Archivio per l'etichetta ‘Pierre Auguste Renoir

“La colazione dei canottieri” capolavoro di Renoir – Storia.. analisi e tutti i personaggi uno per uno   Leave a comment





LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI
MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan




Il dipinto è anche una notevole testimonianza della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque ed il modo di vivere l’arte da parte di questo grandissimo pittore.





La colazione dei canottieri




Questo dipinto è poi considerato il capolavoro di Renoir ed uno dei massimi capolavori dell’Impressionismo.




Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)




LA STORIA DEL DIPINTO 



Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre.
Ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò “Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti“, Renoir replicò: “Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!”

Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre (la gioia di vivere).
Amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo stati d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose ed infine scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.

Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens, non escludendo quelli all’aperto.
Era affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza di un ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette,  ed aveva preparato quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, nonché altri vari abbozzi ma approfondì il tema, ed alla grande, con la Colazione dei canottieri, che iniziò a dipingere nell’estate del 1881.

Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.

Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che si affacciava sul fiume.








La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. 
Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.




I PERSONAGGI DEL DIPINTO









Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia









e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.
Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.
Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto;








L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;








La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto del noto scrittore Guy de Maupassant;









A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, ed accanto c'è Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13);








Intorno alla tavola, sulla quale v'è adagiata una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, con bottiglie e bicchieri che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;








Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10), giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet.








Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale  (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.








ANALISI DEL DIPINTO



Il quadro, riconosciuto unanimemente come capolavoro di Renoir e dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.

La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. 
I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.

La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo il Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. 
Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.

La scena evoca lo stato d’animo e l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. 
Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.

Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.







IL COLORE


I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. 
La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore

La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.


LA COMPOSIZIONE


Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. 
A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.


LA PENNELLATA


La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.


Tony Kospan



F I N E



Fonti… vari siti web
Elaborazione delle immagini, coordinamento e impaginazione Orso Tony – Tony Kospan



MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)







RENOIR – BIOGRAFIA… ANALISI E CAPOLAVORI DEL PITTORE DELLA GIOIA DI VIVERE   Leave a comment


Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919) 




Renoir è stato uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo.

Per Renoir la pittura deve esprimere 
la gioia di partecipare al mondo che ci circonda 
ed esaltarne soprattutto le bellezze.









BREVE BIOGRAFIA

Fin da piccolo  mostrò due talenti artistici, il canto ed il disegno (usava i gessetti del padre, sarto, che si arrabbiava).
Mentre il maestro voleva voleva indirizzarlo al Coro liturgico il padre gli comprò invece quaderni e matite, all’epoca molto cari, perché ne aveva intuito le capacità pittoriche.
Auguste (così lo chiamava la madre che odiava tutte quelle “r” in Pierre Renoir) ebbe un’infanzia felice.
Crescendo il padre lo avviò al mestiere di decoratore di porcellane… e qui subito eccelse nella creazione di decori ed immagini.
Ma la ditta per cui lavorava fallì ed allora il giovane Renoir iniziò a dipingere ed ebbe subito estimatori.







Tuttavia visse anni difficili, da un punto di vista economico, anche se immersi nell’affascinante e gaudente atmosfera della Parigi del secondo ‘800.
Nel 1862, ventunenne, entrò nella Scuola delle belle Arti dove incontrò e frequentò Alfred Sisley, Frédéric Bazille e Claude Monet.
Insieme decisero di abbandonare la pittura d’atelier e decisero di dipingere all’aperto (en plein air) per catturare l’essenza delle luci e dei colori.
Frequentò in particolare Monet, col quale passava intere giornate a dipingere, e poi confrontavano le loro opere.






Oggi possiamo dire che la loro amicizia ebbe una grande influenza sulla sua arte e contribuì alla nascita dell’impressionismo.
Tuttavia non tralasciò di dipingere corpi giovanili, soprattutto femminili, per esprimere, attraverso la loro fisicità, gioia di vivere e leggerezza.
Partecipò alla prima mostra degli Impressionisti che si tenne nell’atelier del fotografo Nadar.



Aline



Nonostante le sue tante avventure non abbandonò mai l’amata ed adorata Aline Victorine Charigot, da cui ebbe 3 figli, e che sposò dopo 10 anni dal loro primo incontro.
Aline è la bella giovane con un cagnolino tra le braccia della mitica “Colazione dei canottieri“.
Quando raggiunse la maturità… raggiunse anche la gloria, il benessere e nel 1900 ottenne il massimo riconoscimento della Repubblica Francese, la Legion d’Onore.
Continuò a dipingere fino a tarda età arrivando a farsi legare il pennello al polso perché non gli cadesse.



Renoir – Autoritratto



STILE E GIOIA DI VIVERE


Per comprendere il suo modo di intendere l’arte e la pittura 
è significativo ricordare cosa rispose da giovane al suo maestro 
che lo rimproverava perché si divertiva dipingendo:
Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. 
Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? 
Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!







Egli sente fortemente la necessità di imprimere sulla tela 
le belle emozioni e le dolci sensazioni che vive o cerca di vivere nella società,
esaltando le armonie di tutto ciò che vede e gli piace.






Tutto quanto esiste… persone, paesaggi, ambienti, oggetti etc. 
può esser bello e quel che è bello, per Renoir, merita di essere dipinto.







Come trasmette questo suo amore per la gioia di vivere nella sua pittura?

Soprattutto con il colore.







Vediamo altri suoi capolavori.


ALTRE SUE OPERE


 





.



.
.
.
.
.
.
 

MARRONE-CHIARO.gif
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.
.
.
.
.
.
Risultato immagine




17 FEBBRAIO.. GIORNATA DEL GATTO – La storia e la festa con.. poesie.. dipinti.. aforismi e canzoni   2 comments



GATTO 3bfb12eca8d484a8


Oggi 17 febbraio è la festa del gatto.

Festeggiamolo quindi anche noi… ma a modo nostro
prima conoscendo l’origine della festa e poi…
con poesie, dipinti, aforismi, canzoni in suo onore.







L’ORIGINE DELLA FESTA



Per chi non conoscesse il motivo per il quale ogni 17 di febbraio si celebra… il gatto, ecco la storia di questa festa.

L’idea nacque nel 1990 nella fervida mente della giornalista e gattofila Claudia Angeletti, che propose ai lettori della rivista TuttoGatto un referendum per stabilire il giorno più adatto per festeggiare il nostro beniamino.

Fu stato scelto il mese di febbraio perché al segno dell’Acquario appartengono gli spiriti intuitivi, liberi e anticonformisti come solo i gatti sanno essere.






Perché il giorno 17?

Il 17 è un numero considerato sfortunato perché in cifre romane si scrive XVII, anagramma di VIXI,“vissi”, cioè sono morto.

Nel bacino del mediterraneo presso i popoli latini questo numero viene considerato sfortunato mentre nel Nord Europa il 17 è considerato un numero positivo.

Infatti il 17 si può leggere 1 e 7, una vita per sette volte e il gatto, per tradizione popolare ha sette vite.

Quindi la scelta del 17 è stata fatta anche per combattere la superstizione in genere e quella del gatto nero.

In Italia la festa ufficiale si svolge in varie città e con diverse modalità.







.
.


Prima di passare alle poesie ecco alcuni aforismi,
a mio parere, molto simpatici


AFORISMI SUI GATTI





I gatti occupano gli angoli vuoti
del mondo umano.
Quelli comodi.
Marion Garretty

gatto corre

.
Per un gatto l’idea 

di essere proprietà di qualcun altro
è ridicola.
Jeffrey Moussaieff Masson

gatto corre
.

Ho molto studiato i filosofi e i gatti.
La saggezza dei gatti
è infinitamente superiore.
Hippolyte Taine

gatto corre
.

I gatti, come categoria,
non hanno mai completamente superato
il complesso di superiorità
dovuto al fatto che, nell’antico Egitto,
erano adorati come dèi.
Pelham Grenville Wodehouse

gatto corre
.

I cani ci insegnano ad amare;
i gatti ci insegnano a vivere.
Merrit Malloy








Le poesie prescelte,
a partire da una simpatica filastrocca di Rodari
sono tutte di noti poeti.



POESIE E CANZONI SUI GATTI


 (44 gatti)
Louis Waincatumprela



IL GIORNALE DEI GATTI
Gianni Rodari


I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola pubblicità”.
“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perché tirano la coda.”
“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria.”
“Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.”
“Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio.”
I gatti senza casa
la domenica dopopranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:
per un’oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
ai notturni concerti.



 (Tintarella di luna – Mina)
Corcos – La gatta bianca



VIENI MIO BEL GATTO
Baudelaire


Vieni, mio bel gatto,
sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare
nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito.
Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo,
taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.



(Un gatto nel blu – Roberto Carlos)
Carl Kahler – Gli amanti di mia moglie – 1891



LA GATTA
Umberto Saba


La tua gattina è diventata magra.
altro male non è il suo che d’amore:
male che alle tue cure la consacra.
Non provi un’accorata tenerezza?
Non la senti vibrare come un cuore
sotto alla tua carezza?
Ai miei occhi è perfetta
come te questa tua selvaggia gatta,
ma come te ragazza
e innamorata, che sempre cercavi,
che senza pace qua e là t’aggiravi,
che tutti dicevano: «è pazza».
è come te ragazza.



(Gatto di strada – Pooh)
Giovanna Rayola – Gatto

.
.



GATTO CHE GIOCHI PER STRADA
Pessoa


Gatto che giochi per strada
come se fosse il tuo letto
invidio questa tua sorte
che nemmeno sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che governano pietre e persone,
possiedi istinti comuni
e senti solo ciò che senti.
Sei felice perché sei così,
tutto il nulla che sei è tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco e non sono io.



 (La gatta  – Gino Paoli)

J. W. Godward – La favorita



DONNA E GATTA
Paul Verlaine


Lei giocava con la sua gatta
e che meraviglia era vedere
la bianca mano e la bianca zampa
trastullarsi nell’ombra della sera!
Lei nascondeva – la scellerata –
sotto i guanti di filo nero
le micidiali unghie d’agata
taglienti e chiare come un rasoio.
Anche l’altra faceva la smorfiosa
e ritraeva i suoi artigli d’acciaio,
ma il diavolo non ci perdeva nulla
e nel boudoir, in cui tintinnava, aereo,
il suo riso, brillavano 4 punti fosforescenti




catanimation 8 june GIFcatanimation 8 june GIFcatanimation 8 june GIFcatanimation 8 june GIFcatanimation 8 june GIF



.



.


Ciao… anzi miao…
a tutti… anche dal mio Kimba…








PER LE NOVITA’
SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I
.
.
.
.




F. Z. Buhler
.
.
.
.

L’ABBRACCIO – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. nelle canzoni.. negli aforismi e non solo   Leave a comment

 

 


Cari amici della poesia
siamo ormai giunti al termine

di questa piccola antologia dedicata all’iter dell’amore umano

che dunque dopo lo sguardol’incontro, il cuore ed il bacio


ora si conclude con l’abbraccio.


 

 

 

 

L’ABBRACCIO IN POESIA ARTE AFORISMI CANZONI E…

a cura di Tony Kospan 

 

Dopo esser partiti dallo sguardo
ed esser passati per il cuore,
per l’incontro e per il bacio
concludiamo la poetica pentalogia
con l’abbraccio.


Insieme al bacio infatti sono gli abbracci la manifestazione più consueta ed evidente
dell’avvenuto trionfo dell’amore.

 

 

 

1185552

 

 

Il senso vero dell’abbraccio
è il congiungersi dei sentimenti,
il fondersi con l’altro,
l’inabissarsi nell’amore
o, se si preferisce, è l’emozione pura vissuta
per l’intima connessione fisica e spirituale
tra due individui. 

 

Non è certo necessario dilungarsi oltre sul tema
tanto è universalmente noto
per cui mi limiterò a lasciar parlare
questi aforismi che mi piacciono molto.

 

 

 

Jean-Honoré Fragonard – Amanti felici

 

 

Il linguaggio dell’amore
è un linguaggio segreto 

e la sua espressione più alta
è un abbraccio silenzioso
 

Roberto Musil

 

 Negli abbracci forsennati o dolcissimi

non era il tuo corpo che cercavo
bensì la tua anima, i

 tuoi pensieri,
i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie. 

Oriana Fallaci

 

 L’amore e l’arte

non abbracciano ciò che è bello, 

ma ciò che grazie al loro abbraccio
diventa bello.
 

Karl Kraus

 

 Siamo angeli con un’ala soltanto

e possiamo volare
solo restando abbracciati. 

Luciano De Crescenzo

 

 

 

 

 


Pur essendo molte le poesie
in cui appare un abbraccio sono però poche quelle in cui
esso ne è l’elemento cardine.



Ma è giunto il momento
di passare alla lettura e, come al solito, sarebbe bello
leggere, sul tema,
le poesie vostre o di altri autori che amate.

 

 

 Abbracciami – Marco Masini


Ron Hicks – L’abbraccio

 

 

ABBRACCIO


~ Carlo Bramanti ~


 
Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d’estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita.

 

 

 Tutto in un abbraccio – Claudio Baglioni
Talantbek Chekirov – Abbraccio
 
 
 

PARIS AT NIGHT


~  Jacques Prevert ~

 


 
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

 

 Abbracciami – Julio Iglesias

Brent Heighton – Abbraccio sotto l’ombrello
 

 

TACI!

~  Jimenez ~


Taci! Gusta lo zenit,
ascolta il sole.
Non parlarmi!
Unisci,
Nel fiore permanente
di un infinito amore,
le tue mani alle mie,
il tuo silenzio al mio.
Taci! Aspira l’azzurro,
Ascolta l’oro.

 

 Marcella Bella – Abbracciati

Anna Rita Barbieri – Abbraccio

 
 

AMORE

~  Alda Merini ~


Amore,
vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fà delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un pò di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

 

 Abbracciami – Eros Ramazzotti

Paris Bordone – 2 innamorati

 

 

LA VOCE A TE DOVUTA

~  Pedro Salinas  ~



Il tuo modo di amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perchè io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

 

 Abbracciami – Nek

Ron Hicks – Benarrivata… vieni qua

 

 

SE NON FOSSE

 ~  Pablo Neruda  ~ 


Se non fosse perchè i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l’agilità dell’aria,
se non fosse perchè sei una settimana d’ambra,
se non fosse perchè sei il momento giallo
in cui l’autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t’amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò che esiste,
l’arena, il tempo, l’albero della pioggia,
e tutto vive perchè io viva:
senz’andare sì lungi posso vedere tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.
 

 

 

CUORI rosannw6CUORI rosannw6

 

 

Un abbraccio a tutti da Orso Tony




stelline color rsstelline color rsstelline color rsstelline color rsstelline color rsstelline color rsstelline color rs










 

 

 

IL VINO NELLA STORIA DEL MONDO – Ecco come appare nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi e nelle canzoni   Leave a comment

 


Care amiche ed amici 
stavolta affronteremo un tema
amatissimo dai poeti, 
e dagli artisti in genere, fin dall’antichità. 
 
 
 
 

Jean-Marc Nattier – Alleanza tra Amore e Vino

 


IL VINO
IN POESIA AFORISMI ARTE CANZONI E… NON SOLO
a cura di Tony Kospan
 
 
 

E’ davvero molto grande il numero delle poesie 
dedicate già dai nostri lontani antenati greci e latini 
a questa bevanda che rappresenta una delle grandi
scoperte dell’Umanità.



 
 
 
 
 

Ecco come già ne parlava Omero circa 4000 anni fa.

 
 
 
IL VINO 
Omero
 
Il vino mi spinge 
il vino folle 
che fa cantare anche l’uomo più saggio 
e lo fa ridere mollemente 
e lo costringe a danzare 
e tira fuori la parola 
che sta meglio non detta.

 
 
 
 

Michelangelo 

 


Sappiamo ormai da tempo che la medicina

ha riconosciuto al vino notevoli proprietà

salutari se, ovviamente, bevuto con moderazione.

 

 

 
 
 
 
Conosciamo però pure quali sono i pericoli
di un non corretto o eccessivo uso
che vanno dall’ubriachezza… all’alcoolismo…
alla guida pericolosa… etc.
 

Il suo rapporto con la poesia è stato sempre
molto stretto e non solo perché il vino
è amato dai poeti…  ma anche perché:
 
 

Come la poesia, il vino è cultura… cultura millenaria 
Come il vino, la poesia per esser sublime… dev’esser genuina 
Come la poesia, il vino è vita… sia per chi lo crea che per chi ne gode
Come il vino, la poesia… porta al dialogo… alla conoscenza 
Come la poesia, il vino… è capace di colorare la vita 
Come il vino, la poesia… ha molto spesso a che fare con l’amore 
Come la poesia il vino… fa emergere la verità (In vino veritas) 
Tony Kospan


GIF drink glass love wine favim.com 371290
                                                                                                                                                                                                    




 

Eric Christensen

 
 
 
 
Il tema è certamente vastissimo per cui mi fermo qua.
 Ma prima di passare alle poesie,  come di consueto, 
possiamo leggere alcuni aforismi o brevi brani
“illuminanti” 
e simpaticissimi… iniziando con 2 brindisi veneziani.
 
 
 
 
 
 
 
Chi ben beve ben dorme,
chi ben dorme mal no pensa,
chi mal no pensa mal no fa.
Chi mal no fa in Paradiso va.
Ora ben bevè che el Paradiso avarè…
Brindisi veneziano del XIV sec.


*********************
 
 
MIRANDOLINA:
Faccio un brindisi, e me ne vado subito.
Un brindisi che mi ha insegnato mia nonna.
“Viva Bacco, e viva Amore:
L’uno e l’altro ci consola;
Uno passa per la gola,
L’altro va dagli occhi al cuore.
Bevo il vin, cogli occhi poi…
Faccio quel che fate voi.”
Carlo Goldoni – La locandiera


*********************
 
 
Io sono bellezza e amore;
io sono amicizia, tuo conforto;
io sono colui che dimentica e perdona.
Io sono lo Spirito del Vino.
William Ernest Henley


*********************
 
 
Grande è la fortuna di colui che possiede
una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico.
Molière


*********************
 
 
Nessun uomo lo può far ridere,
ma ciò non meraviglia:
non beve vino.
William Shakespeare – Falstaff

 
 
 
 
 
Edouard Manet – Chez le Père Lathuille
 
 
 

Tutte le poesie prescelte vanno, a mio parere,
centellinate e gustate come un buon bicchiere di vino
e vi scoprirete oltre all’amore per il nettare degli dei 
tanti altri profumi come quelli della passione
(D’annunzio Yeats e Neruda
o della riflessione
(Li Po e Pascoli) ma anche tanto altro.
 
Come sempre mi piacerebbe leggere quelle
che sul tema amate voi…
 
 
 
 

 (Viva il vino – Caruso)

Bacco – Caravaggio

 
 
 
 
IN MEZZO AI FIORI 
Li Po *


In mezzo ai fiori, con una coppa di vino
mi trovo a bere solo: non ho compagni.
Alzo la tazza e l’offro alla splendente luna.
Mi rivolgo all’ombra: siamo così in tre.
Poiché la luna non può bere
e l’ombra unicamente segue il mio corpo.
Alla luna m’accompagno, intanto, e all’ombra;
poiché bisogna pur godere: è primavera.
Io canto: la luna mi guarda e pare avanzi.
Io danzo: l’ombra mi si agita in disordine.
Finché in me sono, siamo buoni amici,
quando cado ubriaco, ognuno se ne va.
Una platonica amicizia stabiliamo eterna:
il prossimo incontro lassù nella Via d’Argento.
* Poeta cinese del 700 d. C.

 
 

 (L’uva fogarina)

Vm_67

Gillis Van Tilborch – A noble family meal    
 
 

I TRE GRAPPOLI 
Giovanni Pascoli
 
Ha tre, Giacinto, grappoli la vite.
Bevi del primo il limpido piacere;
bevi dell’altro l’oblio breve e mite;
e… più non bere:
ché sonno è il terzo, e con lo sguardo acuto
nel nero sonno vigila, da un canto,
sappi, il dolore; e alto grida un muto
pianto già pianto.
 
 
 

 (Vino divino – Rossana Casale)

Jan Vermeer – Giovinetta con bicchiere di vino


 
 
CANZONE AL VINO 
William Butler Yeats
 
Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità
che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro.

 
 
 

(Bottle of red wine)
Helene Beland


 
 
CON IL FIOR DE LA BOCCA UMIDA A BERE 
Gabriele D’Annunzio
 
Con il fior de la bocca umida a bere
ella attinge il cristallo. Io lentamente
le verso a stille il vin dolce ed ardente
entro quel rosso fiore de ‘l piacere;
e chinato su lei, muto coppiere,
guardo le forme dilettosamente:
la sua testa d’Ermète adolescente
e la sagliente spira de’l bicchiere.
Or, poi che le pupille a l’amorosa
concordia de le due forme stupende
io solo, io solo, io solo ho dilettate,
godo infranger la coppa preziosa;
e improvviso un desìo vano mi prende
d’infranger le membra bene amate.
 
 
 

 (Mascagni.. Cavelleria rusticana – Viva il vino)

Renoir
 
 
ODE AL VINO 
Pablo Neruda
 
Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio della terra,
vino,
liscio come una spada d`oro,
morbido come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.
A volte
ti nutri di ricordi mortali,
sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo lacrime passeggere,
ma il tuo bel vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane nella tua anima immobile.
Il vino
muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri, rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell`amore aggiunga il suo bacio
Amor mio, d`improvviso
il tuo fianco
è la curva colma della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell`alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.
Ma non soltanto amore,
bacio bruciante
e cuore bruciato,
tu sei, vino di vita,
ma amicizia degli esseri,
trasparenza,
coro di disciplina,
abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni goccia d`oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l`autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l`uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.







Un saluto infine a voi tutti
brindando con un buon vino spumante.



vino vemon00 GIF



 
 Tony Kospan




ARTE POESIA MUSICA HUMOUR

.

.

.



L’UOMO E LA DONNA – Victor Hugo con questi sublimi versi inneggia alla complementarietà tra i sessi   2 comments

 
 
 

Lord Frederic Leighton
 
 

 
 
UN VERO E PROPRIO INNO ALL’AMORE UMANO
E’ QUESTA POESIA…
PER ME DAVVERO SUBLIME… 
DI VICTOR HUGO
(PADRE DEL ROMANTICISMO FRANCESE)
 
 
 
 
 
Victor-Marie Hugo (Besançon 26 febbraio 1802 – Parigi 22 maggio 1885)
 
 
 
 
 
L’UOMO E LA DONNA
VISTI NELLA LORO DIVERSITA’
MA INSIEME NELLA LORO COMPLEMENTARIETA’.
 
 
 
 
 
5fc69009
 
 
 
 
 
L’autore inneggia all’assoluta uguaglianza tra i sessi
pur nell’assoluta (ed ovvia) diversità.

Questa è una cosa che oggi “dovrebbe” esser normale
(ma temo che per qualcuno ancora non lo sia)
ma all’epoca era quasi rivoluzionaria
data la millenaria cultura tendente alla sottomissione femminile
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A mio parere questa poesia ci immerge in un’atmosfera
dolce, fantastica e sognante 
e forse ancor di più se la leggiamo ascoltando
questa soave musica new age.
 
 
 
 
 

 ( 
Maria Jose

 
 
 
L’UOMO E LA DONNA
Victor Hugo  
 
 
L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.
 L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.
 L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.
L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.
L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo.
Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.
 
 
 
 
 


 

 

jkuhuxsx

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
Gif Animate Frecce (117)
SE TI PIACE… ISCRIVITI








 

Jan Van Beers




 

Buon giovedì sera in poesia “Non t’amo come se fossi..” Neruda – arte Renoir – canzone “Caruso” di Dalla   Leave a comment

 

 

Renoir

 

 

 

 

 


 Il bacio è un dolce scherzo che la natura ha inventato
per fermare i discorsi quando le parole diventano inutili

– Ingrid Bergman –

 

 

 

Renoir




NON T’AMO COME SE FOSSI ROSA DI SALE

– Pablo Neruda –


Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.



 Renoir




 
 


 



 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note 

 

 .
.
.
.
.
 

Pierre Auguste Renoir – Bal au Moulin de la Galette (part.) 


 
 
 

Felice sabato sera in poesia “Musiche d’autunno” J. Keats – arte Renoir – canzone “Avec le temps” Ferré   Leave a comment

 
 
 
Renoir

 
 
 
 
 
 
 
 
 
fiori 0001

Non esistono due anime gemelle.
Nell’amicizia e nell’amore due persone alzano le mani insieme
per afferrare qualcosa che da soli non riuscirebbero a raggiungere.
– K. Gibran –
fiori 0001
 
 
 
Renoir – Signora con chitarra
 
 
 
 

MUSICHE D’AUTUNNO 
J. Keats
 
Dove sono i canti di primavera?
Dove sono?
Non ci pensare: tu pure hai la tua musica
quando nubi dolci avvolgono il giorno
che muore e tingon di rosa
le pianure di stoppie.
Allora s’alza il coro lamentoso
dei moscerini
tra i salici del fiume, portati in alto
o abbassati
col respiro e il silenzio del vento;
e gli agnelli belano forte sulla collina;
cantano nelle siepi i grilli;
ed il pettirosso leva il canto acuto
da un giardino; e trillano nel cielo,
raccogliendosi, le rondini.

 
 
 

Renoir – Signora al piano

 
 
 
 mhbkup
  
 
    

a tutti da Orso Tony




unnamed
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE… LA TUA PAGINA SU FB!




Renoir – La colazione dei canottieri 
 
 
 

 

Buon lunedì sera in poesia “Dentro l’amore” A. Gatto – arte Renoir – canzone Lei (She) Aznavour   Leave a comment

 
 
 
 

Pierre-Auguste Renoir

 

 



 
 
 

 
 
 
 
 
Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, 
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, 
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere. 
– Thomas Moore
 
 
 

 
 
Pierre-Auguste Renoir – La passeggiata
 
 
 


DENTRO L’AMORE 
Alfonso Gatto

Al segno che ti dà la stanza sciogli
sulla parete l’ombra dei capelli,
le braccia alzate, la flessuosa voglia
d’avermi, e già dal ridere mi volti
nella raffica buia, mi cancelli
per affiorare dal lamento vano.
Smarrita, nel cercarmi con la mano,
nel distinguermi il volto, grata, piena
d’aperto e poi ripresa dalla lena
della dolcezza, calma a poco a poco
come in un lungo brivido. Dal gioco
degli occhiche balbettano mi ridi
sul petto a colpi di piccoli gridi.


 
 
 

Pierre-Auguste Renoir – Signora al piano

 

 

f377f93a

.

.

frecq8h  Lei  (She) – Aznavour

 

 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Frecce (51)
Ripped Note


 
 
 
 
Pierre-Auguste Renoir
 
 
 

L’incredibile ma vera storia di un mio aforisma sui cani anche con tutti i personaggi e non solo   Leave a comment

 
 
 






Il cane ha in sé molte parti di quella saggezza
e capacità di affetto senza limiti e senza condizioni 
di cui parliamo tanto ed inseguiamo sempre… 
ma che quasi mai raggiungiamo
(Tony Kospan)

 
 
 
 Jack Russel
 
 
 
Questo mio modesto aforisma
ha avuto davvero una storia sorprendente…
nella quale sono coinvolti i seguenti

PERSONAGGI E NON SOLO:
 


– uno sconosciuto artigiano a cui è piaciuto… 
– un oggettino semplice semplice di legno…
– un lago… 
– una signora (che l’ha acquistato)
– una cagnolina 
– ed un amico espertissimo di aforismi… nonché titolare di una bella pagina FB


 
 
 
 
Jack Russel

 
 
 
Ma andiamo con ordine.
 
 
L’aforisma è stato pubblicato da me molto di rado
e sempre mischiato con aforismi di altri autori
(ma ho notato che è stato ripreso da altri nel web…)
per cui grandissima è stata la mia sorpresa
quando ho letto questo messaggio dell’amico di Fb,
nonché titolare dell’omonima pagina “Agostino Degas”
di cui parlavo prima.

 
 
 
 

 

 
Il Lago Maggiore 

 
 
 
 
 
IL MESSAGGIO DI AGOSTINO
 
 
“L’altro giorno con la famiglia
ero in vacanza nella splendida cittadina di Stresa,
sul Lago Maggiore.

Alla sera è rientrata mia moglie con un oggettino artigianale
in legno decorato che raffigurava un cane.








C’era questa bella scritta:
 – Il cane ha in sé molte parti di quella saggezza
e capacità di affetto senza limiti e senza condizioni
di cui parliamo tanto ed inseguiamo sempre…
ma che quasi mai raggiungiamo… 
(Tony Kospan) –

L’oggettino mi è piaciuto.
Sia io che mia moglie amiamo moltissimo gli animali,
cani e gatti in particolare,
ed ora è appeso nella stanza del mio giovane figlio.

Questo episodio mi ha piacevolmente sorpreso.
E’ proprio il caso di dire che il mondo è davvero piccolo….
Ci tenevo a dirtelo.”



 
 
 Edgar Hunt
 
 
 
 
 
 
 
LA MIA RISPOSTA
 
 
“La cosa mi fa enorme piacere.


Certo è curiosa la vita
ed il mondo in fondo è davvero piccolo.
 
Infatti nessuno se ne sarebbe accorto
tranne una persona attenta come te.
 
Se poi mi facessi aver qualche immagine dell’oggettino
ne sarei felicissimo.



Ciaoooooo”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Agostino mi ha poi inviato la foto dell’oggettino (qui su) 
con l’ulteriore spiegazione che il colore del cane che si vede,
bianco e color nocciola, non è casuale,
ma è stato dipinto così, proprio sul momento, dall’artigiano
perché quelli sono i colori della sua cagnolina Lola,
un Jack Russel.
 
 

Ho subito mostrato la foto dell’oggetto ai miei familiari
che hanno molto apprezzato e sorriso.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Beh che dire… sono davvero contento di questi 2 aspetti:
 – che l’aforisma sia piaciuto ad uno sconosciuto artigiano
al punto da trascriverlo su di un oggetto da lui creato
,
– che sia poi capitato non solo tra le mani di un amico virtuale
ma anche vero re degli aforismi.
 
 
 
 
 
 
Alfred Stevens
 
 
 
 
Non è una storia davvero simpatica e sorprendente?

Per questo davvero non me la sono sentita
di tenerla solo per me
e quindi ho deciso di condividerla con tutti voi
che frequentate i miei stessi spazi virtuali.
 
 
 
Tony Kospan



rangeeballon.gif

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?




 Julius Leblanc Stewart



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: