Archivio per l'etichetta ‘MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

Ecco FLORA.. simbolo della primavera per gli antichi romani – L’affresco.. la storia ed il grande successo   2 comments








FLORA – UN DIPINTO… UNA STORIA… UN CULT


Flora è un affresco di  39 x 31cm. rinvenuto in un cunicolo della Villa di Arianna di Castellammare di Stabia (Stabiae).

Ora è a Napoli nel Museo Archeologico Nazionale.







Rappresenta Flora che, per il mondo latino, era una dea che veniva festeggiata dal 28 Aprile al 6 Maggio.

Era insieme ad altri 3 affreschi, ma Flora è diventata presto l’opera  più famosa, forse per quel movimento elegante per raccogliere un fiore.







Questa immagine capace, con la sua grazia, di evocare tutta la forza della primavera divenne poi anche un vero cult diffondendosi dappertutto.

Se ne “appropriò” perfino una famosa casa di profumi parigina, poi l’utilizzarono le poste francesi ed è stata anche rivisitata da Milo Manara.




Milo Manara




E’ paragonata da molti alla mitica Primavera del Botticelli 
ma certamente è il simbolo più affascinante della stagione amata dagli Antichi Romani.








IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)






Colorate e non bianche (color marmo) erano le statue dell’antichità classica.   Leave a comment



Venere in bikini



IL COLORE DELLE STATUE ANTICHE



Per secoli si è pensato che le statue antiche fossero senza colori
o che l’unico colore fosse quello del marmo… al punto 
che gli scultori si sono sempre attenuti a questa presunta regola.

Poi la scoperta, soprattutto grazie alle nuove tecnologie,
di tracce di pigmento colorato su di loro ha radicalmente cambiato questa idea.




Apollo seduto con la lira



Si è allora pensato che le statue fossero colorate, 
ma che fossero di un unico colore.

Recentemente però anche questa concezione si è rivelata inesatta,
e si è accertato che il colore delle statue non era unico
ma diverso per le varie parti della scultura.










Oggi si può dare perfino pubblica dimostrazione di questo 
grazie a lampade e sensori ad infrarossi che catturano 
anche mini frammenti di colori invisibili ad occhio nudo.

Poi mentre le immagini di queste tracce appaiono visibili su di uno schermo,
su di un altro si possono vedere le statue con i loro colori veri di un tempo.









Si possono allora notare toni e sfumature molto vivaci
che ci sorprendono certo ma ancor più ci sorprendono
le orbite degli occhi viste da sempre vuote 
ma che spesso sono di un azzurro intenso.








Alcune equipes di ricercatori stanno effettuando delle ricerche
per poter fissare, almeno virtualmente, i veri colori,
e mostrarci così le antiche statue non più di color bianco-marmo
ma con i loro colori reali iniziali.








Il Mann (Museo Archeologico Nazionale  di Napoli)
è all’avanguardia in questo studio
e di recente si è tenuta una mostra aperta al pubblico
Mann in colours” per mostrare i procedimenti su elencati.

Sono state intanto selezionate 100 statue antiche 
per essere sottoposte allo studio dei veri colori 
ma al momento sono pochissime quelle di cui possiamo vedere,
e spesso pure solo parzialmente, le immagini.




IL MANN




Sempre al MANN verrà creato il primo database 
dedicato alla policromia delle sculture antiche.

Nel contempo si è scoperto che un colore, il blu egizio,
il primo colore non naturale che sia stato creato,
veniva prodotto in larga scala a Pozzuoli 
dopo che il procedimento era stato copiato dalla Cina.




Venere Lovatelli



carnaval 23carnaval 23carnaval 23
PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO









Era FLORA il simbolo della primavera per gli antichi romani – L’affresco.. la storia ed il.. cult   Leave a comment








FLORA – UN DIPINTO… UNA STORIA… UN CULT


Flora è un affresco di  39 x 31cm. rinvenuto in un cunicolo della Villa di Arianna di Castellammare di Stabia (Stabiae).

Ora è a Napoli nel Museo Archeologico Nazionale.







Rappresenta Flora che, per il mondo latino, era una dea che veniva festeggiata dal 28 Aprile al 6 Maggio.

Era insieme ad altri 3 affreschi, ma Flora è diventata presto l’opera  più famosa, forse per quel movimento elegante per raccogliere un fiore.







Questa immagine capace, con la sua grazia, di evocare tutta la forza della primavera divenne poi anche un vero cult diffondendosi dappertutto.

Se ne “appropriò” perfino una famosa casa di profumi parigina, poi l’utilizzarono le poste francesi ed è stata anche rivisitata da Milo Manara.




Milo Manara




E’ paragonata da molti alla mitica Primavera del Botticelli 
ma certamente è il simbolo più affascinante della stagione amata dagli Antichi Romani.








IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)






Il vero colore delle statue dell’antichità classica – Errata l’antica convinzione del bianco marmoreo   Leave a comment



Venere in bikini



IL COLORE DELLE STATUE ANTICHE



Per secoli si è pensato che le statue antiche fossero senza colori
o che l’unico colore fosse quello del marmo… al punto 
che gli scultori si sono sempre attenuti a questa presunta regola.

Poi la scoperta, soprattutto grazie alle nuove tecnologie,
di tracce di pigmento colorato su di loro ha radicalmente cambiato questa idea.




Apollo seduto con la lira



Si è allora pensato che le statue fossero colorate, 
ma che fossero di un unico colore.

Recentemente però anche questa concezione si è rivelata inesatta,
e si è accertato che il colore delle statue non era unico
ma diverso per le varie parti della scultura.










Oggi si può dare perfino pubblica dimostrazione di questo 
grazie a lampade e sensori ad infrarossi che catturano 
anche mini frammenti di colori invisibili ad occhio nudo.

Poi mentre le immagini di queste tracce appaiono visibili su di uno schermo,
su di un altro si possono vedere le statue con i loro colori veri di un tempo.









Si possono allora notare toni e sfumature molto vivaci
che ci sorprendono certo ma ancor più ci sorprendono
le orbite degli occhi viste da sempre vuote 
ma che spesso sono di un azzurro intenso.








Alcune equipes di ricercatori stanno effettuando delle ricerche
per poter fissare, almeno virtualmente, i veri colori,
e mostrarci così le antiche statue non più di color bianco-marmo
ma con i loro colori reali iniziali.








Il Mann (Museo Archeologico Nazionale  di Napoli)
è all’avanguardia in questo studio
e di recente si è tenuta una mostra aperta al pubblico
Mann in colours” per mostrare i procedimenti su elencati.

Sono state intanto selezionate 100 statue antiche 
per essere sottoposte allo studio dei veri colori 
ma al momento sono pochissime quelle di cui possiamo vedere,
e spesso pure solo parzialmente, le immagini.




IL MANN




Sempre al MANN verrà creato il primo database 
dedicato alla policromia delle sculture antiche.

Nel contempo si è scoperto che un colore, il blu egizio,
il primo colore non naturale che sia stato creato,
veniva prodotto in larga scala a Pozzuoli 
dopo che il procedimento era stato copiato dalla Cina.




Venere Lovatelli



carnaval 23carnaval 23carnaval 23
PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO









FLORA… SIMBOLO DELLA PRIMAVERA PER GLI ANTICHI ROMANI – L’AFFRESCO… LA STORIA… IL CULT   Leave a comment








FLORA – UN DIPINTO… UNA STORIA… UN CULT


Flora è un affresco di  39 x 31cm. rinvenuto in un cunicolo della Villa di Arianna di Castellammare di Stabia (Stabiae).

Ora è a Napoli nel Museo Archeologico Nazionale.







Rappresenta Flora che, per il mondo latino, era una dea che veniva festeggiata dal 28 Aprile al 6 Maggio.

Era insieme ad altri 3 affreschi, ma Flora è diventata presto l'opera  più famosa, forse per quel movimento elegante per raccogliere un fiore.







Questa immagine capace, con la sua grazia, di evocare tutta la forza della primavera divenne poi anche un vero cult diffondendosi dappertutto.

Se ne “appropriò” perfino una famosa casa di profumi parigina, poi l'utilizzarono le poste francesi ed è stata anche rivisitata da Milo Manara.




Milo Manara




E' paragonata da molti alla mitica Primavera del Botticelli 
ma certamente è il simbolo più affascinante della stagione amata dagli Antichi Romani.








IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)






Il vero colore delle statue dell’antichità classica – Sfatata l’antica convinzione del bianco marmoreo   Leave a comment



Venere in bikini



IL COLORE DELLE STATUE ANTICHE



Per secoli si è pensato che le statue antiche fossero senza colori…
o che l’unico colore fosse quello del marmo… al punto 
che gli scultori si sono sempre attenuti a questa presunta regola.

Poi la scoperta, soprattutto grazie alle nuove tecnologie,
di tracce di pigmento colorato su di loro ha radicalmente cambiato questa idea.




Apollo seduto con la lira



Si è allora pensato che le statue fossero colorate, 
ma che fossero di un unico colore.

Recentemente però anche questa concezione si è rivelata inesatta,
e si è accertato che il colore delle statue non era unico
ma diverso per le varie parti della scultura.










Oggi si può dare perfino pubblica dimostrazione di questo 
grazie a lampade e sensori ad infrarossi che catturano 
anche mini frammenti di colori invisibili ad occhio nudo.

Poi mentre l’immagine di queste tracce appiaono visibili su di uno schermo,
su di un altro si possono vedere le statue con i loro colori veri di un tempo.









Si possono allora notare toni e sfumature molto vivaci
che ci sorprendono certo ma ancor più ci sorpendono
le orbite degli occhi viste da sempre vuote 
ma che spesso sono di un azzurro intenso.

Alcune equipes di ricercatori stanno effettuando delle ricerche
per poter fissare, almeno virtualmente, i veri colori,
e mostrarci così le antiche statue non più di color bianco-marmo
ma con i loro colori reali iniziali.








Il Mann (Museo Archeologico Nazionale  di Napoli)
è all’avanguardia in questo studio
e di recente si è tenuta una mostra aperta al pubblico
Mann in colours” per mostrare i procedimenti su elencati.

Sono state intanto selezionate 100 statue antiche 
per essere sottoposte allo studio dei veri colori 
ma al momento sono pochissime quelle di cui possiamo vedere,
e spesso pure solo parzialmente, le immagini.




IL MANN




Sempre al MANN verrà creato il primo database 
dedicato alla policromia delle sculture antiche.

Nel contempo si è scoperto che un colore, il blu egizio,
il primo colore non naturale che sia stato creato,
veniva prodotto in larga scala a Pozzuoli 
dopo che il procedimento era stato copiata dalla Cina.




Venere Lovatelli



PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO









IL COLORE DELLE STATUE ANTICHE   2 comments



Venere in bikini



IL COLORE DELLE STATUE ANTICHE



Per secoli si è pensato che le statue antiche fossero senza colori…
o che l'unico colore fosse quello del marmo… al punto 
che gli scultori si sono sempre attenuti a questa presunta regola.

Poi la scoperta, soprattutto grazie alle nuove tecnologie,
di tracce di pigmento colorato su di loro ha radicalmente cambiato questa idea.




Apollo seduto con la lira



Si è allora pensato che le statue fossero colorate, 
ma che fossero di un unico colore.

Recentemente però anche questa concezione si è rivelata inesatta,
e si è accertato che il colore delle statue non era unico
ma diverso per le varie parti della scultura.










Oggi si può dare perfino pubblica dimostrazione di questo 
grazie a lampade e sensori ad infrarossi che catturano 
anche mini frammenti di colori invisibili ad occhio nudo.

Poi mentre l'immagine di queste tracce appiaono visibili su di uno schermo,
su di un altro si possono vedere le statue con i loro colori veri di un tempo.









Si possono allora notare toni e sfumature molto vivaci
che ci sorprendono certo ma ancor più ci sorpendono
le orbite degli occhi viste da sempre vuote 
ma che spesso sono di un azzurro intenso.

Alcune equipes di ricercatori stanno effettuando delle ricerche
per poter fissare, almeno virtualmente, i veri colori,
e mostrarci così le antiche statue non più di color bianco-marmo
ma con i loro colori reali iniziali.








Il Mann (Museo Archeologico Nazionale  di Napoli)
è all'avanguardia in questo studio
e di recente si è tenuta una mostra aperta al pubblico
Mann in colours” per mostrare i procedimenti su elencati.

Sono state intanto selezionate 100 statue antiche 
per essere sottoposte allo studio dei veri colori 
ma al momento sono pochissime quelle di cui possiamo vedere,
e spesso pure solo parzialmente, le immagini.




IL MANN




Sempre al MANN verrà creato il primo database 
dedicato alla policromia delle sculture antiche.

Nel contempo si è scoperto che un colore, il blu egizio,
il primo colore non naturale che sia stato creato,
veniva prodotto in larga scala a Pozzuoli 
dopo che il procedimento era stato copiata dalla Cina.




Venere Lovatelli



PSICHE E SOGNO
IL TUO GRUPPO DI FB
CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO









%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: