Archivio per l'etichetta ‘NOTE ED ATMOSFERE DI UN TEMPO

Buon compleanno Charles Aznavour con breve biografia e la tua mitica canzone-poesia “La boheme”   Leave a comment

 


Il grande cantautore di origine armena,
definito anche il “Frank Sinatra francese”,
ha rappresentato il meglio della musica leggera
francese ed internazionale nel 2° '900,
ma, anche se ora ha più di 90 anni, canta ancora!
 

E' stato anche insignito della Legion d'Onore,
ed è stato  nominato ambasciatore dell'Armenia in Svizzera
dal 12 febbraio 2009.



Parigi 22 maggio 1924


Ha interpretato le sue canzoni, amate in tutto il mondo,
in ben 7 lingue ed ha venduto oltre 300 milioni di dischi.

Assecondando la sua attitudine fin da piccolo i suoi genitori,
scampati all'eccidio armeno e rifugiatisi in Francia,
gli fecero frequentare il mondo artistico e musicale parigino.






Ma le stelle lo baciarono il giorno (nel 1946) in cui fu notato
dalla mitica Edith Piaf che lo portò con sé in una tournée.


Diventò noto nel mondo musicale francese nel 1950…
ed in pochi anni… nel 1956…
era già diventato una star internazionale
soprattutto con la canzone “Sur ma vie“.



Il matrimonio di Aznavour con Ulla Thorsell



Da allora in poi il successo non si è mai interrotto.

Le sue canzoni sono state interpretate
anche da molti grandi cantanti italiani.

.







.
.
Ha anche recitato in molti film.

Mi fa piacere ora festeggiarlo
con la sua mitica canzone “La boheme“.

.
.
.

.
.
.

 

LA BOHEME
 
 

E’ una canzone del 1965 che, per testo poetico e musica,
è considerata tra le più belle di sempre…
 
 
 
 
 
 
.
.
.
Ha un’aria… ed uno spirito interno…
grandissimo  e… senza tempo…,
ed inoltre il testo è, a mio parere, pura poesia
 
Il testo si collega perfettamente
anche al discorso che spesso affrontiamo
sullo scorrere inesorabile del tempo…

  


 
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola… 

cantata in italiano,

potendo anche leggere il poetico testo,
e lasciamoci prendere dalla sua irresistibile melodia.
 
 

 
 
  

 
  
 
 
 
Se poi la preferite cantata in lingua originale
eccola… sempre cantata da Aznavour… 
 
 
 
 
 
 
  



   
Augurissimi Charles e grazie di tutto…



 
 
 
 
TONY KOSPAN






 
 
 
 

 


Annunci

Parlami d’amore Mariù… mitica canzone del 1932 – La sua storia e la canzone in 2 versioni   Leave a comment

 

 
 
 


Questa famosissima… classicissima… storica… (1932)
ed indimenticabile canzone amata da diverse generazioni…
fin da piccolo mi colpiva per la sua dolcissima atmosfera.




  



ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan




 


 


PARLAMI D'AMORE MARIU'

– STORIA ATMOSFERA E MUSICA –

  

 

 

 
 
 
 
Il testo fu scritto da Ennio Neri e la musica da Cesare Andrea Bixio
per Vittorio De Sica che l'avrebbe poi interpretata nel film
GLI UOMINI, CHE MASCALZONI

 
 
 
 
 
 
 
Qui giù il video con diverse immagini
dal film in cui De Sica la canta…

 
 

 
 
 


Siamo nel 1932 ecco quindi qualche altra immagine di quell'anno…
 




Venezia – Nasce la mostra del cinema
 
 
 
 
 
 
 
.
.
 
 Marconi a Santa Margherita



                   
 
 
 
Ma ora grazie al bellissimo sito di Pino un Italiano che vive in Brasile…
possiamo ascoltarla  sempre  nella versione cantata da Vittorio De Sica
ma in modo completo e nel contempo leggerne il testo. 



 

 
 
 

  
 

Foto:

.
.
.
.

 

 

Palomma ‘e notte e la sua storia – Questa mitica poesia di Salvatore di Giacomo incontrò la musica e nacque così una grande canzone   Leave a comment


 

 




Bè definire questa… una canzone poesia…

non è poi così difficile

considerato che l'autore è un grande poeta…







 PALOMMA 'E NOTTE
LA STORIA – LA POESIA – LA CANZONE –
a cura di Tony Kospan







Chi ha scritto questa classicissima canzone napoletana
è infatti il grande poeta Salvatore Di Giacomo
e la poesia è dedicata alla sua donna… Elisa.

La storia di questa canzone ce la racconta direttamente
il giornalista e scrittore Raffaele La Capria
che la raccontò sul “Corriere della Sera
descrivendo così anche la storia del loro contrastato amore.








Quando si conobbero (nel 1905) Salvatore ed Elisa, lui era un uomo di quarantacinque anni, lei una ragazza di 26.
Salvatore era un bell' uomo, un vero napoletano dagli occhi sognanti, un poeta già celebre, riconosciuto, i suoi versi erano cantati dovunque,  e tutto questo creava intorno alla sua persona un' aura romantica, un fascino che poteva fare innamorare qualsiasi ragazza, soprattutto una ragazza come Elisa.
Elisa era «' na giovane vestuta / cu ' na vesta granata, auta e brunetta» (una giovane vestita/con una veste granata, alta e brunetta ntk).
Studiava per diventare insegnante e ancor più per essere indipendente, per emanciparsi dalla protezione familiare, cosa poco comune a Napoli in quel tempo.








Ardita ed emancipata doveva essere davvero se, dopo qualche incontro con Salvatore Di Giacomo alla Biblioteca Lucchesi Palli – da lui diretta – gli scrisse una lettera talmente intraprendente per una ragazza di quell' ambiente e di quell' educazione, da lasciare stupiti. 
«Mio buono e caro signor Di Giacomo… se non fossimo stati in mezzo alla gente ve lo avrei detto ieri stesso quanto sto per dirvi ora. Io vi amo: ecco la verità, e lo so e lo sapevo da un pezzo, e non volevo confessarlo né a voi né a me. Io vi amo, e ora ve lo dico così com' è. è bene, è male dirvelo? Che cosa ne penserete? Io non so… Sappiatela tutt' intera questa verità, sappiatela così rudemente, così bruscamente com' è sempre l' impeto dell' anima mia: sappiatela e fate quel che volete…».
Salvatore non era libero, Elisa aveva una rivale, una tremenda rivale: mammà.”

Per amor di brevità essendo l'articolo lunghetto ne sintetizzo la parte centrale per riprenderlo poi in quella finale…








– Il loro amore fu molto tormentato prima per l'invadenza della madre e poi per le liti in cui il poeta accusava Elisa di civetterie… tradimenti etc…
Si amarono così d'un amore molto tormentato ma tenace per 11 anni e continuarono ad amarsi, sempre in questo modo, anche dopo il matrimonio… fino a quando Salvatore, costretto all'immobilità ed amorevolmente curato da lei, si spense…
Elisa impazzita dal dolore distrusse tutte le lettere che lui le aveva inviato ma per caso dimenticò in un cassettoquelle che vanno dal luglio del 1906 al dicembre del 1911 e che ci hanno permesso di raccontare la storia di questo strano amore.”




 




Continua l'articolo di La Capria che qui racconta la nascita di questa poesia:
“Voglio chiudere il mio racconto con una delle poesie scritte da Di Giacomo, una di quelle che più amo, e una di quelle certamente dedicate ad Elisa: Palomma 'e notte.
Il poeta una sera vede una farfallina girare e rigirare intorno a una candela accesa.
E l' avverte: questa è una fiamma, ti può bruciare le ali, non è una rosa e nemmeno un gelsomino.
Va' via, torna all' aria fresca, non vedi che anche io resto abbagliato dalla fiamma e per allontanarti mi brucio?
E' chiaro che la farfallina è Elisa e chi vorrebbe allontanarla, ma chi si brucia la mano, è Salvatore.”




 





La poesia, scritta nel 1904, divenne una canzone nel 1907.
La musica fu composta da Francesco Buongiovannie direi che si tratta proprio di un'accoppiata sublime.









E' considerata una delle più belle canzoni della grande tradizione classica napoletana…


 

Qui di seguito possiamo ascoltarla cantata da Peppino di Capri potendo leggerne il testo in originale ed in italiano…





 

 

 





e poi se lo si desidera…  la si può ascoltare anche nella versione più classica di Sergio Bruni




 


 





ed infine anche in quest'altra versione ancora più raffinata e ricercata, benché moderna, di Gianni Lamagna che mi è stata segnalata, nei commenti, da un visitatore del Blog… che ringrazio.








CIAO DA ORSO TONY




 

 

IL TUO SALOTTO CULTURALE DI FB
Foto animata








 


 

La vedova allegra – Storia.. trama e video della mitica ed affascinante operetta (Atmosfere di un tempo)   Leave a comment

 

 

 

 

 
COS'E' L'OPERETTA?
 
La domanda se rivolta ai più giovani sicuramente
rimarrebbe senza risposta…
ma chi ha qualche annetto in più ricorda
certamente le magnifiche ed allegre serate
a guardar le operette alla TV e sa bene quindi cosa sono…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'operetta è una commedia, in parte recitata e in parte cantata,
che, per l'importanza delle parti musicali,
viene in genere considerata come una filiazione del teatro musicale
e, in particolare, dell'operà-comique francese
 
 
Quella che leggeremo e ricorderemo ora
è una tra le più classiche e più amate di sempre…


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


LA VEDOVA ALLEGRA

a cura di Tony Kospan

 
 
 

 

 
 
 
LA STORIA

 
 
La Vedova Allegra  di Franz Lehár è da sempre considerata
il primo e più importante titolo della storia dell'operetta.

 
 
 
Il titolo originale dell'operetta in tre atti è “Die lustige Witwe“.
 
Fu fu musicata da Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein basato sulla trama della commedia “L'attaché d'ambassade” di Henri Meilhac.
 
Debuttò con immediato grande successo il 30 dicembre 1905 al Theater an der Wien di Vienna.
 

Ha attraversato tutto un secolo di cambiamenti profondi, eppure il suo successo non si è mai appannato ed è sicuramente destinato a rinnovarsi nel terzo millennio.
 
Basti pensare che quest'operetta è a tutt'oggi uno dei titoli più rappresentati nelle Stagioni Teatrali di tutto il mondo.

 
 
 
 

 
 
 
 
LA TRAMA
 
 
 
All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento.
Sta arrivando la Signora Anna Glavari , giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte.
L'ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l'incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova e questo per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti se la signora Glavari passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina economica.
Njegus, cancelliere dell'ambasciata, é un po' troppo pasticcione per una simile impresa ma c'é il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Anna c'era stata una storia d'amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un'altra storia d'amore che vede protagonisti Valencienne, giovane mogliettina di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità . I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne ed a sostituirla con Anna.
 
 
 
 

 

 

 
La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Anna e Danilo il loro reciproco amore. La patria é salva. D'ora in poi la signora Glavari non sarà  più “La vedova allegra” ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
IL VIDEO – LA VEDOVA ALLEGRA 
 
 
 
Questo video ci consente un vero e proprio tuffo
nell'atmosfera e nelle note… magiche di questa operetta…
con una brillante Raffaella Carrà…
che ci riporta ai bei programmi televisivi di una volta…
 
 
 
 
 
 

 
 
FONTI: VARI SITI WEB –  IMPAG. T.K.
 

 
 
BUONA VISIONE… E BUON ASCOLTO…
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 

 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI SOGNO PER  COLORARE LE TUE ORE








 
 
 

Beniamino Gigli – Breve ricordo del mitico cantante anche con “Non ti scordar di me” grande canzone del ’35   Leave a comment







BENIAMINO GIGLI
e
NON TI SCORDAR DI ME
a cura di Tony Kospan


Gigli è stato un tenore, un attore
e tra i più celebri cantanti del XX secolo.





Recanati 20.3.1890 – Roma 30.11.1957




La canzone è del 1935 e dunque l’Italia è in piena epoca coloniale.




Ecco come i giornali comici vedevano quella che invece fu una guerra poco esaltante



Prima di passare alla canzone vediamo queste altre immagini
che ci possono dare un’idea dell’atmosfera di quell’anno…





Coco Chanel – 1935









Elsa Schiaparelli – stilista dell’epoca



La canzone, un valzer lento con echi di melodramma,
scritta da due autori napoletani Domenico Furnò ed Eugenio De Curtis
fu lanciata da Beniamino Gigli nel film omonimo.






Gigli, all’epoca 45enne, e già molto noto…
interpretava (ovviamente)
la parte di un tenore che riconquistava l’amata
grazie alla sua voce e proprio con questa canzone.




Beniamino Gigli




Il film piacque moltissimo e ci fu perfino qualche punta di fanatismo
(un’ammiratrice scrisse al “suo” Beniamino di aver visto il film 76 volte in un mese!!!)
anche perché molta gente non aveva mai visto il cantante,
che all’epoca aveva ereditato il “trono” di Caruso.





Alfa Romeo Bimotore – 1935




Tuttora la pellicola è una dalle più apprezzate,
dagli ammiratori del cantante.

La canzone ebbe un grande successo che non è mai tramontato
ed è stata interpretata da molti altri tenori e diversi grandi cantanti.




Marlene Dietrich in “Il diavolo è donna” – 1935




NON TI SCORDAR DI ME
E. De Curtis – Furnò

 Partirono le rondini
dal mio paese freddo e senza sole,
cercando primavere di viole,
nidi d’amore e di felicità
La mia piccola rondine partì
senza lasciarmi un bacio
senza un addio partì
Non ti scordar di me;
la vita mia legata e a te
io t’ amo sempre più
nel sogno mio rimani tu
Non ti scordar di me
la vita mia legata e a te
c’è sempre un nido
nel mio cuor per te
Non ti scordar di me!
Non ti scordar di me!




Ascoltiamola ora nella versione cantata dal grande Beniamino…
in un’affascinante versione d’epoca… proprio quella del film







Ciao da Tony Kospan




LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata










Cesare Andrea Bixio – Breve ricordo del grande compositore del 900 anche con la sua mitica “Vivere”   Leave a comment




Forse ai giovani d’oggi il suo nome dice poco o nulla
ma Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera italiana del ‘900

E’ stato infatti autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane,
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






.

Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni ’20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d’amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.

La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell’epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell’epoca… come il cinema e la televisione.

.

.

.


(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

.
.
.

E’ stato anche un geniale industriale
e fondatore di diverse case editrici di musica.

Mi fa dunque piacere ricordarlo con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi…

VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
DIO PATRIA E FAMIGLIA…
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca…



 
 
 
 
 
 


 
 
 
Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio…
ma siamo nel
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto
 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all’epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca…
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  

 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
e con la possibilità di leggerne
contemporaneamente… il testo completo
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda. un po’ più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 
 

 

 
 
Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan


 



 


LA TUA NUOVA PAGINA DI
CULTURA.. PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…
Foto animata





Caterina Boratto



Breve ricordo della nostra vecchia moneta anche con la mitica canzone “Mille lire al mese”   Leave a comment




.


Nell’anniversario della cessazione del corso legale della Lira,

il 28 febbraio 2002,

mi fa piacere ricordar la nostra vecchia moneta

.


.

I ricordi addolciscono la realtà del suo percorso di vita,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori…, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…








La lira è stata la nostra moneta ufficiale
dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862
fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit

.


.

.



Aggiungo al brevissimo ricordo questo mio post dedicato


alla mitica canzone… Mille lire al mese

tutta dedicata alla nostra moneta scomparsa…

.

.



“Se potessi avere mille lire al mese”


cantava infatti Umberto Melnati nel film omonimo…


Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film..




MILLE LIRE AL MESE

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…

Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…






Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente…

1000 lire al mese…

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla

nemmeno 1000 euro al mese…






Questa qui giù è l’ultima versione della banconota

di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione…

dell’italiano medio…

ad una vita di tranquillo… benessere… 







Ascoltiamola… ora qui nella versione originale

cantata da Natalino Otto potendo nel contempo

leggere il testo…






Se si vuole… poi… possiamo ascoltarla anche qui…

in questo video… dove vi sono

anche diverse bellissime immagini di quel tempo…

e… della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: