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John Patrick O’Brien.. artista “realista romantico contemporaneo” ed i suoi sognanti e dolcemente malinconici dipinti   Leave a comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

.
.


John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





.
.

Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)
Frecce (174)




Veduta veneziana



De Nittis.. elegante pittore italiano dell’800 – Breve ricordo con biografia e dipinti   Leave a comment



Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan


BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo



F I N E







3
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Frecce (174)


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De Nittis – Donna in barca – 1876

.

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Fabrizio Clerici.. pittore visionario.. enigmatico.. originale ed elegante del ‘900 – Breve ricordo ed alcune suggestive opere   Leave a comment


  


Un istante dopo

 

 

 

Fabrizio Clerici, pittore di archeologie fantastiche,

è considerato il più visionario artista italiano del Novecento

anche se è poco noto alle masse. 




I suoi dipinti sono molto amati dalla popstar Madonna

 

 


 


 

(Milano 15.5.1913 – Roma 7.6.1993) 

 

 

BREVE BIOGRAFIA


 

Nato nel 1913 a Milano nel 1920 si trasferisce a Roma dove si laurea presso la Scuola Superiore di Architettura nel 1937.

Roma con i suoi monumenti, la sua architettura e la spettacolarità delle manifestazioni religiose è fondamentale per la formazione della sua visione artistica si guardi giù in tal senso “Sonno Romano” del 1955.

Notevole influenza ebbero poi gli incontri con i più grandi artisti della sua epoca ed i suoi viaggi. 

 

 

Qui con Moravia

 

 

Oltre alla pittura, a partire dagli anni 50, si dedicò con passione anche alla creazione di scene per il teatro collaborando con vari registi tra cui Strehler ed ad una grande vetrata per la Basilica di San Domenico di Siena nel ’57.


La sua attività artistica si svolse fin quasi alla fine della sua vita. 


Dopo la sua morte, avvenuta nel 1993, è stato creato un archivio delle sue opere in suo onore e secondo i suoi desideri.


 

 

 
 
 
 

ENIGMA FABRIZIO CLERICI

LAURA LARCAN


 

 

 

 


Accadde un giorno del 1990 che Jean Paul Gaultier, quello che stava per diventare uno degli stilisti più eccentrici e geniali del fashion system, visitando il Museum of Modern Art di New York s’imbatté nel “Duo per arp“, quadro d’una sontuosa suggestione mitica del 1944 di Fabrizio Clerici.
Gaultier si fermò a contemplarlo a lungo, gli ricordava molta fotografia surrealista parigina degli anni Sessanta.
Ne rimase folgorato.
Chiese subito informazioni, voleva assaporare questo Clerici che lo gustava molto!
Quel 1990, stava per essere l’anno esplosivo del designer francese anche perché la popstar Madonna gli aveva affidato il disegno e i costumi del suo Blond Ambition Tour.
 
 
 
 


 
 
 



E quel Clerici, quelle tracce di genio romantico e apocalittico, facevano al caso suo. Accadde, allora, che Gaultier regalò alla Material Girl, per una scena del concerto, la più segreta reinterpretazione di arte italiana, nella storia del costume e della moda, di “Solo per Arpa”, citando un’opera del 1946.
Galeotto fu Gaultier.
Perché anche Madonna impazzì per quell’italiano che dipinge pastiche di fantasia e fantascienza infarciti di decadenze antiquarie, tra grandiosità di un’archeologia romana e orientalismi esuberanti che evocano universi paralleli. E quattro anni dopo, quando scrive la sceneggiatura del videoclip “Bedtime story” invoca l’occhio di Horus, proprio come fa Fabrizio Clerici nelle sue opere. Quella di Madonna è stata la celebrazione più sensazionale che il pop abbia mai offerto all’arte “fantastico visionaria italiana”, con un tributo all’iconografia di Fabrizio Clerici. E mentre la sua bocca comincia a scandire “Today is the last day that I’m using words”, la sua faccia somiglia a quelle che Clerici ha disegnato nei “Testimoni oculari” del 1943 e nei “Testimoni oculari” del 1946. 
 
 
 
 


 
 

 
 
 

E questo maestro del Novecento (1913-1993), ma allo stesso tempo così avulso dai canoni delle avanguardie storiche, così profondamente colto ma anche inattuale, così permeato di una componente visionaria di derivazione onirica, ma sempre così razionale nell’articolazione delle immagini, così “stendhaliano” nelle sue suggestive scenografie evocatrici di archeologie fantastiche, ma anche così attento alla letteratura fantascientifica che a sua volta diventa nutrimento per i film di fantascienza, dal Pianeta delle scimmie a 2001 Odissea nello Spazio, questo maestro della pittura calligrafica e dell’indeterminatezza temporale, di architetture fossili, di ruderi e rovine di civiltà antiche che rimandano a scoperte temerarie ma anche a viaggi della mente, di miraggi sospesi in paesaggi fantastici, dove l’enigma sembra essere il Dna di un’iconografia germogliata dalla fascinazione per Böcklin e per De Chirico, per Ernst e per Tanguy, per Kircher, ma anche per Signorelli, questo maestro di utopie e catastrofi figurative, di cui Alberto Savinio scrisse in “Ascolto il tuo cuore città” (1944) “Fabrizio del resto è così naturalmente stendhaliano, nell’animo, nel carattere, nel costume, che per una volta mi è consentito credere che la natura ha fatto le cose a dovere”…
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

La sua è una produzione “visionaria”, bizzarra, affabulatoria e ossessiva. Fabrizio Clerici esordì nel ’49 come pittore relativamente tardivo, quando aveva trentasei anni e un passato già da disegnatore e scenografo, ma con in mente un’opera che fondeva con assoluta audacia le suggestioni del Piranesi, l’autorevolezza negli studi sull’antichità classica del gesuita ed erudito tedesco del XVII secolo Athanasius Kircher, le romantiche e struggenti evocazioni del sublime di Caspar David Friedrich e le simbologie decadenti e misteriose di Arnold Böcklin, trasferendone i codici figurativi e di ricerca nel suo paesaggio contemporaneo, inevitabilmente intriso di inquietudini ed introspezioni.
Un’opera che ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua opera. Dal MoMA al Guggenheim di New York, dal Centre Pompidou di Parigi al Puskin di Mosca, dai musei Vaticani a prestigiose collezioni private e pubbliche, le sue opere sono parte importante e significativa dell’arte italiana del Novecento.
E questa componente di spettacolarizzazione sul baratro di una teatralità effimera e magniloquente, rimasta forte, quasi incandescente, nelle sue opere sempre pregne di un carisma ambizioso, costante nella sua grandeur surrealista, che non cederà il passo a nessun’altra ricerca di impronta neoavanguardista, conservando sempre la sua aulica e algida poetica, estranea, intenzionalmente sorda a qualsiasi dibattito del secondo dopoguerra.


 
 
 
 
 

Recupero del Cavallo di Troia


 

Forse un suo limite? Forse una sua spasmodica ancora di salvezza nel tourbillon di prove d’autore che hanno imperversato nel secondo Novecento. Sicuramente una cifra stilistica che ne ha segnato, nel bene e nel male, tra successi e critiche, il peso di un’identità nella storia dell’arte contemporanea. Una carriera, quasi quarantacinque anni di arte complessa e colta, densa di raffinati riferimenti culturali, fitta di virtuosismi surreal-metafisici, alimentata di umane inquietudini che hanno tormentato il secolo scorso, documentata da un percorso di oltre cento opere, fra dipinti, disegni e bozzetti di scena provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, a ricostruire l’evoluzione visionaria di Fabrizio Clerici, dai famosi labirinti alle composizioni fantastiche di immaginari paesaggi archeologici, dagli interni di matrice onirica, le cosiddette “stanze”, alla serie dedicata alle figure e ai simboli dell’antico Egitto, fino alle opere ispirate a Friedrich, Böcklin e Signorelli.
 
 
 
 
 
 


Sonno Romano – 1955

 
 
 

Roma sarà decisiva per la sua maturità immaginifica. Arriva da Milano all’età di sette anni, si laurea in architettura a ventiquattro, e si innamora dei suoi monumenti antichi, della pittura e dell’architettura rinascimentale e barocca che lo influenzarono fortemente. E’ tutto l’apparato teatrale, folclorico e mistico della città che lo seduce.

Sempre a Roma, negli anni della guerra, si appassiona agli studi scientifici di Athanasius Kircher, agli anamorfici di Erhard Schön e a quelle teorie ottico-prospettiche del Padre Jean-Francois Niceron dell’ordine dei Minimi.
In piena Roma città aperta incontra Leonor Fini, che gli regala il senso tangibile dell’atmosfera di magia infusa nelle sue opere. Ma gli anni Quaranta sono anche gli anni in cui frequentava Alberto Moravia, Elsa Morante, Renato Guttuso, che lo ritrarrà negli anni settanta con de Chirico e Savinio nel dipinto “Caffè Greco“.
L’incontro con Tristan Tzara, la collaborazione con Lucio Fontana, l’amicizia con Salvador Dalì, sono tutti eventi che ne accentuano la creatività eccentrica.
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 

Poi arrivano i viaggi, le sue peregrinazioni nel Medio Oriente, negli anni Cinquanta, l’Egitto e successivamente la Siria, Giordania, Libia, Cirenaica e Turchia, che gli regaleranno i temi che gli saranno sempre cari, i Miraggi e i Templi dell’uovo, cicli di costruzioni utopistiche nei deserti, che si sviluppano a spirale partendo da un nucleo centrale dove ha sede un ipotetico uovo primigenio.
Viaggi che gli infonderanno la dimensione mitologica, quel senso di fatalità quanto mai vivo nelle sue tele.
Alla pittura, che si evolve secondo l’indirizzo sempre più fantastico e magico, si dedica al teatro.
Al ritorno dall’Egitto, Giorgio Strehler lo invita a creare le scene per La Vedova scaltra di Carlo Goldoni. Non è il primo, e non sarà l’ultimo.
Anche Federico Felllini non riuscì a resistere all’eloquente ambiguità dell’immaginario fantastico di Clerici, come raccontano i bozzetti per “Tre passi nel delirio“, del 1968.
 
 
 
 

 

 

  

 
 
 
Testo di Laura Larcan leggermente adattato al post da T.K.
Diverse immagini dal sito ARCHIVIO FABRIZIO CLERICI
Impaginaz. T.K.
 
 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
  


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IL GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
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La barca solare



John Patrick O’Brien – L’artista “realista romantico contemporaneo” ed i suoi dipinti di sogno e di dolce malinconia   1 comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

.
.


John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





.
.

Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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Veduta veneziana



Giuseppe De Nittis.. elegante pittore italiano dell’800 – Breve ricordo con biografia e dipinti   3 comments



Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan


BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo



F I N E







3
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De Nittis – Donna in barca – 1876

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John Patrick O’Brien.. pittore americano definito realista romantico – Breve ricordo e vari dipinti sognanti   Leave a comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

.
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John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





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Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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De Nittis – Breve ricordo.. anche con dipinti.. dell’elegante pittore barlettano e dei suoi successi parigini   Leave a comment



Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan


BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo



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De Nittis – Donna in barca – 1876

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John Patrick O’Brien – L’artista ed i suoi dipinti di sogno e di dolce malinconia definiti “realismo romantico contemporaneo”   Leave a comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

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John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





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Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







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riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



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(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
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BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
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3
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Breve ricordo di.. John Patrick O’Brien.. artista americano dallo stile elegante e sognante   Leave a comment






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

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John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





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Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)




Veduta veneziana



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