Archivio per l'etichetta ‘STORIA CANZONE

Lili Marleen – La vera storia della canzone-cult della II guerra mondiale anche con immagini e video   Leave a comment

 
 

E’ stata la canzone preferita dai soldati
di tutto il mondo durante la II guerra mondiale.

Ne è considerata in pratica… l’inno non ufficiale.

 
 
 
 
 Marlene Dietrich
 
 
 
 
LILI MARLEEN… STORIA DI UNA CANZONE UNIVERSALE
 
 
 
 
La canzone, scritta da un giovane soldato di Amburgo,
Hans Leip, con aspirazioni poetiche fu poi messa in musica
da un musicista pure molto vicino al nazismo, Norbert Schultze,
ebbe subito un gran successo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Un successo tale che però ben presto  
travalicò i confini della Germania
e fu adottata da tutti i ragazzi
che andavano a morire centinaia di migliaia,
pensando magari alla loro “Lili” lasciata chissà dove.
 
 
 
 
 
 
 
 
Infatti fu presto tradotta e interpretata, sia nella lingua originale
che in inglese, dalla grande esule tedesca Marlene Dietrich,
che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate.
 
 
 
 
 Marlene Dietrich
 
 
 
 
 
Strane storie hanno a volte, le canzoni.
Strane e imprevedibili.
 
Riascoltiamola dunque… prima in mp3
 
 
 
 
 
 
 
 
Quasi certamente è la più celebre canzone di sempre
che parla di guerra,
ma che è poi intrinsecamente anche contro la guerra.





 

Il tema del soldato che pensa al suo amore
 è di sicuro un tema universale.
 
Se ci va riascoltiamola in questo video…
stavolta in italiano
 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan 

 

 

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Marlene Dietrich – (Schöneberg 27.12.1901 – Parigi 6.5.1992)

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EDITH PIAF – Breve ricordo della “piccola” grande artista francese anche con la mitica “La vie en rose”   Leave a comment



Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



 EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
 
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con la storia, l’atmosfera e la poesia
della sua miticaVie en rose



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.





Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.





La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



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L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce…
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.

 
  

LA VIE EN ROSE…
STORIA POESIA ATMOSFERA E… LA CANZONE



Questa è una delle canzoni più belle e più note di tutti i tempi…
nonché la canzone simbolo dell’amore romantico…

La “vita in rosaper noi italiani
ha lo stesso significato che ha per i francesi
soprattutto nell’espressione
Vedere la vita in rosa”.

 
 
 
 
 

(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)


La Piaf stessa scrisse il testo con il titolo però
Les choses en rose (Le cose in rosa),
e chiese al maestro Robert Chauvigny di musicarlo.
 
 
Però egli si rifiutò essendo il brano secondo lui
senza alcun valore e mai vi fu errore così clamoroso.
 
 
  

 
 
 
Lei si rivolse allora al pianista Louiguy (Louis Gugliemi)
che la musicò, cambiandole anche il titolo in
La vie en rose.
 
La canzone divenne un successo mondiale… e dirò di più…
un successo che non è mai tramontato…
 
Dove poteva nascere una canzone così se non a Parigi?
 
  



 
  Siamo nel 1945…
l’anno in cui termina la seconda guerra mondiale…
e Parigi è stata appena liberata dagli anglo-americani
 







 
  Ricordiamo per un attimo quei giorni…



1945 – Primavera a Parigi



1945 – Primavera a Parigi
 
  
 
 Torniamo quindi alla nostra canzone ed ecco
il poetico testo… in italiano…
 
  



 
 


IL TESTO
 
Occhi che fanno abbassare i miei
Un ridere che si perde nella sua bocca
Ecco il ritratto senza ritocchi
Dell’uomo al quale appartengo
Quando mi prende fra le braccia
Mi parla a bassa voce
Vedo la vita tutta rosa
Mi dice parole d’amore
Parole di tutti i giorni,
E sento che qualcosa
E’ entrato nel mio cuore,
Una parte di felicità
Di cui conosco la causa
E’ lui per
Me, io per lui nella vita
Me l’ha detto, l’ha giurato sulla sua vita,
E fin dal momento in cui lo scorgo da lontano
Allora sento in me, il cuore che batte…
Notti d’amore senza fine
Una gran felicità che si fa largo
I fastidi, i dolori si cancellano
Felice, felice da morire
 
 
 






 Ma ora è giunto il momento di ascoltarla…
con le orecchie e con il cuore
… dato che è una musica che emoziona
ed affascina ancor oggi
come affascinò i contemporanei…
avendo superato i confini del tempo…
e leggere il testo originale in francese.


  


 

In questo video d’epoca, per chi lo preferisce,

possiamo invece ammirarla nella sua interpretazione

ed assaporare insieme l’atmosfera di quegli anni.

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CIAO DA TONY KOSPAN



PER LE NOVITA’ DEL BLOG






Lucciole vagabonde – La storia.. l’atmosfera del 1927 e la birichina canzone.. in 2 versioni   3 comments




Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente.








Si tratta infatti di una famosissima… canzoncina…


LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan







E’ una canzone del 1927 che…
per le parole e soprattutto per il significato
è certamente spintarella…A bocca aperta








Nel nostro immaginario quell’epoca
ci appare densa di serietà e sobrietà…
ma poi, dopo un’analisi, anche breve, di quella realtà,
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così!








Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentale”
del maschio nostrano dell’epoca.








La canzone è opera del mitico duo
Bixio – Cherubini
autori di tanti capolavori musicali.



Foto:
Piero Arcieri



Le immagini che seguono …
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera del 1927

1927 – Ostia





1927 – Binda alla Milano Sanremo












Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, cantata da
Aurelio Fierro,
con la possibilità di leggere anche il testo







Chi poi desidera ascoltarla in una versione video…
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti…








CIAO DA TONY KOSPAN



La tua pagina d’Amore.. Psiche e Sogno
per colorare insieme ed in mondo non banale le nostre ore

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‘A VUCCHELLA – Questa classica canzone napoletana fu scritta da D’Annunzio! – Ecco la simpatica storia ed il video   Leave a comment

Forse non tutti sanno che questa canzone,
scritta a fine ottocento, è nientepopodimeno…
opera di un mito della Letteratura Italiana
Gabriele D’Annunzio.

Non solo… anche la musica, come vedremo,
è di un abruzzese.






'A VUCCHELLA
UNA CLASSICISSIMA CANZONE NAPOLETANA…
MA… TUTTA ABRUZZESE… E… D'AUTORE.



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LA STORIA

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Gabriele D'Annunzio nel suo soggiorno napoletano nel 1892, era insieme all'amico poeta e paroliere Ferdinando Russo ai tavolini del mitico Caffè Gambrinus.
Il Vate, sfidato a comporre in breve tempo una canzone napoletana, gli dettò in pochi minuti questi versi.
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Il Caffè Gambrinus.

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Rimasti per dieci anni in un cassetto, essi vennero poi mostrati dal Russo al musicista Francesco Paolo Tosti,

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Foto:

Francesco Paolo Tosti (Ortona 9 .4.1846 – Roma 2.12.1916)

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altro abruzzese.

Il Tosti, dunque, musicò quesi versi… per cui, pur con l'intervento del Russo del tutto… “laterale” , la canzone è di paternità tutta abruzzese

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Franz Dvorak

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La canzone divenne presto un successo internazionale e fu molto amata anche da Enrico Caruso, che la incise nel 1919….

E' tuttora, a pieno titolo, tra le classicissime ed amatissime canzoni…. della tradizione musicale partenopea.

Vediamo ora alcune immagini d'epoca che ci riportano all'atmosfera di quegli anni.

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Il giovane… D'Annunzio

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Napoli – Villa Comunale

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L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'aperto

Il Caffè Gambrinus a fine '800

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IL TESTO

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'A VUCCHELLA
D'Annunzio

Si comm'a nu sciurillo…
tu tiene na vucchella,
nu poco pucurillo,
appassuliatella.

Méh, dammillo, dammillo,
è comm'a na rusella…
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!

Dammillo e pigliatillo
nu vaso…piccerillo
comm'a chesta vucchella

che pare na rusella…
nu poco pucurillo
appassuliatella…


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ASCOLTIAMOLA…

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

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Il video con l'interpretazione del “cesellatore” Roberto Murolo

e con quadri di Michetti, un paesaggio di Michele Cascella,

una foto d'epoca e un Klimt, che non è lontano dal liberty pescarese

è davvero bello e tutto da… godere…

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Eugene Blaas



CIAO DA TONY KOSPAN

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Globo numero 101

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La pagina per colorare in mondo non banale le nostre ore

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Foto:
Pierre Auguste Cot

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NON JE NE REGRETTE RIEN di Edith Piaf – La mitica canzone-poesia del 1956 con la sua storia.. il testo e 2 versioni video   Leave a comment

 
 
 
Foto:
 
 
 
 

Stavolta è il turno di… un’altra famosissima… storica
indimenticabile canzone francese
che spero vi piacerà riascoltare (così come piace a me). 
 
Anche questa fu portata al successo
dalla mitica Edith Piaf

 
 
 
 
 

 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
E’ del 1956…  un anno di cui possiamo vedere
qualche significativa immagine…
 per immergerci nella sua atmosfera.

 
 
 
 
IMMAGINI DEL 1956

 
 
 
 
Olimpliadi di Melbourne
 
 
 
 

La famosa nevicata del 56
 
 
 
 
Foto:

 
 
 
 

Foto:
un televisore dell’epoca… orgoglio della famiglia…
 
 
 
 
Foto:
Fiat 600  del 1956
 
 
 
 

STORIA DELLA CANZONE

 
 
La canzone è sì del 1956,
musica di Charles Dumont e parole di Michel Vaucaire,
ma divenne famosa grazie a Édith Piaf
che l’incise nel 1960.

 
La presentò poi all’all’Olympia nello stesso anno

con l’intento di dire al mondo
che si ritirava dalle scene per poter guarire.
 

Per lei era l'occasione di voltar del tutto pagina 
dopo un brutto periodo di cedimento alle droghe
che ne avevano fortemente minato la salute
tuttavia dopo soli 3 anni scomparve.

 
 
 

 
Foto:
 
 
 
 


IL SIGNIFICATO DEL TESTO

 
 
Debbo dire che a mio parere la canzone
ha accenti poetici e moderni…
parlandoci di una donna che accetta
tutto quel che ha vissuto nelle sue storie passate,
senza rimpianti, delusioni o rabbie,
ed ora è pronta a ricominciare
con un nuovo amore.




 
 
Foto:
 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
NO, NON RIMPIANGO NULLA
 
IL TESTO
 

No, non rimpiango nulla
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
No! Je ne regrette rien …
Tutto è stato pagato spazzato
dimenticato.
Me ne frego del passato!
Con i miei ricordi
ho acceso il fuoco e bruciato
i miei dolori, i miei piaceri
Non ho più bisogno di loro!
Ho spazzato tutti i miei amori
e tutte le palpitazioni
Spazzati per sempre
Riparto da zero.
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
perché la mia vita
perché le mie serate
ora cominciano con te!

Traduz. Tony Kospan
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola… riascoltiamola


 
 
 
Foto:
Foto:
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e, se ci va, anche in questo video originale dell’epoca…
che mi fa venir i brividi per le emozioni che dona e
per la sua capacità di immergerci nell'atmosfera del tempo.

 
 
 
 

 

 


Tony Kospan



LA TUA NUOVA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…



Foto:



 
 

La storia e la poesia di “I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) antica.. classica canzone napoletana in 2 versioni   Leave a comment

 

Stavolta è il turno di una canzone che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche.
 

Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
della bellezza della grande musica napoletana.

 


 
 
 
 I’ TE VURRIA VASA’
L' ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan





 


 Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno
con diverse immagini d'epoca…
 
 
 
 
L'ATMOSFERA DEL 1900


 
 
 

 

 

 
 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 
 
 
 
 
 
LA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
 Il testo della canzone è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l'autore era a letto con la febbre.

L'andò a visitare l'amico musicista Di Capua
( l'autore della musica di “O sole mio “ )
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell'epoca Armando Gill.
 
 
 
 
 
 
 

Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell'amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica, 
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 115 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.
 
 
 
 
 
 
 
 

ILTESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i'…
n’ora pur’i'!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
 
 
 

LA CANZONE

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
Ascoltiamola… nella versione di 
Massimo Ranieri
 
 
 
 
 
 (
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata…
di Sergio Bruni…
 
 
 
 
 (
 
 
 

Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –
 
 
 
 
 
 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB



Rogelio de Egusquiza

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Avec le temps – La mitica canzone… il poetico testo e le interpretazioni di Ferré e Dalida   Leave a comment

 
 



Stavolta, nell’ambito delle grandi canzoni di un tempo,
non andremo molto lontani
(46 anni però non sono proprio pochi…)
ma la canzone è un vero mito mondiale.

 
 
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AVEC LE TEMPS
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa canzone che possiamo definir poesia…
poesia pura…
è sì.. certo un pò triste…
ma dolcissima, struggente e profondissima
in quanto tocca le nostre corde più vere…
e più intime…
 
 
E’ una canzone davvero memorabile
ed ebbe un successo mondiale…
che però non è mai più tramontato.
 
 
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L’autore è Leo Ferré
cantante e musicista monegasco.
 
 
In Italia è stata interpretata da molti
grandi cantanti e ne segnalo solo alcuni…
Dalida… Paoli… Patty Pravo… Battiato…
 
 
Prima di passare alla canzone
entriamo nell’atmosfera di quell’anno…1970…
con alcune immagini penso significative…
 
 
 
 
 





 Fiat 500 del 1970
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La mitica semifinale dell’Azteca – Italia/Germania
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Bernardo Bertolucci – Il conformista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giro d’Italia – Gimondi e Merkx
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone… che possiamo definir 
Musica dell’Anima
e non servono altre parole…
 
 
Basta ascoltarla… leggerne il testo…
 
 
 
 



 
 

AVEC LE TEMPS (COL TEMPO)

Leo Ferré

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti 
Allora tu col tempo sai
non ami più.

 
 
 
 
 

 

 

Ma eccola insieme al testo originale

cantata da Léo Ferré… 

 

 

    

 

e qui nella versione italiana

cantata da Dalida…  

 

    
 

 
 
 
 

 
 
 
Buon ascolto e… ciaooooooooo da

TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

 
image

Poesie… un altro modo di viverle
  


 
 
 
 
 

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