Archivio per l'etichetta ‘STORIA CANZONE

“Inno all’amore” di Edith Piaf.. mitica.. poetica canzone nata da una triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica ,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone



 
 
 
   
 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
.
.
CIAO DA TONY KOSPAN




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“Mille lire al mese” – La storica canzone (testo e video) ed un breve ricordo della cara.. vecchia moneta   Leave a comment

,

,


.

I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso







La lira è stata la nostra moneta ufficiale 

dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862 


fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


.

.





Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

.

.



“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE

.

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

.

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…







Questa qui giù è l’ultima versione della banconota



di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Leggiamo ora il testo…


MILLE LIRE AL MESE


Che disperazione, che delusione dover campar

Sempre in disdetta, sempre in bolletta

Ma se un posticino domani cara io troverò

Di gemme d’oro ti coprirò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare, sarei certo di trovare

Tutta la felicità

Un modesto impiego, io non ho pretese

Voglio lavorare per poter alfin trovare

Tutta la tranquillità

Una casettina in periferia

Una mogliettina giovane e carina

Tale e quale come te

Se potessi avere mille lire al mese

Farei tante spese, comprerei fra tante cose

Le più belle che vuoi tu

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità

D’un zio lontano, americano

Ma se questo sogno non si avverasse, come farò?

Il ritornello ricanterò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare

Sarei…








e poi ascoltiamola in questo video…

 dove vi sono diverse bellissime immagini 

sia di quel tempo… che della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




barra__grassbar.gif picture by RaiodeLuar

LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA
CON LEGGEREZZA




Bambina innamorata.. famosissima e dolcissima canzone del 1936 – Testo.. atmosfera dell’epoca e video   Leave a comment

 
 
 
 
 

 
 
 
 
Stavolta è il turno di una canzone del 1936
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

BAMBINA INNAMORATA
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
by Tony Kospan

 
 
 
 

 

 



E’ l’anno in cui si tennero le famose Olimpiadi di Berlino
che videro il nero Owens trionfare a dispetto di Hitler che,
si racconta, si rifiutò di stringegli la mano…

 
 
 

 
 
 
e delle guerre italiane in Africa… 
 
 
 

 
 
 
Entriamo dunque con qualche altra immagine
nell’atmosfera dell’epoca…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Doris Duranti attrice molto amata nel 1936
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco ora il testo di questa canzone
che ha attraversato la guerra
e che è giunta fino ai nostri giorni



 
 
 
 
 

BAMBINA INNAMORATA
Autori:  A. Bracchi – G. D’Anzi
 
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.
Bambina innamorata
la bocca t’ho baciata,
quel bacio ti ha destata
non lo scordare più.
M’hai detto t’amo
voglio il tuo amor,
risposi t’amo
con tutto il cuor.
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.
Prima rosa
se tremante già ti parlo del mio amore
tu mi parli e mi sorridi maliziosa
ma forse ti batte il cuor.
Prima rosa
più gentile e delicata dun bel fiore
vorrei dirti ciò che il labbro mai non osa
io vivo per questo amor.
Bambina innamorata
stanotte t’ho sognata
sul cuore addormentata
e sorridevi tu.

 
 
 
 
 

 

 


Ed infine ascoltiamola

in questo bel video cantata da Carlo Buti.


 

 

 

 

 

.

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.

   

POESIA ARTE MUSICA ETC
I N S I E M E 
NEL GRUPPO DI FB



 
 
 

Funiculì funiculà – La vera storia e la simpatica canzone di fine ‘800 nelle versioni di Sergio Bruni e Bocelli   1 comment


 
 
Approfondiremo la conoscenza ed ascolteremo un’antica canzone che, 
nata all’epoca solo per… u n a  p u b b l i c i t à (!!!)
spiccò poi il volo verso alte vette di successo e di allegria
diventando famosa in tutto il mondo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
FUNICULI’ FUNICULA’
LA STORIA… L’ATMOSFERA E LA CANZONE
a cura di Tony Kospan
 

 
 

 
 

LA STORIA

 

La canzone fu scritta nel 1880 in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare di Napoli ed ebbe una gestazione velocissima… solo di poche ore… nascendo quindi quasi d’impeto dalla penna del giornalista Peppino Turco e dal musicista Luigi Denza.

 

 

Gli industriali brindano all’inaugurazione della funicolare

 

 

Essa doveva avere solo la funzione di pubblicizzare la Funicolare e di invogliare i cittadini ad utilizzarla… dato che era un mezzo di trasporto nuovo… ma riscosse un successo immediato sia per la musica, galoppante ed allegra, che per il simpatico testo.

 

 

 

 

Fu la canzone più cantata nella Piedigrotta (antica festa popolare che si teneva nel mese di settembre) di quell’anno ed il suo successo, travolgente come le sue note, travalicò monti ed oceani per diventare una delle canzoni più famose al mondo di tutti i tempi.



  

La festa di Piedigrotta



 
 
 Essa infatti è stata cantata dai più grandi cantanti…. di ogni epoca.

Interessante poi, dal punto di vista storico, è il fatto che questa è stata la prima canzone classica napoletana di cui sono noti sia l’autore del testo che quello della musica.

Le canzoni precedenti erano in pratica solo dei  canti popolari… ma gli anni di fine ‘800 furono davvero rivoluzionari in tutti i campi dalla scienza all’arte… dalla musica alla poesia… etc. 
 
 
 
 

 

 

LA CANZONE

 
 
L’ascolteremo ora prima in una versione cantata da Sergio Bruni 
potendone leggere il testo in originale…

 
 
 








e poi in quest’altro video possiamo ascoltarla

nell’interpretazione, anch’essa molto bella,

di Andrea Bocelli.

 


 

 

 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 

Voce ‘e notte.. mitica e poetica canzone – La simpatica storia.. una breve analisi ed una grande interpretazione   Leave a comment

 
 
 

UNA CANZONE DI UN TEMPO
CHE VA OLTRE IL… TEMPO
 
 
 
 

 

 

 

Storia.. testo.. analisi.. atmosfera e musica
di questa mitica poetica canzone.
 
 
 
 
 

 
 
 
VOCE ‘E NOTTE  
ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
per il blog

 
 
 
 
 
 
 
 

L’ANALISI DELLA CANZONE E LA MUSICA 
 
 

Stavolta siamo nel 1903/1904…  oltre centoquindici anni fa dunque…
 
 
 

 

 

.

e la canzone di cui parleremo e che sentiremo, oltre ad essere una poesia densa di struggente ed immensa passione, presenta una melodia, quasi musica classica, altrettanto dolce ed appassionata.

Si tratta dunque di grandissima musica e non per nulla questa canzone è stata interpretata anche da grandi cantanti lirici.

 
Per questo ho anche pensato d’ascoltarla e di farvela ascoltare nella superba interpretazione del noto tenore Franco Corelli.

 
 
 
 

 

 

 Possiamo quindi ben dire che il matrimonio tra versi e musicapiù riuscito di così… non poteva essere.
 
Tony Kospan

 
 
 
 




LA SIMPATICA STORIA
 
 
Voce ‘e notte
(Musica di E.Nicolardi- Testo di E.De Curtis)


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa canzone si può certamente definire autobiografica.
 
Racconta di un innamorato che, disperato, canta sotto il balcone della sua innamorata andata in sposa ad un altro uomo.
 
Correva l’anno 1903 ed Eduardo Nicolardi, giovane poeta di 25 anni,  

  
 
 
 
 

 

Eduardo Nicolardi

 

 



si innamorò di Anna Rossi l’esile e bellissima vicina di casa figlia di un facoltoso commerciante di cavalli.
 
Quando Eduardo dichiarò il suo amore ai genitori di Anna, questi lo cacciarono via.
 
La loro giovane figlia non poteva andare ad un giovane poeta dal futuro incerto, ma doveva sposare Pompeo Corbera, un ricco cliente del padre ma dalla veneranda età di 75 anni.








Il destino, o l’età dell’anziano marito, volle che alla fine l’amore trionfasse. 

Infatti poco tempo dopo il matrimonio, Pompeo Corbera morì ed i due poterono coronare il loro sogno d’amore e così noi abbiamo potuto avere una delle più belle canzoni d’amore di tutti i tempi.
 
(testi dal web con modif. e integraz.)
 
 
 
 
 

 

 

 

TESTO E TRADUZIONE

 

 

Si ‘sta voce te scéta ‘int”a nuttata,
mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino…
Statte scetata, si vuó’ stá scetata,
ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino…

Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,
pecché nun puó sbagliá ‘sta voce è ‘a mia…
E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu ‘o “vvuje”.

Si ‘sta voce te canta dint”o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico…

Si te vène na smania ‘e vulé bene,
na smania ‘e vase córrere p”e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo…che te ‘mporta ‘e me?

Si ‘sta voce, che chiagne ‘int”a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura…
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura…

Dille accussí: “Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá…
Canta isso sulo…Ma che canta a fá?!…”
 

 Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi allo sposo tuo vicino…
Stai sveglia, se vuói star sveglia,
ma fai finta di dormir un sonno profondo…

Non avvicinarti alla finestra per vedere,
perché non puoi sbagliar questa voce è la mia…
E’ la stessa voce di quando noi due,
timidi, ci parlavamo col “voi”.

 Se questa voce ti canta nel cuore
quello che non ti chiedo e non ti dico;
tutto il tormento d’un amore lontano,
tutto l’amore di un tormento antico…

Se ti viene voglia di voler bene,
un desiderio di baci corre nelle vene,
un fuoco che ti brucia proprio tanto,
bacia lui… che t’importa di me?

 Se questa voce, che piange nella notte,
sveglia il tuo sposo, non aver paura…
Vedi bene ch’è senza nome la serenata,
digli quindi di  dormire e di star sereno…

Digli cosí: “Chi canta in questa via
o sará pazzo o muor di gelosia!
Stará piangendo per qualche tradimento…
Canta da solo… Ma che canta a fare?!…”

(Traduz. di  Tony Kospan)

 

 

 

LA CANZONE

 
Ascoltiamola ora, come ho accennato su,
nell’interpretazione di un grande cantante lirico
Franco Corelli







Tony Kospan








 

 

ROMANTICA – La canzone di successo di Dallara (testo e video) con l’atmosfera del 1960 e gli… “Urlatori”   Leave a comment







Nell'ambito delle musiche e delle atmosfere di un tempo
stavolta è il turno di una canzone che fece epoca
ma che ora è quasi dimenticata.

Parlo di
ROMANTICA
vincitrice del festival di Sanremo del 1960.

 

 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D'UN TEMPO…
by Tony Kospan 




Il successo fu dovuto principalmente a Tony Dallara,
ma non da meno fu l'interpretazione di Renato Rascel,
l'altro cantante, così come si usava allora, a Sanremo.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
GLI URLATORI – UN FENOMENO DELL'EPOCA
 
 

Era l'epoca in cui nella canzone italiana
dominavano i cd. Urlatori.
 
 
Dallara ne fu uno dei massimi esponenti
e certamente il più… puro.

 
 
 
 
 
 

Il loro modo di interpretare le canzoni era caratterizzato
 dal fatto di cantare con voce ad alto volume,
e priva degli abbellimenti vocali tipici
del canto prettamente melodico
e dunque si staccavano dalla classica tradizione musicale italiana.
 
 
Questa canzone ha attraversato il tempo
e seppur ormai quel genere non incontra più grandi consensi
resta una pietra miliare della storia della canzone italiana
e dei nostri ricordi.

 
 
 
 
donna d5u5
 
 
 
 
 

gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5gabbiano5

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Prima di passare alla canzone diamo uno sguardo
all'atmosfera di quell'anno.





 
 
Siamo nel 1960 in pieno “miracolo economico”
dopo gli anni bui postbellici



 
 
 
 
Ma siamo anche negli anni della massiccia emigrazione
dal sud verso il triangolo industriale
Torino Milano Genova,
 
 

 
 
 


in quello in cui Berruti trionfa alle Olimpiadi di Roma



 
 
 
La dolce vita  – Fellini
 
 
 
 
e del mitico film…

 
 
 
 
Questa invece è la moda del 1960
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone…
 
Ecco ora prima il testo
 
 
 
 
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Romantica
Tony Dallara


Bambina mia
sono l’ultimo poeta che s’ispira ad una stella.
Bambina mia,
sono l’ultimo inguaribile malato di poesia.

E voglio bene a te
perché sei come me,
romantica.

Tu sei romantica,
amarti e’ un po’ rivivere,
nella semplicità,
nell’irrealtà
di un altra età.

Tu sei romantica,
amica delle nuvole,
che cercano lassù
un po’ di sol come fai tu.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso per me.

Ed io che accanto a te
son ritornato a vivere,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso
per me.

Tu sei romantica, amica delle nuvole,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

 


 

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Ed infine ascoltiamola




 
 
 
 
 


 
 

 
Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Ecco la reale “Ragazza di Ipanema” – La mitica canzone.. la sua storia e.. la poesia di Montale   Leave a comment









Ci sono canzoni che, forse perché baciate dalle stelle,
raggiungono un successo mondiale
e suscitano in tantissimi la curiosità di conoscerne la storia.


Questa, del 1962, è una di queste ed ebbe un tale successo
che suscitò perfino l’interesse del grande poeta 
Eugenio Montale
come potremo ora leggere in questo post. 
 
 
.
.
.
 
 
 
 
 

Parleremo dunque della storia di questa canzone,
 di Vinicius de Moraes, 
della ragazza musa ispiratrice del poetico testo…
della mitica spiaggia…
ed infine della poesia che Montale le dedicò.
 
Inoltre avremo anche la possibilità d’ascoltarla in 3 versioni.

 
 
 

Vinicius de Moraes e… la ragazza di Ipanema
 
 
 
 

E’ poi, da un punto di vista strettamente musicale, 
la canzone che ha fatto conoscere la Bossa Nova al mondo
ed ancor oggi è la Bossa Nova più cantata.
.
.




Ovviamente lui., l’autore, è Vinícius de Moraes


 poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano.





Vinícius de Moraes
(Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – Rio de Janeiro, 9 luglio 1980)

  

 

IL POETICO TESTO
   

LA RAGAZZA DI IPANEMA
Vinicius de Moraes 

 Guarda che cosa mai bella
Così piena di grazia
E’ lei la ragazza che viene e che passa
In un dolce equilibrio camminando verso il mare

Fanciulla dal corpo dorato
Dal sole di Ipanema
Il suo incedere è più che un poema
E’ la cosa più bella che abbia visto passare

Ah! Come mi sento solo…
Ah! Come tutto è così triste…
Ah! La bellezza che esiste
La bellezza che non è solo mia
E che pure passa da sola

Ah! Se lei sapesse che quando passa
Il mondo intero si riempie di grazia
E diventa più bello grazie all’amore

Solo grazie all’amore.

  

Joao Gilberto e la spiaggia di Ipanema


 

LA CANZONE IN UNA 1° VERSIONE

 

Ascoltiamola in una prima versione cantata
dal grande Joao Gilberto

.

.

Joao Gilberto

  
 ,
,
,
in versione originale… portoghese.
.
  
 







LA STORIA DELLA CANZONE
.


La leggenda vuole che i due autori, Vinicius de Moraes e Antônio Carlos Jobim, si incontrassero regolarmente in un bar di Ipanema per scrivere una commedia musicale e che ora, per ricordare che lì nacque la canzone ora porta il suo nome.





Il bar, allora Bar Veloso, era sulla strada che una ragazza percorreva tutti i giorni per recarsi da casa alla scuola.
La ragazza si chiamava Heloisa Pinheiro.
Guardandola tutti i pomeriggi i due musicisti colsero da lei l’ispirazione per la canzone che scrissero sui tavolini del bar.
Oggi il Bar Veloso si chiama “The girl from Ipanema” e il nome della strada è divenuto, da Rua Montenegro, Rua Vinícius de Moraes.
 
 
 

 
 
 
In realtà la storia è diversa (e forse meno romantica). 
Eccola.
 Nonostante i due abbiano sicuramente frequentato il bar, la melodia di questa canzone venne composta da Jobim al pianoforte della propria abitazione, in Rua Barro da Torre, per una commedia (Blimp) che Moraes aveva in mente ma di cui non aveva ancora scritto nulla.
Vinicius aveva scritto le parole di questa canzone a Petropolis, vicino a Rio de Janeiro. 
Anche “Chega de Saudade” era stata scritta qui sei anni prima ma dedicandola proprio a Helô Pinheiro.
 
 
 
 
Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto
 
 
 
 
Il titolo della canzone doveva essere Menina que passa  (La ragazza che passa).
 

Per quanto riguarda la ragazza, alta, abbronzata, mora con gli occhi verdi, bella e giovane, Jobim e Moraes la videro effettivamente passare molte volte davanti al Bar Veloso nell’inverno del 1962, perché Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto, Helo per gli amici, viveva lì vicino in Rua Montenegro ed era cliente dello stesso bar.


Non c’era da stupirsi quindi che molti nel quartiere (e tutti in quel bar) la conoscessero.

 
 
  
 
LA CANZONE… 2° VERSIONE
 
 
Questa è in formato mp3…
 

 
  

 
 L’AMBIENTAZIONE: LA SPIAGGIA DI IPANEMA
  
Non meno importante, per il fascino della canzone,
è certamente l’ambiente in cui nacque:
la mitica spiaggia di… Ipanema


 
.
.
.
La strada che attraversa la foresta Tijuca offre continuamente vedute spettacolari della spiaggia e del quartiere di Ipanema, del suo proseguimento Leblon e della Laguna Rodrigo de Freitas, che i carioca Chiamano la Lagoa. 
Questa è la zona ricca di Rio, sede di benessere e di carioca nouveau riche.
Ipanema (un nome indio che significa acque pericolose) si sviluppò come insediamento di frontiera nel 1894, con lunghe piste in terra battuta che correvano parallele alle dune di sabbia, e qualche capanna ai lati della strada. 
Considerato un avamposto sperduto ai confini della civiltà, il quartiere fu a lungo ignorato, finché la calca di Copacabana divenne insopportabile per i suoi residenti benestanti, che si spostarono in un’ altra spiaggia più a sud: Ipanema. 
 
 
 


Vinicius de Moraes e Helo Pinheiro qualche anno dopo
 
 
 
  
LA POESIA DI MONTALE
 
 
 
Infine ecco una sorprendente… poesia
di un insospettabile Montale dedicata proprio a lei.
 
 

Leggiadra ti distendi
sullo scoglio lucente di sale
e al sole bruci le membra.
Ricordi la lucertola
ferma sul masso brullo;
te insidia giovinezza,
quella il lacciòlo d’erba del fanciullo.
L’acqua’ è la forza che ti tempra,
nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:
noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo
come un’equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.
Hai ben ragione tu!
Non turbare
di ubbie il sorridente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di spalle
dirocca i fortilizî
del tuo domani oscuro.
T’alzi e t’avanzi sul ponticello esiguo,
sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s’incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t’abbatti fra le braccia del tuo divino amico che t’afferra.
Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.
 
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)


 Ragazza di Ipanema


 

LA CANZONE… 3° VERSIONE
 
 
Quest’ultima versione è in italiano
cantata da Bruno Martino.
 
Il video presenta anche altre immagini
della ragazza, della spiaggia etc…
 
 
 
 
 
 
 
.
.
Infine concludiamo con 3 recenti immagini
della Ragazza di Ipanema… 
ora Nonna… ma sempre molto vivace.
 



 



 


 

F I N E 
 
 





Fonti e testi da vari siti web – rielaborazione ed impaginazione Orso Tony



PER CHI AMA LA STORIA I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO





 


 
 
 

LA VIE EN ROSE.. UNA DELLE PIU’ BELLE CANZONI DI SEMPRE – Storia.. fascino e la mitica canzone della Piaf in 2 versioni   1 comment







Questa è una delle canzoni più belle e più note di tutti i tempi
nonché la canzone simbolo dell’amore romantico

La “vita in rosaper noi italiani
ha lo stesso significato che ha per i francesi
soprattutto nell’espressione
Vedere la vita in rosa”.
.
.
.


(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)



LA VIE EN ROSE…

LA STORIA.. LA POESIA L'ATMOSFERA E… LA CANZONE



La Piaf stessa scrisse il testo con il titolo però
Les choses en rose (Le cose in rosa),
e chiese al maestro Robert Chauvigny di musicarlo.
.
Però egli si rifiutò essendo il brano, secondo lui,
senza alcun valore e mai vi fu errore così clamoroso.

.


.
.
.


Lei si rivolse allora al pianista Louiguy (Louis Gugliemi)
che la musicò, cambiandole anche il titolo in
La vie en rose
.
La canzone divenne ben presto un successo mondiale
e dirò di più… un successo che non è mai tramontato.
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Dove poteva nascere una canzone così… se non a Parigi?

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Siamo nel 1945…
l’anno in cui termina la seconda guerra mondiale…
e Parigi è stata appena liberata dagli anglo-americani.








Ricordiamo per un attimo quei giorni…



1945 – Primavera a Parigi



1945 – Primavera a Parigi
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Torniamo quindi alla nostra canzone ed ecco
il poetico testo… in italiano.



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IL TESTO

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Occhi che fanno abbassare i miei
Un ridere che si perde nella sua bocca
Ecco il ritratto senza ritocchi
Dell’uomo al quale appartengo
Quando mi prende fra le braccia
Mi parla a bassa voce
Vedo la vita tutta rosa
Mi dice parole d’amore
Parole di tutti i giorni,
E sento che qualcosa
E’ entrato nel mio cuore,
Una parte di felicità
Di cui conosco la causa
E’ lui per
Me, io per lui nella vita
Me l’ha detto, l’ha giurato sulla sua vita,
E fin dal momento in cui lo scorgo da lontano
Allora sento in me, il cuore che batte…
Notti d’amore senza fine
Una gran felicità che si fa largo
I fastidi, i dolori si cancellano
Felice, felice da morire

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Ascoltiamola in una prima versione

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e poi in questo video d'epoca, per chi lo preferisce,

possiamo invece ammirarla nella sua interpretazione

ed assaporare insieme l'atmosfera di quegli anni.

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CIAO DA TONY KOSPAN

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COME PIOVEVA – La storia.. l’atmosfera del 1918 e la poetica canzone in 2 versioni   Leave a comment

 
  



Ecco un’altra famosissima
storica, poetica, indimenticabile canzone
che fin da piccolo mi colpiva
per la sua dolcissima profondissima malinconia.

 
 
 

  



ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

COME PIOVEVA

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E' una canzone del 1918


 
 
 
 


 
 
 
 


Sta, finalmente, finendo
la prima tremenda guerra mondiale.

La vita nelle città e nelle campagne
va avanti comunque…
nonostante gli immensi lutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Queste immagini ci rendono un po'
l’atmosfera di quell’anno.

 
 
 
 
La spagnola
 
 
 
 
Donne nelle fabbriche mentre gli uomini sono in guerra

 
 
 
 







 Modigliani – Fotografia con dedica donata da Amedeo a Jeane Hébuterne, 1918

 


L’autore della canzone è Armando Gill,
(pseudonimo di Michele Testa Piccolomini)
primo vero cantautore italiano.

 
 
 
 

Armando Gill (Napoli 23.7.1877 – Napoli 1.1.1945)
 
 


“Versi di Armando, musica di Gill,
cantati da Armando Gill”
 
era il suo simpatico motto.
 
 
 
Fu infatti l'inventore di un linguaggio diretto
anticipatore di un genere che si affermò
solo molti anni dopo.

 
 
 
 
 Donna al lavoro 
 
 

C'è un simpaticissimo aneddoto
su questa canzone e sullo spirito del suo autore.
 
 
Alcuni giorni prima del lancio Gill, non avendo fiducia
nelle capacità promozionali della sua casa discografica,
tappezzò la città di Napoli.

 
 
 
 
 
 
 
 

… con manifesti raffiguranti degli ombrelli
e qualche giorno dopo con i manifesti della canzone.

 
 
 
 
Manifesto della canzone originale dell'epoca
 
 
 
 
 
Tornando alla canzone,
a mio parere, essa è viva e bella
oggi come allora… e lo sarà sempre.

 
 
 
 



Ascoltiamola ora,
cantata da uno dei suoi massimi interpreti,
Achille Togliani
potendo leggere qui anche il poetico testo.

 
 




 
  
 

o se preferiamo… in questo bel video…
che ci consente d'ascoltarla
proprio con la voce di Gill
insieme a bellissime immagini d’epoca.
 
 
 
 




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“VECCHIO FRACK” – Ecco chi era davvero il principe della mitica canzone di Modugno e… riascoltiamola!   Leave a comment

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Ho scoperto solo qualche anno fa che questa canzone,
scritta e musicata da Domenico Modugno,
e che da ragazzo mi affascinava moltissimo
per la sua poetica ma misteriosa e tragica atmosfera
era stata composta in ricordo del Principe.
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Raimondo Lanza di Trabia
Quelle magiche parole della prima strofa
mi colpivano nel profondo:




E’ giunta mezzanotte si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè
le strade son deserte, deserte e silenziose
un’ultima carrozza cigolando se ne va
il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo dorme tutta la città
solo va un vecchio frac




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ECCO IL VERO PRINCIPE DEL…
VECCHIO FRACK
E LA SUA STORIA

 
 

Raimondo Lanza di Trabia (Palermo 9.9.1915 – Roma 30.11.1954)

 

  

 

Un principe dalla vita super avventurosa…
super mondana… ma dal tragico finale.
.
 

 .

 
 
 
 
 
 
 
Ce ne parla il giornalista scrittore Sorgi
nel suo libro  “Il grande Dandy”
 
 
 
 
 

 

 

 

Si pensi, per comprender la straordinarietà del personaggio,

 che nella sua breve incredibile vita… è stato

 fidanzato di Susanna Agnelli, l’amante di Joan Crawford,

amico forse più che intimo di Edda Ciano e Rita Hayworth,

amico di Gianni Agnelli, Ranieri di Monaco, Aristotele Onassis

e dello scià Reza Pahlavi, ed inoltre…

Presidente del Palermo Calcio, pilota di auto, animatore della Targa Florio,

spia fascista nella guerra civile spagnola

ed infine mediatore con i partigiani nella Roma del ’43 !!!!

 

 

 

 

 

 

Quest’uomo del jet set… quando il patrimonio stava per esaurirsi

e si accorse che il suo fisico era allo stremo per le grandi sregolatezze,

non fu però in grado di fermarsi… riprendersi… rinnovarsi…  

ma se ne andò in modo teatrale e disperato

secondo il copione del personaggio che egli stesso si era costruito.

 

 

 

 

 

 

Ma riascoltiamo ora questa famosissima canzone…

del mitico Modugno… e forse possiamo comprender

l’atmosfera, insieme brillante e drammatica,


in cui si svolge l’ultimo atto del principe…

e, se ci va, possiamo farlo leggendo il testo della canzone.

 

 

 

 

IL TESTO

 

VECCHIO FRACK


Domenico Modugno


E’ giunta mezzanotte si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè
le strade son deserte, deserte e silenziose
un’ultima carrozza cigolando se ne va
il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo dorme tutta la città
solo va un vecchio frack

Ha un cilindro per cappello due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu

Si avvicina lentamente con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato malinconico ed assente
non si sa da dove viene nè dove va
di chi mai sarà quel vecchio frack?
bonne nuit, bonne nuit bonne nuit
bonne nuit buonanotte
va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato che randagio se ne va

E’ giunta ormai l’aurora si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città
la luna si è incantata, sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
Sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore, un frack

Ha un cilindro per cappello due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu

Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
di chi sarà, di chi sarà quel vechio frack
adieu adieu adieu adieu vecchio mondo
ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato
ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor.

 

 

 

 

 

LA CANZONE


 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

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