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I MASCHI DISTRATTI ED I MASCHI PIGNOLI… BY LITTIZZETTO   Leave a comment

 

 

Un articolo come sempre super graffiante

della Luciana nazionale

 

 
 
 
I MASCHI DISTRATTI ED I MASCHI PIGNOLI
by Luciana Littizzetto…
 
 

 

 

 
Da una recente indagine sociologica condotta da me stessa su di un campione strettamente personale risulta che la specie umana maschile si può verosimilmente suddividere in due grandi sottogruppi:
 
i maschi distratti e i maschi pignoli.
 
 
Quali i migliori? Difficile dirlo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Partiamo dai primi: gli sbadati, gli svaniti, i cloni di Mister Bean.  
 
Non avrebbero tanto bisogno di una fidanzata quanto di un’insegnante di sostegno.
Perdere e dimenticare è l’attività  principe delle loro giornate.
Vanno a comperare il giornale e lo lasciano all’edicola, tolgono l’autoradio ma la sistemano sul tettuccio, hanno il telefonino ma si scordano di accenderlo, perdono le chiavi e anche la copia, il portafoglio e anche la patente, cambiano la batteria dell’auto una volta al mese perché dimenticano sistematicamente i fari accesi e tamponano spessissimo perché quando guidano fanno qualsiasi altra cosa fuorché guidare.
E poi si fanno male continuamente.
Si inciampano, si slogano, si sbucciano, si tagliano… roba da quarta elementare.
 
 
 

 

 

I maschi pignoli non sono certo meno faticosi. Tutt’altro.
 
Cronometrano quanto ci mettono da casello a casello, stabiliscono con precisione millimetrica il consumo della loro auto che di solito è un cartone, impilano gli asciugamani per sfumatura di colore, lucidano gli angoli delle scarpe con lo spazzolino da denti, compilano gli specchietti delle agende dei soldi in entrata e soldi in uscita segnando anche lo stick e il biglietto del tram, tengono a memoria la cadenza del ciclo mestruale della fidanzata e scrivono una S sul calendario per ricordarsi i giorni in cui hanno fatto sesso. Sempre molto pochi.
 
 
 
 

 

 

 

Il massimo è il marito della mia amica Elvira. Pignolo e maniaco della pulizia. Mentre mangiamo, lui lava già i piatti. Quelli che stiamo usando. Quando alla moglie incinta si ruppero le acque, invece di tranquillizzarla la inseguì con lo spazzolone del Mocio Vileda.
 
«Però mi piaci, che ci posso fare? Mi piaci» cantava Alex Britti.
Giusto.
Ma è giusto anche quello che mi ha detto l’altro giorno una mia amica napoletana:
«Se metti ‘o rhum in coppa a ‘nu strunz non diventa ‘nu babà!».
(Se metti del rum su di un escremento questo non diventa un babà – n.t.k.)
 
 
 
 
 
Mi piaci – Alex Britti
 
 
 
 
Poveri noi maschi… Nota di T.K.
 
 

 

 
 
 
Dal Web – impaginazione dell’Orso…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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LA LITTIZZETTO… LE FESTE DI NATALE… ED IL MASCHIO…   Leave a comment

 

 
 
LA LITTIZZETTO…
LE FESTE DI NATALE…
ED IL… MASCHIO
 

 

 
 
Un graffiante… ma non può che esser così…
brano della Luciana nazionale…
che ci parla proprio di questi giorni…
 
 
Certo è un pò femminista… ma…
esilarante come al solito A bocca aperta
 
 
 
 
LA LITTIZZETTO…
LE FESTE DI NATALE… ED IL MASCHIO… 
 
 
 
 
Anno nuovo.
Vita? Tendenzialmente identica.
Con qualche certezza in più. 
Tipo Cindy Crawford che nella pubblicità di un aspirapolvere ci fa sapere che detesta gli acari.
Fantastico. Doveva venire lei col suo neo dall’America a dircelo.
Pensare che noi invece andiamo pazze per gli acari.
Li alleviamo con orgoglio negli orli dei tappeti.
Con gioia lasciamo che si riproducano negli anfratti del camino.
Vai, Cindy… torna pure nell’Illinois e, se puoi, portati anche quella bietola di Richard Cere con le sue praline.
Che stanchezza. Non so più cosa sia la tolleranza.
Sarà stata la magia del Natale. Eh, sì. D’altra parte sono una donna…
E cosa fa una donna durante le feste? Si sfrange l’anima e il corpo.
Con una mano ritira la tredicesima e con l’altra paga le bollette, compra i regali ai figli, fa il presepe, addobba l’albero, salda la rata del riscaldamento, sistema le camere per i parenti, fa la spesa, prepara gli agnolotti, compra la stella di Natale
per la suocera, corre dalla parrucchiera, fa il pieno alla macchina, appende il vischio alla porta, cura l’acetone del figlio piccolo che si ammala sempre durante le feste,spedisce gli auguri di Natale ai colleghi del marito, mette a mollo le lenticchie, compra i petardi per il Capodanno e, per non perdere tempo, con una scopa legata al sedere, spazza il parquet.
 
E l’uomo? ‘Sto balengo?
Si mette il costume rosso e la barba bianca e fa Babbo Natale.
Stop. ‘Sto grandissimo minchione.

Poi gioca tutto il tempo coi figli e dice:
“La mamma di giocare non ne ha più voglia perché non è rimasta bambina come me!”.

 

Tu non sei rimasto bambino, amore mio invertebrato, sei rimasto cretino… capisci?
Certo.. son quelle tre o quattro letterine che però fanno la differenza.
Per te, tesoro mio, il massimo della trasgressione è dormire senza mutande…
lo sai, fragolina mia di bosco, che sei un uomo di seconda scelta?
Sei come il prosciutto di spalla coi polifosfati.
A mangiarlo non è che muori, ma a lungo andare ti danneggi la salute.
 
Ah, dimenticavo.
Le vedi quelle corna scintillanti rimaste sotto l’albero?
Sono per te!
 
 
 
 
 
DAL WEB… IMPAGINAZ. T.K.
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 
 
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