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Charles Baudelaire e la lettera “superappassionata” a Jeanne Duval suo grande ed incontenibile amore   1 comment








Quella che ora leggeremo è una bellissima ed appassionata lettera d’amore
 inviata dal mitico poeta “maledetto” Baudelaire all’amata Jeanne Duval.

Il loro fu un amore tormentato, ma grandissimo e passionale, se il poeta, 
che l’amò per circa 20 anni (con interruzioni) fin dal suo arrivo a Parigi,
le dedicò ben 18 liriche.







La Duval, nativa di Haiti e che vediamo qui, sia in alcuni dipinti che in foto, 
era nota all’epoca come ballerina ed attrice 
ma anche per esser la donna del grande poeta francese dell’800.

Le origini esotiche, un fascino diabolico e misterioso ed una grande sensualità 
stregarono completamente il poeta che di lei cantò ogni aspetto 
soffermandosi spesso sul profumo del suo corpo e del suo seno.



Jeanne è qui in una rara foto e in un dipinto di Manet



“Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi…”



Questo amore così totalizzante 
portò il poeta a confliggere con la madre 
che non vedeva di buon occhio questo legame 
che per lui però era l’amore della vita.








Il suo era un sentimento sovrumano 
e lo cantò senza posa nelle sue poesie 
definendo l’amata, per le dolcissime curve e la sua sensualità, 
perfino come “serpente che danza”
come possiamo leggere in questi altri versi.


“Quando cammini con quella cadenza,
bella d`abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone”

Ma veniamo alla lettera, tratta da “Un emisfero nella tua chioma
in cui il sentimento del poeta appare scoperto, senza limiti e senza remore.








DA BAUDELAIRE A JEANNE DUVAL


Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli, affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, er scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo!
tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli!
La mia anima viaggia sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco:
confuso nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale;
sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere.
Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.
Charles Baudelaire




Jeanne qui è disegnata dallo stesso Baudelaire



Pochi anni dopo la scomparsa di Baudelaire anche Jeanne si eclissò
e, benché la storiografia ufficiale la ritiene morta prima di Baudelaire,
il suo vecchio amante (prima di conoscere il poeta) e noto fotografo Nadar
racconta di averla incontrata nel 1870 mentre camminava per strada
trascinandosi con le stampelle.

Ormai non era più quella che 
anche quando cammina si direbbe che danzi





Tony Kospan



FINE



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La “superappassionata” lettera di Baudelaire a Jeanne Duval e la storia del loro amore      Leave a comment








Quella che ora leggeremo è una bellissima ed appassionata lettera d’amore
 inviata dal mitico poeta “maledetto” Baudelaire all’amata Jeanne Duval.

Il loro fu un amore tormentato, ma grandissimo e passionale, se il poeta, 
che l’amò per circa 20 anni (con interruzioni) fin dal suo arrivo a Parigi,
le dedicò ben 18 liriche.







La Duval, nativa di Haiti e che vediamo qui, sia in alcuni dipinti che in foto, 
era nota all’epoca come ballerina ed attrice 
ma anche per esser la donna del grande poeta francese dell’800.

Le origini esotiche, un fascino diabolico e misterioso ed una grande sensualità 
stregarono completamente il poeta che di lei cantò ogni aspetto 
soffermandosi spesso sul profumo del suo corpo e del suo seno.



Jeanne è qui in una rara foto e in un dipinto di Manet



“Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi…”



Questo amore così totalizzante 
portò il poeta a confliggere con la madre 
che non vedeva di buon occhio questo legame 
che per lui però era l’amore della vita.








Il suo era un sentimento sovrumano 
e lo cantò senza posa nelle sue poesie 
definendo l’amata, per le dolcissime curve e la sua sensualità, 
perfino come “serpente che danza”
come possiamo leggere in questi altri versi.


“Quando cammini con quella cadenza,
bella d`abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone”

Ma veniamo alla lettera, tratta da “Un emisfero nella tua chioma
in cui il sentimento del poeta appare scoperto, senza limiti e senza remore.








DA BAUDELAIRE A JEANNE DUVAL


Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli, affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, er scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo!
tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli!
La mia anima viaggia sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco:
confuso nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale;
sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere.
Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.
Charles Baudelaire




Jeanne qui è disegnata dallo stesso Baudelaire



Pochi anni dopo la scomparsa di Baudelaire anche Jeanne si eclissò
e, benché la storiografia ufficiale la ritiene morta prima di Baudelaire,
il suo vecchio amante (prima di conoscere il poeta) e noto fotografo Nadar
racconta di averla incontrata nel 1870 mentre camminava per strada
trascinandosi con le stampelle.

Ormai non era più quella che 
anche quando cammina si direbbe che danzi





Tony Kospan



FINE



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La “superappassionata” lettera di Charles Baudelaire a Jeanne Duval.. suo grande amore   1 comment








Quella che ora leggeremo è una bellissima ed appassionata lettera d’amore
 inviata dal mitico poeta “maledetto” Baudelaire all’amata Jeanne Duval.

Il loro fu un amore tormentato, ma grandissimo e passionale, se il poeta, 
che l’amò per circa 20 anni (con interruzioni) fin dal suo arrivo a Parigi,
le dedicò ben 18 liriche.







La Duval, nativa di Haiti e che vedremo qui, sia in alcuni dipinti che in foto, 
era nota come ballerina ed attrice 
ma anche per esser la donna del grande poeta francese dell’800.

Le origini esotiche, un fascino diabolico e misterioso ed una grande sensualità 
stregarono il poeta che di lei cantò ogni aspetto 
e soffermandosi spesso sul profumo del suo corpo e del suo seno.



Jeanne è qui in una rara foto e in un dipinto di Manet



“Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi…”



Questo amore così totalizzante 
portò il poeta a confliggere con la madre 
che non vedeva di buon occhio questo legame 
che per lui però era l’amore della vita.








Il suo era un sentimento sovrumano 
e lo cantò senza posa nelle sue poesie 
definendo l’amata, per le dolcissime curve e la sua sensualità, 
perfino come “serpente che danza”
come possiamo leggere in questi altri versi.


“Quando cammini con quella cadenza,
bella d`abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone”

Ma veniamo alla lettera, tratta da “Un emisfero nella tua chioma
in cui il sentimento del poeta appare scoperto, senza limiti e senza remore.








DA BAUDELAIRE A JEANNE DUVAL


Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli, affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, er scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo!
tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli!
La mia anima viaggia sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco:
confuso nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale;
sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere.
Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.
Charles Baudelaire




Jeanne qui è disegnata dallo stesso Baudelaire




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La “passionalissima” lettera di Baudelaire a Jeanne Duval.. suo grande amore   2 comments









Quella che ora leggeremo è una bellissima ed appassionata lettera d'amore
 inviata da Baudelaire all’amata Jeanne Duval.

Il loro fu un amore tormentato, ma grandissimo e passionale, se il poeta, 
che l'amò per circa 20 anni (con interruzioni) fin dal suo arrivo a Parigi,
le dedicò ben 18 liriche.







La Duval, nativa di Haiti e che vedremo qui, sia in alcuni dipinti che in foto, 
era nota come ballerina ed attrice 
ma anche per esser la donna del mitico “poeta maledetto”.

Le origini esotiche, il fascino diabolico e misterioso, la grande sensualità 
stregarono il poeta che di lei cantò ogni aspetto 
e si soffermò spesso sul profumo del suo corpo e del suo seno.



Jeanne è qui in una rara foto e in un dipinto di Manet



“Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi…”



Questo amore così totalizzante 
portò il poeta a confliggere con la madre 
che non vedeva di buon occhio questo legame 
che per lui però era l'amore della vita.








Il suo era un sentimento sovrumano 
e lo cantò senza posa nelle sue poesie 
definendo l'amata per le dolcissime curve e la sua sensualità 
perfino “Il serpente che danza”
come possiamo leggere in questi altri versi.


“Quando cammini con quella cadenza,
bella d`abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone”

Ma veniamo alla lettera, tratta da “Un emisfero nella tua chioma
in cui il sentimento del poeta appare scoperto, traboccante e senza remore.








DA BAUDELAIRE A JEANNE DUVAL


Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli, affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, er scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo!
tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli!
La mia anima viaggia sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco:
confuso nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell'azzurro tropicale;
sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere.
Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.
Charles Baudelaire




Jeanne qui è disegnata dallo stesso Baudelaire




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