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‘A VUCCHELLA.. classica canzone napoletana ma opera di G. D’Annunzio – L’originalissima storia e la simpatica canzone   Leave a comment

 

 
Forse non tutti sanno che questa canzone,
scritta a fine ottocento, è nientepopodimeno
opera di un mito della Letteratura Italiana
 Gabriele D’Annunzio.
 
 
Non solo, anche la musica, come vedremo,
 è di un suo corregionale.
 
 




 

 
 ‘A VUCCHELLA
UNA CLASSICISSIMA CANZONE NAPOLETANA
MA TUTTA ABRUZZESE E D’AUTORE.



Il Caffè Gambrinus ed i suoi tavolini

 
 
 LA STORIA
 
 
Gabriele D’Annunzio nel suo soggiorno napoletano nel 1892, era insieme all’amico poeta e paroliere Ferdinando Russo ai tavolini del mitico Caffè Gambrinus.
 
Il Vate, sfidato dall’amico a comporre in breve tempo una canzone napoletana, gli dettò in pochi minuti questi versi.
 

Rimasti per dieci anni in un cassetto, essi vennero poi mostrati dal Russo al musicista Francesco Paolo Tosti,

 

 

 

Francesco Paolo Tosti (Ortona 9.4.1846 – Roma 2.12.1916)

.

.

altro abruzzese.

Il Tosti, dunque,  musicò questi versi.

Per questo, pur con l’intervento del Russo del tutto “laterale”,  la canzone napoletana è di paternità tutta abruzzese.

 

 

 

 Franz Dvorak

 

 

La canzone divenne presto un successo internazionale e fu molto amata anche da Enrico Carusoche la incise nel 1919.

E’ tuttora, a pieno titolo, tra le classicissime ed amatissime canzoni della tradizione musicale partenopea.

Vediamo ora alcune immagini d’epoca che ci riportano all’atmosfera di quegli anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giovane… D’Annunzio

 

 

Napoli – Villa Comunale

 

 

 




Napoli – Piazza Dante

 .

.
 

 IL TESTO

.

 

‘A VUCCHELLA (La boccuccia)

D’Annunzio

Si comm’a nu sciurillo…
tu tiene na vucchella,
nu poco pucurillo,
appassuliatella.

Méh, dammillo, dammillo,
è comm’a na rusella…
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!

Dammillo e pigliatillo
nu vaso… piccerillo
comm’a chesta vucchella

che pare na rusella…
nu poco pucurillo
appassuliatella…


 

 

 

 

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ASCOLTIAMOLA

 

Il video ci consente di ascoltarla 

nell’interpretazione del mitico “cesellatore” 

Roberto Murolo.

 

 

 

fre bia pouce     musicAnimata

Eugene Blaas

  

 

CIAO DA TONY KOSPAN



fre bia pouce




Godward

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Domenico Modugno.. mitico Mr. Volare – Breve ricordo con “Lu pisci spada” poetica e drammatica canzone d’amore   Leave a comment




Questa è una non notissima, ma bellissima, canzone
di un monumento della Canzone Italiana
il mitico “Mimmo Modugno” detto anche “Mister volare”.



Polignano a Mare 9.1.1928 – Lampedusa 6.8.1994



UNA BELLA… POETICA… MA DRAMMATICA


STORIA DI MARE… AMORE… E MORTE.





LU PISCI SPADA
STUPENDA CANZONE-POESIA DI MODUGNO
by Tony Kospan
.
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Sembra che si tratti di una storia vera 
raccontata da alcuni pescatori
e riportata su alcuni giornali
quando il Mimmo nazionale era un ragazzo.








Con essa  Modugno ci parla del supremo sacrificio per amore.

Racconta infatti la drammatica storia d’amore tra due pesci spada;

la femmina ormai catturata durante la mattanza,

incita il maschio a fuggire,

ma lui si lascia catturare per morire insieme a lei.









Leggiamo prima il poetico testo in italiano.

 

 
 
 
 
IL PESCE SPADA
(D. Modugno) 
 
Questa è la storia –
d’un pesce spada –
storia d’amore…
Dai dai è lì, I’ho visto, l’ho visto… –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
hanno colpito la tua femmina dritto dritto in mezzo al
cuore
e piangeva di dolore ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la barca la trascinava ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ed il maschio pareva impazzito
diceva: “bella mia non piangere, –
bella mia non piangere, –
dimmi piuttosto cosa devo fare…?”
Rispondeva la femmina –
con un filo e filo di voce:
“scappa scappa amore mio –
perché altrimenti ti uccidono…”
“Non no no no no amore mio –
se tu muori voglio morire assieme a te
se tu muori amore mio voglio morire…”
Con un salto si trovò abbracciato cuore a cuore
vicino ad essa
e così ebbe fine l’amore –
di due pesci sfortunati… –    
Dai dai è lì, l’ho visto l’ho visto –
c’è pure il maschio –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
Questa è la storia – d’un pesce spada –
storia d’amore.






 Ed ora nel video possiamo legger, se ci va, anche il testo originale

oltre ad ascoltar la sublime interpretazione del grandissimo Mimmo.
.
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fre bia pouce     musical notes


 
 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

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IL TANGO DELLE CAPINERE (1928) – Famosa e birichina canzone di un tempo in 2 versioni ed il testo.   Leave a comment

 
 
 
 
POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,
 
 
 
 
ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan


POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC, 
Matisse
 
 
 
 
 
IL TANGO DELLE CAPINERE
 
 
Ora è il turno di un’altra famosissima, 
classicissima e storica (1928) canzone.
 
 
 
 
 
POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

 

 

 
E’ una canzone che, per le parole ed il significato, 
è certamente spintarella per l’epoca.
 
 
 
 
POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,
 
 
 
 
La canzone fu composta da Cesare Andrea Bixio 
mentre il testo, come spesso accadeva, era di Cherubini.



POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

 

 

 

 


In verità fu Parigi a decretare il successo di questo tango
 che poi ben presto si estese in vari altri Paesi.
 
 
 
 

POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

Tarzan 1928
 
 
 
Siamo nel 1928 e le immagini che vedete, 
d’arte e non, fanno riferimento, 
come sempre, all’atmosfera di quell’anno.
 
 
 
 

POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

Giacomo Balla – Autocaffè
 
 
 
 
POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,
Rose Rolando – Man Ray
 
 
 
 
 
 
 
 
IL TESTO
 
 

IL TANGO DELLE CAPINERE

C. A. Bixio – Cherubini

Laggiù nell’Arizona
terra di sogni e di chimere
se una chitarra suona
cantano mille capinere
hanno la chioma bruna
hanno la febbre in cuor
chi va cercar fortuna
li troverà L’amor. 
A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell’oscurità
ognuno vuol godere
son baci di passion
L’amor non sa tacere
e questa è la canzon
di mille capinere. 
Il bandolero stanco
scende la sierra misteriosa
sul suo cavallo bianco
spicca la vampa di una rosa
quel fior di primavera
vuol dire fedeltà
e alla sua capinera
egli lo porterà. 
A mezzanotte va
la ronda del piacere
e chi ritornerà
lasciando le miniere
forse riporterà
dell’oro in un forziere,
ma il cuore lascerà
fra mille capinere!
 
 
 
 
giphy (6)
 
 
 
Eccola dunque prima in una versione classica
cantata da Luciano Virgili.
 
 
 
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POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,
 
 
 
 

 
 
 
e poi chi desidera ascoltarla in una versione video più moderna
 eccola cantata da Gigliola Cinquetti.
 

 

fre bia pouce    musicAnimata
POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

 
 


 
CIAO DA TONY KOSPAN




giphy (5)

 

 

 

 
 
 

EDITH PIAF – La “piccola” grande cantante francese in una breve biografia e 2 suoi mitici successi   Leave a comment





Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con 2 sue mitiche canzoni la

L’himne à l’amourNon je ne regrette rien



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.






Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.






La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



Qui è con il suo amato pugile che però morì in un incidente aereo.

.



L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.








 Ma ora è giunto il momento di ascoltar per prima,
la canzone scritta da lei stessa
per la morte del suo amato pugile Marcel Cerdan


che fu il più grande amore della sua vita.

E’ una musica che emoziona ed affascina ancor oggi.

  
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.

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In quest’altro video d’epoca, possiamo invece ammirarla

nella sua interpretazione di un altro trionfo che pure ha superato

i confini del tempo 

ed è ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

.

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 .

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Come si può vedere non c’è qui la mitica VIE EN ROSE

il suo vero successo mondiale.

Chi volesse conoscerne la bella storia e riascoltarla.


fre bia pouce


CIAO DA TONY KOSPAN



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Lucciole vagabonde.. canzone birichina del 1927 – La storia.. l’atmosfera ed ascoltiamola in 2 versioni   Leave a comment




Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente.








Si tratta infatti di una famosissima… canzoncina.


LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan







E’ una canzone del 1927 che…
per le parole e soprattutto per il significato
è certamente spintarella.







Nel nostro immaginario quell’epoca
ci appare densa di serietà e sobrietà
ma poi, dopo un’analisi, anche breve, di quella realtà,
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così (anzi)!








Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentale”
del maschio nostrano dell’epoca.








La canzone è opera del mitico duo
Bixio – Cherubini
autori di tanti capolavori musicali.



Marian Nixon



Le immagini che seguono
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera del 1927


1927 – Ostia



La 1° Mille Miglia




1927 – Binda alla Milano Sanremo



Un locale di MIlano




La stazione della Garbatella





Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, prima cantata da
Achille Togliani,



fre bia pouce     musicAnimata





e poi, per chi desidera ascoltarla 
in una versione un po’ più recente,
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti









Buon ascolto se vi va…

CIAO DA TONY KOSPAN
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aranc grande 8FF

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“I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) – La storia e la classica e poetica canzone napoletana del 1900 in 2 versioni   3 comments

 



Stavolta è il turno di una canzone del 1900
che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche. 



Questa, in particolare,
 è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
del fascino della grande canzone napoletana.

 


 
 
 

I’ TE VURRIA VASA’
L’ ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan

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  Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno

con diverse immagini d’epoca
 
 
 
 L’ATMOSFERA DEL 1900

 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Napoli – Scalinata di Santa Lucia
 
 


LA SIMPATICA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
A conferma, se ce ne fosse bisogno, che si tratta di una canzone-poesia,
il testo è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l’autore era a letto con la febbre.


L’andò a visitare l’amico musicista Di Capua
(l’autore della musica di “O sole mio”)
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell’epoca Armando Gill.


 
 
 
 
 
 
 


Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell’amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica,
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 120 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.

 
 
 
 

Rogelio de Egusquiza


 
 
 
 

IL TESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 



LA CANZONE 
 
 
 
 
Ascoltiamola prima nella versione di Massimo Ranieri
 
 
 
 
 
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e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata… di Sergio Bruni.
 
 
 
 
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Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –



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CANZONE CLASSICA NAPOLETANA

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AVEC LE TEMPS – La mitica canzone-poesia del 1970 nelle 2 versioni di Ferré e Dalida   Leave a comment

 



Stavolta, nell’ambito delle grandi canzoni di un tempo,
non andremo molto lontani
(ma più di 50 anni non sono proprio pochi…)

La canzone però è un vero mito mondiale.

.
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AVEC LE TEMPS
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa canzone che possiamo definir poesia…poesia pura,
è sì.. certo un po’ triste,
ma dolcissima, struggente e profondissima
in quanto tocca le nostre corde più veree più intime.
 
 
E’ una canzone davvero memorabile
ed ebbe un successo mondiale…
che però non è mai più tramontato.
 
 
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L’autore è Leo Ferré
cantante e musicista monegasco.
 
 
In Italia è stata interpretata da molti
grandi cantanti e ne segnalo solo alcuni…
Dalida… Paoli… Patty Pravo… Battiato…
 
 
Prima di passare alla canzone
entriamo nell’atmosfera di quell’anno…1970…
con alcune immagini penso significative…
 
 
 
 
 
 Fiat 500 del 1970
.
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La mitica semifinale dell’Azteca – Italia/Germania
.
.

Bernardo Bertolucci – Il conformista
 
 
 
 
 
50.000 lire del 1970
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giro d’Italia – Gimondi e Merkx
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone… che possiamo definir 
Musica dell’Anima… e non servono altre parole.
 
 
Basta ascoltarla… leggerne il testo.
 
 
 
 



AVEC LE TEMPS (COL TEMPO)

Leo Ferré

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti 
Allora tu col tempo sai
non ami più.

 
 
 
 

 

 

Ma eccola insieme al testo originale

cantata da Léo Ferré… 

 

 

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e qui nell’interpretazione di Dalida… 

in un raro video


 

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malinconico autunno1malinconico autunno1

 
 
 
Buon ascolto e… ciaooooooooo da

TONY KOSPAN




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C. A. Bixio – Il mitico autore di canzoni del primo 900 e la sua indimenticabile “VIVERE”   Leave a comment




Forse ai giovani d’oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane, 
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.
Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni ’20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d’amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell’epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell’epoca come il cinema e la televisione.
.
.
.

 

(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.


E’ stato anche un geniale industriale 

e fondatore di diverse case editrici di musica. 
 
Mi fa dunque piacere ricordarlo 
con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi.


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
  

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio!
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film.

 
 
 
 
 
  
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

fre bia poucemusical notes

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 

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Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE E’ LA TUA PAGINA DI FB!
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EDITH PIAF – Breve biografia e 2 mitici successi della “piccola” grande artista   1 comment





Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con 2 sue mitiche canzoni la

L’himne à l’amourNon je ne regrette rien



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.






Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.






La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



Qui è con il suo amato pugile che però morì in un incidente aereo.

.



L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.








 Ma ora è giunto il momento di ascoltar per prima,
la canzone scritta da lei stessa
per la morte del suo amato pugile Marcel Cerdan


che fu il più grande amore della sua vita.

E’ una musica che emoziona ed affascina ancor oggi.

  
fre bia pouce    musicAnimata

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In quest’altro video d’epoca, possiamo invece ammirarla

nella sua interpretazione di un altro trionfo che pure ha superato

i confini del tempo 

ed è ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

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fre bia pouce    musicAnimata

 .

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Come si può vedere non c’è qui la mitica VIE EN ROSE

il suo vero successo mondiale.

Chi volesse conoscerne la bella storia e riascoltarla.


fre bia pouce


CIAO DA TONY KOSPAN



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Le canzoni (tormentoni) che ci ricordano le estati di un tempo – VIII – Vamos alla playa 1983   Leave a comment




Questa nostra piccola antologia stavolta
ci ricorderà e ci farà ascoltare
una canzone che più estiva non si può
anche se ormai l’estate è finita.






Quando il caldo esplode,
l’unico desiderio di tutti noi qual’è
se non quello di correre al mare
 – in spagnolo “Vamos alla playa” –
e lì starsene a mollo?




VAMOS ALLA PLAYA
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan



VIII



La canzone che con allegria
ci invita a far ciò è la notissima e mitica
VAMOS ALLA PLAYA
di cui ora parleremo.






Siamo nel 1983 e l’allegra canzone,
a dispetto del titolo spagnolo è invece dei Righeira
gruppo musicale torinese formato da Michael,
(Stefano Rota) e Johnson (Stefano Righi).






Certo il suo successo non fu dovuto
alla bellezza del testo
ma alla semplicità ed al ritmo allegro
direi ehm ehm… ondeggiante
e però anche quasi… fresco… marino
ma soprattutto grazie al ripetitivo, 
ma piacevole, ritornello.






Proprio per questa sua ripetitività
la canzone ha il merito (o demerito)
d’aver fatto nascere il termine “tormentone“.

Prima di passare a riascoltarla
ecco qualche immagine del 1983.



L’attentato al Papa




Carrie Fisher






Ora ascoltiamola o riascoltiamola.

Ci sentiremo meglio… anche solo nel ricordo
dovunque siamo… anche lontani dal mare.



ombrelloneombrelloneombrelloneombrellone



Il video ci consente anche di ricordare
che questa canzone fu davvero
cantata e ballata in tutto il mondo.



fre bia pouce     musicAnimata



Ciaooooooooooo  a  tutti

da Tony Kospan



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