Archivio per l'etichetta ‘Paulo Coelho

Sera di giovedì in poesia “Sono folle di te” A. Merini – arte Vettriano – canzone “Angelo azzurro” U. Balsamo   Leave a comment

 
 
 
 
Jack Vettriano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Le loro labbra erano quattro rose su uno stelo, 
e nell’estate della loro bellezza si baciarono.
– William Shakespeare –
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fre bia pouce    musicAnimata    (Angelo azzurro di U. Balsamo)
Jack Vettriano
 
 
 
 
 
SONO FOLLE DI TE
Alda Merini

Sono folle di Te, Amore 
che vieni a rintracciare 
nei miei trascorsi 
questi giocattoli rotti delle mie parole. 
Ti faccio dono di tutto 
se vuoi, 
tanto io sono solo una fanciulla 
piena di poesia 
e coperta di lacrime salate, 
io voglio solo addormentarmi 
sulla ripa del cielo stellato 
e diventare un dolce vento 
di canti d’amore per Te. 
 
 
 
 
 
Jack Vettriano
 
 
 
 
 
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Jack Vettriano

 
 
 

Lunedì sera in poesia “Come chi percorre” Borges – arte Vermeer – canzone “Mind Games” J. Lennon   Leave a comment

 
 
 
Vermeer – La domestica consegna un messaggio alla padrona
 
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Il sogno è il nutrimento dell’anima,

come il cibo è quello del corpo.

– Paulo Coelho –

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POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

Vermeer – La ragazza con l’orecchino di perla

 

 

COME CHI PERCORRE… 
J. L. Borges
 
Come chi percorre una costa
meravigliato dalla moltitudine del mare,
rallegrato di luce e prodigo spazio,
io fui lo spettatore della tua bellezza
durante un lungo giorno.
Ci congedammo sull’imbrunire
e in graduale solitudine
al tornare nella strada i cui volti ancora ti conoscono,
si oscurò la mia gioia pensando
che di tanta nobile abbondanza di memorie
sarebbero rimaste appena una o due
per essere decoro dell’anima
nell’immortalità della sua impresa.

 
 
 

Jan Vermeer – Il bicchiere di vino

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da Tony Kospan

 
 

 
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 Jan Vermeer – La mezzana







Istanti – Piccola ma bella e profonda riflessione di Paulo Coelho – Forum   Leave a comment

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Un piccolo, ma nello stesso tempo grande,


pensiero sul senso della vita… di Paulo Coelho…


che condivido.


Dopo averlo letto mi farebbe piacere conoscere


il vostro pensiero.

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ISTANTI



Paulo Coelho (L’Aleph)





 La nostra vita è un viaggio ininterrotto


dalla nascita fino alla morte.



Il paesaggio muta, le persone cambiano,


i bisogni si trasformano, ma il treno prosegue.



La vita è il treno, non la stazione ferroviaria.





 


POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,

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Cosa ne pensate? 


CIAO DA TONY KOSPAN 
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LA POESIA E LA CULTURA 
IN TUTTE LE LORO FORME
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Weekend in poesia “Il tuo cuore” E. Cummings – arte Beraud – canzone “Teresa” S. Endrigo   Leave a comment

 
 
 
 
Jean Beraud 



 

 

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viola 19

E’ inutile parlare dell’amore, 

perché l’amore ha una propria voce 

e parla da sé. 

– P. Coelho –

viola 19




 
 
Jean Béraud Sinfonia in rosso e oro al Ponte delle Arti
 
 
 
 
 
IL TUO CUORE
Edward Cummings

 

Il tuo cuore lo porto con me.

Lo porto nel mio e

non me ne divido mai.

Dove vado io, vieni anche tu, amore mio;

qualsiasi cosa faccio io,

la fai anche tu, mia cara.

Non temo il destino

perché il mio destino sei tu, mia dolce.

Non voglio il mondo, perché il mio,

il più bello, il più vero… sei tu.

Questo è il nostro segreto profondo

radice di tutte le radici

germoglio di tutti i germogli

e cielo dei cieli

di un albero chiamato vita,

che cresce più alto

di quanto l’anima spera,

e la mente nasconde.,

Questa è la meraviglia che le stelle separa.

il tuo cuore lo porto con me,

lo porto nel mio.

 

 

 

Jean Béraud – Ballo al parco


 


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fre bia pouce     musicAnimata      (TERESA – SERGIO ENDRIGO)

 

da Orso Tony


 



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La pagina per colorare il tempo
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Jean Beraud – Dinner at Les Ambassadeurs

 

 

“Il gioco degli dei” – Coelho con questo sublime brano ci parla poeticamente di “amore e destino”   2 comments

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Questo brano di Paulo Coelho, 
noto scrittore, poeta e blogger brasiliano 
affronta un tema eterno e mai risolto 
(e forse non risolvibile a livello razionale).

E’ il destino che decide per noi?
O siamo noi a creare il nostro destino?




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IL GIOCO DEGLI DEI


Gli dei lanciano i dadi, ma non domandano se vogliamo partecipare al gioco.
Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno.
Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia.
Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze.
In qualche luogo dell’universo, loro lanciano i dadi e, casualmente, vieni scelto tu.
Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.
Gli dei lanciano i dadi e liberano l’amore dalla sua gabbia.
Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione.
L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo.
É necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
É necessario ricercare l’amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza.
Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro.
E ci salva.
E nell’amore non esistono regole.
Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento.
Ma sono tutte cose insignificanti.
Decide il cuore.
E quando decide è ciò che conta.


Paulo Coelho







FORUM

Penso d’interpretar questo brano del grande scrittore come consiglio a tener sempre aperte le porte del cuore tenendo presente però che l’amore potrà presentarsi in un momento o in un luogo non preventivabile, né definibile.
Ma poi sarà solo il caso a farcelo incontrare e soprattutto riconoscere.
Lo stesso concetto però, a parer mio, vale anche per altri aspetti della nostra vita.
E voi cosa ne pensate?

Tony Kospan



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Brevi estratti dal noto libro di P. Coelho “Sulla sponda del fiume…” – II parte   Leave a comment




Ho aperto la finestra e il mio cuore.


Il sole ha inondato la camera
e l’amore ha pervaso la mia anima.




 
 
 

 

 


CITAZIONI D’AMORE DA COELHO

Altri brani dal noto libro


“Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”

 

 
 



L’amore è sempre nuovo. 
Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. 
L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo.
è necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. 
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur avendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e coglierli.
è necessario ricercare l’amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. 
Perché, nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. 
E ci salva.



 
 
  

Mi sono seduta e ho pianto.
Narra la leggenda che tutto ciò che cade nell’acqua di questo fiume, le foglie, gli insetti, le piume degli uccelli, si trasforma nelle pietre del suo letto. 
Ah, se solo potessi strapparmi il cuore dal petto e lanciarlo nella corrente, allora non ci sarebbero più dolore né nostalgia né ricordi. 
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto.
Il freddo dell’inverno mi ha fatto sentire le lacrime sul viso: lacrime calde che si sono confuse con le acque gelate che scorrono davanti a me.
In qualche punto, il fiume si unisce con un altro, poi con un altro ancora, finché, lontano dai miei occhi e dal mio cuore, tutte le acque si confondono con il mare. 
Che le miei lacrime scorrano lontano, perché il mio amore non sappia mai che un giorno ho pianto per lui.
Che le mie lacrime scivolino via, e solo allora dimenticherò il fiume Piedra, il monastero, la chiesa sui Pirenei, la bruma, i cammini che abbiamo percorso insieme. 
Dimenticherò le strade, le montagne e i campi dei miei sogni: sogni che mi appartenevano e che io non conoscevo.




 
 



Dobbiamo ascoltare il bambino che eravamo un tempo e che ancora esiste in noi.

Questo bimbo è in grado di capire gli istanti magici.

Noi sappiamo come soffocarne il pianto, ma non possiamo far tacere la sua voce.




Sembra che sia accaduto tanto tempo fa, eppure è solo da una settimana che ho ritrovato il mio amato e l’ho perduto

Sulle sponde del fiume Piedra, ho scritto questa storia.
Le mie mani erano gelate, le gambe intorpidite dalla posizione, e io avevo bisogno di fermarmi spesso. 
Forse l’amore ci fa invecchiare anzitempo e ci rende giovani quando la gioventù è passata.
 Ma come non rammentare quei momenti?
Perciò ho scritto, per trasformare la tristezza in nostalgia e la solitudine in ricordi.
Perché, dopo aver raccontato a me stessa questa storia, io la potessi lanciare nel fiume Piedra.
Era questo l’insegnamento della donna che mi ha accolto.
Allora, per ricordare le parole di una santa, “le acque avrebbero potuto spegnere ciò che il fuoco ha scritto”. 
Tutte le storie d’amore sono uguali.









  
 

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Mercoledì sera in poesia “A Claire” Y. Goll – arte Dvorak – canzone “It’s my life” Talk Talk   1 comment

 
 
 
 
Franz Dvorak
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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barrafiorita

 
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante ne sogni la tua filosofia. 
– Shakespeare  (Amleto)  

barrafiorita

 
 
 
 
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Franz Dvorak – La lettura

 

 
 
 

A CLAIRE

– Yvan Goll –


 

Ti ho colta nei giardini di Efeso
La chioma crespa dei tuoi garofani
Il mazzo serale delle mani
 
Ti ho pescata nei laghi del sogno
Ti ho gettato il mio cuore per esca
Un pescatore sulle tue rive di salice
 
Ti ho trovata nell’aridità del deserto
Eri il mio ultimo albero
Eri l’ultimo frutto della mia anima
 
Dal tuo sonno ora sono avvinto
Profondamente immerso nel tuo riposo
Come la mandorla nel guscio notte-bruno

 
 
 
 
Franz Dvorak – Alle corse

 
 

 
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 DA ORSO TONY
 
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Franz Dvorak

 
 
 

Lunedì sera in poesia “Non guardare il volto” V. Hugo – arte Zandomeneghi – canzone Gli occhi miei (Dino)   Leave a comment

 
 
 
 
Federico Zandomeneghi – Coppia al caffè
 

 
 
 

 

 

 

ro roro ro

Si crede che tutto sia finito, 
ma poi c’è sempre un pettirosso 
che si mette a cantare.
– Paul Claudel –


ro roro ro

 
 
 

 Federico Zandomeneghi



 
 

 
 
NON GUARDARE IL VOLTO
– Victor Hugo –

Non guardare il volto
fanciulla, guarda il cuore.
Il cuore di un bel giovane è spesso deforme.
Ci sono cuori in cui l’amore non si conserva.
Fanciulla, l’abete non è bello,
non è bello come il pioppo,
ma d’inverno mantiene le foglie.
Ahimè! A che serve dir questo?
Chi non è bello ha il torto di esistere;
la bellezza ama solo la bellezza.
Aprile volge le spalle a Gennaio.
La bellezza è perfetta.
La bellezza può tutto.
La bellezza è la sola cosa che non esiste a metà.
Il corvo vola solo di giorno.
Il gufo vola solo di notte.
Il cigno vola notte e giorno.


 
 
 
 


Federico Zandomeneghi

 


oro
 
  
 
Tony Kospan
 
 
 

 
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Federico Zandomeneghi


 
 

Con “Il buon combattimento” Coelho fa un grandissimo elogio al.. “sogno”   2 comments

 
 
 
 



Questo di Coelho, è a parer mio,
un brano davvero sublime
teso a farci comprendere l’importanza di lottare
per la difesa e la vitalità… dei nostri sogni.

Chi ama il sogno come amico e sostegno dei nostri giorni
nonché capace di arricchire la nostra vita,
proponendoci mete realizzabili o meno,
non potrà non apprezzarlo in pieno.




aranc grande 8FF




IL BUON COMBATTIMENTO


ovvero
ELOGIO DEL SOGNO
P. Coelho




(musica fre bia pouce  music+121      new age)





“Ho combattuto il buon combattimento e ho mantenuto la fede”, dice Paolo in una delle sue epistole.
E sarebbe bene ricordare questo tema, quando un nuovo anno si prospetta davanti a noi.
L’uomo non può mai smettere di sognare.
Il sogno è l’alimento dell’anima come il cibo è l’alimento del corpo.
Tante volte, nella nostra esistenza, vediamo i nostri sogni infranti e i nostri desideri frustrati, ma bisogna continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non vi penetra.
Agape è l’amore universale, quell’amore che è più grande e più importante del semplice “piacere” a qualcuno.
Nel suo famoso discorso sui sogni, Martin Luther King ricorda il fatto che Gesù ci chiese di amare i nostri nemici, e non che essi ci piacessero.
Questo amore più grande è quello che ci dà l’impulso per continuare a lottare malgrado tutto, per mantenere la fede e la gioia, e combattere il Buon Combattimento.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso perché lo chiede il nostro cuore.
In epoche eroiche, quando gli apostoli giravano nel mondo predicando il vangelo, o al tempo dei cavalieri erranti, questo era più facile: c’erano molte terre da attraversare e tante cose da fare.
Al giorno d’oggi, però, il mondo è cambiato, e il Buon Combattimento è stato trasportato dai campi di battaglia all’interno di noi stessi.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso in nome dei nostri sogni.
Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – nella gioventù – noi abbiamo molto coraggio, ma non abbiamo ancora appreso a lottare.
Dopo tanti sforzi, finiamo per apprendere a lottare, ma a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere.
Perciò, ci rivolgiamo contro di noi e combattiamo noi stessi, finendo così per essere il nostro peggior nemico.






Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto della nostra ignoranza delle realtà della vita.
Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il primo sintomo che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo.
Le persone più occupate che ho conosciuto in vita mia avevano sempre tempo per tutto.
Quelle che non facevano nulla erano sempre stanche, non tenevano dietro a quel poco di lavoro che dovevano fare e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto.
In realtà, esse avevano paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze.
Poiché non vogliamo guardare alla vita come ad una grande avventura da vivere, finiamo per giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo all’esistenza.
Guardiamo al di là delle mura del nostro quotidiano e udiamo il rumore di lance che si spezzano, l’odore di sudore e polvere, i grandi crolli e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri.
Ma non avvertiamo mai la gioia, la Gioia immensa che c’è nel cuore di coloro che stanno lottando, giacché per questi ultimi non è importante la vittoria o la sconfitta, ciò che importa è solo intraprendere il Buon Combattimento.
Infine, il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la Pace.
La vita diviene un pomeriggio domenicale, che non ci chiede grandi cose e non esige nulla di più di quanto noi possiamo dare.
Riteniamo allora di essere “maturi”, di avere messo da parte le “fantasie dell’infanzia”, e raggiungiamo la nostra realizzazione personale e professionale.
E siamo stupiti quando qualcuno della nostra età dice di volere ancora questo o quello dalla vita.
Ma, nell’intimo del nostro cuore, sappiamo che ciò che è accaduto è che abbiamo rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento.
Quando rinunciamo ai nostri sogni e troviamo la pace, abbiamo un periodo di tranquillità.
Ma i sogni morti cominciano a marcire dentro di noi e ad infestare tutto l’ambiente in cui viviamo.
Noi cominciamo a diventare crudeli verso coloro che ci circondano, e infine passiamo a rivolgere questa crudeltà contro noi stessi.
Compaiono le malattie e le psicosi.
Ciò che volevamo evitare nel combattimento – la delusione e la sconfitta – diviene l’unico legato della nostra vigliaccheria.
E un bel giorno, i sogni morti e ormai marciti rendono l’aria difficile da respirare e noi cominciamo a desiderare la morte, la morte che ci liberi dalle nostre certezze, dalle nostre occupazioni, e da quella terribile pace dei pomeriggi domenicali.
Per evitare tutto ciò, dunque, dobbiamo affrontare la vita con la riverenza del mistero e la gioia dell’avventura.

 

 

 

 

 


 Ciao da Tony Kospan


 

 




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
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Weekend in poesia “Sprecata” M. Hornbacher – arte T. E. Mostyn – canzone “Vivo per lei” Bocelli e Giorgia   Leave a comment

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Thomas Edwin Mostyn


 

 

 
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La tradizione dice
che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero,
guadagniamo un giorno di vita.
– Paulo Coelho –

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Thomas Edwin Mostyn – Signora in verde

 
 
 

SPRECATA 
Marya Hornbacher
 
Lo so che di solito non abbracci,
però mi chiedevo se posso io abbracciare te,
non importa se ricambi,
ho pensato che siccome sei qui da un pò
e non hai ricevuto neanche un abbraccio da settimane,
forse te ne serve uno.
Mi chinai e lo abbracciai, rigida.
Lui si strinse a me fortissimo,
il contatto fu cosi sorprendente
e la sua persona minuscola era cosi calda
che respirai forte e cominciai a piangere.

“Gli abbracci fanno molto bene”
disse lui dandomi piccole pacche sulla schiena.
“Se vuoi domani te ne do un altro”..
Ed io mi sentii perduta…

 
 
 


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Thomas Edwin Mostyn – Signora con cofanetto di gioielli

 
 
 
 
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da Orso Tony




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Thomas Edwin Mostyn – Flora
 

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