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Le mitiche pitture parietali dell’antica Pompei – Storia.. significato.. stili e temi degli affreschi   2 comments


 
 
 
Casa della Venere in conchiglia.
 
 
 
 

La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato, quasi intatta,
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia.



 
 



Non parlerò dell’arte considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell’epoca non lo era affatto)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l’argomento da un punto di vista
archeologico, artistico  e relativo alla vita sociale dell’epoca.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

LE PITTURE PARIETALI NELL’ANTICA POMPEI


 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti 
di grande interesse alle pareti è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
.

 
 

 
 
 
 


 
 


Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici… talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
La ragazza con l’orecchino di perla
 
 
 

 

Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.

 
 


 
 
Maschere Dionisiache

 

 

Una civiltà dell’immagine mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.

 
 


 
 
Casa dei Vettii

 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.


  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l’arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma a causa della notevole varietà degli stili 
sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano dirsi essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e/o sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcune tipologie erano conosciute ancora prima
che venissero introdotte a Roma viceversa,
l’arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell’epoca.

 

 

 

Cesto di fichi



 

A mio parere assume, in questo contesto, una certa rilevanza il fatto che 

accanto ad opere rifacentisi certamente all’arte ed alla mitologia greca

molti sono anche i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana.


 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri


 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.







I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo presente in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente comunque le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan


 

 


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Le famose pitture parietali dell’antica Pompei – Storia.. significato.. stili e temi degli affreschi   2 comments


 
 
 
 
 
 
 

La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato, quasi intatta,
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia.
 
 
Non parlerò dell'arte considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico  e relativo alla vita sociale dell'epoca.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI


 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti 
di grande interesse alle pareti è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
.

 
 

 
 
 
 


 
 


Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
La ragazza con l'orecchino di perla
 
 
 

 

Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.

 
 


 
 
Maschere Dionisiache

 

 

Una civiltà dell'immagine mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.

 
 


 
 
Casa dei Vettii

 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.


  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma a causa della notevole varietà degli stili 
sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano dirsi essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e/o sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcune tipologie erano conosciute ancora prima
che venissero introdotte a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

Cesto di fichi



 

A mio parere assume, in questo contesto, una certa rilevanza il fatto che 

accanto ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono anche i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana.


 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri


 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo presente in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente comunque le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan


 

 


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Casa della Venere in conchiglia.



Le bellissime pitture parietali della Pompei antica – Storia.. significato.. stili e temi degli affreschi   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia
che oggi ahimè si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico…  e relativo alla vita sociale dell'epoca…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI

 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti parietali
di grande interesse è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
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Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.

 
 
 
 
Maschere Dionisiache

 
 

Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.

 
 
 
 
Casa dei Vettii

 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.


  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

Cesto di fichi


 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana.


 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan

 

 

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La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia
che oggi ahimè si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico…  e relativo alla vita sociale dell'epoca…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI

 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti parietali
di grande interesse è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
 
 
 
 
 
 

 
 

Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.
 
 
 
 



Maschere Dionisiache

 
 
Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.
 
 
 
 
Casa dei Vettii
 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.

  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

Cesto di fichi

 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana. 

 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

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IL SALOTTO CULTURALE DI FB?
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Bellezza… arte… storia e significato delle pitture parietali nell’antica Pompei   3 comments


 
 
 
 
 
 
 
La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia
che oggi ahimè si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico…  e relativo alla vita sociale dell'epoca…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI

 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti parietali
di grande interesse è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
 
 
 
 
 
 

 
 

Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.
 
 
 
 



Maschere Dionisiache

 
 
Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.
 
 
 
 
Casa dei Vettii
 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.

  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

Cesto di fichi

 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana. 

 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan

 

 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

 

Le favolose pitture parietali dell’antica Pompei   2 comments


 
 
 
 
 
 
 
La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia
che oggi ahimè si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico…  e relativo alla vita sociale dell'epoca…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI

 
 
 
 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri
 
 
 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti parietali
di grande interesse è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
 
 
 
 
 
 

 
 

Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.
 
 
 
 
 
 
 
 
Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.
 
 
 
 
Casa dei Vettii
 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.

  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Ritratto di una coppia
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

 

 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana. 

 

 

Marte e Venere 

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.


 

 

Maschere Dionisiache

 

  

 
Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la varietà delle tecniche pittoriche.

 

 

 

 

F I N E

 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan

 

 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

 

UN ORSO…. ALLA PREMIAZIONE DEL CONCORSO IL SORRISO DELLA POESIA   5 comments

 
 
  
A pochi metri da uno degli ingressi principali dei mitici scavi di Pompei, quello di Villa dei Misteri, sorge l'Hotel Vittoria tra i più belli ed accorsati alberghi della cittadina vesuviana.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Nella serena cornice del bell'albergo, già affollato di turisti, ed in una splendida serata primaverile s'è svolta, il 30 aprile scorso, la premiazione del concorso “Il sorriso della poesia” giunto alla seconda edizione.
 
Hotel Vittoria
 
 
 
 
Una delle belle caratteristiche del premio è l'intento solidaristico…infatti… è promosso dall'Associazione
“Arcobaleno dei pensieri O.N.L.U.S.” nata per offrire un aiuto concreto a volontari, associazioni ed operatori impegnati ad aiutare soprattutto bambini, ragazzi.
 

 
In particolare l'Associazione aiuta la Comunità di tipo familiare GIARDINO DEL SORRISO diretta da Suor Alessandra Adornato che sostiene diversi bambini e le loro madri che vivono nel disagio e nella sofferenza.
 
 
 

 
 
 
 
Se vi chiedete cosa ci facessi lì la risposta è semplice…
 
Non potevo mancare per 2 ordini di motivi… 
– per l'amore verso la poesia ed i poeti, sia affermati che in… erba,
– perché facevo parte della giuria…
 
 
 

Il Presidente dell'Associazione – Salvatore Di Ruocco

 
 
 
 
La manifestazione si è svolta in un clima raccolto, semplice e cordiale ed ha visto tutti i vincitori delle varie categorie all'atto della loro premiazione, leggere le poesie vincitrici.
 
 
 

Presidentessa della Giuria – Adalgisa Buonanno

 
 
 
E qui c''è stata anche una bella novità, infatti oltre a leggerle hanno liberamente descritto la scintilla che ha fatto nascere i loro versi… nonché il significato… il messaggio interno etc. (anche se poi, a mio parere, la poesia una volta nata ha vita propria… ma il discorso diverrebbe molto lungo).
 
La cosa però è stata comunque interessante e mi è molto piaciuta perché di rado la presentazione di ciascuna opera da parte dell'autore avviene in modo così ampio ed approfondito e ritengo che l'uditorio in tal modo abbia avuto una migliore possibilità di comprensione del testo ed anche una maggiore partecipazione emozionale.
 
 
 
 

 
 
 
 
C'è stata anche la premiazione della categoria bambini… piccoli poeti crescono… che ha entusiasmato la platea.
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Non mi dilungo sull'organizzazione ma 2 parole debbo spenderle a favore della simpatia del presentatore Tonino Imparato, della capacità organizzativa del Presidente vero “deus ex machinaSalvatore Di Ruocco, della cordialità della grande collaboratrice Carmen Wehr e della serietà della giuria.
 
 
 

Carmen Wehr
 
 
 
 
Ricordo infatti, a merito del concorso, che le poesie erano anonime e quindi la votazione è stata del tutto libera.
 
 
 
 

Rita Stanzione

 
 
 
Non potendo dilungarmi su tutti i nomi dei vincitori, che comunque, elencherò alla fine mi fa piacere ricordare che tra i premiati abbiamo avuto ben 3 amici del mio gruppo di poesia di facebook… IL FANTASTICO MONDO DELLA POESIA, come Rita Stanzione, Giusy Bianchi e Anthony Croce tutti vincitori di premi nella sezione principale.
 
 
 
 

Anthony Croce

 
 
 
In particolare l'amica Giusy, che è anche amministratrice del F.M.P., e che ho visto “crescere” in modo eccezionale, rapido e vertiginoso nella sua arte poetica… ha vinto il premio principale.
 
 
 
 

Giusy Bianchi – La vincitrice del Premio Principale

 
 
E' stata per me anche una bellissima e piacevole occasione per incontrare nella realtà tanti amici del gruppo che conoscevo solo virtualmente… ed in particolare la Giusy che era col marito e la simpaticissima figliola, nonché Rita ed Anthony.
 
 
 
 

Tony Kospan e Giusy Bianchi
 
 
 
 
La serata è terminata con un simpatico buffet…. le foto di rito e cordialissimi saluti… ed ho notato in tutti i presenti la gioia ed il piacere d'aver vissuto una magnifica… poetica… serata.
 
 
 
 

 

 

 
Faccio i miei migliori auguri affinché una bella e lodevole iniziativa come questa possa avere negli anni futuri sempre maggiore risonanza nell'interesse finale dell'aiuto ai bambini disagiati.
 
 
 
 
 
ELENCO UFFICIALE VINCITORI
 
 
Sezione a: Opere in lingua Italiana

 
1° Giusy Bianchi poesia: “Ai piedi dell’arcobaleno”
2° Rita Stanzione poesia: “Bella (ode a Salerno) “
3° Anthony Croce poesia: “Una porta nuova”
 

 
Sezione b: Opere in vernacolo Napoletano

1° Rosaria Coppola poesia: “Lassame perdere”
2° Maria Nunzia Borrelli poesia: “ ‘ E mmane”
3° Antonio Pascucci poesia: “Femmena ‘ e camorra”
 

 
 
Sezione c: Opere di Studenti in lingua italiana

1° Sara Gervasio poesia: “L’amore”
2° Mara Monda poesia: “Eri soltanto un bambino”
3° Valentina Emanuelli poesia: “Amicizia”
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
F I N E
 
 
 
 

P.S.  Avrei voluto presentar tutti i poeti e tutti i vari partecipanti alla bellissima manifestazione ma, come immaginate, la cosa è assolutamente impossibile nell'ambito di un post. T.K.
 
 
 

L’ARTE NELL’ANTICA POMPEI   5 comments

 
 
 
 
 
 
 
La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia fotografia
che oggi ahimé si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi per evitare inutili sicure polemiche…
affronterò  l'argomento solo da un punto di vista artistico generale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ ARTE NELL'ANTICA POMPEI
(Soprattutto pitture parietali)
 
 
 
 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri
 
 
 
 
Le case erano dominate dai dipinti parietali che costituiscono
l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
 
 
 
 
 
 

 
 

Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 
Coppa con frutti
 
 
 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.
 
 
 
 
 
 
 
 
Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.
 
 
 
 
Casa dei Vettii
 
 
 

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.

 

 

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana.

 

 

 

Ritratto di una coppia
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

 

 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana.

 

 

 

Marte e Venere

 

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

 

 

Maschere Dionisiache

 

 

 

 
Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

 

 

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la varietà delle tecniche pittoriche.

 

 

 

 

F I N E

 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan

 

 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

 

GLI STUPENDI ARGENTI POMPEIANI – ARTE E ARCHEOLOGIA   4 comments

 
 
 
 
GLI ARGENTI DI POMPEI
E… DINTORNI
 
 
 
Calathus con l’apoteosi di Omero

 
 
Il fascino discreto
delle argenterie d'età romana.
 
 

 
 
 
 
 
Non c’è luogo al mondo più adatto di Pompei e dell’area vesuviana per poter illustrare questa classe di preziosi:
si può contare che circa la metà del vasellame in argento di età romana scoperto negli ultimi secoli proviene da qui, conservato in ottimo stato grazie alla lava del Vesuvio che nel 79 d.C. ha sepolto Pompei ed Ercolano.
 
 
 

 
 
 
 
I tesori di argenterie vesuviani sono conservati in vari musei di tutto il mondo ma in particolare nel Museo Archeologico di Napoli ed al Louvre e ci consentono di immaginare una ricostruzione del servizio tipico del banchetto in età romana.
 
 
 
 
 
 
 
 
Essi sono stati raccolti grazie a numerosi ed eccezionali ritrovamenti avvenuti a partire dai primi anni dell’800 che si sono susseguiti nel corso degli ultimi duecento anni.
 
 
 
 
Calice (cantharos) con rami d’olivo
 
 
 
 
L’ultimo, in ordine di tempo, mai esposto fino ad ora, costituito da 20 pezzi, è emerso nel 2000 da una gerla in vimini ritrovata tra i reperti recuperati nel complesso dei triclini di Moregine (Pompei) nel corso del lavori per la III corsia autostradale della Napoli-Salerno.
 
 
 
 
Cucchiaio grande da portata (trulla)
 
 
 
 
Esso si aggiunge agli altri grandi “tesori” già noti, tra cui, quello più ricco quanto a numero di pezzi (ben 118) è stato rinvenuto nel 1930 in una cassa di legno della casa del Menandro di Pompei.
 
 
 
 
Dal Tesoro di Boscoreale
 
 
 

Conosciuto invece in precedenza solo da fonti di archivio e per lungo tempo dimenticato, tanto da non essere mai stato ricostruito ed esposto nella sua totalità, è il “tesoro” della casa di Inaco ed Io di Pompei, scoperto nel 1836 e costituito da 65 pezzi, articolati in set omogenei.
 
 
 
 
Dal Tesoro di Boscoreale
 
 
 

Ben più note sono invece le argenterie del “Tesoro di Boscoreale”, rinvenuto nel 1895 nella cisterna per il vino della grande villa rustica detta “della Pisanella”;
composto da 109 pezzi di oro e di argento, esso fu portato clandestinamente in Francia subito dopo la scoperta ed ora è conservato al Museo del Louvre.
 
 
 
 
 
 
 
 
Quello che è stupefacente… fatemelo dire… è la loro modernità… la loro bellezza e la capacità degli artigiani dell'epoca di una tale sopraffina lavorazione.
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
(Orso pompeiano)
 
 
 
 
 
 
 
Da vari siti Web – Coordinam. e impaginaz. T.K.
 
 
 
 
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Pubblicato 20 Maggio 2011 da tonykospan21 in ARCHEOLOGIA, Senza categoria

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