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Anna de Noailles – Mini biografia ed alcune belle poesie della brillante poetessa francese del 1° Novecento   Leave a comment



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l’autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
da un’amica.




Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga
.
.

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan
.
.
Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese.

Conosciamola un po’…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell’alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall’élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine ‘800



Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L’innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell’epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l’andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.
.
.

.


 

In particolare fu nominata Commendatore della Legion d’onore
e L’Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l’impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l’erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un’anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d’amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.






ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l’accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


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LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l’albero dove il sole indora l’erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l’anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d’azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l’aria…
(traduz. t.k.)



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LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell’ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l’anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l’alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE’

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




SE… IL BLOG TI PIACE… ISCRIVITI




Qui è dipinta da Philip De Laszlo



Breve ricordo di Catherine Pozzi.. poetessa parigina di origini italiane.. anche con una sua poesia   Leave a comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica poetessa milanese Antonia Pozzi.


Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
(Parigi 13.7.1882 – Parigi 3.12.1934)
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori e poeti tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso… “poeta delle rose“.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore.

 
 
 
 
 
 
 
 

AVE 
Catherine Pozzi
 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.

 
 
 
Tony Kospan
 










Anna de Noailles – Breve biografia ed alcune belle poesie della brillante poetessa francese del 1° Novecento   Leave a comment



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l’autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
da un’amica.




Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga
.
.

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan
.
.
Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese.

Conosciamola un po’…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell’alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall’élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine ‘800



Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L’innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell’epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l’andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.
.
.

.


 

In particolare fu nominata Commendatore della Legion d’onore
e L’Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l’impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l’erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un’anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d’amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.






ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l’accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


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LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l’albero dove il sole indora l’erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l’anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d’azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l’aria…
(traduz. t.k.)



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LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell’ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l’anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l’alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE’

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




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Qui è dipinta da Philip De Laszlo



ANNA DE NOAILLES – Brillante poetessa francese della natura e dell’amore – Breve biografia ed alcune belle poesie   Leave a comment



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l’autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
dall’amica Giovanna Martignago.




Qui è dipinta da Philip De Laszlo
.
.

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan
.
.
Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese, 
anche se in Italia è poco nota.

Conosciamola un po’…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell’alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall’élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine ‘800



Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L’innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell’epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l’andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.
.
.

.


 

In particolare fu nominata Commendatore della Legion d’onore
e L’Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l’impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l’erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un’anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d’amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.



scrittura.gifscrittura.gifscrittura.gifscrittura.gifscrittura.gifscrittura.gif




ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l’accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


scrittura.gifscrittura.gifscrittura.gif


LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l’albero dove il sole indora l’erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l’anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d’azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l’aria…
(traduz. t.k.)



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LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell’ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l’anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l’alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE’

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




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Anna de Noailles – Brillante poetessa della natura e dell’amore – Breve biografia ed alcune poesie   6 comments



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l'autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
da un'amica.




Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga
.
.

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan
.
.
Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese.

Conosciamola un po'…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell'alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall'élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine '800



Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L'innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell'epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l'andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.
.
.

.


 

In particolare fu nominata Commendatore della Legion d'onore
e L'Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l'impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l'erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un'anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d'amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.






ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d'autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l'accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


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LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l'albero dove il sole indora l'erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l'anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d'azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l'aria…
(traduz. t.k.)



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LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell'ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l'anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l'alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE'

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




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Qui è dipinta da Philip De Laszlo



ANNA DE NOAILLES – Brillante poetessa francese della natura e dell’amore – Breve biografia ed alcune poesie   2 comments



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l'autore.


Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
Scrivo perché” postata in “Psiche e Sogno
dall'amica Giovanna Martignago.




Qui è dipinta da Philip De Laszlo

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan

Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
ha un posto non secondario nella letteratura francese.

Conosciamola un po'…



Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell'alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall'élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Parigi a fine '800





Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito
che ebbe immediato e grande successo.

L'innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell'epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie.




Qui è dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che, come Proust,
riceveva coloro che l'andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.

.

.



 

In particolare fu nominata Commendatore della Legion d'onore
e L'Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l'impersonalità.




Victor Hugo



Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l'erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un'anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura.








Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d'amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.



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ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d'autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?





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SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l'accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.


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LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l'albero dove il sole indora l'erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l'anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d'azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l'aria…
(traduz. t.k.)



scrittura.gifscrittura.gifscrittura.gif



LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 


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OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell'ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l'anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l'alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…



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SCRIVO PERCHE'

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan




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Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga



Breve ricordo di Catherine Pozzi poetessa parigina di origini italiane.. anche con una sua poesia..   1 comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica poetessa milanese Antonia Pozzi

Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
(Parigi 13.7.1882 – Parigi 3.12.1934)
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso… “poeta delle rose”.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore…
 
 
 
 
 mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur
 
 
 
 
AVE
Catherine Pozzi
 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
 


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Catherine Pozzi poetessa parigina di origini italiane – Breve ricordo anche con una sua poesia   Leave a comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica Antonia Pozzi

Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
(Parigi 13.7.1882 – Parigi 3.12.1934)
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso poeta delle rose.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore…
 
 
 
 
 mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur
 
 
 
 
AVE
Catherine Pozzi
 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

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 IN TUTTE LE SUE FORME










Breve ricordo di Catherine Pozzi poetessa parigina di origini italiane…   Leave a comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica Antonia Pozzi

Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
(Parigi 13 7 1882 – Parigi 3 12 1934)
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso poeta delle rose.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore…
 
 
 
 
 mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur
 
 
 
 
AVE
Catherine Pozzi

 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Catherine Pozzi – Poetessa parigina d’inizio ‘900 di origini italiane…   1 comment




Ho conosciuto per caso questa poetessa poco nota
omonima della mitica Antonia Pozzi

Mi ha incuriosito il suo mondo
e desidero farla conoscere anche a voi…
con una mini biografia ed una sua poesia.
 
 
 
 
 
(Parigi 13 7 1882 – Parigi 3 12 1934)
 
 
 
 
Catherine Pozzi è stata una poetessa francese di origini italiane.
 
 
La sua famiglia faceva parte dell'alta società parigina.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' stata a lungo ricordata solo per esser stata l'amante
del poeta Paul Valery
(relazione intensa e molto burrascosa).
 
 
Pur avendo un carattere solitario ebbe però
molte frequentazioni soprattutto di carattere epistolare 
con molti grandi scrittori tra cui Rainer Maria Rilke
il famoso poeta delle rose.
 
 
 
 
 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
 
 
Ora leggiamo questa che fu
la sua unica poesia pubblicata in vita… nel 1929.

Attraverso questi versi potremo
avvicinarci al suo cuore…
 
 
 
 
 mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur mini fleur
 
 
 
 
AVE
Catherine Pozzi

 
 
 
Altissimo amore, se mai accadesse che io muoia
 
Senza aver saputo dove vi possedevo,
 
In quale sole stava la vostra dimora
 
In quale passato il vostro tempo, in quale ora
 
Io vi amavo.
 
 
 
Altissimo amore che fuggite la memoria,
 
Fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce,
 
In quale destino tracciavate la mia storia,
 
In quale sonno si vedeva la vostra gloria,
 
O mia dimora.
 
 
 
Quando sarò per me stessa perduta
 
E divisa nell’abisso infinito,
 
Infinitamente, quando sarò sconfitta
 
Quando il presente di cui sono rivestita
 
Avrà tradito,
 
 
 
Per l’universo in mille corpi frantumata
 
Di innumerevoli istanti non ancora riuniti,
 
Di cenere setacciata nei cieli fino al nulla,
 
Rifarete per una strana stagione
 
Un solo tesoro
 
 
 
Rifarete il mio nome e la mia immagine
 
Con mille corpi portati alla luce,
 
Viva unità senza nome e volto,
 
Cuore dello spirito, oh centro del miraggio
 
 
 
Altissimo amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Solo dopo la sua morte furono pubblicate altre sue opere
soprattutto grazie a Jean Paulhan della “Nouvelle Revue Française
suo amico ed ammiratore della sua poetica raffinata.
 
 
 
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