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Brevi estratti dal noto libro di P. Coelho “Sulla sponda del fiume…” – II parte   Leave a comment




Ho aperto la finestra e il mio cuore.


Il sole ha inondato la camera
e l’amore ha pervaso la mia anima.




 
 
 

 

 


CITAZIONI D’AMORE DA COELHO

Altri brani dal noto libro


“Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”

 

 
 



L’amore è sempre nuovo. 
Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. 
L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo.
è necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. 
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur avendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e coglierli.
è necessario ricercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. 
Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. 
E ci salva.



 
 
  

Mi sono seduta e ho pianto.
Narra la leggenda che tutto ciò che cade nell’acqua di questo fiume, le foglie, gli insetti, le piume degli uccelli, si trasforma nelle pietre del suo letto. 
Ah, se solo potessi strapparmi il cuore dal petto e lanciarlo nella corrente, allora non ci sarebbero più dolore né nostalgia né ricordi. 
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto.
Il freddo dell’inverno mi ha fatto sentire le lacrime sul viso: lacrime calde che si sono confuse con le acque gelate che scorrono davanti a me.
In qualche punto, il fiume si unisce con un altro, poi con un altro ancora, finché, lontano dai miei occhi e dal mio cuore, tutte le acque si confondono con il mare. 
Che le miei lacrime scorrano lontano, perché il mio amore non sappia mai che un giorno ho pianto per lui.
Che le mie lacrime scivolino via, e solo allora dimenticherò il fiume Piedra, il monastero, la chiesa sui Pirenei, la bruma, i cammini che abbiamo percorso insieme. 
Dimenticherò le strade, le montagne e i campi dei miei sogni: sogni che mi appartenevano e che io non conoscevo.




 
 



Dobbiamo ascoltare il bambino che eravamo un tempo e che ancora esiste in noi.

Questo bimbo è in grado di capire gli istanti magici.

Noi sappiamo come soffocarne il pianto, ma non possiamo far tacere la sua voce.




Sembra che sia accaduto tanto tempo fa, eppure è solo da una settimana che ho ritrovato il mio amato e l’ho perduto

Sulle sponde del fiume Piedra, ho scritto questa storia.
Le mie mani erano gelate, le gambe intorpidite dalla posizione, e io avevo bisogno di fermarmi spesso. 
Forse l’amore ci fa invecchiare anzitempo e ci rende giovani quando la gioventù è passata.
 Ma come non rammentare quei momenti?
Perciò ho scritto, per trasformare la tristezza in nostalgia e la solitudine in ricordi.
Perché, dopo aver raccontato a me stessa questa storia, io la potessi lanciare nel fiume Piedra.
Era questo l’insegnamento della donna che mi ha accolto.
Allora, per ricordare le parole di una santa, “le acque avrebbero potuto spegnere ciò che il fuoco ha scritto”. 
Tutte le storie d’amore sono uguali.









  
 

 F I N E



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Mercoledì sera in poesia “A Claire” Y. Goll – arte Dvorak – canzone “It’s my life” Talk Talk   1 comment

 
 
 
 
Franz Dvorak
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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barrafiorita

 
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante ne sogni la tua filosofia. 
– Shakespeare  (Amleto)  

barrafiorita

 
 
 
 
fre bia pouce    musicAnimata
Franz Dvorak – La lettura

 

 
 
 

A CLAIRE

– Yvan Goll –


 

Ti ho colta nei giardini di Efeso
La chioma crespa dei tuoi garofani
Il mazzo serale delle mani
 
Ti ho pescata nei laghi del sogno
Ti ho gettato il mio cuore per esca
Un pescatore sulle tue rive di salice
 
Ti ho trovata nell’aridità del deserto
Eri il mio ultimo albero
Eri l’ultimo frutto della mia anima
 
Dal tuo sonno ora sono avvinto
Profondamente immerso nel tuo riposo
Come la mandorla nel guscio notte-bruno

 
 
 
 
Franz Dvorak – Alle corse

 
 

 
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 DA ORSO TONY
 
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Franz Dvorak

 
 
 

Lunedì sera in poesia “Non guardare il volto” V. Hugo – arte Zandomeneghi – canzone Gli occhi miei (Dino)   Leave a comment

 
 
 
 
Federico Zandomeneghi – Coppia al caffè
 

 
 
 

 

 

 

ro roro ro

Si crede che tutto sia finito, 
ma poi c’è sempre un pettirosso 
che si mette a cantare.
– Paul Claudel –


ro roro ro

 
 
 

 Federico Zandomeneghi



 
 

 
 
NON GUARDARE IL VOLTO
– Victor Hugo –

Non guardare il volto
fanciulla, guarda il cuore.
Il cuore di un bel giovane è spesso deforme.
Ci sono cuori in cui l’amore non si conserva.
Fanciulla, l’abete non è bello,
non è bello come il pioppo,
ma d’inverno mantiene le foglie.
Ahimè! A che serve dir questo?
Chi non è bello ha il torto di esistere;
la bellezza ama solo la bellezza.
Aprile volge le spalle a Gennaio.
La bellezza è perfetta.
La bellezza può tutto.
La bellezza è la sola cosa che non esiste a metà.
Il corvo vola solo di giorno.
Il gufo vola solo di notte.
Il cigno vola notte e giorno.


 
 
 
 


Federico Zandomeneghi

 


oro
 
  
 
Tony Kospan
 
 
 

 
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Federico Zandomeneghi


 
 

Con “Il buon combattimento” Coelho fa un grandissimo elogio al.. “sogno”   2 comments

 
 
 
 



Questo di Coelho, è a parer mio,
un brano davvero sublime
teso a farci comprendere l’importanza di lottare
per la difesa e la vitalità… dei nostri sogni.

Chi ama il sogno come amico e sostegno dei nostri giorni
nonché capace di arricchire la nostra vita,
proponendoci mete realizzabili o meno,
non potrà non apprezzarlo in pieno.




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IL BUON COMBATTIMENTO


ovvero
ELOGIO DEL SOGNO
P. Coelho




(musica fre bia pouce  music+121      new age)





“Ho combattuto il buon combattimento e ho mantenuto la fede”, dice Paolo in una delle sue epistole.
E sarebbe bene ricordare questo tema, quando un nuovo anno si prospetta davanti a noi.
L’uomo non può mai smettere di sognare.
Il sogno è l’alimento dell’anima come il cibo è l’alimento del corpo.
Tante volte, nella nostra esistenza, vediamo i nostri sogni infranti e i nostri desideri frustrati, ma bisogna continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non vi penetra.
Agape è l’amore universale, quell’amore che è più grande e più importante del semplice “piacere” a qualcuno.
Nel suo famoso discorso sui sogni, Martin Luther King ricorda il fatto che Gesù ci chiese di amare i nostri nemici, e non che essi ci piacessero.
Questo amore più grande è quello che ci dà l’impulso per continuare a lottare malgrado tutto, per mantenere la fede e la gioia, e combattere il Buon Combattimento.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso perché lo chiede il nostro cuore.
In epoche eroiche, quando gli apostoli giravano nel mondo predicando il vangelo, o al tempo dei cavalieri erranti, questo era più facile: c’erano molte terre da attraversare e tante cose da fare.
Al giorno d’oggi, però, il mondo è cambiato, e il Buon Combattimento è stato trasportato dai campi di battaglia all’interno di noi stessi.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso in nome dei nostri sogni.
Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – nella gioventù – noi abbiamo molto coraggio, ma non abbiamo ancora appreso a lottare.
Dopo tanti sforzi, finiamo per apprendere a lottare, ma a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere.
Perciò, ci rivolgiamo contro di noi e combattiamo noi stessi, finendo così per essere il nostro peggior nemico.






Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto della nostra ignoranza delle realtà della vita.
Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il primo sintomo che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo.
Le persone più occupate che ho conosciuto in vita mia avevano sempre tempo per tutto.
Quelle che non facevano nulla erano sempre stanche, non tenevano dietro a quel poco di lavoro che dovevano fare e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto.
In realtà, esse avevano paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze.
Poiché non vogliamo guardare alla vita come ad una grande avventura da vivere, finiamo per giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo all’esistenza.
Guardiamo al di là delle mura del nostro quotidiano e udiamo il rumore di lance che si spezzano, l’odore di sudore e polvere, i grandi crolli e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri.
Ma non avvertiamo mai la gioia, la Gioia immensa che c’è nel cuore di coloro che stanno lottando, giacché per questi ultimi non è importante la vittoria o la sconfitta, ciò che importa è solo intraprendere il Buon Combattimento.
Infine, il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la Pace.
La vita diviene un pomeriggio domenicale, che non ci chiede grandi cose e non esige nulla di più di quanto noi possiamo dare.
Riteniamo allora di essere “maturi”, di avere messo da parte le “fantasie dell’infanzia”, e raggiungiamo la nostra realizzazione personale e professionale.
E siamo stupiti quando qualcuno della nostra età dice di volere ancora questo o quello dalla vita.
Ma, nell’intimo del nostro cuore, sappiamo che ciò che è accaduto è che abbiamo rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento.
Quando rinunciamo ai nostri sogni e troviamo la pace, abbiamo un periodo di tranquillità.
Ma i sogni morti cominciano a marcire dentro di noi e ad infestare tutto l’ambiente in cui viviamo.
Noi cominciamo a diventare crudeli verso coloro che ci circondano, e infine passiamo a rivolgere questa crudeltà contro noi stessi.
Compaiono le malattie e le psicosi.
Ciò che volevamo evitare nel combattimento – la delusione e la sconfitta – diviene l’unico legato della nostra vigliaccheria.
E un bel giorno, i sogni morti e ormai marciti rendono l’aria difficile da respirare e noi cominciamo a desiderare la morte, la morte che ci liberi dalle nostre certezze, dalle nostre occupazioni, e da quella terribile pace dei pomeriggi domenicali.
Per evitare tutto ciò, dunque, dobbiamo affrontare la vita con la riverenza del mistero e la gioia dell’avventura.

 

 

 

 

 


 Ciao da Tony Kospan


 

 




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA FB
Frecce (51)








Weekend in poesia “Sprecata” M. Hornbacher – arte T. E. Mostyn – canzone “Vivo per lei” Bocelli e Giorgia   Leave a comment

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Thomas Edwin Mostyn


 

 

 
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La tradizione dice
che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero,
guadagniamo un giorno di vita.
– Paulo Coelho –

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Thomas Edwin Mostyn – Signora in verde

 
 
 

SPRECATA 
Marya Hornbacher
 
Lo so che di solito non abbracci,
però mi chiedevo se posso io abbracciare te,
non importa se ricambi,
ho pensato che siccome sei qui da un pò
e non hai ricevuto neanche un abbraccio da settimane,
forse te ne serve uno.
Mi chinai e lo abbracciai, rigida.
Lui si strinse a me fortissimo,
il contatto fu cosi sorprendente
e la sua persona minuscola era cosi calda
che respirai forte e cominciai a piangere.

“Gli abbracci fanno molto bene”
disse lui dandomi piccole pacche sulla schiena.
“Se vuoi domani te ne do un altro”..
Ed io mi sentii perduta…

 
 
 


fre bia pouce musical notes    (“Vivo per lei” con testo – Bocelli e Giorgia)

Thomas Edwin Mostyn – Signora con cofanetto di gioielli

 
 
 
 
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da Orso Tony




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ARTE POESIA MUSICA HUMOUR… INSIEME…
NEL GRUPPO DI FB
Frecce (51)





Thomas Edwin Mostyn – Flora
 

Martedì sera in poesia “Mi vestirò di te” Xartam – arte H. J. G. Martin – canzone “La nostra relazione” V. Rossi   Leave a comment



Henri-Jean-Guillaume Martin – Coppia in campagna

 

 

 
 
 
 
 
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L’universo ha un senso solo se abbiamo
qualcuno con cui condividere le nostre emozioni. 
– Paulo Coelho – 

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Henri-Jean-Guillaume Martin – Giovani donne in giardino
 
 
 
 
 
MI VESTIRO’ DI TE 
~ G. Xartam ~
 
Mi vestirò di te…..
dei tuoi caldi sguardi
e delle tue illusioni,
sarai per me il fresco cotone
per le giornate afose
oppure pura lana vergine
per quando il freddo
invaderà il cuore mio,
cucirò un foulard colorato
con la seta della tua pelle.
Mi vestirò di te….
delle tue notti insonni
e dei tuoi sogni più dolci
che saranno il mio pigiama,
sarai carezza lieve
sulla mia pelle nuda,
userò le fibre tue più calde
per mantenere il fuoco nel mio corpo,
userò tutta la stoffa che c’è in te
per fare capi unici.
Mi vestirò di te…..
perché senza di te
è come se fossi nudo.
 
 
 
 
 
Henri-Jean-Guillaume Martin – Coppia in campagna

 
 
 

Waterfalls

 
 
 

 
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PER CHI AMA L’ARTE 
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Henri-Jean-Guillaume Martin – Giovane coppia in un frutteto in primavera




Giovedì sera in poesia “Lasciami libere le mani” Neruda – arte A. J. Moore – canzone “Non ti dimentico”   1 comment

 

Albert Joseph Moore

 

 

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Lily Cole – 2005




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Hai abbassato le difese, ti sei reso vulnerabile. 

Hai messo un tuo tesoro, fragile come un cristallo, 

nelle mani di un’altra persona. 

Fa molto male quando quella persona non lo accoglie. 

~ Jonah Lynch ~ 

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Albert Joseph Moore – Omaggio alla musica



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fre bia pouce    musical notes

Albert Joseph Moore

 
 
 
 
 
LASCIAMI LIBERE LE MANI
Pablo Neruda
 
 
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con tremule fiammate.
Ahi, tu non sai cos’è questo!
è la tempesta dei miei sensi
che piega la selva
sensibile dei miei nervi.
è la carne che grida
con le sue lingue ardenti!
è l’incendio!
E tu sei qui, donna,
come un legno intatto
ora che tutta la mia
vita fatta cenere vola
verso il tuo corpo pieno,
come la notte, d’astri!
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solo ti desidero,
ti desidero solamente!
Non è amore, è desiderio
che inaridisce e s’estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi
sei venuta sulla terra –
com’io son venuto
per contenerti,
desiderarti,
riceverti!

 
 
 
 
Albert Joseph Moore

 
 

MARRONE CHIAROMARRONE CHIARO

 

 

 

 
 
 
 


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IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI
Frecce2039

 
 
Albert Joseph Moore






Serata in poesia “Gocce d’alba” De Steinkuehl – arte A. Hacker – canzone “Let it be”   Leave a comment


 

 
 
 

Arthur Hacker – L’ombrellino perduto
 
 
 

  
 

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Non posso perdere
l’unica cosa che mi mantiene vivo:
la SPERANZA.
 
Una parola che, spesso si trova con noi al mattino, 
viene ferita nel corso della giornata
e muore all’imbrunire, 
ma resuscita con l’aurora.
– Paulo Coelho –
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Arthur Hacker
 
 
 

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Gocce d’Alba
Monica De Steinkuehl

Annego sotto gocce di rugiada
soffici e delicate
mi lascio avvolgere dall’aria umida
dolci stille mi accarezzano il viso
senza lasciare
spazio a nessuno
Voce all’anima
libera dentro un sogno leggero
seguo il flusso della mia vita
in un mare di piccoli segni del destino
a cui mi abbandono
per trovare la pace più profonda
il senso che mi da
questo contatto
così forte
con la natura
così immensa.
Danzo libera su queste gocce
su me stessa
sui miei pensieri
in un arcobaleno di suoni
che mi dona quest’alba
così viva di colori,
ritrovo la perdita
all’improvviso..
…mi accorgo
che in realtà
non ho mai perduto nulla.
Tutto è dentro di me.

 

 

Arthur Hacker – Fiori di primavera
   

 

 
 
 
 
A TUTTI DA ORSO TONY 
 
 

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POESIA E CULTURA CON LEGGEREZZA

Frecce (174)





Arthur Hacker – The Cloister of the Bell


 

Weekend in poesia “Il giorno in cui” Tagore – arte V. Corcos – canzone “Almeno tu nell’universo” Mia Martini   Leave a comment



 
 
 
 
Vittorio Matteo Corcos
 
 
 
 

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Se cerco l’amore vero…
prima devo stancarmi degli amori mediocri
– Paulo Coelho

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Vittorio Matteo Corcos – Lettura sul mare


 

IL GIORNO IN CUI FIORI’ IL LOTTO 
– Rabindranath Tagore –
 
Il giorno in cui fiorì il loto,
ahimè, la mia mente era persa
e io non me ne accorsi.
Il mio cestino rimase vuoto
e il fiore inosservato.
Ogni tanto però
una tristezza mi prendeva
mi svegliavo dal mio sogno
e sentivo nel vento del sud
la presenza dolce
di una strana fragranza.
Quella vaga dolcezza
come desiderio tormentava il mio cuore
sembrava l’alito ardente dell’estate
in cerca di soddisfazione.
Non sapevo allora
che era così vicina
che era già mia
che questa dolcezza perfetta
era fiorita
nel profondo del mio cuore.
 
 
 
 
Vittorio Matteo Corcos         

                                                   

     

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a tutti… da Orso Tony

 
 
 
 
 


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IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI
Frecce2039

 

 

Vittorio Matteo Corcos

 
 

 

 

Serata in poesia “I tuoi occhi” R. W. Emerson – arte Leon Comerre – canzone “Ragazzo triste” P. Pravo   Leave a comment

 

 

LéonFrançois Comerre


 

 

 
 
 


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Sorridi anche se il tuo sorriso è triste,
perchè più triste di un sorriso triste
c’è la tristezza di non saper sorridere.
– Jim Morrison –

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Léon-François Comerre – La bella lettrice




 TUOI OCCHI BRILLAVANO ANCORA PER ME

 Ralph Waldo Emerson



 
 I tuoi occhi brillavano ancora per me,
anche se vagavo solitario per terra e mare;
come quella lontana stella che vedo,
ma che non vede me.
Stamattina sono salito sulla collina nebbiosa,
ed ho percorso tutti i pascoli,
come brillava la tua forma lungo la mia strada
fra la rugiada dagli occhi profondi!
Quando l’uccello rosso spiegò le scure ali,
e mostrò il suo fianco acceso:
quando il bocciolo maturò in una rosa,
in entrambi io lessi il tuo nome.

 

 

 

LéonFrançois Comerre – La bella lettrice

 

 

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IL MONDO DEGLI ARTISTI
 E DI CHI AMA L’ARTE
NEL GRUPPO DI FB
Frecce2039    musical notes


   

LéonFrançois Comerre

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