Archivio per l'etichetta ‘STORIA CANZONE ITALIANA

Achille Togliani.. noto cantante degli anni ’50 e ’60 – Breve ricordo ed i suoi successi “Signorinella” e “Come pioveva”   Leave a comment




E’ stato un vero e proprio mito

della canzone italiana del dopoguerra

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Achille Togliani  (Pomponesco 16.1.1924 – Roma 12.8.1995)

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BREVE BIOGRAFIA



Partito dalla provincia mantovana
intraprese la strada del cinema e della rivista
(con Macario)
e fu qui che lo notò il maestro Angelini che lo portò nel ‘50
nella trasmissione “Cantanti della radio”
sia per la stupenda melodiosa voce
che per la sua presenza di uomo affascinante.

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Ebbe presto, per queste doti,
molti successi sia nel campo della canzone
che in quello dei cuori femminili.

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Nel ’51 inaugurò con pochi altri cantanti*il Festival di Sanremo
(*quelli della foto qui giù meno Gino Latilla)




I cantanti del 2° Sanremo
– Il duo Fasano ai lati, Togliani, Nilla Pizzi e Gino Latilla – Fonte RadiocorriereTV





e nel ’54 vinse il Festival di Napoli.
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Rimase a lungo negli anni ’60 nell’orchestra Angelini
come cantante di punta e partecipò anche a numerose trasmissioni
radiofoniche di successo.

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Poi però, anche se il suo genere musicale, la canzone melodica,
pian piano tramontava,
lui tuttavia rimaneva nel cuore degli italiani.

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Dopo gli anni ’70 partecipò soprattutto a spettacoli televisivi di revival.

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Questi… alcuni tra i suoi maggiori successi…

Signorinella, La canzone dell’amore, Come pioveva, Parlami d’amore Mariù,
Lucciole vagabonde, Canzone da 2 soldi, Sedici anni e Melodia d’amore…
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Ricordiamolo ora ascoltando la sua voce in questi 2 video
in cui interpreta, da par suo, 2 mitiche canzoni di un tempo.

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SIGNORINELLA

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COME PIOVEVA

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CIAO DA TONY KOSPAN



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De André.. poeta in musica – Breve ricordo con alcuni suoi pensieri e 3 sue mitiche.. poetiche canzoni   1 comment





« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra. »
Fabrizio De André, Amico fragile
 
 
 
 
 


OMAGGIO A DE ANDRE’
POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA


 
Genova 18.2.1940 – Milano 11.1.1999
 
 
 
Fin dall’inizio De André si caratterizzò come un cantautore certo…
ma amante di un genere… sì musicale…
ma denso di contenuti poetici ed umani
nel solco di artisti internazionali
come Jacques Brel, Leonard Cohen, Bob Dylan etc.
  
I testi delle sue canzoni, nelle quali ha raccontato storie di emarginati,
ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società
sono ritenute delle vere e proprie… belle poesie
(tanto che alcuni di essi sono in alcune antologie scolastiche di letteratura).




 

Era conosciuto anche come Faber,
un soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio.
 
Il suo primo grande successo è La canzone di Marinella,
brano interpretato da Mina nel 1965 che divenne subito un best seller.

 
 
 

 
 
Durante tutta la sua attività musicale ha prodotto tredici album in studio,
più alcune canzoni inedite
pubblicate solo come singoli oppure in antologie. (wikipedia)
 
Ma il suo amore per la poesia e la cultura si è manifestato, tra l’altro,
anche con la traduzione (e la trasposizione in musica)
del famoso ed originale poema americano SPOON RIVER
ma anche di altre opere….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non possiamo quindi non rendere anche noi… nel nostro piccolo…
un omaggio al grande De André, forse uno dei pochissimi, che ha saputo 
coniugare la canzone con  la letteratura e la musica con la… vera poesia.



Qui è con Dori Ghezzi

 
 
Ho scelto alcuni suoi pensieri ed il testo di Giugno ’73
solo come esempi… del suo stile e della sua poetica
oltre ad alcune note canzoni.
 


 

 
 Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali,
vale adire senza passioni e senza slanci
sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio,
una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
Fabrizio De André

Il canto ha ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive,
il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza,
di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
Fabrizio De André

 
  Giugno ’73
  
 
 

GIUGNO 73
Faber
 


Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.


 La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.


 E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.


I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.


 E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.


 E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.


 Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
 
 
  Il pescatore
 
 
 


Certo è impossibile nel breve spazio di un post raccontare tutta la vita…
tutta la sua personalità (molto riservata) e tutte le sue canzoni
per cui concludo questo breve ricordo con il video di un’altra sua mitica canzone
di cui è possibile leggere anche il testo.



     La Canzone dell’ Amore Perduto  


 
  
Ciao da Tony Kospan



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Domenico Modugno – Mini ricordo del mitico cantante e la bella.. ma poco nota.. drammatica canzone “Lu pisci spada”   Leave a comment




Questa è una non notissima, ma bellissima, canzone
di un monumento della Canzone Italiana…
il mitico “Mimmo Modugno” detto anche “Mister volare”.



Polignano a Mare 9.1.1928 – Lampedusa 6.8.1994



UNA BELLA… POETICA… MA DRAMMATICA


STORIA DI MARE… AMORE… E MORTE.





LU PISCI SPADA
STUPENDA CANZONE-POESIA DI MODUGNO
by Tony Kospan



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Sembra che si tratti di una storia vera
raccontata da alcuni pescatori
e riportata su alcuni giornali…
quando il Mimmo nazionale era un ragazzo.



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Con essa  Domenico Modugno…

ci parla del supremo sacrificio per amore.








Racconta infatti la drammatica storia d’amore 
tra due pesci spada;
la femmina ormai catturata durante la mattanza,
incita il maschio a fuggire,
ma lui si lascia catturare per morire insieme a lei.








Leggiamo prima il poetico testo in italiano…

 

 
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IL PESCE SPADA
(D. Modugno) 
 
Questa è la storia –
d’un pesce spada –
storia d’amore…
Dai dai è lì, I’ho visto, l’ho visto… –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
hanno colpito la tua femmina dritto dritto in mezzo al
cuore
e piangeva di dolore ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la barca la trascinava ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ed il maschio pareva impazzito
diceva: “bella mia non piangere, –
bella mia non piangere, –
dimmi piuttosto cosa devo fare…?”
Rispondeva la femmina –
con un filo e filo di voce:
“scappa scappa amore mio –
perché altrimenti ti uccidono…”
“Non no no no no amore mio –
se tu muori voglio morire assieme a te
se tu muori amore mio voglio morire…”
Con un salto si trovò abbracciato cuore a cuore 
vicino ad essa
e così ebbe fine l’amore –
di due pesci sfortunati… –    
Dai dai è lì, l’ho visto l’ho visto –
c’è pure il maschio –
prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh…
Questa è la storia – d’un pesce spada –
storia d’amore.



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Ed ora nel video possiamo legger, se ci va, anche il testo originale
oltre ad ascoltar la sublime interpretazione del grandissimo Mimmo.
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CIAO DA TONY KOSPAN

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MANGO – Breve ricordo del cantante dalle calde ed originali vocalità anche con i suoi successi.. “Mediterraneo” e “Oro”   Leave a comment

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Con la sua voce inimitabile
stava cantando “Oro”, una delle sue canzoni più belle,
quando il 7 dicembre 2014 fu colpito da infarto.

Fece in tempo a chiedere scusa al pubblico
e poi si accasciò…

Fans, colleghi cantanti e musicisti
inondarono il web con una marea di messaggi
con cui esprimevano il loro dolore ed i loro ricordi…



Giuseppe Mango ( Lagonegro 6.11.1954 – Policoro 8.12.2014)



Dunque un altro personaggio che ci ha accompagnato
con le sue indimenticabili canzoni,
assolutamente inconfondibili
grazie ad una sonorità vocale unica ed emozionante,
ci lasciava a Policoro (Matera) nel corso di un concerto.

E’ stato il cantante di Bella d’estate scritta con Dalla,
Mediterraneo, Oro, Lei verrà ed altri successi.




Mango giovane



Aveva appena compiuto i 60 anni il 6 novembre precedente
ed era su quel palco per un concerto di beneficenza.

L’artista lucano era notoriamente una persona molto corretta,
generosa ed amava la sua terra, la musica e la sua famiglia.






Pur non essendo mai diventato un vero e proprio divo,
anche forse per il suo carattere riservato,
era comunque molto apprezzato negli ambienti musicali
e soprattutto molto amato da un grande numero di ammiratori…

Ma non era solo un cantante
perché ha anche scritto diverse note canzoni
per artisti come.. Mia Martini, Patty Pravo, Bocelli,
Loretta Goggi, Loredana Berté ed altri.





Qui con la moglie Laura Valente al Festival di Sanremo 2007



Il suo stile musicale era davvero particolare…
in quanto era un mix
di pop, rock, soul e world music.

Ricordiamolo ora rivedendolo e riascoltandolo
in questi bei video… dedicati a 2 suoi successi

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  Mediterraneo



Mango… starà ora certamente
continuando a cantare tra le stelle
con la tua fantastica voce…
ed il suo stile inimitabile…


  “Oro”


Tony Kospan





LA TUA PAGINA DI… SOGNO

PER COLORARE LE TUE ORE?








Beniamino Gigli – Breve ricordo e “Non ti scordar di me” sua mitica canzone del ’35   Leave a comment







BENIAMINO GIGLI
e
NON TI SCORDAR DI ME
a cura di Tony Kospan


Gigli è stato un tenore, un attore
e tra i più celebri cantanti del XX secolo.




 
Recanati 20.3.1890 – Roma 30.11.1957


Prima di passare alla canzone vediamo queste altre immagini
che ci possono dare un’idea dell’atmosfera di quell’anno…




 
Marlene Dietrich in “Il diavolo è donna” – 1935




Guerra di Etiopia




 
Elsa Schiaparelli – stilista dell’epoca



Roma nel 1935 



La canzone, un valzer lento con echi di melodramma,
scritta da due autori napoletani Domenico Furnò ed Eugenio De Curtis
fu lanciata da Beniamino Gigli nel film omonimo.






Gigli, all’epoca 45enne, e già molto noto…
interpretava (ovviamente)
la parte di un tenore che riconquistava l’amata
grazie alla sua voce e proprio con questa canzone.




Beniamino Gigli




Il film piacque moltissimo e ci fu perfino qualche punta di fanatismo
(un’ammiratrice scrisse al “suo” Beniamino di aver visto il film 76 volte in un mese!!!)
anche perché molta gente non aveva mai visto il cantante,
che all’epoca aveva ereditato il “trono” di Caruso.




 
Crociere – 1935




Tuttora la pellicola è una dalle più apprezzate,
dagli ammiratori del cantante.

La canzone ebbe un grande successo che non è mai tramontato
ed è stata interpretata da molti altri tenori e diversi grandi cantanti.








NON TI SCORDAR DI ME
E. De Curtis – Furnò

 Partirono le rondini
dal mio paese freddo e senza sole,
cercando primavere di viole,
nidi d’amore e di felicità
La mia piccola rondine partì
senza lasciarmi un bacio
senza un addio partì
Non ti scordar di me;
la vita mia legata e a te
io t’ amo sempre più
nel sogno mio rimani tu
Non ti scordar di me
la vita mia legata e a te
c’è sempre un nido
nel mio cuor per te
Non ti scordar di me!
Non ti scordar di me!




Ascoltiamola ora nella versione cantata dal grande Beniamino…
in un’affascinante versione d’epoca… proprio quella del film
che ci consente anche di rivivere le atmosfere dell’epoca.







Ciao da Tony Kospan




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Balocchi e profumi – La struggente canzone-poesia del 1929 e l’atmosfera d’allora   1 comment

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Ora è il turno di un’altra famosissima… storica ed
indimenticabile canzone che fin da piccolo mi colpiva
duro al cuore.








BALOCCHI E PROFUMI
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan



Più che una canzone mi appare una drammatica poesia…
in cui emoziona quel grido di dolore della bambina.










Ecco, questa su, una pubblicità di profumi dell’epoca
e qui giù, il sogno della bambina ammalata,
quello di una cameretta piena di balocchi.








Prima di ascoltare la canzone
vediamo qualche immagine dell'epoca
in modo da rivivere l’atmosfera di quell’anno.






Petronilla Meglio







 
Crollo di Wall Street




 
Louise Brooks – 1929



Ma ora veniamo alla canzone di cui possiamo
prima leggere il testo







BALOCCHI E PROFUMI
E. A. Mario – Anno 1929

Tutta sfolgorante è la vetrina
piena di balocchi e profumi.
Entra con la mamma la bambina
tra lo sfolgorio di quei lumi.
“Comanda, signora?”
“Cipria e colonia Coty”.

“Mamma”, mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi,
“per la tua piccolina
non compri mai balocchi,
mamma, tu compri soltanto
i profumi per te”.

Ella, nel salotto profumato
ricco di cuscini di seta,
porge il labbro tumido al peccato
mentre la bambina indiscreta
dischiude quel nido
pieno d'odor di Coty.

“Mamma”, mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi,
“per la tua piccolina
non compri mai balocchi,
mamma, tu compri soltanto
i profumi per te”.

Esile, agonizza la bambina,
or la mamma non è più ingrata.
Corre a vuotar tutta la vetrina
per la sua figliola malata.
“Amore mio bello,
ecco i balocchi per te”.

“Grazie” mormora la bambina,
vuole toccare quei balocchi,
ma il capo già reclina
e già socchiude gli occhi.
Piange la mamma, pentita,
stringendola al cuor







e poi ascoltarla in questa bella interpretazione
di Claudio Villa






CIAO DA TONY KOSPAN







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“ALTA MAREA”… MITICA CANZONE-POESIA DI A. VENDITTI – Storia… testo e video   Leave a comment

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Nell’ambito della personalissima antologia
delle canzoni-poesie mi fa piacere ora proporre
questa che è certo una delle più belle e più note canzoni
di Antonello Venditti
 
 
 

Roma – 8 marzo 1949
 
 
 

In essa il “matrimonio” tra testo e musica
è davvero felice… anzi direi fantastico…
e pieno di magiche suggestioni.

La canzone, che è stata eletta tra le più belle 30
canzoni australiane di sempre, è del 1991
ed in Italia era semisconosciuta.




 

Antonello ebbe la capacità di comprenderne la bellezza
e poi di cantarla adattandola alla lingua italiana.

Ancor oggi è uno dei suoi brani più ricordati.







 
La
canzone originaria “Don’t Dream It’s Over”  
– genere pop rock –
era stata scritta dal neozelandese Neil Finn 
ed interpretata dal gruppo australiano Crowded House



 
 
 
 
 

 

 

IL TESTO ITALIANO

 

ALTA MAREA

Autostrada deserta al confine del mare
sento il cuore più forte di questo motore
Sigarette mai spente sulla radio che parla
io che guido seguendo le luci dell’alba
Lo so lo sai la mente vola
fuori dal tempo e si ritrova sola
senza più corpo né prigioniera
nasce l’aurora
Tu sei dentro di me come l’alta marea
che scompare e riappare portandoti via
Sei il mistero profondo, la passione, l’idea
sei l’immensa paura che tu non sia mia.
Lo so lo sai il tempo vola
ma quanta strada per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio
Tu sei dentro di me come l’alta marea
che scompare e riappare portandoti via
Sei il mistero profondo, la passione, l’idea
sei l’immensa paura che tu non sia mia.
Lo so lo sai il tempo vola
ma quanta strada per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio
…per dirti quanto ti voglio
…per dirti quanto ti voglio
…per dirti quanto ti voglio


 
Ascoltiamola… riascoltiamola!



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Ciao da… Orso Tony


 
 

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SEDICI ANNI – Una dolce e bella canzone del 1961 oggi ingiustamente dimenticata e l’atmosfera di quell’anno   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

  

 La canzone di cui parlerò in questa libera antologia

 
delle canzoni della nostra memoria… è 
 

 

 
di
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
SEDICI ANNI
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una canzone che all’epoca (1961/1962)
 
vendette oltre un milione di copie, ma che ora,
 
per una strano negativo influsso,
 
sembra scomparsa quasi del tutto, perfino dal web.
 
 
 
 
 
Dico questo perché non m’aspettavo proprio
 
di dover “faticare” tanto per trovar notizie e musica.


 
(c’è anche un’altra del tutto diversa canzone del 1951 
con lo stesso titolo…cantata da Achille Togliani ). 
 
 
 
 
 
Karol Bak 
 
 
 
 
 
 
 
Qualcosa però son riuscito a recuperare e dunque spero,
 
nel mio piccolo, di poter, anche se solo in minima parte,
 
colmare la grave lacuna. 
 
 
 
Sì perché la canzone, a mio parere, è delicata e dolce
 
sia come testo che come musica e l’interpretazione di Nunzio Gallo,
 
decisamente elegante e raffinata.
 
 
 
 
 

 

Nunzio Gallo.

.

 

 

Dicevo che la canzone è del 1961, scritta da Aurelio Fierro,

e, per confermare la grandezza del suo successo,

vinse pure la Canzonissima di quell’anno 

e fu anche la più gettonata nei mitici juke box (li ricordate?). 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  Prima di passare all’ascolto della canzone
 
immergiamoci per un attimo nell’atmosfera di quell’anno.
 
  
 
Siamo nel 1961
 
l’anno del primo uomo nello spazio… Jurij Gagarin.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
  dell’incontro tra Kennedy e Krusciev 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

  

 

ed anche del centenario dell’unità d’Italia che viene ricordato
 
con varie manifestazioni,
 
soprattutto a Torino, ed a cui partecipai.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

jukebox

 

 

 

 

 

 
Foto di gruppo dei partecipanti al Festival di Sanremo del 1961. 
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone.

 
E’ giunto il momento di ascoltarla o riascoltarla in questo video. 
 

 

 
 
 
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ARTE MUSICA POESIA HUMOUR ETC
NEL GRUPPO DI FB
COLLEGATO ALLA PAGINA

 


 

 
 

 

Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – VI – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.
 
Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un vero e proprio mito musicale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL’ESTATE (VI)
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E’ sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l’estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.
  1.  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone è del 1968…
 un anno che certo non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c’è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell’Italia e del mondo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco alcune immagini di quell’anno…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I Beatles nel 1968
 
 
 
 
 
 
 
 
Moda
 
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
Mercx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d’Europa
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
spiaggia ombrelloni
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall’Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

 

.

.

.

 

 

 

 
 
 

 

Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – V – “ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA” (1969)   1 comment

 
 
 
 
 
 
 


Questa in verità non è solo una canzone dell’estate
ma molto… molto di più.

 
 
 
 
 
 
 
 


Questa nostra piccola antologia delle canzoni dell’estate…
torna stavolta ad una canzone di qualità… e che qualità!

 
 
 
                                    

 
 
 
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan
 
 
 
V 
 
 

 
 
ACQUA AZZURRA E ACQUA CHIARA

canzone-poesia del mitico duo Mogol-Battisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fu la canzone regina dell’estate 1969
e la trionfatrice del Festivalbar di quell’anno.



spiaggia ombrelloni
 
 
 
 
 

Ecco un retroscena poco noto ma molto simpatico:
Il retro  del disco “Dieci ragazze”  (canzone carina ma leggerina)
era destinato ad esser il lato principale secondo Mogol e Battisti…
ma Arbore, al quale fecero ascoltar le 2 canzoni
per un programma televisivo, comprese subito la bellezza
di Acqua azzurra acqua chiara
innamorandosene subito e consigliò l’inversione.

 
 
 
 
 
 
 
 

Nasceva così il mito di questa canzone che trionfò sì quell’estate
ma anche gli anni successivi ed entusiasma ancor oggi.
 
Fu il vero grande tormentone dell’estate del 1969
arrivando terza al Cantagiro e vincendo il Festivalbar.



 

 
 
 
 

Prima di riascoltarla
ecco ora alcune immagini-simbolo di quell’anno.


 
 
 
 
 
 
 
La conquista della Luna

 
 
 
Il famoso festival di Woodstock 

 
 
 
Brigitte Bardot in Italia

 
 
 
La mitica Nsu prinz
 
 
 

Lucio Battisti nel 1969


 
 
 


 
 Eddy Merckx maglia rosa al Giro del 1969 
 
 
                            
 
  
Ma è ora giunto il momento della canzone
che possiamo ascoltare… o riascoltare
ed insieme leggere anche il famoso poetico testo.



frecq8h 
 
 
 


Ciaooooooooooooo

ed ancora… felice estate a tutti!




LA PAGINA PER COLORARE LE TUE ORE

acqua und0kco1 500



 
 




 
 
 
 

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