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I teschi di cristallo della leggenda Maya ritrovati appaiono tutti falsi tranne uno.. davvero misterioso   Leave a comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
 .
,
.
 



 
 
 
 
IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

FONTI WEB IMPAGINAZIONE NOTE E COORDINAM. T.K.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN



PER LE NOVITA’
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I teschi di cristallo della leggenda Maya – Quelli ritrovati sembrano dei falsi ma su di uno resta un vero mistero   Leave a comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
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IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

FONTI WEB IMPAGINAZIONE NOTE E COORDINAM. T.K.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN



PER LE NOVITA’
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I S C R I V I T I









La leggenda Maya dei teschi di cristallo – Quelli ritrovati appaiono per lo più dei falsi ma su di uno resta il mistero   1 comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
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IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

FONTI WEB IMPAGINAZIONE NOTE E COORDINAM. T.K.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN



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Il mistero della scoperta di antichi teschi di cristallo – Vero enigma o bufala?   Leave a comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
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IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

FONTI WEB IMPAGINAZIONE NOTE E COORDINAM. T.K.
 
 
 

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Il mistero degli antichi teschi di cristallo – Vero enigma o bufala? – Conosciamoli   Leave a comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
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IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

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Il mistero degli antichissimi 13 teschi di cristallo – Bufala o verità?   Leave a comment



Un’antica leggenda Maya parla dell’esistenza nel mondo
di 13 teschi di cristallo d’età antichissima.
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri invece mancano. 

Qui, in breve, la loro storia e il mistero,
vero o presunto, che li circonda.
 
Alla fine potremo vedere il video di Voyager.
 
 
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IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.


Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esisterebbero quindi altri 12, e alcuni di essi sarebbero già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM

 
 
 

 


Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. 
Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all’altro. 
Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. 
Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.

Qui, i denti sono appena abbozzati. 
Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d’origine azteca, d’età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).

Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall’esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 

Anch’esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas.

Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più.



LA SITUAZIONE ATTUALE ED ALCUNE LEGITTIME DOMANDE


Quindi alcuni teschi ritrovati presentano delle particolarità che li fanno ritenere presumibilmente attendibili come reperti mentre altri di cui non parlerò sono certamente dei falsi e pure grossolani.
Ma alcune domande sorgono spontanee.
Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum?
Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo?
E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?
Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA’ DEL QUARZO

 

 

 

 


Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c’è di più.

La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell’800 da Marie Curie.

Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità.

La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. 







 

 – CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall’800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all’inizio del ‘900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, smetirebbe l’ipotesi della truffa: quello trovato dall’archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata.

Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico.

Anche se fosse stato fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.




 

 



– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi fosse interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere il mistero continua, tra dubbi e perplessità, in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra certo che siano dei falsi).
 
Tuttavia l’incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges lascia a bocca aperta in quanto all’epoca non c’erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l’abbia realizzato.

 
 
 
 
 
 
 
 

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I TESCHI DI CRISTALLO – MISTERI O FALSI? – CONOSCIAMOLI UN PO’   Leave a comment

 
 
Un'antica leggenda Maya
parla di 13 teschi di cristallo d'età antichissima…
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri mancano…
 
 
 
 
 
 
 
 
Qui, in breve, la loro storia e il mistero…
vero o presunto… che li circonda…
 
Alla fine il video di Voyager.
 
 
 
 
 
 
 
 
IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l'oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l'ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.
Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 
 

 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esistono quindi altri 12, e alcuni di essi sono già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM
 
 
 

 

Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all'altro. Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente.
Qui, i denti sono appena abbozzati. Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d'origine azteca, d'età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo).
Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall'esposizione… tuttavia è tra i più verosimili.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 
Anch'esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas. Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più. A destra potete vedere messi in paragone i due teschi (da sinistra) di Mitchell-Hedges e Max.
Quindi, sembra che altri Teschi del Destino siano già stati trovati, ma non è facile capire quali sono quelli realmente autentici e i falsi. Per cui, la ricerca continua…

Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum? Cosa avevano da nascondere? Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo? E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?

Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA' DEL QUARZO

 

 

 

 

Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi.

Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.

Ma c'è di più. La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell'800 da Marie Curie. Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità. La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. Ad esso si attribuiscono fenomeni fisici, chimici e naturali, ma talvolta dobbiamo ricorrere alle sue proprietà per dar ragione ad eventi del tutto soprannaturali: “luci fantasma”, inspiegabili, si è cercato di spiegarle ricorrendo alle proprietà del quarzo. Esso compare nella tradizione esoterica come uno dei più classici e maggiormente noti strumenti di divinazione: usato dai veggenti in forma di sfera, è stato da sempre usato per predire il futuro. La “cristallomanzia” è appunto la tecnica di divinazione attuata con lo strumento del cristallo; mentre la cristalloscopia si intende il fenomeno paranormale di un sensitivo, il quale ha la facoltà di vedere immagini, corrispondenti a fatti reali presenti, passati o futuri, osservando il cristallo stesso. Si pensa che, attraverso un'intensa concentrazione su un cristallo lucente, sia possibile inibire il normale stato di coscienza, permettendo al sesto senso di emergere. Anche nell'antichità si parla dei poteri dei cristalli. Ad esempio, secondo Platone, ad Atlantide ci sarebbero stati dei cristalli prodigiosi, usati dagli abitanti dell'isola per produrre una grande energia, che secondo la tradizione, gli uomini non riuscirono a domare distruggendo così la stessa isola. E se i Teschi di Cristallo fossero direttamente collegati al mito di Atlantide?

 

A parte quest'ultimo fantasioso (a mio parere) collegamento con Atlantide, ecco altre considerazioni su questo “mistero…”

 

 

– CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana.

Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.

Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall'800.

Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all'inizio del '900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.

Un teschio in particolare, però, andrebbe contro all'ipotesi della truffa: quello trovato dall'archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize.

Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l'asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata. Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

Per il professor Freestone, per la precisione della lavorazione di una materia così dura, “Qualunque opinione si abbia in merito a questo, è un oggetto fantastico. Anche se fabbricato in Germania alla fine del 19° secolo.

 

 

– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
 
Consiglio infine, a chi è interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere… il mistero… continua… tra dubbi e perplessità… in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali… (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra sia stato accertato che siano dei falsi…).
 
Tuttavia l'incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges che è stato trovato nell'800 lascia a bocca aperta… in quanto all'epoca non c'erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo… e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l'abbia realizzato…
 
 
 
 
 
 
 
 
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Un'antica leggenda Maya
parla di 13 teschi di cristallo d'età antichissima…
 
Alcuni sarebbero stati ritrovati
e li possiamo vedere… altri mancano…
 
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vero o presunto che li circonda…
 
 
 
 
 
 
 
 
IL MISTERO DEI TESCHI DI CRISTALLO
 
 
 
 
 
1 – IL TESCHIO DI MITCHELL – HEDGES
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi, etc. Anna era talmente affascinata dal teschio al punto di trarne benessere e compagnia (ne è ancora la detentrice); il padre invece non ne sopportava la presenza. Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.
Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.
La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.
Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.
Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l'oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni! Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l'ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.
Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.
Quindi… alla ricerca dei teschi del destino!
 
 
 

 

 

Oltre al teschio di sopra… detto di Mitchell-Hedges, ne esistono quindi altri 12, e alcuni di essi sono già stati trovati.
 
 
 
 
 
2 – IL TESCHIO DEL BRITISH MUSEUM
 
 

Uno, ad esempio, si trovava già tra i reperti esposti al British Museum a Londra. Nel 1936, lo stesso museo chiese di esaminare il teschio trovato da Anna. Il teschio del museo londinese è molto simile all'altro. Sempre in grandezza naturale, sempre dal peso di 5 kg ma, per alcuni, meno affascinante, anche se allo stesso modo inquietante. Si racconta di persone fuggite urlando per il museo di fronte a tale teschio. Quello di Londra è meno preciso anatomicamente. Qui, i denti sono appena abbozzati. Secondo gli studiosi londinesi, questo teschio è d'origine azteca, d'età incerta, ma probabilmente non più antico del XV secolo d.C. (per via della lavorazione accurata del quarzo). Si sa di certo che arrivò a Londra dopo esser passato per mani diverse, ma inizialmente fu portato in Europa dal Messico, da un ufficiale spagnolo.
 Il sospetto che si tratti di un falso ha fatto decidere i dirigenti del Museo di Londra di toglierlo dall'esposizione.
 
 
 
3 – IL TESCHIO DI SHA-NA-RA
 
 
 
 

 
 
 
 
Anch'esso in cristallo (quarzo bianco), appartiene a JoAnn Parks di Houston, in Texas. Prima di finire nelle sue mani, apparteneva al tibetano Norbu Chen, ma non si sa niente di più. A destra potete vedere messi in paragone i due teschi (da sinistra) di Mitchell-Hedges e Max.
Quindi, sembra che altri Teschi del Destino siano già stati trovati, ma non è facile capire quali sono quelli realmente autentici e i falsi. Per cui, la ricerca continua…

Perché alcuni degli esperti non hanno voluto fornire i risultati delle analisi condotte dal British Museum? Cosa avevano da nascondere? Perché questi studiosi vorrebbero proteggere ad ogni costo i segreti contenuti nel Teschi di Cristallo? E perché venne scelto proprio il quarzo come materiale da costruzione di questi Teschi?

Il quarzo è il principale costituente del vetro, della porcellana e di altri materiali di uso comune.

 

 

– PROPRIETA' DEL QUARZO

 

 

 

 

Per la sua durezza, se ne fanno abrasivi. Ha una grande resistenza al calore, per questo viene usato per fabbricare oggetti destinati a sopportare alte temperature e forti sbalzi termici.
Ma c'è di più. La più sorprendente proprietà fisica del quarzo è la piezoelettricità, scoperta alla fine dell'800 da Marie Curie. Se un cristallo di quarzo viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità. La scintilla degli accendini detti “piezoelettrici” è data appunto da questo cristallo. Ad esso si attribuiscono fenomeni fisici, chimici e naturali, ma talvolta dobbiamo ricorrere alle sue proprietà per dar ragione ad eventi del tutto soprannaturali: “luci fantasma”, inspiegabili, si è cercato di spiegarle ricorrendo alle proprietà del quarzo. Esso compare nella tradizione esoterica come uno dei più classici e maggiormente noti strumenti di divinazione: usato dai veggenti in forma di sfera, è stato da sempre usato per predire il futuro. La “cristallomanzia” è appunto la tecnica di divinazione attuata con lo strumento del cristallo; mentre la cristalloscopia si intende il fenomeno paranormale di un sensitivo, il quale ha la facoltà di vedere immagini, corrispondenti a fatti reali presenti, passati o futuri, osservando il cristallo stesso. Si pensa che, attraverso un'intensa concentrazione su un cristallo lucente, sia possibile inibire il normale stato di coscienza, permettendo al sesto senso di emergere. Anche nell'antichità si parla dei poteri dei cristalli. Ad esempio, secondo Platone, ad Atlantide ci sarebbero stati dei cristalli prodigiosi, usati dagli abitanti dell'isola per produrre una grande energia, che secondo la tradizione, gli uomini non riuscirono a domare distruggendo così la stessa isola. E se i Teschi di Cristallo fossero direttamente collegati al mito di Atlantide?

 

A parte quest'ultimo fantasioso (a mio parere) collegamento con Atlantide, ecco altre considerazioni su questo “mistero…”

 

 

– CONSIDERAZIONI VARIE

 

Inizialmente si pensava che i teschi fossero di origine precolombiana. Ma ci si chiedeva come le popolazioni maya erano state in grado di realizzare simili creazioni con i pochi utensili che avevano a disposizione.Alcuni sostengono che i teschi sarebbero stati realizzati con frese da gioielliere, strumenti presenti già dall'800. Altri affermano che quei reperti sarebbero solo una truffa, risalente all'inizio del '900, per ricavare denaro a spese dei più grandi musei europei.Un teschio in particolare, però, andrebbe contro all'ipotesi della truffa: quello trovato dall'archeologo Frederick Mike Mitchell-Hedges nel 1927, in Belize. Secondo le analisi realizzate sul reperto, sembra che il teschio sia stato scolpito lungo l'asse principale del cristallo, cioè con una tecnica molto avanzata. Inoltre il taglio è estremamente preciso e, secondo gli esperti, avrebbe richiesto oltre 300 anni di lavoro.

 

 

– IL VIDEO DA VOYAGER
 
 
Consiglio infine, a chi è interessato a questo mistero, di guardare questo video che riporta un accurato servizio di VOYAGER – RAI2.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
– PERSONALE OPINIONE
 
 
A mio parere… il mistero… continua… tra dubbi e perplessità… in quanto nessun teschio di cui si discute è stato rinvenuto in scavi archeologici ufficiali… (mentre gli altri, di cui non abbiamo parlato, sembra sia stato accertato che siano dei falsi…).
 
Tuttavia l'incredibile perfezione della fattura del teschio di Mitchell-Hedges che è stato trovato nell'800 lascia a bocca aperta… in quanto all'epoca non c'erano i moderni raffinati sistemi di lavorazione del quarzo… e nessuno finora è stato in grado di darci una spiegazione razionale ed esauriente di chi, come e quando l'abbia realizzato…
 
 
 
 
 
 
 
FONTI WEB IMPAGINAZIONE E COORDINAM. T.K.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

IL CALENDARIO MAYA DELLE 13 LUNE (ED IL NOSTRO)   Leave a comment

 
 
 
 
 
 

Usare, come stiamo facendo, un calendario artificiale e diseguale, irregolare ed irrazionale, ha prodotto un modo di vivere altrettanto irregolare, artificiale ed irrazionale….

 

 

 

 
 
 
Il Sacro calendario Tzolkin
O
il Calendario Maya delle 13 Lune
 
 
 
 
 

Nota ( new age ) 
 
 
 
 
NEI COLORI DELLARCOBALENO

 

 

Misurare il tempo per il popolo  Maya voleva dire  alzare gli occhi al cielo per osservare le fasi  lunari, i movimenti delle stelle e dei pianeti, gli equinozi, le eclissi.  I fenomeni naturali, la loro registrazione ed elaborazione, permisero loro di mettere a punto “Tzolkin” il calendario sacro,  tutt’oggi il sistema più accurato ed omnicomprensivo mai realizzato, e che è conosciuto come “Calendario delle 13 lune”. Questo modo di misurare il tempo  integra i cicli della terra con quelli della luna e del sole, in modo armonioso.

Vi sono due diversi cicli lunari: il sinodico che intercorre tra una  luna piena e l’altra, ed il siderale che misura il tempo impiegato dalla luna a ritornare nello stesso punto nel cielo. Il numero intero medio fra questi due cicli è 28.  28 giorni è la durata media del ciclo mestruale femminile, del bioritmo fisico e delle maree. 28  ha perciò assunto un significato simbolico di numero lunare, e corrisponde all’aspetto femminile del tempo

 

 

 

 

Dividendo l’anno solare per il ciclo di 28 giorni si  ottengono  13 lune, più un  giorno “fuori dal tempo” che si celebra nell’ultimo giorno dell’anno Maya, e che corrisponde al 25 luglio del calendario Gregoriano. Questa giornata fuori dal tempo, è diventata simbolo di revisione di quanto è stato fatto, di completamento e perdono, di  celebrazione della vita e dell’esistenza ed  è divenuto festività civile in diverse nazioni  come il Brasile ed il Giappone. 

Il calendario delle 13 lune dei Maya, è un metodo semplice e naturale che sincronizza terra sole e luna, e si  distingue per la sua facilità e naturalezza da quello Gregoriano  formato da mesi irregolari e diseguali.  Usare, come stiamo facendo, un calendario artificiale e diseguale,  irregolare ed irrazionale, ha prodotto un modo di vivere  altrettanto irregolare, artificiale ed irrazionale. 

 

 

 

 

Questo si riflette nei nostri automatismi, nella mancanza di attenzione e di amore per l’ambiente, e in una cultura meccanicistica e tecnologica che sta sfociando in una crisi globale. O cambiamo il nostro comportamente a livello di specie umana, o continuamo a fare danno, e rischiamo l’estinzione. Il calendario delle13 lune corregge questa deviazione dalla natura e  e si misura in modo armonioso e regolare con i  cicli del tempo.

 

Il tempo non è denaro… il tempo è arte

 

Autore Marni – Web

 

 

 

 

 Sottolineo soprattutto come il calendario Maya
appaia più semplice e preciso del nostro…
Tony Kospan
 
 
 

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