Archivio per l'etichetta ‘pensieri sorridenti

Originale e divertente mini riflessione del grande scrittore William Faulkner   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 UNA DIVERTENTE MINI RIFLESSIONE

DI 

WILLIAM FAULKNER
 

 

 

 

 

William Faulkner (1897–1962) 

 

 

 

Lo scrittore statunitense William Faulkner, 
vincitore del premio Nobel per la Letteratura, 
era solito sostenere che:

Una delle grandi tristezze della vita è che la sola cosa 

che l’uomo possa fare tutti i giorni per otto ore consecutive

non è il 

bere

 

 

 

 

 

né il

mangiare 






né tanto meno 

fare all’amore 

 

 

 

 

 

 

 

ma è il… lavorare, 

unicamente il… lavorare. 

 

 

 

 

 

 

 CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

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4 storielle super femministe ma anche super divertenti e simpaticissime   Leave a comment






  L’ELICOTTERO



Undici persone si trovano appese alla corda di un elicottero: sono dieci uomini e una donna.


Dal momento che la corda non era sufficientemente resistente per sostenere tutte e undici le persone, decisero che uno doveva lasciarsi cadere nel vuoto altrimenti sarebbero dovuti morire tutti.


Non riuscivano a mettersi d’accordo su chi dovesse compiere il gesto fino a quando la donna non tenne un commovente discorso dicendo che sarebbe stata lei a lasciare volontariamente la corda dal momento che le donne sono abituate a rinunciare a tutto per i loro figli e i loro uomini e a regalare tutto agli uomini senza ricevere nulla in cambio.


Appena finì di parlare, tutti gli uomini iniziarono a battere le mani….


Morale: Non sottovalutate mai il potere di una donna… 





.


.


.

IL RUSCELLO




Un giorno tre amici partirono per una escursione e all’improvviso si trovarono davanti a un grande  torrente impetuoso.


Dovevano assolutamente passare dall’altra parte ma non avevano nessun’idea  di come attraversarlo. Uno dei tre si mise allora a pregare:


“Ti prego, mio Dio, dammi la forza di attraversare il torrente”.


E PUF! Dio gli donò due braccia robuste e due gambe potenti così che fu capace di attraversare  il torrente a nuoto in due ore, ma per due volte fu sul punto di annegare.


Vedendo ciò il secondo amico anche lui pregò Dio:


“Ti Prego, Signore, dammi la forza .. e i mezzi per attraversare il torrente”.


E PUF! Dio gli diede una scialuppa e dei remi con cui poté attraversare il torrente in un’ora, ma per due volte fu sul punto di capovolgersi. Il terzo compagno,  forte delle esperienze degli altri due, decise anche lui di rivolgersi a Dio:


“Ti prego, o Dio, dammi la forza, i mezzi…e l’intelligenza per attraversare il torrente”.


E PUF! Dio lo tramutò in donna. …Lei verificò la cartina, camminò per circa 200 metri a monte e traversò il ponte.


Morale: Senza parole….








IL MAIALE



Un uomo sta guidando su una tortuosa e stretta strada di montagna.


Una donna guida sulla stessa strada ma in senso inverso.


Nel momento in cui si incrociano, la donna apre il finestrino dell’auto e grida accorata… maialeeeee!!”.


L’uomo, immediatamente, apre il proprio finestrino e risponde: “Puttanaaa!!”.


Ognuno di loro continua per la propria strada e però, appena l’uomo gira il tornante successivo va a sbattere contro un grosso maiale al centro della strada.


Morale: Se solo gli uomini stessero ad … ASCOLTARE…





Tissot – Giovane donna in barca




LA BARCA



Una coppia andò in vacanza su un lago in cui si poteva pescare.


Lui amava pescare all’alba e lei adorava la lettura.


Una mattina lui tornò dopo alcune ore di pesca e decise di sdariarsi e schiacciare un pisolino.


Benchè il lago non le fosse familiare, lei decise di uscire in barca.


Remò un po’, ancorò la barca e ricominciòa leggere il suo libro.


Dopo un po’ apparve una guardia vicino alla sua barca.


Richiamò la donna e le disse: “Buongiorno, signora… Cosa sta facendo?”


Leggo” – rispose lei, pensando che fosse evidente.


“Si trova in un’area di divieto di pesca”


Ma non sto pescando! Non lo vede?”


“Sì però ha con sè tutto l’occorrente. Dovrà seguirmi e la dovrò multare”.


Se lo fa, la denuncio per violenza carnale!” – disse la donna indignata.


“Ma.. ma se non l’ho neanche toccata!”


Sì, però ha con sè tutto l’occorrente!”


Morale: Non discutere mai con donne che sanno… leggere …





Ciao dall’Orso… grande ammiratore  delle donne …

(ma non …esagerate … però… eh eh… scherzo…)








Come vivere un grande amore – Originale e simpatica riflessione di Vinicius de Moraes   Leave a comment


 

 




Ho trovato questi pensieri sull’amore del grande Vinicius De Moraes,

poeta, cantante e compositore brasiliano, molto simpatici, originali e divertenti

ma capaci anche di offrirci qualche spunto di riflessione.



 
 
 
 
 


La riflessione è diretta al sesso maschile ma
si può tranquillamente leggere all’inverso
e dunque esser compresa da tutti.

 
 
 

 

 
.


.
 
Para vivir un grande amor…
(Per vivere un grande amore)
 
 
E’ necessaria molta concentrazione e molto tatto,

ed essere insieme un po’ seri e un po’ matti 

Vinicius de Moraes




 
 
 

Per vivere un grande amore, bisogna stare un poco alla larga dalla gente, che normalmente è invidiosa dell’amore.
 
Per vivere un grande amore, in realtà, tu devi fare tua, la verità, “che non c`é amore senza fedeltà, di corpo-anima e cuore per vivere un grande amore”.
 
Per vivere un grande amore è molto, molto importante vivere sempre assieme e, se possibile, morire insieme, per non morire di dolore.
 
Per vivere un grande amore, non basta essere una brava persona, è necessario avere grandi pettorali – pettorali da rematore.
 
E’ un punto a favore… saper fare uova strapazzate, gamberi, minestrine, sughi, bistecche alla Strogonoff, stuzzichini per il… dopo l`amore.
 
E cosa c’è di più bello che andare in cucina e preparare con amore una ricca e gustosa insalatina per il nostro grande amore?
 
Essere cortesi senza cortesia, saper fare quattrini con poesia – per vivere un grande amore.
 
E’ necessario sapere bere whisky (chi lo sa bere sai, non corre rischi nel cedere alle incredibili pene dell`amore…)

Ma tutto questo è inutile amico(a) mio, se in questa selva oscura e disperata…, non sai neanche trovarla, la tua amata (il tuo amato).


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se ci va, ora, ascoltiamo l’autore Vinicius De Moraes
cantare una nota canzone brasiliana insieme a Toquinho
Onde anda voce” (Dove sei?)

 
 
 
 
fre bia pouce   musical notes
 
 
 
 
 
 
Cosa ne pensate?

Tony Kospan




– testo del brano dal web
– impaginazione e presentazione by Orso Tony
 
 
 
 




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Cerchiamo la pace interiore? Ecco il consiglio di un saggio! Ma.. solo per sorridere   Leave a comment




Una divertente riflessione trovata nel web….







COME TROVARE LA PACE… INTERIORE


Seguendo il semplice consiglio di un grande saggio…
che ho letto in un brano molto ampio ed approfondito
ho finalmente trovato la
PACE INTERIORE.






Il brano si concludeva così:
“Il modo per raggiungere la
PACE INTERIORE
consiste nel portare a termine
tutte le cose che abbiamo iniziato.







Quindi ho pensato di seguirlo… con scrupolo…

Mi sono guardato intorno, a casa, per vedere le cose
che avevo iniziato e lasciato a metà…
e prima di cominciare la giornata, ho finito:
Un pasticcio di pasta al ragù che era in frigo.







Un quarto di prosciutto San Daniele…
insieme ad una confezione di mozzarelline di bufala 







una stecca di cioccolata mancante solo di un dadino,







un bel vassoio di pasticcini avanzati ieri sera







e non ho certo lasciato a metà…
una bottiglia di Chianti “Gallo nero”,







uno spumante frizzantissimo,







ed una grappa vellutatissima







ed altro che comprenderete che ora proprio non ricordo…
data l’estrema pace interiore raggiunta.







Non avete idea di come stia bene adesso…
e quanto mi stia godendo la…
PACE INTERIORE







Consigliatelo a chi la cerca e non la trova mai.

Forse non sarà proprio duratura ma
ne vale la pena.






 
E… fatelo anche voi…
perché io intanto ora vado a godermi un altro po’…




la
PACE INTERIORE





Dal web con modifiche




Ciao da Tony Kospan




Domande super divertenti (mini barzellette e vignette) per sorridere un po’   Leave a comment

  

 

 

 

 

DOMANDE ESSENZIALI… PER SORRIDERE

 

 

 

 

 

Se Superman è cosi furbo, perché si mette gli slip sopra i pantaloni?

 

Se offendi un parmigiano reggiano, ti trovi in una grana? 




 




Perché “separato” si scrive tutto insieme quando “tutto insieme” si scrive separato ?

 

Perché se Dio è immortale, ha lasciato ben due Testamenti?

.




 


Perché si chiama sala-parto se ha solo nuovi arrivi?  

 

Qual è il sinonimo di sinonimo?

 

Quelli che attaccano i cartelli “Chi tocca muore” muoiono tutti?




 

Voglio comprare un boomerang nuovo. Come faccio a sbarazzarmi di quello vecchio?

 

Il formaggio con le pere è femmina o si droga?  

 

La luce viaggia più veloce del suono, sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finchè non le senti parlare? 

 

Se Garibaldi è partito da Quarto, chi erano i tre partiti prima di lui?

.

.

 


Le tende da sole … soffrono di solitudine?

 

Sono le pecore di Murano che producono la lana di vetro?

 

Perché i negozi aperti 24 ore su 24 hanno la serratura? 

 

Ma in una banca del seme, cosa danno di interessi?






 

Se lavorare fa bene, perchè non lo lasciamo fare agli ammalati?

 

Ma se il mio capo si droga, io sono un tossico-dipendente?




 




La penisola è un’isola a forma di pene?

 

Gestante è participio presente o profilattico imperfetto?


 

 

 

 


testo ed immagini dal web…  impaginazione T.K.

 

 
 

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Domande assurde.. mini barzellette e varie vignette per un sorridente relax   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

alle seguenti domande:
 
 
 
 

 

 

 

Quando un avvocato impazzisce… “perde il giudizio”?

Perché se il denaro è la causa di tutti i mali, dobbiamo lavorare?

Perché corriamo sotto la pioggia se davanti a noi ugualmente piove?

Perché Bill Gates ha chiamato il suo sistema operativo Windows, quando poteva chiamarlo Gates (windows = finestre, gates = porte)?








Perché quando parlo con Dio la gente pensa che io sia un tipo spirituale, ma quando Dio parla con me la gente pensa che io sia matto?

Perché il mondo, che è rotondo, lo chiamiamo “pianeta”? Se fosse piano lo chiameremmo “rotondeta”?








Perché se le giacche di cuoio si rovinano con la pioggia, nessuno si preoccupa delle mucche quando piove?

Perché non producono cibo per gatti al sapore di… topo?

La donna di Babbo Natale si chiama Mery Christmas?

Perché non esiste nessuna altra parola da usare al posto di “sinonimo”?

Perché chiamiamo il nostro pianeta “terra” quando è composto per tre quarti di acqua?

Perché “separati” si scrive tutto insieme e “tutti insieme” si scrive separato?

 

 

 

 

 

 

Perché se Superman è tanto intelligente porta i calzoncini sopra i pantaloni?

Perché i negozi che sono aperti 24 ore su 24 hanno la serratura alla porta?

Perché se la scatola nera dell’aereo è indistruttibile non fabbricano tutto l’aereo con lo stesso materiale?

Perché non ci sono cinture di sicurezza sugli autobus?

Perché la parola “abbreviatura” è così lunga?

Perché i kamikaze usavano il casco?

Perché su alcuni interruttori della luce è scritto “Acceso/Spento” anche se quando la luce è accesa si vede e quando è spenta non si può mica leggere?

 

 

 

 

 

 

DAL WEB IMPAGIN. T.K.



CIAO DA TONY KOSPAN


 

 

 
 

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Aforismi esilaranti ma d’autore e vignette divertenti.. per un po’ di relax   Leave a comment







AFORISMI  DIVERTENTI… MA… D’AUTORE 








Le cose più belle della vita o sono immorali,
o sono illegali, oppure fanno ingrassare.
– Oscar Wilde –



Se non puoi convincerli, confondili.
– Confucio –








Epitaffio sulla lapide in un cimitero scozzese:
“Qui giace Fred Mc Guire.
Gli cadde un penny: morì nella mischia“
– Marcel Achard –


Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, si,
ma fra le esperienze vuote che girano…
è sicuramente fra le migliori!
– Woody Allen –








Non é che io abbia paura di morire,
é solo che non voglio esserci quando succederà.
– Woody Allen –


Posso resistere a tutto… tranne che alla tentazioni
– Oscar Wilde –








Meglio stare zitti dando l’impressione di essere stupidi,
che parlare togliendo ogni dubbio!
– Confucio –


La teoria è quando si sa tutto e niente funziona.
La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché.
In questo caso, abbiamo messo insieme la teoria e la pratica:
non c’è niente che funziona… e nessuno sa il perché!
– Albert Einstein –








Ma tra un giorno da leone e cento da pecora, non se 
ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto?
– Massimo Troisi –


Dentro ogni persona grassa c’è una persona magra
che fa segnali disperati per essere liberata.
– Cyril Connoll –








Ho dei gusti semplicissimi,
mi accontento sempre del meglio
– Oscar Wilde –


La psicanalisi è un mito tenuto in vita dall’industria dei divani.
– Woody Allen –








Quando pensi che a nessuno importa se sei vivo,
prova a non pagare per due mesi la rata della macchina.
– John Adam Belushi –


Amo molto parlare di niente.
E’ l’unico argomento di cui so tutto.
– Oscar Wilde –








Ciao da Tony Kospan


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“Mettiamo l’umorismo nel motore della nostra vita” – Ecco la riflessione del dr. Blander con commenti e vignette super divertenti   Leave a comment


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Ecco il brano di un noto psicologo statunitense

che ci parla della necessità di sorridere

insieme ad un interessante commento

ed infine un mio pensiero sull’argomento.


Il tutto è corredato da vignette per seguire il consiglio.







METTIAMO L’UMORISMO… NEL MOTORE DELLA NOSTRA VITA



Affrontate i problemi con senso dell’umorismo.

Il senso dell’umorismo è una funzione naturale degli esseri umani…

Se si è privi di senso dell’umorismo, si finisce per rifare le stesse cose.

Senza una risata, qualunque cavolata abbiamo fatto, la facciamo di nuovo.

Quando le persone si sentono in colpa, si lamentano e brontolano e rifaranno la stessa cosa.

Possiamo invece sentirci sorpresi, sollevati e contenti di averlo notato e cominciare a ridere.





Allora cosa accade?

Apriamo una porta. Possiamo fuggire a tutto quel mondo.

La gente dice: “Un giorno ci ripenserò e ci riderò sopra”.

Perché aspettare quel giorno? Non serve a niente.

E’ ora che devi ridere…







Con la capacità di ridere, avete la libertà di evadere dal vostro stesso modello del mondo.

Molte volte le persone ridono, ma non evadono.

Cogliete il momento.

Usate l’istante della risata… usatela appieno… abbandonatevi del tutto ad essa… 






Guardate una situazione sembra seria ma attenti…  guardate come è ridicola in realtà.

In un altro contesto o in un altro momento… in una diversa società… in una diversa cultura lo sarebbe.

Potete dunque modificare le vostre percezioni a sufficienza per farlo.






Questo brano. rinvenuto nel web.
è tratto da “Il tempo per cambiare” di Richard Bandler
con qualche mia piccola modifica…





Bandler non è per nulla preoccupato dall’idea di dare un tono serioso alla propria disciplina;
è piuttosto concentrato sull’idea di ottenere risultati e sa che il divertimento rende tutto più facile, tanto da dire che
“se non è divertente, probabilmente non funziona”.

Dati tali presupposti, possiamo capire perché per Bandler l’umorismo sia… libertà.

La libertà di uscire in qualsiasi momento dalla propria situazione contingente per osservarla da un altro punto di vista, la libertà di trovare il lato umoristico di ogni cosa, perfino quella più drammatica, la libertà di fare piazza pulita di rancori, sensi di colpa e di tutti quegli ostacoli che abbiamo posto tra noi e la felicità.





Spesso si è portati ad associare il divertimento all’idea di superficialità; è infatti noto il detto “il riso abbonda sulle labbra degli stolti”.

In realtà saper ridere di sé richiede un grande equilibrio interiore e la capacità di vedere oltre le cose per assaporare il bello della vita. 

Il divertimento è la migliore arma di difesa contro la sofferenza provocata dal comportamento altrui… a volte anche in momenti diificili… in cui ciò appare impossibile!

Figuratevi se noi non abbiamo la possibilità di ridere del collega arrivista, del vicino di casa molesto o della suocera invadente… etc.







Commento dal web – impaginazione modifiche e coord. T.K.







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Non sapevo d’esser un allievo di Bandler… ma in verità l’ho sempre pensata così…

Suvvia dunque cerchiamo sempre (o quasi sempre) il lato comico delle cose…

Ci farà star bene… o quantomeno ci aiuterà molto…

Tony Kospan




Stavolta sono gli “esperti del vino” a cadere sotto le tremende ma simpatiche grinfie della Littizzetto   Leave a comment



Un attacco divertito e divertente, ma deciso,

a quelli che si credono, ostentando una ridicola prosopopea,

perfetti conoscitori di tutti i “segreti” del vino.



Penso che tutti noi ne conosciamo qualcuno eh eh



Ma leggiamolo.

 

 

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GLI ESPERTI DEL… VINO

by Luciana Littizzetto…

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Io un saltino lì l’avrei fatto.
Giusto così.
Per bermi un bicchiere di vino e godermi lo spettacolo.
Pieno di pubblico e intenditori così.
Tutti a Verona Vinitaly, tutti a dire la loro.
Già, perché i veri intenditori sono pochi.
La maggior parte son gadani che si credono esperti e poi non sanno distinguere una coca da un chinotto.
Però fanno i fighi.
Stan lì a sventolare i polsi, a girare il bicchiere come se dovessero far sciogliere l’aspirina. 
Gente che fino ad un giorno prima non distingueva il grignolino dal cherosene, di colpo parla di annate: 
«Eh ma quella del 2002 non ha niente a che fare con quella del 1998…»


 

 



 

Ma taci… 

Ma che ne sai… io non mi ricordo neanche se nel ‘98 ero già fidanzata! 

Ma non hai una mazza, da ricordarti di più sensato? 

Sono quelli che per bere un goccio di vino ti fan due sfere dei ching così… 

E poi annusano. 

Mettono il canapione dentro e tiran su di narice. 

Cosa fai? L’areosol? 

Cosa vuoi che ci sia lì dentro? Pipì? 

Son quelli che se ti sbagli a chiedergli: Com’è sto vino? 

Loro cominciano: «Dunque… questo Brachetto ha buona personalità e voglia di dimostrare le proprie qualità». 

Un bicchiere di Brachetto? Ma si dice una roba così di un vino? 

Ma al limite del produttore! E quando il vino non è granché allora cosa devi dire? 
’Sto Barbera non si applica, ’sto Grignolino non si impegna, ’sto Zibibbo è distratto e macchia le tovaglie? 
«Naso complesso con bouquet di frutti neri e fiori appassiti». 

E che gusto sanno i fiori appassiti? Scusa tesoro amore. 

Ma secondo te io nella vita passo il tempo ad assaggiare le rose spuflite e poi a chiedermi che gusto sanno? 
«Un vino sapido con un finale lunghissimo». 

Che finale può esserci dopo un bicchiere di vino? 

Un rutto? Stiamo parlando di un vino… 
Semplifica ciciu…


 

 

 

 

Dì che se lo bevi è buono… 

Dì che non ti fa venire il mal di testa, che ti resta un buon sapore in bocca e che però devi stare attento al fondo perché viene giù quella segaturina schifida che te lo rovina. 

Con quelle manine bianche e curatine che si vede che non fai una mazza dalla mattina alla sera… 

Sempre lì tirarti il vino sulla medaglia… a tirar giù golate e a fare sciac sciac sciac con la bocca come paperino… 

Sai cosa mi fai venire voglia di fare, tu? Te lo dico. Di bere. 

Ma sai cosa? Un bicchiere di coca. 
Una media di coca fredda. Con delle bolle grosse come palloni. 

E quando annusano il tappo? Io divento matta. T

e lo dico io che odore ha il tappo, amore. Odore di vino. 
Pensa un po’. Il tappo sa di vino. Credimi.

 


 

 

 

Son sicura. Son poche cose sicure al mondo. 

Che la macchina di uno che ha il cane sa di selvatico, che i calzini puliti dopo una giornata di Clark san di gorgonzola, e che il tappo di una bottiglia di vino sa di vino, credimi sulla parola.. 

E poi io mi dico: coi vini non sarà come coi profumi? 

Che magari io sento un gusto e tu ne senti un altro? 
Come con le ascelle. Ognuno ha le sue. E una diversa dell’altra. 
Se su di te il Pico Srabam sta da dio, su di me magari sa odore di margarina rancida. 
Se su di me il Fanfaluc sa di bouquet, su di te prende il retrogusto di sgombro sott’olio.



 

 

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Da La Stampa del 6/4/2007 – Impaginazione t.k.

 


 

Ciao da Tony Kospan

 

 

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Stavolta sono i parrucchieri le vittime della Littizzetto.. ma sempre in modo divertente   Leave a comment

 



Un altro simpatico articolo della nostra Luciana che stavolta

se la prende con quello che è la croce e delizia delle donne

il mondo dei parrucchieri.


 

 



SU LA TESTA…
di Luciana Littizzetto…
 

 
 
 
 
 

 
 
 
C’è un segnale inequivocabile. Un’azione apparentemente innocua.
Un piccolo gesto che annuncia che… ok, hai cominciato finalmente a prendere la tua vita tra le mani.
 
 
 
 



 
 
 
 
è quando riesci a dire al tuo parrucchiere che il taglio che ti ha fatto fa schifo.
Che persino la cavia peruviana di tua cugina è pettinata meglio.
Che la frangia non te l’ha scalata, te l’ha mozzata come la coda di un mulo e che, per non dare nell’occhio, non ti rimane che ragliare.
 
 
 
 



 

 

 

Che se quella che ti ha fatto è una tinta, che vada pure a graffitare le metropolitane di Milano.
Che persino le siepi di agrifoglio tremerebbero all’idea di farsi potare da lui.

Prima o poi ci farò un libro: Lo Zen e l’arte di mandare a stendere il tuo parrucchiere.
Devo spiegarlo io?
I capelli di una donna sono il termometro della sua anima.
Quando una purilla sta male, cosa fa?

 

 

 

 
 
 
 
Va dal parrucchiere.
Prima ancora che dall’analista.
Mette quel che ha di più vuoto tra le mani del coiffeur e si abbandona fiduciosa.
E magari, all’improvviso l’incoscienza, gli dice la fatidica frase: «Fai tu».
Dire a un parrucchiere «fai tu» è un pò come decidere di fare boungee jumping senza elastico.
Armato solo del suo ego colossale, come un boia al patibolo, lui darà mano alle forbici e taglierà.
Tanto.
 
 
 

 

 


 

Quei bei tagli asimmetrici, sfilacciati, impettinabili, portabili al massimo in sfilata a Milano Collezioni.
E mentre mieterà e falcerà, ti dirà:
«Tesoro, sei bellissima.., ti mancano solo le ali per essere un angelo…»,
e tu penserai:
“Ho le scapole alate, andrà bene lo stesso???

 
 
 
 


 
 
 
 

E soprattutto:
“Quanto ci metterà mai un capello a ricrescere? Un mese? Un anno? Un decennio???
Meglio così, comunque, che scegliere l’acconciatura sfogliando quei tremendi giornali che trovi solo dai parrucchieri, stampati in una specie di segreta tipografia di categoria.
Un misto di teste a pera e tagli da Basil l’investigatopo.
E poi c’è il tocco finale.
Una volta bastava la lacca a inchiodarti le chiome come Marion Cunningham di Happy Days.
 
 
 
 


 

 

 

Adesso si va di gel, olio, schiuma, silico­ne…

E così esci dal negozio che ci hai i capelli unti come dopo una settimana di influenza.
 
 
 
 

 

 


CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 
 
testo dal web – impagnazione dell’Orso


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