Archivio per l'etichetta ‘NOTE E ATMOSFERE DI UN TEMPO

Nilla Pizzi.. Regina della canzone italiana – Breve ricordo e “Vola Colomba” uno dei suoi massimi successi   Leave a comment

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi al centro tra Achille Togliani e Gino Latilla



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




Tony Kospan



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COME PIOVEVA – La storia.. l’atmosfera del 1918 e la poetica canzone in 2 versioni   Leave a comment

 
  



Ecco un’altra famosissima
storica, poetica, indimenticabile canzone
che fin da piccolo mi colpiva
per la sua dolcissima profondissima malinconia.

 
 
 

  



ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

COME PIOVEVA

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E' una canzone del 1918


 
 
 
 


 
 
 
 


Sta, finalmente, finendo
la prima tremenda guerra mondiale.

La vita nelle città e nelle campagne
va avanti comunque…
nonostante gli immensi lutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Queste immagini ci rendono un po'
l’atmosfera di quell’anno.

 
 
 
 
La spagnola
 
 
 
 
Donne nelle fabbriche mentre gli uomini sono in guerra

 
 
 
 







 Modigliani – Fotografia con dedica donata da Amedeo a Jeane Hébuterne, 1918

 


L’autore della canzone è Armando Gill,
(pseudonimo di Michele Testa Piccolomini)
primo vero cantautore italiano.

 
 
 
 

Armando Gill (Napoli 23.7.1877 – Napoli 1.1.1945)
 
 


“Versi di Armando, musica di Gill,
cantati da Armando Gill”
 
era il suo simpatico motto.
 
 
 
Fu infatti l'inventore di un linguaggio diretto
anticipatore di un genere che si affermò
solo molti anni dopo.

 
 
 
 
 Donna al lavoro 
 
 

C'è un simpaticissimo aneddoto
su questa canzone e sullo spirito del suo autore.
 
 
Alcuni giorni prima del lancio Gill, non avendo fiducia
nelle capacità promozionali della sua casa discografica,
tappezzò la città di Napoli.

 
 
 
 
 
 
 
 

… con manifesti raffiguranti degli ombrelli
e qualche giorno dopo con i manifesti della canzone.

 
 
 
 
Manifesto della canzone originale dell'epoca
 
 
 
 
 
Tornando alla canzone,
a mio parere, essa è viva e bella
oggi come allora… e lo sarà sempre.

 
 
 
 



Ascoltiamola ora,
cantata da uno dei suoi massimi interpreti,
Achille Togliani
potendo leggere qui anche il poetico testo.

 
 




 
  
 

o se preferiamo… in questo bel video…
che ci consente d'ascoltarla
proprio con la voce di Gill
insieme a bellissime immagini d’epoca.
 
 
 
 




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Nilla Pizzi.. regina della canzone italiana – Breve ricordo anche con “Papaveri e Papere”   Leave a comment

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




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Tony Kospan




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“SIGNORINELLA PALLIDA” mitica canzone del 1931 – La storia.. il testo e l’atmosfera d’allora   Leave a comment

 
 
 
Danielle Darrieux

 
 
 

In verità il titolo esatto è solo
SIGNORINELLA
ma è universalmente conosciuta come
SIGNORINELLA PALLIDA

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

 
 
Il testo della canzone è poesia pura,
 poesia vera, del grande poeta e paroliere Libero Bovio.
 
 
Essa, a dire degli esperti, è sì scritta in lingua italiana,
ma è pensata in lingua Napoletana, 
per sintassi e costruzione delle strofe.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
LA POESIA DELLA CANZONE
 
 
 
E’ una canzone davvero struggente che colpì, appena uscì
tantissimi cuori e da allora non ha mai smesso di colpire 
soprattutto quelli di coloro che sono lontani dalla terra d’origine. 
 
 
Personalmente non riesco a non commuovermi  
ogni volta che l’ascolto.

 
 
 
 
 
 
 

LA STORIA DELLA CANZONE 
 

Si racconta che la musica fu scritta in una nottata
e musicata da un Valente arrabbiatissimo
perché aveva perduto molto giocando a carte.


 
 
 

Vincenzo Irolli 
 

 
 
 
 
L’ATMOSFERA DELL’EPOCA
 
 
Vediamo, prima di passare alla canzone,
qualche immagine che ci riporta all’atmosfera del 1931.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il mitico Tazio Nuvolari il 2 agosto del 1931 prima della partenza della gara
 
 
 
 
In un primo momento i discografici l’avevano bocciata
perché per loro era “un romanzo… e non una canzone…
ma mai smentita fu più clamorosa…
e dal suo successo nacque anche un film.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone e, per meglio gustarla,
leggiamo prima il testo.
 
 
 
SIGNORINELLA
Libero Bovio – Nicola Valente (1931) 

 
Signorinella pallida,
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v’è una notte ch’io non sogni Napoli,
e son vent’anni che ne sto’ lontano!
Al mio paese nevica,
e il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo e sono triste e stanco!
Lenta e lontana,
mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesù
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu, dove sei tu?
Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente:
Brindisi coi bicchieri colmi d’acqua
al nostro amore povero e innocente.
Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno, una carezza ….
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: giovinezza!
Amore mio!
Non ti ricordi che, nel dirmi addio,
mi mettesti all’occhiello una pansè
e mi dicesti, con la voce tremula:
“Non ti scordar di me!”
E gli anni e i giorni passano,
uguali e grigi, con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!
Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io qui son diventato il buon don Cesare,
porto il mantello a ruota e fo’ il notaio.
Il mio piccino,
sfogliando un vecchio libro di latino,
ha trovato, indovina, una pansè ….
perchè negli occhi mi spuntò una lacrima?
Chissà, chissà perchè!
Lenta e lontana,
mentre ti penso, suona la campana
della piccola chiesa del Gesù ….
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu …. dove sei tu?
 
 
 
 
 
 
 
 


IL VIDEO DELLA CANZONE
 
 
e poi ascoltiamola in questo video… in cui è
interpretata da Achille Togliani.

 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 

 
 
 
 
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CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO

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Papaveri e papere – La popolarissima canzone degli anni ’50… la sua storia e l’atmosfera dell’epoca   Leave a comment

 

 

 

 

 

Quella che ascolteremo
non è una gran bella canzone in senso classico,
né come testo né come musica,
ma è stata ugualmente una canzone cult di un’epoca
e su di lei si scrisse di tutto e di più
come vedremo in seguito.


 
 
 

Nilla Pizzi

 
 
 
Il periodo in cui questa canzone
trionfa ed è cantata in Italia dappertutto
è l’inizio degli anni 50…

Per la precisione siamo nel 1952.
 
 
 
 
 

 

PAPAVERI E PAPERE

ATMOSFERE E NOTE DI QUALCHE TEMPO FA

a cura di Tony Kospan


 
 
 
 

 
 
 
 
Questa canzone non ha nè testo poetico nè musica eccezionale,
tuttavia è una canzone simpatica e (ingenuamente) divertente.

Molto si ipotizzò e si scrisse su eventuali significati nascosti…
e sottilmente politici…
la paperina = il popolo
e
i papaveri = i potenti.
 
 
Tuttavia essa entrò allora
ed è rimasta sempre nel cuore degli Italiani.

 
 
 
 
 
 
 
E’ una canzone che ha segnato davvero un’epoca…
essendo il suo successo durato molto a lungo…
grazie all’interpretazione di Nilla Pizzi
che vediamo qui sotto con Antony Quinn

 
 
 
 

 
 
 
 
La canzone fu la 2° classificata al Festival di Sanremo del 1952,
dopo Vola Colomba, sempre cantata da Nilla Pizzi,
ma ebbe però molto più successo della prima.

 
 
 
 
1952 – Televisore d’allora 
 
 
 
 

Il motivetto insieme a questa strofa, è di quelli che,
una volta entrati nella mente, per qualche magia,
vi restano appiccicati per sempre.
 
 
 



 
 
 
 
“Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, 
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina, 
o sai che i papaveri son alti, alti, alti, 
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far…”




 
 
 
 
La canzone, un tempo considerata normale,
è oggi diventata, per l’estrema simpatia 
scaturente sia dal testo che dalla musica
un’amata canzone per bambini.

 

 
 
 
 
 
Ora, se ci fa piacere, ascoltiamola 
in questo video simpaticissimo e… floreale.
 
 
 
1952 – Nilla Pizzi al Festival di Sanremo
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
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LA STORIA… I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO

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Breve ricordo di Nilla Pizzi.. Regina della canzone italiana.. anche con “Vola Colomba” uno dei suoi massimi successi   Leave a comment

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi al centro tra Achille Togliani e Gino Latilla



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




Tony Kospan



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COME PIOVEVA – La storia.. l’atmosfera del tempo e la poetica canzone del 1918.. in 2 versioni   Leave a comment

 
  



Ecco un’altra famosissima
storica, poetica, indimenticabile canzone
che fin da piccolo mi colpiva
per la sua dolcissima profondissima malinconia.

 
 
 

  



ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

COME PIOVEVA

.
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E' una canzone del 1918


 
 
 
 


 
 
 
 


Sta, finalmente, finendo
la prima tremenda guerra mondiale.

La vita nelle città e nelle campagne
va avanti comunque…
nonostante gli immensi lutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Queste immagini ci rendono un po'
l’atmosfera di quell’anno.

 
 
 
 
La spagnola
 
 
 
 
Donne nelle fabbriche mentre gli uomini sono in guerra

 
 
 
 







 Modigliani – Fotografia con dedica donata da Amedeo a Jeane Hébuterne, 1918

 


L’autore della canzone è Armando Gill,
(pseudonimo di Michele Testa Piccolomini)
primo vero cantautore italiano.

 
 
 
 

Armando Gill (Napoli 23.7.1877 – Napoli 1.1.1945)
 
 


“Versi di Armando, musica di Gill,
cantati da Armando Gill”
 
era il suo simpatico motto.
 
 
 
Fu infatti l'inventore di un linguaggio diretto
anticipatore di un genere che si affermò
solo molti anni dopo.

 
 
 
 
 Donna al lavoro 
 
 

C'è un simpaticissimo aneddoto
su questa canzone e sullo spirito del suo autore.
 
 
Alcuni giorni prima del lancio Gill, non avendo fiducia
nelle capacità promozionali della sua casa discografica,
tappezzò la città di Napoli.

 
 
 
 
 
 
 
 

… con manifesti raffiguranti degli ombrelli
e qualche giorno dopo con i manifesti della canzone.

 
 
 
 
Manifesto della canzone originale dell'epoca
 
 
 
 
 
Tornando alla canzone,
a mio parere, essa è viva e bella
oggi come allora… e lo sarà sempre.

 
 
 
 



Ascoltiamola ora,
cantata da uno dei suoi massimi interpreti,
Achille Togliani
potendo leggere qui anche il poetico testo.

 
 




 
  
 

o se preferiamo… in questo bel video…
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proprio con la voce di Gill
insieme a bellissime immagini d’epoca.
 
 
 
 




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Nilla Pizzi – Breve ricordo della Regina della canzone italiana anche con “Papaveri e Papere” uno dei suoi massimi successi   2 comments

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LA REGINA DELLA CANZONE ITALIANA



Adionilla Pizzi in arte Nilla è stata unanimemente definita
«la regina della musica italiana»…
per i suoi grandi successi nei primi Festival di Sanremo
e per esser stata un vero e proprio mito della canzone italiana
negli anni ’50 e ’60.








Per far comprendere quanto fosse vera quella definizione
basti pensare che dopo aver vinto ne ’51 il Festival di Sanremo
con Grazie dei Fiori l’anno dopo, caso unico nella storia,
salì su tutti e 3 gradini del podio con
“Vola colomba”, “Papaveri e papere” e “Una donna prega”.




(Sant’Agata Bolognese 16.4.1919 – Segrate 12.3.2011)



Ma c’è di più, lei bolognese, nello stesso anno, il 1952
vinse anche il primo Festival della Canzone Napoletana…
onore che Napoli le tributò di buon grado
in quanto star amatissima e veneratissima in quegli anni.




Nilla Pizzi



Un’altra sua fantastica caratteristica era l’eccezionale simpatia
che suscitava la sua classica genuinità emiliana.

La sua vita privata non offre spunti molto particolari
a parte la storia col cantante Gino Latilla
che per lei tentò il suicidio.








BREVE BIOGRAFIA UMANA ED ARTISTICA


Nata nel 1919 inizia la sua attività di cantante
nel 1943 ma raggiunge il massimo del successo
negli anni 50 come solista dell’orchestra Angelini
e sopratutto con le già ricordate vittorie a Sanremo.








Ma è stata anche attrice in ben 18 film
di carattere prevalentemente musicale.







Tutta l’Italia amante della musica leggera…
in quegli anni la voleva vedere ed ascoltare
ed i suoi spettacoli erano tutti dei trionfi.






Dopo gli anni ’60, anche per il cambio dei gusti musicali,
la sua fama andò pian piano a scemare
ma lei non smise mai di cantare fino alla fine.






LA CANZONE


Per concludere questo ricordo e per renderle omaggio
penso sia giusto farvi ascoltare
la sua canzone più rappresentativa…
VOLA COLOMBA.




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Tony Kospan




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SIGNORINELLA PALLIDA – La storia.. il testo.. l’atmosfera ed il video della mitica.. canzone del 1931   Leave a comment

 
 
 
Danielle Darrieux

 
 
 

In verità il titolo esatto è solo
SIGNORINELLA
ma è universalmente conosciuta come
SIGNORINELLA PALLIDA

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

 
 
Il testo della canzone è poesia pura,
 poesia vera, del grande poeta e paroliere Libero Bovio.
 
 
Essa, a dire degli esperti, è sì scritta in lingua italiana,
ma è pensata in lingua Napoletana, 
per sintassi e costruzione delle strofe.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
LA POESIA DELLA CANZONE
 
 
 
E’ una canzone davvero struggente che colpì, appena uscì
tantissimi cuori e da allora non ha mai smesso di colpire 
soprattutto quelli di coloro che sono lontani dalla terra d’origine. 
 
 
Personalmente non riesco a non commuovermi  
ogni volta che l’ascolto.

 
 
 
 
 
 
 

LA STORIA DELLA CANZONE 
 

Si racconta che la musica fu scritta in una nottata
e musicata da un Valente arrabbiatissimo
perché aveva perduto molto giocando a carte.


 
 
 

Vincenzo Irolli 
 

 
 
 
 
L’ATMOSFERA DELL’EPOCA
 
 
Vediamo, prima di passare alla canzone,
qualche immagine che ci riporta all’atmosfera del 1931.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il mitico Tazio Nuvolari il 2 agosto del 1931 prima della partenza della gara
 
 
 
 
In un primo momento i discografici l’avevano bocciata
perché per loro era “un romanzo… e non una canzone…
ma mai smentita fu più clamorosa…
e dal suo successo nacque anche un film.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone e, per meglio gustarla,
leggiamo prima il testo.
 
 
 
SIGNORINELLA
Libero Bovio – Nicola Valente (1931) 

 
Signorinella pallida,
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v’è una notte ch’io non sogni Napoli,
e son vent’anni che ne sto’ lontano!
Al mio paese nevica,
e il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo e sono triste e stanco!
Lenta e lontana,
mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesù
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu, dove sei tu?
Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente:
Brindisi coi bicchieri colmi d’acqua
al nostro amore povero e innocente.
Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno, una carezza ….
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: giovinezza!
Amore mio!
Non ti ricordi che, nel dirmi addio,
mi mettesti all’occhiello una pansè
e mi dicesti, con la voce tremula:
“Non ti scordar di me!”
E gli anni e i giorni passano,
uguali e grigi, con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!
Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io qui son diventato il buon don Cesare,
porto il mantello a ruota e fo’ il notaio.
Il mio piccino,
sfogliando un vecchio libro di latino,
ha trovato, indovina, una pansè ….
perchè negli occhi mi spuntò una lacrima?
Chissà, chissà perchè!
Lenta e lontana,
mentre ti penso, suona la campana
della piccola chiesa del Gesù ….
e nevica, vedessi come nevica ….
ma tu …. dove sei tu?
 
 
 
 
 
 
 
 


IL VIDEO DELLA CANZONE
 
 
e poi ascoltiamola in questo video… in cui è
interpretata da Achille Togliani.

 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 

 
 
 
 
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Papaveri e papere – La popolarissima canzone degli anni ’50 con la sua storia e l’atmosfera dell’epoca   5 comments

 

 

 

 

 

Quella che ascolteremo
non è una gran bella canzone in senso classico,
né come testo né come musica,
ma è stata ugualmente una canzone cult di un'epoca
e su di lei si scrisse di tutto e di più
come vedremo in seguito…


 
 
 

Nilla Pizzi

 
 
 
Il periodo in cui questa canzone
trionfa ed è cantata in Italia dappertutto
è l'inizio degli anni 50…

Per la precisione siamo nel 1952…
 
 
 
 
 

 

PAPAVERI E PAPERE

ATMOSFERE E NOTE DI QUALCHE TEMPO FA

a cura di Tony Kospan


 
 
 
 

 
 
 
 
Questa canzone non ha nè testo poetico nè musica eccezionale,
tuttavia è una canzone simpatica e (ingenuamente) divertente.

Molto si ipotizzò e si scrisse su eventuali significati nascosti…
e sottilmente politici…
la paperina = il popolo
e
i papaveri = i potenti.
 
 
Tuttavia essa entrò allora
ed è rimasta sempre nel cuore degli Italiani.

 
 
 
 
 
 
 
E' una canzone che ha segnato davvero un'epoca…
essendo il suo successo durato molto a lungo…
grazie all'interpretazione di Nilla Pizzi
che vediamo qui sotto con Antony Quinn

 
 
 
 

 
 
 
 
La canzone fu la 2° classificata al Festival di Sanremo del 1952,
dopo Vola Colomba, sempre cantata da Nilla Pizzi,
ma ebbe però molto più successo della prima.

 
 
 
 
1952 – Televisore d'allora 
 
 
 
 

Il motivetto insieme a questa strofa… è di quelli che,
una volta entrati nella mente, per qualche magia,
vi restano appiccicati… per sempre.
 
 
 



 
 
 
 
“Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far…”




 
 
 
 
Ma ora ascoltiamola… leggendo… se ci va…
anche il testo…
 

 
 
 
 
 
e/o, se ci fa piacere, in questo video…
simpaticissimo e… floreale…
 
 
 
1952 – Nilla Pizzi al Festival di Sanremo
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
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LA STORIA… I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO

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