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LA LONTANANZA IN AMORE – Eccola nelle poesie.. negli aforismi.. nell’arte e nelle canzoni   Leave a comment



Magritte 



LA LONTANANZA IN POESIA.. 
ARTE.. MUSICA ED AFORISMI (B)
a cura di Tony Kospan 



Care amiche ed amici amanti come me della poesia ora parleremo di una particolare situazione in amore… che è quella del venirsi a trovare lontani dalla persona amata.


La lontananza, cioè il distacco reale tra 2 persone, oggi certamente viene alleviata grazie alle moderne tecnologie di comunicazione ma tuttavia resta un difficile problema per coloro che si amano.


Essa può avvenire per vari casi della vita, come trasferimenti per lavoro o per altri motivi, ma talvolta, come nel caso di amori virtuali, può esistere anche già prima di conoscersi.






Altre volte però la lontananza è non fisica ma psicologica, ma in questo caso è chiaro che non è la lontananza il problema, ma è l’amore che vacilla.


E’ vero che il proverbio dice:
La lontananza fa all’amore quello che il vento fa al fuoco: spegne quelli piccoli, infiamma quelli grandi” ma ciò non toglie che questo è un tema che addolora moltissimo chi ha il suo amore lontano.


Una bellissima ed amatissima frase, di cui si ignora l’autore, quasi consolatoria per gli innamorati lontani, è poi questa:
La lontananza è il sale dell’amore. Può rendere più gustoso il suo sapore o inaridire il terreno sul quale è sbocciato.”








Come al solito, prima delle poesie, dei dipinti e delle canzoni, leggiamo alcuni aforismi sul tema.



E’ nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama. 
Fëdor Dostoevskij

~~~~~~~~~~~~~~~

Se ascolti il vento con molta attenzione, sentirai sussurrare il mio amore per te. 
Andrew Davidson

~~~~~~~~~~~~~~~

Il dolore della separazione è nulla in confronto alla gioia di incontrarsi di nuovo. 
Charles Dickens

~~~~~~~~~~~~~~~

Distanza significa così poco quando qualcuno significa così tanto.
Tom McNeal

~~~~~~~~~~~~~~~

Nessun posto è lontano. 
Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate forse non ci siete già?
Enrico Brizzi 







Originale e controcorrente è l’idea della lontananza di cui ci parla la prima poesia in quanto ribalta il classico concetto dei suoi effetti sull’amore mentre le altre sono nel solco della tradizione.

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che piacciono a voi.



fre bia pouce   musicAnimata      La lontananza – Domenico Modugno
D. R. Knight



DA LONTANO
Desanka Maksimovic ~

No, non ti avvicinare…
Voglio da lontano amare e bramare
i tuoi due occhi.
Poiché la letizia è bella quando si aspetta,
mentre di sé un accenno da.
No, non ti avvicinare…
C’è più delizia in questo dolce timore,
attesa ed incertezza.
Tutto è più bello finché si cerca
di cosa si, solo, per sospetto, sa..
No, non ti avvicinare…
Perché dovresti farlo?
Quando è distante, tutto come stella splende,
Da lontano, solo, ammiriamo tutto,
No, non voglio che si avvicinino i tuoi due occhi.



fre bia pouce   musicAnimata     Laura Pausini . Assenza di te
Alfonso Simonetti



NON POSSO RAGGIUNGERTI
~ Nadina Spaggiari Ascari ~

Non posso raggiungerti,
ho ascoltato il silenzio, ma non ci sei,
ti ho chiamato nei canali aperti al tormento e non ci sei,
ti ho cercato nell’acqua,
nel vento che frusta il prato senza un briciolo di ragione,
ma non ci sei,
non rispondi nemmeno al mio grido verso il tramonto,
che spegne la luce negl’occhi e privo di compassione
porta la notte nel cuore, così, lasciandomi senza di te,
perché tu non rispondi, tu non ci sei.
Ti ho cercato nella luce del cuore e si è schiuso un sussurro,
come un piccolo abbraccio,
un soffio d’angelo, un bisbigliare sommesso,
che diventa presto uragano e mi catapulta sul mio desiderio
e mi dice che devo lasciarmi guidare, fuori da te.
Anima mia,
non posso più scorrerti dentro,
mischiarmi al tuo sangue così. Morirei.
E non è follia è soltanto la febbre che sale, è l’amore,
il mio amore per te.
Devo andarmene da questo delirio,
chiudere il pensiero, dimenticarmi di te.



fre bia pouce   musicAnimata    Imparare dal vento – Tiro Mancino
Angela Betta Casale



SENZA PACE
Shakespeare ~

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.



fre bia pouce   musicAnimata     Vieni via con me – Paolo Conte
Lucia Merli



NEI PENSIERI
~ Erich Fried ~
 
Pensarti
e pensare a te
e pensare soltanto a te e
pensare a berti
e pensare ad amarti
e pensare a sperare
e sperare e sperare
e sperare sempre pi?
di rivederti sempre
Non vederti
e nei pensieri
non soltanto pensarti
ma già berti
e già amarti
E soltanto allora aprire gli occhi
e nei pensieri
soltanto allora vederti
e poi pensarti
e poi di nuovo amarti
e poi di nuovo berti
e poi
vederti sempre più bella
e poi vederti pensare
e pensare
che ti vedo
E vedere che posso pensarti
e sentirti
anche se
per tanto tempo ancora non potrò vederti.



fre bia pouce   musicAnimata     Lontano lontano – Tenco
P. Avallone


ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO
Pablo Neruda ~
 
Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.
Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l’amore d’un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?
Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sere
dove corre il tramonto cancellando statue.







CIAO DA TONY KOSPAN



blu roseblu roseblu roseblu roseblu rose
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Frecce (174)
E… SE… TI PIACE… I S C R I V I T I



C. V. Holsoe



Breve ricordo di Magritte.. grande ed originale surrealista.   Leave a comment






Breve ricordo del noto pittore belga, maestro del surrealismo geniale ma anche grande interprete dell’interiorità.



René Magritte (Lessines 21.11.1898 – Bruxelles 15.8.1967)



Magritte è considerato uno dei più grandi surrealisti del 20° secolo.

Leggiamo questo breve brano, trovato tempo fa nel web, che ci parla del suo inconsueto modo di dipingere.



Lo sguardo perduto



 – Magritte non amava dipingere.
Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento distaccato rispetto al “fare pittura“.
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell’idea, unica grande protagonista dei suoi lavori.



Gli amanti



“Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d’inebrianti incidenti di percorso.
Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione.







Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall’arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all’attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze.” (dal web)






Amo Magritte proprio per questo, cioè non tanto per le sue capacità tecnico-pittoriche, quanto per l’originalità delle idee a cui dà forma con fantasia incredibile,  e che poi trasmette a noi in modo chiaro, anche se surreale (oggi potremmo chiamare tutto questo… “messaggio”).






Ma la sua eccezionale capacità evocativa non si limitò alla pittura in senso classico ma anche a creare manifesti pubblicitari di successo.



POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,



POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,



Infine vediamo, in questo video qui giù, altri suoi dipinti collegati alla musica di Rachmaninoff.



fre bia pouce    music+121



Buona visione e buon ascolto (o viceversa).

Tony Kospan







UN BALLO IN MASCHERA – L’opera di Verdi unita a dipinti in tema maschere – Classica e arte   Leave a comment




UN BALLO IN MASCHERA

E’ una delle più emozionanti opere Verdiane
considerata il più melodrammatico dei melodrammi
che ebbe sì vita travagliata
ma che alla fine raggiunse i meritatissimi successi.


Qui ne conosceremo la storia,
ne leggeremo la trama in breve
e
l’ascolteremo in 2 brani tra dipinti in tema “maschere”.


.

 

Tiepolo – Maschere veneziane

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CLASSICA ED ARTE
 
UN BALLO IN MASCHERA
 
 
L’opera di Giuseppe Verdi fu scritta
su libretto di Antonio Somma,
a sua volta tratto dal libretto di Eugène Scribe per Daniel Auber
“Gustave III, ou Le Bal masqué” (1833).
 
 
.
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La prima ebbe luogo il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma,
ma sia lì, che al Teatro San Carlo di Napoli,
dove doveva esser per la prima volta rappresentata,
ebbe grossi problemi con la censura dell’epoca.
Si temeva che l’opera nascondesse intenti risorgimentali.
Questi problemi furono superati spostando la trama
dell’opera nelle Americhe ma Verdi ne soffrì molto.



 

George Tooker

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LA TRAMA IN ESTREMA SINTESI



Riccardo, conte di Warwick, scopre che al ballo ci sarà anche la sua, segretamente, amata Amelia.

Un suo amico, nonché marito di Amelia, Renato gli comunica che è in corso una congiura contro di lui.

Lui non se ne preoccupa e dovendo decidere se confermare o meno la condanna di un’indovina la perdona e decide di incontrarla davanti ai presenti.
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Pietro Longhi



L’indovina consiglia ad Amelia d’andare al cimitero per liberarsi di un innamorato.

Lei ci va ed incontra Riccardo che le dichiara il suo amore Amelia gli dice d’esser anche lei innamorata di lui ma che non vuole tradire il marito.

Renato li raggiunge ed avverte Riccardo della necessità urgente di fuggire, ma prima di scappare dice a Renato di proteggere la donna che essendo mascherata non viene riconosciuta dal marito.
  
Arrivano i congiurati che non trovano Riccardo e cercano di capire chi è la donna e nella confusione ad Amelia cade la maschera.

Sconvolto Renato si associa ai nemici del conte che vuole punire con la morte.

Mosso a pietà perdona la moglie ma decide che l’ex amico dovrà morire al ballo in maschera che si deve tenere proprio quel giorno.

All’incontro con Samuel e Tom, gli altri 2 congiurati, si tira a sorte per scegliere chi dovrà uccidere Riccardo e tocca proprio a Renato.

Siamo al ballo.





Antoine Pesne





Riccardo ha intanto deciso di rinunciare al suo amore e dispone il ritorno di Amelia e suo marito in Inghilterra.

Al ballo in maschera Renato però riesce scoprire chi sia il conte che tra l’altro stava parlando con Amelia.

Appena si allontana dalla donna Renato lo pugnala ma viene subito arrestato.

Riccardo che ormai sta morendo gli dice dell’ordine di espatrio per lui e la moglie, che mai era stato tradito e dà generosamente l’ordine di liberare sia lui che gli altri 2.

I presenti inneggiano al grande gesto di Riccardo mentre Renato resta impietrito per il rimorso.


 
 
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Ora guardiamo qualche altro dipinto in tema maschere
a partire da Magritte col suo inconfondibile stile
in questo doppio frutto con maschera


 
 
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Magritte
 
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per passare poi a questo dipinto di Albert Linch
a cui associamo il primo brano dell’opera
 
 

fre bia pouce    music+121

 Albert Linch – Ballo in maschera
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Invece quest’altro brano musicale, stavolta con il grande Pavarotti,
è unito a questo dipinto, di Gérome Jean-Léon,
dedicato proprio al BALLO IN MASCHERA.

  

fre bia pouce    music+121
AMICIZIA... ARTE E CLASSICA...  MUSICA



 
 
Buon ascolto (e buona visione)
 
 
Orso Tony


3
IL GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
INSIEME
Frecce (174)







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Magritte ed il suo geniale surrealismo   Leave a comment






Breve ricordo del noto pittore belga, maestro del surrealismo geniale ma anche grande interprete dell’interiorità.



René Magritte (Lessines 21.11.1898 – Bruxelles 15.8.1967)



Magritte è considerato uno dei più grandi surrealisti del 20° secolo.

Leggiamo questo breve brano, trovato tempo fa nel web, che ci parla del suo inconsueto modo di dipingere.



Lo sguardo perduto



 – Magritte non amava dipingere.
Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento distaccato rispetto al “fare pittura“.
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell’idea, unica grande protagonista dei suoi lavori.



Gli amanti



“Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d’inebrianti incidenti di percorso.
Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione.







Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall’arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all’attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze.” (dal web)






Amo Magritte proprio per questo, cioè non tanto per le sue capacità tecnico-pittoriche, quanto per l’originalità delle idee a cui dà forma con fantasia incredibile,  e che poi trasmette a noi in modo chiaro, anche se surreale (oggi potremmo chiamare tutto questo… “messaggio”).






Ma la sua eccezionale capacità evocativa non si limitò alla pittura in senso classico ma anche a creare manifesti pubblicitari di successo.



POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,



POST VARI ARTE E NON CLASSIFIC,



Infine vediamo, in questo video qui giù, altri suoi dipinti collegati alla musica di Rachmaninoff.



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Buona visione e buon ascolto (o viceversa).

Tony Kospan







“La grande famiglia” – Una poesia di Tony Kospan anche in video   Leave a comment







LA GRANDE FAMIGLIA

Tony Kospan


 
Ogni volta che un uomo

ad un altr’uomo reca danno

senz’onesto motivo…

 
Ogni volta che un uomo

al fratello animale reca danno

senz’onesto motivo… 

 
Ogni volta che un uomo

a mamma natura reca danno

senz’onesto motivo…

 
io sto male… 

 
perché il danno anche a me

egli ha arrecato. 

 
Non siamo fatti

della stessa materia? 

 
Non siamo creati

dalla stessa mano? 

 
Non siamo forse elementi

della stessa realtà? 

 
Non sentiamo d’esser molecole

d’un unico cosmico corpo? 

 
Non recitiamo un’unica commedia,

seppur con diverse parti,

sullo stesso palcoscenico? 

 
Non suoniamo tutti insieme

la musica delle stelle? 

 
Perché dunque esser nemici

infine anche a se stessi? 

 
Non è meglio godere

dell’unanime abbraccio

d’ogni membro,

comunque composto,

della grande famiglia

dell’assoluto Universo?

 
Ogni volta che un uomo…








A questa mia modesta poesia un’amica
 ha voluto dedicare il video qui giù, davvero molto bello.



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Magritte – La grande famiglia





LA LONTANANZA IN AMORE* – Ecco come ce ne parlano le poesie.. gli aforismi.. l’arte e le canzoni   2 comments



Magritte 



LA LONTANANZA IN POESIA.. 
ARTE.. MUSICA ED AFORISMI (B)
a cura di Tony Kospan 



Care amiche ed amici amanti come me della poesia ora parleremo di una particolare situazione in amore… che è quella del venirsi a trovare lontani dalla persona amata.


La lontananza, cioè il distacco reale tra 2 persone, oggi certamente viene alleviata grazie alle moderne tecnologie di comunicazione ma tuttavia resta un difficile problema per coloro che si amano.


Essa può avvenire per vari casi della vita, come trasferimenti per lavoro o per altri motivi, ma talvolta, come nel caso di amori virtuali, può esistere anche già prima di conoscersi.






Altre volte però la lontananza è non fisica ma psicologica, ma in questo caso è chiaro che non è la lontananza il problema, ma è l’amore che vacilla.


E’ vero che il proverbio dice:
La lontananza fa all’amore quello che il vento fa al fuoco: spegne quelli piccoli, infiamma quelli grandi” ma ciò non toglie che questo è un tema che addolora moltissimo chi ha il suo amore lontano.


Una bellissima ed amatissima frase, di cui si ignora l’autore, quasi consolatoria per gli innamorati lontani, è poi questa:
La lontananza è il sale dell’amore. Può rendere più gustoso il suo sapore o inaridire il terreno sul quale è sbocciato.”








Come al solito, prima delle poesie, dei dipinti e delle canzoni, leggiamo alcuni aforismi sul tema.



E’ nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama. 
Fëdor Dostoevskij

~~~~~~~~~~~~~~~

Se ascolti il vento con molta attenzione, sentirai sussurrare il mio amore per te. 
Andrew Davidson

~~~~~~~~~~~~~~~

Il dolore della separazione è nulla in confronto alla gioia di incontrarsi di nuovo. 
Charles Dickens

~~~~~~~~~~~~~~~

Distanza significa così poco quando qualcuno significa così tanto.
Tom McNeal

~~~~~~~~~~~~~~~

Nessun posto è lontano. 
Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate forse non ci siete già?
Enrico Brizzi 







Originale e controcorrente è l’idea della lontananza di cui ci parla la prima poesia in quanto ribalta il classico concetto dei suoi effetti sull’amore mentre le altre sono nel solco della tradizione.

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che piacciono a voi.



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D. R. Knight



DA LONTANO
Desanka Maksimovic ~

No, non ti avvicinare…
Voglio da lontano amare e bramare
i tuoi due occhi.
Poiché la letizia è bella quando si aspetta,
mentre di sé un accenno da.
No, non ti avvicinare…
C’è più delizia in questo dolce timore,
attesa ed incertezza.
Tutto è più bello finché si cerca
di cosa si, solo, per sospetto, sa..
No, non ti avvicinare…
Perché dovresti farlo?
Quando è distante, tutto come stella splende,
Da lontano, solo, ammiriamo tutto,
No, non voglio che si avvicinino i tuoi due occhi.



fre bia pouce   musicAnimata     Laura Pausini . Assenza di te
Alfonso Simonetti



NON POSSO RAGGIUNGERTI
~ Nadina Spaggiari Ascari ~

Non posso raggiungerti,
ho ascoltato il silenzio, ma non ci sei,
ti ho chiamato nei canali aperti al tormento e non ci sei,
ti ho cercato nell’acqua,
nel vento che frusta il prato senza un briciolo di ragione,
ma non ci sei,
non rispondi nemmeno al mio grido verso il tramonto,
che spegne la luce negl’occhi e privo di compassione
porta la notte nel cuore, così, lasciandomi senza di te,
perché tu non rispondi, tu non ci sei.
Ti ho cercato nella luce del cuore e si è schiuso un sussurro,
come un piccolo abbraccio,
un soffio d’angelo, un bisbigliare sommesso,
che diventa presto uragano e mi catapulta sul mio desiderio
e mi dice che devo lasciarmi guidare, fuori da te.
Anima mia,
non posso più scorrerti dentro,
mischiarmi al tuo sangue così. Morirei.
E non è follia è soltanto la febbre che sale, è l’amore,
il mio amore per te.
Devo andarmene da questo delirio,
chiudere il pensiero, dimenticarmi di te.



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Angela Betta Casale



SENZA PACE
Shakespeare ~

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.



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Lucia Merli



NEI PENSIERI
~ Erich Fried ~
 
Pensarti
e pensare a te
e pensare soltanto a te e
pensare a berti
e pensare ad amarti
e pensare a sperare
e sperare e sperare
e sperare sempre pi?
di rivederti sempre
Non vederti
e nei pensieri
non soltanto pensarti
ma già berti
e già amarti
E soltanto allora aprire gli occhi
e nei pensieri
soltanto allora vederti
e poi pensarti
e poi di nuovo amarti
e poi di nuovo berti
e poi
vederti sempre più bella
e poi vederti pensare
e pensare
che ti vedo
E vedere che posso pensarti
e sentirti
anche se
per tanto tempo ancora non potrò vederti.



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P. Avallone


ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO
Pablo Neruda ~
 
Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.
Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l’amore d’un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?
Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sere
dove corre il tramonto cancellando statue.







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C. V. Holsoe



Buon sabato sera in poesia “Innamorato” Goethe – arte Corot – canzone “Non ti dimentico” A. Ruggiero   Leave a comment

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Jean-Baptiste Camille Corot 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
La felicità sta nel gusto e non nelle cose; 
si è felici perché si ha ciò che ci piace, 
e non perché si ha ciò che piace agli altri.
– François de La Rochefoucauld –
 

 
 
 
 

               

       

Jean-Baptiste Camille Corot – Malinconia

 

 

INNAMORATO

Johann Wolfgang Goethe

 

Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante;
venissi tu a pescare,
io mi lascerei prendere.
Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante.
 
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
Oppure una vettura,
per portarti a tuo agio.
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
 
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio;
se tu facessi spese,
io tornerei correndo.
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio.
 
Vorrei esser fedele,
la mia bella sempre diversa;
a lei vorrei promettermi,
né vorrei mai andarmene.
Vorrei esser fedele,
e lei sempre mutare.
 
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo;
se tu mi rifiutassi,
non potrei certo affliggermi.
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo.

 
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi,
e tu fossi imbronciata,
ti farei delle burle.
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi.
 
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone,
avessi l’occhio di lince
e un’astuzia di volpe.
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone.
 
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei;
con i beni di un principe,
tutto ti apparterrei!
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei!
 
Ma sono come sono,
e accettami così!
Se ne vuoi di migliori,
fatteli su misura.
Io sono come sono;
così dovrai accettarmi!




Jean-Baptiste Camille Corot – Donna che legge 

 

 

 

da Orso Tony


 

 

MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.

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Barres & déco diverses

 




Jean-Baptiste Camille Corot


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Magritte con il suo surrealismo e Rachmaninoff con la sua musica classica romantica – Arte e Classica   Leave a comment



Un breve ricordo del noto pittore belga.

maestro del surrealismo geniale

 associato, con le sue opere, 

alla musica del coevo grande musicista russo.







In questo post di “Arte e Classica” come di consueto 
ci sarà il “poter veder ed ascoltar insieme”
la pittura e la musica classica ma sopratturto
conoscere 2 grandi artisti del ‘900.






Magritte

ovvero l’interpretazione dell’interiorità

e  Rachmaninoff

l’ultimo dei compositori romantici







René Magritte


Lessines 21.11.1898 – Bruxelles 15.8.1967



e…



Sergei Rachmaninoff



Velikij Novgorod 1.4.1873 – Beverly Hills 28.3.1943



Rachmaninoff  è considerato  l’ultimo dei grandi compositori romantici.

Ma è stato anche pianista e direttore d’orchestra di fama mondiale.

Dopo la rivoluzione russa divenne cittadino americano ma ebbe sempre nostalgia per la madre patria.

Ha creato un linguaggio musicale nuovo ricco di espressività e di colorate tonalità.

Come pianista poi è stato un autentico “padrone” dello strumento da cui ricavava stupende melodie.




Lo sguardo perduto


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Magritte è stato invece un pittore belga considerato tra i più grandi surrealisti del 20° secolo.

Leggiamo questo breve brano trovato tempo fa nel web che ci parla del suo inconsueto modo di dipingere.







 – Magritte non amava dipingere.
Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento distaccato rispetto al “fare pittura“.
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine… la fragranza dell’idea, unica protagonista dei suoi lavori.




Gli amanti



Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d’inebrianti incidenti di percorso.
Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione.
Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall’arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all’attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze. – 
(dal web)






Amo Magritte proprio per questo,
cioè non tanto per le sue capacità tecnico-artistiche,
quanto per l’idea dipinta con fantasia incredibile,
che egli ci trasmette in modo chiaro, anche se surreale
(oggi chiameremmo  questo...messaggio).




 

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Il collegamento arte-musica stavolta mi è stato facilitato

dall’aver trovato questo video che accosta anch’esso

una bella serie di dipinti di Magritte alla musica di Rachmaninoff.




fre bia pouce    music+121


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Buon ascolto… e buona visione (o viceversa)
se vi fa piacere.








Ciao… da Orso Tony



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LA TUA PAGINA PER SOGNARE

Frecce (174)

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UN BALLO IN MASCHERA – La mitica opera di Verdi unita a dipinti in tema maschere – Classica e arte   Leave a comment




UN BALLO IN MASCHERA

E’ una delle più emozionanti opere Verdiane
considerata il più melodrammatico dei melodrammi
che ebbe sì vita travagliata
ma che alla fine raggiunse i meritatissimi successi.


Qui ne conosceremo la storia,
ne leggeremo la trama in breve
e
l’ascolteremo in 2 brani tra dipinti in tema “maschere”.


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Tiepolo – Maschere veneziane

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CLASSICA ED ARTE
 
UN BALLO IN MASCHERA
 
 
L’opera di Giuseppe Verdi fu scritta
su libretto di Antonio Somma,
a sua volta tratto dal libretto di Eugène Scribe per Daniel Auber
“Gustave III, ou Le Bal masqué” (1833).
 
 
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La prima ebbe luogo il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma,
ma sia lì, che al Teatro San Carlo di Napoli,
dove doveva esser per la prima volta rappresentata,
ebbe grossi problemi con la censura dell’epoca.
Si temeva che l’opera nascondesse intenti risorgimentali.
Questi problemi furono superati spostando la trama
dell’opera nelle Americhe ma Verdi ne soffrì molto.



 

George Tooker

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LA TRAMA IN ESTREMA SINTESI



Riccardo, conte di Warwick, scopre che al ballo ci sarà anche la sua, segretamente, amata Amelia.

Un suo amico, nonché marito di Amelia, Renato gli comunica che è in corso una congiura contro di lui.

Lui non se ne preoccupa e dovendo decidere se confermare o meno la condanna di un’indovina la perdona e decide di incontrarla davanti ai presenti.
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Pietro Longhi



L’indovina consiglia ad Amelia d’andare al cimitero per liberarsi di un innamorato.

Lei ci va ed incontra Riccardo che le dichiara il suo amore Amelia gli dice d’esser anche lei innamorata di lui ma che non vuole tradire il marito.

Renato li raggiunge ed avverte Riccardo della necessità urgente di fuggire, ma prima di scappare dice a Renato di proteggere la donna che essendo mascherata non viene riconosciuta dal marito.
  
Arrivano i congiurati che non trovano Riccardo e cercano di capire chi è la donna e nella confusione ad Amelia cade la maschera.

Sconvolto Renato si associa ai nemici del conte che vuole punire con la morte.

Mosso a pietà perdona la moglie ma decide che l’ex amico dovrà morire al ballo in maschera che si deve tenere proprio quel giorno.

All’incontro con Samuel e Tom, gli altri 2 congiurati, si tira a sorte per scegliere chi dovrà uccidere Riccardo e tocca proprio a Renato.

Siamo al ballo.





Antoine Pesne





Riccardo ha intanto deciso di rinunciare al suo amore e dispone il ritorno di Amelia e suo marito in Inghilterra.

Al ballo in maschera Renato però riesce scoprire chi sia il conte che tra l’altro stava parlando con Amelia.

Appena si allontana dalla donna Renato lo pugnala ma viene subito arrestato.

Riccardo che ormai sta morendo gli dice dell’ordine di espatrio per lui e la moglie, che mai era stato tradito e dà generosamente l’ordine di liberare sia lui che gli altri 2.

I presenti inneggiano al grande gesto di Riccardo mentre Renato resta impietrito per il rimorso.


 
 
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Ora guardiamo qualche altro dipinto in tema maschere
a partire da Magritte col suo inconfondibile stile
in questo doppio frutto con maschera


 
 
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Magritte
 
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per passare poi a questo dipinto di Albert Linch
a cui associamo il primo brano dell’opera
 
 

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 Albert Linch – Ballo in maschera
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Invece quest’altro brano musicale, stavolta con il grande Pavarotti,
è unito a questo dipinto, di Gérome Jean-Léon,
dedicato proprio al BALLO IN MASCHERA.

  

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AMICIZIA... ARTE E CLASSICA...  MUSICA



 
 
Buon ascolto (e buona visione)
 
 
Orso Tony


3
IL GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
INSIEME
Frecce (174)







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“La grande famiglia”… poesia di Tony Kospan   Leave a comment







LA GRANDE FAMIGLIA

Tony Kospan


 
Ogni volta che un uomo

ad un altr’uomo reca danno

senz’onesto motivo…

 
Ogni volta che un uomo

al fratello animale reca danno

senz’onesto motivo… 

 
Ogni volta che un uomo

a mamma natura reca danno

senz’onesto motivo…

 
io sto male… 

 
perché il danno anche a me

egli ha arrecato. 

 
Non siamo fatti

della stessa materia? 

 
Non siamo creati

dalla stessa mano? 

 
Non siamo forse elementi

della stessa realtà? 

 
Non sentiamo d’esser molecole

d’un unico cosmico corpo? 

 
Non recitiamo un’unica commedia,

seppur con diverse parti,

sullo stesso palcoscenico? 

 
Non suoniamo tutti insieme

la musica delle stelle? 

 
Perché dunque esser nemici

infine anche a se stessi? 

 
Non è meglio godere

dell’unanime abbraccio

d’ogni membro,

comunque composto,

della grande famiglia

dell’assoluto Universo?

 
Ogni volta che un uomo…








A questa mia poesia l’amica Giovanna
 ha voluto dedicare il video qui giù, davvero molto bello.



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Magritte – La grande famiglia





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