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L’orso e gli amici – Un originale racconto di Bruno Ferrero che ci dona anche uno spunto di saggezza   Leave a comment



 

  

Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
come pure il mio nik orsosognante, etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, 
che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”


 
 
 

 
 
 




Da Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Ed. Elledici





 
 
 
 
CIAO DA


orsotony
 
 

 

 

 
 

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Cosa fare quando le cose vanno male? Ce lo dice dice questa bella storiella   Leave a comment

 

 




A volte semplici raccontini o simpatiche storielle

possono darci dei validi suggerimenti.


Questa storiella ci suggerisce il modo

per cambiare l’andamento delle cose quando vanno male.




 

 

 

LA STRATEGIA SERVE
SPLENDIDA STORIELLA

 

 

 

 

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”.

Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello.

Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.

Il pubblicitario rispose “Niente che non fosse vero, ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.

Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’era scritto:


“Oggi è primavera… ed io non la posso vedere”.

 

 

 

Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene
e vedrai che quasi certamente le cose andranno meglio.
 
 

Ciao da Tony Kospan








Raccontino dal web – Impaginaz. T.K.

 

IL GRUPPO DI FB
D’ARTE POESIA MUSICA HUMOUR ETC.
COLLEGATO ALLA PAGNA
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L’orso e gli amici – Un originale raccontino.. d’autore.. che ci dona anche uno spunto di saggezza   Leave a comment



 

  

Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
come pure il mio nik orsosognante, etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, 
che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”


 
 
 

 
 
 




Da Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Ed. Elledici





 
 
 
 
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L’orso e gli amici – Un originale raccontino (d’autore) che ci dona però uno spunto di saggezza   1 comment



 

  

Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
come pure il mio nik orsosognante, etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, 
che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”


 
 
 

 
 
 




Da Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Ed. Elledici





 
 
 
 
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L’orso e gli amici – Un originale raccontino che ci dona anche uno spunto di saggezza   3 comments



 

  

Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
come pure il mio nik orsosognante, etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”
 
 
 

 
 
 



Da Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Ed. Elledici

 
 
 
 
CIAO DA
 
 

 

 

 
 

 

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Il pozzo e la pozzanghera – Simpatico raccontino di saggezza   Leave a comment

 
.
 
 
UN SIMPATICO… SAGGIO RACCONTINO
CHE PUO' RALLEGRAR IL NOSTRO CUORE…
E CONSIGLIARCI DI VEDER LE COSE
ANCHE DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA
.
 
 
 
 
.
 
 
 
IL POZZO E LA POZZANGHERA
Stefano Lovecchio
 
 
 
 
 
 
 
 
.
 
 
Un giorno una pozzanghera disse al pozzo vicino a sé:
“Che vita insignificante la mia!
Nessuno si accorge di me se non che qualche uccellino ogni tanto, per bere un po’ d’acqua.
Tu invece sei ben conosciuto e vengono a te da lontano, ti hanno dato persino un nome”.
Il pozzo le rispose:
“Cara amica mia, è vero che vengono da lontano e che mi hanno dato un nome, ma non vengono per me, vengono tutti a prendere l’acqua che la terra mi dona e se ne vanno felici per l’acqua che possono prendere.
Ma a me va bene così, perché in ogni caso li vedo andar via contenti.
Ma anche tu non devi lamentarti, perché è vero che non hai un nome ma quando la tua acqua è calma, riflette lo stupendo azzurro del cielo sulla terra, mentre la mia acqua non ha che buio attorno a sé.
Pensaci amica mia, ciò che conta sia per me che per te, è permettere all’acqua che ci viene donata di dissetare chi ne ha bisogno.
Tu cara amica, disseti chi non sa più guardare il cielo“.
 
 
 
.
 
 

 
 
 
 
 
 
Fonte: http://www.qumran2.net/ – impagin. T.K.
 
 
 
 

 
 
 
Orso Tony


POESIA E CULTURA VARIA
NELLA PAGINA









 
 
 
 
 

Il pozzo e la pozzanghera – Breve ma saggio racconto con un bel significato   Leave a comment

 
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UN SIMPATICO… SAGGIO RACCONTINO
CHE PUO’ RALLEGRAR IL NOSTRO CUORE…
E CONSIGLIARCI DI VEDER LE COSE
ANCHE DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA
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IL POZZO E LA POZZANGHERA
Stefano Lovecchio
 
 
 
 
 
 
 
 
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Un giorno una pozzanghera disse al pozzo vicino a sé:
“Che vita insignificante la mia!
Nessuno si accorge di me se non che qualche uccellino ogni tanto, per bere un po’ d’acqua.
Tu invece sei ben conosciuto e vengono a te da lontano, ti hanno dato persino un nome”.
Il pozzo le rispose:
“Cara amica mia, è vero che vengono da lontano e che mi hanno dato un nome, ma non vengono per me, vengono tutti a prendere l’acqua che la terra mi dona e se ne vanno felici per l’acqua che possono prendere.
Ma a me va bene così, perché in ogni caso li vedo andar via contenti.
Ma anche tu non devi lamentarti, perché è vero che non hai un nome ma quando la tua acqua è calma, riflette lo stupendo azzurro del cielo sulla terra, mentre la mia acqua non ha che buio attorno a sé.
Pensaci amica mia, ciò che conta sia per me che per te, è permettere all’acqua che ci viene donata di dissetare chi ne ha bisogno.
Tu cara amica, disseti chi non sa più guardare il cielo“.
 
 
 
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L'immagine può contenere: nuvola, cielo, spazio all'aperto e natura

 
 
 
 
 
 
Fonte: http://www.qumran2.net/ – impagin. T.K.
 
 
 
 

 
 
 
Orso Tony




POESIA E CULTURA VARIA
NELLA PAGINA




L'immagine può contenere: spazio all'aperto, acqua e natura






 
 
 
 
 

L’orso e gli amici – Un simpatico raccontino che ci dona anche uno spunto di saggezza   Leave a comment



 

  

Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto  conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
il mio nik orsosognante,  etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”
 
 
 

 
 
 



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Il pozzo e la pozzanghera – Un saggio raccontino con una bella morale   2 comments

 
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UN SIMPATICO… SAGGIO RACCONTINO
CHE PUO' RALLEGRAR IL NOSTRO CUORE…
E CONSIGLIARCI DI VEDER LE COSE
ANCHE DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA
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IL POZZO E LA POZZANGHERA
Stefano Lovecchio
 
 
 
 
 
 
 
 
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Un giorno una pozzanghera disse al pozzo vicino a sé:
“Che vita insignificante la mia!
Nessuno si accorge di me se non che qualche uccellino ogni tanto, per bere un po’ d’acqua.
Tu invece sei ben conosciuto e vengono a te da lontano, ti hanno dato persino un nome”.
Il pozzo le rispose:
“Cara amica mia, è vero che vengono da lontano e che mi hanno dato un nome, ma non vengono per me, vengono tutti a prendere l’acqua che la terra mi dona e se ne vanno felici per l’acqua che possono prendere.
Ma a me va bene così, perché in ogni caso li vedo andar via contenti.
Ma anche tu non devi lamentarti, perché è vero che non hai un nome ma quando la tua acqua è calma, riflette lo stupendo azzurro del cielo sulla terra, mentre la mia acqua non ha che buio attorno a sé.
Pensaci amica mia, ciò che conta sia per me che per te, è permettere all’acqua che ci viene donata di dissetare chi ne ha bisogno.
Tu cara amica, disseti chi non sa più guardare il cielo“.
 
 
 
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Fonte: http://www.qumran2.net/ – impagin. T.K.
 
 
 
 

 
 
 
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Questo raccontino, davvero carino
e con un piccolo, ma significativo, spunto di saggezza
mi fu fatto  conoscere da un’amica
che conosceva la mia passione per gli orsi, gli orsetti,
il mio nik orsosognante,  etc etc…
 
 
 
L’ho ritrovato per caso 
e lo ripropongo con piacere…
 
 
 
 
 

 
 
 
GLI AMICI E L’ORSO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due amici facevano la stessa strada che attraversava una tenebrosa e pericolosa foresta.
Improvvisamente un orso ennorme e ringhiante si parò davanti ai due uomini.
Uno, in preda alla paura, si arrampicò su un albero e si nascose; l’altro non fece in tempo, ed accorgendosi di non essere in grado di sfuggire alla bestia feroce, si lasciò cadere a terra, fingendo di essere morto.
Sapeva infatti che gli orsi non toccano i morti.
Quando l’orso gli arrivò vicino, lo annusò, gli grugnì negli orecchi, provò a smuoverlo con il muso.
Il poveretto tratteneva il respiro con tutte le sue forze.
L’orso lo credette effettivamente morto e se ne andò.
Appena vide l’orso sparire tra gli alberi , l’altro scese dall’albero su cui si era arrampicato e chiese all’amico:
” Che cosa ti ha detto l’orso nell’orecchio?”.
“Mi ha detto di non viaggiare più insieme a certi amici, che nel momento del pericolo invece di aiutarmi se la danno a gambe levate”
 
 
 

 
 
 



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