrisposto)
è stata amata da molti, tra cui Montale e Branduardi*,
ed è tuttora amata da moltissimi.

*Branduardi l’ha cantata e dopo potremo ascoltarla in video
 
 
E’ considerata un capolavoro ed il titolo originale è
WEN YOU ARE OLD



  
 
 
 
 

QUANDO TU SARAI VECCHIA
– YEATS –
POESIA D’AMORE SUBLIME
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Stavolta preferisco che la leggiate prima,
che ne gustiate in pieno le emozioni che dà,
e poi ne approfondiremo diversi aspetti.
 

 
 
 




 
.
.
.

 
QUANDO TU SARAI VECCHIA
William Butler Yeats
 
 
Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d’amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l’anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d’Amore dirai,
di come se ne volò via…
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.
 







 
 




E’ chiaro che Yeats con questa poesia
ha il coraggio di guardare all’amore…
in modo originale, ma nel contempo sublime,
immaginando la donna amata ormai anziana.
 

 
 
LA STORIA DI QUESTA POESIA


 
 
 
Wiiliam Butler Yeats – Dublino 13.6.1865 – Roquebrune-Cap-Martin 28.1.1939
 
 

 
Il poeta anglo-irlandese l’ha scritta 
per l’attrice Maud Gonne, da lui amata per la tutta la vita, 
che però non corrispose mai al suo amore.


Il poeta ne è consapevole ma con questi versi,
pur nel dolore,
mostra una grande capacità di amare…
una capacità che supera ogni limite…
perfino il non amore dell’amata.


 
 
 
Maud Gonne
 
 
 
 
 
L’ANALISI DELLA POESIA

 
 
Egli si rivolge alla donna amata prefigurandola
nel momento in cui, col tempo, sfiorita la sua bellezza,
ormai prevarranno le difficoltà fisiche…
e cioè nella vecchiaia.
 
 
La “vede” seduta accanto al fuoco
in una sorta di leggera sonnolenza
e spera che prenda un libro, proprio quel libro,
 in cui ci sono le poesie che lui le ha dedicato.



 Maud Gonne
 



Che lo legga lentamente
riandando con il pensiero ai suoi passati amori,
alcuni sinceri ed altri meno,
riscoprendo in lui
l’unico che l’amò davvero nella sua vera essenza,
adorandone lo spirito irrequieto e non solo la sua bellezza.
 
 

 
 
Yeats and Maud Gonne by Anne Marie ODriscoll
 
 
 
 
L’ultima parte ci riporta alla dolce atmosfera iniziale
e qui il poeta sogna che Lei nel riveder, triste,
le immagini degli amori passati,
che nulla le hanno lasciato,
tra le stelle ritrovi nascosto il volto del poeta che l’ha amata
al di sopra ed al di là di ogni cosa.
 
 
Ovviamente questa è solo la mia interpretazione
e sono curioso di leggere la vostra.

 
 
 

 
 
 
 
 

INFINE LA POESIA IN… VIDEO
 
 
 
Ma non è un video in cui si ascolta un fine dicitore che la legge,
bensì… cliccando qui giù, possiamo ascoltarla cantata da Branduardi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan



80x8080x8080x8080x8080x8080x80
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
PAFINA DI FB
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J.W. Waterhouse – Lady of Shalott


 
 
 
 

William Butler Yeats.. grande poeta.. ci parla delle fate e dei folletti irlandesi   Leave a comment


Il grande poeta


Una simpatica analisi… del tutto fantasy…

del grande poeta e scrittore…

 

 

 
 

FATE E FOLLETTI
William Butler Yeats

 

 

 

 

 

 

La parola irlandese per fata è sheehogue (sidheog), diminutivo di “shee” in banshee.
Le fate sono deenee shee (daoine sidhe), che vuol dire popolo fatato.
Chi sono?
“Angeli caduti in peccato, non buoni abbastanza per essere salvati, né cattivi al punto da essere dannati”, dice la tradizione popolare.

 
 
 
 
 
 



.
.
.

“Gli dei della terra”, dice il libro di Armagh. “Gli dei dell’Irlanda pagana”, dicono gli studiosi delle antiche tradizioni irlandesi, “i Tuatha De Danann, che, non più venerati e alimentati con offerte, sono andati rimpicciolendosi nell’immaginazione
popolare e sono ora alti solo poche spanne”. […]

 
 
 

 

 


D’altra parte esistono molti aspetti che inducono a ritener i folletti angeli caduti.
Ne sono dimostrazione la natura di questi esseri, la loro estrosità, il loro modo di essere buoni con i buoni e cattivi con i cattivi, i loro mille tratti incantevoli uniti alla mancanza di senso di responsabilità – all’instabilità di carattere.
Creature così suscettibili che bisogna assolutamente evitare di parlarne spesso, e che non possono essere nominate altro che come i “signori”, o daoine maithe, che significa “buon popolo”, e tuttavia così facili da compiacere, che faranno ogni cosa per tenere lontano da voi la sfortuna se solo lasciate per loro un po’ di latte sul davanzale della finestra durante la notte.
 
 
 
 
 

 

Tutto sommato, la credenza popolare dice quanto di essi è possibile sapere quando racconta come caddero in peccato e tuttavia non furono dannati, poiché il male compiuto era del tutto privo di malizia. [….]
Forse queste creature del capriccio sono anime umane alla prova.
Non pensate che i folletti siano sempre piccoli.
Ogni cosa è mutevole in loro, anche la grandezza.
Sembra che assumano ogni dimensione o forma desiderata.
Le loro principali occupazioni sono far festa, lottare, fare all’amore e suonare la musica più bella.
 
 
 

 

 

C’è solamente una persona industriosa in mezzo a loro, il leprecano, il calzolaio fatato.

Forse i folletti consumano le scarpe a forza di ballare. […]

Quando sono allegri, cantano.

Molte sventurate fanciulle li hanno sentiti e, per amore di quel canto, si sono consumate di dolore e sono morte.

 

 

 
 
 
 
Molte delle vecchie melodie irlandesi sono semplicemente le loro musiche, afferrate da orecchie indiscrete.[…]
Carolan, l’ultimo dei bardi irlandesi, dormì su una fortezza e per sempre, da allora, le melodie incantate si ripeterono nella sua mente e fecero di lui quel grande uomo che fu.
Muoiono forse?
 
 
 

 
 
 

 
Blake vide il funerale di un folletto… ma in Irlanda diciamo che sono immortali.



 
 
 
da “Fiabe Irlandesi” di William Butler Yeats 

Impaginazione T.K.
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



QUANDO TU SARAI VECCHIA – Sublime ma del tutto inconsueta poesia d’amore di Yeats – Storia analisi e video   Leave a comment

 
 

Questa poesia,
che ci riporta al tema dell’amore che va oltre il tempo,
(benché non corrisposto)
è stata amata da molti, tra cui Montale e Branduardi,
ed è tuttora amata da moltissimi…
 
 
E’ considerata un capolavoro ed il titolo originale è
WEN YOU ARE OLD



  
J.W. Waterhouse – Lady of Shalott
 
 
 
 

QUANDO TU SARAI VECCHIA
– YEATS –
POESIA D'AMORE SUBLIME
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Stavolta preferisco che la leggiate,
e che ne gustiate in pieno le emozioni che dà,
prima di approfondirne diversi aspetti.
 

 
 
 




 
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QUANDO TU SARAI VECCHIA
William Butler Yeats
 
 
Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d’amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l’anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d’Amore dirai,
di come se ne volò via…
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.
 







 
 




E’ chiaro che Yeats con questa poesia
ha il coraggio di guardare all’amore…
in modo originale, ma nel contempo sublime,
immaginando la donna amata ormai anziana.
 

 
 
LA STORIA DI QUESTA POESIA


 
 
 
Wiiliam Butler Yeats – Dublino 13.6.1865 – Roquebrune-Cap-Martin 28.1.1939
 
 

 
Il poeta anglo-irlandese l'ha scritta 
per l’attrice Maud Gonne, da lui amata per la tutta la vita, 
che però non corrispose mai al suo amore.


Il poeta ne è consapevole ma con questi versi,
pur nel dolore,
mostra una grande capacità di amare…
una capacità che supera ogni limite…
perfino il non amore dell'amata.


 
 
 
Maud Gonne
 
 
 
 
 
L’ANALISI DELLA POESIA

 
 
Egli si rivolge alla donna amata prefigurandola
nel momento in cui, col tempo, sfiorita la sua bellezza,
ormai prevarranno le difficoltà fisiche…
e cioè nella vecchiaia.
 
 
La “vede” seduta accanto al fuoco
in una sorta di leggera sonnolenza
e spera che prenda un libro, proprio quel libro,
 in cui ci sono le poesie che lui le ha dedicato.



 Maud Gonne
 



Che lo legga lentamente
riandando con il pensiero ai suoi passati amori,
alcuni sinceri ed altri meno,
riscoprendo in lui
l’unico che l’amò davvero nella sua vera essenza,
adorandone lo spirito irrequieto e non solo la sua bellezza.
 
 

 
 
Yeats and Maud Gonne by Anne Marie ODriscoll
 
 
 
 
L’ultima parte ci riporta alla dolce atmosfera iniziale
e qui il poeta sogna che Lei nel riveder, triste,
le immagini degli amori passati,
che nulla le hanno lasciato,
tra le stelle ritrovi nascosto il volto del poeta che l’ha amata
al di sopra ed al di là di ogni cosa.
 
 
Ovviamente questa è solo la mia interpretazione
e sono curioso di leggere la vostra.

 
 
 

 
 
 
 
 

INFINE LA POESIA IN… VIDEO
 
 
 
Ma non è un video in cui si ascolta un fine dicitore che la legge,
bensì… cliccando qui giù, possiamo ascoltarla cantata da Branduardi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan



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Il grande poeta William Butler Yeats ci parla delle fate e dei folletti irlandesi   Leave a comment



Una simpatica analisi… del tutto fantasy…

del grande poeta e scrittore…

 

 

 
 

FATE E FOLLETTI
William Butler Yeats

 

 

 

 

 

 

La parola irlandese per fata è sheehogue (sidheog), diminutivo di “shee” in banshee.
Le fate sono deenee shee (daoine sidhe), che vuol dire popolo fatato.
Chi sono?
“Angeli caduti in peccato, non buoni abbastanza per essere salvati, né cattivi al punto da essere dannati”, dice la tradizione popolare.

 
 
 
 
 
 



.
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“Gli dei della terra”, dice il libro di Armagh. “Gli dei dell'Irlanda pagana”, dicono gli studiosi delle antiche tradizioni irlandesi, “i Tuatha De Danann, che, non più venerati e alimentati con offerte, sono andati rimpicciolendosi nell'immaginazione
popolare e sono ora alti solo poche spanne”. […]

 
 
 

 

 


D'altra parte esistono molti aspetti che inducono a ritener i folletti angeli caduti.
Ne sono dimostrazione la natura di questi esseri, la loro estrosità, il loro modo di essere buoni con i buoni e cattivi con i cattivi, i loro mille tratti incantevoli uniti alla mancanza di senso di responsabilità – all'instabilità di carattere.
Creature così suscettibili che bisogna assolutamente evitare di parlarne spesso, e che non possono essere nominate altro che come i “signori”, o daoine maithe, che significa “buon popolo”, e tuttavia così facili da compiacere, che faranno ogni cosa per tenere lontano da voi la sfortuna se solo lasciate per loro un po' di latte sul davanzale della finestra durante la notte.
 
 
 
 
 

 

Tutto sommato, la credenza popolare dice quanto di essi è possibile sapere quando racconta come caddero in peccato e tuttavia non furono dannati, poiché il male compiuto era del tutto privo di malizia. [….]
Forse queste creature del capriccio sono anime umane alla prova.
Non pensate che i folletti siano sempre piccoli.
Ogni cosa è mutevole in loro, anche la grandezza.
Sembra che assumano ogni dimensione o forma desiderata.
Le loro principali occupazioni sono far festa, lottare, fare all'amore e suonare la musica più bella.
 
 
 

 

 

C'è solamente una persona industriosa in mezzo a loro, il leprecano, il calzolaio fatato.

Forse i folletti consumano le scarpe a forza di ballare. […]

Quando sono allegri, cantano.

Molte sventurate fanciulle li hanno sentiti e, per amore di quel canto, si sono consumate di dolore e sono morte.

 

 

 
 
 
 
Molte delle vecchie melodie irlandesi sono semplicemente le loro musiche, afferrate da orecchie indiscrete.[…]
Carolan, l'ultimo dei bardi irlandesi, dormì su una fortezza e per sempre, da allora, le melodie incantate si ripeterono nella sua mente e fecero di lui quel grande uomo che fu.
Muoiono forse?
 
 
 

 
 
 

 
Blake vide il funerale di un folletto… ma in Irlanda diciamo che sono immortali.



 
 
 
da “Fiabe Irlandesi” di William Butler Yeats 

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Buon giovedì sera in poesia “Se avessi il drappo” W. B. Yeats – arte T. De Lempicka – canzone “Guarda che luna” Buscaglione   Leave a comment


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Tamara de Lempicka


 
 
 
 
 

 


 

cuorecuorecuorecuorecuorecuore

Voglio essere ciò che cerchi, 

ciò che desideri, 

ciò che ti fa sentire vivo, 

mai ciò che ti serve per sopravvivere

– Simona Barè Neighbors –

cuorecuorecuorecuorecuorecuore




 

Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935

.

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SE AVESSI IL DRAPPO

William Butler Yeats



Se avessi il drappo ricamato del cielo,


intessuto dell’oro, dell’argento e della luce,


i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte


dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,


stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:


invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;


e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;


cammina leggera, perché cammini sui miei sogni
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Tamara de Lempicka





                                                        
             
 

   Guarda che luna – Fred Buscaglione (live)
da Orso Tony




Tamara de Lempicka





QUANDO TU SARAI VECCHIA – Sublime ma inconsueta poesia d’amore di Yeats – Storia analisi e video   9 comments

 
 

Questa poesia,
che ci riporta al tema dell’amore che va oltre il tempo,
(benché non corrisposto)
è stata amata da molti, tra cui Montale e Branduardi,
ed è tuttora amata da moltissimi…
 
 
E’ considerata un capolavoro ed il titolo originale è
WEN YOU ARE OLD



  
J.W. Waterhouse – Lady of Shalott
 
 
 
 

QUANDO TU SARAI VECCHIA
– YEATS –
POESIA D'AMORE SUBLIME
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Stavolta preferisco che la leggiate,
e che ne gustiate in pieno le emozioni che dà,
prima di approfondirne diversi aspetti.
 

 
 
 




 
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QUANDO TU SARAI VECCHIA
William Butler Yeats
 
 
Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d’amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l’anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d’Amore dirai,
di come se ne volò via…
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.
 







 
 




E’ chiaro che Yeats con questa poesia
ha il coraggio di guardare all’amore…
in modo originale, ma nel contempo sublime,
immaginando la donna amata ormai anziana.
 

 
 
LA STORIA DI QUESTA POESIA


 
 
 
Wiiliam Butler Yeats – Dublino 13.6.1865 – Roquebrune-Cap-Martin 28.1.1939
 
 

 
Il poeta anglo-irlandese l'ha scritta 
per l’attrice Maud Gonne, da lui amata per la tutta la vita, 
che però non corrispose mai al suo amore.


Il poeta ne è consapevole ma con questi versi,
pur nel dolore,
mostra una grande capacità di amare…
una capacità che supera ogni limite…
perfino il non amore dell'amata.


 
 
 
Maud Gonne
 
 
 
 
 
L’ANALISI DELLA POESIA

 
 
Egli si rivolge alla donna amata prefigurandola
nel momento in cui, col tempo, sfiorita la sua bellezza,
ormai prevarranno le difficoltà fisiche…
e cioè nella vecchiaia.
 
 
La “vede” seduta accanto al fuoco
in una sorta di leggera sonnolenza
e spera che prenda un libro, proprio quel libro,
 in cui ci sono le poesie che lui le ha dedicato.



 Maud Gonne
 



Che lo legga lentamente
riandando con il pensiero ai suoi passati amori,
alcuni sinceri ed altri meno,
riscoprendo in lui
l’unico che l’amò davvero nella sua vera essenza,
adorandone lo spirito irrequieto e non solo la sua bellezza.
 
 

 
 
Yeats and Maud Gonne by Anne Marie ODriscoll
 
 
 
 
L’ultima parte ci riporta alla dolce atmosfera iniziale
e qui il poeta sogna che Lei nel riveder, triste,
le immagini degli amori passati,
che nulla le hanno lasciato,
tra le stelle ritrovi nascosto il volto del poeta che l’ha amata
al di sopra ed al di là di ogni cosa.
 
 
Ovviamente questa è solo la mia interpretazione
e sono curioso di leggere la vostra.

 
 
 

 
 
 
 
 

INFINE LA POESIA IN… VIDEO
 
 
 
Ma non è un video in cui si ascolta un fine dicitore che la legge,
bensì… cliccando qui giù, possiamo ascoltarla cantata da Branduardi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Tamara de Lempicka


 
 
 
 
 

 


 

cuorecuorecuorecuorecuorecuore

Voglio essere ciò che cerchi, 

ciò che desideri, 

ciò che ti fa sentire vivo, 

mai ciò che ti serve per sopravvivere

– Simona Barè Neighbors –

cuorecuorecuorecuorecuorecuore




 

Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935

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SE AVESSI IL DRAPPO

William Butler Yeats



Se avessi il drappo ricamato del cielo,


intessuto dell'oro, dell'argento e della luce,


i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte


dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,


stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:


invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;


e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;


cammina leggera, perché cammini sui miei sogni
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Tamara de Lempicka





                                                        
             
 

   Guarda che luna – Fred Buscaglione (live)
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Tamara de Lempicka


 
 
 
 
 

 



Io parto per strappare una stella al cielo e poi,

per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore.

Edmond Rostand


 

Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935

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SE AVESSI IL DRAPPO

William Butler Yeats



Se avessi il drappo ricamato del cielo,


intessuto dell'oro, dell'argento e della luce,


i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte


dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,


stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:


invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;


e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;


cammina leggera, perché cammini sui miei sogni
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Tamara de Lempicka

 

 

  

 
 

  Guarda che luna – Fred Buscaglione (live)
 
 
da Orso Tony
 
 
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka


 
 
 


William Butler Yeats ci parla delle fate e dei folletti irlandesi   1 comment



Una simpatica analisi… del tutto fantasy…

del grande poeta e scrittore…

 

 

 
 
FATE E FOLLETTI
William Butler Yeats
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

La parola irlandese per fata è sheehogue (sidheog), diminutivo di “shee” in banshee.
Le fate sono deenee shee (daoine sidhe), che vuol dire popolo fatato.
Chi sono?
“Angeli caduti in peccato, non buoni abbastanza per essere salvati, né cattivi al punto da essere dannati”, dice la tradizione popolare.
 
 
 
 
 
 
 



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“Gli dei della terra”, dice il libro di Armagh. “Gli dei dell'Irlanda pagana”, dicono gli studiosi delle antiche tradizioni irlandesi, “i Tuatha De Danann, che, non più venerati e alimentati con offerte, sono andati rimpicciolendosi nell'immaginazione
popolare e sono ora alti solo poche spanne”. […]
 
 
 

 

 

D'altra parte esistono molti aspetti che inducono a ritener i folletti angeli caduti.
Ne sono dimostrazione la natura di questi esseri, la loro estrosità, il loro modo di essere buoni con i buoni e cattivi con i cattivi, i loro mille tratti incantevoli uniti alla mancanza di senso di responsabilità – all'instabilità di carattere.
Creature così suscettibili che bisogna assolutamente evitare di parlarne spesso, e che non possono essere nominate altro che come i “signori”, o daoine maithe, che significa “buon popolo”, e tuttavia così facili da compiacere, che faranno ogni cosa per tenere lontano da voi la sfortuna se solo lasciate per loro un po' di latte sul davanzale della finestra durante la notte.
 
 
 
 
Nota
 
 

 

Tutto sommato, la credenza popolare dice quanto di essi è possibile sapere quando racconta come caddero in peccato e tuttavia non furono dannati, poiché il male compiuto era del tutto privo di malizia. [….]
Forse queste creature del capriccio sono anime umane alla prova.
Non pensate che i folletti siano sempre piccoli.
Ogni cosa è mutevole in loro, anche la grandezza.
Sembra che assumano ogni dimensione o forma desiderata.
Le loro principali occupazioni sono far festa, lottare, fare all'amore e suonare la musica più bella.
 
 
 

 

 

C'è solamente una persona industriosa in mezzo a loro, il leprecano, il calzolaio fatato.

Forse i folletti consumano le scarpe a forza di ballare. […]

Quando sono allegri, cantano.

Molte sventurate fanciulle li hanno sentiti e, per amore di quel canto, si sono consumate di dolore e sono morte.

 

 

 
 
 
 
Molte delle vecchie melodie irlandesi sono semplicemente le loro musiche, afferrate da orecchie indiscrete.[…]
Carolan, l'ultimo dei bardi irlandesi, dormì su una fortezza e per sempre, da allora, le melodie incantate si ripeterono nella sua mente e fecero di lui quel grande uomo che fu.
Muoiono forse?
 
 
 

 
 
 

 
Blake vide il funerale di un folletto… ma in Irlanda diciamo che sono immortali.





 
 
 
da “Fiabe Irlandesi” di William Butler Yeats

 

Impaginazione T.K.


 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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