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Breve ricordo di Catherine Pozzi.. poetessa parigina di origini italiane.. anche con una sua poesia   Leave a comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica poetessa milanese Antonia Pozzi.


Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
(Parigi 13.7.1882 – Parigi 3.12.1934)
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori e poeti tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso… “poeta delle rose“.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore.

 
 
 
 
 
 
 
 

AVE 
Catherine Pozzi
 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.

 
 
 
Tony Kospan
 










La Rosa e la mendicante – Raccontino ispirato al poeta delle rose.. R. M. Rilke.. ed alcune sue poesie   1 comment

.
.


 


Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 




 .


.


.

L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

Racconto e video dal Web – Presentazione ed impaginazione T.K


.

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Buona serata e felice Primavera in poesia “Baciami” Prevert – arte Viola Sardo – canzone “Fragole infinite” A. Fortis   Leave a comment

 
 
 
 

Viola Sardo

 
 
 

     


e


 

 

 

Ritorna primavera. E la terra è

come un bimbo che sa le poesie.

– Rainer Marie Rilke –

 

 

Viola Sardo

 

 

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BACIAMI


– Jacques Prévert –


In un quartier della ville Lumiere
Dove fa sempre buio e manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Lei era sulle scale
Lui accanto a lei e lei accanto a lui
Faceva notte
C’era un odore di zolfo
Perché nel pomeriggio avevano ucciso le cimici
E lei gli diceva
è buio qui
Manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Il sole del buon Dio non brilla da noi
Ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi
Stringimi tra le braccia
Baciami
Baciami a lungo
Baciami
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Qui si crepa di tutto
Dal caldo e dal freddo
Si gela si soffoca
Manca l’aria
Se tu smettessi di baciarmi
Credo che morirei soffocata
Hai quindici anni ne ho quindici anch’io
In due ne abbiamo trenta
A trent’anni non si è più ragazzi
Abbiamo l’età per lavorare
Avremo pure diritto di baciarci
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Baciami!


 

Viola Sardo

 
 
 
 
Barres ...Barres ...    
 
 
 
 



e 




da Orso Tony

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Viola Sardo
 
 

 

RAINER MARIA RILKE – Mini biografia ed alcune belle poesie.. anche in video.. del poeta ceco di lingua tedesca   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all'Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL'AMATA

Ai sospiri dell'amata
la notte intera s'innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell'universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l'amore smarrito.




SERA D'ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d'estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz'aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d'accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l'ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d'amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l'incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null'altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l'erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D'AMORE






LA TUA PAGINA DELLA CULTURA CON LEGGEREZZA







Buona domenica sera in poesia “Spegnimi gli occhi” R. M. Rilke – arte H. N. Reed – canzone “Bruci la città”   Leave a comment





Helena Nelson Reed









Io vivo in un’altra dimensione
e non ho tempo
per le cose che non hanno un’anima.
– Charles Bukowski –





Helena Nelson Reed




SPEGNIMI GLI OCCHI
– Rainer Maria Rilke –


Spegnimi gli occhi: ti vedrò lo stesso.
Riempimi gli orecchi: potrò sentirti.
E senza piedi ti camminerò a fianco.
E senza bocca potrò ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia:
ti abbraccerò col cuore, con una mano.
Strappami il cuore, e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò
dentro il mio sangue.





Helena Nelson Reed









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Helena Nelson Reed




RAINER MARIA RILKE.. IL POETA DELLE ROSE – Breve biografia ed alcune sue belle poesie anche in video   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






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RAINER MARIA RILKE… “POETA DELLE ROSE” – Mini biografia ed alcune belle poesie… anche in video.   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






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Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 



 .


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L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

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Helena Nelson Reed









Io vivo in un'altra dimensione
e non ho tempo
per le cose che non hanno un'anima.
– Charles Bukowski –





Helena Nelson Reed




SPEGNIMI GLI OCCHI
– Rainer Maria Rilke –


Spegnimi gli occhi: ti vedrò lo stesso.
Riempimi gli orecchi: potrò sentirti.
E senza piedi ti camminerò a fianco.
E senza bocca potrò ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia:
ti abbraccerò col cuore, con una mano.
Strappami il cuore, e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò
dentro il mio sangue.





Helena Nelson Reed









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RAINER MARIA RILKE.. IL POETA DELLE ROSE – Mini biografia ed alcune sue belle poesie… anche in video   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






LA TUA PAGINA DELLA CULTURA CON LEGGEREZZA







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