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SERENATA AL MONDO – Breve… ma poetico e simpatico… brano di Romano Battaglia   Leave a comment




De Blaas
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Davvero una bella riflessione questa
e penso faccia bene allo spirito… di noi tutti.

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SERENATA AL MONDO
Romano Battaglia






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Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel veder tagliare gli alberi di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino in sole poche righe.

Una volta volevo rendere la bellezza della neve caduta sulla terra, ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.

Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato, ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava sul fiume.

Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle, ma l’aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.

Una volta piansi per la cattiveria e le ingiustizie del mondo, ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.

Le parole di quei bambini, i loro sogni, i loro pensieri sono messaggi di verità:
li affido agli abitanti della terra, spesso stanca e malata, affinché sappiano trarne un insegnamento.

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Ciao da Tony Kospan


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Fabio Fiorese 
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Buon compleanno Alessandro Baricco con un tuo breve ma suggestivo e poetico brano dal libro “Novecento”   Leave a comment


Come fare gli auguri ad uno scrittore 

se non leggendo un suo bel brano?







Il grande scrittore, che ha avuto una difficile malattia, 

merita i nostri migliori auguri insieme ai complimenti

per la fantastica bellezza della sua prosa.






Ecco un brano, breve ma intenso, che conferma le magiche doti

nascoste nella penna del notissimo scrittore.






Potevi pensare che era matto.

Ma non era così semplice.

Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c’è in Bertham Street, d’estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c’è mai stato.

Negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, lui, quell’aria, l’aveva respirata davvero.

Il mondo, magari, non l’aveva visto mai.

Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava.

E gli rubava l’anima.

In questo era un genio, niente da dire.

Sapeva ascoltare. E sapeva leggere.

Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente.

I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia…

Tutta scritta, addosso.

Lui leggeva, e con cura infinita, catalogava, sistemava, ordinava.




Alessandro Baricco – Torino 25.1.1958



Alessandro Baricco (Da Novecento)



Pin Die Brucke




Ciao da Tony Kospan





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Le lettere smarrite – Brano poetico ed originale.. ma amaro.. di un autore cubano   3 comments

“Il gioco degli dei” – Coelho con questo sublime brano ci parla poeticamente di “amore e destino”   2 comments

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Questo brano di Paulo Coelho, 
noto scrittore, poeta e blogger brasiliano 
affronta un tema eterno e mai risolto 
(e forse non risolvibile a livello razionale).

E’ il destino che decide per noi?
O siamo noi a creare il nostro destino?




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IL GIOCO DEGLI DEI


Gli dei lanciano i dadi, ma non domandano se vogliamo partecipare al gioco.
Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno.
Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia.
Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze.
In qualche luogo dell’universo, loro lanciano i dadi e, casualmente, vieni scelto tu.
Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.
Gli dei lanciano i dadi e liberano l’amore dalla sua gabbia.
Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione.
L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo.
É necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
É necessario ricercare l’amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza.
Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro.
E ci salva.
E nell’amore non esistono regole.
Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento.
Ma sono tutte cose insignificanti.
Decide il cuore.
E quando decide è ciò che conta.


Paulo Coelho







FORUM

Penso d’interpretar questo brano del grande scrittore come consiglio a tener sempre aperte le porte del cuore tenendo presente però che l’amore potrà presentarsi in un momento o in un luogo non preventivabile, né definibile.
Ma poi sarà solo il caso a farcelo incontrare e soprattutto riconoscere.
Lo stesso concetto però, a parer mio, vale anche per altri aspetti della nostra vita.
E voi cosa ne pensate?

Tony Kospan



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PIOGGIA DI ROSE – Antonia Arslan con questo racconto ci parla dei ricordi della bambina di un tempo   Leave a comment








PIOGGIA DI ROSE
di Antonia Arslan *



Avevo appena imparato a leggere, dopo aver imbrogliato per molti mesi nonni e zii, facendo finta di capire la prima pagina di un numero del “Corriere dei Piccoli” che amavo moltissimo, e che sapevo a memoria.
Allora stavamo al Dolo, sulla Riviera del Brenta. 
E dopo pochi giorni di scuola, scoprii la cartolibreria di fronte al canale. 
Sul davanti, era un negozio come tanti altri; ma dietro, c’era un retrobottega odoroso di legno e di libri, il profumo della felicità. 
Mi arrampicavo sulla vecchia scaletta di legno con i gradini scricchiolanti (e dal tipo di rumore il vecchio signir Arrigom il proprietario, sapeva su quale scalino ero arrampicata, e a volte veniva a tirarmi giù: 
“No la xe par ti, sta roba”, diceva con autorità).




Dipinto di Cafiero Filippelli




Ma un giorno trovai Pioggia di Rose, una raccolta di novelle di Ferenc Herczeg, edizione Corticelli.
Mi innamorai di ogni storia di quel libro. 
Mi piaceva ogni cosa: la copertina un po’ rigida, le illustrazioni dal segno netto, senza sfumature, le pagine dalla stampa ben spaziata, che si leggeva facilmente; e soprattutto il titolo.
E lo lessi tutto, seduta sulla scaletta, finché un pomeriggio trovai il coraggio di chiedere al signor Arrigo se mi permetteva di portarmelo a casa.
“Certo” rispose “ma prima, sai, devi pagarmelo. Ricordati che chi legge, paga.”



(Racconto breve tratto da “Il cortile dei girasoli parlanti” e rinvenuto nel web)





Antonia Arslan



*Antonia Arslan è una scrittrice, traduttrice e accademica italiana di origini armene. 
Laureata in archeologia, ha insegnato per molti anni Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova.




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“Era una donna semplice” – Brano breve ma di classe pura dello scrittore Alessandro Baricco   Leave a comment






Fantastica e coinvolgente descrizione di una donna… amata (?) conosciuta (?) da parte di uno scrittore dalla “penna” davvero magica.
Per la leggiadra bellezza del brano non me la sono sentita di non condividerlo con voi…








ERA UNA DONNA SEMPLICE


Era una donna semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque.
Era un tipo così.
Ed era carina, questo bisogna dirlo.
Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle.
Più semplice.
Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva.
Come una specie di limpidezza, di trasparenza.
Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte.
Non so se avete presente.
Ma è una cosa rara.
E bellissima, nel suo genere.








Alessandro Baricco – Da Barnum 2 (1998)



Ciao da Tony Kospan




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La matita di Paulo Coelho – Racconto breve ma simpatico anche con una sua bella morale   Leave a comment


 
 


 

Fantastico e saggio

nella sua profonda semplicità

mi appare questo brano del grande scrittore

che consiglio senz’altro di leggere.

 

 

 

 

 

 

 L A    M A T I T A

Paulo Coelho
 
 
 
 
 

 

 

 

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.
A un certo punto chiese:
“Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?”.
La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote:
“In effetti sto scrivendo di te.
Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando.
Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.”
Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale.
“Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!”
“Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose.
Ci sono cinque qualità in essa, che se tu riuscirai a mantenere,
faranno sempre di te un uomo in pace col mondo.




  

 
 


Prima qualità :

tu puoi fare grande cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi.
Questa mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la sua volontà.
 
 

Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo, e usare il temperino.
Questo fa si che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà  più affilata.
Pertanto, sappi sopportare un pò di dolore, perché ciò  ti renderà una persona migliore.

 
Terza qualità: la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli.
Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è  necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.
 
Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che  è all’interno.
Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
 
 
Infine, la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno.
Ugualmente sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola azione.


 
 
 




 
 
 
 
 
  
 
 
(dal libro “Sono come il fiume che scorre”)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

 

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LA SIGNORA IN PISCINA – Milan Kundera con questo suggestivo brano ci parla dello.. scorrere del tempo   Leave a comment

 

 

 

 


Questo brano,
che mi affascina molto per le intrinseche valenze poetiche,
ci porta ad una suggestiva ed originale… riflessione
sulla nostra percezione dello scorrere del tempo.








Però poi, se ci pensiamo bene,
ci accorgiamo che in fondo la riflessione è…
 del tutto naturale.
 
 
Ma leggiamolo.
 
 
 
 


 
 
 


LA SIGNORA IN PISCINA
DA “L’IMMORTALITA’”
DI
MILAN KUNDERA

 
 
 
“…. La signora avra’ avuto sessanta, sessantacinque anni, era sola, immersa nell’acqua fino alla vita, lo sguardo rivolto in su verso il giovane maestro di nuoto in tuta che le stava insegnando a nuotare.
Finita la lezione la donna si allontanava in costume da bagno facendo il giro della piscina.
Superò il maestro e quando si trovò a quattro cinque passi di distanza, girò la testa verso di lui, sorrise e lo salutò con la mano.
E in quel momento mi si strinse il cuore!
Quel sorriso e quel gesto appartenevano a una donna di vent’anni!
La sua mano si era sollevata con una leggerezza incantevole.
Era come se avesse lanciato in aria una palla colorata per giocare col suo amante.
Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più.
Era il fascino di un gesto annegato nel non fascino del corpo.
Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l’aveva dimenticato.
Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori del tempo.
Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.
In ogni caso nell’attimo in cui si girò, sorrise e salutò con la mano il giovane maestro di nuoto, lei ignorava la propria età.
In quel gesto una qualche essenza del suo fascino, indipendente dal tempo, si rivelò per un istante e mi abbagliò.
Ero stranamente commosso…”


 
 
 
 
 

 
 
 

Cosa ne pensate?
 
 
Ciao da Tony Kospan




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E’ proibito (Queda Prohibido) – Il notissimo ed amatissimo testo ed il suo vero autore!   Leave a comment


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E’ un mitico brano di prosa – poesia, bello come una poesia,

e profondo come una riflessione filosofica

benché calato nella nostra realtà di ogni giorno.


  

  


Il titolo originale è Queda Prohibido

ed il vero autore è

Alfredo Cuervo Barrero


  

  


Di questo poeta Basco (Nord della Spagna) 

si hanno proprio pochissime notizie…

salvo che dovrebbe avere ora 42 anni, 

avendo scritto nel suo blog nel 2000 di averne 22

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Lì si divertiva per il fatto che veniva attribuita a Neruda

questa sua poesia – pensiero.


 

 

  

Viene infatti, ahimè, ancor oggi generalmente,

ma falsamente, attribuita a Neruda!


  

 

 

E’ certo un passo molto noto, 

forse anche per questa falsa attribuzione,

ma…. davvero molto bello, e… leggerlo, o rileggerlo,

certo… male non ci fa… anzi!

 

 

 

 
 

 
 
 

E’ PROIBITO
Alfredo Cuervo Barrero
 
E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.


E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
 
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.
 
E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
 
E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
 
E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
 
E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
 
E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perche’ le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
 
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
 
E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.
 
E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento
per la gente che ha bisogno di te,
 non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.
 
E’ proibito non cercare la tua felicita’,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.

 
 
 
 
 
 
 

Se ci va possiamo anche ascoltarlo

in questo bel video.



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Ciao da Orso Tony 

 



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fre bia pouce

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PERCHE’ E’ COSI’ CHE TI FREGA LA VITA – Breve ma suggestivo brano del noto scrittore Alessandro Baricco   Leave a comment

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UNA BELLA RIFLESSIONE DEL NOTO SCRITTORE
ALESSANDRO BARICCO



PERCHE’ E’ COSI’ CHE TI FREGA LA VITA






Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore, o un suono che poi non te li toglie più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei per sempre un’esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
Alla deriva.
Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita.
Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte.
Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.
Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo gli occhi, come bicchieri fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.
Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c’è verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime.
Maledizione.
Con tutto quello che uno vorrebbe dire….
E invece niente, non esce fuori niente.
Si può essere fatti peggio di così?








Alessandro Baricco – da Castelli di Rabbia
web – impaginazione dell’Orso








CIAO DA TONY KOSPAN




STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO







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