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L’ONDA ED IL MARE – Un bel raccontino che ci svela il segreto dell’amore senza fine   Leave a comment




Questo bel raccontino potrebbe darci una dritta
per evitar la routine nei sentimenti,
e dunque per viver sempre nuove grandi emozioni,
ed in tal modo, per non smetter mai d’amare.

Nonostante le mie ricerche non sono mai riuscito 
a scoprire l’autore (bravissimo) del racconto
ed alcuni vedendolo senza autore 
erroneamente lo attribuirono a me.

Ma leggiamolo.
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SENZA FINE
– OVVERO IL GIOCO DELLE EMOZIONI –

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MARE AGITATO 2ywwmci

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L’ONDA ED IL MARE
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Un giorno l’onda chiese al mare: “mi vuoi bene?”. 
Ed il mare le rispose:
“Il mio bene è così forte che ogni volta che t’allontani verso la terra io ti tiro indietro per riprenderti tra le mie braccia. 
Senza te la mia vita sarebbe insignificante. 
Sarei un mare piatto, senza emozione. 
Tu sei l’ essenza del mio esistere”. 
L’onda fu felice. 
Tra le braccia del mare. 
Facendo finta, ogni volta di volare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, per renderle preziose. 
Ed ogni volta il mare la riprendeva, con le sue braccia grandi, per riportarla a sé. 
Raccontano che una notte la luna illuminava il mondo, e l’onda bianca lentamente, in un ballo infinito, scivolava tra un prendersi e un lasciarsi, col mare che stendeva le braccia per poi ritirarle, facendo finta a volte di non poterlo fare, perché l’onda potesse assaporare anch’essa quella precarietà che rende le cose preziose. 
L’onda ed il mare sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni.
E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda partirà verso la terra, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi. 
Nel sogno di un bene senza fine.


TESTO WEB – AUTORE NON NOTO

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Mi fa piacere legare a questo raccontino – pensiero…
una canzone… mitica… con lo stesso titolo…

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fre bia pouce    musicAnimata     SENZA FINE (VANONI)
COOMPLEMENTI T E M I . . . T. K. 4 E ... COMPLEMENTI 2
Dalì

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CIAO DA TONY KOSPAN





COOMPLEMENTI T E M I . . . T. K. 4 E ... COMPLEMENTI 2



PERCHE’ LA GENTE GRIDA? Ci dà una bella spiegazione questa saggia favoletta zen   Leave a comment

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Un bellissimo saggio raccontino zen



PERCHE’ LA GENTE GRIDA?







Un maestro domanda ai suoi discepoli:

“Perché la gente grida quando è arrabbiata?”

I discepoli pensano per un attimo e poi rispondono:

“Perché perdono la calma maestro!”

Il maestro aggiunge:

”Ma, perché gridare se l’altra persona è proprio davanti a te?

Non sarebbe possibile parlare a bassa voce??

Perché gridare proprio quando si è arrabbiati?”

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I discepoli davano delle risposte

ma purtroppo non soddisfacevano il maestro.




POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

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Quando discutiamo, 

facciamo in modo che i nostri cuori non si allontanino.

   Non diciamo parole che ci possano distanziare ancora di più,     perché un giorno la distanza sarà così grande che non riusciremo a trovare il cammino del ritorno… il cammino del dialogo sereno.

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CIAO… A BASSA VOCE… DA TONY KOSPAN




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Ananda (discepolo di Buddha) ed il torrente – Breve racconto di grande saggezza   Leave a comment

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Davvero molto interessante e profondo

il messaggio insito in questo racconto.

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Dirò però il mio parere alla fine.

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ANANDA ED IL TORRENTE




Un giorno Buddha stava attraversando una foresta. 


Era assetato, per cui disse ad Ananda, il suo primo discepolo: “Ananda, torna indietro. 

A qualche miglio da qui abbiamo attraversato un torrente. 
Portami un po’ d’acqua”. 


Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il torrente vide che alcuni carri che l’avevano attraversato ne avevano agitate le acque che erano ormai diventate fangose. 


Ritornò da Buddha a mani vuote…


Ma Buddha insistette, e gli ripeté: “Torna indietro e portami dell’acqua da quel torrente”. 


Ananda non comprendeva quell’insistenza, ma ritornò al torrente. 


E mentre si stava incamminando, Buddha gli disse: “E non tornare, se l’acqua è ancora sporca. 

Se è sporca, siediti semplicemente sulla riva, in silenzio. 
Non fare nulla, non entrare nel torrente. Siedi sulla riva in silenzio e osserva”. 
 
Ananda tornò al torrente. 


Buddha aveva ragione. 

L’acqua era ora quasi limpida, le foglie erano ridiscese sul fondo e il fango si era sedimentato. 
Ma il torrente ancora non era cristallino, per cui Ananda si sedette sulla riva e osservò semplicemente lo scorrere dell’acqua. 
Pian piano il torrente diventò limpido come cristallo. 


Allora tornò, danzando, porse l’acqua a Buddha e lo ringraziò: “Ora riesco a comprendere il messaggio: era ciò di cui avevo effettivamente bisogno in questo momento. 

La stessa cosa infatti è vera per la mia mente. 
Se mi butto nell’acqua tornerò a renderla fangosa. 
Se mi tuffo nella mente nasceranno più problemi, altri torneranno in superficie. 
Sedendo di fianco al torrente ho appreso la tecnica… ora mi siederò di fianco alla mia mente, ne osserverò tutta la sporcizia e tutti i problemi e tutte le foglie morte e le ferite e i rancori e i ricordi e i desideri. 
Senza farmi coinvolgere, distaccato, siederò sulla riva e aspetterò il momento in cui ogni cosa sarà limpida come cristallo”.








IL MIO PENSIERO


Grande saggezza… certo. 

Infatti è vero che quasi tutti (o proprio tutti) ci tuffiamo nei problemi senza sforzarci di guardarli dal di fuori per vederli da diverse angolazioni.

Se lo facessimo potremmo certo poi affrontare le difficoltà con più calma e più lucidità. 

Tuttavia quando siamo immersi, sommersi dalle avversità ciò in realtà appare davvero difficilissimo. 

Consiglio però di tentare almeno. 

Ci sarà comunque di sicuro aiuto.

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POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

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Cosa ne pensate?

Ciao da Tony Kospan




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PER LE NOVITA

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SE.. IL BLOG TI PIACE… I S C R I V I T I








LA MINESTRA DI SASSI – La bellezza dello star insieme in gruppo è il senso di questo bel raccontino   Leave a comment

Le cose vanno male? Come cambiare la situazione ce lo dice questa bella storiella   Leave a comment

 

 




A volte semplici raccontini o simpatiche storielle

possono darci dei validi suggerimenti.


Questa storiella ci suggerisce il modo

per cambiare l’andamento delle cose quando vanno male.




 

 

 

LA STRATEGIA SERVE
SPLENDIDA STORIELLA

 

 

 

 

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”.

Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello.

Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.

Il pubblicitario rispose “Niente che non fosse vero, ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.

Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’era scritto:


“Oggi è primavera… ed io non la posso vedere”.

 

 

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 Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene

e vedrai che quasi certamente le cose andranno meglio. 
 

Ciao da Tony Kospan








Raccontino dal web – Impaginaz. T.K.

 

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La giraffa vanitosa – E’ davvero bella.. simpatica e saggia questa favola etnica   Leave a comment

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Davvero una favola densa di saggezza


che penso sia utile sia a grandi che a piccoli.

 

 

 

 

 

 

LA GIRAFFA VANITOSA

(favola etnica proveniente dall’Africa)

 

 

 

 

 

 

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: – Guardatemi, io sono la più bella. –

Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta.

Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa:

– Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere. –

E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto.

Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato.

Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa:

– Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.

La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.


 

 

 

 

 

 


DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 


CIAO DA TONY KOSPAN

 

 


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LA PALIZZATA – Simpatico raccontino di saggezza utile a grandi e piccoli   Leave a comment

 

 

Davvero un bel raccontino da far leggere a grandi e piccoli

in un’epoca come la nostra

che sembra aver proprio perso la bussola del viver civile.

 

 

 

 

 

 

LA PALIZZATA

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.

Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

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POESIA E DELLA CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA

Frecce (51)










 
 

“Il grammatico ed il derviscio” – La favola Sufi di Rumi ci fa capire le vere priorità della vita   Leave a comment

 

 

 

 

 

Ecco un bellissimo raccontino Sufi…
con 2 morali sì semplici… semplici…
 ma a ben vedere… anche profonde. 

 

 

  

1 – Nella vita ci sono delle priorità…
e
2 – guai a confondere la teoria con la pratica…

 

 

 

Massimo Pedrazzi – Derviscio




IL GRAMMATICO ED IL DERVISCIO

Rumi







In una notte senza luna un derviscio, passando vicino a un pozzo prosciugato, sentì un grido: una voce cavernosa chiedeva aiuto.


“Chi c’è laggiù?”, chiese il derviscio, sporgendosi.


“Sono un grammatico e, poiché non conosco la strada, sono caduto inavvertitamente in questo profondo pozzo dove mi trovo ora, praticamente immobilizzato”, rispose la voce.


“Tieniti, amico, vado a prendere una scala e corda”, disse il derviscio.
“Un momento, prego”, rispose il grammatico. “La tua sintassi e la tua pronuncia sono difettose; ti prego di correggerle”.


“Se questo è così importante per te, più importante dell’essenziale”, gridò il derviscio, “allora è meglio che tu rimanga lì dove sei finché io non imparo a parlare correttamente”.

E proseguì per la sua strada.
 


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Questa storia è stata raccontata da ]alaludin Rumi grande poeta Sufi.

La si può trovare nel Munaqib El-Arifin di Aflaki pubblicato in Inghilterra nel 1965.

Alcune delle storie ivi contenute non sono altro che meravigliose favole, mentre altre sono fatti storici.

Altre ancora appartengono a quella strana categoria che i Sufi chiamano “storie illustrative”: una serie di eventi combinati per mettere in evidenza dei processi psicologici.
 
 
 

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Cosa ne pensate?


CIAO DA TONY  KOSPAN

 

 

 

 
 
 

Il pacco di biscotti – Questo saggio raccontino ci invita a diffidare delle apparenze   Leave a comment



Davvero un bel racconto tutto da meditare….

in quanto capace di farci comprendere 2 cose:


1 – che spesso i nostri giudizi verso il prossimo

sono affrettati ed errati… perché basati sull’apparenza..


2 – e che è sempre necessario aver prudenza

nell’esprimere giudizi.

 


 

 

 

 

 

  IL PACCO DI BISCOTTI

RACCONTINO  DI SAGGEZZA

 

 

 


 
 
 
 
 
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale.
Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra lei e lei pensò “ma tu guarda se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva una anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò “ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!”
L’uomo prima che lei prendesse l’ultimo biscotto lo divise a metà!
“Ah, questo è troppo” penso e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose, il libro e la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si sentì un pò meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando…. nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’ uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.






 

 
 
 
 
 
 
LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i “biscotti” di un altro senza saperlo?
Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, esaminiamo attentamente le cose, molto spesso non sono affatto come sembrano!!!!

 
 
 
 

 

 


TESTO DAL WEB

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN






IL RAGAZZO E L’ECO – Raccontino che ci spiega simpaticamente il significato del noto effetto sonoro   Leave a comment

 




Un breve ma simpatico brano sull’eco,


fenomeno acustico che ha affascinato l’umanità fin dai tempi antichi,


con una sua interessante visione morale.

 

 

 

La ninfa Eco in pietra (Parque del Laberinto de Horta – Barcellona)





IL RAGAZZO E L’ECO


Raccontino di saggezza

 

 

 

 
 
 

 


“Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…


All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”


E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”


 Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”


E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”
Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”


E ricevette la risposta: “Codardo!”
Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”


Il padre gli sorrise e rispose:”Figlio mio, ora stai attento:” 
E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”


La voce rispose: “Tu sei un campione!”
Il figlio era sorpreso ma non capiva.



Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA. 

La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai. 

La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni. 

Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo. 

Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa. 


La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.

 
 
 

 
 
 
 

 

(TESTO DAL WEB)

 

 

CIAO DA ORSO TONY

 

 






Frecce (174)

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