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La creazione della pecora – Un dolce e saggio racconto di Bruno Ferrero   Leave a comment

 
 
 

Un racconto bello,
ma anche saggio e sublime
di Bruno Ferrero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA DOLCE LEGGENDA
DELLA CREAZIONE DELLA… PECORA
Bruno Ferrero

 

 

 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

T
ornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze..


“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.
 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”..

La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.


“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.


“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.


“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.


“Due robuste corna, che ne dici?“..


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.
 
 
 
 
 



 


“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”..

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci..



Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.


dal web – impagin. t.k.

 
 
 



Certo leggere un così dolce racconto 

mentre assurde guerre non accennano a finire

fa male… molto male.


CIAO DA TONY KOSPAN





 


cuori stelle

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Un racconto bello,
ma anche saggio e sublime
di Bruno Ferrero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA DOLCE LEGGENDA
DELLA CREAZIONE DELLA… PECORA
Bruno Ferrero

 

 

 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

T
ornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze..


“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.
 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”..

La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.


“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.


“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.


“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.


“Due robuste corna, che ne dici?“..


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.
 
 
 
 
 



 


“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”..

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci..



Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.


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Certo leggere un così dolce racconto 

mentre assurde guerre non accennano a finire

fa male… molto male.


CIAO DA TONY KOSPAN





 


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Con questo suo simpatico racconto Bruno Ferrero ci narra la… creazione della pecora   Leave a comment

 
 
 

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di Bruno Ferrero…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA DOLCE LEGGENDA
DELLA CREAZIONE DELLA… PECORA…
Bruno Ferrero

 

 

 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

T
ornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze..


“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.
 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”..

La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.


“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.


“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.


“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.


“Due robuste corna, che ne dici?“..


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.
 
 
 
 
 



 

 


“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”..

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci..



Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.
 
 
 

 

 

 

 

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CON LEGGEREZZA

 









Questo racconto di Bruno Ferrero ci narra la bella leggenda della creazione della… pecora   1 comment

 
 
 

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Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

T
ornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze..


“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.
 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”..

La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.


“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.


“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.


“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.


“Due robuste corna, che ne dici?“..


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.
 
 
 
 
 



 

 


“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”..

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
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Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.
 
 
 

 

 

 

 

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Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

Tornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze.

.

“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.

 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”.
.
La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.

“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.

“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.

“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.

“Due robuste corna, che ne dici?”.

.


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.

 
 
 
 
 



 

 

“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”.

.

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


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Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
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Nota
 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.

 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

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“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”.
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La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.

“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.

“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

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“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.

“Due robuste corna, che ne dici?”.

.

“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.

 
 
 
 
 



 

 

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.

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

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Nota
 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.

 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

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Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
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“Vuoi dei poderosi artigli?”.

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“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

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“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

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“Due robuste corna, che ne dici?”.

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“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.

 
 
 
 
 

 

 

“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”.

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“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.

Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
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.


Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
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Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

Tornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze.
.

“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.

 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”.
.
La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.

“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.

“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.

“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.

“Due robuste corna, che ne dici?”.

.

“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.

 
 
 
 
 

 

 

“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”.

.
“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.

Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci.
.
Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.
 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.
 
 
 

 

 

 

 

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