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Tiziano Terzani – Breve biografia ed il suo bel brano con l’originale pensiero/ricordo sull’amore   Leave a comment



TIZIANO TERZANI – UNA VITA IN VIAGGIO TRA L’ORIENTE ED IL PENSIERO CONTROCORRENTE


Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale.



(Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)


MINI BIOGRAFIA

 
Si laurea con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, 
 
3 anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
 
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. 

Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”.



  



Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti.

Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: 
per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.

Terzani poi va a vivere in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita. 

Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990. I

Intanto collabora con importanti quotidiani e riviste italiane. 
 
Inizia successivamente un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, 
appoggiando Gino Strada ed Emergency.

Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.

Le sue originali riflessioni su economia e senso della vita sono state apprezzate e pubblicate in tutto il mondo.

Mi piace però ricordarlo ed omaggiarlo con questa sua riflessione sull’amore che ci illumina anche sul suo modo di pensare e di raccontare.


L’AMORE PER TIZIANO TERZANI







Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.
E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.
Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?
Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa, ma non è ripetibile, vi prego, e non pensate che tutto quello che io vi voglio dire stasera, sia la formula per la vita, o la soluzione per la pace.
Io non ho formule, non ho nemmeno risposte ai problemi del mondo, che sono immensi, ho soltanto delle domande, non ho nemmeno certezze, ho dei dubbi da porre a chi crede di avere certezze e poi non le ha. La formula del mio matrimonio è questa: grandi presenze e grandi assenze. Vi faccio anche l’esempio: io avevo già due figli piccoli, e facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, dove non potevo tenerela famiglia perché era pericoloso. Chi di voi lo ha studiato, si ricorderà che, nel 1968, in Vietnam c’erano i vietcong che attaccavano le città, e non si poteva tenere i bambini in una zona di guerra, e così i miei stavano con la madre a Singapore, mentre io facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, in Cambogia, nel Laos, e poi nelle guerriglie in Indonesia, in Malesia… ero sempre fuori.
Stavo via due o tre settimane e poi tornavo a casa. Ed era bellissimo tornare, perché ero pieno di piccoli regali per i bambini, e tante esperienze da raccontare a mia moglie, che a sua volta mi raccontava le sue. E questo era bello perché tutt’e due avevamo qualcosa da scambiarci. Tant’è vero che dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: «Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?».
Per cui la mia formula era questa: grandi presenze e grandi distacchi. (…)
L’amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all’amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l’amore. Qualcosa che è più grande della materia.
Qualcuno dirà: «Ma il sesso è importante!».
Lo dite a me che ho 63 anni e ho girato il mondo?
Ma è la cantina, non è l’ultimo piano!
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perchè pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d’amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale. Mussulmani, cristiani, ottentotti, il cuore è uguale dappertutto. Non c’è un cuore orientale e un cuore occidentale, non c’è una psiche orientale e una psiche occidentale: noi siamo dentro la psiche che è uguale dappertutto. La vita è una, una! Questa piccola straordinaria vita è parte di una cosa meravigliosa, dell’universo…
E questo, ritornando nella natura, è una cosa che sento molto. Io, ora, me lo sono permesso: ho 63 anni e vivo in mezzo alla natura. Cosa che suggerisco a tutti di fare.(…)
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola “amore”.
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza… amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L’amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola. (…)
Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.
Quando feci conoscere questa mia moglie ai miei genitori dicendogli che era tedesca, il mi’ babbo la guardò come se ci avesse in testa un elmetto con scritto “SS”, e la mi’ mamma aggiunse: «La ‘un è nemmeno della nostra religione».
Questo voleva dire essere tedesco a Firenze 45 anni fa. Oggi è tutto superato, si può viaggiare in giro con questo euro senza frontiere e senza nemmeno passaporti. E’ una bella storia.
(Testo dal web – L’Espresso)



F I N E







Tiziano Terzani.. grande giornalista-scrittore – Mini ricordo ed il brano con la sua originale visione dell’amore   Leave a comment



TIZIANO TERZANI – UNA VITA IN VIAGGIO TRA L’ORIENTE ED IL PENSIERO CONTROCORRENTE


Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale.



(Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)


MINI BIOGRAFIA

 
Si laurea con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, 
 
3 anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
 
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. 

Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”.



  



Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti.

Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: 
per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.

Terzani poi va a vivere in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita. 

Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990. I

Intanto collabora con importanti quotidiani e riviste italiane. 
 
Inizia successivamente un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, 
appoggiando Gino Strada ed Emergency.

Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.

Le sue originali riflessioni su economia e senso della vita sono state apprezzate e pubblicate in tutto il mondo.

Mi piace però ricordarlo ed omaggiarlo con questa sua riflessione sull’amore che ci illumina anche sul suo modo di pensare e di raccontare.


L’AMORE PER TIZIANO TERZANI







Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.
E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.
Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?
Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa, ma non è ripetibile, vi prego, e non pensate che tutto quello che io vi voglio dire stasera, sia la formula per la vita, o la soluzione per la pace.
Io non ho formule, non ho nemmeno risposte ai problemi del mondo, che sono immensi, ho soltanto delle domande, non ho nemmeno certezze, ho dei dubbi da porre a chi crede di avere certezze e poi non le ha. La formula del mio matrimonio è questa: grandi presenze e grandi assenze. Vi faccio anche l’esempio: io avevo già due figli piccoli, e facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, dove non potevo tenerela famiglia perché era pericoloso. Chi di voi lo ha studiato, si ricorderà che, nel 1968, in Vietnam c’erano i vietcong che attaccavano le città, e non si poteva tenere i bambini in una zona di guerra, e così i miei stavano con la madre a Singapore, mentre io facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, in Cambogia, nel Laos, e poi nelle guerriglie in Indonesia, in Malesia… ero sempre fuori.
Stavo via due o tre settimane e poi tornavo a casa. Ed era bellissimo tornare, perché ero pieno di piccoli regali per i bambini, e tante esperienze da raccontare a mia moglie, che a sua volta mi raccontava le sue. E questo era bello perché tutt’e due avevamo qualcosa da scambiarci. Tant’è vero che dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: «Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?».
Per cui la mia formula era questa: grandi presenze e grandi distacchi. (…)
L’amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all’amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l’amore. Qualcosa che è più grande della materia.
Qualcuno dirà: «Ma il sesso è importante!».
Lo dite a me che ho 63 anni e ho girato il mondo?
Ma è la cantina, non è l’ultimo piano!
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perchè pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d’amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale. Mussulmani, cristiani, ottentotti, il cuore è uguale dappertutto. Non c’è un cuore orientale e un cuore occidentale, non c’è una psiche orientale e una psiche occidentale: noi siamo dentro la psiche che è uguale dappertutto. La vita è una, una! Questa piccola straordinaria vita è parte di una cosa meravigliosa, dell’universo…
E questo, ritornando nella natura, è una cosa che sento molto. Io, ora, me lo sono permesso: ho 63 anni e vivo in mezzo alla natura. Cosa che suggerisco a tutti di fare.(…)
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola “amore”.
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza… amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L’amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola. (…)
Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.
Quando feci conoscere questa mia moglie ai miei genitori dicendogli che era tedesca, il mi’ babbo la guardò come se ci avesse in testa un elmetto con scritto “SS”, e la mi’ mamma aggiunse: «La ‘un è nemmeno della nostra religione».
Questo voleva dire essere tedesco a Firenze 45 anni fa. Oggi è tutto superato, si può viaggiare in giro con questo euro senza frontiere e senza nemmeno passaporti. E’ una bella storia.
(Testo dal web – L’Espresso)



F I N E







Tiziano Terzani – Mini biografia del grande giornalista-scrittore e la sua originale visione dell’amore   Leave a comment



TIZIANO TERZANI – UNA VITA IN VIAGGIO TRA L’ORIENTE ED IL PENSIERO CONTROCORRENTE


Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale.



(Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)


MINI BIOGRAFIA

 
Si laurea con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, 
 
3 anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
 
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. 

Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”.



  



Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti.

Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: 
per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.

Terzani poi va a vivere in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita. 

Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990. I

Intanto collabora con importanti quotidiani e riviste italiane. 
 
Inizia successivamente un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, 
appoggiando Gino Strada ed Emergency.

Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.

Le sue originali riflessioni su economia e senso della vita sono state apprezzate e pubblicate in tutto il mondo.

Mi piace però ricordarlo ed omaggiarlo con questa sua riflessione sull’amore che ci illumina anche sul suo modo di pensare e di raccontare.


L’AMORE PER TIZIANO TERZANI







Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.
E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.
Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?
Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa, ma non è ripetibile, vi prego, e non pensate che tutto quello che io vi voglio dire stasera, sia la formula per la vita, o la soluzione per la pace.
Io non ho formule, non ho nemmeno risposte ai problemi del mondo, che sono immensi, ho soltanto delle domande, non ho nemmeno certezze, ho dei dubbi da porre a chi crede di avere certezze e poi non le ha. La formula del mio matrimonio è questa: grandi presenze e grandi assenze. Vi faccio anche l’esempio: io avevo già due figli piccoli, e facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, dove non potevo tenerela famiglia perché era pericoloso. Chi di voi lo ha studiato, si ricorderà che, nel 1968, in Vietnam c’erano i vietcong che attaccavano le città, e non si poteva tenere i bambini in una zona di guerra, e così i miei stavano con la madre a Singapore, mentre io facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, in Cambogia, nel Laos, e poi nelle guerriglie in Indonesia, in Malesia… ero sempre fuori.
Stavo via due o tre settimane e poi tornavo a casa. Ed era bellissimo tornare, perché ero pieno di piccoli regali per i bambini, e tante esperienze da raccontare a mia moglie, che a sua volta mi raccontava le sue. E questo era bello perché tutt’e due avevamo qualcosa da scambiarci. Tant’è vero che dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: «Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?».
Per cui la mia formula era questa: grandi presenze e grandi distacchi. (…)
L’amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all’amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l’amore. Qualcosa che è più grande della materia.
Qualcuno dirà: «Ma il sesso è importante!».
Lo dite a me che ho 63 anni e ho girato il mondo?
Ma è la cantina, non è l’ultimo piano!
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perchè pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d’amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale. Mussulmani, cristiani, ottentotti, il cuore è uguale dappertutto. Non c’è un cuore orientale e un cuore occidentale, non c’è una psiche orientale e una psiche occidentale: noi siamo dentro la psiche che è uguale dappertutto. La vita è una, una! Questa piccola straordinaria vita è parte di una cosa meravigliosa, dell’universo…
E questo, ritornando nella natura, è una cosa che sento molto. Io, ora, me lo sono permesso: ho 63 anni e vivo in mezzo alla natura. Cosa che suggerisco a tutti di fare.(…)
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola “amore”.
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza… amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L’amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola. (…)
Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.
Quando feci conoscere questa mia moglie ai miei genitori dicendogli che era tedesca, il mi’ babbo la guardò come se ci avesse in testa un elmetto con scritto “SS”, e la mi’ mamma aggiunse: «La ‘un è nemmeno della nostra religione».
Questo voleva dire essere tedesco a Firenze 45 anni fa. Oggi è tutto superato, si può viaggiare in giro con questo euro senza frontiere e senza nemmeno passaporti. E’ una bella storia.
(Testo dal web – L’Espresso)



F I N E







Tiziano Terzani – Breve biografia ed il suo originale pensiero/ricordo sull’amore   Leave a comment



TIZIANO TERZANI – UNA VITA IN VIAGGIO TRA L’ORIENTE ED IL PENSIERO CONTROCORRENTE


Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale.



(Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)


MINI BIOGRAFIA

 
Si laurea con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, 
 
3 anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
 
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. 

Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”.



  



Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti.

Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: 
per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.

Terzani poi va a vivere in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita. 

Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990. I

Intanto collabora con importanti quotidiani e riviste italiane. 
 
Inizia successivamente un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, 
appoggiando Gino Strada ed Emergency.

Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.

Le sue originali riflessioni su economia e senso della vita sono state apprezzate e pubblicate in tutto il mondo.

Mi piace però ricordarlo ed omaggiarlo con questa sua riflessione sull’amore che ci illumina anche sul suo modo di pensare e di raccontare.


L’AMORE PER TIZIANO TERZANI







Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.
E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.
Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?
Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa, ma non è ripetibile, vi prego, e non pensate che tutto quello che io vi voglio dire stasera, sia la formula per la vita, o la soluzione per la pace.
Io non ho formule, non ho nemmeno risposte ai problemi del mondo, che sono immensi, ho soltanto delle domande, non ho nemmeno certezze, ho dei dubbi da porre a chi crede di avere certezze e poi non le ha. La formula del mio matrimonio è questa: grandi presenze e grandi assenze. Vi faccio anche l’esempio: io avevo già due figli piccoli, e facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, dove non potevo tenerela famiglia perché era pericoloso. Chi di voi lo ha studiato, si ricorderà che, nel 1968, in Vietnam c’erano i vietcong che attaccavano le città, e non si poteva tenere i bambini in una zona di guerra, e così i miei stavano con la madre a Singapore, mentre io facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, in Cambogia, nel Laos, e poi nelle guerriglie in Indonesia, in Malesia… ero sempre fuori.
Stavo via due o tre settimane e poi tornavo a casa. Ed era bellissimo tornare, perché ero pieno di piccoli regali per i bambini, e tante esperienze da raccontare a mia moglie, che a sua volta mi raccontava le sue. E questo era bello perché tutt’e due avevamo qualcosa da scambiarci. Tant’è vero che dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: «Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?».
Per cui la mia formula era questa: grandi presenze e grandi distacchi. (…)
L’amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all’amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l’amore. Qualcosa che è più grande della materia.
Qualcuno dirà: «Ma il sesso è importante!».
Lo dite a me che ho 63 anni e ho girato il mondo?
Ma è la cantina, non è l’ultimo piano!
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perchè pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d’amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale. Mussulmani, cristiani, ottentotti, il cuore è uguale dappertutto. Non c’è un cuore orientale e un cuore occidentale, non c’è una psiche orientale e una psiche occidentale: noi siamo dentro la psiche che è uguale dappertutto. La vita è una, una! Questa piccola straordinaria vita è parte di una cosa meravigliosa, dell’universo…
E questo, ritornando nella natura, è una cosa che sento molto. Io, ora, me lo sono permesso: ho 63 anni e vivo in mezzo alla natura. Cosa che suggerisco a tutti di fare.(…)
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola “amore”.
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza… amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L’amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola. (…)
Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.
Quando feci conoscere questa mia moglie ai miei genitori dicendogli che era tedesca, il mi’ babbo la guardò come se ci avesse in testa un elmetto con scritto “SS”, e la mi’ mamma aggiunse: «La ‘un è nemmeno della nostra religione».
Questo voleva dire essere tedesco a Firenze 45 anni fa. Oggi è tutto superato, si può viaggiare in giro con questo euro senza frontiere e senza nemmeno passaporti. E’ una bella storia.
(Testo dal web – L’Espresso)



F I N E







Tiziano Terzani – Mini biografia ed il suo originale pensiero/ricordo sull’amore   2 comments



TIZIANO TERZANI – UNA VITA IN VIAGGIO TRA L’ORIENTE ED IL PENSIERO CONTROCORRENTE


Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale.



(Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004)


MINI BIOGRAFIA

 
Si laurea con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, 
 
3 anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
 
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. 

Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”.



  



Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti.

Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: 
per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.

Terzani poi va a vivere in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita. 

Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990. I

Intanto collabora con importanti quotidiani e riviste italiane. 
 
Inizia successivamente un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, 
appoggiando Gino Strada ed Emergency.

Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.

Le sue originali riflessioni su economia e senso della vita sono state apprezzate e pubblicate in tutto il mondo.

Mi piace però ricordarlo ed omaggiarlo con questa sua riflessione sull’amore che ci illumina anche sul suo modo di pensare e di raccontare.


L’AMORE PER TIZIANO TERZANI







Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.
E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.
Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?
Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa, ma non è ripetibile, vi prego, e non pensate che tutto quello che io vi voglio dire stasera, sia la formula per la vita, o la soluzione per la pace.
Io non ho formule, non ho nemmeno risposte ai problemi del mondo, che sono immensi, ho soltanto delle domande, non ho nemmeno certezze, ho dei dubbi da porre a chi crede di avere certezze e poi non le ha. La formula del mio matrimonio è questa: grandi presenze e grandi assenze. Vi faccio anche l’esempio: io avevo già due figli piccoli, e facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, dove non potevo tenerela famiglia perché era pericoloso. Chi di voi lo ha studiato, si ricorderà che, nel 1968, in Vietnam c’erano i vietcong che attaccavano le città, e non si poteva tenere i bambini in una zona di guerra, e così i miei stavano con la madre a Singapore, mentre io facevo il corrispondente di guerra in Vietnam, in Cambogia, nel Laos, e poi nelle guerriglie in Indonesia, in Malesia… ero sempre fuori.
Stavo via due o tre settimane e poi tornavo a casa. Ed era bellissimo tornare, perché ero pieno di piccoli regali per i bambini, e tante esperienze da raccontare a mia moglie, che a sua volta mi raccontava le sue. E questo era bello perché tutt’e due avevamo qualcosa da scambiarci. Tant’è vero che dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: «Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?».
Per cui la mia formula era questa: grandi presenze e grandi distacchi. (…)
L’amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all’amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l’amore. Qualcosa che è più grande della materia.
Qualcuno dirà: «Ma il sesso è importante!».
Lo dite a me che ho 63 anni e ho girato il mondo?
Ma è la cantina, non è l’ultimo piano!
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perchè pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d’amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale. Mussulmani, cristiani, ottentotti, il cuore è uguale dappertutto. Non c’è un cuore orientale e un cuore occidentale, non c’è una psiche orientale e una psiche occidentale: noi siamo dentro la psiche che è uguale dappertutto. La vita è una, una! Questa piccola straordinaria vita è parte di una cosa meravigliosa, dell’universo…
E questo, ritornando nella natura, è una cosa che sento molto. Io, ora, me lo sono permesso: ho 63 anni e vivo in mezzo alla natura. Cosa che suggerisco a tutti di fare.(…)
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola “amore”.
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza… amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L’amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola. (…)
Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.
Quando feci conoscere questa mia moglie ai miei genitori dicendogli che era tedesca, il mi’ babbo la guardò come se ci avesse in testa un elmetto con scritto “SS”, e la mi’ mamma aggiunse: «La ‘un è nemmeno della nostra religione».
Questo voleva dire essere tedesco a Firenze 45 anni fa. Oggi è tutto superato, si può viaggiare in giro con questo euro senza frontiere e senza nemmeno passaporti. E’ una bella storia.
(Testo dal web – L’Espresso)



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