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O. Spadaro mito della canzone italiana del 1° ‘900 – Breve ricordo anche con “Porta un bacione a Firenze” e “Sulla carrozzella”   Leave a comment

.

Questo grande cantante, ma in realtà anche cantautore,

ha lasciato un grande segnonella storia della musica leggera italiana.


Cercherò di tracciare un breve ricordo dell'artista

anche grazie ad una sua canzone mitica

che ebbe successo in tutto il mondo e che ancor oggi è molto amata

e ad un altro suo successo.

 

 

 

 

Odoardo Spadaro

è considerato il secondo vero cantautore italiano,

dopo Armando Gill,

essendo stato l'autore di molte delle sue canzoni…


Vediamo un po' qual era l'atmosfera del 1938 

prima di ascoltar questa sua mitica canzone.

 

 
 
 
(Firenze 16 1 1893 – Careggi 26 6 1965)
 
 
.
 
PORTA UN BACIONE A FIRENZE
Di Lazzaro – Bruno (1938)
   
 
Siamo nell'anno in cui l'Italia vince il suo secondo
Campionato del Mondo di calcio…



 



 
 
 .
.
ma anche nell'anno in cui vengono emanate le leggi razziali…






 

.

Il “bacione” 
era realmente legato alla nostalgia dei nostri emigranti.
che Spadaro, all'epoca del fascismo,
frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo,
piuttosto che stare in Italia,
in quanto insofferente al peso della dittatura.




 
 
 
 
 
 
 
Fu, anche grazie a ciò,
che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
ad avere un grande successo internazionale.




 
 
 
 
La canzone poi nel 1955 divenne anche un film.

 
 
 



 
 
 


ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.
 
 
 Veniamo ora alla canzone
che possiamo ascoltare cantata proprio da O. Spadaro.

 
 
 
   


 
 
 

Altra sua mitica canzone è poi certamente “Sulla carrozzella”,
che, come scrisse Enzo Biagi,
 nacque all'epoca del razionamento della benzina
che aveva causato la scomparsa delle macchine.
 
 
 
 
 
 
 

 
Al suo funerale tutta la folla cantò proprio…
“Porta un bacione a Firenze”

 

 

F I N E

 

 

orsotony




  

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Mini antologia delle canzoni che ci ricordano le nostre.. estati – IV – La mitica “LAMBADA” (1989)   Leave a comment





 
 
 
 
Riprendiamo la nostra piccola antologia dei tormentoni estivi.
 
Quello di cui parleremo ora è davvero notissimo…

Infatti ha  impazzato in tutto il mondo alla fine degli anni 80
(in Italia però giunse nel 1989).

 
 
 
 


 
 
 
 
 


I V

LA LAMBADA – 1989
LE CANZONI DELL'ESTATE
by Tony Kospan

 
 
 

 
 
 
 
 

 

Dunque parleremo della notissima… dirò di più… della mitica.

LAMBADA
travolgente ballo sudamericano giunto un Europa
per merito del gruppo musicale Kaoma.

 
 
 
 
Kaoma

 
 
 
La canzone-danza, grazie al ritmo caldo e coinvolgente…
ed alla sensualità del ballo,
divenne perfino un autentico fenomeno di costume,
come succederà anni dopo anche con “Asereje”.

 
 
 
 
 
 
 
 
Alle origini della Lambada v'è una danza indigena
che da secoli veniva praticata nella zona amazzonica del Brasile,
il carimbò.
 
 
Questo ballo, molto sensuale e libero, di derivazione africana
si accompagna al ritmo ipnotico di alti tamburi ,
ed è caratterizzato soprattutto
da giravolte del corpo e rotazioni del capo,
in cui la donna cerca di coprire l’uomo con la propria gonna.

 
 
 
 
 
 
 
 

La contaminazione del carimbò con altri stili,
provenienti soprattutto dai Caraibi (salsa, reggae e merengue)
e dal Nord Est del Brasile, comportò la nascita di questo nuovo ballo
contraddistinto dal contatto ravvicinato di corpi,
con oscillazione di anche e spalle in un movimento estremamente sensuale.





 

 


 

 

 


Ma ora è giunto il momento di ascoltar e… veder… 

la LAMBADA

e lo faremo con il video ufficiale dei Kaoma del 1989


 

 

 
 
 
 
 
 

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UN ALTRO AMORE – Ecco la bella.. famosa e premiata canzone di Gino Paoli insieme al poetico testo   1 comment


.

Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie…

non può mancare questa…



E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…

ma il testo è assolutamente di grande livello

come potremo leggere qui giù..





UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.
 
 
 
Ma la qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
in quanto è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo
al Festival di Sanremo 2002 
dove si classificò terza…
 
 
 
Leggiamola… prima di ascoltarla.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE
Gino Paoli
 

Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momentodi ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Palomma ‘e notte e la sua storia – Questa mitica poesia di Salvatore di Giacomo incontrò la musica e nacque così una grande canzone   Leave a comment



Bè definire questa… una canzone poesia…
non è poi così difficile
considerato che l'autore è un grande poeta.









PALOMMA 'E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE
a cura di Tony Kospan










Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.

La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la raccontò sul “Corriere della Sera
descrivendo così anche la storia del loro complicato amore.








LA STORIA DEL LORO AMORE
CHE ORIGINO' LA POESIA E POI LA CANZONE



“Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26.

Salvatore era un bell' uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque, e tutto questo creava intorno alla sua persona un' aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.

Elisa era «' na giovane vestuta / cu ' na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita / con una veste granata, alta e brunetta ntk).

Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.









Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell'ambiente e di quell' educazione, da lasciare stupiti. 

«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com' è. E' bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… 
Sappiatela tutt'intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com'è sempre l' impeto dell'anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».

Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”

Per amor di brevità essendo l'articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderne poi il finale.








– Il loro amore fu molto tormentato prima per l'invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…

Si amarono così d'un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all'immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…

Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassetto “quelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”









Ecco l'ultima parte dell'articolo di La Capria che qui racconta anche la nascita di questa poesia:

“Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma 'e notte.

Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.

E l' avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.

Va' via, torna all' aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?

E' chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla bruciandosi la mano, è Salvatore.”







La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.

La musica fu composta da Francesco Buongiovanni… e direi che si tratta proprio di un'accoppiata sublime.








E' considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana.

Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata da Peppino di Capri potendo leggerne il testo in originale ed in italiano…








e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni…








ed infine anche in quest'altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.








CIAO DA TONY KOSPAN



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Afferrare una stella di Edoardo Bennato – Bella.. poetica e sognante canzone   1 comment

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Il nostro viaggio tra le canzoni… poesie
o quasi poesie…
stavolta ci porta in alto nel cielo
tra le… stelle.









L'autore, Bennato, è stato tra i cantautori italiani
capaci fin dai primi anni '70
di innovare il mondo musicale italiano
arricchendolo, e con successo,
di nuovi contenuti spesso anche poetici.







Questa in particolare inneggia ai sognatori
in cerca del grande amore…
pur però consapevole che la moderna realtà
è per lo più fatta di amori… “volanti”.

Come sempre… leggiamo prima il testo
e poi ascoltiamola…










AFFERRARE UNA STELLA
Edoardo Bennato

Chi non ha sognato mai
il grande amore
chi non l’ha trovato mai
e sogna ancora
e chi crede che non vale
più la pena di cercare
e che è solo un’illusione
tutta questa grande attesa
per il grande amore.

E che non farebbe pazzie
sono solamente bugie
cosa c’è da vergognarsi
di soffrire e tormentarsi
e magari di rischiare
finanche di morire
per il grande amore

Siamo seri, molto bene concentrati
su traguardi più importanti
su problemi veri,
niente storie, favole e chimere
restiamo con i piedi per terra
non si può afferrare
una stella!…

Ma chi non ha sognato mai
il grande amore
e non lo inseguirebbe
una vita intera,
e chi cerca l’avventura
che duri solo una sera
e poi niente sentimenti
troppo ingombranti,
cose d’altri tempi…






Ed ora ascoltiamola!


 – Afferrare una stella – 



Ciao dall’Orso


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UN ALTRO AMORE – Bella.. poetica.. famosa e premiata canzone di Gino Paoli   Leave a comment


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Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie…

non può mancare questa…



E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…

ma il testo è assolutamente di grande livello

come potremo leggere qui giù..





UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.
 
 
 
Ma la qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
in quanto è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo
al Festival di Sanremo 2002 
dove si classificò terza…
 
 
 
Leggiamola… prima di ascoltarla.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE
Gino Paoli
 

Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momentodi ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Un altro amore… gran bella canzone-poesia di Gino Paoli   4 comments


.

Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie…

non può mancare questa…



E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…

ma il testo è assolutamente di grande livello

come potremo leggere qui giù..





UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.
 
 
 
Ma la qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
in quanto è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo
al Festival di Sanremo 2002 
dove si classificò terza…
 
 
 
Leggiamola… prima di ascoltarla.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE
Gino Paoli
 

Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momentodi ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Palomma ‘e notte – La mitica poetica canzone e la donna amata da Salvatore di Giacomo   Leave a comment


 

 

Bè definire questa… una canzone poesia…

non è poi così difficile

considerato che l'autore è un grande poeta…

 

 

 

 

 
 
 PALOMMA 'E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE –
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.
 
 
La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la pubblicò sul  “Corriere della Sera“….
descrivendo così anche la storia del loro contrastato amore…
 
 
 
 
 
 
 
 
Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26. Salvatore era un bell' uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque,  e tutto questo creava intorno alla sua persona un' aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.
Elisa era «' na giovane vestuta / cu ' na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita/con una veste granata, alta e brunetta ntk).
Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.
 
 
 

 
 
 
Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell' ambiente e di quell' educazione, da lasciare stupiti. 
«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com' è. è bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… Sappiatela tutt' intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com' è sempre l' impeto dell' anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».
 
Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”
 
 
Per amor di brevità essendo l'articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderlo poi in quella finale…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 – Il loro amore fu molto tormentato prima per l'invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…
 
Si amarono così d'un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all'immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…
 
Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassetto “quelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”
 
 
 
 

 

 
 
Continua l'articolo: “Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma 'e notte.
 
Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.
E l' avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.
 
Va' via, torna all' aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?
E' chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla, ma chi si brucia la mano, è Salvatore.”
 
 
 
 

 

 

 
La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.
 
 
La musica fu composta da Francesco Buongiovannie direi che si tratta proprio di un'accoppiata sublime.
 
 
 

 
 
 
 
E' considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana…
 

 
Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata da Peppino di Capri potendo leggerne il testo in originale ed in italiano…
 
 
 
 

 
 

 

 

e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni

 

 

 

 

 

ed infine anche in quest'altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.

 

 

GIANNI LAMAGNA - LE FORME INCANTATE

 

 

CIAO DA ORSO TONY

 

 
 
 
 
 
 
 

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Palomma ‘e notte di Salvatore di Giacomo – La poesia incontra la musica e nasce una grande canzone   4 comments


 

 

Bè definire questa… una canzone poesia…

non è poi così difficile

considerato che l'autore è un grande poeta…

 

 

 

 

 
 
 PALOMMA 'E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE –
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.
 
 
La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la pubblicò sul  “Corriere della Sera“….
descrivendo così anche la storia del loro contrastato amore…
 
 
 
 
 
 
 
 
Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26. Salvatore era un bell' uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque,  e tutto questo creava intorno alla sua persona un' aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.
Elisa era «' na giovane vestuta / cu ' na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita/con una veste granata, alta e brunetta ntk).
Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.
 
 
 

 
 
 
Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell' ambiente e di quell' educazione, da lasciare stupiti. 
«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com' è. è bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… Sappiatela tutt' intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com' è sempre l' impeto dell' anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».
 
Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”
 
 
Per amor di brevità essendo l'articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderlo poi in quella finale…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 – Il loro amore fu molto tormentato prima per l'invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…
 
Si amarono così d'un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all'immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…
 
Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassetto “quelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”
 
 
 
 

 

 
 
Continua l'articolo: “Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma 'e notte.
 
Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.
E l' avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.
 
Va' via, torna all' aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?
E' chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla, ma chi si brucia la mano, è Salvatore.”
 
 
 
 

 

 

 
La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.
 
 
La musica fu composta da Francesco Buongiovannie direi che si tratta proprio di un'accoppiata sublime.
 
 
 

 
 
 
 
E' considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana…
 

 
Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata da Peppino di Capri potendo leggerne il testo in originale ed in italiano…
 
 
 
 

 
 

 

 

e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni

 

 

 

 

 

ed infine anche in quest'altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.

 

 

GIANNI LAMAGNA - LE FORME INCANTATE

 

 

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Un altro amore…. premiata e bellissima canzone poesia di Gino Paoli   1 comment

Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie…

non può mancare questa…


E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…

ma il testo è assolutamente di grande livello

come potremo leggere qui giù..






UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONE POESIA
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Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi.
 
 
 
Ma la qualità poetica di questa canzone,
non è solo una mia opinione 
in quanto è suffragata dal premio ricevuto
quale miglior testo
al Festival di Sanremo 2002 
dove si classificò terza…
 
 
 
Leggiamola…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE
Gino Paoli
 
Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momentodi ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

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