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Amori mitici: Eloisa ed Abelardo – Un amore medievale.. totale e passionale che possiamo leggere anche in alcune lettere   Leave a comment





Chissà quante volte abbiamo ascoltato i nomi di Eloisa e Abelardo

ed ogni volta ci viene in mente che sono i protagonisti di una grande storia d’amore

ma poi, se ci chiediamo dove, come e quando questa storia si è verificata,

allora per molti di noi cala la nebbia su di un vago ricordo.


Una prima breve riflessione sulla loro storia 

è, per molti aspetti, l’incredibile modernità 

anche se immersa in pieno nei costumi del Medio Evo.


 
 
 
 




ELOISA ED ABELARDO

I PERSONAGGI.. LA STORIA.. IL MITO.. E LE LETTERE 
DI UNA DELLE PIU’ BELLE E PASSIONALI STORIE D’AMORE 
a cura di Tony Kospan



 


   
I PERSONAGGI
 
 
CHI SONO DUNQUE… ELOISA ED ABELARDO?
 

 
Chiariamo subito che si tratta di una storia autentica,anche se poi è divenuta, mitica.
 
Siamo nell’XI secolo in Francia e lo scenario è quello di Parigi.

(Sarà anche per questo che è anche una delle capitali dell’amore?)
 
 
 

Abelardo

 

 



Pietro Abelardo è un giovane e brillante chierico e professore di teologia di origine bretone e quando nel 1116 conosce Eloisa ha 39 anni ed è molto noto.

E’ famoso anhe perché è un contestatore di buona parte della teologia precedente.

 

 


Edmund Blair Leighton

 

 

Eloisa, nata nel 1099, è una ragazza vivace ed in gamba che eccelle non solo negli studi classici ma anche in quelli scientifici.

All’età di 17 anni lo zio Fulberto, viste le sue notevoli qualità, decide di farle frequentare dei corsi tenuti da Abelardo.

Abelardo se ne innamora subito e perdutamente.

Eloisa aveva tutto ciò che più seduce gli amanti” sono queste le parole scritte dallo stesso Abelardo.

Fulberto, entusiasta per la fama di Abelardo di miglior insegnante di Parigi, accoglie la sua richiesta di essere ospitato da lui per starle più vicino.



 




 


 

Eloisa cede all’amore ed alla passione:

“Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige.”

 
 

 
Angelica Kauffmann – L’addio tra Eloisa e Abelardo


 
 
LA STORIA ED IL MITO
 
 
La storia di questo amore è divenuta, nell’immaginario collettivo, mitica… come quelle di Tristano e Isotta, Giuletta e Romeo, Paolo e Francesca ma, come dicevo su, è del tutto storicamente vera.






La relazione del grande professore parigino e della sua bellissima e coltissima allieva sorprende per diversi aspetti, religiosi… culturali… passionali e razionali che pur conflittuali tra loro, ci mostrano un Medio Evo molto più vivace di come l’immaginiamo.






La vicenda storica lunga, convulsa, complessa e piena di avvenimenti, quasi tutti documentati, però non ha un lieto fine.




Angelica Kauffmann – L’addio tra Eloisa e Abelardo

 
Possiamo solo dire che ci fu il pentimento di Abelardo ma non quello di Eloisa… ” Il piacere che ho conosciuto è stato così forte che non posso odiarlo”.
 

L’immensità della forza vitale e suprema dell’amore che leggiamo nel Cantico dei Cantici “non basterebbe l’acqua degli oceani a spegnere” è quello che, con chiarezza ed  emozione, possiamo evincere anche da questa grande storia di mille anni fa.

Un giorno, se riesco, mi piacerà raccontarla in tutti i suoi aspetti, alcuni dei quali davvero sconcertanti, come l’evirazione di Abelardo decisa ed attuata dalla famiglia di Eloisa.

 
 

MUSICA MEDIEVALE



LE LETTERE

 
 
Le lettere d’amore di Eloisa… rappresentano uno spaccato sincero e senza tabù,
ed aggiungerei, moderno, sulla loro esplosiva storia d’amore e di passione.

Ecco alcuni estratti.
 
 
 
 

 
 
 
DA ELOISA AD ABELARDO
 
 
 
Eloisa ed Abelardo
 
 
I
 
 
“In una parola, cerchiamo l’amore nell’amore”
 
 
 
 

 
 
 
II
 
 
 
“Solo tu hai il potere di rendermi triste o donarmi gioia e conforto. 
Il mio amore ha raggiunto tali vette di follia
che rubò a se stesso ciò che più agognava… 
Ad un tuo cenno, subito cambiai il mio abito e i miei pensieri,
per dimostrarti che sei tu l’unico padrone
del mio corpo e della mia volontà.”

 
 
 
 
 
 
III
 
 
“Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico
e le donne ti seguivano con gli occhi voltando indietro il capo
quando ti incrociavano per la via […]
Quale regina, quale donna potente
non invidiava le mie gioie e il mio letto?
Avevi due cose in particolare che ti rendevano subito caro:
la grazia della tua poesia e il fascino delle tue canzoni,
talenti davvero rari per un filosofo quale tu eri […]
Eri giovane, bello, intelligente “






Charles Lock Eastlake


IV


Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore,
lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti
che la passione predilige.
Aperti i libri, le parole
si affannavano
di più intorno ad argomenti d’amore che di studio,
erano più numerosi i baci che le frasi,
la mano correva più spesso al seno che ai libri.
E ciò che si rifletteva nei nostri occhi
era molto più spesso l’amore
che non la pagina scritta oggetto della lezione.
Per non suscitare sospetti
la percuotevo spinto però dall’amore, non dal furore,
dall’affetto non dall’ira,
e queste percosse erano più soavi di qualsiasi
balsamo.
Il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell’amore,
ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito,
subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri
tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi e non ci stancavamo mai.
Quanto più eravamo inesperti di quei giochi d’amore,
tanto più insistevamo nel procurarci il piacere
e non arrivavamo mai a stancarcene.
 
 
 

Eloisa ed Abelardo



V



.
.
.

Ti ho amato di un amore sconfinato (…)

mi è sempre stato più dolce il nome di amica e, se non ti scandalizzi,

quello di amante o prostituta, il mio cuore non era con me, ma con te”.








FINE

 

Fonti vari siti web


    fre bia pouce





De Nittis – Breve ricordo.. anche con dipinti.. dell’elegante pittore barlettano e dei suoi successi parigini   Leave a comment



Nonostante la precoce scomparsa (a soli 38 anni!)
il suo è stato un grande percorso nel mondo dell’arte
riuscendo ad affermarsi come uno dei più grandi
e famosi pittori italiani dell’800.



De Nittis – Autoritratto (partic.)
(Barletta 25.2.1846 – Saint-Germain-en-Laye 21.8.1884)



BREVE RICORDO DI GIUSEPPE DE NITTIS
a cura di Tony Kospan


BREVE BIOGRAFIA


Gli inizi della sua formazione artistica
avvennero presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli
dal quale però fu espulso per indisciplina.




De Nittis – Giornata d’inverno



Insofferente nei confronti dello stile verista ma formale,
allora dominante negli ambienti artistici napoletani,
entrò a far parte della “Scuola di Portici” nella quale
il “verismosi diradava in toni e colori più sfumati
e diventando, come ebbe a scrivere, “maestro di se stesso”.



De Nittis – Appuntamento al bosco di Portici




Il maestro A. Cecioni, suo grande ammiratore
per la spontanea eleganza dei suoi dipinti,
lo prese sotto le sue ali
e divenne anche la sua guida.








Si trasferì poi per un po’ a Firenze
dove ebbe contatti, influenze… ma anche contrasti,
 con gli ambienti dei Macchiaioli.

 

 
 
De Nittis – Colazione in giardino 
 



Dopo aver girato per varie parti d’Italia
si trasferì infine a Parigi dove avvenne poi la maggior parte
della sua grande produzione artistica
e dove ebbe notevoli successi
sia da parte del pubblico che della critica.



De Nittis – Effetto neve



Fu anche amico, tra gli altri, degli impressionisti Manet e Degas
e si inserì molto bene nei salotti eleganti ed aristocratici della città.

Fu anche acquarellista ed acquafortista.



De Nittis – Sul lago dei 4 Cantoni




Morì improvvisamente a causa di un ictus.

E’ sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.



De Nittis – Avenue du Bois in Boulogne – 1874




IL SUO STILE


Pur influenzato dai Veristi, dai Macchiaioli e dagli Impressionisti
il grande pittore barlettano mantenne però sempre un suo stile indipendente.

La sua è unanimemente considerata una pittura elegante e “poetica”.



De Nittis – Donna con cappello e veletta



I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi naturali…
agresti o cittadini, i salotti eleganti e le donne affascinanti.

Ha in comune con Renoir, nato pure lui il 25 febbraio,
il piacere di dipingere la gioia, la bellezza e l’eleganza.



 
De Nittis – Ritorno di nascosto dal ballo



F I N E






IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Ripped Note


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De Nittis – Donna in barca – 1876

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La storia dell’intensa passione tra 2 grandi scultori A. Rodin e C. Claudel ed i loro capolavori – Arte e Amore – I PARTE   Leave a comment



Tutta la vera storia di un grande, ma complicato, 

amore tra 2 grandissimi scultori

nella vivacissima ed affascinante Parigi di fine ‘800

solo da qualche decennio venuta alla luce.





 
 
 
RODIN E CLAUDEL
– STORIA D’ARTE.. AMORE E DOLORE –
Tony Kospan



Jean Beraud – Ballo al parco

 
 
 
 

Una storia d’amore… una storia di grande passione… tra 2 artisti… tra 2 grandi artisti della medesima arte… la scultura.
Un tipo di storia quindi non frequentissima ma anche una storia caduta nel massimo oblio benché all’epoca in cui si svolse fosse notissima nel mondo dell’arte e dei salotti culturali parigini.
Eppure questa è davvero una grande storia d’amore… seppur proibita… seppur tormentata… che durò ben 10 anni.
Possiamo ora raccontarla sia grazie alle cronache dell’epoca che grazie alle stesse opere dei 2 grandi artisti.
 
 
 
 
 

Auguste Rodin e Camille Claudel
 
 
 
 
 
Parleremo dunque della storia d’amore tra lo scultore Auguste Rodin, uno dei massimi artisti del suo tempo, e Camille Claudel sua allieva, sua musa ed a sua volta grande scultrice, dall’inizio fino al suo doloroso epilogo e ci soffermeremo anche sul come e perché questa storia, in anni recenti, sia tornata alla ribalta.
E’ il mondo dell’arte ed in particolare della scultura, dunque, il palcoscenico in cui è ambientato questo amore. 

 

LA STORIA D’AMORE

 

Siamo nel 1882 a Parigi… allora capitale della cultura europea e mondiale.



  
 
Renoir 




Lo scultore Auguste Rodin  ha iniziato ad avere bei successi con le sue opere… ed ad avere incarichi di vario genere tra cui quello di dare lezioni all’Accademia d’Arte “Colarossi”  la sola, all’epoca, aperta anche alle donne… 
 
 
 
 

 

Rodin da giovane lavora al busto di Padre Eymard

 

 

Rodin è un uomo di 42 anni dalla taglia forte ed un po’ tarchiata, capelli chiari e barba rossiccia, un naso “importante” ed occhi da miope che però sembrano osservare tutto, e con la massima attenzione ma con un modo di fare che sembra timido e silenzioso.
Camille Claudel è una studentessa di 18 anni che da poco frequenta l’Accademia ed è desiderosa di apprendere i rudimenti dell’arte.
 
 
 
 
 

Claudel Camille – (Fère-en-Tardenois, 8.12.1864 – Montfavet, 19.10.1943)


 

E’ una giovane donna splendida, dal viso armonioso, dalla bocca grande e sensuale, dagli occhi di un azzurro intenso, dallo sguardo vivace, dai lunghi capelli castani e con un corpo tutto ben proporzionato.
Il fratello Paul Claudel, celebre poeta dell’epoca e diplomatico, così descrive la sorella Camille:
“Un front superbe, surplombant des yeux magnifiques, de ce rare bleu si rare à rencontrer ailleurs que dans les romans.” (Fronte superba su occhi magnifici di un blu così raro che non si trova che nei romanzi).







Scatta inesorabile il colpo di fulmine tra il professore e l’allieva che ben presto inizia a frequentare lo studio dello scultore  posando anche come modella.
Rodin ben presto diviene il suo maestro personale ed il grande amore della sua vita.
Intanto Rodin, che per la  gran mole di incarichi ha bisogno di assistenti, si rende anche conto che questa sua allieva ha un grande talento e può aiutarlo.
 
 
 
 
 
 
 Auguste Rodin – (Parigi, 12.11.1840 – Meudon, 17.11.1917)

 
 
 
Dirà di lei: “le ho insegnato a scoprire l’oro dentro la materia, ma l’oro era dentro di lei”.
Camille a sua volta si consegna a lui totalmente venendo incontro a tutti i suoi desideri anche i più incredibili.
Il loro rapporto è nel contempo d’amore e d’arte… ed è proprio lei che scolpisce in quegli anni le mani ed i piedi delle opere del suo Maestro.
 
 
 
 
 
 
Camille posa come modella
 
 
 
 
 
Attività non da poco ma di grande valore artistico al punto che Delacroix affermò: “E’ dai piedi e dalle mani che si riconosce un grande artista”.
Camille lavora in modo instancabile dalle 7 di mattina alle 7 di sera in perfetta simbiosi artistica con il maestro.
Simbiosi dunque ma anche assoluta “fusione stilistica” come la critica ha evidenziato nell’esame delle loro opere di quel periodo.


 
Claudel Camille – “Jeune femme aux yeux clos” – 1885
 
 
 
 

Tuttavia non possono non notarsi delle leggere differenze… apparendo che Rodin “avvolga” i corpi, mentre Camille “fonda” gli animi.

I corpi di Rodin mostrano la loro sensualità attraverso tratti potenti… mentre quelli di Camille, attraverso forme in movimento.

In quel periodo, Rodin non è ancora quello dell’Esposizione Universale dei Parigi del 1900 ma è già un artista che si sta affermando sempre di più.




Danaid




Ma anche Camille aspira al successo e pertanto si inserisce nei circoli culturali, prende contatti con galleristi e compratori e cerca anche di ottenere delle commesse da strutture pubbliche.
Per giungere a vivere di luce propria ella stessa dice alle sue amiche di lavorare come un uomo.
Siamo nel 1886 quando Rodin le offre un singolarissimo contratto in cui sono mischiati ancora una volta amore ed arte.
Infatti egli le scrive “ti proteggerò e ti introdurrò nella cerchia di amici potenti…ed eleverò le tue capacità artistiche” e si impegna anche a lasciare la sua convivente promettendola di sposarla.
 
 
 
 
 
Camille Claudel – La valse
 
 
 
 
 
In realtà Rodin non lascerà mai Rose Beuret, la “sartina di bell’aspetto” che quand’era giovane era stata la sua modella preferita e che gli aveva anche dato un figlio solo di qualche anno più giovane di Camille. 
 
 
Il loro rapporto tormentato e passionale è raccontato dallo scultore in decine e decine di disegni, ora conservati al Museo Rodin di Parigi, anche nei risvolti erotici, come del resto fece Camille nelle sue sculture, dando vita ad un kamasutra artistico ispirato al famoso poema indiano.

Nel 1888 Rodin scolpisce quella che viene considerata una delle sue maggiori opere… e certamente quella che oggi imperversa in modo assoluto nel web… IL BACIO.



  
Rodin – Il bacio – 1891 –  (il suo più noto capolavoro ) – (partic.)
 
 
 
 
 
Inizialmente la scultura era intitolata Francesca da Rimini e raffigura l’unione tra Paolo e Francesca, (V Canto della Divina Commedia) e per questo doveva essere inserita nel battente sinistro della Porta dell’Inferno ma poi, per la sublime e plastica esaltazione della passione, ci si rese conto che essa contrastava con la sobrietà degli altri battenti e quindi rimase un’opera a parte prendendo anche il titolo “Il bacio“.
 

Sembra poi certo che sia stata proprio Camille Claudel la modella della figura di Francesca.
 
 
 
 
 
 

Camille Claudel


 

In questo periodo la loro passione è al massimo e la loro fusione intellettuale e creativa è vivissima, al punto che Rodin le scrive ancora:
“…tu che mi dai dei godimenti così elevati, così ardenti, vicino a te, mia anima, nel furore dell’amore mantengo sempre il rispetto per la tua persona e per il tuo carattere, mia Camille, non mi trattare senza pietà, io ti chiedo così poco…”.



FINE I PARTE
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN – CONTINUA
 
 
 
copyright t.k.



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LA PAGINA DELLA CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA





Yves Saint Laurent – Breve ricordo del geniale innovatore nonché vero mito dell’alta moda del XX sec.   Leave a comment

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Maestro dello stile e dell'eleganza amava dire :
«Senza l'eleganza del cuore non c'è eleganza»






E' stato un genio, un innovatore sorprendente e trasgressivo, l'inventore
del “prêt-à-porter”, della sahariana, della moda etnica, dello smoking, del nude-look etc.







Non ebbe mai paura di scandalizzare
e spesso scandalizzò con le sue collezioni shock
ma alla fine i suoi capi riuscivano a travolgere le resistenze dei benpensanti
ed a invadere tutto il mondo.

 
 
 
(Orano 1º agosto 1936 – Parigi 1º giugno 2008)
 
 .
.
 

Yves Saint Laurent, grande stilista francese
è stato tra i più famosi creatori di moda del XX secolo.
 
 
 
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Nato in Algeria, ma da famiglia dell'Alsazia-Lorena,
cominciò a lavorare per Christian Dior all'età di 17 anni.
 
 
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Nel 1962 fondò l'omonima etichetta
(Yves Saint Laurent, abbreviata YSL)
insieme al socio e compagno di vita Pierre Bergé.
 
 
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Negli anni 60/70 la firma godette del massimo prestigio grazie
a ingegnose innovazioni in fatto di moda.
 
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 Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere
di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York.
 
.
 
 

 

 

Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere
 venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi per circa 600 milioni di dollari.
 
 
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  Sua è stata l'intuizione di trasferire
alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile:
 come il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench,
 il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone.
 
 
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Sue sono state le commistioni etniche
e le folcloristiche suggestioni, nell'ambito della moda,
provenienti dall'Africa, dalla Spagna, dall'India, dal Marocco, dalla Russia.
 
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Dopo una lunga malattia si spegne a Parigi,
la notte del 1º giugno 2008, all'età di 72 anni.
 
 
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Concludiamo questo breve post-ricordo
con un video omaggio al grande creatore di moda…

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FONTE TESTO – CON MODIFICHE –  WIKIPEDIA
IMPAGINAZ. T.K.

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 

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A. Rodin e Camille Claudel – Arte e amore passionale tra 2 grandi scultori ed i loro capolavori – III PARTE   Leave a comment

 
 
 

La fine della storia ed il suo oblio totale.

Poi all’improvviso la riscoperta da parte della nipote.

 
 
 
 
 
La Vague (L’Onda) – Claudel
 
 
 
 

RODIN E CLAUDEL
– STORIA D’ARTE AMORE E DOLORE… –
a cura di Tony Kospan
 
 
 
III PARTE
 
 
 

 
 
 



Ho scelto la scultura della Vague (l’Onda), nota e bella opera di Claudel,
come immagine iniziale di questa 3° ed ultima parte
perché mi appare come il simbolo (profetico o reale) del travolgere degli eventi.

 
 
 
 
Claudel al lavoro
 
 
 
 

Dunque dopo aver raccontato nella 1° parte 
l’amore travolgente e la passione trionfante,
e nella 2° l’insorgere dei contrasti 
e delle incomprensioni tra i 2 grandi artisti
(sempre in un tripudio di grandi sculture e veri capolavori)
parleremo ora delle ultime vicende di Claudel.
 
Ma parlerò anche del modo in cui questa storia
sia del tutto scomparsa dalla memoria collettiva
ed infine del come e perché sia poi tornata alla luce.

Infine un mio modesto parere su questa incredibile storia.

 
 
 
 
 
L’abbandono – Claudel
 
 
 
 

GLI ULTIMI ANNI DI CLAUDEL
 
 
 
 
In quel manicomio Claudel visse 30 anni di lucida tremenda consapevolezza della forzata prigione del suo genio creativo interrotti solo da inutili continui e drammatici appelli per un suo ritorno alla libertà.
 
 
Ritorno che, benché la sua guarigione fosse certificata dai medici, fu sempre rifiutato dall’arcigna madre e dai fratelli.
 
 
In una lettera del 1935 scriveva ad un amico che la sua vita era stata:

“un romanzo… un’epopea come l’Iliade e l’Odissea. Ci vorrebbe Omero per raccontarla, sono caduta dentro un baratro, vivo in uno strano mondo… dal sogno che è stata la mia vita, ora è rimasto solo l’incubo…”.
 
 
 
 
 
L’ultima foto di Claudel
 
 
 

Morì nel 1943.  Rodin era morto molto tempo prima, nel 1917.

 
 
 
 
 
Rodin al lavoro in tarda età
 
 
 
 

Suo fratello Paul noto scrittore ed intellettuale cattolico ma certo non esempio di brillante coraggio ed umanità nonché complice insieme agli altri della sua famiglia dell’amara fine di Claudel scrisse con una certa impudenza:
 
“Mia sorella Camille aveva una bellezza straordinaria, ed inoltre un’energia, un’immaginazione, una volontà del tutto eccezionali. E tutti questi doni superbi non sono serviti a nulla; dopo una vita estremamente dolorosa, è pervenuta a un fallimento completo”.

 
 
 
 
Collage di opere di Camille Claudel…
 
 
 
 

LA RISCOPERTA DI C. CLAUDEL


 

Ma quello che la sua famiglia le tolse, una persona della stessa famiglia glie lo ha ridato dopo la morte. 

Negli anni 80 infatti proprio una pronipote ventenne, Reine-Marie Paris, ha scritto la sua biografa.



 

 

 

La famiglia di Camille ne aveva cancellato ogni traccia considerandola una pecora nera per cui quando Reine-Marie chiese informazioni della zia ecco cosa accadde. 


Ce lo racconta lei stessa:

“cercando per la mia tesi di laurea dettagli su mia zia, si scatenò un silenzio imbarazzante. 
Camille mi apparve come un personaggio “maledetto” all’interno della famiglia”.  
Scoprì quindi tutta la storia e divenne la ricercatrice e la curatrice delle opere di Camille con lo scopo  di creare un museo in cui potessero essere conservate le sue opere e di riabilitare completamente la sua figura.

 

 

 



 
 
 

Ha poi anche creato un sito in suo onore…

 

 


Reine-Marie Paris

 

 

IL FILM

 

Tornata la storia alla ribalta, grazie alla nipote, divenne anche un soggetto cinematografico.


Il fascino, rosso di passione e nero di dolore, di questa storia è stato quindi raccontato in un film con Gerard Depardieu di cui possiamo vedere una bella scena che testimonia anche l’enorme interesse che suscitò la vicenda in Francia ed in tutto il mondo.
 
 
 

 
 
 
 
 
 IN CONCLUSIONE UN MIO PENSIERO


 

Sono davvero contento d’aver conosciuto ed approfondito questa incredibile storia d’amore e d’arte… ma anche un po’ triste per aver con evidenza constatato quanto immenso dolore possa dare viltà e crudeltà oltretutto nell’ambito familiare.
 
Tornando alla storia d’amore… debbo dire che ci troviamo dinanzi ad una coppia di artisti Claudel/Rodin – davvero geniali (Rodin è riconosciuto quale uno dei massimi esponenti della scultura d’ogni tempo) uniti da una passione assoluta e travolgente ma anche da una complicatissima “convivenza”.

 
 
 
 


Fugit amor – Rodin

 

 

Le grandi difficoltà furono causate sia dalle loro notevoli diversità caratteriali che dall’intrinseco conflitto tra la grande modernità di pensiero, unita però a forte intransigenza caratteriale di Claudel, e la ricerca delle “convenienze” del classico “quieto vivere” da parte di Rodin, a sua volta dotato di altrettanto forte personalità.
 
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
copyright t.k.
 
 
 
F I N E
 
 
 

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SE SI DESIDERA LEGGERE L’INIZIO DELLA STORIA


 
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SE SI DESIDERA LEGGERE LA SECONDA PARTE

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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE 

 
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Yves Saint Laurent – Il geniale innovatore e vero mito dell’alta moda del XX sec. in un breve ricordo   Leave a comment

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Maestro dello stile e dell’eleganza amava dire :
«Senza l’eleganza del cuore non c’è eleganza»






E’ stato un genio, un innovatore sorprendente e trasgressivo, l’inventore
del “prêt-à-porter”, della sahariana, della moda etnica, dello smoking, del nude-look etc.







Non ebbe mai paura di scandalizzare
e spesso scandalizzò con le sue collezioni shock
ma alla fine i suoi capi riuscivano a travolgere le resistenze dei benpensanti
ed a invadere tutto il mondo.

 
 
 
(Orano 1º agosto 1936 – Parigi 1º giugno 2008)
 
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Yves Saint Laurent, grande stilista francese
è stato tra i più famosi creatori di moda del XX secolo.
 
 
 
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Nato in Algeria, ma da famiglia dell’Alsazia-Lorena,
cominciò a lavorare per Christian Dior all’età di 17 anni.
 
 
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Nel 1962 fondò l’omonima etichetta
(Yves Saint Laurent, abbreviata YSL)
insieme al socio e compagno di vita Pierre Bergé.
 
 
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Negli anni 60/70 la firma godette del massimo prestigio grazie
a ingegnose innovazioni in fatto di moda.
 
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 Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere
di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York.
 
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Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere
 venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi per circa 600 milioni di dollari.
 
 
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  Sua è stata l’intuizione di trasferire
alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile:
 come il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench,
 il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone.
 
 
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Sue sono state le commistioni etniche
e le folcloristiche suggestioni, nell’ambito della moda,
provenienti dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco, dalla Russia.
 
.
 
 
 
  
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Dopo una lunga malattia si spegne a Parigi,
la notte del 1º giugno 2008, all’età di 72 anni.
 
 
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Concludiamo questo breve post-ricordo
con un video omaggio al grande creatore di moda…

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FONTE TESTO – CON MODIFICHE –  WIKIPEDIA
IMPAGINAZ. T.K.

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 

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IL FUTURISMO.. LA NASCITA – Manifesto di Marinetti e le linee guida della corrente artistica – I PARTE   Leave a comment


 
 
A partire dal MANIFESTO DEL FUTURISMO…,
approfondiremo la conoscenza di questa corrente,
unica corrente artistica tutta italiana,
tra le tante avanguardie internazionali del primo ‘900



 
 
 
 
 
 



Come altre correnti, 
anche quella futurista con le sue luci e le sue ombre,
investì tutti i campi dell’Arte come avremo modo
di vedere, di leggere e di… ascoltare.


 
 
 
 
 
 



 
 

LA NASCITA DEL FUTURISMO
 IL MANIFESTO E LE IDEE GUIDA DELLA CORRENTE
a cura di Tony Kospan



Come accadeva a quasi tutte le altre correnti d’avanguardia degli inizi del ’900,
il Futurismo ha una data di nascita precisa, grazie al suo “manifesto”,
e un padre ufficiale, con tanto di nome e cognome, Filippo Tommaso Marinetti,
ed anche una culla… il giornale parigino LE FIGARO.





Filippo Tommaso Marinetti
(Alessandria d’Egitto 21/12/1876 – Bellagio 02/12/1944


 


Ma in realtà cosa annuncia questo manifesto?








Leggiamolo bene…


 

IL MANIFESTO DEL FUTURISMO

LE FIGARO DEL 20.2.1909



 

1-Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2-Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3-La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità

5-Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore

10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

11-Noi canteremo le locomotive dall’ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo


 

 

Boccioni –  Visioni simultanee – 1912

 

 

 

IL PADRE DEL FUTURISMO

Filippo Tommaso Marinetti… l’uomo e le idee

 

Leggiamo ora, per inquadrar il momento socio-culturale della nascita della corrente e la sua principale idea ispiratrice, questo interessante passo trovato nel web sul suo fondatore:

 

 “Marinetti, nato ad Alessandria d’Egitto da genitori italiani, si forma alla luce della cultura francese di fine Ottocento. Nell’ultimo decennio del secolo è a Parigi, in contatto con il mondo della letteratura; amico di Gustave Kahn (uno dei primi proclamatori del verso libero), Moréas e Samain, tra i maggiori protagonisti di quel filone simbolista decadente, che in Francia resisterà fino all’inizio del Novecento. Nel 1886 Moréas aveva pubblicato il Manifesto del Simbolismo nel supplemento de Le Figaro, dove venivano spiegate le nuove finalità della poesia, che non doveva più essere descrittiva, ma «rivestire l’Idea di una forma sensibile… L’Idea non deve vedersi privata dei sontuosi paramenti delle analogie esteriori». Si cercava un allontanamento dal verismo dei Zola e dei Goncourt; tendenza questa che prevale in un folto gruppo di letterati della fine del secolo, da Huysmans a Mallarmé a Rimbaud, solo per citare i più famosi. Marinetti partecipa, invece, a quella tendenza del primo decennio del Novecento che avvia il simbolismo verso la sua dissoluzione alla ricerca di nuove espressioni; ma pur combattendo si appoggia ancora ai suoi valori. Nel Manifesto del Futurismo, il linguaggio è costellato di metafore, assonanze, immagini che evocano il piacere individuale della sensazione. è lo stesso stile che ritroviamo ancora in un altro testo di Marinetti, Uccidiamo il chiaro di luna dell’aprile 1909: «Noi insegniamo il tuffo nella morte tenebrosa sotto gli occhi bianchi e fissi dell’Ideale… E noi stessi daremo l’esempio abbandonandoci alla furibonda Sarta delle battaglie, che, dopo averci cucita addosso una bella divisa scarlatta, sgargiante al sole, ungerà di fiamme i nostri capelli spazzolati dai proiettili… Così appunto la calura di una sera estiva spalma i campi di uno scivolante fulgore di lucciole. Bisogna che gli uomini elettrizzino ogni giorno i loro nervi ad un orgoglio temerario!… Bisogna che gli uomini giuochino d’un tratto la loro vita, senza spiare i biscazzieri bari e senza controllare l’equilibrio delle roulettes, stando chini sui vasti tappeti verdi della guerra, covati dalla fortunosa lampada del sole. Bisogna — capite? — bisogna che l’anima lanci il corpo in fiamme, come un brulotto, contro il nemico, l’eterno nemico che si dovrebbe inventare se non esistesse!…». 

Il racconto, pubblicato nella rivista Poesia, diretta dallo stesso Marinetti, si snoda in una trama che, attraverso simbolismi e allegorie, viene a creare le basi della nuova poetica. Marinetti, nello slancio di liberazione dagli stilemi e dalle trasposizioni simboliste sulle quali si è lungamente formato ed educato negli anni dei suoi studi, ritorna a quel linguaggio come punto di partenza per fondare la nuova estetica della vita moderna e della macchina «adorata e considerata come simbolo, fonte e maestra della nuova sensibilità artistica». Già nel Manifesto de Le Figaro viene designato tutto ciò che rientra nella volontà di distruzione. Musei, biblioteche, «città venerate», accademie fanno da freno e ostacolano ogni nuova creazione o azione nata dalla «bellezza della velocità». Il passatismo, termine opposto a Futurismo, contro il quale inizia la sua battaglia Marinetti, rappresenta tutto quello che è stato prodotto dalla cultura tradizionale, accademica, del passato.”


(WEB – filosofico.net)



 Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini


 

Da quanto letto sopra possiamo dunque ricavar i seguenti aspetti che caratterizzano la corrente..

.

– l’amore del pericolo


– l’abitudine all’energia

– il culto per il coraggio e l’audacia

– l’ammirazione per la velocità

– la lotta contro il passato (“noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie“)

– l’esaltazione del movimento aggressivo (” l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno“)

– la guerra (“sola igiene del mondo“).

 

 




 


Ecco come questi concetti erano espressi dallo stesso Marinetti:

«Chi pensa e si esprime con originalità, forza, vivacità, entusiasmo, chiarezza, semplicità, agilità e sintesi. Chi odia i ruderi, i musei, i cimiteri, le biblioteche, il culturismo, il professoralismo, l’accademismo, l’imitazione del passato, il purismo, le lungaggini e le meticolosità. Chi vuole svecchiare, rinvigorire e rallegrare l’arte italiana, liberandola dalle imitazioni del passato, dal tradizionalismo e dall’accademismo e incoraggiando tutte le creazioni audaci dei giovani».


 



Luigi Russolo – 1911



 

 

LE MOTIVAZIONI PROFONDE DELLA NASCITA DELLA CORRENTE
 

 
La decadente cultura del tardo ottocento, pesante, seriosa e lontana dai contemporanei fermenti sociali ed industriali creava la necessità di uno svecchiamento assoluto.
 
In verità questa motivazione è identica per tutte le altre avanguardie dell’epoca.
 
In particolare il futurismo si caratterizzò per l’esaltazione della vitalità, del movimento e della modernità, per l’anticipazione del futuro e per l’incessante ricerca di forme artistiche nuovissime ed originali.
 
Come dicevo su il Futurismo non si limitò alla pittura ma “invase” tutti i campi dell’arte dalla poesia alla musica… dalla scultura all’architettura etc.. e per ciascuna forma fu redatto un particolare “manifesto“.


 
 
 

Roberto Marcello Baldessari – Forme simultanee, circa 1915


 

 

Dunque per conoscerlo un po’ meglio dedicherò un post 

a ciascuna delle sue espressioni artistiche più importanti:

 

PITTURA,

SCULTURA,

ARCHITETTURA,

MUSICA,

POESIA


 

Tony Kospan




C O N T I N U A



 

 

IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
INSIEME

 






 



 

A. Rodin e Camille Claudel – Arte e amore passionale tra 2 grandi scultori ed i loro capolavori – II PARTE   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

RODIN E CLAUDEL
– STORIA… D’ARTE D’AMORE E DI DOLORE –
a cura di Tony Kospan
 
 
 
II PARTE
 
 
 
 
 
 
Camille Claudel e Auguste Rodin
 
 
 
 
INIZIO DELLE DIFFICOLTA’ TRA I 2
 
 
 
 
Camille inizia a percepire qualche mancanza.
 
E lo afferma in una lettera ad un’amica: “C’è sempre qualche cosa di assente che mi tormenta…”.
 
Le sembra di non riuscire ad emergere dalla dolce ombra in cui la tiene, seppur amorevolmente, Rodin…
 
Siamo ormai nel 1891 e Claudel sente di non riuscire ad esprimere tutta la sua modernità di donna e tutta la sua genialità d’artista.
 
 
 
 
 

Claudel… all’opera

 
 
Arriva a sentirsi quasi una “favorita“ del sultano e non riesce a non trattenere il suo orgoglio quando scrive parlando di alcune opere del Maestro…
Queste mani, questi piedi, questi fianchi, questa sensualità straziante è tutta opera mia”!
 
 
 
 
 
La mano di Dio – Rodin
 
 
 
 
Ormai l’intensa passione tra i due, artisticamente espressa con l’opera “La Valse” di Camille (una coppia che balla un valzer appassionatamente), inizia a vivere sempre maggiori difficoltà.
 
 
 
 

Camille Claudel – La Valse – 1891
Coppia in bronzo, avvinghiata in un walzer trascinante
in cui non solo i loro corpi, ma anche le loro anime
si fondono in un movimento che sembra sfidare le leggi della gravità.
 
 
 
 
Camille arrivò ad avere una breve relazione col celebre compositore Claude Debussy (incontrato nel salotto del poeta Mallarmé), forse anche per ingelosire Rodin.
 
 
 
 
 
 
Claude Debussy
 
 
 
 
LA ROTTURA
 
 
 
Nel 1892 arriva la rottura finale… causata forse da un aborto a cui Rodin la costringe e dal fatto che lui non si decide a lasciare la convivente… “la vecchiaccia“… (così Claudel definiva la convivente di Rodin) mentre contemporaneamente la sua arte, sempre più indipendente, viene scoperta dai critici che si accorgono delle differenze tra i loro stili….
 
Suo fratello Paul definì l’opera di Camille “la scultura dell’interiore”.
 
 
 
 
 
Auguste Rodin
 
 
 
 
La separazione però dal “grande Rodin”, ahimè,  la allontana anche dagli ambienti artistici “à la page” e dai grandi collezionisti.
 
Tuttavia questi anni di fine 800 sono gli anni dei suoi più grandi grandi capolavori… ed infatti oltre alla “Valse“… ci fu “Sakuntala” o Vertumne et Pomone
 
 
 
 
 
 
Claudel – Vertumne et Pomone 
 
 
 
 
Questo gruppo in bronzo,  opera sensuale ispirata al poema indiano del V° secolo, che narra le vicende della ninfa Sakuntala alla ricerca dell’amato sposo scomparso per un sortilegio, le fruttò il primo grande riconoscimento pubblico..
 
 
E poi un’altra famosa opera  “La piccola castellana“.
 
 
 
 
 
 
Claudel – La petite Châtelaine – 1892-98
 
 
 
 
Con quest’opera in marmo, che ritrae la piccola Therese Courcelles, Claudel trasfigura il suo desiderio di maternità.
 
C’è poi… un altro suo capolavoro… l’AGE MUR
 
 
 
 
 
Camille Claudel – L’Age mur (L’’età matura)
Una vera e propria opera narrativa in bronzo,
realizzata tra il 1894 e il 1900.
 
 
 
 
Quest’altra scultura narra, con accenti drammatici, proprio la sua tremenda storia d’amore sconfitta dalle avversità del destino.
 
Benché il numero e la qualità dei suoi capolavori insieme all’interesse dei critici stiano diventando molto elevati, Camille inizia ad isolarsi sempre di più.
 
Il suo grande amore per Rodin diventa acceso risentimento, quasi una fissazione che esprime pubblicamente ed in ogni modo.
 
Iniziano anche le difficoltà economiche unite al ricorso all’alcool ed ad una certa instabilità psicologica.
 
 
 
 
 
Camille Claudel
 
 
 
 
La sua intransigenza nel non voler scendere ad alcun compromesso, in nome del suo genio, insieme all’alcool ed ad una vita sbandata aggraveranno le sue condizioni psicologiche al punto che in nome del “rispetto” la madre ed il fratello (diplomatico e rappresentante dell’intellighenzia cattolica francese), pochi giorni dopo la morte del padre, suo strenuo paladino, la fecero rinchiudere, nel marzo del 1913, nel manicomio di Ville-Evrard.
 
 
 
 
– CONTINUA –
 
 
copyright t.k.
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
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SE DESIDERI LEGGERE LA PRIMA PARTE
DI QUESTA INTENSA STORIA D’ARTE E D’AMORE
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Rodin – Il pensiero (Camille Claudel)
 
 
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A. Rodin e Camille Claudel – Arte e amore passionale tra 2 grandi scultori ed i loro capolavori – I PARTE   Leave a comment



Tutta la vera storia di un grande, ma complicato, 

amore tra 2 grandissimi scultori

nella vivacissima ed affascinante Parigi di fine ‘800

solo da qualche decennio venuta alla luce.





 
 
 
RODIN E CLAUDEL
– STORIA D’ARTE.. AMORE E DOLORE –
Tony Kospan



Jean Beraud – Ballo al parco

 
 
 
 

Una storia d’amore… una storia di grande passione… tra 2 artisti… tra 2 grandi artisti della medesima arte… la scultura.
Un tipo di storia quindi non frequentissima ma anche una storia caduta nel massimo oblio benché all’epoca in cui si svolse fosse notissima nel mondo dell’arte e dei salotti culturali parigini.
Eppure questa è davvero una grande storia d’amore… seppur proibita… seppur tormentata… che durò ben 10 anni.
Possiamo ora raccontarla sia grazie alle cronache dell’epoca che grazie alle stesse opere dei 2 grandi artisti.
 
 
 
 
 

Auguste Rodin e Camille Claudel
 
 
 
 
 
Parleremo dunque della storia d’amore tra lo scultore Auguste Rodin, uno dei massimi artisti del suo tempo, e Camille Claudel sua allieva, sua musa ed a sua volta grande scultrice, dall’inizio fino al suo doloroso epilogo e ci soffermeremo anche sul come e perché questa storia, in anni recenti, sia tornata alla ribalta.
E’ il mondo dell’arte ed in particolare della scultura, dunque, il palcoscenico in cui è ambientato questo amore. 

 

LA STORIA D’AMORE

 

Siamo nel 1882 a Parigi… allora capitale della cultura europea e mondiale.



  
 
Renoir 




Lo scultore Auguste Rodin  ha iniziato ad avere bei successi con le sue opere… ed ad avere incarichi di vario genere tra cui quello di dare lezioni all’Accademia d’Arte “Colarossi”  la sola, all’epoca, aperta anche alle donne… 
 
 
 
 

 

Rodin da giovane lavora al busto di Padre Eymard

 

 

Rodin è un uomo di 42 anni dalla taglia forte ed un po’ tarchiata, capelli chiari e barba rossiccia, un naso “importante” ed occhi da miope che però sembrano osservare tutto, e con la massima attenzione ma con un modo di fare che sembra timido e silenzioso.
Camille Claudel è una studentessa di 18 anni che da poco frequenta l’Accademia ed è desiderosa di apprendere i rudimenti dell’arte.
 
 
 
 
 

Claudel Camille – (Fère-en-Tardenois, 8.12.1864 – Montfavet, 19.10.1943)


 

E’ una giovane donna splendida, dal viso armonioso, dalla bocca grande e sensuale, dagli occhi di un azzurro inteso, dallo sguardo vivace, dai lunghi capelli castani e con un corpo tutto ben proporzionato.
Il fratello Paul Claudel, celebre poeta dell’epoca e diplomatico, così descrive la sorella Camille:
“Un front superbe, surplombant des yeux magnifiques, de ce rare bleu si rare à rencontrer ailleurs que dans les romans.” (Fronte superba su occhi magnifici di un blu così raro che non si trova che nei romanzi).







Scatta inesorabile il colpo di fulmine tra il professore e l’allieva che ben presto inizia a frequentare lo studio dello scultore  posando anche come modella.
Rodin ben presto diviene il suo maestro personale ed il grande amore della sua vita.
Intanto Rodin, che per la  gran mole di incarichi ha bisogno di assistenti, si rende anche conto che questa sua allieva ha un grande talento e può aiutarlo.
 
 
 
 
 
 
 Auguste Rodin – (Parigi, 12.11.1840 – Meudon, 17.11.1917)

 
 
 
Dirà di lei: “le ho insegnato a scoprire l’oro dentro la materia, ma l’oro era dentro di lei”.
Camille a sua volta si consegna a lui totalmente venendo incontro a tutti i suoi desideri anche i più incredibili.
Il loro rapporto è nel contempo d’amore e d’arte… ed è proprio lei che scolpisce in quegli anni le mani ed i piedi delle opere del suo Maestro.
 
 
 
 
 
 
Camille posa come modella
 
 
 
 
 
Attività non da poco ma di grande valore artistico al punto che Delacroix affermò: “E’ dai piedi e dalle mani che si riconosce un grande artista”.
Camille lavora in modo instancabile dalle 7 di mattina alle 7 di sera in perfetta simbiosi artistica con il maestro.
Simbiosi dunque ma anche assoluta “fusione stilistica” come la critica ha evidenziato nell’esame delle loro opere di quel periodo.


 
Claudel Camille – “Jeune femme aux yeux clos” – 1885
 
 
 
 

Tuttavia non possono non notarsi delle leggere differenze… apparendo che Rodin “avvolga” i corpi, mentre Camille “fonda” gli animi.

I corpi di Rodin mostrano la loro sensualità attraverso tratti potenti… mentre quelli di Camille, attraverso forme in movimento.

In quel periodo, Rodin non è ancora quello dell’Esposizione Universale dei Parigi del 1900 ma è già un artista che si sta affermando sempre di più.




Danaid




Ma anche Camille aspira al successo e pertanto si inserisce nei circoli culturali, prende contatti con galleristi e compratori e cerca anche di ottenere delle commesse da strutture pubbliche.
Per giungere a vivere di luce propria ella stessa dice alle sue amiche di lavorare come un uomo.
Siamo nel 1886 quando Rodin le offre un singolarissimo contratto in cui sono mischiati ancora una volta amore ed arte.
Infatti egli le scrive “ti proteggerò e ti introdurrò nella cerchia di amici potenti…ed eleverò le tue capacità artistiche” e si impegna anche a lasciare la sua convivente promettendola di sposarla.
 
 
 
 
 
Camille Claudel – La valse
 
 
 
 
 
In realtà Rodin non lascerà mai Rose Beuret, la “sartina di bell’aspetto” che quand’era giovane era stata la sua modella preferita e che gli aveva anche dato un figlio solo di qualche anno più giovane di Camille. 
 
 
Il loro rapporto tormentato e passionale è raccontato dallo scultore in decine e decine di disegni, ora conservati al Museo Rodin di Parigi, anche nei risvolti erotici, come del resto fece Camille nelle sue sculture, dando vita ad un kamasutra artistico ispirato al famoso poema indiano.

Nel 1888 Rodin scolpisce quella che viene considerata una delle sue maggiori opere… e certamente quella che oggi imperversa in modo assoluto nel web… IL BACIO.



  
Rodin – Il bacio – 1891 –  (il suo più noto capolavoro ) – (partic.)
 
 
 
 
 
Inizialmente la scultura era intitolata Francesca da Rimini e raffigura l’unione tra Paolo e Francesca, (V Canto della Divina Commedia) e per questo doveva essere inserita nel battente sinistro della Porta dell’Inferno ma poi, per la sublime e plastica esaltazione della passione, ci si rese conto che essa contrastava con la sobrietà degli altri battenti e quindi rimase un’opera a parte prendendo anche il titolo “Il bacio“.
 

Sembra poi certo che sia stata proprio Camille Claudel la modella della figura di Francesca.
 
 
 
 
 
 

Camille Claudel


 

In questo periodo la loro passione è al massimo e la loro fusione intellettuale e creativa è vivissima, al punto che Rodin le scrive ancora:
“…tu che mi dai dei godimenti così elevati, così ardenti, vicino a te, mia anima, nel furore dell’amore mantengo sempre il rispetto per la tua persona e per il tuo carattere, mia Camille, non mi trattare senza pietà, io ti chiedo così poco…”.



FINE I PARTE
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN – CONTINUA
 
 
 
copyright t.k.



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LA PAGINA DELLA CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA





Esiste un muro dell’amore? Sì è il muro dei “TI AMO” a Parigi! – Ecco la simpatica curiosità   Leave a comment








SIMPATICHE ED ARTISTICHE CURIOSITA' NEL MONDO 

– IL MURO DEI… “TI AMO” –







Dove potrebbe trovarsi questo originalissimo e romantico muro se non a Parigi?

Parigi è romantica tutto l'anno ma lo è ancor più in autunno quando la dolcezza dei colori della natura donano calde e sognanti atmosfere.

Certo l'ideale è andarci col proprio amore ma indipendentemente dalla stagione.







E' però utile sapere che lì ci sono luoghi non molto noti ma il cui effetto super romantico è assoluto.

Allora, se si è andati a Parigi,  perché non portare il proprio partner a vedere “Le mur des je t’aime” (in italiano “Il muro dei ti amo“) che è un vero e proprio inno all’amore?







Ma non è un muro qualunque!

E’ un’installazione artistica creata dall'artista e scrittore franco-spagnolo Frédéric Baron con la collaborazione della pittrice e calligrafa Claire Kito.

Misura 10 x 4 metri ed è composta da 612 piastrelle di 21 x 29 centrimetri tutte di blu scuro. 

Presenta scritte centinaia di parole di colore bianco con macchie rosse qua e là, che rappresentano pezzi di cuore.

Sono leggibili oltre 300 “Ti amo” scritti in tutte le lingue del mondo ed alcuni dialetti.







Inizialmente sembra che il Baron chiedesse ai vicini ed agli stranieri che conosceva di scrivere “Ti amo” nella loro lingua.

La collezione di scritte si è poi via via accresciuta creando una vera e propria leggenda.

Oltre all'aspetto romantico la presenza di scritte multilingue vuol anche essere un messaggio di pace tra i popoli.







Si trova all’interno di un giardinetto, a Montmartre, in Piazza Jehan Rictus.

Se riuscite ad andarci realizzerete insieme un sogno e farete una bella sorpresa alla persona con cui andrete.

Tony Kospan












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