Archivio per l'etichetta ‘STORIA CANZONE

Lili Marleen e Marlene Dietrich – La storia.. l’atmosfera.. la canzone cult e la sua mitica interprete in immagini e video   Leave a comment

 
 

E’ stata la canzone preferita dai soldati
di tutto il mondo durante la II guerra mondiale.

Ne è considerata in pratica… l’inno non ufficiale.

 
 
 
 
 Marlene Dietrich
 
 
 
 
LILI MARLEEN… STORIA DI UNA CANZONE UNIVERSALE
 
 
 
 
La canzone, scritta da un giovane soldato di Amburgo,
Hans Leip, con aspirazioni poetiche fu poi messa in musica
da un musicista pure molto vicino al nazismo, Norbert Schultze,
ebbe subito un gran successo.

 
 
 
 
 
 
 
 

Un successo tale che però ben presto  
travalicò i confini della Germania
e fu adottata da tutti i ragazzi
che andavano a morire centinaia di migliaia,
pensando magari alla loro “Lili” lasciata chissà dove.

 
 
 
 
 
 
 
 

Infatti fu presto tradotta e interpretata, sia nella lingua originale
che in inglese, dalla grande esule tedesca Marlene Dietrich,
che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate.

In effetti divenne la canzone di tutti gli eserciti che si combattevano.

 
 
 
 
 Marlene Dietrich
 
 
 
 
 
Strane storie hanno a volte, le canzoni.

Strane e… imprevedibili.

 
 
 
 
 
 
 
 

E’ certamente la più celebre canzone di sempre
che parla di guerra,
ma che è poi, intrinsecamente, contro la guerra.

Riascoltiamola dunque… prima in mp3





 


Il tema del soldato che pensa al suo amore
 è di sicuro un tema universale.
 
Se ci va ora riascoltiamola in questo video…
cantata all’inizio in tedesco e poi in italiano.

 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan 

 

 

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Marlene Dietrich 
(Schöneberg 27.12.1901 – Parigi 6.5.1992)

.
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EDITH PIAF – La “piccola” grande cantante francese in un breve ricordo anche con 2 suoi mitici successi   2 comments




Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con 2 sue mitiche canzoni la

L’himne à l’amourNon je ne regrette rien



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.






Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.






La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



Qui è con il suo amato pugile che però morì in un incidente aereo.

.



L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.








 Ma ora è giunto il momento di ascoltar per prima,
la canzone scritta da lei stessa
per la morte del suo amato pugile Marcel Cerdan


che fu il più grande amore della sua vita.

E’ una musica che emoziona ed affascina ancor oggi.

  

.

.

.

In quest’altro video d’epoca, possiamo invece ammirarla

nella sua interpretazione di un altro trionfo che pure ha superato

i confini del tempo 

ed è ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

.

 .

.

Come si può vedere non c’è qui la mitica VIE EN ROSE

il suo vero successo mondiale.

Chi volesse conoscerne la bella storia e riascoltarla.



CIAO DA TONY KOSPAN



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Lucciole vagabonde – La storia.. l’atmosfera del 1927 e l’ascolto della birichina canzone in 2 versioni   Leave a comment




Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente.








Si tratta infatti di una famosissima… canzoncina…


LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan







E’ una canzone del 1927 che…
per le parole e soprattutto per il significato
è certamente spintarella.







Nel nostro immaginario quell’epoca
ci appare densa di serietà e sobrietà
ma poi, dopo un’analisi, anche breve, di quella realtà,
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così (anzi)!








Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentale”
del maschio nostrano dell’epoca.








La canzone è opera del mitico duo
Bixio – Cherubini
autori di tanti capolavori musicali.



Marian Nixon



Le immagini che seguono
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera del 1927


1927 – Ostia



La 1° Mille Miglia




1927 – Binda alla Milano Sanremo



Un locale di MIlano




La stazione della Garbatella





Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, prima cantata da
Achille Togliani,







e poi, per chi desidera ascoltarla 
in una versione un po’ più recente,
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti









Buon ascolto se vi va…

CIAO DA TONY KOSPAN




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“NON JE NE REGRETTE RIEN” DI EDITH PIAF – Storia.. significato.. testo e 2 versioni video della mitica canzone-poesia   2 comments

 
 
 
 
 
 
 

Stavolta è il turno di… un’altra famosissima… storica
indimenticabile canzone-poesia francese
che spero vi piacerà ascoltare o riascoltare. 
 
E’ uno degli ultimi grandi successi dalla mitica Edith Piaf…
che nel poetico testo ci dice di non rimpiangere nulla, 
e che si perdona e perdona tutto, il bene ed il male, fatto e ricevuto,
e che vuole ripartire di nuovo.  

 
 
 
 
 
 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
E’ del 1956…  un anno di cui possiamo vedere
qualche significativa immagine…
 per immergerci nella sua atmosfera.

 
 
 
 
IMMAGINI DEL 1956

 
 
 
 
Olimpliadi di Melbourne

 
 
 
 

La famosa nevicata del 56

 
 
 
 
Rivolta di Budapest 
 
 

 
 
 
 
Fiat 600  del 1956
 
 
 
 

STORIA DELLA CANZONE

 
 
La canzone è sì del 1956,
musica di Charles Dumont e parole di Michel Vaucaire,
ma divenne famosa grazie a Édith Piaf
che l’incise nel 1960.

 
La presentò poi all’all’Olympia nello stesso anno

con l’intento di dire al mondo
che si ritirava dalle scene per poter guarire.
 

Per lei era l’occasione di voltar del tutto pagina 
dopo un brutto periodo di cedimento alle droghe
che ne avevano fortemente minato la salute
tuttavia dopo soli 3 anni scomparve.

 
 
 

 
 
 
 
 


IL SIGNIFICATO DEL TESTO

 
 
Debbo dire che a mio parere la canzone
ha accenti poetici e moderni…
parlandoci di una donna che accetta
tutto quel che ha vissuto nelle sue storie passate,
senza rimpianti, delusioni o rabbie,
ed ora è pronta a ricominciare
con un nuovo amore.




 
 
 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
NO, NON RIMPIANGO NULLA
 
IL TESTO
 

No, non rimpiango nulla
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
No! Je ne regrette rien …
Tutto è stato pagato spazzato
dimenticato.
Me ne frego del passato!
Con i miei ricordi
ho acceso il fuoco e bruciato
i miei dolori, i miei piaceri
Non ho più bisogno di loro!
Ho spazzato tutti i miei amori
e tutte le palpitazioni
Spazzati per sempre
Riparto da zero.
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
perché la mia vita
perché le mie serate
ora cominciano con te!

Traduz. Tony Kospan
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola… riascoltiamola







 
 
 
.
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.
.
.

e, se ci va, anche in questo video originale dell’epoca…
che mi fa venir i brividi per le emozioni che dona e
per la sua capacità di immergerci nell’atmosfera del tempo.

 
 
 
 

 

 


Tony Kospan




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“I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) – La storia.. la poesia e la classica canzone napoletana del 1900 in 2 versioni   1 comment

 


Stavolta è il turno di una canzone del 1900
che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche. 



Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
del fascino della grande musica napoletana.

 


 
 
 

I’ TE VURRIA VASA’
L’ ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan

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  Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno

con diverse immagini d’epoca
 
 
 
 L’ATMOSFERA DEL 1900

 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Napoli – Scalinata di Santa Lucia
 
 


LA SIMPATICA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
A conferma, se ce ne fosse bisogno, che si tratta di una canzone-poesia,
il testo è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l’autore era a letto con la febbre.


L’andò a visitare l’amico musicista Di Capua
(l’autore della musica di “O sole mio”)
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell’epoca Armando Gill.


 
 
 
 
 
 
 


Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell’amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica,
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 120 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.

 
 
 
 

Rogelio de Egusquiza


 
 
 
 

IL TESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 



LA CANZONE 
 
 
 
 
Ascoltiamola prima nella versione di Massimo Ranieri
 
 
 
 
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata… di Sergio Bruni.
 
 
 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –



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AVEC LE TEMPS – La mitica canzone-poesia del ’70 nelle 2 versioni di Ferré (originale) e Dalida (raro video)   Leave a comment

 



Stavolta, nell’ambito delle grandi canzoni di un tempo,
non andremo molto lontani
(ma più di 50 anni non sono proprio pochi…)

La canzone però è un vero mito mondiale.

.
.
 
 
 
 

.
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AVEC LE TEMPS
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa canzone che possiamo definir poesia…poesia pura,
è sì.. certo un pò triste,
ma dolcissima, struggente e profondissima
in quanto tocca le nostre corde più veree più intime.
 
 
E’ una canzone davvero memorabile
ed ebbe un successo mondiale…
che però non è mai più tramontato.
 
 
.
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.
.
 
L’autore è Leo Ferré
cantante e musicista monegasco.
 
 
In Italia è stata interpretata da molti
grandi cantanti e ne segnalo solo alcuni…
Dalida… Paoli… Patty Pravo… Battiato…
 
 
Prima di passare alla canzone
entriamo nell’atmosfera di quell’anno…1970…
con alcune immagini penso significative…
 
 
 
 
 
 Fiat 500 del 1970
.
.
La mitica semifinale dell’Azteca – Italia/Germania
.
.

Bernardo Bertolucci – Il conformista
 
 
 
 
 
50.000 lire del 1970
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giro d’Italia – Gimondi e Merkx
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone… che possiamo definir 
Musica dell’Anima… e non servono altre parole.
 
 
Basta ascoltarla… leggerne il testo.
 
 
 
 



AVEC LE TEMPS (COL TEMPO)

Leo Ferré

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti 
Allora tu col tempo sai
non ami più.

 
 
 
 

 

 

Ma eccola insieme al testo originale

cantata da Léo Ferré… 

 

 

    

 


e qui nell’interpretazione di Dalida… 

in un raro video


 

 

 
 
 
 
malinconico autunno1malinconico autunno1

 
 
 
Buon ascolto e… ciaooooooooo da

TONY KOSPAN




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C. A. Bixio.. mitico autore di canzoni del primo 900 e la sua indimenticabile.. “VIVERE”   Leave a comment




Forse ai giovani d’oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane, 
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.
Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni ’20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d’amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell’epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell’epoca come il cinema e la televisione.
.
.
.

 

(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.


E’ stato anche un geniale industriale 

e fondatore di diverse case editrici di musica. 
 
Mi fa dunque piacere ricordarlo 
con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi.


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
  

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio!
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film.

 
 
 
 
 
  
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 

 

 
 

Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan




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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE E’ LA TUA PAGINA DI FB!






EDITH PIAF.. “piccola” grande artista – Breve ricordo e 2 suoi grandi successi   Leave a comment




Breve ricordo di colei che
ogni volta che canta
sembra che strappi la sua anima per l’ultima volta
questa la definizione della sua voce
da parte di Jean Cocteau



EDITH PIAF UNA CANTANTE NEL MITO
 
 
 
 
 
(Parigi 19.12.1915 – Grasse 10.10.1963)
 
 

La ricorderò con una brevissima biografia
e con 2 sue mitiche canzoni la

L’himne à l’amourNon je ne regrette rien



BREVE BIOGRAFIA



La sua vita è stata davvero romanzesca,
nel senso più vero del temine,
con grandissime luci e grandissime ombre.






Nata in una famiglia in cui la madre era molto “allegra”
ed il padre un artista del circo, fu così trascurata dai genitori,
che non si accorsero nemmeno che stava per diventare cieca.

Il problema fu scoperto solo quando,
affidata ad una zia che era cuoca di un bordello,
le “professioniste” se ne accorsero.






La sua vita fu un continuo e forte alternarsi
di grandi successi e di momenti difficili
 sia nel campo artistico che affettivo ed economico.

Finì poi quasi in miseria.



Qui è con il suo amato pugile che però morì in un incidente aereo.

.



L’unica cosa che non cambiò mai
fu la sua inimitabile ed indimenticabile voce
al punto che, uscendo da lei che era così piccola e minuta,
le fece avere il soprannome di “ragazza uccellino“.








 Ma ora è giunto il momento di ascoltar per prima,
la canzone scritta da lei stessa
per la morte del suo amato pugile Marcel Cerdan


che fu il più grande amore della sua vita.

E’ una musica che emoziona ed affascina ancor oggi.

  

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In quest’altro video d’epoca, possiamo invece ammirarla

nella sua interpretazione di un altro trionfo che pure ha superato

i confini del tempo 

ed è ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

.

 .

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Come si può vedere non c’è qui la mitica VIE EN ROSE

il suo vero successo mondiale.

Chi volesse conoscerne la bella storia e riascoltarla.



CIAO DA TONY KOSPAN



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Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – V – “ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA” (1969)   1 comment

 
 
 
 
 
 
 


Questa in verità non è solo una canzone dell’estate
ma molto… molto di più.

 
 
 
 
 
 
 
 


Questa nostra piccola antologia delle canzoni dell’estate…
torna stavolta ad una canzone di qualità… e che qualità!

 
 
 
                                    

 
 
 
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan
 
 
 
V 
 
 

 
 
ACQUA AZZURRA E ACQUA CHIARA

canzone-poesia del mitico duo Mogol-Battisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fu la canzone regina dell’estate 1969
e la trionfatrice del Festivalbar di quell’anno.



spiaggia ombrelloni
 
 
 
 
 

Ecco un retroscena poco noto ma molto simpatico:
Il retro  del disco “Dieci ragazze”  (canzone carina ma leggerina)
era destinato ad esser il lato principale secondo Mogol e Battisti…
ma Arbore, al quale fecero ascoltar le 2 canzoni
per un programma televisivo, comprese subito la bellezza
di Acqua azzurra acqua chiara
innamorandosene subito e consigliò l’inversione.

 
 
 
 
 
 
 
 

Nasceva così il mito di questa canzone che trionfò sì quell’estate
ma anche gli anni successivi ed entusiasma ancor oggi.
 
Fu il vero grande tormentone dell’estate del 1969
arrivando terza al Cantagiro e vincendo il Festivalbar.



 

 
 
 
 

Prima di riascoltarla
ecco ora alcune immagini-simbolo di quell’anno.


 
 
 
 
 
 
 
La conquista della Luna

 
 
 
Il famoso festival di Woodstock 

 
 
 
Brigitte Bardot in Italia

 
 
 
La mitica Nsu prinz
 
 
 

Lucio Battisti nel 1969


 
 
 


 
 Eddy Merckx maglia rosa al Giro del 1969 
 
 
                            
 
  
Ma è ora giunto il momento della canzone
che possiamo ascoltare… o riascoltare
ed insieme leggere anche il famoso poetico testo.



frecq8h 
 
 
 


Ciaooooooooooooo

ed ancora… felice estate a tutti!




LA PAGINA PER COLORARE LE TUE ORE

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VIVERE – La bella… indimenticabile ed originale canzone in 2 versioni e la sua storia   Leave a comment


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO… PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in totale controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
 
 

Non lo credete? Leggete allora le parole del testo
che paiono quasi di “liberazione maschile”
e quasi inneggianti al divorzio.


 

T E S T O
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più. 
 
 
 
 
Caterina Boratto
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi
 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta dal grande Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film


 
 
 
 
 
 
 
 
 Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca…
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 
 

 

 
 

Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan





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