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La Rosa e la mendicante – Raccontino ispirato al poeta delle rose.. R. M. Rilke.. ed alcune sue poesie   1 comment

.
.


 


Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 




 .


.


.

L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

Racconto e video dal Web – Presentazione ed impaginazione T.K


.

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PER LE NOVITA’

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“Non posso esser sola” – Emily Dickinson con questi versi sublimi ci dà un’originale visione della solitudine   Leave a comment








Ecco una poesia della grandissima Emily Dickinson
che ci parla, a mio parere,
in modo sublime ma assolutamente inusuale,
del sentimento della solitudine



 
.


 
 La solitudine qui è vista come consapevolezza
della vera essenza della nostra natura umana
fatta di realtà e di sogni.


Dunque per lei in fondo in fondo, e dunque in verità,
non c’è mai… una vera solitudine,
in quanto siamo sempre e comunque
in relazione ed in comunione con i nostri mondi interiori.

Mi farebbe piacere conoscere il vostro parere,
ma prima leggiamola.


 
 

 

 
 

NON POSSO ESSERE SOLA
Emily Dickinson
 

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l’arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

 
 
.
.
 
 
 
 
 


Cosa ne pensate? 

Ciao da  Tony Kospan

 
 




PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE.. IL BLOG TI PIACE…  I S C R I V I T I






RAINER MARIA RILKE – Mini biografia ed alcune belle poesie.. anche in video.. del poeta ceco di lingua tedesca   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all'Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL'AMATA

Ai sospiri dell'amata
la notte intera s'innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell'universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l'amore smarrito.




SERA D'ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d'estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz'aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d'accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l'ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d'amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l'incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null'altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l'erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D'AMORE






LA TUA PAGINA DELLA CULTURA CON LEGGEREZZA







RAINER MARIA RILKE.. IL POETA DELLE ROSE – Breve biografia ed alcune sue belle poesie anche in video   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






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RAINER MARIA RILKE… “POETA DELLE ROSE” – Mini biografia ed alcune belle poesie… anche in video.   Leave a comment




Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
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La Rosa e la mendicante – Raccontino ispirato al poeta delle rose… R. M. Rilke… insieme ad alcune sue poesie   Leave a comment

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Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 



 .


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L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

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“Non posso esser sola” – Con questa sublime poesia Emily Dickinson ci dà un’originale visione della solitudine   4 comments








Ecco una poesia della grandissima Emily Dickinson
che ci parla, a mio parere,
in modo sublime ma assolutamente inusuale,
del sentimento della solitudine



 
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 La solitudine qui è vista come consapevolezza
della vera essenza della nostra natura umana
fatta di realtà e di sogni.


Dunque per lei in fondo in fondo, e dunque in verità,
non c’è mai… una vera solitudine,
in quanto siamo sempre e comunque
in relazione ed in comunione con i nostri mondi interiori.

Mi farebbe piacere conoscere il vostro parere,
ma prima leggiamola.


 
 

 

 
 

NON POSSO ESSERE SOLA
Emily Dickinson
 

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l’arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

 
 
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Ciao da  Tony Kospan

 
 




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Rainer Maria Rilke scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema,
è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo




Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926



Nato a Praga nel 1875 in una modesta famiglia
divenuto giovanetto fuggì dalla carriera militare
alla quale era stato destinato esi dedicò agli studi incoraggiato dalla madre
prima all’Universitè di Praga e poi a Linz, a Monaco ed a Berlino.

Già a 21 anni già dal 1896 collabora con riviste bavaresi
pubblicando racconti, saggi, ballate e drammi.







Al completamento della sua formazione contribuì la stretta relazione
con Lou Andreas-Salomé.. amica e frequentatrice di Nietzche e di Freud.

Viaggiò in tutta Europa… In Russia conobbe Lev Tolstoi
ed in Francia collaborò (come segretario) col grande scultore Auguste Rodin.






Ben presto le sue pubblicazioni ottennero un gran successo
e già nel 1910 era considerato uno dei più noti autori di lingua tedesca.

Un matrimonio fallito e diversi fallimenti amorosi gli crearono
non pochi problemi psicologici.

Notevole appare in tutta la sua produzione la vicinanza agli aspetti
della Natura che decanta con grande e quasi religiosa sensibilità.









Rilke per questo è definito “il poeta delle rose
ed infatti ecco cosa volle fosse scritto sulla sua tomba…

“Rosa, oh, contraddizione pura!
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


Come sempre il modo migliore per conoscere un poeta ed uno scrittore
(anche se in breve) è però quello di leggere alcune sue opere…
e per questo ho selezionato alcune sue poesie.






INTERIORITÁ DI ROSE

Ove è di questo interno
l’esterno? Simile bisso
è fascia a quale infermo?
A qual cielo è specchio lo schermo,
lacustre abisso,
di queste aperte rose,
non pensierose; oh arcano!
ariose fra altre ariose
cose, quasi che mano
tremula dissiparle non possa.
Non sanno, no, temperanza:
a sazietà inclini,
spazio par tracimi
dai grembi, in esuberanza,
per saturarne i giorni
vieppiù ad ogni vespro opimi
finché tutta l’estate formi
una stanza, in sogno, una stanza.




A LOU

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma esisto per amor tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.




SOGNO

O penso: e vedo (o sogno?) 
un piccolo villaggio, una gran pace: dentro, un cantar di galli. 
E il piccolo villaggio si smarrisce in un fioccar di neve. 
Entro il villaggio, in abiti da festa, una casetta bianca. 
Furtiva accenna una testina bionda tra le cortine mosse. 
Schiudo la porta: e i cardini, stridendo, chiedono fiochi aiuto. 
Poi, nella stanza, un timido e sommesso profumo di lavanda.



AI SOSPIRI DELL’AMATA

Ai sospiri dell’amata
la notte intera s’innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.




SERA D’ESTATE

S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole. 
La sera d’estate, divampa; 
riarde di febbre nel volto. 
Sospira di schianto: « Vorrei…. »; 
ma quindi ripete – « Son stanca… » 
Sussurran preghiere i cespugli. 
Nel folto, una lucciola splende 
(eterna fiammella) a mezz’aria. 
Recinge ogni candida rosa, 
vermiglia raggiera – il tramonto.




CONVEGNO


M’è dolce indugiarti d’accanto 
in questo raccolto tepore. 
Rintoccano trepide l’ore 
siccome un lontano 
rimpianto 
Ripeti parole d’amore; 
ma piano… ma piano… 
che duri l’incanto. 
Non so dove sbocchi (che importa?), 
ma certo in effluvii di fiori 
(non senti?) la porta. 
sui vetri protesa, vermiglia, 
origlia 
la tacita Sera. Siam qui. 
Restiamo in silenzio. Là fuori, 
nessuno ci pensa così. 




VEGLIA

Già dormono i prati. Non veglia 
se non il mio cuore. Null’altro. 
La sera ammaìna nel porto 
le rosse sue vele di già. 
0 veglia sognante, beata! 
Incede la Notte su l’erba. 
Fiorisce – sbocciandole in mano – 
un pallido giglio: la luna. 






Infine in questo video la sua nota poesia
CANTO D’AMORE






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“Non posso esser sola” – Emily Dickinson con questa sublime poesia ci dà un’originale visione della solitudine   Leave a comment








Ecco una poesia della grandissima Emily Dickinson
che ci parla, a mio parere,
in modo sublime ma assolutamente inusuale,
del sentimento della solitudine



 
.


 
 La solitudine qui è vista come consapevolezza
della vera essenza della nostra natura umana
fatta di realtà e di sogni.


Dunque per lei in fondo in fondo, e dunque in verità,
non c’è mai… una vera solitudine,
in quanto siamo sempre e comunque
in relazione ed in comunione con i nostri mondi interiori.

Mi farebbe piacere conoscere il vostro parere,
ma prima leggiamola.


 
 

 

 
 

NON POSSO ESSERE SOLA
Emily Dickinson
 

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l’arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

 
 
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Cosa ne pensate? 

Ciao da  Tony Kospan

 
 




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La Rosa e la mendicante – Un bel brano dedicato al grande poeta R. M. Rilke.. ed il video di alcune sue poesie   1 comment

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Un bel raccontino poetico e delicato,

direi di più… da brividi per il cuore,

che ha come protagonista il… 

Poeta delle rose“…

Rainer Maria Rilke 



 .


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L A    R O S A

 


George Dunlop

 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 

Testo senza il nome dell’autore presente in vari siti web.

 
 
 
 
 

J. W. Waterhouse

 



La rosa, di cui parla Rilke nelle sue poesie, forse però non è solo un fiore,
come mi segnalava un lettore del blog in una precedente versione del post,
ma anche e forse soprattutto l’allegoria del mistero della natura… della vita.



“Rosa, oh, contraddizione pura!

Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”


 

Questo è infatti l’epitaffio autografo voluto dal poeta sulla sua tomba.

  

 


Praga 4.12.1875 – Montreux 29.12.1926

 

 

Se ci fa piacere ecco ora in questo video

alcune sue poesie dedicate dal poeta alla rosa

 

 

 

 

 

 

F I N E

 

 

Racconto e video dal Web – Presentazione ed impaginazione T.K

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