Archivio per l'etichetta ‘NOTE ED ATMOSFERE DI UN TEMPO

SEDICI ANNI – Una dolce e bella canzone del 1961 oggi ingiustamente dimenticata e l’atmosfera di quell’anno   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

  

 La canzone di cui parlerò in questa libera antologia

 
delle canzoni della nostra memoria… è 
 

 

 
di
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
Nunzio Gallo 
 
 
 
 
 
SEDICI ANNI
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una canzone che all’epoca (1961/1962)
 
vendette oltre un milione di copie, ma che ora,
 
per una strano negativo influsso,
 
sembra scomparsa quasi del tutto, perfino dal web.
 
 
 
 
 
Dico questo perché non m’aspettavo proprio
 
di dover “faticare” tanto per trovar notizie e musica.


 
(c’è anche un’altra del tutto diversa canzone del 1951 
con lo stesso titolo…cantata da Achille Togliani ). 
 
 
 
 
 
Karol Bak 
 
 
 
 
 
 
 
Qualcosa però son riuscito a recuperare e dunque spero,
 
nel mio piccolo, di poter, anche se solo in minima parte,
 
colmare la grave lacuna. 
 
 
 
Sì perché la canzone, a mio parere, è delicata e dolce
 
sia come testo che come musica e l’interpretazione di Nunzio Gallo,
 
decisamente elegante e raffinata.
 
 
 
 
 

 

Nunzio Gallo.

.

 

 

Dicevo che la canzone è del 1961, scritta da Aurelio Fierro,

e, per confermare la grandezza del suo successo,

vinse pure la Canzonissima di quell’anno 

e fu anche la più gettonata nei mitici juke box (li ricordate?). 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  Prima di passare all’ascolto della canzone
 
immergiamoci per un attimo nell’atmosfera di quell’anno.
 
  
 
Siamo nel 1961
 
l’anno del primo uomo nello spazio… Jurij Gagarin.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
  dell’incontro tra Kennedy e Krusciev 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

  

 

ed anche del centenario dell’unità d’Italia che viene ricordato
 
con varie manifestazioni,
 
soprattutto a Torino, ed a cui partecipai.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

jukebox

 

 

 

 

 

 
Foto di gruppo dei partecipanti al Festival di Sanremo del 1961. 
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone.

 
E’ giunto il momento di ascoltarla o riascoltarla in questo video. 
 

 

 
 
 
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ARTE MUSICA POESIA HUMOUR ETC
NEL GRUPPO DI FB
COLLEGATO ALLA PAGINA

 


 

 
 

 

Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – VI – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.
 
Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un vero e proprio mito musicale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL’ESTATE (VI)
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E’ sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l’estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.
  1.  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La canzone è del 1968…
 un anno che certo non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c’è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell’Italia e del mondo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco alcune immagini di quell’anno…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I Beatles nel 1968
 
 
 
 
 
 
 
 
Moda
 
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
Mercx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d’Europa
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
spiaggia ombrelloni
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall’Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

 

.

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.

 

 

 

 
 
 

 

Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – V – “ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA” (1969)   1 comment

 
 
 
 
 
 
 


Questa in verità non è solo una canzone dell’estate
ma molto… molto di più.

 
 
 
 
 
 
 
 


Questa nostra piccola antologia delle canzoni dell’estate…
torna stavolta ad una canzone di qualità… e che qualità!

 
 
 
                                    

 
 
 
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan
 
 
 
V 
 
 

 
 
ACQUA AZZURRA E ACQUA CHIARA

canzone-poesia del mitico duo Mogol-Battisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fu la canzone regina dell’estate 1969
e la trionfatrice del Festivalbar di quell’anno.



spiaggia ombrelloni
 
 
 
 
 

Ecco un retroscena poco noto ma molto simpatico:
Il retro  del disco “Dieci ragazze”  (canzone carina ma leggerina)
era destinato ad esser il lato principale secondo Mogol e Battisti…
ma Arbore, al quale fecero ascoltar le 2 canzoni
per un programma televisivo, comprese subito la bellezza
di Acqua azzurra acqua chiara
innamorandosene subito e consigliò l’inversione.

 
 
 
 
 
 
 
 

Nasceva così il mito di questa canzone che trionfò sì quell’estate
ma anche gli anni successivi ed entusiasma ancor oggi.
 
Fu il vero grande tormentone dell’estate del 1969
arrivando terza al Cantagiro e vincendo il Festivalbar.



 

 
 
 
 

Prima di riascoltarla
ecco ora alcune immagini-simbolo di quell’anno.


 
 
 
 
 
 
 
La conquista della Luna

 
 
 
Il famoso festival di Woodstock 

 
 
 
Brigitte Bardot in Italia

 
 
 
La mitica Nsu prinz
 
 
 

Lucio Battisti nel 1969


 
 
 


 
 Eddy Merckx maglia rosa al Giro del 1969 
 
 
                            
 
  
Ma è ora giunto il momento della canzone
che possiamo ascoltare… o riascoltare
ed insieme leggere anche il famoso poetico testo.



frecq8h 
 
 
 


Ciaooooooooooooo

ed ancora… felice estate a tutti!




LA PAGINA PER COLORARE LE TUE ORE

acqua und0kco1 500



 
 




 
 
 
 

VIVERE – La bella… indimenticabile ed originale canzone in 2 versioni e la sua storia   Leave a comment


VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
“DIO… PATRIA E FAMIGLIA”
ecco una canzone che sembra proprio
in totale controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca.



 

 
 
 

Non lo credete? Leggete allora le parole del testo
che paiono quasi di “liberazione maschile”
e quasi inneggianti al divorzio.


 

T E S T O
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più. 
 
 
 
 
Caterina Boratto
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi
 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta dal grande Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film


 
 
 
 
 
 
 
 
 Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca…
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 
 

 

 
 

Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan





IL MONDO DI ORSOSOGNANTE LA NUOVA PAGINA DI FB!






Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – IV – La mitica “LAMBADA” (1989)   Leave a comment





 
 
 
 
Riprendiamo la nostra piccola antologia dei tormentoni estivi.
 
Quello di cui parleremo ora è davvero notissimo…

Infatti ha  impazzato in tutto il mondo alla fine degli anni 80
(in Italia però giunse nel 1989).

 
 
 
 
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I V

LA LAMBADA – 1989
LE CANZONI DELL’ESTATE
by Tony Kospan

 
 
 

 
 
 
 
 

 

Dunque parleremo della notissima… dirò di più… della mitica


LAMBADA
travolgente ballo sudamericano giunto un Europa
per merito del gruppo musicale Kaoma.

 
 
 
 
Kaoma

 
 
 
La canzone-danza, grazie al ritmo caldo e coinvolgente
ed alla sensualità del ballo,
divenne perfino un autentico fenomeno di costume,
come succederà anni dopo anche con “Asereje”.

 
 
 
 
 
 
 
 
Alle origini della Lambada v’è una danza indigena
che da secoli veniva praticata nella zona amazzonica del Brasile,
il carimbò.
 
 
Questo ballo, molto sensuale e libero, di derivazione africana
si accompagna al ritmo ipnotico di alti tamburi ,
ed è caratterizzato soprattutto
da giravolte del corpo e rotazioni del capo,
in cui la donna cerca di coprire l’uomo con la propria gonna.

 
 
 
 
 
 
 
 

La contaminazione del carimbò con altri stili,
provenienti soprattutto dai Caraibi (salsa, reggae e merengue)
e dal Nord Est del Brasile, comportò la nascita di questo nuovo ballo
contraddistinto dal contatto ravvicinato di corpi,
con oscillazione di anche e spalle in un movimento estremamente sensuale.





 

 


 

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Ma ora è giunto il momento di ascoltar e… veder 

o… riascoltar e riveder

la LAMBADA

e lo faremo con il video ufficiale dei Kaoma del 1989


 

 

 
 
 
 
 
 

ARTE MUSICA POESIA ETC
I N S I E M E
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Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – III – Stessa spiaggia stesso mare (1963)   Leave a comment

 
 
 

 
 
 
 
 
 
Questa nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato 
le nostre estati prosegue con questa… “estivissima”

 
 
 
 
 
 
 


STESSA SPIAGGIA STESSO MARE
di un autore mitico… come Mogol

 
 
 
 
 
 
 
 

LE CANZONI DELL’ESTATE (III)
by Tony Kospan
 
 



La canzone, che sembra farci vedere le immagini e sentire i profumi 
delle estati degli anni 60… però, come tanti altri tormentoni estivi,
pur essendo nata da cotanto autore, non brilla certo per la bellezza del testo.

 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1963…
che fu un anno ricchissimo di tormentoni estivi

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco ora qualche immagine dell’estate di quell’anno…
per viverne (o riviverne) l’atmosfera del 1963.


 
 
 
 
 
 
 
 
Il famoso film “Cleopatra”
 
 
 
 
 
Una giovane Gina Lollobrigida
 
 
 
 
Immagine dal mitico film “L’ape regina”

 
 
 
                            
 



Ascoltiamo  ora… l’allegra canzoncina 
prima cantata dalla mitica MINA


 
 
 
 
 
 



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e poi, qui giù, nella versione di Piero Focaccia
 

 
 
 
 

               


Ciaooooooooooo

ed ancora felice estate a tutti

da Orso Tony


orso




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Tu che m’hai preso il cuor – L’antica canzone-poesia di “nobile” origine con la sua storia e l’atmosfera del tempo   Leave a comment




Questa è un’altra canzone che è andata oltre,
molto oltre il suo tempo, giungendo quasi intatta
in quanto a bellezza e piacere d’ascolto,
ai nostri giorni.
 
 
Una canzone definibile classica… anzi classicissima…
e non solo perché nata dall’operetta…





 
 
 
 

TU CHE M’HAI PRESO IL CUOR
 
ATMOSFERE E NOTE DI QUALCHE TEMPO FA
 
 a cura di Tony Kospan

  


 
Come sempre iniziamo con alcune immagini di quell’anno… il 1929.

 
 
 
   
Donne al lavoro nel  1929 












 
 
 


Tu che m’hai preso il cuor è infatti il titolo di una romanza tratta dall’operetta Il paese del sorriso (Das Land des Lächelns) musicata da Ferenc Lehár su libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda (per l’Italia Edizioni Suvini Zerboni), andata in scena per la prima volta al Metropol-Theater di Berlino il 10 ottobre 1929  

 

 


 
 
 
 

Per la musica e le parole il brano gode di tanta notorietà da allora da essere entrato – come standard – nel repertorio della musica popolare.
 
E’ stato infatti inciso sia da cantanti lirici che di musica leggera. 
 
 

 


 
 


Il brano è, nella sua versione originale, un duetto d’amore tra la giovane occidentale Lisa ed il principe cinese Sou-Chong.
 
I due innamorati, disposti a inseguirsi tra Vienna e la Cina, sfidano le difficoltà derivanti dalle diverse culture ma alla fine riusciranno a giurarsi amore eterno.


 
 
 
 

Tamara de Lempicka autoritratto – 1929

 
 
 

La musica  e le parole, ed in particolare il refrain che segue, rivela appieno il senso del sentimento amoroso che unisce i due giovani protagonisti e fa di questo brano uno dei classici delle canzoni per innamorati:


 
 
 





« Ti vedo tra le rose
ti dico tante cose
se il vento lieve t’accarezza
un profumar di giovinezza
mi fai tremar
La notte sogno tremando di te
quale incantesimo il mio cuor sul tuo cuor
mentre si schiudono le pupille tue d’or. » 



 


 
 

Ascoltiamola dunque in questa versione cantata, come sempre alla grande, da Pavarotti 

 
 
 

 

 

 

.

 

 CIAO DA TONY KOSPAN








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UN MODO DIVERSO DI VIVER

LA POESIA E LA CULTURA







“Inno all’amore” di Edith Piaf.. mitica.. poetica canzone nata da una triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica ,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone



 
 
 
   
 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
.
.
CIAO DA TONY KOSPAN




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Piccola antologia delle canzoni che ci ricordano le estati di un tempo – II – Una rotonda sul mare   Leave a comment




 
 
 
 
 
Continuiamo la piccola antologia (non cronologica)
delle canzoni che hanno segnato le nostre estati…
e ci hanno fatto sognare…
 
 
 
 
 
 
 
 

– UNA ROTONDA SUL MARE –
by Tony Kospan

 
 
Questa è una canzone che
non ha contrassegnato una sola estate
ma tantissime estati di tanti di noi.
 
 
Sembra quasi volerci invitare tutti,
anche i più riottosi tra noi,
ad un dolce e sensuale ballo lento.

 
 
 

 
 
 

Quanti amori sono nati o rinati
nelle rotonde… nelle balere… etc…
lungo i litorali delle nostre coste?




Gianni dall’Omo – Una rotonda sul mare



 

“Una rotonda sul mare” è del 1964,
ed è stata il grande cavallo di battaglia
di Fred Bongusto

 
 
 
 
 
 
 

Solo poco tempo fa Fred Bongusto, l’autore,
ha svelato il mistero della rotonda confessando
che quella della canzone era di Senigallia
e non di Termoli dato che quest’ultima
 (tra l’altro) all’epoca non esisteva…

 
 
 
 

 
 
 

Ora prima di passare all’ascolto
 vediamo, come sempre, 
 qualche immagine di quell’anno.

 
 
 
 



 
 
 
 
1964 – Completamento ed inaugurazione Autostrada del Sole


 
 
 
 

 
 
 
 

 
 
 
 

Una piccola considerazione.

 Mentre nel mondo i Beatles ormai furoreggiano…
con la loro rivoluzione musicale…

 
 
 
 
 
 
 
 

da noi invece la canzone melodica resiste alla grande…
 
 
Ma veniamo a questa canzone simbolo dell’estate 1964
che ora possiamo ascoltare leggendone anche il testo.


 

 

 




 

 

Ciaooooooooooo e felice estate a tutti

da Orso Tony




SU FB… LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

 
 



 
 

“Mille lire al mese” – La storica canzone (testo e video) ed un breve ricordo della cara.. vecchia moneta   Leave a comment

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.

I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso







La lira è stata la nostra moneta ufficiale 

dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862 


fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


.

.





Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

.

.



“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE

.

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

.

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…







Questa qui giù è l’ultima versione della banconota



di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Leggiamo ora il testo…


MILLE LIRE AL MESE


Che disperazione, che delusione dover campar

Sempre in disdetta, sempre in bolletta

Ma se un posticino domani cara io troverò

Di gemme d’oro ti coprirò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare, sarei certo di trovare

Tutta la felicità

Un modesto impiego, io non ho pretese

Voglio lavorare per poter alfin trovare

Tutta la tranquillità

Una casettina in periferia

Una mogliettina giovane e carina

Tale e quale come te

Se potessi avere mille lire al mese

Farei tante spese, comprerei fra tante cose

Le più belle che vuoi tu

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità

D’un zio lontano, americano

Ma se questo sogno non si avverasse, come farò?

Il ritornello ricanterò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare

Sarei…








e poi ascoltiamola in questo video…

 dove vi sono diverse bellissime immagini 

sia di quel tempo… che della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




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