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Man Ray… Mahler e Abbado – La donna violino… la 4° Sinfonia e la direzione del grande Maestro   2 comments

 
 
 
 


Gustav Mahler

 
 
 
 

La mitica…
per la sua intima… elegante… “ironia”…
(così definita da Abbado in un'intervista
ed ascoltandola non posso non esser d'accordo)
  4° sinfonia di Mahler
fu composta fra il 1899 ed il 1901.


 
 
 
 
Claudio Abbado




Mi fa piacere associarla alla famosissima…

originalissima… mitica…  opera dadaista
Donna Violino di Man Ray
che troviamo più giù…




 



Man Ray





Prima però ecco altre straordinarie opere fotografiche
di Man Ray che certamente riconoscerete
dato che vanno ancora per la maggiore nel web.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
 
 
 
  
 
 

Ascoltiamola dunque… questa meravigliosa sinfonia…
in ampia versione
diretta proprio dal grande maestro scomparso qualche anno fa,
e sono certo che non potrà non piacervi…

 

 

 
 
Man Ray – Donna Violino
 
 
 
 

Ciao e… buon ascolto…
da Orso Tony
 
 
 
 
 
 


IL TUO SALOTTO CULTURALE DI FB







 

 

Lee Miller – Affascinante fotografa e… modella – Vita romanzesca… storia e… arte fotografica   1 comment

 





Ci sono vite che sono romanzi,
anche se quella di Lee Miller,
per sua stessa ammissione, era stata
un fradicio rompicapo,
le cui tessere ubriache
non combaciano per forma né scopo”.

 

 

 

Elizabeth ‘Lee’ Miller – Lady Penrose
(23 April 1907 – 21 July 1977)

 

 

 

LEE MILLER  UNA VITA CON LA FOTOGRAFIA

– DA MAN RAY A FOTOGRAFA DI GUERRA –

 

 

 

Lee Miller – Autoritratto 

 

 


BELLEZZA AVVENTURA STORIA E ARTE FOTOGRAFICA –

 

 

 

 

 

Certo la bambina Elizabeth Miller, nata nel 1907 a Poughkeepsie, la cittadina sul fiume Hudson ricca d’arte e di storia, dove i magnati di New York, come gli Astor e i Vanderbilt, andavano a costruirsi i palazzi per gli ozii estivi, doveva essere predestinata se il padre Theodore, fotografo dilettante affascinato dalla figlia, la ritraeva costantemente, registrandone e mappandone la crescita.

 Infatti la vita di Lee sarebbe stata segnata dall’arte, dalla fotografia, perfino dagli orrori del secolo, ma sempre con il marchio di quel dono di natura che definiamo, per brevità, fascino.

 

 

 

Lee Miller ritratta da George Hoyningen 1928

 

 

Perché già a vent’anni Elizabeth, anzi Li-Li, e subito Lee, era una modella sulla copertina di Vogue, richiesta dai grandi fotografi.

Bella era, bellissima, anche se dai tratti pronunciati, non aristocratici, “bostoniani”, delle celebrità del tempo. Ma in più aveva la forza interna, il piglio, appreso da ragazza alla scuola di teatro in Europa, a Parigi o, di ritorno a casa, al celebre Vassar College.

 

 

 

 

Ovvio che l’oceano non fosse ostacolo, ma ponte, se nel 1929 Lee era di nuovo a Parigi, a cercare Man Ray, fotografo e artista d’un’arte spregiudicata e inquietante, il Surrealismo, per diventarne l’allieva, la musa, l’amante.

 

 

Lee Miller e Man Ray

 

 

 

Con lui inventerà una tecnica originale, la solarizzazione delle foto, con lui sperimenterà un’estetica sempre carica di allusioni sessuali, come il “Nudo piegato in avanti”, ove la schiena femminile assume contorni fallici.

 

 

 

Nudo piegato in avanti

 

 

Con Man Ray e coi compagni di scuola condividerà vita e vacanze, reciterà (muta) in prove d’arte come il film “Le sang d’un poète”, di Jean Cocteau, con loro disegnerà, scatterà, provocherà.

 

 

Picnic: Nusch and Paul Eluard, Roland Penrose, Man Ray, and Ady Fidelin,
île Sainte-Marguerite, Cannes, France, 1937. Lee Miller.

 

 


 
Ma Lee cresce in fretta, tre anni dopo ha già lasciato Man Ray e ha aperto a New York il proprio studio.

Malgrado la grande depressione, fa ritratti alle personalità dell’epoca, lavora per la pubblicità e su Vogue, caso raro se non unico, appare sia come modella che come fotografa.

 

 

 

 

 

 

Al confine tra arte, cronaca e commercio, riprende gli interpreti di un’opera d’avanguardia su libretto di Gertrude Stein, “Four Saints in Three Acts”, un cast tutto di colore che sarà d’ispirazione a “Porgy and Bess”, di George Gershwin.

Un altro balzo, un’altra sorpresa: Lee sposa, imprevedibilmente, l’egiziano Aziz Eloui Bey, direttore generale del ministero delle Ferrovie, del Telegrafo e dei Telefoni.

 

 

 

 

 

 

 Al Cairo, e nel deserto, riscopre la foto d’arte, a volte antropologica, più spesso enigmatica. 

Ma gli anni ’30 volgono al peggio, e la musa del Surrealismo affronta la dura realtà.

 

 

 




Dal ’39 è a Londra, per vivere con un altro uomo, Roland Penrose, che le darà un figlio.

Ma prima ritrae con occhio surrealista la capitale sotto il blitz delle V2 naziste.

 

 

 




Poi, sempre per Vogue (la vanità della moda s’arrende alla guerra), diventa corrispondente dal fronte.

 

 

 

 

 

Lee Miller  – Foto per Vogue

 

 

 Segue l’avanzata delle truppe alleate: St Malo, Parigi, poi l’orrore di Dachau e Buchenwald.


 

 

Lee Miller – Buchenwald concentration camp – 1945

 

 

 Fotografa e scrive: sulle pagine patinate escono immagini e parole dell’inferno, i cadaveri, l’obbrobio.


 

 

Lee Miller – SS morto in un canale – Dachau – Germany – 1945

 

 

La ragazza che aveva scoperto con gioia il surrealismo si confronta al più duro espressionismo.


Ma non si piega: con il suo accompagnatore, David Scherman, il grande fotografo di Life che la fa da mentore (e da amante), arriva nel banale appartamento di Hitler, a Monaco, e ha il guizzo che Man Ray avrebbe amato: 

si spoglia, s’immerge nella vasca da bagno del Fuehrer, si fa fotografare da Scherman davanti ai pesanti scarponi da guerriera.

 

 

Lee Miller nel bagno di Hitler, 1945. David E. Scherman. © 2007 Lee Miller Archives. All rights reserved 

 

 

Il resto è riposo, lungo riposo fino al 1977.


 

 

 Roland Penrose

 

 

Lee si ritira nel Sussex con Penrose, lo sposa, dà alla luce il figlio Antony e continua a scrivere e fotografare per Vogue.

 

 

 

 

 

Riceve ospiti, li fotografa mentre innaffiano il giardino, s’appisola sui divani, diventa finalmente adulta – il Surrealismo è finito… come  la vita meravigliosa di Lee Miller.

.

.

.




Testo dal blog “Chelsea mia” di Alessio Altichieri


Coordinam. e impaginazione Tony Kospan

 

In caso di copia indicare assolutamente il Blog… 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.
.
.
.
.



 

Mahler e Man Ray – 4° Sinfonia e Donna violino – Classica e arte   1 comment

 
 
 
 


Gustav Mahler

 
 
 
 

La mitica…
per la sua intima… elegante… “ironia”…
(così definita da Abbado in un'intervista
ed ascoltandola non posso non esser d'accordo)
  4° sinfonia di Mahler
fu composta fra il 1899 ed il 1901.


 
 
 
 
Claudio Abbado




Mi fa piacere associarla alla famosissima…

originalissima… mitica…  opera dadaista
Donna Violino di Man Ray
che troviamo più giù…




 



Man Ray





Prima però ecco altre straordinarie opere fotografiche
di Man Ray che certamente riconoscerete
dato che vanno ancora per la maggiore nel web.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
 
 
 
  
 
 

Ascoltiamola dunque… questa meravigliosa sinfonia…
in ampia versione
diretta proprio dal grande maestro scomparso qualche anno fa,
e sono certo che non potrà non piacervi…

 

 

 
 
Man Ray – Donna Violino
 
 
 
 

Ciao e… buon ascolto…
da Orso Tony
 
 
 
 
 
 


IL TUO SALOTTO CULTURALE DI FB







 

 

Lee Miller grande fotografa. Bellezza arte avventura guerra ed una vita romanzesca…   2 comments

 





Ci sono vite che sono romanzi,
anche se quella di Lee Miller,
per sua stessa ammissione, era stata
un fradicio rompicapo,
le cui tessere ubriache
non combaciano per forma né scopo”.

 

 

 

Elizabeth ‘Lee’ Miller – Lady Penrose
(23 April 1907 – 21 July 1977)

 

 

 

LEE MILLER  UNA VITA CON LA FOTOGRAFIA

– DA MAN RAY A FOTOGRAFA DI GUERRA –

 

 

 

Lee Miller – Autoritratto 

 

 


BELLEZZA AVVENTURA STORIA E ARTE FOTOGRAFICA –

 

 

 

 

 

Certo la bambina Elizabeth Miller, nata nel 1907 a Poughkeepsie, la cittadina sul fiume Hudson ricca d’arte e di storia, dove i magnati di New York, come gli Astor e i Vanderbilt, andavano a costruirsi i palazzi per gli ozii estivi, doveva essere predestinata se il padre Theodore, fotografo dilettante affascinato dalla figlia, la ritraeva costantemente, registrandone e mappandone la crescita.

 Infatti la vita di Lee sarebbe stata segnata dall’arte, dalla fotografia, perfino dagli orrori del secolo, ma sempre con il marchio di quel dono di natura che definiamo, per brevità, fascino.

 

 

 

Lee Miller ritratta da George Hoyningen 1928

 

 

Perché già a vent’anni Elizabeth, anzi Li-Li, e subito Lee, era una modella sulla copertina di Vogue, richiesta dai grandi fotografi.

Bella era, bellissima, anche se dai tratti pronunciati, non aristocratici, “bostoniani”, delle celebrità del tempo. Ma in più aveva la forza interna, il piglio, appreso da ragazza alla scuola di teatro in Europa, a Parigi o, di ritorno a casa, al celebre Vassar College.

 

 

 

 

Ovvio che l’oceano non fosse ostacolo, ma ponte, se nel 1929 Lee era di nuovo a Parigi, a cercare Man Ray, fotografo e artista d’un’arte spregiudicata e inquietante, il Surrealismo, per diventarne l’allieva, la musa, l’amante.

 

 

Lee Miller e Man Ray

 

 

 

Con lui inventerà una tecnica originale, la solarizzazione delle foto, con lui sperimenterà un’estetica sempre carica di allusioni sessuali, come il “Nudo piegato in avanti”, ove la schiena femminile assume contorni fallici.

 

 

 

Nudo piegato in avanti

 

 

Con Man Ray e coi compagni di scuola condividerà vita e vacanze, reciterà (muta) in prove d’arte come il film “Le sang d’un poète”, di Jean Cocteau, con loro disegnerà, scatterà, provocherà.

 

 

Picnic: Nusch and Paul Eluard, Roland Penrose, Man Ray, and Ady Fidelin,
île Sainte-Marguerite, Cannes, France, 1937. Lee Miller.

 

 


 
Ma Lee cresce in fretta, tre anni dopo ha già lasciato Man Ray e ha aperto a New York il proprio studio.

Malgrado la grande depressione, fa ritratti alle personalità dell’epoca, lavora per la pubblicità e su Vogue, caso raro se non unico, appare sia come modella che come fotografa.

 

 

 

 

 

 

Al confine tra arte, cronaca e commercio, riprende gli interpreti di un’opera d’avanguardia su libretto di Gertrude Stein, “Four Saints in Three Acts”, un cast tutto di colore che sarà d’ispirazione a “Porgy and Bess”, di George Gershwin.

Un altro balzo, un’altra sorpresa: Lee sposa, imprevedibilmente, l’egiziano Aziz Eloui Bey, direttore generale del ministero delle Ferrovie, del Telegrafo e dei Telefoni.

 

 

 

 

 

 

 Al Cairo, e nel deserto, riscopre la foto d’arte, a volte antropologica, più spesso enigmatica. 

Ma gli anni ’30 volgono al peggio, e la musa del Surrealismo affronta la dura realtà.

 

 

 




Dal ’39 è a Londra, per vivere con un altro uomo, Roland Penrose, che le darà un figlio.

Ma prima ritrae con occhio surrealista la capitale sotto il blitz delle V2 naziste.

 

 

 




Poi, sempre per Vogue (la vanità della moda s’arrende alla guerra), diventa corrispondente dal fronte.

 

 

 

 

 

Lee Miller  – Foto per Vogue

 

 

 Segue l’avanzata delle truppe alleate: St Malo, Parigi, poi l’orrore di Dachau e Buchenwald.


 

 

Lee Miller – Buchenwald concentration camp – 1945

 

 

 Fotografa e scrive: sulle pagine patinate escono immagini e parole dell’inferno, i cadaveri, l’obbrobio.


 

 

Lee Miller – SS morto in un canale – Dachau – Germany – 1945

 

 

La ragazza che aveva scoperto con gioia il surrealismo si confronta al più duro espressionismo.


Ma non si piega: con il suo accompagnatore, David Scherman, il grande fotografo di Life che la fa da mentore (e da amante), arriva nel banale appartamento di Hitler, a Monaco, e ha il guizzo che Man Ray avrebbe amato: 

si spoglia, s’immerge nella vasca da bagno del Fuehrer, si fa fotografare da Scherman davanti ai pesanti scarponi da guerriera.

 

 

Lee Miller nel bagno di Hitler, 1945. David E. Scherman. © 2007 Lee Miller Archives. All rights reserved 

 

 

Il resto è riposo, lungo riposo fino al 1977.


 

 

 Roland Penrose

 

 

Lee si ritira nel Sussex con Penrose, lo sposa, dà alla luce il figlio Antony e continua a scrivere e fotografare per Vogue.

 

 

 

 

 

Riceve ospiti, li fotografa mentre innaffiano il giardino, s’appisola sui divani, diventa finalmente adulta – il Surrealismo è finito… come  la vita meravigliosa di Lee Miller.

.

.

.




Testo dal blog “Chelsea mia” di Alessio Altichieri


Coordinam. e impaginazione Tony Kospan

 

In caso di copia indicare assolutamente il Blog… 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.
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Mahler e Man Ray – La 4° sinfonia e la donna violino – Classica ed arte   Leave a comment

 
 
 
 
Gustav Mahler
 
 
 
 
La mitica…
per la sua intima… elegante… “ironia”…
(così definita da Abbado in un'intervista
ed ascoltandola non posso non esser d'accordo)
  4° sinfonia di Mahler
fu composta fra il 1899 ed il 1901.
 
 
 
 
Claudio Abbado
 
 
 

Mi fa piacere associarla alla famosissima…
originalissima… mitica…  opera dadaista
Donna Violino
di Man Ray
che troviamo più giù…
 
 
 
Man Ray

 
 
 
Prima però guardiamo altre straordinarie
opere fotografiche di Man Ray
che certamente riconoscerete
dato che vanno per la maggiore nel web
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ascoltiamola dunque…
questa meravigliosa sinfonia…
e sono certo che non potrà
non farvi piacere…
 
 
 
 
 
Man Ray – Donna Violino
 
 
 
 
Ciao e… buon ascolto…
da Orso Tony
 
 
 
 
 
 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB
 
 
 
 

SEI SICURA? – J AX – CANZONE DAL TESTO DAVVERO INCONSUETO…   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
UNA CANZONE DAVVERO ORIGINALE E CONTROCORRENTE
 
 
DICE ANCHE COSE VERE A MIO PARERE…
 
 
E’ UNA SORTA DI VERA E PROPRIA AUTOCRITICA DELL'AUTORE
CHE COINVOLGE NOI UOMINI Imbarazzato
 
 
 
 
Silema – Donna con cappello
 
 
 
SEI SICURA?
di
J-AX*
 
 
 
 
Nota
 
 
 
 
Sei sicura che io sono
davvero quello giusto
sicura che non vuoi un’altro uomo
magari un po’ più a posto
sei sicura di volerne uno
che in testa ha una guerra
sei sicura di volere raccogliere i vestiti da terra
sei sicura di sopportare l’odore
del malumore e delle calze
sei sicura di non rompermi il cuore
come hanno fatto le altre
sei sicura che sarò capace
di darti ogni cosa che ti piace
sei sicura che ti proteggo
sei sicura ci sarà bel tempo
sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me
non vorrei insistere ma è
palese
sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me
t’autorizzo a ridere
perché
io tento di spiegare
di razionalizzare
e scrivo questa stupida canzone
che non sa
parlare di te parlare di te
sei sicura di avere pazienza
e di volere viaggiare
sei sicura di rimanere sveglia
in una stanza ad aspettare
sei sicura perché senza volere
potrei farti male
sei sicura
perché io sono così in aria
che non riesco a pensare
sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me
non vorrei insistere ma è
palese
sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me
t’autorizzo a ridere
perché
io tento di spiegare
di razionalizzare
e scrivo questa stupida canzone
che non sa
parlare di te
tutte le parole
suonano piccole
non sanno spiegare
non posso credere
sei sicura che
sei sicura di non essere un po’ troppo bella per me
t’autorizzo a ridere
perché
io tento di spiegare
di razionalizzare
e scrivo questa stupida canzone
che non sa
parlare di te
 
 
 
 

*J-Ax pseudonimo del cantautore Alessandro Aleotti (Milano, 5 agosto 1972)
 
 
 
 

Man Ray – Bianco e nero
 
 
 
 
Cosa ne pensate?
 
Orso Tony
 
 
 
 
 
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LEE MILLER – FASCINO E FOTO D’ ARTE – UNA VITA ROMANZESCA   Leave a comment

 





Ci sono vite che sono romanzi,
anche se quella di Lee Miller,
per sua stessa ammissione, era stata
un fradicio rompicapo,
le cui tessere ubriache
non combaciano per forma né scopo”.

 

 

 

Elizabeth ‘Lee’ Miller – Lady Penrose
(23 April 1907 – 21 July 1977)

 

 

 

LEE MILLER  UNA VITA CON LA FOTOGRAFIA

– DA MAN RAY A FOTOGRAFA DI GUERRA –

 

 

 

Lee Miller – Autoritratto 

 

 


BELLEZZA AVVENTURA STORIA E ARTE FOTOGRAFICA –

 

 

 

 

 

Certo la bambina Elizabeth Miller, nata nel 1907 a Poughkeepsie, la cittadina sul fiume Hudson ricca d’arte e di storia, dove i magnati di New York, come gli Astor e i Vanderbilt, andavano a costruirsi i palazzi per gli ozii estivi, doveva essere predestinata se il padre Theodore, fotografo dilettante affascinato dalla figlia, la ritraeva costantemente, registrandone e mappandone la crescita.

 Infatti la vita di Lee sarebbe stata segnata dall’arte, dalla fotografia, perfino dagli orrori del secolo, ma sempre con il marchio di quel dono di natura che definiamo, per brevità, fascino.

 

 

 

Lee Miller ritratta da George Hoyningen 1928

 

 

Perché già a vent’anni Elizabeth, anzi Li-Li, e subito Lee, era una modella sulla copertina di Vogue, richiesta dai grandi fotografi.

Bella era, bellissima, anche se dai tratti pronunciati, non aristocratici, “bostoniani”, delle celebrità del tempo. Ma in più aveva la forza interna, il piglio, appreso da ragazza alla scuola di teatro in Europa, a Parigi o, di ritorno a casa, al celebre Vassar College.

 

 

 

 

Ovvio che l’oceano non fosse ostacolo, ma ponte, se nel 1929 Lee era di nuovo a Parigi, a cercare Man Ray, fotografo e artista d’un’arte spregiudicata e inquietante, il Surrealismo, per diventarne l’allieva, la musa, l’amante.

 

 

Lee Miller e Man Ray

 

 

 

Con lui inventerà una tecnica originale, la solarizzazione delle foto, con lui sperimenterà un’estetica sempre carica di allusioni sessuali, come il “Nudo piegato in avanti”, ove la schiena femminile assume contorni fallici.

 

 

 

Nudo piegato in avanti

 

 

Con Man Ray e coi compagni di scuola condividerà vita e vacanze, reciterà (muta) in prove d’arte come il film “Le sang d’un poète”, di Jean Cocteau, con loro disegnerà, scatterà, provocherà.

 

 

Picnic: Nusch and Paul Eluard, Roland Penrose, Man Ray, and Ady Fidelin,
île Sainte-Marguerite, Cannes, France, 1937. Lee Miller.

 

 


 
Ma Lee cresce in fretta, tre anni dopo ha già lasciato Man Ray e ha aperto a New York il proprio studio.

Malgrado la grande depressione, fa ritratti alle personalità dell’epoca, lavora per la pubblicità e su Vogue, caso raro se non unico, appare sia come modella che come fotografa.

 

 

 

 

 

 

Al confine tra arte, cronaca e commercio, riprende gli interpreti di un’opera d’avanguardia su libretto di Gertrude Stein, “Four Saints in Three Acts”, un cast tutto di colore che sarà d’ispirazione a “Porgy and Bess”, di George Gershwin.

Un altro balzo, un’altra sorpresa: Lee sposa, imprevedibilmente, l’egiziano Aziz Eloui Bey, direttore generale del ministero delle Ferrovie, del Telegrafo e dei Telefoni.

 

 

 

 

 

 

 Al Cairo, e nel deserto, riscopre la foto d’arte, a volte antropologica, più spesso enigmatica. 

Ma gli anni ’30 volgono al peggio, e la musa del Surrealismo affronta la dura realtà.

 

 

 




Dal ’39 è a Londra, per vivere con un altro uomo, Roland Penrose, che le darà un figlio.

Ma prima ritrae con occhio surrealista la capitale sotto il blitz delle V2 naziste.

 

 

 




Poi, sempre per Vogue (la vanità della moda s’arrende alla guerra), diventa corrispondente dal fronte.

 

 

 

 

 

Lee Miller  – Foto per Vogue

 

 

 Segue l’avanzata delle truppe alleate: St Malo, Parigi, poi l’orrore di Dachau e Buchenwald.


 

 

Lee Miller – Buchenwald concentration camp – 1945

 

 

 Fotografa e scrive: sulle pagine patinate escono immagini e parole dell’inferno, i cadaveri, l’obbrobio.


 

 

Lee Miller – SS morto in un canale – Dachau – Germany – 1945

 

 

La ragazza che aveva scoperto con gioia il surrealismo si confronta al più duro espressionismo.


Ma non si piega: con il suo accompagnatore, David Scherman, il grande fotografo di Life che la fa da mentore (e da amante), arriva nel banale appartamento di Hitler, a Monaco, e ha il guizzo che Man Ray avrebbe amato: 

si spoglia, s’immerge nella vasca da bagno del Fuehrer, si fa fotografare da Scherman davanti ai pesanti scarponi da guerriera.

 

 

Lee Miller nel bagno di Hitler, 1945. David E. Scherman. © 2007 Lee Miller Archives. All rights reserved 

 

 

Il resto è riposo, lungo riposo fino al 1977.


 

 

 Roland Penrose

 

 

Lee si ritira nel Sussex con Penrose, lo sposa, dà alla luce il figlio Antony e continua a scrivere e fotografare per Vogue.

 

 

 

 

 

Riceve ospiti, li fotografa mentre innaffiano il giardino, s’appisola sui divani, diventa finalmente adulta – il Surrealismo è finito… come  la vita meravigliosa di Lee Miller.

.

.

.




Testo dal blog “Chelsea mia” di Alessio Altichieri


Coordinam. e impaginazione Tony Kospan

 

In caso di copia indicare assolutamente il Blog… 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.
.
.
.
.



 

LEE MILLER – BELLEZZA AVVENTURA STORIA E ARTE FOTOGRAFICA   Leave a comment

 





Ci sono vite che sono romanzi,
anche se quella di Lee Miller,
per sua stessa ammissione, era stata
un fradicio rompicapo,
le cui tessere ubriache
non combaciano per forma né scopo”.

 

 

 

Elizabeth ‘Lee’ Miller – Lady Penrose
(23 April 1907 – 21 July 1977)

 

 

 

LEE MILLER  UNA VITA CON LA FOTOGRAFIA

– DA MAN RAY A FOTOGRAFA DI GUERRA –

 

 

 

Lee Miller – Autoritratto 

 

 


BELLEZZA AVVENTURA STORIA E ARTE FOTOGRAFICA –

 

 

 

 

 

Certo la bambina Elizabeth Miller, nata nel 1907 a Poughkeepsie, la cittadina sul fiume Hudson ricca d’arte e di storia, dove i magnati di New York, come gli Astor e i Vanderbilt, andavano a costruirsi i palazzi per gli ozii estivi, doveva essere predestinata se il padre Theodore, fotografo dilettante affascinato dalla figlia, la ritraeva costantemente, registrandone e mappandone la crescita.

 Infatti la vita di Lee sarebbe stata segnata dall’arte, dalla fotografia, perfino dagli orrori del secolo, ma sempre con il marchio di quel dono di natura che definiamo, per brevità, fascino.

 

 

 

Lee Miller ritratta da George Hoyningen 1928

 

 

Perché già a vent’anni Elizabeth, anzi Li-Li, e subito Lee, era una modella sulla copertina di Vogue, richiesta dai grandi fotografi.

Bella era, bellissima, anche se dai tratti pronunciati, non aristocratici, “bostoniani”, delle celebrità del tempo. Ma in più aveva la forza interna, il piglio, appreso da ragazza alla scuola di teatro in Europa, a Parigi o, di ritorno a casa, al celebre Vassar College.

 

 

 

 

Ovvio che l’oceano non fosse ostacolo, ma ponte, se nel 1929 Lee era di nuovo a Parigi, a cercare Man Ray, fotografo e artista d’un’arte spregiudicata e inquietante, il Surrealismo, per diventarne l’allieva, la musa, l’amante.

 

 

Lee Miller e Man Ray

 

 

 

Con lui inventerà una tecnica originale, la solarizzazione delle foto, con lui sperimenterà un’estetica sempre carica di allusioni sessuali, come il “Nudo piegato in avanti”, ove la schiena femminile assume contorni fallici.

 

 

 

Nudo piegato in avanti

 

 

Con Man Ray e coi compagni di scuola condividerà vita e vacanze, reciterà (muta) in prove d’arte come il film “Le sang d’un poète”, di Jean Cocteau, con loro disegnerà, scatterà, provocherà.

 

 

Picnic: Nusch and Paul Eluard, Roland Penrose, Man Ray, and Ady Fidelin,
île Sainte-Marguerite, Cannes, France, 1937. Lee Miller.

 

 


 
Ma Lee cresce in fretta, tre anni dopo ha già lasciato Man Ray e ha aperto a New York il proprio studio.

Malgrado la grande depressione, fa ritratti alle personalità dell’epoca, lavora per la pubblicità e su Vogue, caso raro se non unico, appare sia come modella che come fotografa.

 

 

 

 

 

 

Al confine tra arte, cronaca e commercio, riprende gli interpreti di un’opera d’avanguardia su libretto di Gertrude Stein, “Four Saints in Three Acts”, un cast tutto di colore che sarà d’ispirazione a “Porgy and Bess”, di George Gershwin.

Un altro balzo, un’altra sorpresa: Lee sposa, imprevedibilmente, l’egiziano Aziz Eloui Bey, direttore generale del ministero delle Ferrovie, del Telegrafo e dei Telefoni.

 

 

 

 

 

 

 Al Cairo, e nel deserto, riscopre la foto d’arte, a volte antropologica, più spesso enigmatica. 

Ma gli anni ’30 volgono al peggio, e la musa del Surrealismo affronta la dura realtà.

 

 

 




Dal ’39 è a Londra, per vivere con un altro uomo, Roland Penrose, che le darà un figlio.

Ma prima ritrae con occhio surrealista la capitale sotto il blitz delle V2 naziste.

 

 

 




Poi, sempre per Vogue (la vanità della moda s’arrende alla guerra), diventa corrispondente dal fronte.

 

 

 

 

 

Lee Miller  – Foto per Vogue

 

 

 Segue l’avanzata delle truppe alleate: St Malo, Parigi, poi l’orrore di Dachau e Buchenwald.


 

 

Lee Miller – Buchenwald concentration camp – 1945

 

 

 Fotografa e scrive: sulle pagine patinate escono immagini e parole dell’inferno, i cadaveri, l’obbrobio.


 

 

Lee Miller – SS morto in un canale – Dachau – Germany – 1945

 

 

La ragazza che aveva scoperto con gioia il surrealismo si confronta al più duro espressionismo.


Ma non si piega: con il suo accompagnatore, David Scherman, il grande fotografo di Life che la fa da mentore (e da amante), arriva nel banale appartamento di Hitler, a Monaco, e ha il guizzo che Man Ray avrebbe amato: 

si spoglia, s’immerge nella vasca da bagno del Fuehrer, si fa fotografare da Scherman davanti ai pesanti scarponi da guerriera.

 

 

Lee Miller nel bagno di Hitler, 1945. David E. Scherman. © 2007 Lee Miller Archives. All rights reserved 

 

 

Il resto è riposo, lungo riposo fino al 1977.


 

 

 Roland Penrose

 

 

Lee si ritira nel Sussex con Penrose, lo sposa, dà alla luce il figlio Antony e continua a scrivere e fotografare per Vogue.

 

 

 

 

 

Riceve ospiti, li fotografa mentre innaffiano il giardino, s’appisola sui divani, diventa finalmente adulta – il Surrealismo è finito… come  la vita meravigliosa di Lee Miller.

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Testo dal blog “Chelsea mia” di Alessio Altichieri


Coordinam. e impaginazione Tony Kospan

 

In caso di copia indicare assolutamente il Blog… 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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