Archivio per l'etichetta ‘SAGGEZZA INDIANI D’AMERICA

La Ruota delle Lune – Antiche riflessioni degli Indiani d’America ma valide per tutti e sempre   Leave a comment







MEDITAZIONI PELLEROSSA PER MOLTE LUNE


Ricordi… pensieri… riflessioni e lezioni degli Indiani d’Americani per ogni giorno dell’anno che ci colpiscono per l’armonia di cui è impregnata la tradizione pellerossa. 

I tredici mesi lunari, visti all’interno di una cornice chiamata Cerchio Sacro o Ruota di Medicina, rivelano ai nativi americani quali sono le doti e le abilità che possono sviluppare durante il loro cammino sulla Terra. 

Queste, che appaiono vere e proprie lezioni, indicano quali doti i Nativi americani dovevano sviluppare per poter vivere in armonia con tutte le altre forme di vita esistenti.

In realtà però anche tutti noi possiamo tranquilamente fare nostri questi insegnamenti.

Il brano che ora possiamo leggere è un piccolo estratto dal libro di cui parlerò alla fine.






LA RUOTA DELLE LUNE 
 

“Il primo calendario posseduto dagli Indiani del Nord America fu la corazza di tartaruga.

I nostri Antenati osservarono il succedersi dei cicli e delle stagioni e notarono che la medesima stagione ritornava ogni tredici lune. 

Nonna Luna era la nostra guida.

La corazza della Tartaruga portava impressi i tredici mesi dell’anno all’interno di una cornice che costituiva il Cerchio, da noi chiamato Cerchio Sacro, o Ruota di Medicina.

Questo circolo unificante rappresenta la sacra relazione che intercorre tra tutte le specie viventi.

I tredici cicli lunari diedero origine alle leggende delle Tredici Madri Originali dei Clan che rappresentano le doti e le abilità che l’Umanità può sviluppare durante il proprio Cammino  sulla Terra. 







Queste lezioni sullo sviluppo del potenziale umano contengono le capacità che ogni Bipede (essere Umano) deve apprendere per poter vivere in armonia con tutte le forme di vita.

Quando scopriamo i nostri potenziali e sviluppiamo l’abilità di avere relazioni appropriate, allora possiamo offrirci di condividere tali doni con il resto della Tribù Umana. 

La Generosità è la chiave che permette di operare per il bene di ogni Essere vivente.

Se doniamo noi stessi e i nostri talenti, le benedizioni che riceviamo vengono condivise.

Possiamo allora espandere i confini e le possibilità dell’intero potenziale umano.







Quando questi concetti vengono onorati, i propositi di vivere in armonia nell’ambito di una comunità diventano facilmente realizzabili.

Le lezioni riguardanti il rispetto degli altri e del loro Sacro Spazio possono essere applicate ad ogni cultura e promuovono uno stile di vita armonioso.






(da “La Ruota delle Lune” di Jamie Sams — Ed. Il Punto D’Incontro)

Testo rinvenuto nel web (http://www.ameliabalboni.com/index.htm_000004.htm) Impaginazione T.K.






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Brevi.. saggi e lungimiranti pensieri di alcuni grandi Capi Indiani che fanno riflettere   Leave a comment

 


 

GLI AUTORI SONO CAPI CHE COMBATTERONO
 
PER DIFENDERE 
 
LA LORO CULTURA E LE LORO TERRE

 

 

 



 

 


 


SAGGI AFORISMI

DI GRANDI CAPI INDIANI
a cura di Tony Kospan
per il blog…
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE


 
 
 
 

 

 
Non perseguitare mai un tuo simile, per la sua religione.
Rispetta invece ciò in cui egli crede
se vuoi che lui, in cambio, rispetti te.

Tecumseh (Stella Cadente)

 


 

  
 


 

Il Grande Spirito Supremo ha creato il mondo
e ci ha fatto parte di esso affinché vivessimo in esso.
Non riesco a capire perchè Voi ci dovete dire
che non dobbiamo vivere dove ci ha messo Lui. 
Capo Giuseppe  (Tuono che rimbomba sui monti)

 

 


 

 


 

Voi ci rendete la vita difficile prendendoci la terra
e uccidendo la nostra cacciagione.
Dite che dovremmo civilizzarci,
ma noi non vogliamo la vostra civilizzazione.
Noi non interferiamo con le vostre faccende.
Vorremmo solamente vivere come i nostri padri
e come i loro padri prima di loro. 
Cavallo Pazzo (Tashunka Witko)

 


 

  

 


 

Quand’ero giovane e percorrevo questo paese,
vedevo solo gli Apache
e nessun’altra persona.
Molti anni dopo attraversai ancora il paese
e vidi che altri uomini erano venuti per entrarne in possesso.
Perché ? 
Cochise Apache Chiricahua


 

 

 


 

 

Non esiste clima o suolo che eguagli la terra
che Dio onnipotente creò per gli Apache.
E’ la mia terra, la terra dei miei padri,
dove ora chiedo di poter tornare.
E’ là che voglio passare i miei ultimi giorni
ed e là che voglio essere seppellito.
Se si potesse avverare tutto questo,
solo allora penso che potrei dimenticare tutti i torti ricevuti.  
Geronimo
 


 

  

 


 

 Fratelli, vogliono la nostra terra, la nostra madre,
per renderla irriconoscibile con i loro recinti,
le loro costruzioni e i loro rifiuti.
La loro nazione è come l’acqua che straripa 
e travolge tutto quello che trova al suo passaggio.
Noi non possiamo vivere al loro fianco,
perciò, fratelli miei, o ci sottomettiamo o gli diremo:
“Prima uccideteci,
poi potrete prendere possesso della nostra Madre…”. 
Toro Seduto 

 


 

  


 

 

 Non ci interessa la ricchezza, essa non è utile
e non la si può portare con sè da morti.
Vogliamo allevare i nostri figli.
Della ricchezza che voi inseguite,
non sappiamo che farcene;
vogliamo solamente amore e pace.  
Nuvola Rossa 



 

 
  


 

 
Non è come nasci, ma come muori,
che rivela a quale popolo appartieni.  
Alce Nera
 
  


 

  
 
 
 
 
 
 
Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto.
Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato.
Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.
 
Profezia degli Indiani Cree
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

DAL WEB – IMPAGINAZIONE A CURA T.K.
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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IL MONDO DI ORSOSOGNANTORA E’ ANCHE SU FB!





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LA PRIMA PACE ED IL CUORE DELL’UOMO – Breve ma saggia riflessione di Alce Nero capo della tribù Lakota-Sioux   Leave a comment




Un altro pensiero di saggezza e spiritualità
ci giunge dagli Indiani d’America





Accampamento Lakota






Alce Nero (Black Elk) divenne cattolico quando ormai era già adulto,

nel 1904, ed assunse il nome di Nicholas.



Fu molto attivo in campo religioso 

e visse fine alla morte in modo umile e sereno.



E’ ritenuto uno dei più influenti capi indiani del XX secolo.





Alce Nero – Blake Elk






Alce Nero, capo della tribù Lakota-Sioux,
ci parla stavolta di un grande tema quello della
p a c e
e con parole semplici ci fa comprendere
che, dei vari tipi di pace, una è la principale…
la prima.








LA PRIMA PACE
Alce Nero


La prima pace, la più importante di tutte,

è quella che viene dall’anima degli uomini 

quando prendono coscienza dei legami 

che li uniscono all’universo ed a tutti i suoi poteri, 

con i quali forma un’unica entità.














Questa pace giunge quando gli uomini si rendono conto 

che al Centro dell’Universo dimora DIO 

e che questo Centro è in realtà ovunque.



E’ anche all’interno di ciascuno di noi.



Ecco la vera pace!



Le altre non sono che il suo riflesso.











La seconda pace è quella che si crea tra gli individui, 

la terza quella che unisce le nazioni.









Ma oltre a ciò, è necessario capire

che la pace non sarà possibile tra le nazioni 

sino a quando gli uomini non saranno convinti che la vera pace

si trova nel cuore stesso dell’anima umana.










Ciao da Tony Kospan






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IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE – La bella ed armonica visione dei nativi americani sia di loro stessi che della natura   Leave a comment

 

 

 

 

 

Una bella, ed a mio parere, vera, riflessione sulla differente visione della vita
tra i Nativi americani e l’Uomo Bianco, con i primi che appaiono ben più vicini di noi
allo spirito della Natura ed al rispetto per il Pianeta che ci ospita.
 
 
 
 
 
 





IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE…
 
 
Un indiano Taos Pueblo incontrò un giorno il più famoso discepolo di Freud, Carl Gustav Jung, il quale era alla ricerca della propria ombra, e gli disse:
«I bianchi vogliono sempre qualcosa. Ma che cosa cercano? I bianchi vogliono sempre qualcosa. Sono sempre inquieti, turbati. Non sappiamo cosa vogliono. 
Non li comprendiamo. Pensiamo siano pazzi».
Nelle parole dell’indiano Jung trovò conferma di ciò che aveva già da tempo intuito: il mondo dell’uomo bianco è Koyaanisqatsi, un mondo disarmonico, privo di equilibrio.
Un mondo malato al quale la saggezza degli Indiani d’America può recare giovamento. 
Affinché l’uomo bianco possa vivere dentro le stagioni, nel cuore della vita, in armonia con se stesso e con la natura.








Nella cultura indiana il percorso di risanamento dell’anima ha delle tappe ben precise che devono essere rispettate: innanzitutto le quattro direzioni dei punti cardinali e, poi, il rapporto con la terra come madre dell’universo e con il cielo come dimora degli spiriti. 
Il processo si completa nel cerchio sacro, una forma che diventa il simbolo dell’armonia tra gli uomini e ciò che li circonda.
Questo viaggio senza fine, perché il miglioramento fisico, emotivo, mentale e spirituale non può mai essere completato, è lo scopo dell’esistenza di ogni Indiano, qualunque sia il gruppo tribale d’appartenenza.








Le quattrocento nazioni originarie del continente nordamericano erano caratterizzate da differenze marcatissime a livello geografico, sociale, linguistico e culturale. 
I Lakota-Sioux si muovevano liberamente nel grande `oceano d’erba’, le praterie e pianure sconfinate che si estendevano dalla Valle del Mississippi alle Montagne Rocciose. 
Erano nomadi che, spostando le proprie tende (tipi), seguivano le migrazioni del bisonte in cerca di nuovi pascoli. 
Gli Zuni e gli Hopi, stanziati nell’arida terra del sud-ovest americano, ricavarono le loro case dal deserto. 
I Cherokee praticavano l’agricoltura. 
Avevano un sistema sociale preciso basato su principi democratici e si organizzarono in insediamenti piuttosto ampi. 
Gli Tsimshian vivevano sulle coste nordoccidentali del Canada. I Chippewa e i Wintu appartenevano al gruppo degli Indiani dei boschi.









Ma un filo comune emerge dalle loro parole, dal ricchissimo patrimonio orale di canti, miti, leggende, narrazioni sacre e profane: la consapevolezza che la Terra è madre e deve essere rispettata. 
La meta di questa avventura spirituale è la comprensione che l’uomo è parte integrante di un cerchio che comprende le piante, gli animali, i minerali, la Terra, il Cielo, l’acqua, le stelle, la notte e il giorno, la Luna e il Sole. 
Il corpo umano è tutt’uno con la terra che lo nutre e lo sostiene: «Noi siamo la terra. 
Noi le apparteniamo. 
Noi siamo una parte della terra e la terra fa parte di noi. 
I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. 
Le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia». 
Non c’è separazione tra mondo naturale e mondo umano. 
L’uomo non è il Signore del Creato e il mondo non è a suo beneficio. 
Ogni creatura ha un eguale diritto all’esistenza e merita rispetto semplicemente perché è viva. 
Il ritmo della natura porta la salute, l’equilibrio, l’armonia la bellezza. 
Il ciclo annuale delle stagioni è garanzia di ordine e di benessere: il tepore primaverile verrà sempre a riscattare il gelo invernale.
Non bisogna spezzare il fluire del cielo naturale, altrimenti ne deriveranno malattia, paura, incubi e insicurezza.
La natura batte il tempo, il suo orologio regola la vita del pianeta e dell’uomo.
L’uomo non stabilisce quindi solamente un rapporto equilibrato con la natura ma arriva a conoscere se stesso grazie a questa armonia.




  







Joseph Bruhac ci racconta una storia che riassume questo viaggio interiore:
 «Dopo che Wakan Tanka, il Grande Spirito, ebbe messo in ordine le altre sei direzioni, l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cielo e la terra, restava sempre una direzione senza destinazione. 
Ma poiché la settima direzione era la più potente di tutte, in quanto racchiudeva la saggezza e la forza più grandi, Wakan Tanka, il Grande Spirito, desiderò metterla in un luogo dove non sarebbe stato facile trovarla.
Ecco perché la nascose nell’ultimo posto dove gli uomini generalmente pensano di guardare: nel loro cuore».
Nonostante siano stati privati della propria terra, della propria cultura e della propria identità, gli Indiani d’America sono riusciti a trasmettere la loro fede in questo modo di vivere. 
Hanno parlato con il cuore , di padre in figlio, per indicare il sentiero che porta alla rigenerazione e la loro voce è rimasta.
 
Anche con queste parole:








Accanto alla montagna,
spianato
dai nostri passi,
il terreno del campo risuona.
Ti dice: la terra è un tamburo,
pensaci.
Noi, per seguirne il ritmo,
dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.
 

 
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 




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NON MI INTERESSA – Interessanti e sagge queste riflessioni attribuite ai nativi americani   1 comment


 
 
 
Questa è una piccola raccolta
di brevi ma profonde riflessioni
che va per la maggiore nel web…






 
 

Ignoro se sia autenticamente espressione
della cultura degli indiani d’America o meno…
(ho grossissimi dubbi)
ma penso anche che, in ogni caso, questi pensieri
meritino senz’altro d’esser letti con attenzione.


 
 
 
 

 

 

 


FRAMMENTI DI SAGGEZZA INDIANA

 






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NON MI INTERESSA

 

 


Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto
per trovare i sogni del tuo cuore.

 

 

 

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

 

 


 

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

 

 

 

.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita
senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni
degli esseri umani.

 

 

Non voglio sapere se la storia
che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e,
non tradire la tua anima.

 

 

Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza
anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita
con la tua sola presenza.

 

 

 

 

Voglio sapere se puoi vivere
con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena:

 SI!

 

 

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore,
triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.

 

 

Non mi interessa chi sei,
o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare
in mezzo al fuoco con me,
e non retrocedere. 

 

 

 

.

Non voglio sapere cosa hai studiato,
o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro,
quando tutto il resto non l’ha fatto.

 

 

Voglio sapere se sai stare
da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia
che hai nei momenti vuoti.

 

 

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Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah (1890)


(Questi pensieri , con questa attribuzione,

li trovai nel web diverso tempo fa

ma confermo notevoli dubbi su questa paternità)

 

 

 

 

 

Ciao da Orso Tony della tribù degli Orsi Sognanti






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Fratelli miei – Ecco il canto con cui gli Indiani d’America esaltano la Primavera e la Natura   Leave a comment



 
 
 
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Ancora una volta la genuina saggezza
e la profonda comunione con la natura degli Indiani d’America
si manifesta in questo canto,
donandoci ancora una volta
 lieto stupore e infinita ammirazione…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FRATELLI MIEI
 
 
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
 
Ogni seme si è svegliato.
 


E così anche tutta la vita animale.
 

E grazie a questo potere che noi esistiamo.
 

Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
 
 

 

 

 

 

da: “Il Grande Spirito parla al nostro cuore”

Ed. Red

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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB
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Vivi la tua vita! – E’ molto antico questo canto di saggezza degli Indiani d’America   1 comment









SAGGEZZA E VERITA’… 
IN QUESTA RIFLESSIONE DEI NATIVI AMERICANI








Questo antico poetico canto affascina ancor oggi 

per il profondo messaggio che contiene.











VIVI LA TUA VITA

Capo Tecumseh (1768 – 1813) – Nazione Shawnee –



Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte

non possa mai entrare nel tuo cuore.

Non attaccare nessuno per la sua religione;

rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.

Ama la tua vita, migliora la tua vita,

abbellisci le cose che essa ti da.

Cerca di vivere a lungo

e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.

Prepara una nobile canzone di morte per il giorno

in cui ti incamminerai verso la grande separazione.

Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico,

anche se straniero, in un posto solitario.

Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.

Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.

Se non trovi nessun motivo per ringraziare,

la colpa giace solo in te stesso.

Non abusare di niente e di nessuno,

per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche

e priva lo spirito delle sue visioni.

Quando arriverà il tuo momento di morire,

non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura,

e quando arriverà il loro momento essi piangeranno

e pregheranno per avere un ‘altro poco di tempo per vivere

la loro vita in maniera diversa.

Canta la tua canzone della morte

e muori come un eroe che sta tornando alla casa.”






Tony Kospan










Orso in piedi della tribù Lakota ci dona una breve ma saggia riflessione su.. Umanità e Natura   Leave a comment



Ancora una volta stupisce la profondità,
pur nella sua semplicità,
della cultura dei nativi americani.





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Questa piccola riflessione di Orso in piedi
penso che possa farci riflettere.

Forse è per il nostro allontanamento da madre Natura

nel pensiero e nei comportamenti 
che il mondo ci appare così impazzito?







RIFLESSIONE DI ORSO IN PIEDI



Gli anziani Lakota erano saggi.

Sapevano che il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce.

Sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce,
conduce in fretta allamancanza di rispetto per gli uomini.

Per questa ragione il contatto con la natura, che rende i giovani capaci di sentimenti profondi,
era un elemento importante per la loro formazione.





Orso in piedi – Lakota




F I N E








Nascere uomo – La stupenda visione del rapporto con la natura da parte degli Indiani d’America.   Leave a comment






Ancora un grande insegnamento ci viene
dalla cultura e dalla saggezza degli Indiani d’America
che conferma altresì la loro profonda spiritualità.

L’uomo di cui parla questo breve brano 
non è il maschio
ma in generale l’essere umano.






NASCERE UOMO
Capo Leon Shenandoah degli Onondaga


Nascere uomo su questa terra
è un incarico sacro. 

Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto,
ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante,
dei pesci, dei boschi, degli uccelli
e di tutte le creature che vivono sulla terra. 

Noi…
siamo in grado di prenderci cura di loro.







Tony Kospan





F I N E



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IO NON SO – Semplice.. ma poetico e significativo canto degli Indiani d’America   Leave a comment

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Ancora una volta la genuina semplicità e profondità

del pensiero degli Indiani d’America

si manifesta in questo canto che possiamo anche definire…

secondo i nostri criteri… poesia.








IO NON SO…


Io non so

se la voce degli uomini

può raggiungere il cielo,


io non so

se il Divino

sentirà la mia preghiera,


io non so

se ciò che chiedo

potrà essere esaudito,


io non so

se si può udire

la voce degli Antichi,


io non so

cosa ci porterà il futuro.


Spero soltanto che bene

e solo bene

possa venire a noi.







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.dal web – impaginazione tony kospan




CIAO DA TONY KOSPAN



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