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LA MAGIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO E’ ROMANTICA… RELIGIOSA E SCIENTIFICA!   Leave a comment




Approfondiamo la conoscenza di un avvenimento astronomico
che da sempre si verifica e da sempre affascina l’umanità.


 

 

 

LA MAGIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO


ROMANTICA… RELIGIOSA… SCIENTIFICA…


MA ANCHE POETICA… ARTISTICA E MUSICALE


 by Tony Kospan

 
 
 

 

 
 
I
 
LA ROMANTICA

 
 
 


 
 
 
 

Questa notte è infatti, da tempi immemori,
dedicata al martirio di San Lorenzo,
dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma,
e le stelle cadenti sono, per la leggenda,
le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio,
che vagano eternamente nei cieli,
e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì,
creando così…un’atmosfera magica e carica di speranza.


 
 
 

 
 
 
 
In questa notte, infatti,
si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro
che si soffermano a ricordare il dolore di San Lorenzo,
 e che ad ogni stella cadente pronunciano la filastrocca
“Stella, mia bella stella, desidero che…”.

 

 

 
 
 
 
 
II
 
LA RELIGIOSA (SAN LORENZO)
 
 
 
Nella tradizione popolare,
le stelle del 10 agosto sono anche chiamate
fuochi di San Lorenzo,
poiché ricordano le scintille provenienti
dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire
e poi volate in cielo.


Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato,
nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo
ha preso nei secoli molto piede, tanto che ancor oggi
in Veneto un proverbio recita:

 

“San Lorenzo dei martiri innocenti,

casca dal ciel carboni ardenti”.

.

.


Tiziano – Martirio di S. Lorenzo


 
 
 

 
 

III
 
LA SCIENTIFICA
 
 
 
L’evento astronomico principale nel cielo di agosto
è la pioggia di stelle cadenti che ogni anno,
intorno al 10 del mese, si osserva facilmente anche a occhio nudo


 
 
 
 
 
 
 


Le stelle cadenti, o meteore,
sono le scie luminose prodotte dall’evaporazione nell’atmosfera
di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere.
 
 
Queste particelle sono rilasciate soprattutto dalle comete
lungo la propria orbita.
 
 
Si tratta di particelle veramente minuscole:
le più grandi pesano appena un decimo di grammo,
ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose
quanto le stelle più brillanti.

 
 
 
 
 
 
 
 


Cadono sulla Terra a velocità vertiginose
(fino a 72 chilometri al secondo, circa 260.000 chilometri all’ora!).
 
 
Per questo motivo l’attrito con l’atmosfera le riscalda a temperature elevatissime
fino a far vaporizzare i frammenti piu piccoli, producendo reazioni fisico chimiche
che creano scie luminose di 5-20 chilometri di lunghezza.
 
 
Questo fenomeno avviene durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi è più visibile,
perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti più dense.


 
 
 
 
 
 
 
 


Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto),


i più famosi sono quello delle Leonidi (17-18 novembre)


e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).



 


Le stelle cadenti sembrano provenire dallo stesso punto del cielo,


detto “radiante”.


 
 
 
 
 
 
 
 


Questo è solo un effetto di prospettiva: in realtà tutti i corpi dello sciame
si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre,
ma dato che li osserviamo dal basso sotto una certa angolazione,
le meteore sembrano percorrere un arco nel cielo.



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ED ORA AUGURO A TUTTI

UNA PROFICUA VISIONE DI STELLE CADENTI,

IN QUESTA E NELLE PROSSIME NOTTI, 

E SOPRATTUTTO CHE SI REALIZZINO 
I VOSTRI…ED I NOSTRI… DESIDERI








 
 
  ORSO TONY

 
  

 
 

E LA POETICA… L’ARTISTICA E LA MUSICALE?
MI DIRETE… “MANCANOOO!!!! 
DOVE SONOOOOOOOOOOOOO???”
 
 
 
AVETE RAGIONE…  PER MOTIVI DI SPAZIO
LE TROVATE CLICCANDO QUI GIU’
ECCOLE …

 
 
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LE STELLE CADENTI IN POESIA ARTE E CANZONI
STELLA CADENTE Saturday night nature 2016 16
  
 
 
 













 
 

La storia della Festa della Mamma dall’antichità ai giorni nostri… in breve   Leave a comment

.
.
 
 
 
 




Questa festa, diffusa in tutto il mondo,  ha un’origine antichissima…
ma è stata codificata in tempi molto più recenti.
 



Già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno,
festeggiando la dea Rea, madre degli dei, da loro molto amata.



 
 
 




Feste in onore della nascita e della maternità
venivano poi celebrate anche tra gli antichi Romani,
che salutavano l’arrivo di maggio e della primavera
con un’intera settimana di feste dedicate alle rose e alle donne
anche per festeggiare la rinascita della natura.


 
 
 
 
 
 
 



Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio,
ricordavano la dea dei fiori
e regalavano rose alle loro amate.








Una ‘Festa della mamma’,
veniva celebrata anche nell’Inghilterra del 1600.
 
 
Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna,
la quarta domenica della Quaresima,
veniva celebrato il ‘Mothering Sunday’,
il giorno in cui chi lavorava lontano da casa
poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre,
offrendole il dolce ‘Mothering cake’








 La festa, originariamente tutta pagana,
con il diffondersi del cristianesimo,
venne acquisita anche dalla Chiesa,
divenendo il giorno in cui si celebrava la…
 “Madre della Chiesa:
forza spirituale della vita e protezione dal male”
,
ma anche la propria madre terrena.




 
 




Ma la vera “madre“… della FESTA DELLA MAMMA….
ovvero la creatrice dell’evento che viene festeggiato in tutto il mondo,
fu una donna americana.




Bertha Webgann




 
  La scelta della della 2° domenica di maggio era avvenuta
in un primo momento per festeggiare la pace…
ma poi Ana Jarvis, nel 1907,
per ricordare l’anniversario della morte di sua madre,
persuase la sua parrocchia a a Grafton, nel West Virginia,
a celebrare l’evento la seconda domenica di maggio.




 
Ana Jarvis




L’anno successivo tutti gli abitanti di Philadelphia
si misero a scrivere a ministri ed a grandi personaggi dell’epoca
per proporre quel giorno come festa nazionale,
e già dal 1911 l’usanza incominciò a diffondersi
in quasi tutti gli Stati americani








Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson,
ufficializzò la festa come festività nazionale,
da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio.

 Pian piano questa festa laica ed amatissima si è diffusa
in buona parte del mondo.







.
.
In questo giorno le mamme di quasi tutto il mondo ricevono doni e fiori 
dai loro figli, a testimonianza del loro affetto e della loro riconoscenza.




 




Ma, nel lieto giorno in cui le mamme
sono circondate da amore, affetto e piccole attenzioni,
si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo
della “mamma” nella nostra società…



Il suo fondamentale ruolo infatti,
ahimè esaltato solo a parole,
 viene invece con leggi e comportamenti sociali
in realtà denegato e maltrattato.







Tony Kospan











Donare il mughetto alle signore il 1° Maggio – La storia della bella tradizione.. la leggenda.. l’omaggio dell’Orso e buona festa a tutti   2 comments

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti
nonostante l’attuale tremenda situazione.
 
 
 
 



 


  



Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con le sembianze del diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

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PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all’aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO ANCORA A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   

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LA MIMOSA – Ecco la pianta simbolo della Festa della Donna.. la storia.. gli usi e la.. canzone   Leave a comment

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L A . . .    M I M O S A

 
 

Il simbolo della festa della donna è, com’è noto, la mimosa, ovvero l’acacia dealbata, ma ciò accade soprattutto in Italia.

Ma perché e da chi fu scelta?






 
 
 



La storia… tutta italiana risale al 1946

 
 
 
Siamo in Italia a Roma e l‘UDI (Unione Donne Italiane) doveva scegliere un simbolo floreale per festeggiare il primo 8 marzo postbellico così come il garofano rosso era stato scelto per la Festa del lavoro.
Le donne, essendo i giardini pieni di mimose, fiori durevoli e profumati, (e dunque sempre facilmente reperibili in marzo)  optarono per le mimose.
Ma non fu una scelta semplice, bensì complessa, che a raccontarla oggi appare come una bella leggenda.
Infatti le donne volevano scegliere l’orchidea ma Teresa Mattei, che l’anno dopo avrebbe fatto parte dell’Assemblea Costituente, per evitar la scelta di un fiore costoso come quello, s’inventò una leggenda cinese… raccontando che la mimosa per quel popolo rappresentava il calore della famiglia ed era il simbolo la gentilezza femminile.
La cosa piacque molto e convinse tutte le donne.
Fu così che la mimosa vinse.





 
 
 
 
 


LA PIANTA
 
 
LA MIMOSA – ACACIA DEALBATA
 
 
 

Pianta originaria della Tasmania, fa parte del genere Acacia e della famiglia delle Leguminose, ed in particolare alla sottosspecie delle Mimosacee.

E‘ un albero da fiori gialli e a grappolo, con un profumo dolce e fragrante che fu Introdotto in Europa nel 1800.

  

 


 

 


U S I
 
(MEDICINALI E PROFUMI)



 
  
 
 
 
 
 
 



La sua corteccia è stata adoperata, nell’uso medicinale, come astringente e antidiarroica mentre i fiori nella ccreazione di profumi.

Inoltre possiede tannini ed un olio usato per l’aromaterapia e per il trattamento di alcune malattie cutanee.



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COLTIVAZIONE

 

 

 

 

 

E’ possibile acquistare un piccolo alberello di mimosa e piantarlo in giardino o in un vaso.

Così ogni anno avrete la mimosa pronta per la festa della Donna.

 

 

 

 


   

CONSERVAZIONE

  .

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Eliminare del tutto le foglie dagli steli poi appendere il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e con buon ricambio d’ aria e tenerlo così finché non è seccato.



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LA CANZONE

 

 

 

 

 


.

 

 



Auspico però una festa che non sia vista in modo banale, come purtroppo spesso accade, ma come omaggio al ricordo delle lotte fatte per il raggiungimento dell’uguaglianza e per cancellare i residui di vetero maschilismo ancora radicati nella nostra società… solo apparentemente evoluta.


  

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21.12.2020 H. 10,01 SOLSTIZIO D’INVERNO – Significato.. miti.. riti.. poesie.. dipinti e musiche per una vera festa della natura.   1 comment





Ci sono ricorrenze che non nascono da tradizioni umane

ma sono momenti veri della Natura…

.

I solstizi e gli equinozi

sono infatti appuntamenti astronomici quasi eterni

che influenzano realmente la nostra vita

e che sono stati considerati molto importanti

in tutte le culture fin dall’antichità.


 




.
 

21 DICEMBRE 2020 ORE 10,01 SOLSTIZIO D’INVERNO


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IL SOLSTIZIO D’INVERNO

 
 
 
Che la luce del nuovo sole possa illuminare
il cammino di tutti voi
Felice Alban Arthuan
 
 
 
 

Ruth Sanderson – Yule sparge i semi che sbocceranno in primavera




Il solstizio, che può essere d’estate o d’inverno, è ciascuno dei due punti dell’orbita terrestre in cui il Sole è alla massima distanza angolare rispetto al piano dell’equatore terrestre.
La parola “solstizio” significa “Sole stazionario”, ed indica il suo non alzarsi né abbassarsi rispetto all’equatore celeste.
E’ in questo momento che la nostra stella si trova alla massima altezza sull’orizzonte dell’emisfero boreale (cioè quello nord, dove si trova l’Italia), mentre a sud la situazione è capovolta.

 

 

 

 

A partire dal 22 giugno le ore di luce sono diminuite gradualmente, fino a raggiungere il minimo che si verifica proprio durante il solstizio d’inverno che quest’anno avviene il 21 dicembre.







Fin dall’antichità l’uomo si è reso conto del cammino ciclico che il Sole descrive nel cielo, traendone così spunto per regolare la propria vita agricola e di caccia e creare bellissime leggende per spiegare e spiegarsi il fenomeno.

Per i greci, ad esempio, il solstizio d’estate coincideva con la “Porta degli uomini “, cioè il momento in cui le anime uscivano dalla caverna cosmica.



   (Invisible power – New age)




SOLSTIZIO D’INVERNO

(Filastrocca)

Quando a dicembre arriva il solstizio
che dell’inverno scandisce l’inizio
il sole pare diventare più mite ed umano
non fa più l’altezzoso nel cielo lontano
insieme a noi si leva tardi al mattino
si tira pigramente sul tetto vicino
rimanendo incantato tutto il giorno
a guardare curioso le case intorno
non c’è chi non lo veda affacciare
che non lo faccia subito entrare
accogliendolo con cordialità e calore
come si trattasse d’un ospite d’onore
in realtà sembra che al solstizio
sia la festa del sole ad avere inizio.



 

 

 

In Perù la divinità, associata al Sole ed all’imperatore Inti, riceveva sacrifici di animali ed offerte, affinché i raccolti estivi fossero abbondanti.

Il Cristianesimo sovrappose alle celebrazioni pagane la festività dedicata a San Giovanni Battista. 

Secondo le tradizioni italiane nella notte di San Giovanni le streghe si levavano in volo e raggiungevano il “Grande Noce di Benevento“, l’albero sul quale una dea lunare avrebbe sconfitto il diavolo, rimandandolo negli inferi.

Fino al 1872 a Roma, dopo l’Ave Maria, veniva sparato un colpo di cannone che dava inizio ai festeggiamenti. Il popolo si ritrovava nelle osterie per banchettare con le lumache, considerate in grado di scacciare i litigi ed il pericolo di essere traditi dai propri amati. Ma a partire dal quell’anno la festa venne soppressa dal governo italiano. 

 

 

 (Ice dance – New age)

 




Il Solstizio d’Inverno cade in un giorno variabile dal 20 al 24 dicembre.

E’ definito anche come il giorno più breve o la notte più lunga dell’anno.

In questo giorno il sole compie il suo giro più breve attraverso il cielo, riducendo così le ore di luce del giorno.

Dopo questa data le giornate iniziano nuovamente ad allungarsi.

Nei tempi antichi era un’importante festività per i popoli pagani perché il Solstizio d’Inverno celebrava sempre la morte del Dio Sole, la sua trasformazione e la sua rinascita. 

 

 

 

 

 

Altri termini usati per indicare il Solstizio sono Yule, che sembra derivare dalla parola anglosassone “Yula” o quella scandinava “Jul” o “Iul” che significa “ruota”, la Ruota dell’Anno.

Infatti per le popolazioni anglosassoni proprio il solstizio d’inverno segnava l’inizio del nuovo anno e per la tradizione druidica esso indicava la rinascita del dio Sole in questo giorno. 

 

 

 

  

 

Nell’antica Roma, nel giorno del Solstizio Invernale si celebrava la rinascita del Sole, il “Dies Natalis Soli Invicti” (il giorno della rinascita del Sole Invincibile) dopo l’introduzione, sotto l’imperatore Aureliano, del culto del dio indo-iraniano Mitra nelle tradizioni religiose romane.





Le feste in onore di Mitra erano comprese nell’ampio arco delle festività che i Romani chiamavano Saturnalia, e cioè festeggiamenti dedicati al dio Saturno.


In seguito fu Giulio I, nel 325 d.C. circa, a trasformare questa festività come ricorrenza per ricordare la nascita di Gesù Cristo, creando una celebrazione alternativa, e  divenuta poi vincente, alla più popolare festa pagana di quei tempi.

 

 

  (Reminiscenze – New age)

 

 
 
 
Anche appendere l’agrifoglio in casa è un’usanza che persiste da tempi antichissimi.

Fin dai tempi più remoti esso rappresenta un segno di protezione e difesa contro le negatività. 

Inoltre rappresenta il Vecchio Dio del Cielo, il Re Agrifoglio che negli antichi miti nordici simboleggia l’anno morente che soccombe al nuovo anno nella simbolica battaglia contro il giovane Re Quercia.
 






SOLSTIZIO D’INVERNO
Parxifal


Come è limpida questa notte
cosi vicina al sole,
eppure cosi immensamente bella,
raccolgo il sorriso delle stelle,
questo meraviglioso dono
del solstizio d’inverno.
Chissà se lontano oltre gli spazi
dell’incommensurabile,
Musetta guarda la luna
che gira intorno al cuore,
che si fa stella,
fiore,
sogno.


La figura di Babbo Natale, strettamente legata a questa festività, è una raffigurazione fantasiosa di santi che durante questo periodo sono dispensatori di doni (come San Nicola o Santa Lucia),  funzione simpaticamente ricoperta nell’antichità da Saturno.

 
 
 

 
 
 

Dunque è dalle celebrazioni pagane del solstizio d’inverno, e dal desiderio umano di luce e di festa, che sono nate la figura di Lucia di bianco vestita e con candele sulla testa (per il suo significato di portatrice di luce)  e quella di Babbo Natale.

 
 
 
 
Santa Lucia – Carl Larsson
 
 

 

Il Solstizio d’Inverno rappresentava e rappresenta una grande occasione per guardare dentro sé stessi per cercare e riconoscere le proprie paure ed i propri dubbi.

E’ tempo di affrontare, sconfiggere e lasciar andare via tutto ciò che limita e frena la nostra nuova crescita.

E’ tempo di liberarsi dal peso delle insicurezze e dei timori che, gravando sulla nostra anima, ci allontanano da un nuovo inizio, da una nuova rinascita. 

 

 

 

 


 

FINE
 
 
Tony Kospan
 
 



TESTO DAL WEB – CON COORDIN., AMPIE RIELABORAZ. ED IMPAGIN. DI T.K. 
 
 
 
 

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2 NOVEMBRE – Storia e significato della commemorazione dei defunti ed un pensiero ai nostri cari che non ci sono più   Leave a comment

 
 

 
 
 
 
 
2 NOVEMBRE
COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

 

Oggi è d’obbligo rivolgere un pensiero ed una preghiera

ai nostri cari defunti.


Certo li abbiamo nel cuore ogni giorno dell’anno

ma oggi questa ricorrenza civile

ci invita a fermarci un attimo di più ed a pensare.

 

 


 

 

 

Sì… oggi è d’obbligo fermarci un attimo

in questa nostra vita affannosa per risvegliare in noi

ricordi… affetti, insegnamenti,  esempi

che ci vengono da loro.

 

 

 

 

Per quanto riguarda i nostri cari avi in fondo noi siamo la prosecuzione

senza soluzione di continuità del loro passaggio su questa Terra…

ed i loro eventuali errori nulla sono in confronto alla vita che ci hanno dato.




 

  


Ma conosciamo l’origine del 2 novembre?

 

 

 

 

 
 
LA STORIA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
 
 

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava infatti tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima ossia la domenica che attualmente nel rito romano coincide con quella delle Palme, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio.
 
Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate bedenettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne estesa a tutta la Chiesa Cattolica.
 
Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo.
 
Nel Rituale Romano, parte III, capitolo 54, Benedizione delle Tombe nella Commemorazione dei Fedeli Defunti si legge che nel 1563  « In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione. »
Oggi si celebra come Commemorazione di tutti i fedeli defunti .
 
In quasi tutte le regioni possiamo trovare pratiche e abitudini legate a questa ricorrenza.
Una delle più diffuse era l’approntare un banchetto, o anche un solo un piatto con delle vivande, dedicato ai morti. 



 



 
 
Ciao mamma, ciao papà, ciao nonni, zii, amici etc…

che ora siete nel giardino del mistero.
 
 

 

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Un requiem… musicale… in memoria vostra e di tutti i defunti. 


 

 

 

 

 Cosa dire infine 

a chi ha avuto propri cari morti giovanissimi

se non le parole di Menandro?

.
.

.



MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E’ CARO

 

 
 


 
ORSO TONY

 
 
 
 
 
POESIE E CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA










LA NOTTE DI SAN LORENZO E LA SUA MAGIA… ROMANTICA… RELIGIOSA E… SCIENTIFICA!   3 comments




Approfondiamo la conoscenza di un avvenimento astronomico
che da sempre si verifica e da sempre affascina l’umanità.


 

 

 

LA MAGIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO


ROMANTICA… RELIGIOSA… SCIENTIFICA…


MA ANCHE POETICA… ARTISTICA E MUSICALE


 by Tony Kospan

 
 
 

 

 
 
I
 
LA ROMANTICA

 
 
 


 
 
 
 

Questa notte è infatti, da tempi immemori,
dedicata al martirio di San Lorenzo,
dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma,
e le stelle cadenti sono, per la leggenda,
le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio,
che vagano eternamente nei cieli,
e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì,
creando così…un’atmosfera magica e carica di speranza.


 
 
 

 
 
 
 
In questa notte, infatti,
si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro
che si soffermano a ricordare il dolore di San Lorenzo,
 e che ad ogni stella cadente pronunciano la filastrocca
“Stella, mia bella stella, desidero che…”.

 

 

 
 
 
 
 
II
 
LA RELIGIOSA (SAN LORENZO)
 
 
 
Nella tradizione popolare,
le stelle del 10 agosto sono anche chiamate
fuochi di San Lorenzo,
poiché ricordano le scintille provenienti
dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire
e poi volate in cielo.


Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato,
nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo
ha preso nei secoli molto piede, tanto che ancor oggi
in Veneto un proverbio recita:

 

“San Lorenzo dei martiri innocenti,

casca dal ciel carboni ardenti”.

.

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Tiziano – Martirio di S. Lorenzo


 
 
 

 
 

III
 
LA SCIENTIFICA
 
 
 
L’evento astronomico principale nel cielo di agosto
è la pioggia di stelle cadenti che ogni anno,
intorno al 10 del mese, si osserva facilmente anche a occhio nudo


 
 
 
 
 
 
 


Le stelle cadenti, o meteore,
sono le scie luminose prodotte dall’evaporazione nell’atmosfera
di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere.
 
 
Queste particelle sono rilasciate soprattutto dalle comete
lungo la propria orbita.
 
 
Si tratta di particelle veramente minuscole:
le più grandi pesano appena un decimo di grammo,
ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose
quanto le stelle più brillanti.

 
 
 
 
 
 
 
 


Cadono sulla Terra a velocità vertiginose
(fino a 72 chilometri al secondo, circa 260.000 chilometri all’ora!).
 
 
Per questo motivo l’attrito con l’atmosfera le riscalda a temperature elevatissime
fino a far vaporizzare i frammenti piu piccoli, producendo reazioni fisico chimiche
che creano scie luminose di 5-20 chilometri di lunghezza.
 
 
Questo fenomeno avviene durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi è più visibile,
perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti più dense.


 
 
 
 
 
 
 
 


Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto),


i più famosi sono quello delle Leonidi (17-18 novembre)


e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).



 


Le stelle cadenti sembrano provenire dallo stesso punto del cielo,


detto “radiante”.


 
 
 
 
 
 
 
 


Questo è solo un effetto di prospettiva: in realtà tutti i corpi dello sciame
si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre,
ma dato che li osserviamo dal basso sotto una certa angolazione,
le meteore sembrano percorrere un arco nel cielo.



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ED ORA AUGURO A TUTTI

UNA PROFICUA VISIONE DI STELLE CADENTI,

IN QUESTA E NELLE PROSSIME NOTTI, 

E SOPRATTUTTO CHE SI REALIZZINO 
I VOSTRI…ED I NOSTRI… DESIDERI








 
 
  ORSO TONY

 
  

 
 

E LA POETICA… L’ARTISTICA E LA MUSICALE?
MI DIRETE… “MANCANOOO!!!! 
DOVE SONOOOOOOOOOOOOO???”
 
 
 
AVETE RAGIONE…  PER MOTIVI DI SPAZIO
LE TROVATE CLICCANDO QUI GIU’
ECCOLE …

 
 
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LE STELLE CADENTI IN POESIA ARTE E CANZONI
STELLA CADENTE Saturday night nature 2016 16
  
 
 
 













 
 

La storia della Festa della Mamma… in breve… dall’antichità ai giorni nostri   1 comment

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.
 
 
 
 




Questa festa, diffusa in tutto il mondo,  ha un'origine antichissima…
ma è stata codificata in tempi molto più recenti.
 



Già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno,
festeggiando la dea Rea, madre degli dei, da loro molto amata.



 
 
 




Feste in onore della nascita e della maternità
venivano poi celebrate anche tra gli antichi Romani,
che salutavano l’arrivo di maggio e della primavera
con un’intera settimana di feste dedicate alle rose e alle donne
anche per festeggiare la rinascita della natura.


 
 
 
 
 
 
 



Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio,
ricordavano la dea dei fiori
e regalavano rose alle loro amate.








Una ‘Festa della mamma’,
veniva celebrata anche nell’Inghilterra del 1600.
 
 
Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna,
la quarta domenica della Quaresima,
veniva celebrato il ‘Mothering Sunday’,
il giorno in cui chi lavorava lontano da casa
poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre,
offrendole il dolce ‘Mothering cake’








 La festa, originariamente tutta pagana,
con il diffondersi del cristianesimo,
venne acquisita anche dalla Chiesa,
divenendo il giorno in cui si celebrava la…
 “Madre della Chiesa:
forza spirituale della vita e protezione dal male”
,
ma anche la propria madre terrena.




 
 




Ma la vera “madre“… della FESTA DELLA MAMMA….
ovvero la creatrice dell’evento che viene festeggiato in tutto il mondo,
fu una donna americana.




Bertha Webgann




 
  La scelta della della 2° domenica di maggio era avvenuta
in un primo momento per festeggiare la pace…
ma poi Ana Jarvis, nel 1907,
per ricordare l’anniversario della morte di sua madre,
persuase la sua parrocchia a a Grafton, nel West Virginia,
a celebrare l’evento la seconda domenica di maggio.




 
Ana Jarvis




L’anno successivo tutti gli abitanti di Philadelphia
si misero a scrivere a ministri ed a grandi personaggi dell'epoca
per proporre quel giorno come festa nazionale,
e già dal 1911 l’usanza incominciò a diffondersi
in quasi tutti gli Stati americani








Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson,
ufficializzò la festa come festività nazionale,
da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio.

 Pian piano questa festa laica ed amatissima si è diffusa
in buona parte del mondo.







.
.
In questo giorno le mamme di quasi tutto il mondo ricevono doni e fiori 
dai loro figli, a testimonianza del loro affetto e della loro riconoscenza.




 




Ma, nel lieto giorno in cui le mamme
sono circondate da amore, affetto e piccole attenzioni,
si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo
della “mamma” nella nostra società…



Il suo fondamentale ruolo infatti,
ahimè esaltato solo a parole,
 viene invece con leggi e comportamenti sociali
in realtà denegato e maltrattato.







Tony Kospan











La bella tradizione di donare il mughetto alle signore il 1° Maggio – La storia.. la leggenda.. l’omaggio dell’Orso e buona festa a tutti   Leave a comment

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti
nonostante l'attuale tremenda situazione.
 
 
 
 


 


  


Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore.
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con le sembianze del diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

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PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all'aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO ANCORA A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   


PER LE NOVITA' DEL BLOG


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LA MIMOSA – La pianta.. gli usi.. la canzone e la storia del modo in cui fu scelta come simbolo della Festa della Donna   Leave a comment

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L A . . .    M I M O S A

 
 

Il simbolo della festa della donna è, com'è noto, la mimosa, ovvero l'acacia dealbata, ma ciò accade soprattutto in Italia.

Ma perché e da chi fu scelta?






 
 
 



La storia… tutta italiana risale al 1946

 
 
 
Siamo in Italia a Roma e l'UDI (Unione Donne Italiane) doveva scegliere un simbolo floreale per festeggiare il primo 8 marzo postbellico così come il garofano rosso era stato scelto per la Festa del lavoro.
Le donne, essendo i giardini pieni di mimose, fiori durevoli e profumati, (e dunque sempre facilmente reperibili in marzo)  optarono per le mimose.
Ma non fu una scelta semplice, bensì complessa, che a raccontarla oggi appare come una bella leggenda.
Infatti le donne volevano scegliere l'orchidea ma Teresa Mattei, che l'anno dopo avrebbe fatto parte dell'Assemblea Costituente, per evitar la scelta di un fiore costoso come quello, s'inventò una leggenda cinese… raccontando che la mimosa per quel popolo rappresentava il calore della famiglia ed era il simbolo la gentilezza femminile.
La cosa piacque molto e convinse tutte le donne.
Fu così che la mimosa vinse.





 
 
 
 
 


LA PIANTA
 
 
LA MIMOSA – ACACIA DEALBATA
 
 
 

Pianta originaria della Tasmania, fa parte del genere Acacia e della famiglia delle Leguminose, ed in particolare alla sottosspecie delle Mimosacee.

E' un albero da fiori gialli e a grappolo, con un profumo dolce e fragrante che fu Introdotto in Europa nel 1800.

  

 


 

 


U S I
 
(MEDICINALI E PROFUMI)



 
  
 
 
 
 
 
 



La sua corteccia è stata adoperata, nell'uso medicinale, come astringente e antidiarroica mentre i fiori nella ccreazione di profumi.

Inoltre possiede tannini ed un olio usato per l'aromaterapia e per il trattamento di alcune malattie cutanee.



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COLTIVAZIONE

 

 

 

 

 

E' possibile acquistare un piccolo alberello di mimosa e piantarlo in giardino o in un vaso.

Così ogni anno avrete la mimosa pronta per la festa della Donna.

 

 

 

 


   

CONSERVAZIONE

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Eliminare del tutto le foglie dagli steli poi appendere il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e con buon ricambio d' aria e tenerlo così finché non è seccato.



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LA CANZONE

 

 

 

 

 


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Auspico però una festa che non sia vista in modo banale, come purtroppo spesso accade, ma come omaggio al ricordo delle lotte fatte per il raggiungimento dell'uguaglianza e per cancellare i residui di vetero maschilismo ancora radicati nella nostra società… solo apparentemente evoluta.


  

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